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2007/10/19

Arrestato il pedofilo “untwirlato”

Caccia al pedofilo multimediale: stavolta è finita bene


La caccia all'uomo via Internet funziona, ma crea un precedente pericoloso. La BBC riferisce che è stato identificato e arrestato il pedofilo le cui immagini inequivocabili erano state trovate su Internet nel 2004. Come ho raccontato di recente, l'Interpol aveva trovato il modo di invertire il processo di alterazione digitale delle immagini usato dal pedofilo per mascherare il proprio volto.

L'Interpol ha poi compiuto il passo atipico di diramare, ai primi di ottobre, le fotografie ricostruite del volto del pedofilo, chiedendo aiuto nell'identificarlo, in una gigantesca caccia all'uomo globale. Questa forma "hi-tech" del manifesto "Wanted" in stile western ha avuto successo: l'individuo è stato identificato e poi arrestato in Thailandia. Si tratta di un canadese, Christopher Paul Neil, un insegnante trentaduenne, arrivato in Thailandia dalla Corea del Sud, dove aveva lavorato come insegnante.

Stavolta è andata bene, e con soddisfazione di tutti, perché c'era di mezzo il Mostro per antonomasia. Ma la vicenda mette in luce la potenza e la capillarità dei sistemi di sorveglianza: molto positiva finché si tratta di acciuffare persone indifendibili, ma non posso trattenermi dal provare un brivido all'idea che una caccia all'uomo messa in mano al pubblico e fatta sulla base di una foto sgranata possa finire in un tragico equivoco.

L'intera faccenda mi ha evocato qualcosa di familiare che non riuscivo a identificare. Poi i neuroni hanno avuto un sussulto e mi sono ricordato: in Fahrenheit 451, il romanzo di Ray Bradbury, la vittima della caccia all'uomo mediatica è il protagonista positivo della storia, e l'esito della caccia (che non rivelo perché Fahrenheit 451 è un libro assolutamente da leggere, soprattutto oggi) è anche peggiore e più tragicamente ironico di quello che potreste immaginare.

12 commenti:

Jeff ha detto...

Inutile dire che il giornale radio di Radio 2 ha dato la notizia affermando che "dalla polizia sono state usate avanzatissime tecniche informatiche ed un sofisticato programma per rivelare il viso presente nelle foto che giravano in internet" (cito a memoria).

Ma perche' i giornalisti non si informano prima di parlare di cio' che non sanno?
E, sopratutto, se di queste cose delle quali "so" mi accorgo dell'"inganno", di quante altre cose non mi accorgo?

Bah...

Grazie, Paolo, per tenerci aggiornati! :)

Pierangelo ha detto...

"Fahrenheit 451"? Sei sicuro, Paolo, che non ti ricordi più che altro "L'uomo in fuga" di Richard Bachman/Stephen King?

puffolottiaccident ha detto...

non mi va di insegnare metodi per cammuffarsi, quindi non spiegherò qui come si può produrre un immagine totalmente priva di storia, ma se uno conosce un metodo, non lo becca neanche dio, nel modo descritto dai media.

Poi può darsi che la foto dovesse possedere una storia, spesso i "club" di pedofili, per evitare infiltrazioni da parte di polizia o vigilanti, richiedono agli aspiranti soci prove inequivocabili del loro vizio.

una cosa, per me che son stupido, è certa: se serve per fermare anche solo una di queste bestie, son contento di sacrificare il cosiddetto diritto alla privacy

usa-free ha detto...

in effetti è una mezza bufala, nel senso che un qualsiasi individuo un attimino sgamato, se non vuole farsi riconoscere non usa certo filtri reversibili come quelli di photoshop

Franco ha detto...

L'uomo in fuga è quello che poi hanno fatto il film con Schwarzenegger?

IlTremendo ha detto...

son contento di sacrificare il cosiddetto diritto alla privacy
Fino a che non ti si ritorcerà contro, magari proprio quando sei innocente.
Meglio 100 colpevoli liberi che un solo innocente in galera.
Anche perché se so che non sono un delinquente l'unico motivo per essere arrestato è l'errore. O qualcuno che mi vuole "eliminare" perché scomodo...

Pierangelo ha detto...

"L'uomo in fuga è quello che poi hanno fatto il film con Schwarzenegger?"

TECNICAMENTE si, nella pratica il film e il romanzo non stanno neanche sullo stesso pianeta. A tutto coloro che hanno a cuore il tema dello strapotere dell'intrallazzone politico-mediatico alla "Grande Fratello": LEGGETE "L'uomo in fuga".

Diego ha detto...

Meglio 100 colpevoli liberi che un solo innocente in galera.

Iltremendo, so che vado contro l'opinione comune, ma non sono d'accordo. Di innocenti che restano vittime di colpevoli ce ne sono a bizzeffe... allora io dico, meglio un innocente in galera (piu' cento colpevoli) che un innocente morto, o peggio...

Diego

Stefano ha detto...

Finchè un giorno, Diego, l'innocente in galera sarai tu. Ed i 100 colpevoli saranno magari gente come te.

cyberninja ha detto...

pierangelo ha detto:

[quote]

"Fahrenheit 451"? Sei sicuro, Paolo, che non ti ricordi più che altro "L'uomo in fuga" di Richard Bachman/Stephen King?

[/quote]

No, no.
Ha ragione Paolo, ne hanno fatto anche una parodia in Shrek 2. :D

Luca

CRVSADER ha detto...

Meglio 100 colpevoli liberi che un solo innocente in galera.

Questa frase è concettualmente sbagliata: data la situazione, è molto più preciso dire:

Meglio un colpevole libero che 100 innocenti in galera.

Antani ha detto...

Certo che Bradbury non l'aveva calcolata, questa.