skip to main | skip to sidebar
134 commenti

Il gradino più alto del mondo: lanciarsi col paracadute da 36 chilometri

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “pillon*”.

Quello che vedete qui accanto non è un astronauta della Stazione Spaziale Internazionale, nonostante le apparenze. È un paracadutista, Felix Baumgartner, poco prima di lanciarsi da quasi 22 chilometri di quota. Così in alto che il cielo è nero e gli aerei di linea volano sotto di lui e sono piccoli e lontani come lo sono per noi da terra.

Questo salto di Baumgartner, avvenuto il 15 marzo scorso, è solo un assaggio. A luglio scorso il paracadutista ha sfiorato i 30 chilometri di quota. Ma il suo obiettivo è salire, con il suo immenso pallone aerostatico Red Bull Stratos e in una capsula pressurizzata, fino a 36 chilometri (120.000 piedi) e lanciarsi nel vuoto – o meglio, nella tenue atmosfera residua che c'è a quella quota.

Precipiterà per circa cinque minuti e mezzo, superando il muro del suono, e aprirà il paracadute a 1500 metri da terra.

Lo scopo è battere il record del capitano USAF Joe Kittinger, che con attrezzature assai meno sofisticate si lanciò da 31 chilometri di quota nel 1960. Di quel record esiste una ripresa a colori affascinante, che però verrà superata, almeno in termini di spettacolarità e dettaglio, dalle telecamere in alta definizione che accompagneranno Baumgartner nel suo viaggio verticale.

Il tentativo è stato fissato per l'8 ottobre prossimo, sopra il deserto del New Mexico. Questo è un video che anticipa lo svolgimento dell'impresa:



Va sottolineato che Baumgartner non sarà nello spazio, che formalmente inizia ben più in alto (100 km secondo la FAI, 80 km secondo i criteri americani per essere dichiarati astronauti), e non sarà in assenza di peso ma pienamente sotto l'effetto della gravità, per cui nonostante la tuta speciale non potrà essere considerato un astronauta. Ma la vista dev'essere comunque straordinaria. Io mi accontenterei.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (134)
Bello. Se andate a Salisburgo non mancate di vistare l'Hangar 7 della Red Bull. Lì trovate tutte le macchine mirabolanti sponsorizzate negli anni dalla Red Bull, tute di Baumgartner comprese
domanda: cadendo da quell'altezza, c'è pericolo che il malcapitato si "surriscaldi" per l'attrito quando incomincia a entrare negli strati più densi dell'atmosfera?
Obiettivo: fermare una trivella spaziale che vuole distruggere la terra, spero che non scelga la tuta rossa però!!!
La cosa piu' bella e' vedere Kittinger che fa il tifo per lui, in alcuni filmati...

Ovviamente Kittinger dipendeva dal Colonnello Stapp, l'uomo che freno' a 43G, dato che non poteva mandare suoi sottoposti su una slitta razza frenata da una trincea di sabbia, se non ci andava anche lui...
Sarà possibile seguire l'evento in diretta da qualche parte?
Ho visto un bel documentario su Kittinger dove lui dice di aver avvisato la Nasa di non usare un'atmosfera di tutto ossigeno nella capsula apollo prima dell'incidente dell'Apollo 1.
Wow, l'unico limite per paracadutarsi dallo spzio è il rientro in atmosfera. Non fosse che ti disintegri potrebero provarlo direttamente dalla ISS XD
o_O'
Ecco. Mi sarebbe piaciuto fare questa cosa qui.
e non sarà in assenza di peso ma pienamente sotto l'effetto della gravità

la gravità c'è ovunque. Anche la luna è soggetta alla gravità della terra.
non vorrei riportare una fesseria ma da qualche parte avevo letto che Kittinger avesse compiuto l'impresa con solo 35 lanci al suo attivo.
Ciao, scusate ho una curiosità: ma poi la capsula da cui lui si lancia, che fine fa?
Qualcuno sa dirmi quanto diminuisce la gravità all'allontanemento dalla terra?
alberto,

la gravità c'è ovunque. Anche la luna è soggetta alla gravità della terra.

Lo so.
Credo intenda dire che sarà comunque soggetto a caduta libera, a differenza dei corpi orbitanti nello spazio.
alberto, la gravità c'è ovunque. Anche la luna è soggetta alla gravità della terra.

se è per questo anche la terra è soggetta alla mia gravità.... ;)
franto,

Qualcuno sa dirmi quanto diminuisce la gravità all'allontanemento dalla terra?

La differenza fra il livello del mare e 36 km di quota è trascurabile. Secondo Aerospaceweb, g a 36 km è 0.9888 (al livello del mare è 1).


Matteo,

ma poi la capsula da cui lui si lancia, che fine fa?

Scende con un proprio paracadute e viene recuperata.
Però se deve aprire il paracadute significa che Red Bull NON mette le ali!!!

Ok, seriamente: al momento in cui romperà il muro del suono dovrà effettuare una sorta di manovra di compensazione per i timpani o altre parti del corpo? Oppure la tuta è pressurizzata ecc? In ogni caso quali sono (se ci sono) i rischi di questo salto oltre a quelli "classici"?

Ciao e grazie! ;-)
chissà perché, mi viene in mente la risposta attribuita a sir edmund hillary: «…perché è là…»
La costante g a livello del mare è 9.8067 m/s^2
A 36km è 9.6965 m/s^2

Il loro rapporto è 0,9888.

Sempre secondo Aerospace.web

Cioè a 36km l'attrazzione gravitazionale della terra è il 98,88% di quella a livello del mare.
la risposta attribuita a sir edmund hillary: «…perché è là…»

No, era George Mallory
Ma perché scendere così in fretta, tanto da superare la velocità del suono?

C'è qualche motivo particolare (tipo radiazioni o la moglie che gli ha detto di non fare tardi)?

Se fossi in lui scenderei moooooltooooo leeentameeeenteeee.
@Franto:
La gravità è funzione del quadrato della distanza.
Pertanto puoi usare uesta formuletta per calcolarti g.

Raggio terrestre al quadrato diviso (raggio terrestre + la distanza che ti interessa) al quadrato.

(6371*6371)/(6371+dist)*(6371+dist)

Nel nostro caso (6371*6371)/(6407*6407) = 40589641/41049649 = 0.988793863

Sulla Luna mediamente la gravità terrestre vale pertanto lo 0.027% rispetto a qua.

Ciao

Carson
Alberto, credo che Paolo con quel "pienamente" volesse dire che la differenza tra l'accelerazione di gravità, fra il livello del mare e l'altezza del lancio, è praticamente trascurabile, come hanno dimostrato anche gli altri. E' vero che la Luna è soggetta all'attrazione della Terra, ma a circa 400000 km di distanza la gravità della Terra sulla Luna è nettamente inferiore di quella che la Terra esercita sui corpi al livello del mare o a 36km di quota.
Ma perché scendere così in fretta, tanto da superare la velocità del suono?

Forse perchè, azzardo, i paracadute possono funzionare solo se l'aria supera una certa densità, ovvero al di sotto di una certa quota. Altrimenti, in effetti, un modo comodo per rientrare dallo spazio in emergenza sarebbe un bel paracadute a testa.

Se qualcuno ne sa di più, parli. E' interessante.
Ho un dubbio: farsi 30 e rotti km in caduta libera vuol dire raggiungere la velocità limite e sopportarla anche per parecchio tempo... A spanne, su 5 minuti e mezzo, almeno 4,5 saranno alla velocità limite. Come si fa in questi casi a prevenire il surriscaldamento dovuto all'attrito dell'aria e a resistere al bang sonico e al successivo rallentamento in cui il suono "raggiungerà" il ragazzo? Quali tecniche sono adottate?
Dilettanti.

Io ho lanciato mia suocera da 37... e senza paracadute! u.u
@martinobri
Forse perchè, azzardo, i paracadute possono funzionare solo se l'aria supera una certa densità,...

No. Non credo che sia così, però mi hai suggerito un ipotesi.
Forse, a quella quota l'aria è così rarefatta che anche a scendere con le "braccia aperte" (perdonatemi, non so come si chiami quel tipo di discesa in cui il paracadutista sembra che sia disteso a prendere il sole) si raggiungerebbe comunque una velocità molto elevata e molto vicina a quella di una discesa in verticale. Però, l'impatto con l'aria più densa delle quote più basse potrebbe essere più sicuro affrontarlo di testa che con il petto.

Oppure c'entra la moglie :-)
La tuta è pressurizzata, a quelle quote la pressione atmosferica è troppo bassa per poter sopravvivere solo con un respiratore.
Il passaggio oltre il "muro del suono" non dovrebbe rappresentare un grande problema: è vero che la velocità supersonica causa un'onda d'urto ed un forte aumento della pressione, ma è un aumento relativo rispetto alla pressione esterna. E non appena sarà abbastanza in basso da avere una pressione sufficiente a creare problemi, la resistenza dell'aria lo farà rapidamente decelerare sotto la velocità del suono.
Riguardo al motivo di scendere così in fretta... se penzolasse appeso al paracadute una buona mezz'ora non sarebbe così spettacolare, no? e lo sponsor non ne sarebbe contento :-)
Cmq ad alta quota il paracadute sarebbe poco efficace (poca aria->poca resistenza) e alle alte velocità che inevitabilmente raggiungerebbe sarebbe probabilmente incontrollabile. Meglio arrivare un po' più in giù per aprirlo!
Infine... lanciandosi dallo spazio vero e proprio (diciamo dalla ISS) raggiungerebbe velocità ancora più elevate (la resistenza sarebbe quasi nulla) e a quel punto il problema sarebbe la temperatura che raggiungerebbe centinaia di gradi. Insomma per ora non sarebbe indicata come procedura di emergenza.
E io che domenica scorsa ho perso tempo a fare parapendio... :)
Cavoli, se da 700 metri mi era sembrato uno spettacolo il paesaggio, non posso proprio immaginare cosa si provi da 36000 metri!
Qualche considerazione personale:
1) ammetto che non ho guardato il video né letto i dettagli dell'impresa, ma quando si dice che superera' il muro del suono, si specifica anche a quale altezza e temperatura? Ad una rapido ripasso su wikipedia, la velocita del suono e' inversamente proporzionale sia alla densita del mezzo in cui si propaga (in acqua il suono si propaga piu' velocemente che in aria) sia alla temperatura, quindi penso che a 36 Km di altezza "supersonico" voglia dire molto meno dei circa 1100 km/h con cui si identifica la velocita' supersonica convezionale che mi pare sia riferita alla pressione di un'atmosfera e 20° C.
2) penso inoltre che scendere il piu' velocemente possibile sia anche un modo di "minimizzare" i rischi dell'impresa. Le condizioni proibitive dell'alta quota (mancanza di ossigeno, freddo estremo, bassa pressione atmosferica) fanno si che un difetto della tuta possano avere conseguenze gravissime. A kittinger un guanto perse la pressurizzazione, e lui rischio' l'assideramento della mano e soffri un gonfiore molto doloroso dovuto alla differenza di pressione. Arrivare a quote "vivibili" il prima possibile penso sia una buona idea nel caso qualcosa non funzionasse a dovere.
3) @Smiley1081: grazie! Che storia quella di di Stapp, pensavo che dopo i 30g noi ci trasformassimo in gelatine al ricordo di noi stessi. Bel sito di approfondimento che ho trovato: http://www.ejectionsite.com/stapp.htm.

Ciao
Allora, ho fatto qualche conto della serva...

A 36000 metri la pressione è circa lo 0,5% di quella al livello del mare... quasi nulla insomma.
Ipotizzando un coefficiente di resistenza costante (ma in realtà aumenta in supersonico, quindi il risultato è sovrastimato) la velocità limite a 36000m è di circa 2400km/h o 2 volte la velocita del suono.
A circa 26000m dovrebbe rientrare in subsonico, a 16000 scendere sotto i 500km/h.
Praticamente in tutta la discesa la pressione totale (diciamo quella effettivamente sentita per via della velocità) sarà inferiore a quella atmosferica al livello del mare. Durante tutta la fase supersonica la pressione totale sarà sempre inferiore al 5% di quella al livello del mare! Quindi è da escludere qualunque effetto sensibile dovuto alla pressione.
Invece la temperatur totale sarà inizialmente molto alta (180 °C) ma scenderà rapidamente per portarsi sotto lo zero a 26000m. 180 gradi sono tanti ma l'atmosfera è comunque così rarefatta che in effetti la tuta dovrebbe subire un riscaldamento molto limitato.
Una cosa interessante è che lanciandosi da "appena" 4 k più in su si arriva quasi a Mach 3 e oltre 350°C... qui sicuramente i problemi dovuti al calore inizierebbero a farsi sentire.
Infine... lanciandosi dallo spazio vero e proprio (diciamo dalla ISS) ...

Se si lanciasse dalla ISS continuerebbe ad avere la velocità orbitale della stazione spaziale al momento dell'abbandono del veicolo, e quindi sarebbe anche lui in equilibrio tra la forza centrifuga (inerzia) e centripeta (gravità). Cioè continuerebbe ad orbitare svolazzando a gravità apparente zero nei pressi della ISS. A meno di non avere razzi sulla tuta che ne rallentino la velocità rispetto la Terra (cosa piuttosto complicata) dovrebbe attendere giorni o mesi o anni perché la minima resistenza dell'atmosfera rarefattissima faccia lentamente prevalere la gravità.
Avrebbe la pazienza di aspettare tanto?
Una precisazione: nei miei calcoli ipotizzo che si cada fin da subito alla velocità limite. Ma per raggiungere quella velocità a 36000m serve più di un minuto, e dopo un minuto sarà già ben più basso (dalle parti dei 25000m).
In questo senso, i numeri che ho scritto nell'altro commento sono abbastanza "esagerati" ma la sostanza non cambia: nessun problema dovuto alla pressione e rischio di assideramento molto più alto del rischio di bruciacchiarsi.
Allora non dimentichiamoci il video dei Boards of Canada che già qualche anno fa aveva utilizzato i filmati di Joe Kittinger.

http://www.youtube.com/watch?v=lrBZeWjGjl8
Domanda da profano totale in tema di paracadutismo: quanto sarebbe il "suono" di un corpo (umano, munito di tuta) che cade nell'aria rarefatta?

Conosco, più o meno, il suono (sibilo+sferragliamento) che un jet produce (lo si sente abbastanza nitidamente a terra, e lo si sente quando si è in cabina, per aria), ma ad esempio un aliante fa meno rumore di una bandiera da stadio fatta sventolare da un pullman (rumore del pullman a parte, e ignorando la componente umana di contorno).

Togliendo il rumore del motore e riducendo quello dovuto ai tessuti della tuta, quanto tosto dovrebbe essere il muro del suono da infrangere?
Mentre per un oggetto in caduta libera da pochi km la velocita' di caduta e' monotona (e quindi il paracadute e' meglio aprirlo subito), in questo caso raggiunge un massimo e poi decresce. Infatti la caduta da 40 a 20 km di altezza e' quasi una caduta libera. Lo so bene perche' ho partecipato al lancio di diversi palloni stratosferici (40 km di quota), e anche all'atterraggio del carico pagante, la cosiddetta "gondola".

Aprire subito il paracadute significherebbe che si dispiegherebbe solo molto dopo, intorno ai 20 km, e di colpo, perche' la densita' dell'aria ad alta quota e' troppo bassa. La decelerazione all'apertura induce una fortissima decelerazione che potrebbe risultare mortale per il tizio.

Aspettando che la velocita' decresca a causa dell'attrito aerodinamico e' l'unica soluzione possibile.

E' la strategia di Curiosity EDL e di tutte le navicelle Apollo etc se ci pensate bene: prima dissipi la velocita', poi apri il paracadute.

"Che storia quella di di Stapp"

naturalmente conoscete tutti la relazione tra Stapp e le leggi di Murphy, vero?

nel sito scrivono che il paracadute di riserva puo' essere tagliato nel caso si aprisse per errore troppo presto perche' altrimenti i 10 minuti di ossigeno nella bombola potrebbero non bastare:

"Normal skydiving rigs don't have a mechanism to cut away the reserve parachute, a skydiver's last resource in an emergency. But if Felix's reserve chute inadvertently deployed at high altitude, his landing could be delayed so much that he'd run out of oxygen. In that unlikely situation, Felix can use a handle to cut away the reserve parachute and return to freefall, finally pulling his main parachute once he reaches a "normal" altitude."

Questo sembrerebbe indicare che il problema e' la durata della riserva di ossigeno. Ma e' anche vero che probabilmente la bombola poteva anche essere piu' grande se necessario, e che l'apertura del paracadute, se fosse questa la ragione, poteva avvenire senza rischi gia' a 6.000 m, dove si sopravvive agevolmente (la pressione interna della tuta e' settata a 10.600 m anche se la respirazione e' forzata).

Wow ... la cosa mi ricorda il primo (adrenalinico) capitolo del romanzo "Fanteria dello Spazio" di Heinlein, dove viene descritta un' incursione su un pianeta ostile: i soldati si lanciavano dall' astronave in orbita bassa, ognuno dentro la propria capsula-uovo, che ad una certa altezza sbalzava fuori il soldato che poi atterrava con il paracadute.
Questa cosa, come parecchie altre, prima tra tutte la "tuta potenziata" che equipaggiava ogni soldato, purtroppo NON è stata ripresa dall'omonimo film di Paul Verhoeven...
@contekofflo
Riguardo al motivo di scendere così in fretta... se penzolasse appeso al paracadute una buona mezz'ora non sarebbe così spettacolare, no? e lo sponsor non ne sarebbe contento

Non pensavo all'apertura immediata del paracadute ma a un volo planato. Non credo sia meno spettacolare, anzi! Credo che pure lo sponsor sarebbe d'accordo :-)

@Angelo Rabellotti
penso inoltre che scendere il piu' velocemente possibile sia anche un modo di "minimizzare" i rischi dell'impresa.

E' ragionevole ma credo che un'esperienza del genere per un paracadutista (e non solo) sia unica. Io i rischi me li prenderei tutti. Anche quello di esaurire la scorta d'ossigeno che non credo sia molto grande considerati gli ingombri di tuta pressurizzata, paracadute ed altre diavolerie.

Forse, come ho già scritto nel commento #27, un volo planato (si dice così?) non è realizzabile a quelle quote perché l'aria è troppo rarefatta e, quindi, si precipiterebbe comunque come se si fosse in verticale.
I fotogrammi dell'impresa di Kittinger sono stati utilizzati anni fa dai Boards of Canada per il video di "Dayvan Cowboy".
Si vede meglio del video linkato nel post.
http://youtu.be/A2zKARkpDW4

Domanda un po' banale forse ma non posso non chiedermelo... se durante il rientro va a sbattere contro un aereo (anche di quelli leggeri), o qualche volatile?
Non rischia di farsi male o di far male a qualcuno?
Facendo due conti ho visto che (trascurando cambiamenti della forza di gravità mentre scende e considerandola costante e pari a 9.8 m/s^2) a 1500 metri di altezza dovrebbe andare alla velocità NON TRASCURABILE di circa 2960 km/h!

Mi chiedo come sia fatto il paracadute per non sfondarsi a quella velocità!
E poi, una volta aperto, a che velocità dovrebbe arrivare a terra?
Paolo non hai messo il particolare più importante: quell'altezza è stata scelta perchè si prevede una velocità finale di caduta superiore alla velocità del suono. Felix sarà il primo essere umano a superare la velicità del suono senza l'ausilio di mezzi meccanici!
Uno degli sport estremi più estremi che posso immaginare è il buttarsi dalla stazione spaziale internazionale ma non per paracadutarsi sulla Terra... Immaginate di indossare una tuta da astronauta e di stare in groppa ad una slitta dotata di razzi e protezione ceramica. I razzi servono unicamente per rallentare la vostra velocità tangenziale ed indirizzarvi verso un'orbita che tange l'atmosfera terrestre, in questo modo potreste fare surf sull'atmosfera del pianeta come sulla Terra si fa surf sulle onde del mare. Si potrebbe rimbalzare sull'atmosfera come le pietre rimbalzano sulla superficie del mare. Solo che qui i balzi sarebbero lunghi diverse centinaia di km!
@Massimo,

Attenzione il tuo conto non tiene conto della resistenza aerodinamica. La resistenza all'avanzamento cresce col quadrato della velocita' ed in pratica ad una certa velocità esiste una forza data dall'aria che ti frena che eguaglia la gravita e si procede a velocita' costante.Se ricordo bene questo comporta che in caduta libera un paracadutista raggiunge un velocità limite di circa 280 Km/h, a quote normali. Non sono un grande esperto di lanci ma penso che salvo pochi professionisti i lanci tipici si effettuino sotto i 4 Km di altezza. Baumgartner superera' la velocita' del suono, anche se non ho ancora capito quale velocita' del suono (vedi mio post precedente, in quanto questa velocita' e variabile a seconda di densita' e temperatura dell'aria), ma incontrera' via via strati dell'atmosfera sempre piu' densi che lo rallenteranno. A 1500 m di altezza non penso che la sua velocita' residua sara' molto lontana dai 280 Km/h di una lancio standard.

Ciao
Angelo.
@Massimo: non puoi utilizzare sqrt(2gh), l'attrito dell'aria non e' trascurabile. Il paracadute usato potra' aprirsi solo sotto i 277 km/h (c'e' scritto sul sito), dopo che l'attrito aerodinamico avra' dissipato gran parte dell'energia cinetica.
Massimo,
La variazione della forza di gravità è trascurabile, quella dell' atrito non lo è per nulla.
La velocità massima che raggiungerà Baumgartner sarà tra i 1400 ed i 1800 di Km/ora (i calcoli sono un pelino complessi e non ho molto tempo e neppure abbastanza dati a disposizione).
E non sarà raggiunta negli strati bassi dell' atmosfera, dove rallenterà notevolmente per la densità dell' aria (a occhio direi dai 20 Km in giù).

L' apertura del paracadute pertanto avverrà a velocità notevolmente inferiori a quelle da te previste.
Con l' apertura a 5000 mt. (come mi pare sia previsto) direi a spanne poco sotto i 500 Km./h.
Con l' apertura a 1500 mt. la velocità sarebbe circa un decimo di quella da te ipotizzata.

Prendi i miei conti con le molle...non hanno la pretesa di essere precisi e son fatti in fretta, ma come ordini di grandezza direi che vanno bene.
Se qualcuno i cui studi di fisica sono più freschi dei miei si vorrà dilettare...

@Franto:
Mi son mangiato un pezzo di post.
Dopo: "Nel nostro caso (6371*6371)/(6407*6407) = 40589641/41049649 = 0.988793863"
manca questo pezzo.

"Questo a 36 Km di altezza.
la gravità terrestre si fa sentire pure sulla Luna ed è in grado di far pesare un uomo (tuta compresa...massa 200 Kg. circa) la bellezza di un un etto in più o in meno a seconda di dove si trovi sulla superficie lunare."
(6371*6371)/(6371+384400)*(6371+384400)=0.000266

Ciao

Carson
non hai conteggiato l'attrito a 1500 m la velocità limite per un corpo umano in posizione di massima resistenza sta tra i 200 e 270 orari se si butta in picchiata riesce a raggiungere i 360 orari o poco più...
[quote-"Massimo"-"/2012/09/il-gradino-piu-alto-del-mondo-lanciarsi.html#c4691669080967394073"]
Facendo due conti ho visto che (trascurando cambiamenti della forza di gravità mentre scende e considerandola costante e pari a 9.8 m/s^2) a 1500 metri di altezza dovrebbe andare alla velocità NON TRASCURABILE di circa 2960 km/h!

[/quote]

Massimo temo che due conti non bastino :)
Hai infatti ipotizzato che l'unica forza agente sul sistema sia quella gravitazionale, trascurando l'attrito. Dato che l'attrito dell'aria e' funzione della velocita' del grave e della sua distanza da terra, calcolare sua la velocita' in caduta libera sulla retta (anche sulla retta ci sarebbe da discutere...) richiede la soluzione di un equazione differenziale.
Ho fatto qualche calcolo più approfondito tarando i parametri (peso e coefficiente di resistenza) sui dati relativi ai due salti da quota più bassa.
Mi viene un tempo di caduta fino ai 1500m di 285 secondi... 4:45.
Velocità massima di 1150 km/h, raggiunta a 27500m dopo 47 secondi di caduta, alla quale corrisponde un numero di Mach di "appena" 1,06... insomma di fatto nemmeno si accorgerà di aver superato il muro del suono. Sarà supersonico dal secondo 37 al 55.
La temperatura totale raggiunge un picco di 2°C (due! :-) ) a 44 secondi, poi precipita fino a -50 prima di risalire alle quote più basse: farà freddino lassù, altro che surriscaldamento!
L' otto ottobre vedremo se le mie previsioni sono accurate :-)
A me son sorti dei dubbi, e mi scuso già se è sciocco, ma da quando parte da terra e sale con il pallone aerostatico fino a 36 km quanto ci mette? E se per scendere ci vogliono circa 5 minuti, la rotazione della terra non viene presa in considerazione? Cioè, sale e scende sullo stesso punto o hanno calcolato che atterrerà qualche km più in là, e se è così, di quanto sarà lo spostamento?
@Angelo:

basta cercare "speed of sound altitude" su google: http://bit.ly/VUg1EH. Come puoi notare la variazione e' di poco piu' del 10% a quella quota rispetto al livello del mare.

p.s. una cosa interessante e' che la velocita' di stallo di un aereo e quella del suono si avvicinano sempre di piu' all'aumentare della quota. Quando lavoravo con l'M-55 Geofisika la quota di volo tangenziale (quell'aereo deteneva il record mondiale) era limitata proprio dal fatto che l'aereo era disegnato, come d'altronde l'U2 e ogni aereo per volo stratosferico tangenziale - cioe' escludendo i voli balistici che non hanno questi problemi - come un aliante, ma a circa 22 km il margine tra velocita' del suono e velocita' di stallo divetava minimo, per cui il pilota doveva regolare continuamente la velocita' per non stallare e non diventare supersonico, rischiando che l'onda d'urto disintegrasse le ali...

saluti
@Angelo Rabellotti:
Premessa: la velocità del suono convenzionale è 1236.24 km/h. (non 1100) a 20° pari a 343.8 m/s .
A 30 Km di altezza la temperatura dovrebbe essere intorno ai -40° per cui con la regola del pollice 5°=3m/s...
60° di differenza=36 m/s
Per cui circa 308 m/s pari a 1109 Kn/s.

Ciao

Carson

P.S. Lo so che non è la regola esatta, ma è mnemonica e pressochè coincidente con quella corretta.
Io ho lanciato mia suocera da 37... e senza paracadute! u.u

Voglio il tasto "Mi piace" !
"hanno calcolato che atterrerà qualche km più in là, e se è così, di quanto sarà lo spostamento?"

dipende. Se incontri una corrente a getto ti puoi trovare tranquillamente a 1000 km di distanza. Se scegli pero' le cose in maniera da evitarle, per esempio lanciando all'ora e dal posto giusto, puoi tranquillamente atterrare relativamente vicino al punto di decollo.

I palloni stratosferici che lanciavamo da Trapani per il CNR in poco piu' di 24 ore atterravano ad Arenosillo, vicino a Cadiz, in Spagna. Quelli lanciati in un certo periodo dell'anno (e ad una certa ora) dalla base CNRS di Aire s/r Adour atterravano a poche decine di km di distanza pur raggiungendo i 40 km di quota. In Antartide, i palloni lanciati dalla Long Duration Balloon Facility di McMurdo d'estate tornano li dopo una settimana di volo circolare nel vortice polare.

Insomma dipende da dove e quando. Con l'aiuto di modelli della circolazione atmosferica puoi prevedere il punto di atterraggio con una certa precisione.

saludos
>naturalmente conoscete tutti la relazione tra Stapp e le leggi di Murphy, vero?

No
Il gradino più alto del mondo: lanciarsi col paracadute da 36 chilometri

ma è quello il gradino di troppo del thread "Cena cosmonautica"?
Martino,

se non l'hai fatto, cerca "Murphy's law Stapp" su internet. Scoprirai che il primo a parlare di "Murphy's Law" e' stato proprio Stapp in un'intervista e che la famosa regola che se qualcosa puo' andar male lo fara' venne coniata da Murphy proprio riguardo ad un sensore che doveva misurare la tensione sulla cintura che tratteneva Stapp al seggiolino.

p.s. ora non ho tempo di controllare ma mi pare che questa storia sia stata in realta' sbufalata. Non ricordo bene...
Io mi accontenterei.
Se ne avessi la possibilità mi ci fionderei subito.
Spettacolare! E' così bella la vista da lassù, lontano da tutto e da tutti, che fossi in lui sarei tentata di non scendere più.
@ Il Walter:
Un evento del genere è incredibilmente improbabile. E' più facile che sia 'fritto' da un "fulmine a ciel sereno".

@ Urubù
Ti ha già risposto pgc, ma per essere precisi volevo aggiungere che soltanto la rotazione della Terra non potrebbe mai influire sul luogo di atterraggio. Infatti sia in salita, che in discesa, il tizio è solidale al sistema "Terra", e quindi ruota con essa. E come quando salti su un vagone di un treno in corsa: non ricadi qualche metro più in la, ma nello stesso punto di dove sei saltato, perché in quel momento ti stai muovendo con il treno!
@Pgc e @Giskard grazie per i chiarimenti, ma Giskard, ho compreso la parte solidale con la terra ma mi sfugge quella del treno... Cioè, se mi lancio dal treno in corsa un metro prima di un palo, atterro un metro prima e non centro il palo?
Urubù, l'unica è provare.
"Un evento del genere è incredibilmente improbabile. E' più facile che sia 'fritto' da un "fulmine a ciel sereno".

Non ho mai sentito di un evento del genere (mentre di alcuni cui purtroppo non si e' aperto il paracadute si...). E non solo: per eventi particolari di questo genere viene emessa una NOtice To AirMen (NOTAM) che interdice la zona al traffico aereo.

Una "notizia" che girava tempo fa (dubito fosse vera) era un avviso di vendita di un paracadute su un giornale australiano:

"Vendo paracadute. Usato solo una volta. Mai aperto".
Leggete meglio: saltare *da* un treno e saltare mentre si e' *su* un treno sono due cose diverse...
Cerco di spiegarmi meglio: immagina di essere su un treno in corsa e di disegnare sul pavimento una 'X'. Se ti posizioni sulla 'X' e fai un salto, ricadi esattamente sulla 'X'. Questa cosa vale anche se l'esperimento lo fai sul tetto del treno (anche se non te lo consiglio :) ). In poche parole, nel momento in cui salti, il treno non ti scorre via sotto i piedi. Questo vale perché nel momento del salto tu ti stai già muovendo alla velocità inerziale del treno e continui a muovertici anche quando sei saltato. Il tuo sistema di riferimento in quel momento è il treno che si muove. Quindi dal tuo punto di vista e come se facessi un semplice salto in alto. Se ci fosse un osservatore fermo ad una stazione che vedesse passare il treno proprio nel momento in cui tu stai saltando, lui ti vedrebbe non solo saltare in alto, ma anche nella direzione in cui si sta muovendo il treno. In poche parole invece di vederti fare un semplice salto in alto ti vedrebbe fare un salto a parabola. Questo perché lui non è solidale al treno, ma alla 'stazione' che è ferma (rispetto al treno). Se vuoi fare una prova per verificare ciò, prova lanciare una pallina in aria, verso l'alto, con una mano mentre stai camminando. Vedrai che la pallina ti ricadrà esattamente in mano anche se ti stai muovendo, e non ti cadrà mai alle spalle.
E saltare DA un treno in corsa per fermarsi su un palo che si trova SU un altro treno che corre in senso opposto? Mh?

Come diceva il Dr. Frankestin: "SI-PUO'-FARE!!!" Ed aggiungo io, niente di più facile... la struttura fisica umana sembra fatta apposta per accartocciarsi su sé stessa, spalmandosi in poco più di un metro quadro. A certe velocità le ossa tendono a diventare piuttosto cedevoli... :P
@ j-li

Questo video non risponde certamente alla tua domanda, ma credo te ne dia un'idea. Almeno i primi 10 secondi...

http://www.youtube.com/watch?v=qqhlfz9GQPE
Se mi avessero insegnato la fisica portandomi questi di esempi piuttosto che astrusi piani inclinati con cubi e carrellini, probabilmente invece di fare l'informatico avrei fatto il fisico.

Il bello di questi articoli/eventi è anche quello di star lì a rispolverare le proprie conoscenze di fisica e matematica e farsi i conti a mano e restare sempre più a bocca aperta.

Un'ultima domanda: ma prima di lanciarsi, se la beve una red bull per sicurezza, o si affida solo al paracadute?
@pgc e @giskard, mea culpa, avevo letto "da un treno" e non "su un treno", infatti questo lo capisco, però bisogna anche dire che se saltassi su un treno e in qualche maniera riuscissi a stare in aria per un po' di tempo, non ricadrei sul punto di partenza ma un po' più indietro, giusto? La mia velocità rispetto al treno diminuirebbe in quanto non ho più la spinta del treno (o sto dicendo cavolate?), quindi mi domandavo se per il pallone aerostatico che sale e il successivo salto per tornare giù, portano via tempo (rimanere in "salto" per un po')e intanto il mio riferimento (la Terra) continua senza rallentare la sua corsa. O forse il tempo di salire e scendere dalla Terra a 32 km (quanto ci metterà in tutto?), equivale ad un saltino sul treno?

(se Accademia leggesse il mio commento, avrebbe un infarto dovuto alla sintassi...)
E invece ricadresti sempre nello stesso punto, qualunque sia l'altezza del tuo salto e qualunque sia la velocità del treno! L'unica cosa che potrebbe farti cadere un po' più indietro e l'attrito con l'aria che aumenta proporzionalmente con la velocità a cui stai viaggiando(come quando metti fuori dal finestrino dell'auto: se sei fermo non senti nulla, mentre se prendi velocità senti che la tua mano viene sempre di più spinta in dietro dall'aria).
La cosa può sembrare fuorviante perché siamo abituati a vedere il terreno come un 'punto fermo' dello spazio e i veicoli come oggetti in movimento rispetto al terreno. Viene da pensare quindi che, se saltiamo sul fantomatico treno che è in movimento dovremmo ricadere più indietro, perché il treno ci scorre sotto mentre noi restiamo fermi, ma non è così. Infatti quel terreno che ci sembra fermo fa parte del pianeta Terra che si muove anch'esso attorno al sole e, in seconda battuta, attorno al centro galattico ad una velocità di centinai di km l'ora. In altre parole a noi sembra di stare fermi quando siamo seduti davanti al pc, ma in realtà 'abbiamo' una velocità di spostamento pari a quella della Terra nello spazio, ma non ce ne rendiamo conto.
@Urubù
...La mia velocità rispetto al treno diminuirebbe in quanto non ho più la spinta del treno (o sto dicendo cavolate?)
La seconda che hai detto :-)

La tua velocità non diminuisce perché l'unico elemento che potrebbe farlo è l'aria, ma se sei al chiuso di un vagone l'aria presente viaggia alla tua stessa velocità. Se non ti convince comprati un palloncino e sali in treno o anche in auto. Noterai che, se viaggi a velocità costante, il filo del palloncino resterà perfettamente verticale.
Un altro esempio: è mai entrata una mosca nella tua auto (a me è entrata un ape... vabbè)?
Anche quando vai a 200 all'ora la mosca svolazza nell'abitacolo come se l'auto fosse ferma e non si spiaccica sul lunotto.

Lo stesso vale per il pallone aerostatico. Se non ci sono correnti atmosferiche a spostarlo, il pallone resta sulla verticale del lancio.
Quando siete stati in equilibrio sul ceppo al centro dell’Universo che altro vi resta da fare?, Grant Carrington, in Urania, “Microfantascienza: altre 44 storie”, n. 827, 16 marzo 1980.
(After You've Stood on the Log at the Center of the Universe, What Is There Left to Do?, 1974)
Anche se poi, a pensarci bene, il famoso ceppo al centro dell’Universo sul quale salta il ragazzino viziato e bizzoso dovrebbe essere effettivamente l’unico punto fermo dell’universo stesso che si espande e ruota attorno ad esso ceppo.
In questo caso come la metteremmo con la conclusione?
E il Sole girerebbe attorno alla Terra?
E avremmo ancora il ragazzino viziato e bizzoso tra i piedi?
Ma… allora… il papato c’avrebbe davvero avuta tutta la ragione?

Vado a cercare un ceppo sul quale saltare!
Sono andato a memoria e credo di avere messo qui il ragazzino che invece dovrebbe essere in Ostinato di Stephen Goldin, stessa edizione.
Comunque combinando e mescolando le storie e i fattori, ragazzino e ceppo ecc., il risultato non dovrebbe cambiare.
Eureka ora ho capito! Grazie a tutti. Quindi, il pallone aerostatico all'interno dell'atmosfera è come il palloncino dentro al treno. Scusate l'ignoranza, ma per fortuna ci siete voi che mi "imparate" (da non leggere alla cinese).
@granmarfone
titolo intrigante... cerchero' l'Urania incriminato :-)) Domanda: tu sai come si dipana la trama del racconto? Perche' a me la prima risposta stupida che e' venuta in mente e': "vedo fin dove arrivo se faccio pipi'!!!!"
Vado a memoria; ho in giro da qualche parte l’Urania in questione ma non lo posso trovare facilmente.

“Il ceppo al centro ecc.”:
inizio alla Huckleberry Finn; un gruppo di ragazzini ha ritrovo presso uno stagno al centro del quale emerge un pezzo di un tronco, il ceppo; solita sfida tra ragazzi che devono arrivare al ceppo e saltarci sopra.
Arriva una “cosa” volante, scendono strani esseri che armeggiano attorno al ceppo, fissano una targa e poi se ne vanno.
Sfrecciano i caccia dell’aviazione, arrivano elicotteri, marines, l’esercito, Cia, Fbi, accalappiacani ecc.; laboratorio d’analisi costruito attorno al ceppo, lunghissimi quanto infruttosi tentativi di togliere la targa o segare il ceppo per portarlo via.
Alla fine sconsolati se ne vanno tutti dopo avere smantellato la baracca annunciando che sulla targa è scritto che “secondo i rilievi effettuati dall’Autorità Astrale Galattica ecc. questo ceppo E’ il centro dell’universo”.
La considerazione finale è appunto che dopo avere fatto quattro salti sul ceppo al centro dell’universo che cos’altro ti rimane da fare nella vita?

“L’ostinato” è il ragazzino bizzoso, viziato al quale si danno sempre vinte tutte e quando pesta i piedi e dice “io non mi muovo da qui” viene letteralmente accontentato.
E scompare, per sempre.
Ho curiosato superficialmente come è strutturata l'atmosfera terrestre. In pratica lui andrà nella stratosfera, a meno della metà dell'ampiezza della nostra atmosfera. Non l'ho detto per minimizzare la sua impresa, ma perché sono rimasto colpito da quanti km di atmosfera abbiamo sopra la zucca. o.O
Giuseppe
" Se non ci sono correnti atmosferiche a spostarlo, il pallone resta sulla verticale del lancio. "

Non credo.
Per me si sposta ( resta indietro)verso ovest in funzione del tempo di ascensione e discesa e quota raggiunta.(Senza atriti e correnti) Non ho competenze matematiche sufficienti per calcolare lo spostamento.
Luigi (il più anziano dei due)
Luigi,

hai ragione: cio' di cui parli e' la componente verticale della forza di Coriolis. Quella che fa si che se spari un proiettile in verticale cada un po' piu' in la'. Ma solo in teoria, nel senso che per un oggetto di questo genere, che ci mette parecchio ad andare su, un effetto del genere sara' oscurato completamente dal vento.

E' un po' come la storia dei vertici negli scarichi dei lavandini che dovrebbero girare in senso diverso nei due emisferi (la forza e' la stessa). In teoria e' vero ed e' stato dimostrato con una grossa tanica in condizioni controllate da laboratorio, ma per un lavandino da casa il fenomeno e' completamente oscurato da altri fattori.
Van Fanel:
il gradino più alto del mondo: lanciarsi col paracadute da 36 chilometri

ma è quello il gradino di troppo del thread "Cena cosmonautica"?

LOL! (Ma l'ho capita solo io? O_O)
@Luigi
Per me si sposta ( resta indietro)verso ovest in funzione del tempo di ascensione e discesa e quota raggiunta

Forse pensi questo perché più va in alto maggiore è la strada che il pallone deve percorrere con velocità tangenziale (quella che il pallone avrebbe se improvvisamente si "spegnesse" la forza di gravità) iniziale pari a quella di quando il pallone è a terra?

Forse hai ragione se non si considera la presenza dell'atmosfera, ma se non si incontrano correnti d'aria, l'atmosfera, a qualsiasi quota, si muove in solido con la Terra. Quindi, ci dovrebbe pensare l'aria a far aumentare la velocità al pallone in modo che si mantenga sulla verticale.

Penso che pgc potrebbe rispondere meglio visto che ha già giocato coi palloni stratosferici :-)
Posso dire un paio di cose che esulano dagli argomenti meramente tecnici dell'impresa?

Questa è semplicemente una cosa pazzesca, incredibile, vi immaginate soltanto che razza di uomo dev'essere Baumgartner per compiere un'impresa che va oltre l'umanamente possibile?
Un uomo normale non riuscirebbe neppure a pensare di fare una cosa simile, gli cederebbero le ginocchia al solo pensiero, invece Baumgartner dimostra che i limiti dell'uomo, almeno quelli psicologici (quelli fisici li vedremo durante l'impresa) sono incredibili.
Sarò anche ingenuo, ma Baumgartner è sovra umano, e da una dimostrazione di quello che l'uomo può arrivare a compiere, per me un'impresa (magari esagero) epica.
Incredibile e speriamo che i media ne diano ampio risalto, fin'ora cose del genere si sono viste al cinema con i sorrisetti della gente e le frasi del "si, è proprio un film di fantascienza... figuriamoci se è possibile..."
Fantastico, emozionante.
Si vabbé ... ho il mal di testa per tutta la matematica dei commenti ... Ma nessuno ha fatto caso che partirà da ... ROSWELL (New Mexico)!?!?
Incredibile e speriamo che i media ne diano ampio risalto

Lo trasmetteranno su Italia 2. Cosa non si fa per vendere caffè in lattina!
Stavo soltanto pensando che per sollevare il pallone in aria hanno buttato via 30 milioni di piedi cubici di elio (foto 9 qui http://bit.ly/R7uTfG), un gas che si sta piano piano esaurendo dalla terra perché sfugge all'attrazione gravitazionale. 30 milioni di piedi cubici sono 849'505 metri cubi (secondo google), che sono 849'505'000 litri di elio. Quasi un miliardo di litri! Non ho idea se ho calcolato bene, ma è uno spreco enorme!

Tuttavia l'impresa rimane una cosa super cool :-D
@ Pietro

Leggendo bene si nota che la cubatura del pallone che citi, è riferita all'espansione che subirà il pallone una volta in quota. Il gas si espanderà fino a 30 milioni di piedi cubi, ma alla partenza il volume sarà di molto inferiore.

Non conosco i particolari della quantità di elio immessa alla partenza, né conosco il grado di espansione del gas al diminuire della pressione atmosferica, ma di certo non partono con quel quantitativo a bordo.

Riguardo l'elio in esaurimento, una veloce ricerca su Google fa risalire l'allarme ad un articolo pubblicato sul "New Scientist", una rivista periodica NON peer-reviewed ed al centro di svariate polemiche con la comunità scientifica.

Sulla disponibilità di He, sembra che sia il 71° elemento più diffuso nella crosta terrestre, si può produrre per distillazione dai gas naturali o anche artificialmente (a costi superiori). Esiste uno strato nella parte esterna dell'atmosfera (l'eterosfera) dove l'elio è il gas dominante, benché molto rarefatto. Qui l'elio sfugge alla gravità disperdendosi nello spazio in misura molto maggiore a quanto se ne disperda nell'atmosfera per uso umano.

Per il momento l'unico accenno che ho trovato di dispersione e rarità dell'elio è riferito ad un suo isotopo, l'He4.

Dato che non sono un esperto e che quanto scritto è il risultato di una ricerca veloce, prenderei con le pinze il m io scritto e chiederei lumi ai chimici frequentatori del blog... :)
L'isotopo Elio 4 e' quello piu' comune in natura. Viene usato per criogenia, palloni sonda, inclusi quelli che lanciati a migliaia in tutto il mondo "inizializzano" i modelli meteorologici, e anche nelle apparecchiature medicali e in tutte le applicazioni dove vi sono magneti superconduttori (macchine per MRI, o Magnetic Resonance) Imaging incluse).

Il problema della carenza di He4 e' reale. I prezzi si stanno impennando e non si sa bene come andra' a finire. Sempre piu' utenti stanno attivando impianti di riciclo dell'elio, che evaporando dai criostati viene poi riimmagazzinato e liquefatto di nuovo. Una volta non conveniva, oggi si.

Di solito i palloni stratosferici vengono caricati di idrogeno, non di Elio. L'idrogeno produce una spinta idrostatica maggiore, perche' piu' leggero. In caso di fuga non esplode ma puo' incendiarsi, come per l'Hindenburg. Ho assistito di persona ad un incidente del genere a Trapani, ma anche nel caso del Challenger l'H2 non esplose ma si incendio' bruciando solo parzialmente. Una delle ragioni per l'uso di He potrebbe essere la sicurezza, ma non e' ovvio perche' in caso di perdita nei primi momenti dopo il lancio le probabilita' di morte per Baumgardner sarebbero molto elevate.

L'Elio 3 invece e' rarissimo e carissimo. Viene usato esclusivamente in impianti pressurizzati, come le pompe criogeniche a diluizione usate per raggiungere temperature ancora piu' basse, fino a qualche centinaio di milliKelvin sopra lo zero assoluto.

Il problema e' che nel bilancio mondiale del mercato di Elio 4, un pallone stratosferico in piu' o meno e' irrilevante. L'Elio 4 e' ancora oggi una "utility". Chi ne ha bisogno lo compra, senza grossi problemi e a un prezzo comunque accessibile. Anche i milioni di palloncini usati dai bambini (almeno quelli che si sollevano nell'aria), nelle feste sono carichi di elio 4. Puntare il dito su questo esperimento a causa dei 30 milioni di m3 di elio (che come fa notare Stupidocane si riferiscono alla quota di 38 km, dove la pressione atmosferica e' di circa 200 hPa) non ha molto senso perche' se anche metti insieme tutto l'He 4 usato da tutti i palloni stratosferici usati in tutto il mondo la percentuale rispetto al bilancio mondiale e' sempre insignificante.

Detto questo, anche io non sono molto convinto dell'utilita' di questi "stunt". Sono cose interessanti ma il loro output scientifico e' relativo rispetto al costo. Essenzialmente sono imprese pubblicitarie. Non sono - beninteso - contrario al che avvengano, ma la scienza e' un'altra cosa.

Comunque: vedo che la missione e' stata rinviata di un giorno. Ne approfitto per fare un in bocca al lupo a Baumgartner.

saludos
@non-Stupidocane: grazie della risposta esauriente. Avrei dovuto ricercare un po' di più. La cosa dell'elio l'avevo letta molti mesi fa su Slashdot, *autorevole* fonte di informazione, ma anche in quel caso non ho controllato le fonti! Ciao! -- Pietro
> Lo trasmetteranno su Italia 2.

E anche qui alle 14 di oggi, 9 ottobre.

http://www.lastampa.it/2012/10/09/multimedia/esteri/diretta-live-il-lancio-da-metri-d-altezza-mmJg3INqZFXmB9nGjBei8K/pagina.html
anche a voi da errore su youtube? si riesce a vedere da qualche altra parte? o il feed non è attivo?
@ Pietro

Cfr. pgc per una spiegazione più esaustiva su rarità dei vari isotopi. (Ma se loro sono rari, allora le loro isotope? Poveretti) :)

Or che mi sovviene, non credo che il pallone che porterà su Baumgartner venga lasciato a sé stesso. Non ne sono affatto sicuro, ma dovrebbe avere un sistema come quello dei dirigibili, con pompe per "risucchiare" il gas dal pallone per farlo scendere. O sbaLio?
"O sbaLio?"

Sbalii :)

in genere (non so se le cose sono cambiate oggi, ma non credo) una lama o un pirotecnico rompono il pallone, che viene giu' fluttuando fino a terra atterrando dove capita. Molti anni fa (parlo degli anni 70-80, e' una storia che girava nell'ambiente) un contadino francese si sveglio', aperse le finestre della sua fattoria, e scopri' di essere avvolto completamente da una specie di materiale lattiginoso. Si trattava di un pallone caduto proprio sopra la abitazione. Un'assicurazione copre eventuali danni ma, almeno tempo fa, il materiale (mylar alluminato) era costoso e poteva essere riciclato per costruire serre, per cui si faceva un accordo con chi lo trovava. Lui si teneva il materiale dopo avere firmato un accordo che sollevava l'ESA da ogni danno.

Una volta recuperai un telescopio atterrato tra Cadiz e Huelva, in Spagna dopo un volo attraverso il Mediterraneo. Fummo fortunati: le correnti a getto erano stabili e lo vedemmo arrivare da oriente, mentre spesso si perde in mare o e' troppo lontano dal luogo previsto di atterraggio per trovarlo. Al tramonto appariva come una piccola "luna", da 40 km di quota. Potei godermi il distacco del carico (cosa rarissima) dopo avere dato il telecomando da terra, e vedere il grosso telescopio cadere giu' in caduta libera da 40 km di altezza mentre il pallone fluttuava, fino a quando il paracadute si apri' e rallento' la caduta.

Il recupero del carico pagante (gondola) e' un'operazione complessa. Partimmo immediatamente con un piccolo bimotore per individuare il carico, poi tornammo il giorno dopo con vari mezzi: un elicottero, camion, gru', vari automezzi, etc. Il carico, un telescopio infrarosso, cadde in una fazenda vicino Cadiz, dopo avere sorvolato un paesino in una zona molto povera. Era fine Agosto e la temperatura era sopra i 40. Alcuni locali, vedendo questo oggetto assurdo attaccato a un paracadute rosso enorme, caricarono quello che potevano sul carretto e fuggirono, convinti che stessero atterrando gli extraterrestri. Arrivarono parecchie telefonate alla polizia, al punto che comunicarono anche alla radio che non si trattava di un UFO...

Il giorno appresso, dopo diverse ore di viaggio arrivammo sul luogo dell'atterraggio. Il mio ruolo era di controllare le condizioni del carico, scattare molte foto, e recuperare il sistema di acquisizione dati per riportarlo in Italia. Ero l'unico del gruppo che aveva sviluppato il telescopio. Arrivammo in questa zona coltivata. Una tonnellata di telescopio poggiava come una statua surreale in mezzo ad un campo arato.

Ma c'era un piccolo problema... si trattava di un allevamento di tori da corrida, che avevano circondato incuriositi lo strano oggetto comparso tra le zolle. Chiesi ai miei miei colleghi spagnoli se era il caso di scendere dal camion. Non c'erano alternative. Ricordo ancora che cominciarono a prendermi in giro ridendo: secondo loro bastava scendere, muoversi con cautela, senza gesti affrettati, e non mi avrebbero fatto niente. Io mi cagavo sotto: i tori erano ENORMI, neri come un buco nel paesaggio, e per raggiungere il telescopio dovevo fare qualche centinaio di metri a piedi in un campo arato dove era impossibile correre.

I tori mi guardavano fisso. Io feci finta di niente e mentalmente promisi che non sarei mai andato a vedere una corrida. Debbo dire che ando' tutto bene, anche se volgere loro le spalle e concentrarmi sul lavoro per svitare le varie componenti non fu proprio divertente. Ma la bevuta che avvenne dopo il recupero in una "venta" (mi pare si chiamassero cosi' le trattorie locali), accompagnata da parilla e balli vari, e' uno dei piu' bei ricordi della mia vita...

saludos!
Volevo segnalare che sul sito ufficiale del lancio c'è anche un simpatico giochetto per individuare la zona di atterraggio di Felix. http://www.redbullstratos.com/the-mission/drop-zone/
A Felix, te butti o nun te butti???
Salto rimandato perchè a domani
rinviato di nuovo
http://www.agi.it/estero/notizie/201210092001-est-rt10346-felix_baumgartner_salto_di_36mila_metri_rinviato_domani_video
Dicono che il lancio è stato annullato a causa del vento forte.

@pgc: ti è già stato detto che dovresti scrivere un libro con le tue avventure, vero? Va beh, te lo dico ugualmente!



p.s. Se la NASA chiamasse la sua prossima sonda Red Bull o Coca Cola risolverebbe il problema dei pochi fondi...
@pgc: ti è già stato detto che dovresti scrivere un libro con le tue avventure, vero?

Sì, qui e anche subito dopo
@pgc: ti è già stato detto che ti dovresti iscrivere al forum, vero?

Ciao

Carson
In teoria oggi riprova ancora una volta!
@pgc: ti è già stato detto che dovresti scrivere un libro con le tue avventure, vero?

Sì, qui e anche subito dopo

E io mi associo e insisto :-)
Mi fa piacere se qualcuno trova interessanti le mie storielle, pero' rinvio ai miei due criteri per la scrittura di un libro riportate nel link postato da martinobri. Se fossimo in tanti ad applicarle, forse nelle librerie si troverebbero piu' libri e meno fermaporta. Continuero', finche' me lo concede, a fare il parassita del blog di Attivissimo :)

A volte resisto all'idea di raccontare perche' non vorrei dare l'impressione che me la sto a tira' :). Assolutamente no! O meglio, magara me la sto pure a tira' :), e' umano, pero' amo sinceramente la Scienza e vorrei contribuire anch'io a far capire come l'immagine che si ha della vita di uno scienziato (o meglio semi-scienziato) e' molto piu' divertente e variegata di quel che si immagina la gente.

Quando vado a parlare nelle Scuole, faccio sempre un esperimento. Chiedo, all'inizio, come si immaginano la nostra giornata di scienziati. Indipendentemente dal Paese in cui mi trovo, o dall'eta' dei ragazzi, ne viene un ritratto noiosissimo, roba da impiccarsi: una persona sepolta tra le carte, a studiare tutto il tempo, in uffici scamuffi e laboratori polverosi. Poi do' i miei talk in cui dissemino ad arte foto delle tante cose assurde che francamente mi e' capitato di fare: trainare aquiloni sul pack in motoslitta, corsi di guida sullo sterrato, buttarsi da uno Zodiac in corsa in un lago, pilotare un Twin-otter nel luogo piu' isolato del mondo. Qualche storiella, qualche battuta, una descrizione della mia vita quotidiana in cui c'e' tutto, anche delle discrete rotture di balle, tranne la routine.

Alla fine del talk rifaccio la stessa domanda. Di solito la gente risponde MOLTO diversamente, e qualcuno di solito azzarda anche l'idea che forse fare ricerca non sarebbe un'idea cosi' malvagia. Be', se il rischio e' quello di sembrare uno che se la tira, lo accetto volentieri per questo risultato. Purtroppo non siamo stati bravi a comunicare la scienza, quella vera.







saludos,
@pgc

In questo blog, come sai, grazie anche agli scomparsi con i quali tu polemizzavi, amiamo il bello scrivere. Se i tuoi testi fossero malfatti stai sicuro che nessuno ti filava.
E poi, se permetti, farà parte del tuo lavoro penetrare i misteri della natura, ma riconoscere e distinguere lavori di qualità da altri orridi è parte del MIO mestiere.

Rinnovo l'offerta: ti faccio il ghost writer, poi 70 a te e 30 a me.
Ho già pronto anche il titolo: Ventimila leghe sotto i cieli.

...Mmmm... no, eh?
dimenticavo: conversare amabilmente e per diverse ore con James Cameron (senza capire chi fosse) e dirgli tranquilamente che i suoi film fanno schifo...

Questa ve l'ho raccontata vero? :)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.

E' stato quando girava Titanic, che poi ti ha preso, messo in posizione giusta, e usato come controfigura dell'iceberg, no?
No, non ce lo hai raccontato.
@pgc
Qualche storiella, qualche battuta, una descrizione della mia vita quotidiana in cui c'e' tutto, anche delle discrete rotture di balle, tranne la routine

La stessa cosa che penso quando leggo storie di ricercatori altrettanto "avventurose" sul National Geographic. Ma poi mi chiedo se sono di più gli scienziati "avventurosi" come te o quelli che se ne stanno sempre in laboratorio [speriamo non POLVEROSO!] a spipettare (non so se "spipettare" è un termine ufficiale scientifico, ma lo usava sempre una mia amica che diceva che il suo lavoro di ricercatrice al Centro di Biotecnologie Avanzate di Genova consisteva soprattutto in quello)... Anche Indiana Jones nel famoso film ricorda ai suoi studenti che "X never ever marks the spot" ;)

conversare amabilmente e per diverse ore con James Cameron (senza capire chi fosse) e dirgli tranquilamente che i suoi film fanno schifo

evidentemente ognuno ha quel che si merita: a te è capitato Cameron, a me... Stefano Accorsi!
p.s.
Purtroppo non siamo stati bravi a comunicare la scienza, quella vera

Però ora che ci penso... Ok, trainare aquiloni sul pack in motoslitta è certamente più eccitante dello studio del lichen planus ulceroso (il quale anzi fa parecchio schifo!), ma forse la mitica Spipettatrice dei miei vecchi tempi si offenderebbe se tu le dicessi che il suo monotono spipettare NON è VERA SCIENZA !
va bene. Grazie per i commenti ma adesso facciamo i bravi e torniamo al tema di questo blog, per favore.

saluti
pgc,

Continuero', finche' me lo concede, a fare il parassita del blog di Attivissimo :)

Per quel che mi riguarda, hai carta bianca per continuare a parassitare :-)
pgc,

Questa ve l'ho raccontata vero? :)

No, ma sei sempre in tempo a rimediare!
Vabbe'...

Dovete sapere che per arrivare alla US Station Amundsen-Scott a South Pole si fa un volo da Christchurch NZ to McMurdo nel Mare di Ross, e da li un altro a South Pole. Gli aerei usati dall'US Antarctic Program sono C-130 della Navy modificati, con dei pattini "attaccati" al carrello, che possono essere abbassati quando si atterra sul ghiaccio a South Pole. Il volo ("Southbound" per gli addetti, mentre quello di ritorno e', indovina un po' "Northbound"...) dura 3 ore e mezza circa. Si parte da uno dei due aeroporti sul ghiaccio di McMurdo, uno sul pack, l'altro su "ghiaccio blue".

Quella volta l'aereo era un cargo con poche persone a bordo. Durante il volo, completato il decollo, si puo' vagare per l'aereo, stendersi a dormire sui pallet, andare in cabina etc., il rumore delle 4 eliche pero' e' infernale all'interno. Vengono distribuiti tappi per le orecchie e per parlare bisogna urlare. Io ero con un mio collega. Dopo il decollo cominciai a fare foto da uno degli oblo'. Vidi un ragazzotto biondo avvicinarsi con una Nikomat anteguerra al collo. Siccome io avevo una F3 (tie'! l'unica elettronica che scatta anche se la batteria e' scarica) gli dissi se sapeva usarla per farmi qualche foto. Il tizio accetto' volentieri e comincio' a farmi foto. Le conservo ancora, semplici ma tecnicamente perfette. Ci mettiamo a chiacchierare, urlando l'un l'altro come al solito. Io allora capivo l'inglese peggio di adesso. Non e' che sia una cima con le lingue. Scrivere ok, ma parlare un disastro. Sono oggetto di lazzi vari per questo. Uno spiritosone ad un talk mi fece i complimenti per il mio "roman-english"...).

Io gli domando cosa va a fare a South Pole. Lui mi dice che si occupa di cinema. Annuisco.Gli chiedo in che film ha lavorato. Nell'US Antarctic Program si incontrano spesso tipi curiosi, che provengono da esperienze molto diverse. Immediatamente penso che sia qualcosa come un elettricista o un idraulico che ha lavorato in qualche blockbuster (!). Lui mi risponde dicendo due tre film in cui ha lavorato, ma io colgo solo "Terminator", al che gli rispondo un po' imbarazzato qualcosa del genere "sorry, but I'm not really on this kind of movies...). Lui sorride e mi chiede cosa faccio. Gli dico l'astronomo e lui allora comincia a tempestarmi di domande: cosa faccio, dove lavoro, di cosa mi occupo. Sembra abbastanza preparato, anche se la conversazione e' complicata dal rumore di fondo. Passiamo le ore rimanenti a farci foto a vicenda e a chiacchierare di antartide, astronomia etc. Una volta a South Pole lo saluto. Ognuno ha il suo da fare (assegnazione stanza, induction) e poi si arriva stanchi morti. Il giorno dopo sono al lavoro con il mio collega in un laboratorio appena fuori dalla stazione. Entra il tizio e ci chiede se puo' fare qualche foto. La scena si ripete: il mio collega (anche lui italiano) gli chiede cosa fa. Lui dice, mi sembra, di avere "diretto Terminator" etc. Noi siamo molto indaffarati, abbiamo pochi giorni per finire il lavoro, siamo a 3000 mt, affaticati, e non facciamo molto caso a quello che ha detto. Pensiamo entrambi di non avere capito bene e gli diciamo - di nuovo - ...che quel tipo di film non ci piace (!). Povero James! Chissa' se gli e' mai capitato nella vita di beccare due persone che lo trattano come una scarpa vecchia :) Lui si mette a ridere visibilmente divertito, ma si offre di darci una mano a muovere qualche cassa, scaricare la motoslitta, etc. Molto gentile. Ci fa tante domande e noi gli spieghiamo volentieri quello che facciamo mentre continuiamo pero' a lavorare.

(continua - 1)
Alcune sere dopo riesco a telefonare a mia moglie, con l'Iridium. Gli racconto eccitato come va e lei mi chiede tra le altre cose se ho conosciuto qualcuno che fosse interessante. Io gli dico "si... ho conosciuto un tipo simpatico, dice di lavorare a Hollywood... ma non ho capito bene cosa faccia...". Lei mi chiede se so come si chiama e io gli dico "si, mi pare James Cameron". E lei, appassionata di cinema - me lo ricordo ancora come fosse ieri - "Ma sei scemo???? Ma non lo sai chi e' james Cameron???". Io le dico bo', no, chi e'? Lei me lo spiega... Ancora oggi ci ammazziamo dalle risate con nostro figlio e i nostri amici quando salta fuori questa storia.

Debbo dire che si tratta di una persona veramente modesta e alla mano. La sera aiutava a pulire la vecchia mensa, nella stazione sotto la bellissima cupola geodetica, che ora non c'e' piu'. Ci mostro' anche in anteprima un suo film (il divertentissimo "True Lies"), ancora con il mixaggio di prova, sulla sua cassetta personale. Una sera mi racconto' che in realta' lui si era iscritto ad Harvard per fare Astrofisica, di cui era un grande appassionato, ma che poi aveva deciso di preferire il cinema. Seppi piu' tardi che era li per girare un film di SF, una trascrizione cinematografica del bellissimo "At the Mountains of Madness" di Lovercraft. Invece usci' Titanic dopo True Lies. Vabbe', sempre di ghiaccio si parla... :). Pero' so che ultimamente ha ripreso in mano quel progetto ed e' tornato in Antartide.

Il viaggio avvenne sotto il programma Arts & Writers dell'NSF, che consente ad un artista, ogni anno, di passare in Antartide un periodo (a volte anche l'inverno). Altri dicono che pago' 600.000 US$ per l'assistenza da parte del US Government.

Questa storia comunque porta a tante altre... come al fatto che Mountains of Madness sta a pochi passi da una stazione (Dome Charlie) che venne abbandonata improvvisamente dagli statunitensi. Nonostante non si sapesse nulla di come fosse fatto il continente quando il racconto venne scritto... Se Mazzucco scegliesse meglio i suoi collaboratori... O magari vengo a fare un talk al CICAP la prossima volta che vengo in Italia, su queste e tante altri "misteri" poco noti dell'Antartide?

Che ne dici Paolo?

(end)
pgc,

bella storia, e ben raccontata! Se tu avessi qualche foto pubblicabile di quel faccia a faccia, ti promuoverei a guest blogger del Disinformatico. che ne dici?



O magari vengo a fare un talk al CICAP la prossima volta che vengo in Italia, su queste e tante altri "misteri" poco noti dell'Antartide?

Approvato!
"ti promuoverei a guest blogger del Disinformatico. che ne dici?"

niente da fare: da bravo fesso io feci le foto a lui con la SUA Nikomat, e lui le fece a me con la MIA F3. Altrimenti oggi le rivenderei su ebay...
Poi non sono proprio il tipo che va dietro alle "stelle" per chiedergli l'autografo :)

Per il CICAP, ti scrivo in privato...
un saluto
@Van Fanel: "Ok, trainare aquiloni sul pack in motoslitta è certamente più eccitante dello studio del lichen planus ulceroso"

Credo che sia una questione di scelte. C'e' chi sacrifica la sicurezza per l'avventura e chi viceversa. L'importante e', dopo avere fatto la scelta, non lamentarsene. Entrambe le cose e' difficile ottenerle ma conosco chi c'e' riuscito.

Sulle sponsorship per le sonde, ricordo che ai tempi dello shuttle Coca Cola Co. si era fatta avanti per dipingere l'external tank come una lattina :). Alla NASA andava benissimo (con quei soldi ci avrebbero finanziato qualche missione), ma poi Coca Cola decise di non farne nulla perche' nel malaugurato caso di un incidente al decollo (non ricordo se il disastro del Challenger avvenne prima o dopo) quelle immagini avrebbero fatto il giro del mondo per decenni, producendo un danno incalcolabile al marchio. Non sono pero' sicuro che questa storia sia vera. Ho cercato un po' in fretta su internet ma senza successo...

@Martino: "In questo blog, come sai, grazie anche agli scomparsi con i quali tu polemizzavi, amiamo il bello scrivere."

Al contrario, mi sembra che il livello non sia cambiato affatto dopo che se ne e' andato, e corrisponde a quello di qualsiasi altro forum, scientifico o quasi. Ora non vorrei far rinascere polemiche antiche, e sinceramente mi spiace un po' che una persona certamente interessante come lui non sia stato capace di capire quanto sarebbe stato facile "autolimitarsi", ma sinceramente non e' che *io* polemizzassi, e' che ogni cosa che *chiunque* scrivesse il discorso si spostava su un rivolo di trascurabili questioni sintattiche o si veniva attaccati in maniera sinceramente inaccettabile. Cosa che da mesi non accade piu', rendendo questo blog molto, molto piu' interessante, piacevole e allegro. Escludendo te, io e qualcun altro che litighiamo sulla religione :), non ci sono stati praticamente piu' momenti realmente spiacevoli e di tensione.
e qualcun altro che litighiamo sulla religione

Stavate parlando di mee?
Al contrario, mi sembra che il livello non sia cambiato affatto dopo che se ne e' andato

Un lavoro ben fatto lascia conseguenze positive per molto tempo

Escludendo te, io e qualcun altro che litighiamo sulla religione :), non ci sono stati praticamente piu' momenti realmente spiacevoli e di tensione.


Beh, evitarlo è facile. Basta applicare il metodo scientifico anche alla discussione.
Mentre aspettiamo di vedere come va a finire a Felix Baumgartner...

Questo filmato mostra bene come si svolge il lancio di un pallone stratosferico per applicazioni scientifiche e fornisce anche altre informazioni interessanti. Le prime scene credo siano girate a Palestine, l'ultima alla LDBF (Long Duration Balloon Facilities) a McMurdo, Antarctica. Sullo sfondo il vulcano Mt. Erebus, da cui sono stati lanciati palloni come BOOMERAnG (italiano per meta') e BLAST. I palloni percorrono una traiettoria circolare intorno al Polo e - se tutto va bene non sempre - tornano in prossimita' della zona di lancio per il recupero.

Su BLAST e le sue "disavventure", conclusesi fortunatamente bene :) e' stato girato un filmato divertentissimo dal fratello, regista, del Principal Investigator, Mark Devlin. Durante la preparazione il regista Werner Herzog, che era in Antartide per fare un altro film, visito' il team di BLAST a McMurdo. Quello sopra e' uno spezzone del film, che e' in vendita.

saludos,
pgc
@pgc
Credo che sia una questione di scelte. C'e' chi sacrifica la sicurezza per l'avventura e chi viceversa. L'importante e', dopo avere fatto la scelta, non lamentarsene. Entrambe le cose e' difficile ottenerle ma conosco chi c'e' riuscito

Sono d'accordo con te (anche se poi la vita non è solo questione di scelte ma anche di occasioni e capacità).
Ma se rileggi il mio post, avevo detto un'altra cosa. Se mi sono atteggiato ad avvocato della Spipettatrice (e di un ipotetico tizio in un universo parallelo che è identico a me, ma invece che informatico è diventato spipettatore, forse per colpa di quella storia di Topolino in cui) era per quel "comunicare la scienza, quella vera". Se avessi detto "quella interessante, coinvolgente, divertente, emozionante" non avrei alzato un sopracciglio, sul "vera" lo alzo: sacrosanto far conoscere al grande pubblico il lato emozionante della scienza, ma non è che se è noiosa allora non è "vera" scienza.
Poi immagino che nel mestiere di scienziato ci saranno momenti emozionanti e momenti noiosi: ad esempio un egittologo potrebbe partecipare a scavi avventurosi che riportano alla luce favolosi reperti, ma potrebbe ANCHE dover affrontare sei mesi di duro lavoro (immagino in un "noioso laboratorio" tra provette e pipette) a trovare un sistema per estrarre il DNA dai tessuti (ogni riferimento a Zahi Hawass è puramente casuale). Sarai d'accordo con me che entrambe le cose sono VERA scienza, no?
Scusa, forse mi sto Accademiadeipedantizzando...

@martinobri
Basta applicare il metodo scientifico anche alla discussione

Non devi spiegarlo ai presenti, ma all'assente...
"ma non è che se è noiosa allora non è "vera" scienza. "

Hai ragione. Il mestiere di scienziato ha una grande quantita' di momenti noiosi. Ma come, e forse meno, della gran parte degli altri. Non credo di dirlo perche' faccio questo mestiere, ma perche' tutti i lavori che hanno a che fare con la creativita' sono di solito meno noiosi degli altri.

Quello che ho notato e' che gli studenti hanno una visione distorta. Loro lo associano a quella cosa atroce che e' "studiare" (cose pallosissime in modo spesso molto noioso e poco stimolante), occuparsi di questioni francamente poco interessanti in un ambiente poco divertente.

Non e' cosi'. E' questo cerco di far notare. Non e' che se fai la ballerina in tv, il business man o il calciatore non hai momenti noiosi, mentre se fai lo scienziato hai solo quelli. Anzi. Di solito e' vero il contrario. La gavetta puo' essere complicata ma perche', per riuscire a giocare in una squadra di calcio di Serie A a quante feste, a quante birre devi rinunciare? Quante volte ti devi svegliare a ore assurde e ripetere per l'ennesima volta quel noiosissimo, faticosissimo allenamento?

@pgc
La gavetta puo' essere complicata ma perche', per riuscire a giocare in una squadra di calcio di Serie A a quante feste, a quante birre devi rinunciare? Quante volte ti devi svegliare a ore assurde e ripetere per l'ennesima volta quel noiosissimo, faticosissimo allenamento?

Vero, vero, ma poi voi scienziati le avete le veline, le letterine, le letteronze etc?
:-P
Vero, vero, ma poi voi scienziati le avete le veline, le letterine, le letteronze etc?

Le veline invecchiano, tradiscono e passano. Il piacere puro che provi quando scopri qualcosa di nuovo o assisti a un fenomeno raro e meraviglioso non ti tradirà mai e sarà con te per tutta la vita come la più fedele delle compagne.

Non c'è paragone.
:))
Quello che ho notato e' che gli studenti hanno una visione distorta. Loro lo associano a quella cosa atroce che e' "studiare" (cose pallosissime in modo spesso molto noioso e poco stimolante), occuparsi di questioni francamente poco interessanti in un ambiente poco divertente.

Credo che buona parte della colpa provenga dai media con le loro descrizioni distorte degli scienziati e, più in generale, di coloro a cui piace studiare qualcosa che non siano le "velonze" (le veline letteronze): i "nerd" sono sempre descritti come mezzi sfigati e anche bruttini.

Il fatto curioso è che gli autori di tali programmi e film sono spesso nerd! (E' autolesionismo o una prendono in giro i "fighi"?).

La restante parte della colpa è degli insegnanti. A loro giustificazione c'è da dire che lo stipendio basso, la moltitudine di ore perse in burocrazia ridicolmente inutile e le pressioni del dirigenti che non si possono permettere di perdere alunni non li aiuta certo a lavorare bene.
Giuseppe, Van Fanel,

Io penso la societa' come una rete: se tiri una maglia, sposti anche le altre. Se c'e' un problema culturale, ne risentiranno tutti gli ambienti: famiglia, media, scuola, etc., e diventera' difficile capire chi e' il primo responsabile.

Se la Scienza in Italia - ma anche in gran parte del mondo, ti assicuro - non e' "cool" non c'e' un vero responsabile, e non resta che fare il proprio dovere, invece di rischiare di sollevare polemiche che temo non mancheranno da parte delle varie categorie interessate... :).

Qui in Cile per esempio c'e' un'altissima densita' di astronomi a causa dell'impatto di tutti i Paesi che hanno installato strumentazione qui (l'astronomia e' valutata intorno al 1.5% del PIL cileno). Conseguenza: l'astronomia e' un argomento "muy entretenido" (~cool). Non manca giorno senza che sui giornali non ci sia qualche notizia che ci riguarda. Sui voli interni spesso trasmettono documentari di astronomia. Se dici a un tassinaro, con la licenza elementare, che sei un astronomo quello magari ti chiede cos'e' la Dark Matter (giuro!). Le scolaresche che vengono in visita spesso sono preparate, interessate, incuriosite da quello che facciamo. Recentemente ho spiegato a una cinquantina di liceali (tutte ragazze...) di valparaiso quello che facciamo e ti assicuro che mi ascoltavano come se fossi un divo della TV :)

L'astronomia qui e' "cool", ma e' una questione di massa critica. Ai tempi di Gemini/Apollo fare l'astronauta era molto piu' popolare che fare il giocatore di football, e moltissimi astronomi della mia generazione (ME incluso) hanno cominciato a considerare questa carriera grazie alla grande risonanza delle missioni spaziali. Ma e' impossibile e ingenuo pensare di ricreare artificialmente quel clima, oggi. Si puo' solo lavorare in silenzio per fare quello che si puo', sperando che la scienza piano piano torni a vivere una qualche golden age.

p.s. per la serie "forse non tutti sanno che..." a proposito di nerd, un collega supernerd e' stato chiamato tempo fa dal team di "The Big Bang Theory", insieme a tanti altri, che lo hanno PAGATO per farsi riprendere mentre reagiva a varie situazioni particolari... A quanto pare il comportamento dei vari personaggi viene studiato in ogni particolare. Inoltre, nonostante la stupidita' del filmato, se ci fate caso le equazioni e gli sketch che si vedono sullo sfondo sono sempre perfettamente corretti e riguardano modelli fisici reali.

saludos
seguendo il lancio live...

forse non tutti sanno che Chuck Yager ruppe per la prima volta la barriera del suono pilotando l'X-1 proprio il 14 Ottobre. Del 1947 pero'.
@pgc
Sulle sponsorship per le sonde, ricordo che ai tempi dello shuttle Coca Cola Co. si era fatta avanti per dipingere l'external tank come una lattina :). Alla NASA andava benissimo (con quei soldi ci avrebbero finanziato qualche missione), ma poi Coca Cola decise di non farne nulla perche' nel malaugurato caso di un incidente al decollo (non ricordo se il disastro del Challenger avvenne prima o dopo) quelle immagini avrebbero fatto il giro del mondo per decenni, producendo un danno incalcolabile al marchio. Non sono pero' sicuro che questa storia sia vera. Ho cercato un po' in fretta su internet ma senza successo...

Interessante, anche se io pensavo più semplicemente ad una sonda senza umani, come Curiosity.
Inoltre le aziende commerciali sponsorizzano competizioni sportive di ogni tipo, che scommetto che uccidono più gente delle missioni spaziali.

p.s. Ovviamente come al solito scusa il ritardo nella risposta! Forse vivo anch'io su un pianeta lontano (non per nulla mi chiamo Van Fanel)
p.s. pgc, se ripassi di qui, ti dedico questa frase del fotografo naturalistico Frans Lanting: "una giornata negativa sul campo è sempre meglio di un'ottima giornata in ufficio"
"Inoltre le aziende commerciali sponsorizzano competizioni sportive di ogni tipo, che scommetto che uccidono più gente delle missioni spaziali."

il rischio pero' si misura relativamente. I razzi restano tra i mezzi di trasporto piu' pericolosi al mondo, a causa della densita' di energia necessaria, sia al decollo che al ritorno, quando va dissipata in qualche modo (in orbita no, e infatti non vi sono stati incidenti orbitali). E l'immagine del Columbia che si disintegra al decollo e' qualcosa che tutti ricordano. Immagina se l'external tank dello Space Shuttle fosse stato allora ricoperto con i colori della Coke (e magari i due SRBs con il logo dei Mentos...)