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È morto John Glenn (95 anni). No, giornalisti: non fu il primo americano nello spazio

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi (o fare un microabbonamento) per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2016/12/09 7:20.

Oggi è stato dato l’annuncio della morte dell’astronauta statunitense John Glenn. Aveva 95 anni. Il suo nome è nei libri di storia perché fu il primo americano a compiere un volo orbitale intorno alla Terra con la capsula Mercury-6 (battezzata Friendship 7) il 20 febbraio 1962.

Contrariamente a quanto hanno pubblicato vari giornalisti, va chiarito però che Glenn non fu il primo uomo nello spazio (quello fu il russo Yuri Gagarin, il 12 aprile 1961) e non fu il primo americano nello spazio (quello fu Alan Shepard, il 5 maggio 1961). Glenn fu il primo americano che andò nello spazio e fece almeno un giro (orbita) intorno alla Terra.

Il più notevole fra i vari giornalisti italiani che ho visto twittare erroneamente sull’argomento è stato Gianni Riotta, che ha tweetato parlando di “primo americano nello spazio” :



Quando gli ho fatto notare l’errore basilare di storia (come hanno fatto molti altri), Riotta ha insistito dicendo di avere ragione lo stesso, con toni di compatimento verso di me che ho osato correggerlo, nonostante io gli abbia citato come fonti la NASA e Scientific American (screenshot qui sotto):


Il giornalista ha poi proseguito con altri tweet molto eloquenti invece di fare la cosa più semplice: ammettere l’errore e correggerlo. Alla fine ho chiesto lumi al generale Chuck Yeager. Sì, quel Chuck Yeager: il primo uomo a superare il muro del suono.






La risposta del generale Yeager è stata che la (FAI) Fédération Aéronautique Internationale nel 1959 definì lo spazio come l’ambiente si trova oltre 50 miglia (80 km) di quota:



Ma Riotta insiste che ha ragione lui e che il povero Alan Shepard non è andato nello spazio e anzi il suo volo “lambiva l’atmosfera”.


I fatti: Shepard raggiunse la quota di 185 km. Glenn orbitò fra 149 e 249 km di quota.

L’errore di Riotta e di tanti altri è che non sanno che andare in orbita e andare nello spazio sono due cose differenti. Infatti si può andare nello spazio senza necessariamente andare in orbita.

Secondo le convenzioni aerospaziali, infatti, qualunque veicolo che superi la linea di Kármán (ossia la quota di 100 chilometri dalla superficie terrestre) va nello spazio. Quindi se prendo un razzo e mi arrampico verticalmente fino a oltre cento chilometri di quota, sono nello spazio. Poi, però, ricadrò subito a terra. È quello che hanno fatto, per esempio, i velivoli della Virgin Galactic e stanno facendo i razzi New Shepard di Jeff Bezos. È quello che fecero, per fare un altro esempio, due voli dell’aereo-razzo sperimentale X-15 nel 1963 (ai comandi c’era in entrambi i casi Joe Walker). Tutti sono classificati come voli spaziali anche se non furono voli orbitali.

La differenza fra Alan Shepard e John Glenn, infatti, è che Shepard fece un volo suborbitale, ossia salì verticalmente fino a raggiungere lo spazio (a circa 185 km di quota); ma poi ricadde subito a Terra e il suo volo durò circa 15 minuti in tutto. Glenn, invece, fu accelerato dal suo razzo Atlas non solo verticalmente, ma anche orizzontalmente, raggiungendo una velocità tale da non ricadere: fece tre giri intorno alla Terra, restando in volo per 4 ore e 55 minuti.

Shepard fu quindi il primo americano a raggiungere lo spazio; Glenn fu il primo americano a orbitare nello spazio. Shepard fece un saltino nello spazio e ricadde; Glenn andò nello spazio e ci rimase per un bel po’.

Può sembrare una questione di lana caprina, ma il volo di Glenn fu una tappa storica per l’America, umiliata dai successi spaziali sovietici. Il coraggioso salto suborbitale di Shepard e quello successivo di Gus Grissom avvennero infatti dopo che i russi avevano già compiuto un volo orbitale con Gagarin. Fu solo il volo di Glenn a riportare l’America su un piano di parità. Non per nulla John Glenn fu accolto come un eroe nazionale.





Che Riotta non sapesse di questa distinzione tecnica è comprensibile, ma che di fronte a una correzione ben documentata (non solo mia, ma di tanti altri, con dovizia di fonti e citazioni) risponda piccato e non ammetta l’errore è un classico esempio dell’atteggiamento arrogante di tante grandi firme del giornalismo italiano. Ma lasciamo stare.

La biografia di John Glenn è unica e irripetibile: dopo aver lasciato la NASA per una carriera politica che lo portò ad essere senatore, tornò a volare nello spazio. Glenn, infatti, detiene il record come persona più anziana andata nello spazio: nel 1998, a 77 anni, volò sullo Shuttle Discovery per la missione STS-95, restando in orbita per 213 ore e compiendo 134 orbite intorno alla Terra.

Con la sua morte non rimane più nessuno dei Mercury Seven, i primi sette astronauti americani, e si chiude un capitolo eroico della storia dell’astronautica.


Fonti: FAI, XkcdNASA.
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Commenti (41)
non mi risulta che i russi andarono sullo spazio prima degli americani. chissà poi con quale tecnologia visto che tutti sanno che la tecnologia americana è da sempre stata all'avanguardia. gli americani furono pure i primi a mettere in orbita un satellite.
I sovietici erano - forse in grado di far volare gli aerei a doppia ala. forse!
È il caso di citare l'autorevole XKCD per chi fa confusione tra volo orbitale e andare nello spazio:

https://what-if.xkcd.com/58/
YouTube - John Glenn | First American To Orbit Earth : Friendship 7 - Project Mercury 1962 NASA
Ho appena provato a visitare il profilo twitter di Riotta, per vedere come proseguiva la conversazione: ho appena scoperto di essere stato bloccato da lui. E non so il motivo, visto che non ricordo di aver mai twittato con (o contro) lui. Che abbia proprio bloccato l'accesso al suo account?
Forse a Riotta è sfuggita la diatriba tra Elon Musk e Jeff Bezos
http://www.popularmechanics.com/space/rockets/a18711/blue-origin-vs-spacex/
Lascia perdere Riotta, non vale la pena usare tempo per questo tipo di rettifiche ! :) piuttosto, avrei bisogno di interloquire con te (via mail o, se riesco, domani al planetario) perchè vorrei approfondire ciò che consoco di Story Musgrave. Un "immenso" astronauta. Come posso fare?
Bretella,

dipende cosa vuoi sapere, ma ci posso provare.
Bretella,

possiamo sentirci via mail (paolo.attivissimo@gmail.com, ma sono una lumaca a rispondere) o domani al Planetario.
Caro Glenn, non badare alle baruffe chiozzotte di chi resta qui sulla terra, tu lo sai quello che hai fatto.
ma non è che riotta è juventin87? comunque, leggendo un po' qua e là ho scoperto che gagarin era un appassionato di rugby! grande! ancor più grande!!! ;-)
Che dire...finché il giornalista medio è arrogante e saccente cosa si può sperare?
P.S. Il commento di juventin è da nuovo delirio del giorno!
Scusa Paolo, ma anche tu stare a perdere tempo con Riotta.
Tanto vale rispondere a juventin87.

Nota per juventin87: scherzo
Volevo lasciare un commento del tipo
"vi sbagliate tutti e due, non c'è mai stato nessuno nello spazio!!1!!",
ma devo dire che juventin87 mi ha battuto sul tempo... solo che la mia doveva essere una battuta :)
Che si può dire a Riotta, se non: "torna sulla Terra!"
L'arroganza di simili saccenti è proporzionale alla loro ignoranza. E mentre chi ignora ma è curioso impara, chi crede di sapere tutto, non impara niente.
Ciao Paolo, se ti possono servire, ecco alcuni “ritagli di giornale” tratti da EPOCA del 21 maggio 1961 in cui si parla di Shepard e del suo “volo nello spazio”:

[img-sx]http://www.diegocuoghi.com/nasa/Shepard_2r.jpg[/img]

[img-sx]http://www.diegocuoghi.com/nasa/Shepard_3r.jpg[/img]


Juventin87 ha raggiunto il suo scopo. Far parlare di sé.
@juventin87
"gli americani furono pure i primi a mettere in orbita un satellite"
Cosa???
Il PRIMO satellite artficiale fu il SOVIETICO Sputnik, che nel 1957 prese di sorpresa tutti, americani compresi.
In condizioni particolari si poteva vederlo orbitare, anche ad occhio nudo.
Era possibile vederlo di sera dopo il tramonto quando iniziava ad imbrunire ed il satellite, se in quel momento passava sopra le notre teste, era abbastanza alto da essere in pieno sole e ne rifletteva la luce.
Io lo vidi! Ero dai miei nonni ed in quelle sere la famiglia si radunava sul terrazzino di casa per l'osservazione.
Lo stupore generale per quel primo satellite artificiale fu tale che un grande poeta, il futuro premio Nobel Salvatore Quasimodo, scrisse la poesia "Alla nuova luna".
@Paolo Attivissimo

Quello che 'sti personaggi vogliono dire quando esprimono compatimento non è legato all'argomento.

Quello che intendono dire si può circa esprimere:

"Chissenefrega, tanto i miei euri li piglio lo stesso. Nè al mio datore di lavoro nè al suo cliente (Cioè il lettore) interessa se le informazioni sono accurate o meno."

E quando dicono "fattene una ragione"

Non si riferiscono al fatto di cui si sta parlando, ma ad una questione ben più ampia, nel loro invito ci si può leggere:

"Da che mondo è mondo, quando un competente ed un incompetente discutono, gli stupidi e gli inetti prestano ascolto a chi si offende, a chi strepita e sa far meglio la vittima, senza pensare che magari fa così per distrarre dall'incompetenza."
@juventin87
Quel che fai è lodevole, quasi un esercizio sociologico.
Trovo però forzata la minuscola dopo ogni punto.
Suggerirei piuttosto qualche sporadico spazio prima della punteggiatura.

Sono per il neorealismo.
Paolo però il tuo primo commento a Riotta con la faccina e quel "Un'occhiata alla wikipedia prima di postare?" suonava un po' saccente.
Se glielo facevi notare in maniera diversa credo che lui l'avrebbe presa meglio.
@Giuliano47
Grazie di cuore per l'indicazione della poesia di Quasimodo: non ne avevo mai sentito parlare. Ho solo un dubbio: Quasimodo voleva elogiare l'umanità per la grande impresa oppure sminuire il senso di questa impresa confrontandola con quanto fatto dalla divinità miliardi di anni prima?
Grazie,
Ivan
complimenti: preciso e puntuale come sempre :). Riotta non merita nessun commento...
@Luca Zanzottera: sì in effetti ho notato questa cosa collaborando su Wikipedia (è perfettamente comprensibile riflettendoci): se veniamo trattati con rispetto (che purtroppo non sempre meritiamo) siamo molto più disposti ad una linea morbida.
Nel caso in esame, devo confessare di non avere molta empatia per i giornalisti.
Oggi Roscosmos ha pubblicato un ricordo in cui Glenn è definito (nel titolo): "ПЕРВОГО АСТРОНАВТА США" ossia "Primo astronauta USA" (http://www.roscosmos.ru/23028/) Sarà una gaffe o una provocazione?
Luca,

sì, a mente fredda suona un po' saccente, ma considera che proprio pochi minuti prima avevo tweetato una serie di promemoria per giornalisti su cosa non dire a proposito di Glenn, ed ecco che mi arriva la segnalazione dell'errore di Riotta. Fra l'altro, è proprio un errore madornale: non sapere che il primo americano nello spazio è Alan Shepard non è questione di ingegneria aerospaziale, ma di pura e semplice storia. Che si poteva risolvere consultando, appunto, anche solo Wikipedia. O almeno ricopiando fedelmente quello che stava scrivendo la NASA.

Ma considerate le risposte di Riotta, dubito che anche il più cordiale dei tweet avrebbe prodotto una reazione differente da quella che c'è stata.
Roberto,

potrebbe essere l'una o l'altra. Oppure potrebbe basarsi su una definizione russa di "astronauta". Magari per i russi se non orbiti non sei astronauta.
@Bern

Guardando ora in giro alcuni commenti su quella poesia, leggo una doppia lettura: ammirazione per l'impresa umana ma anche ironia sulle nuove "lune" messe in orbita dall'uomo.
Pero', riandando con la memoria a quegli anni, il lancio inaspettato di quel primo satellite artificiale ebbe un'eco enorme, mi pare superiore a quella del primo allunaggio al quale si arrivo' per gradi.
Quasimodo era simpatizzante del partito comunista e quindi quel satellite sovietico fu ben arrivato.
Io propendo per l'ammirazione dell'opera umana.
@Juventin87
Come sarebbe a dire i Sovietici non sono andati nello spazio prima degli americani ? Ma allora tutto il lavoro di Serjei Antanic dove vogliamo metterlo ? Abbi pazienza ma a posterdati non possiamo dimenticarci così del padre della Cosmonautica Russa che per i suoi meriti diventò come se fosse Vice Comandante del programma Aereo Spaziale Sovietico. Che poi comunque erano almeno in due. Si è vero la tecnologia Sovietica all' epoca non era sviluppata come quella Americana,ma la capsula di Gagarin riuscì a compiere almeno un' orbita geoperiodica senza retrocedere di astroflesso. Mentre abbi pazienza quella Americana non teneva la quota, andava su giù, giù su e stuzzicava,forse anche per handicappo di altitudine.

Come se fosse Saluti

Luca
@Paolo a proposito del tuo appunto "potrebbe basarsi su una definizione russa di astronauta", sapresti spiegarmi la differenza tra "astronauta" e "cosmonauta"? Anche tu fai spesso la distinzione tra quelli russi e sovietici (cosmonauti) e quelli americani ed europei (astronauti). E ho notato che questa distinzione la fai anche quando parli, ad esempio, di un equipaggio sulla ISS; si tratta quindi di gente che parte dalla stessa base (Baikonur), sullo stesso mezzo (Sojuz), per andare nello stesso posto (ISS), a fare le stesse cose (comunicare con grigi e rettiliani per programmare l'invasione della terra). E allora perché definirli in modo diverso?
Magari in questo modo i russi vogliono essere sicuri che ci si ricordi che sono arrivati prima loro :-)
Intanto, complimenti al Gen. Yaeger, il decano e precursore dei voli oltre la barriera del suono. Poi, è anche vero che i russi usavano il termine "cosmonauta" e gli americani "astronauta". Differenza mi pare di capire non solo terminologica.
Quanto alla precisione giornalistica, beh, un bel titolo ad effetto non si nega a nessuno, basta avere l'umiltà di ammettere l'imprecisione, ma ormai ci siamo abituati.
Mi permetto di consigliare di leggere, o rileggere "The right stuff" (Uomini veri, il titolo italiano) di Tom Wolfe per una narrazione epica e insieme precisa delle vicende di quegli anni; e mi viene voglia di rivedere "Space Cowboys" di Clint Eastwood...
[by Faber vecchio]

Roberto Mastri
Sarà una gaffe o una provocazione?

Nessuna delle due, vedi oltre.

Paolo Attivissimo
potrebbe basarsi su una definizione russa di "astronauta". Magari per i russi se non orbiti non sei astronauta.

Affermativo, vedi oltre.

milo trombin
perché definirli in modo diverso?

Perché appartengono a organizzazioni che usano definizioni diverse, vedi oltre.

"Oltre".

BTW, anche "Oltre" conferma che il primo statunitense nello spazio fu Alan Shepard.
Paolo, codesti articoli fanno risparmiare tempo futuro: un altro giornalista depennato: se sbaglia e persiste dove posso controllare facilmente, cosa farà dove il controllo è difficile?
... non serviva certo la risposta alla sua valida e documentata obiezione a catalogare quel "giornalista" come arrogante e borioso, basterebbe avere avuto la sfortuna di seguire, anche per pochi minuti, la sua rubrica su RAI Storia: sembra di sentir parlare il Dalai Lama (ma meno gentile)
Non essendo sufficientemente pratico della materia ci poteva stare benissimo una "svista" su Glenn che, per quanto mi riguarda, era perdonabilissima.
Il fatto che abbia insistito sull'errore, volendo a tutti i costi avere ragione, lo trovo... curioso.
Faber,

potrebbe basarsi su una definizione russa di "astronauta". Magari per i russi se non orbiti non sei astronauta.

Affermativo, vedi oltre.

Il link a Wikipedia in italiano che hai riportato porta a un paragrafo che dice cose interessanti (sei cosmonauta solo se orbiti) ma a) non cita la fonte primaria b) non c'è nella versione in inglese.

Nessuna delle fonti autorevoli che ho trovato fin qui fa distinzioni orbitali/suborbitali fra astronauta e cosmonauta. Tutto sembra indicare che astronauta = persona che va nello spazio con un veicolo non russo o cinese e cosmonauta = persona che va nello spazio con un veicolo russo.

Oppure cosmonauta = termine di origine russa per indicare una persona che va nello spazio e astronauta = termine di origine americana per indicare la stessa persona :-)
[by Faber vecchio]

Paolo Attivissimo (Moderatore)
non cita la fonte primaria

Touché :-)

Avevo pensato di scrivere "sembra", ma Alzheimer ci ha messo lo zampino (anzi, Alzahimer, come ha scritto in un certificato un medico amante dei camper; o l'Altzehimer del certificato di un altro medico, che aveva il mal testa).
[by Faber vecchio]

A proposito di fonti, forse Umberto Guidoni ne sa più di Gianni Riotta.
Massimiliano Casula,

Benvenuto nel mondo del fact checking... ;)
Grazie Paolo e Faber per le risposte.
Aggiungo una citazione da "50 anni di missioni spaziali" (a cura di Paolo Laquale, 2007), che a proposito del volo di Shepard scrive "un volo parabolico, con l'apice nello spazio e la restante parte del volo nell'atmosfera terrestre", e una da "L'uomo nello spazio - 1961-2011: 50 anni di conquiste (Speciale BBC History, 2011) in cui leggo "Alan Shepard è il primo americano nello spazio: raggiunge una quota di 187 chilometri, sul Freedom7, sperimentando per 5 minuti l'assenza di peso".