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2009/01/19

LegObama da delirio

Io ho sbagliato mestiere. Lui no




Dettagli di due immagini tratte da The Big Picture. Andate a vedere gli originali a tutto schermo. Non dico altro.

28 commenti:

Federica ha detto...

Ora che ho visto cosa riesce a fare quest'uomo come faccio a definirmi Agnostica?
Dovrò elevarlo a mio Dio *____*

Zifnab ha detto...

Stupefacente
avrei tanto voluto dargli una mano...
o forse no :D

Luigi Rosa ha detto...

AHHHUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!

Davanti a certe cose si puo' solamente ululare come i lupi ululano alla luna.

Dan ha detto...

Sì, ma dopo aver visto e sentito tutto quello che la gente sta facendo dedicato a lui, mi sembra si stia un po' esagerando... va bene che è il presidente della speranza nella ripresa e della liberazione da Bush lo stordito, ma sembra che invece della nomina di un presidente USA si stia per assistere alla seconda venuta di Cristo. Sculture in Lego, canzoni dedicate e chi più ne ha più ne metta. Capisco l'entusiasmo per il nuovo presidente, ma andiamoci piano!

Dan ha detto...

Dimenticavo: complimenti al costruttore della cerimonia in Lego...

Anonimo ha detto...

dan:
credo che bene o male la "cerimonia" sia quella. è un evento e richiede molti preparativi. ovvio c'è molto entusiasmo ma non è che quando è salito bush hanno fatto le pizzette da asporto sotto casa, anche lui ha avuto la cerimonia...

paolo attivissimo hai visto l'astronauta con la bandiera? sta dritta anche se non c'è vento!! :P

Anghelos ha detto...

Se l'amministrazione Obama dovesse andare male, questo modello (chiamarlo modellino è riduttivo) in lego sarà il momento più luminoso...

Avion ha detto...

Visto qualche giorno fa... Certa gente ha proprio un sacco di tempo e soldi da buttare! O l'hanno pagato per questa meraviglia?

Avion ha detto...

Ah, l'ha fatto a Legoland. :)

Slowly ha detto...

TSK!
Io lo faccio meglio.
Col meccano.

:D

mogio ha detto...

Personalmente trovo assurdo che per insediare un presidente democraticamente eletto ci sia bisogno di una celebrazione degna della "grandeur" del Re Sole (Luigi XIV).

Comunque tanto di "Chapeau" all'artista.

@Dan

Capisco l'entusiasmo per il nuovo presidente, ma andiamoci piano!

Concordo con te, ma questo vale soprattutto per gl'Europei, ricordiamoci che il suo dovere sono gl'interessi degli Stati Uniti, non del mondo. Poi non nascondo che anch'io nutro molte speranze in lui.

Franci ha detto...

Ho assistito all'elezione di Obama, anzi a tutto ciò che l'ha preceduta, convivendo con emozioni costrastanti.
Da una parte ero rasserenato da un generale clima di consenso che fino che negli ultimi tempi era sempre mancato nei confronti del mondo USA, dall'altra mi chiedevo che senso avesse dare queste colossali aperture di credito ad un candidato che alla fine dei conti ancora non avevo fatto nulla di speciale.
Del resto continuo a non capire come mai l'enorme carrozzone elettorale USA, spaventosamente più costoso e patetico del nostro (noi attingiamo da loro elementi grotteschi), goda di un entusiasmo che non riesco a giustificare se non con una sorta di riflesso condizionato verso colui che viene dipinto come il nuovo Messia.
Anche ieri nei TG veniva mostrata la lettera (pubblica) che ha scritto alle figlie (!) come se fosse qualcosa di cui andare fieri e non un banale spot autopromozionale con trattamento dei sentimenti in stile hard discount.

Federica ha detto...

Secondo me è "normale" tanto entusiasmo nei confronti di Obama.
Considera che i primi africani sono arrivati in America come schiavi, che per porre fine allo schiavismo c'è stata addirittura una guerra e che fino a non molto tempo fa le persone di colore dovevano sedersi in fondo, negli autobus, per non mischiarsi coi bianchi.

Adesso hanno un presidente nero!

E' una svolta epocale :)

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@francesca

beh sì infatti quello che è sfuggito agli osservatori in questo forum è che si celebra il colore della pelle e non la persona. E chi pensa che ciò sia riduttivo si ricordi che questa riduzione culturale di "guardare il colore della pelle" e non il merito delle persone l'hanno cominciata gli europei bianchi tanti tanti anni fa.
Se non ci fosse stato il razzismo ora ci concentreremmo sul merito di Obama.. Allora di chi è la colpa di questo teatrino?
Spero solo che Obama si dimostri capace (io credo che lo sia) altrimenti son proprio cazzi amari

Franci ha detto...

Se si sta celebrando il colore della pelle che sovverte la storia lo posso anche capire.
Quello che però non capisco è di cosa si stia rallegrando il mondo quando ancora scelte politiche vere e proprie non ci sono state.

OK, siamo tutti felici per questo cambiamento, ma non vorrei che ci fosse una sorta di razzismo al contrario dove un presidente non bianco debba essere per forza un presidente buono. Io spero che a tanto entusiasmo generale corrispondano scelte di politica estera di livello adedguato. Obama resta pur sempre un cittadino Americano che, come tale, penserà agli interessi del suo Paese ed in questo, finchè non compierà azioni degne di essere ricordate, è identico a quelli che lo hanno preceduto, almeno per ora!

Sinceramente non trovo alcun elemento di gratificazione nel considerarlo nero piuttosto che bianco perchè secondo me, proprio per scavalcare totalmente il discorso di pelle, dovremmo concentrarci solo sugli effetti politici della sua elezione. Per ora sono stati generalmente confortanti a livello di "clima generale"... ma altro in concreto non c'è.

Federica ha detto...

Anch'io spero che sia un buon Presidente, ma in effetti non si può non considerare il colore della pelle, in questo caso.
E non per razzismo, ma per oggettività.
Nel caso di Obama una minoranza che per anni è stata schiavizzata, vessata, messa ai margini ha il proprio riscatto.
E il "per anni" effettivamente è improprio, se consideriamo che tuttora buona parte della popolazione afroamericana ha una vita ben diversa dal resto della popolazione americana, se pensiamo al razzismo che perdura anche qui in Europa, se pensiamo a come è ridotta l'Africa "grazie" all'Occidente.

L'elezione di un uomo di colore, poi, non è avvenuta in un paese qualsiasi, ma in AMERICA che, ci piaccia o no, è il paese attorno al quale gira il resto del mondo. Sia dal punto di vista militare che economico le scelte dell'America condizionano anche le nostre.

Per non parlare del Sogno Americano, per il quale lavorando duramente e in modo determinato si può migliorare la propria vita. Finora riguardava principalmente la popolazione bianca, adesso Obama dimostra che anche chi nasce figlio di una minoranza, addirittura figlio di un clandestino, non solo può migliorare la propria vita, ma può diventare l'uomo più potente al mondo. Il sogno americano ha nuovo vigore e questa volta per tutti, non solo per chi ha la fortuna di nascere bianco in una ricca famiglia borghese.

Oltre a ciò a votare Obama non sono stati solo i neri, ma anche i bianchi: segno che qualcosa è cambiato, che alcuni pregiudizi sono caduti per quello che riguarda la stragrande maggioranza della popolazione americana.

Un Presidente nero, insomma, non è una bazzecola se si considera che fino al 1994, in Sud Africa, c'è stata l'Apartheid... adesso, 15 anni dopo, l'uomo più potente del mondo - ovvero il presidente degli Stati Uniti - è nero. E figlio di un immigrato, per giunta, non nero ma adottato da genitori bianchi da piccolino.
Rientra a tutti gli effetti, insomma, in quello che molti possono considerare "altro da sé"... ma non per questo non è riuscito a realizzare quanto voleva.

L'importanza della sua elezione sta proprio nel fatto che la sua storia e il colore della sua pelle non ne abbiano compromesso il successo elettorale.

Quasi certamente, i rapporti tra popolazione bianca e nera sono destinati a cambiare, in un modo o nell'altro, e in tutto il mondo.

Zifnab ha detto...

questo dimostra quanto le leggi sull'immigrazione (severa per certi tratti in america, a quanto ricordo) non significhi assolutamente e non implichi una sorta di razzismo.
credo che gli americano abbiano dato una bella lezione al mondo, trattando Obama come un degno presidente.
mi ricordo ancora il discorso di McCain, veramente ammirevole.
noi cose del genere in Italia ce le scordiamo.

Devo ammettere di non essere obamizzato, nel senso che attendo di vedere cosa vorrà fare, anche se invero non me ne interesserò molto, visto che non ho modo di vedere da vicino le politiche USA e solitamente se non vedo da vicino e approfonditamente le cose evito di esprimermi.

Dan ha detto...

"credo che bene o male la "cerimonia" sia quella. è un evento e richiede molti preparativi. ovvio c'è molto entusiasmo ma non è che quando è salito bush hanno fatto le pizzette da asporto sotto casa, anche lui ha avuto la cerimonia..."
No no, non mi riferivo alla cerimonia del giuramento: io parlavo di tutto il contorno di eventi più o meno spontanei a lui dedicati, come appunto questa scultura in Lego e altre cose che ho visto nelle notizie dei giorni scorsi. Come dice Franci, aspettiamo che faccia almeno qualcosa di buono, anche se non proprio eccezionale, prima di abbandonarsi a tanto entusiasmo.

"Considera che i primi africani sono arrivati in America come schiavi, che per porre fine allo schiavismo c'è stata addirittura una guerra [...]
Adesso hanno un presidente nero!
E' una svolta epocale :)"

Ah, per quello sono contento anch'io, è un cambiamento storico... poi non hai idea di quanto maligno piacere io ricavi dal pensiero di quanto si rodono i vari conservatori, bigotti, KKK e neonazisti americani vari: se fosse per loro, donne, negri e ebrei (e asiatici, e ispanici, ecc. ecc...) sarebbero tutti sottomessi al grande "uomo bianco". E invece adesso si ritrovano il presidente negro! eh eh eh...

"questo dimostra quanto le leggi sull'immigrazione (severa per certi tratti in america, a quanto ricordo) non significhi assolutamente e non implichi una sorta di razzismo."
Aggiungerei la condizione "se fatte bene"... ovviamente qua in Italia le cose fatte bene ci riescono raramente...
Certo, se poi quelle leggi vengono dalla destra, che senza voler fare politica non è che siano l'ala più tollerante del parlamento...

Federica ha detto...

Senza andare a cercare i neo-nazisti americani, io aspetto con gioia il momento della prima visita di Obama in Italia.
Pensate come sarà divertente vedere Fini, Bossi, Berlusconi, Maroni, Calderoli ecc stringergli la mano :D

mogio ha detto...

@Federica

Alcuni appunti:

Il sogno americano ha nuovo vigore e questa volta per tutti, non solo per chi ha la fortuna di nascere bianco in una ricca famiglia borghese.

Il mito del sogno "americano":

Nelson Mandela
Karol Wojtyla
Nicolas Sarkozy
Adolf Hitler (per "par condicio")

Solo per citare qualcuno che, da solo e partendo svantaggiato, è diventato "qualcuno" senza attingere al "sogno Americano".

Considera che i primi africani sono arrivati in America come schiavi, che per porre fine allo schiavismo c'è stata addirittura una guerra..

Non è proprio per quello che si è combattuto ma a qualcuno piace crederlo.

se pensiamo a come è ridotta l'Africa "grazie" all'Occidente.

Anche gl'Africani ci mettono del loro, a dir la verità.

Non sono contro gli Stati Uniti ma non sopporto la loro retorica patriottica e il loro "noi siamo migliori" in tutto.
Scusa ma è piu forte di me :)
Ma come ho già detto ho molta fiducia in Obama.

Federica ha detto...

Motogio, alcuni appunti:

Nelson Mandela
Karol Wojtyla
Nicolas Sarkozy
Adolf Hitler

Che col sogno americano c'entrano...?
Niente, direi.
Considerato che il Sogno Americano nasce un po' prima del '900, quando l'America era ancora un continente grande e in parte inesplorato dove davvero c'erano opportunità per tutti.

Capisco l'antipatia per gli americani, ma non vedo cosa c'entri esattamente Adolf Hitler col sogno americano.

Il nostro mito del "self-made man" è necessariamente diverso dal loro, perché la loro storia è diversa. Quando, nel 1500, l'Europa era già popolata e piena di masse affamate l'America era ancora un continente da esplorare, dove anche il più disgraziato dei disgraziati poteva sperare di farsi una vita e diventare qualcuno [purché fosse bianco, ovviamente].
L'America, per l'Europa, rappresentava il nuovo, l'inseplorato, la speranza. Tanto che in America, almeno inizialmente, esisteva già il mito democratico di una popolazione dove non c'erano né ricchi né poveri, ma solo classe media (che poi questo si sia discostato sempre più dalla realtà è un altro discorso) tanto che, si diceva, l'America non avrebbe mai avuto una letteratura perché non aveva conflitti da sviscerare e nulla di "problematico" su cui scrivere.
La grande democraticità dei primi americani te la dimostra la Rivoluzione Americana, che si conclude con una nazione indipendente, presidenziale e, soprattutto, formata da un'unione di repubbliche.
Per essere il '700 - secolo di illuminismo ma anche di monarchie assolute - non mi sembra poco.

* * *

Considera che i primi africani sono arrivati in America come schiavi, che per porre fine allo schiavismo c'è stata addirittura una guerra..

Non è proprio per quello che si è combattuto ma a qualcuno piace crederlo.

_ - _ -

Se vuoi puoi dire che non fu essenzialmente una questione ideologica, ma non puoi negare che la schiavitù c'entrasse.

Sai, il Sud schiavista non era tanto contento di abolire la schiavitù visto che su di questo si basava la sua economia prevalentemente agricola, in quel caso dipendente da braccia non pagate.

* * *

se pensiamo a come è ridotta l'Africa "grazie" all'Occidente.

Anche gl'Africani ci mettono del loro, a dir la verità.

_ - _ - _

I politici africani, magari.
La popolazione africana che muore di fame, e che vede gli occidentali (ma ora come ora anche gli orientali!) succhiare tutte le risorse che ha, credo ci metta un po' meno del suo...

A meno che non vogliamo tornare a: "Noi li sfruttiamo perché sono inferiori. Dio lo vuole".

Elena Brescacin ha detto...

questo articolo, Paolo, è tutto quello che NON si deve fare quando si vuol rendere un blog leggibile da tutti, non vedenti compresi
non ho capito niente né dal titolo né dal testo...poco male! :P
mi caschi Paolo mi caschi di brutto! :D
Quando posti articoli con foto, dare una spiegazione delle foto sarebbe opportuno...te lo dico ora e non te lo dico +

Danx ha detto...

Mi piacerebbbe essere chiamato per distr...ehm smontarlo!ahah

mogio ha detto...

@Federica

Capisco l'antipatia per gli americani, ma non vedo cosa c'entri esattamente Adolf Hitler col sogno americano.

Ma a me sono simpatici gli Statunitensi, sia come popolo che come nazione, e la loro retorica patriottica che mi sta antipatica.

Cosa c'entra Hitler con il "sogno americano"? niente, è solo un esempio negativo (e provocatorio) del mito del "self-made man", ma anche Obama non c'entra niente con il mito del "sogno Americano", al limite rientra nel mito del "self-made man".
Il sogno Americano è(cito): attraverso il duro lavoro, il coraggio, la determinazione sia possibile raggiungere un migliore tenore di vita, per lo più attraverso la prosperità economica.
Bill Gates ne è l'esempio vivente, e detta così sembra una bella cosa, ma è un sistema che premia solo i più scaltri, intelligenti e senza troppi scrupoli morali.

A meno che non vogliamo tornare a: "Noi li sfruttiamo perché sono inferiori. Dio lo vuole".

Dai del razzista a qualcuno che non conosci solo perchè afferma che esiste una responsabilità condivisa fra Occidentali e Africani nella situazione attuale di un Continente?
Poi a giustificazione affermi che solo "I politici africani, magari" ne sono responsabili ma l'Occidente tutto, me compreso che non ero ancora nato a quei tempi. Sei un pò contradittoria.


Obama dimostra che anche chi nasce figlio di una minoranza, addirittura figlio di un clandestino

Chi era il clandestino scusa? Guarda che il padre di Obama era negli Stati Uniti per motivi di studio, ed in seguito ha conseguito un dottorato ad Harvard, a dimostrazione che non era solo un "povero negro" clandestino, ma una persona abbastanza intelligente (almeno più di me).

L'importanza della sua elezione sta proprio nel fatto che la sua storia e il colore della sua pelle non ne abbiano compromesso il successo elettorale.

Ha vinto, ma non in tutti gli Stati, il colore ha ancora la sua importanza, ma 8 anni di conservatori e di Bush al potere, con due guerre in atto e una crisi senza precedenti, erano dei validi motivi per provare a cambiare.

Sulla guerra di secessione non mi dilungo troppo ma ti faccio una domanda trabocchetto:
Nella seconda guerra mondiale gli Statunitensi hanno liberato l'Europa dal nazismo?

R:
No, sono stati i Russi a sconfiggere i Nazisti.
Gli Statunitensi hanno "solo" impedito ai Russi di continuare la loro marcia trionfale sino alle sponde dell'Atlantico, e hanno così risparmiato a mezz'Europa l'ebrezza della sottommissione al regime Comunista. Ma i libri di storia non la raccontano propio così.

Federica ha detto...

1. Non vedo perché Obama non dovrebbe c'entrare col sogno americano.
Un americano che, dal niente e anzi partendo da una condizione svantaggiata, diventa presidente degli Stati Uniti non incarna il Sogno Americano? Ah no? Beh, pensala come vuoi...

2. Io non do del razzista a nessuno; di certo non se si evita di dire banalità. Dire "ma anche gli africani ci mettono del loro" è una banalità.
Io ho accusato te direttamente di far soffrire l'Africa? No, mi pare di aver parlato di "Occidente" riferendomi, ovviamente, a chi l'Africa la sfrutta direttamente, che è chi ha il potere per farlo. Non certo io, che non ho nemmeno un lavoro.
Si potrebbe eccepire, comunque, che noi stessi strafregandocene tutto sommato delle condizioni in cui versa l'Africa, di chi la riduce così e di come rimediare, non siamo del tutto innocenti. Ci commuoviamo tutti quando vediamo i bambini morti di fame nelle immagini dell'UNICEF; poi arriva il barcone pieno di clandestini e magicamente l'italiano medio plaude Maroni che vuole rispedirli indietro in presa diretta.

3. Avevo capito che era clandestino. Mea culpa.
Ma il concetto cambia poco: Obama è comunque il figlio, nero, di un non-americano, comunque extra-comunitario, che diventa presidente degli USA.

4. Cosa c'entra se alcuni stati non lo hanno votato? Nelle precedenti elezioni tutti gli stati votavano unanimemente democratico o repubblicano?
Alcuni stati il candidato democratico non lo avrebbero votato nemmeno se fosse stato un albino!

5. Dai, ora tiriamo fuori i complotti sui libri di storia...
Sono mooooolto divertenti, perché alcuni li accusano di essere evidentemente sinistrosi nascondendo tragedie quali le foibe, altri di essere destrosi e parlare solo degli americani.
Mi pare abbastanza ovvio, invece, che sia i Russi che gli Anglo-Americani abbiano avuto ambedue la loro parte. I Russi da soli non credo che avrebbero potuto fare poi molto...

Del resto mi pare che nessuno neghi niente: basta leggere "Se questo è un uomo" per sapere che ad entrare ad Auschwitz furono i russi, non gli americani.
Certo, altrove non furono i russi perché... ehi!, i russi non hanno il dono dell'ubiquità.

Se vuoi ti presento una mia amica, la cui madre ha uno zio inglese. La zia l'ha conosciuto a Venezia, durante la guerra... magari non lo sa ed è russo anche lui?

mogio ha detto...

@Federica

Un americano che, dal niente e anzi partendo da una condizione svantaggiata, diventa presidente degli Stati Uniti non incarna il Sogno Americano?

Succede da sempre, in tutto il mondo, non spesso, ma succede.

2. Io non do del razzista a nessuno; di certo non se si evita di dire banalità. Dire "ma anche gli africani ci mettono del loro" è una banalità.

Lo stesso per me, dire che le colpe sono solo degli occidentali è una banalità.

Si vede che abbiamo dei punti di vista diversi, poco male.

Federica ha detto...

Beh, sai, lo sfruttamento dell'Africa non va avanti da dieci giorni ma da secoli.
Non è tanto facile tirare su la testa quando le migliori braccia vengono strappate via per essere ridotte in schiavitù altrove, o quando ti ritrovi a che fare con colonialismo e neocolonialismo per anni e anni...
Quando non sei nemmeno considerato una "persona" ma qualcosa di molto inferiore. Ci sono state varie discussioni, nei secoli scorsi, sul fatto che i neri avessero un anima o sul fatto che le persone di pelle nera fossero state originate dai tizzoni dell'inferno.
Dopo averli vessati per anni adesso attribuiamo la colpa di tutto solo alla storia recente? Anche no.

La storia è fondamentale per capire quanto accade nel presente; sarebbe come dire che i problemi della comunità ebraica sono nati con la questione palestinese... e prima? E secoli di odio, persecuzione, vendette, accuse di deicidio ed infanticidio ad opera dei cristiani? Quelle dove le mettiamo? Possiamo pulirci la coscienza e dare tutte le colpe ai musulmani solo perché, dopo la 2°guerra mondiale, il mondo occidentale è stato eticamente costretto a rivalutare gli appartenenti alla religione ebraica?

L'Africa, con le risorse che ha e che ha sempre avuto, potrebbe schiacciarci facilmente, se non avesse tanti problemi a rimettersi in piedi, dovuti a secoli di sfruttamento.


Grazie che in tutto il mondo c'è gente che si fa da sé... ma cosa c'entra, esattamente? In America il mito del Sogno Americano - chiunque può farcela, se lavora duramente - c'è da secoli e adesso si è concretizzato per un afroamericano, mentre prima riguardava principalmente l'uomo bianco.
Vogliamo banalizzare il tutto dicendo che Obama è un qualsiasi uomo che si è fatto da sé? OK. Ma non è così che lo percepiscono gli americani...

Orso ha detto...

Ho letto da qualche parte che la cerimonia del giuramento di Obama sarebbe costata 180 (centottanta) milioni di dollari USA, e che quella dei suoi predecessori al massimo sia stata al massimo di 50 (cinquanta) milioni di dollari USA.
E' possibile ??? Se si questa spesa a carico di chi è ????
Oppure è una "bufala" ???
Su internet ci sono tante di quelle bufale che si potrebbe mettere un caseificio per la produzione di mozzarelle di bufala !!!
Orso