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Attenzione a Meitu, app un po’ troppo spiona

Si dice spesso in informatica che se un servizio ti viene offerto gratis e lo usi, non sei il cliente: sei il prodotto in vendita. Un esempio perfetto di questa regola è Meitu, una popolare app per iOS e Android che permette di ritoccare in stile anime i selfie.

Meglio starne alla larga: gli esperti di sicurezza l’hanno esaminata e hanno scoperto che quest’app, che in teoria avrebbe bisogno solo di accedere alla fotocamera e alle foto, in realtà raccoglie la localizzazione GPS, il nome dell’operatore telefonico, la connessione Wi-Fi, l’identificativo della carta SIM, lo stato “craccato” o meno del dispositivo e altri dati personali che consentono di tracciare l’utente durante la navigazione in Rete. Questi dati vengono poi inviati ai server del creatore cinese dell’app.

Secondo il ricercatore Jonathan Zdziarski, Meitu è “un’accozzaglia raffazzonata di vari pacchetti di analisi e di marketing e tracciamento pubblicitario, con qualcosa di carino che induca le persone a usarla”. Molte app gratuite guadagnano raccogliendo informazioni personali che poi rivendono a società di marketing: è ormai una norma, perché pur di avere qualche like e retweet molti utenti sono disposti a chiudere un occhio, o entrambi, sulle questioni di sicurezza.

Questa purtroppo è una tendenza alla quale ci stiamo abituando nonostante gli ammonimenti degli addetti ai lavori, come quelli di Wired, The Register e TechCrunch per Meitu. Il risultato è, per esempio, che gli anni passano, l’app ficcanaso viene dimenticata ma rimane installata e raccoglie silenziosamente dati anche quando si entra nel mondo del lavoro e quindi sul telefonino risiedono informazioni sensibili come gli spostamenti di lavoro che permettono di tracciare le attività e i rapporti di un’azienda.
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Commenti
Commenti (3)
Grazie Paolo. Ci sono altre app diffuse che si comportano allo stesso modo?
Non conoscevo l'app, ho dato un'occhiata alle immagini sul web.

Solo a me certe creazioni sembrano alquanto raccapriccianti? Tipo versione adulta del neonato animatronico di "Twilight".
Su Android è meglio disinstallare o disattivare sempre le app che non servono, per motivi di privacy, batteria e velocità del telefono.
Inoltre molti servizi sono accessibili da browser (Firefox, Chrome ecc.) senza bisogno di un app apposita, basta salvare il sito nei preferiti (magari già la pagina del "login").