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2018/01/26

Le pubblicità inserite nei siti sono sempre più pericolose

Un numero crescente di attacchi informatici arriva attraverso un canale decisamente inaspettato per la maggior parte degli utenti: la pubblicità online. Secondo un rapporto appena pubblicato dalla società di sicurezza informatica Confiant, nel 2017 è stato osservato un aumento notevole delle pubblicità ingannevoli che hanno lo scopo di convincere gli utenti che le visualizzano a installare malware.

Uno dei motori di questo aumento è stato, secondo il rapporto, un consorzio di ben 28 false agenzie pubblicitarie, che è riuscito a generare nel 2017 circa un miliardo di impressions di pubblicità che promuovevano falsi antivirus, truffe di assistenza tecnica e altre frodi informatiche ridirigendo forzatamente gli utenti su siti truffaldini. Queste false agenzie sottoscrivevano rapporti commerciali regolari con le piattaforme pubblicitarie e in questo modo sono riuscite a raggiungere il 62% dei siti Web sostenuti dalla pubblicità.

Il rapporto elenca tutti i nomi delle false agenzie (mostrati nell’immagine qui sopra), ma non cita le sedici piattaforme pubblicitarie che hanno inconsapevolmente fatto affari con queste agenzie.

È importante ricordare che i siti legittimi che ospitano queste pubblicità truffaldine lo fanno quasi sempre senza saperlo e quindi sono vittime e non complici.


Fonte aggiuntiva: Ars Technica.

7 commenti:

ST ha detto...

Le 16 piattaforme un occhio a ciò che "pubblicano" potrebbero anche darlo però.

Marco P ha detto...

Considerando che qualche mese fa mi sono trovato abbonato ad un servizio mai richiesto per "soli" 5€/settimana solo per aver visitato il sito di un giornale locale, la notizia non può far altro che riempirmi di gioia.

Anonimo ha detto...

i siti legittimi che ospitano queste pubblicità... sono vittime e non complici.

Davvero? come le agenzie di rating e le banche che "non" sapevano come erano composti i prodotti finanziari che hanno portato alla crisi di 10 anni fa? come quelle aziende che non curano la sicurezza anche se poi ci scappa il morto? Posso anche sforzarmi a credere alla buona fede di questi siti, agenzie, banche, aziende (devo sforzarmi molto, però!) ma è troppo comodo guadagnarci e poi limitarsi a dire (forse) "mi dispiace". Se fossero onesti restituirebbero alla società civile il denaro ingiustamente ricevuto in un contesto di inganno. Ci sono tanti modi per farlo, alcuni con un ritorno di immagine cui questa gente tiene tanto.

Il Lupo della Luna ha detto...

Eccolo il complottista. Le agenzie di rating avevano pubblicato tutte le informazioni necessarie a capire che quegli investimenti erano rischiosi (ma non è che fossero più rischiosi di altri dello stesso tipo). Alcuni funzionari di banca hanno approfittato del fatto che potevano rendere e li hanno proposti a clienti che, diciamolo pure, non erano particolarmente attenti a dove mettevano i propri soldi.

Se uno mi propone un investimento che rende tantissimo rispetto agli altri, io per prima cosa mi chiedo come mai me lo sta proponendo e non l'ha fatto lui e vive di rendita e poi mi chiedo dove sta la fregatura.

Il Lupo della Luna ha detto...

È improponibile che chi distribuisce banner controlli tutto quello che pubblica: è troppa roba. E anche dire "sono complici" come si fa facilmente on-line, andrebbe provato. Giusto così per dire.

Paolo M. ha detto...

A questo punto usare un adblocker diventa addirittura una necessità!

MacLo ha detto...

Qualcuno ha provato Brave Browser?