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2015/04/09

Domande da geek: quanto è variata nel tempo la magnitudine della Stazione Spaziale Internazionale?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Via Twitter @LordCompass mi ha posto una domanda alla quale non ho saputo resistere:

LordCompass
Per me solo @disinformatico può rispondere: negli anni, con l'aggiunta dei vari moduli, di quanto è aumentata la magnitudine max della #iss?
08/04/15 22:37

Pubblico qui quello che ho trovato con una rapida ricerca: secondo Heavens-Above, la luminosità massima attuale della Stazione Spaziale Internazionale è -5,3 al perigeo (più luminosa di Venere, per dare un termine di paragone).

Ma nel 2000-2001, quando non c'erano ancora gli 8 grandi pannelli solari attuali, altamente riflettenti, installati nel 2009, era indicata come -1 qui. Le magnitudini molto luminose sono indicate con numeri negativi e quindi -1 è meno intensa di –5,3.

La Stazione a ottobre 2002, prima dell'installazione completa dei pannelli solari.
Configurazione della ISS nel 2009, molto simile a quella attuale.

Se gli esperti hanno fonti migliori o dettagli da aggiungere, i commenti sono a loro disposizione.

12 commenti:

Marco ha detto...

Trovo meravigliosa questa domanda, soprattutto perché ne ha suscitata immediatamente un'altra: perché i pannelli solari sono "Altamente riflettenti"? Considerata la loro funzione primaria, non dovrebbero assorbire più luce possibile, anziché rifletterla?

Non saprei neanche da dove cominciare a cercare una risposta.

Andrea P. ha detto...

(Attento Paolissimo. Se ti leggesse qualche "giornalista" potrebbe pensare che, passando da -1 a -5,3, la luminosità si sia RIDOTTA, come se fosse una temperatura...)

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea,

vero. Ho aggiornato per tenerne conto.


Marco,

bella domanda. Lo stesso avviene per i fotovoltaici a terra, anch'essi molto riflettenti.

Francesco Bussola ha detto...

@Marco, la percentuale di assorbimento dei pannelli fotovoltaici non dovrebbe essere poi così alta. Non ho idea dei dati della ISS, ma mi pare di ricordare che le celle fotovoltaiche difficilmente superano un'efficienza del 50%, per cui una parte della luce - anche nello spettro del visibile - non viene assorbita ma riflessa.

Roberto Camisana ha detto...

E' per una precisa legge fisica: i pannelli altamente riflettenti, rispetto a quelli normali, sono piu' belli ;-)

Marco ha detto...

@Francesco Bussola

Qualche ricerca mi ha portato a scoprire che l'efficienza dei moduli fotovoltaici si attesta attualmente sotto il 20%, ed è condizionata dalla temperatura di esercizio dei moduli stessi. Ergo suppongo risulti conveniente evitare che la luce superflua, che non potrebbe comunque essere convertita in elettricità, venga riflessa per evitare che innalzi la temperatura e riduca ulteriormente il rendimento.

Grazie per lo spunto di riflessione, comunque!

Marco ha detto...

C'è un refuso nel mio ultimo commento, la parola "evitare" non dovrebbe trovarsi lì.

martinobri ha detto...

Tzk... vi bagniamo comunque il naso... l'efficienza della fotosintesi è ben superiore al 90%.

B-)

Paolo Attivissimo ha detto...

martinobri,

Tzk... vi bagniamo comunque il naso... l'efficienza della fotosintesi è ben superiore al 90%.


Eh? So molte cose di te, ma non sapevo che tu fossi capace di fotosintesi!

pgc ha detto...

Martino: l'efficienza della fotosintesi è ben superiore al 90%..

L'efficienza nel fare che? Nel convertire energia solare in energia chimica? Non credo proprio...
http://www.scientificamerican.com/article/plants-versus-photovoltaics-at-capturing-sunlight/

martinobri ha detto...

Eh? So molte cose di te, ma non sapevo che tu fossi capace di fotosintesi!

Se l'uomo è ciò che legge, diventa un po' anche quello che studia e che ama. E' una specie di transfert per affetto.

martinobri ha detto...

@pgc:

sì, l'articolo che hai linkato prende in considerazione l'efficienza nel trasformare l'energia solare in biomassa, il prodotto finale.
Io però mi riferivo all'efficienza nell'assorbimento di energia da parte degli elettroni nei fotosistemi 1 e 2, ovvero nel primo passo della fotosintesi. Che, per analogia, è un po' più simile al funzionamento di un pannello fotovoltaico.