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2014/07/29

Fukushima, “un suicidio ogni dieci minuti” secondo il Fatto Quotidiano

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “rush777” e “aldo.da*” e alla segnalazione di @fabioghibli ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Regola numero uno del giornalismo: se sbagli, ammettilo.

Regola numero uno del giornalismismo: se sbagli, prova a far sparire ogni traccia dello sbaglio e fa' finta di niente, tanto su Internet si può e non ti sgama nessuno.

Indovinate qual è stata la scelta del Fatto Quotidiano: ieri ha pubblicato un articolo, a firma di Pio d'Emilia, intitolato “Fukushima, la città del disastro nucleare con un suicidio ogni dieci minuti”. Mio screenshot:



Nell'articolo c'era questo calcolo che giustificava il dato davvero impressionante sui suicidi: “Dall'aprile 2011, nella prefettura di Fukushima, si sono registrati 1500 suicidi: più di 5 l'ora, uno ogni 10 minuti”. Sì, avete letto bene. Mio screenshot per gli increduli:


Il numero dei suicidi è drammatico, ma sarà vero? Se Pio d'Emilia riesce a massacrare l'aritmetica di base in questo modo, come faccio a fidarmi di qualunque cifra che mi propone? E in subordine, come è stato possibile commettere un errore così colossale e oltretutto pubblicarlo?

Il Fatto Quotidiano a questo punto aveva un problema: l'aritmeticretinata si poteva anche togliere dall'articolo facendo finta di nulla, ma l'URL dell'articolo era basato sul titolo e quindi avrebbe conservato “un-suicidio-ogni-dieci-minuti” come chiara prova del misfatto. L'URL, infatti, era questo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/28/fukushima-la-citta-del-disastro-nucleare-con-un-suicidio-ogni-dieci-minuti/1071175/.

Soluzione: ammettere l'umana fallibilità e chiedere scusa? Assolutamente no. Quell'URL ora porta infatti a quest'altro URL immacolato: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/28/fukushima-nella-citta-del-disastro-nucleare-1500-suicidi-da-aprile-2011/1071175/, dove c'è un articolo riscritto e corretto. Errore? Quale errore? Non c'è mai stato nessun errore. Screenshot attuali:





Ecco fatto! Problema risolto! Figuraccia evitata! Non siamo mai stati asini in aritmetica! Nessuno si accorgerà mai che abbiamo scritto una scempiaggine che squalifica tutto l'articolo e chi l'ha scritto.

...Come hai detto? La copia cache di Google? E cos'è?

Sveglia, Fatto Quotidiano. I tempi in cui le cazzate giornalistiche si coprivano cacciandole nel dimenticatoio della carta stampata, che oggi è giornale e domani è carta igienica, sono finiti da un pezzo. Oggi, se si vuole essere presi sul serio, bisogna essere trasparenti. Perché i lettori non sono scemi, non vogliono essere presi per scemi e oggi hanno a disposizione gli strumenti per farvi le pulci.

17 commenti:

Luca Favro ha detto...

Forse c'è una piccolo refuso:


Regola numero uno del giornalismismo: se sbagli, prova a far sparire ogni traccia dello sbaglio e fa' finta di niente, tanto su Internet si può e non ti sgama nessuno.

Dovrebbe essere invece:

Regola numero due del giornalismismo: se sbagli, prova a far sparire ogni traccia dello sbaglio e fa' finta di niente, tanto su Internet si può e non ti sgama nessuno.

Stupidocane ha detto...

@ Luca Favro

Non credo sia un refuso. La prima regola fa riferimento al giornalismo mentre la seconda al giornalismismo.

Mauro ha detto...

Che poi, oltre a non sapere la matematica, il caro Pio d'Emilia (povera Emilia se forna certi "giornalisti") dimentica una cosa nota e arcinota da secoli a medicina e psicologia: un'evacuazione forzata provoca sempre questi effetti, indipendentemente dalla causa dell'evacuazione... il nucleare, caro Pio d'Emilia, non c'entra nulla.

Davide Benedetti ha detto...

Refusino minuscolo:

E cos'é? -> E cos'è?

Donato ha detto...

Un giorno Fukushima verrà ricordata per la centrale nucleare che esplodendo causò un terremoto di magnitudo nove ed il conseguente disastroso tsunami! :-/

Simon ha detto...

In effetti ho smesso di leggere il Fatto Quotidiano perchè è inaffidabile, abbondano gli articoli scritti con incompetenza e approssimazione, spesso estremamente faziosi ed alla ricerca di uno scandalo o di una notizia sensazionale a tutti i costi anche dove non esiste.
Se interessa posso segnalare questa altra chicca, tra le tante che si possono trovare sul Fatto:
"Cina, 700 montagne saranno livellate. Per far posto alla città ecosostenibile"
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/27/cina-700-montagne-saranno-livellate-per-far-posto-alla-citta-ecosostenibile/

Pingu ha detto...

Hanno fatto sparire pure i tweet

MarcoT ha detto...

Pignolo... che vuoi che sia... tra 150.000 e 1.500... giusto un paio di ordini di grandezza... come ? sono gli zeri a destra della virgola che non contano ? cavolo, mi sbaglio sempre tra destra e sinistra...

alessandro ha detto...

Non solo c'è l'errore grossolano sul calcolo del numero di suicidi al giorno, ma in realtà sembra che, anche dando per buoni i 1500 suicidi citati dall'articolo, il dato non si discosti dalla media normale del Giappone (http://it.wikipedia.org/wiki/Suicidio_in_Giappone) , invalidando alla fonte il senso dell'intero articolo. Per fortuna, direi.
Ovviamente, non va dimenticato che stiamo parlando di questioni tragiche, che impongono rispetto e delicatezza, anche nell'ambito di una polemica sul cattivo giornalismo...ma certo, quello del fatto è un infortunio non da poco.

Andrea ha detto...

io non riesco a capire il conto che ha fatto...deve avere le idee parecchio confuse su minuti, ore, giorni,mesi e anni

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Andrea
io non riesco a capire il conto che ha fatto...deve avere le idee parecchio confuse su minuti, ore, giorni,mesi e anni

Un alunno (e nemmeno del primo anno eh?) di mia sorella, che insegna alle superiori, ha scritto che 114 cm corrispondono a 410400 metri.
Questo è stato uno dei peggiori ma altri manco scherzavano.

Ecco, se il giornalista ha una "formazione" simile a questa, ecco svelato il "mistero".

Stupidocane ha detto...

@ Guastu

Uhm, posto che in un minuto ci sono 60 secondi ed in un'ora ci sono 60 minuti, con una semplice moltiplicazione sappiamo che in un'ora ci sono 3.600 secondi. Moltiplicando i 114 cm/sec per 3.600 secondi abbiamo come risultato 410.400 cm/h, che, per ovvie motivazioni contingenti*, possiamo tranquillamente trasformare in 410.400 m/h. L'operazione è possibile andando a moltiplicare i 4.104 m/h per i 1000 CV di potenza di una Bugatti Veyron, ottenendo così l'incredibile risultato di 410.400 m/h ovvero 410,4 km/h!!! In pratica la velocità di punta della stessa Bugatti Veyron! Tutto torna!

* Metodo integrativo inventato dal famigerato scienziato italo/ceco/finnico Salvatore (detto Sal) Kåtz Øperkë, per ovviare ad alcuni intoppi nelle dimostrazioni scientifiche usando funzioni topologiche continue secondo un atteggiamento furtivo e subdolamente meschino in seguito denominato "à la bite de chien". Il metodo è ancora oggi oggetto di accesi dibattiti tra sfaccendati, perdigiorno e complottisti di estrazione varia. Il motivo del contendere sembra essere l'implicito cerchiobottismo del metodo in sé.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Stupidocane
Uhm, posto che in un minuto ci sono 60 secondi ed in un'ora ci sono 60 minuti,[...]

Almeno il ragazzo avrebbe dimostrato una certa "creatività" e avrebbe dimostrato di conoscere le unità di misura!
Magari non avrebbe saputo a cosa servono ma già si sarebbe trattato di un piccolo passo in avanti per lui (e di un enorme passo indietro per l'umanità: ormai siamo degli ignoranti digitali)

Joker ha detto...

Miiii, sei pignolo però! :)

FurukawaKanran ha detto...

Certi svarioni in Italia sono ormai la norma. Il problema è quando uno dei principali giornalisti d'inchiesta operanti nel Sol Levante (non proprio un imberbe che non ha mai messo piede in Giappone) si trova a commetterli... Svista o "piccola" manipolazione dei fatti in nome della sua pur giusta causa?

Sebastiano Pistore ha detto...

@Guastulfo:

Non siamo degli ignoranti digitali! Quando qualche anno fa ho frequentato fisica 1 oltre la metà dei miei compagni sapeva già usare la calcolatrice scientifica (l'altra metà erano quelli che venivano dallo scientifico e che si riportavano i risultati sul foglio prima che dicessi loro a che servono i misteriosi tasti M+ M- e MCLR). Però a fare i conti a mente in genere superavano noi dell'itis.
Quindi posso affermare con decisione: la società del FUTURO è in buone mani. Noi ggiovani sappiamo tutti usare la tecnologia come le nostre tasche!

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Sebastiano Pistore
Noi ggiovani sappiamo tutti usare la tecnologia come le nostre tasche!

Appunto!
"L'ignoranbte digitale" è colui che usa tutti i ritrovati tecnologici ma non si interessa minimamente su come funziona, neppure le informazioni minime per evitargli guai.

"L'ignorante digitale" è colui che usa a menadito la calcolatrice scientifica ma non capisce se il risultato ha senso, perché "L'ignorante digitale"non ha un bagaglio culturale solido:spesso non sa nemmeno scrivere in italiano.

Se un "ignorante digitale" si ritrova 400 come risultatro di 2x2 eseguito alla sua calcolatrice, lui accetta il risultato e non si pone il problema che possa avere problemi d'ordine di grandezza, perché la sua calcolatrice non sbaglia. Ed è vero: la sua calcolatrice non sbaglia. Non mette in conto, però, che può essere lui a sbagliare e che, al posto di 2x2, possa scrivere 2x200.
L'ignorante digitale non sa interpretare le risposte delle macchine tecnologiche che utilizza e non si pone nemmeno il problema di interpretarli.

Spero di essermi capito. :-)

Sia chiaro, non sto dicendo che tu fai parte degli ignoranti digitali.