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Dietro le quinte degli effetti di “The Martian” e del nuovo “Star Wars”

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Ho da sempre un debole per gli effetti speciali e adoro vedere come vengono realizzati, sia quelli fisici sia quelli digitali. Il guaio di quelli digitali, in particolare, è che quando sono fatti veramente bene diventano invisibili e non si apprezza quanto lavoro richiedono. Tanti gli spettatori superficiali dicono “Ah, sì, è fatto al computer, che ci vuole”. Come se il computer sapesse fare l’artista da solo.

Anche se i video qui sotto sono materiale promozionale e quindi riconfezionano un po’ il processo di creazione degli effetti, è impressionante vedere quanti dettagli vengono aggiunti o modificati per ottenere l’illusione finale. Per esempio, avevate notato che in molte scene le visiere dei caschi di The Martian sono state aggiunte digitalmente?





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Commenti (11)
Nel caso di Star Wars gli effetti speciali digitali sono così realistici che l'uso dei manichini, tanto decantati da J.J. Abrams, penso sia stato solo una operazione di marketing.
Per esempio, avevate notato che in molte scene le visiere dei caschi di The Martian sono state aggiunte digitalmente?

Mi ricordo che Maurizio Nichetti diceva sempre che la vera rivoluzione degli effetti speciali sarebbe arrivata quando i registi li avrebbero usati in modo da non renderli visibili, tantomeno far sospettare il loro utilizzo. Lui, come esempio, citava una scena del suo Honolulu Baby, in cui venivano inquadrati due attori ripresi dietro un vaso di frutta in primo piano: la scena era apparentemente normale, eppure il vaso era stato aggiunto digitalmente per creare una prospettiva impossibile da realizzare con una normale ripresa (vado a memoria, quindi potrei dire delle inesattezze).

Il caso delle visiere potrebbe essere un altro ottimo esempio, molto più moderno e utile.
Quanti di noi fanno ancora fatica ad accettare l'idea che in tutti i film e serie tv, le auto abbiano sempre i finestrini anteriori spalancati, per evitare riflessi indesiderati? In questo caso, gli effetti speciali servirebbero, non a creare una situazione irreale, ma a crearne una reale, che però è molto difficile ricreare sul set.

Apprezzare gli effetti digitali dei film è un'operazione da vero nerd :-) Anch'io li apprezzo molto, come apprezzo molto un bel videogioco sia esso Dragon's Lair (per chi se lo ricorda) o Battlefront. La sfida che i grafici lanciano all'occhio umano, solitamente molto critico nel cercare difetti, è affascinante.
Da cinefilo però mi chiedo perché in The Martian la sequenza di un esploratore spaziale che smartella debba essere realizzata con questo metodo. Così come mi chiedo perché la scena di Han Solo con Kylo Ren debba essere realizzata usando un ponte digitalizzato. La sfida grafica ok, ma la sfida costruttiva? Sono combattuto...
se i caschi avessero avuto le visiere in vetro, avrebbero riflesso gli enormi pannelli verdi , e non gli sfondi digitali che poi vengono digitalmente sostituiti ai pannelli verdi. Per questo gli aggiungono dopo.
le auto abbiano sempre i finestrini anteriori spalancati, per evitare riflessi indesiderati?

Ma perchè non usano un banale polarizzatore?
Non sono più film, sono videogiochi realizzati benissimo!
Mi viene in mente tanto per fare un paragone il film di Final Fantasi del 2001 e ora nel 2016 con le nuove Direct X12 sono in grado di realizzare un videogioco visivamente paragonabile a quei livelli, quindi la grafica che vediamo nei film si realizza nei videogiochi in 15 anni.
Se assumiamo che questo andamento sia lineare (ma probabilmente non lo è perché la potenza informatica evolve in maniera esponenziale) nel 2030 avremmo un videogioco che sarà paragonabile a StarWars7 0.0

Gia adesso qualche gioco di guida si stà avvicinando parecchio al fotorealismo! https://www.youtube.com/watch?v=o_yzcRYVzPw
Comunque bello l'ultimo video: mi son praticamente rivisto mezzo film!
@Martinobri: Il polarizzatore è efficace solo a determinati angoli di incidenza. Non è in grado di eliminare tutti i riflessi.
“Ah, sì, è fatto al computer, che ci vuole”

Sono quelle frasi che fanno imbestialire pure me, come se con il computer bastasse pensare quello che si vuole per relizzarlo istantaneamente, senza lavoro e competenze acquisite con studio ed esperienza.
Ma di persone diversamente intelligenti è pieno il mondo: tantissima gente è convinta che, se qualcuno sa fare qualcosa, in qualsiasi ambito, al massimo sia un dono di natura o un puro merito degli strumenti che utilizza.
Vi parlo da fan accanito di The Martian, che ritengo essere finalmente un bel film sullo spazio, senza dimenticare il capolavoro assoluto che è Apollo 13 e l'eccezionale Gravity.
Se c'è una cosa che apprezzo dei film di fantascienza è, perdonatemi, il realismo. Voglio dire, si può benissimo inventare qualcosa di nuovo e di probabilmente irrealizzabile, ma se è più vicino alla realtà il risultato sarà decisamente migliore! Gravity era praticamente del tutto digitale, con un risultato assolutamente incredibile. The Martian invece fa ampio uso di strutture reali, tra l'altro realizzate con una cura e un realismo ineguagliati. Io lo giudico un capolavoro.
Dimostra che la fantascienza non deve per forza virare al fantasy, e anche quando lo fa si può raggiungere un buon livello di realismo. Risparmiandoci inutili e fanciullesche scenografie da fumetto!
Paolo non ho ancora visto la tua recensione sul film The Martian... ;-)
Diego,

Paolo non ho ancora visto la tua recensione sul film The Martian... ;-)

Se pensi che The Martian sia realistico, probabilmente non vorrai leggere la mia recensione :-)