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29 commenti

Repubblica e le foto sbagliate dell’incidente ferroviario a Milano

Ultimo aggiornamento: 2018/01/25 13:30.

Nel raccontare per immagini il grave incidente ferroviario di stamattina fra Pioltello e Segrate (Milano), Repubblica ha pubblicato inizialmente almeno due fotografie che non c’entravano nulla. Un lettore, Paolo Forneris, me ne ha segnalata una:



Ho chiesto lumi pubblicamente a Repubblica:



Ho fatto un commento amaro, riferito al recentissimo annuncio dell’avvio di un progetto che assegna alla Polizia Postale il compito di gestire le fake news:



Luca Sofri ha segnalato che la foto pubblicata da Repubblica oggi si riferisce a un incidente avvenuto a Bordighera nel 2010 e Massimiliano Vincenzi ha confermato:



Poi Luca Sofri mi ha segnalato che nella rassegna di foto di Repubblica c’era anche una seconda foto che non c’entrava nulla. La foto è stata rimossa e cambiata al volo mentre lui la stava tweetando, per cui ha fatto un ulteriore tweet di chiarimento:



Ha risposto Alessio Balbi:





Non credo servano commenti.


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Commenti
Commenti (29)
Ehi tu Torquemada!
Ah quindi riportano le foto a caso senza controllo..... Bravi
Beh, dopo la risposta di Repubblica io la segnalazione alla PolPostale la farei, se non altro per "vedere l'effetto che fa".
;-)
Diciamo che è lo stesso meccanismo che a suo tempo aveva portato alla vicenda di Margherita Hack "astrofica".

Arriva un lancio di un'agenzia stampa, nessuno controlla e subito finisce in prima pagina, perché i 5 minuti necessari a controllare possono costare 5 minuti di click persi a beneficio della concorrenza.

Almeno stavolta non hanno fatto sparire tutto facendo finta di niente come da prassi.
Trenord lo ha definito "Inconveniente tecnico".
Come se io definissi lo schianto di un aereo "Atterraggio forzato".
Personalmente trovo che la spiegazione finale sia plausibile. C'è stato un errore, ma niente di chissà che cosa. E' stato un "refuso fotografico" come capita a te, a me e a chiunque quando scriviamo. Che poi loro siano professionisti pagati per farlo, non li mette al riparo da qualsiasi sbaglio.
Almeno stavolta non hanno fatto sparire tutto facendo finta di niente come da prassi.

No, hanno solo ringhiato altezzosi contro chi faceva notare l'errore.
Ecco quello che dà fastidio di un giornalismo arroccato su posizioni del secolo scorso: non ammettono di sbagliare e abbozzano un patetico contrattacco quando vengono colti in fallo.
Cari giornalisti di Repubblica (e non solamente), siete persone come tutte le altre, non siete i depositari della Verità, non godete dell'infallibilità papale; fatevene una ragione e ammettete serenamente gli errori.
@martino

Che è comunque un gradino sopra al far sparire tutto e fischiettare facendo finta di niente :-D
Quasi-OT

Su Trenord e l' "inconveniente tecnico" secondo me è da capire bene la tempistica della cosa.

È chiaro che nei primi minuti l'unica informazione che arriva al centro operativo è che c'è stato un problema, la linea è bloccata e i passeggeri in attesa in stazione vanno avvertiti. In questo momento è naturale parlare di inconveniente tecnico.

Quando la gravità della situazione diventa evidente allora certo sarebbe sensato rettificare il comunicato per rispetto alle vittime.
@rico penso siano messaggi standard anche a livello psicologico. Mettiti nei panni si chi aspetta un amico. Come reagiresti a"il treno è deragliato con mortie feriti"?
Come in metro. A voltedicono "tentativo di suicidio" altre "indicazione autorità giudiziaria" e ovviamente "problemi sulla linea". Quando il probblema è proprio tecnico lo dicono: motrice guasta, tolta corrente, tizio in galleria...
dobbiamo pubblicare la notizia letta su "sitoqualsiasi.it":
abbiamo un giornalista che contatti le fonti?
no, costa troppo un vero giornalista (TM)
Cavolo, scopiazza qui e la.

adesso abbiamo bisogno le foto, senza le foto un articolo e' M. Predi 4 foto.
No, ogni foto costa 50E, vorrai mica che l'articolo costi 150E anziche i soliti 2E!
Ok predo le foto dell'archivio che abbiamo preso per "altro incidente ferroviario", abbiamo gia' pagato.
Va bene, chi cavolo se ne accorge? Questi CONSUMATORI non si sono accorti di quando abbiamo messo la foto di un gommone zodiac al posto di una balena!
(http://allarovescia.blogspot.it/2011/01/balena.html)

Pero' repubblica si e' ufficialmente scagliata contro le bufale. Fantastico.
Beh, volevo scrivere a Paolo quello che mi è successo settimana scorsa ma poi ho desistito perché non era niente di così eclatante ma, visto l'articolo, ne parlerò qua solo da un punto di vista di immagini.
Venerdì scorso sera, di turno in ambulanza a Milano, ci hanno inviato su un'aggressione ad una fermata dell'autobus in Piazza De Angeli dove abbiamo soccorso un ragazzo accoltellato (ma non troppo) ed un signore con contusioni.
Non entro maggiormente nei dettagli ma, vista la non eclatanza (lemma di cui ho scoperto ora la non esistenza) dell'evento, non mi sarei aspettato che il giorno dopo quest'ultimo fosse argomento di servizi a livello di tg nazionali.
Sorvolando su quanto descritto in tali servizi ed in alcuni articoli, ché avendo io esaminato personalmente aggredito ed aggressore oltre che aver parlato con amici e parenti del primo definirei perlomeno e generosamente "imprecisi" (basterebbe già il fatto che si definisca un gruppo di diciassettenni "babygang"), le immagini che sono state trasmesse dalla RAI erano tutte ambientate di giorno poiché frutto di riprese effettuate la mattina successiva.
E sin qui, visivamente, niente di male, normale amministrazione
Il fatto è che poi hanno fatto vedere anche l'ambulanza che procedeva a sirene spiegate (ma si spiegano le sirene?!?)... sempre di giorno.
Ma ciò che è ancor più notevole, è come siano stati coerenti nell'incoerenza di quelle immagini; la via... era giusta; l'associazione di primo soccorso a cui appartiene l'ambulanza... era giusta; e persino il numero dell'ambulanza... corrispondeva :-D
Insomma... tutto giusto tranne il fatto che nelle immagini fosse giorno e non notte :-D
Chiudo con un'osservazione: siamo partiti come "colonnina" da Piazza Ghirlandaio ovvero da 100 metri dall'evento; sarò io una mezza sega ma non mi piace mai troppo quando ci mandano su un'aggressione avvenuta poco distante perché non sai mai in che situazione ti puoi ritrovare; dal punto di vista della sicurezza dell'equipaggio, meglio che il servizio sia a qualche km così si trovano già le forze dell'ordine sul posto. Ovvio, poi, che invece dal punto di vista dell'aggredito è meglio che l'ambulanza sia già posizionata dove viene assalito :-D
Anche a mio parere non è una fake news ma un errore. Si tratta di due cose diverse: nella fake news c'è l'INTENTO di screditare qualcuno, o di confondere il lettore, o di modificare l'opinione pubblica. In questo caso c'è stata una leggerezza, tra l'altro ammessa.

Bisogna stare attenti a non abusare del termine "fake news" perché se un typo o un errore di questo genere si equipara alle fake news, l'effetto è quello "Uccelli da Guardia" (dal racconto di R. Sheckley).
Concordo con pgc. Ora più che mai è essenziale definire "fake news".
A mio parere è, letteralmente, una notizia falsa o distorta in modo da far pensare l'opposto di quanto accaduto.
Tutto il resto (notizie incentrate su gruppietnico-religiodi, errori di battitura, foto di corredo sbagliate) piaccia o non piaccia, non sono false notizie.
l'effetto è quello "Uccelli da Guardia" (dal racconto di R. Sheckley).


(tono leggero e divertito)

Istituisco ufficialmente l'effetto pgc.
Ovvero quello per cui in una discussione un accenno sibillino viene lasciato tale anzichè fornire adeguata documentazione agli ignoranti. Ignoranti nel senso proprio del termine: che ignorano. I quali sono quindi costretti ad arrabattarsi per conto loro.
Ecco, se magari evitiamo la spocchia e il tono da ditino alzato ogni santa volta, magari i giornali non si chiudono sistematicamente a riccio.

Cioè, sta roba è una svista; in una galleria è finta una foto sbagliata, chill out guys...
:)

In "Uccelli di Guardia" l'autore immagina un mondo in cui vengono liberati alcuni droni intelligenti. Questi droni sono in grado di percepire la sola l'intenzione di compiere delitti, che può quindi prevenire il crimine uccidendolo o ferendolo. Il problema è che i droni sono anche programmati per apprendere sempre meglio come fare il proprio compito, e comunicano l'uno con l'altro le scoperte fatte (Wi-Fi, IA, droni... Grande Sheckley!)

Lentamente questi uccelli cominciano ad "estendere" la definizione di reato, fino ad arrivare a punire duramente gente che "pensa" solamente di attraversare la strada fuori dalle strisce o di fare sesso con la/il vicina/o, etc. Gli "uccelli da guardia" per un errore di programmazione si rivelano inarrestabili. Il che non solo rende il mondo invivibile a tutti per il rischio costante di ricevere una scarica al primo pensiero giudicato indebito, ma i reati gravi sono in gran parte impuniti visto che questi droni passano il loro tempo a punire reati irrilevanti. Immaginavo uno scenario simile, se ci mettiamo a gridare "fake news!" o a denunciare alla polizia postale l'uso di una foto sbagliata in un articolo.

Comunque, propongo di bannare Martino a vita: non avere letto e studiato a fondo i racconti del grande R. Sheckley è infatti un reato ben più grave... :)
Ragazzi, un articolo sul post parla di come alcuni giornali online e pure l'Ansa abbiano preso da Facebook un
foto di una donna omonima di una delle vittime e l'abbiano pubblicata senza verificare (oltretutto la vera vittima era una signora cinquantenne, quella ritratta una signora direi abbastanza oltre i 60) né chiedere autorizzazioni (che avrebbero loro consentito di accorgersi dell'errore)
VDBG,

se magari evitiamo la spocchia e il tono da ditino alzato ogni santa volta, magari i giornali non si chiudono sistematicamente a riccio.

Certo. Sai quante ho provato con la cortesia e non è servito a nulla?


Cioè, sta roba è una svista; in una galleria è finta una foto sbagliata, chill out guys...

No, non è una "svista": è un sintomo di un errore di metodo fondamentale. Lo stesso errore di metodo -- ossia totale mancanza di controlli, "spicciati che facciamo più clic" ---che ha portato i giornali a pubblicare la foto della persona sbagliata in relazione ai morti nell'incidente ferroviario.

In altre parole, un sintomo del fatto che in troppe redazioni si lavora, per usare un termine tecnico, a cazzo di cane.

Prendere una foto a caso pescandola da Facebook, senza chiedere diritti o fare verifiche, non è giornalismo, è sciacallaggio.
non avere letto e studiato a fondo i racconti del grande R. Sheckley

Chi? sguardo da scemo del villaggio
C'è del giusto in tutte e due le opinioni: non reputo questa una fake news ma "solo" la dimostrazione che si lavora male, cioè che si lavora perennemente col pilota automatico le cui coordinate sono "vendere", quindi ha ragione Paolo a parlare di metodo sbagliato che lo fa diventare comunque grave.
Però le parole hanno un peso e un significato e la difesa del giornalista in cui sostiene che non è un fake news bensì un errore è vera: cioè colposa anzichè dolosa.
Da (ex per motivi di tempo) lettore di (buona) fantascienza mi devo purtroppo unire a Martino... conosco solo il nome ma non ho mai letto nulla di suo... però posso citare "Che tu te ne prenda cura" del buon I. Asimov , a proposito di uccelli drone e di futuro nelle mani delle AI.
@Martinobri

Quello di "Uccelli da guardia".

@pgc

Mi pare che da parte di alcuni politici italiani, quella sia l'intenzione.

Lo scenario somiglia al genocidio cambogiano o alla rivoluzione iraniana. (E l'ironia maxima è che l'invenzione degli scacchi è unanimamente localizzata in Persia.)

Situazione ipotetica: un politicante vede Jonas Neubauer che gioca a tetris, si caca sotto pensando che troppi bambini possono accedere facilmente a tale strumento per esercitare il cervellino, studia un pretesto per vietarlo.

Questo è anche il motivo per il quale tanti masticano ortiche quando si parla di istruire i bambini nello scetticismo e demistificazione.
@Martinobri: aggiungici anche il mio.di sguardo da scemo del villaggio... Però forse ho un'attenuante: gli ultimi anni ho frequentato soprattutto Topo Tip, Pimpa e libri coi buchi, con qualche fortunata eccezione (Collodi, Roald Dahl, Rodari)...Pgc, prometto di rimediare quanto prima!! XD XD
Tutti: Paolo sembra spocchioso ma ha tremendamente ragione: mediamente non sono errori che capitano casualmente, sono errori dettati dall'acchiappare più click possibile o uscire prima delle testate concorrenti.

Va saputo che i giornali non saranno mai completamente indipendenti: se ricevono finanziamenti strizzeranno l'occhio alla politica, se ricevono introiti pubblicitari strizzeranno l'occhio alle aziende inserzioniste, se si finanziano con pubblicità online chiuderanno un occhio su titoli acchiappa click.

La soluzione è maggiore educazione dei lettori a saper leggere tra le righe con senso critico.
Paolo,
quello del debunker e giornalista "che fa le pulci", come sai meglio di chiunque altro qui dentro, è un mestiere che prevede esattamente questo: segnalare sempre le stesse cose, gli stessi errori di metodo, le stesse fallacie logiche, e farlo sempre cercando di essere cordiale e aperto al dialogo.

E' un mestiere infame, qualcuno deve pur farlo, eccetera eccetera, ma non te lo ordina il dottore.

E' comprensibilissimo che dopo anni passati a segnalare e a ripetere le stesse cose al pubblico più sordo per definizione (complottisti e giornalisti italiani, notoriamente su un piedistallo ma senza la minima deontologia) uno si sia rotto le scatole, ma niente e nessuno ti vieta di passare la palla a qualcuno che ha ancora voglia e pazienza da spendere in queste faccende.

Se inizi a fare quello spocchioso e pedante ti perdi subito, col primo approccio, metà dei lettori che vedono la conversazione.

E no: non tutti gli errori dei nostri giornali sono sullo stesso piano, perché sai benissimo che ci sono quelle che quegli stessi giornali considerano notizie o sezioni di serie B ed altre in cui ripongono più cura e attenzioni.
Le gallerie fotografiche, gli articoli sulla notizia scientifica curiosa del giorno, gli articoletti riempi-colonna-di-destra, sono tutta roba a cui viene dedicata tuttalpiù la scarsa attenzione di uno stagista, e sono gli articoli dove si annidano un buon 70/80% degli errori e degli strafalcioni che segnali.

Questi stessi giornali pubblicano in prima pagina titoloni ad effetto su indiscrezioni politiche che non c'entrano nulla col contenuto dell'articolo tutti i giorni, spesso generando spirali di polemiche che si protraggono per settimane; sono quelli che non citano le fonti delle inchieste, quelli che falsificano interviste... ma non possiamo mettere sullo stesso piano questa roba e la "luna blu", che secondo il Corriere è un satellite color mare.

Saranno anche sintomo della stessa malattia, ma se sistematicamente fai notare solo le seconde col tono di uno che sta smascherando lo Watergate, alla fine questi stessi giornali, e i lettori che vedono solo qualche tuo tweet e magari nemmeno ti conoscono, ti mettono una croce sopra e ti etichettano come il pignolo rompiballe che si impunta solo sulle inezie.

Se il senso di queste correzioni è invogliare i giornali a lavorare meglio e istruire i lettori a interrogarsi sul comportamento e sulla deontologia dei quotidiani e a stare all'erta, beh, l'effetto che ottieni con l'atteggiamento "sempre in attacco" è esattamente l'opposto.

Fine dei consigli notturni non richiesti.
Ciao ;)
@ VDBG quello che dici ha senso ed è corretto, però, qual è l'alternativa per cercare di ottenere un giornalismo meno raffazzonato ed approssimativo?
VDBG wrote:"Se inizi a fare quello spocchioso e pedante ti perdi subito, col primo approccio, metà dei lettori che vedono la conversazione."

Vero! ... penso da anni la stessa cosa, ma riguarda quotidiani e giornalisti vari.

Il metodo "shit figures" è purtroppo l'unico che funziona.
VBDG,
Non sono d'accordo. Visto che in Italia ancora esiste un Ordine dei Giornalisti, che per pubblicare un giornale ci vuole un Direttore Responsabile che deve essere un Giornalista e ci vuole un esame di stato per accedervi io esigo che ci sia qualità e l'Ordine deve agire quando questo viene a mancare. Altrimenti aboliamo l'Ordine e aboliamo l'obbligo che il Direttore Responsabile sia un iscritto all'Ordine.