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2014/07/18

La farsa del “diritto all’oblio” online: nasce il servizio che rivela cosa è stato rimosso

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/08/13 17:00.

Di recente l'Unione Europea ha imposto a Google di rimuovere certi link dai propri risultati, in nome del “diritto all'oblio”. Ma la norma vale soltanto per le ricerche effettuati da utenti i cui computer risultano essere nell'Unione Europea.

Per cui basta usare Google.com invece di Google.it o Google.fr e simili (meglio se da un indirizzo IP non-UE reale o simulato con un tunnel/proxy, ma non sempre è necessario) per vedere anche i risultati rimossi.

Ovviamente è nato Hidden from Google, un servizio che cataloga i risultati censurati e permette di sapere che cosa non si vuole che gli utenti UE possano leggere, attirando quindi maggiore attenzione proprio su quello che si voleva nascondere.

Certo, la norma UE serve per proteggere gli innocenti. Ma guardate chi sta usando la norma per nascondersi a Google e al mondo: Scientology su Der Spiegel, banche sulla BBC, pedofili confessi e condannati, e molto altro. Non vengono rimossi blog offensivi di dilettanti rabbiosi, ma pagine di giornalismo autorevole.

Per esempio, ho cercato in Google.ch “Fred Anton” (tra virgolette) insieme a scientology da un mio IP in UE (o Svizzera): l'articolo di Der Spiegel che lo cita in relazione a Scientology, datato 1995, non compare. Compare invece questo (notate l'ultima riga e il fatto che ora viene elencato il risultato citato da Hidden from Google):


Se immetto la stessa ricerca in Google.com riappare il risultato oscurato. Se vi sembra molto simile a una censura, e se vi sembra assolutamente inutile, non siete i soli. Di certo è un Effetto Streisand perfetto: non appena vedi l'avviso di Google che mi dice che è stato rimosso qualcosa, ti viene la curiosità di sapere cos'è. E lo puoi sapere.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Facepalm. Epico. Definitivo.
Da incorniciare!

Palin ha detto...

Non avevo dubbi sarebbe successo. Sta andando come avevo previsto in una maniera sinistramente precisa.

Anonimo ha detto...

ebbene sì, anche io ci ho provato (...) ma ecco la risposta finale:

"Gentile Sig. XXX,

La ringraziamo per il suo messaggio.

Abbiamo esaminato la sua richiesta. Per il momento, Google ha deciso di non intervenire.

In merito ai seguenti URL:

http://www.caib.es/eboibfront/ca/Xxx.omissis...

Sembra che i contenuti degli URL in questione vengano pubblicati e forniti regolarmente ai motori di ricerca da un ente statale. Alla luce della scelta del governo di rendere di dominio pubblico il materiale in questione, siamo giunti alla conclusione che l'inserimento di questo documento nei risultati di ricerca di Google sia giustificato dall'interesse pubblico.

Potrebbe avere il diritto di sottoporre la questione all'autorità per la protezione dei dati del suo Paese se non è soddisfatto della decisione presa da Google. Può includere nella comunicazione all'autorità il numero di riferimento 3-666100000xxxx ed una copia della conferma di invio del modulo relativo alla richiesta presentata a Google..

Può inviare la richiesta di rimozione direttamente al webmaster che gestisce il sito in questione. Il webmaster ha la possibilità di rimuovere i contenuti in questione dal Web, oppure di impedirne la visualizzazione nei motori di ricerca. Può visitare il sito all'indirizzo https://support.google.com/websearch/answer/9109?hl=it per sapere come contattare il webmaster di un sito.

Se nei risultati della Ricerca Google vengono ancora visualizzati contenuti obsoleti di un sito, può chiedere a Google di aggiornare o rimuovere la pagina utilizzando lo strumento per le richieste di rimozione di pagine web all'indirizzo http://www.google.com/webmasters/tools/removals.


Cordiali saluti,
Il Team di Google"

insomma, ogni scusa è buona, e nella mia ricerca cerano tutti i termini per una difesa della privacy esposta al pubblico,
anyway...

Massimo Musante ha detto...

Tutta questa storia del diritto all'oblio vale anche per gli altri motori? Va bene che Google è il principale motore di ricerca ma ne esistono altri perfettamente validi ed esistono i meta-motori che inoltrano le ricerche a diversi motori contemporaneamente. (per non parlare dell'orda di ri-bloggatori selvaggi che copia e incolla articoli di tutti i generi) L'unico vera speranza di oblio e una catastrofe globale.

Anonimo ha detto...

I complottisti direbbero che il diritto all' oblio
e' stato creato principalmente per permettere alle azziende,
di oscurare i difetti nascosti dei loro prodotti,
e degli utenti che si lamentano del problema.
Immondizia prodotta in oriente e venduta a peso d'oro,
malfunzionante per problemi congeniti e irrisolvibili.
just for reference : chirping hard disk, notebook difettosi,
milioni di chipset malfunzionanti, mainboard saldate male
o ancora peggio, commercializzazione di scarti,
parti meccaniche fuori tolleranze, testine stampanti perennemente intasate,
Ups dalla logica bisbetica, e blocco dell' infomazione sul software libero.
Perche' se si sapesse che molte funzioni di controllo remoto sono state
impiantate sul silicio e nel software chiuso, nessuno comprerebbe piu' tecnologia hi-tech.

Anonimo ha detto...

Ma politicamente, questo è diritto all'oblio o censura di euroregime ?

Sebastiano Pistore ha detto...

Altri motori? Forsi dici Bing... e... chi altro? :)
Una volta ('98) usavo virgilio, ma oggi credo abbia reiniziato un tour con Dante all'inferno.
Se non usi google ti si spegne il telefonino, il tablet, ti si blocca la caldaia, e chissà cos' altro (hanno anche astronavi?) :)
OOPS scrivo da gmail...

Flora May ha detto...

C'era da apsettarselo, ache se poteva venire gestito tutto meglio. È proprio un peccato e un'occasione persa, perché ci sono davvero degli innocenti, persone che hanno subito bullismo e una diffamazione ingiusta e altre cose che ha arrecato danni. Qui invece sembra proprio una censura, come dice Paolo, e abbastanza disgustosa.

Marco Malatesta ha detto...

Anni fa provai a ipotizzare una soluzione per garantire sia il diritto di cronaca, sia il diritto di avere uno strumento per rimediare alla cattiva reputazione: http://opidos.blogspot.it/2008/11/diritto-alloblo-meglio-il-diritto-al.html