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20 commenti

Antibufala: ferma l’infarto con un colpo di tosse! [UPD 2010/07/13]

Hai un infarto? Niente paura, tossisci che ti passa


Indagine iniziale: 13 dicembre 2003. Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010.
Grazie a “Triton73”, “lzaccagn”, “lizzul”, “nazareno.ma**o”, “roadap” e “g.mancuso” per la segnalazione delle varie smentite e per le precisazioni tecniche e sui dosaggi italiani delle aspirine.

English abstract: An e-mail suggests coughing rhythmically and vigorously at the onset of a heart attack to maintain consciousness longer. This recommendation often takes the form of a PowerPoint presentation. The technique is a dangerous hoax. A similar technique, known as “cough CPR”, does exist, but it is used under medical supervision and in entirely different conditions – most certainly not while you're alone. Links to several medical sites debunking this e-mail and presentation are given below.


Il testo dell'appello


Le prime segnalazioni della versione italiana di quest'appello sono arrivate al Servizio Antibufala ai primi di novembre 2003.

Si tratta di una presentazione PowerPoint, circolante in varie lingue (ne vedete qui accanto un'immagine della versione portoghese), il cui testo integrale è riportato qui sotto ma la cui sostanza è questa: esisterebbe un metodo molto semplice per salvarsi in caso di infarto. Nei pochi secondi di lucidità che restano dopo che il cuore ha cessato di battere, basterebbe un violento colpo di tosse per riavviare il muscolo cardiaco. Il consiglio verrebbe nientemeno che da un articolo pubblicato “sul n. 240 del Journal of General Hospital Rochester”. Ecco il testo della versione italiana della presentazione, refusi originali compresi:

PONIAMO IL CASO CHE SIANO LE 18:30 DI UN NORMALE GIORNO LAVORATIVO. SEI IN MACCHINA E TE NE STAI TORNANDO A CASA DOPO UNA LUNGA GIORNATA DI LAVORO. TRA LE ALTRE COSE HAI ANCHE AVUTO UNA LUNGA DISCUSSIONE COL TUO CAPO...

******

SEI VERAMENTE INCAZZATO NERO E PIU’ CI PENSI PIU’ T’INCAZZI

ALL’IMPROVVISO, SENTI UN DOLORE FORTISSIMO AL PETTO E CHE, ATTRAVERSO IL BRACCIO, ARRIVA FINO AL COLLO. NON RIESCI PIU’ A MUOVERTI, SEI BLOCCATO.. TI TROVI AD UNA DECINA DI KM DALL’OSPEDALE PIU’ VICINO, LA TANGENZIALE E’ BLOCCATA, E’ L’ORA DI PUNTA. NON PUOI ARRIVARCI.

*****

CHE FARE ???

TI RICORDI DI AVER FATTO, TEMPO FA, UN CORSO DI PRIMO SOCCORSO MA NESSUNO TI HA SPIEGATO COSA FARE NEL CASO IN CUI LA VITTIMA SEI TU !!!

*****

COME RIUSCIRE A SOPRAVVIVERE AD UN ATTACCO CARDIACO SE SEI DA SOLO?


SENZA ASSISTENZA, LA PERSONA IL CUI CUORE SMETTE DI BATTERE, HA COMUNQUE DIECI SECONDI DI TEMPO DI LUCIDITA’ PRIMA DI SVENIRE..

COSA FARE QUINDI?

*****

RISPOSTA:

NON FARTI PRENDERE DAL PANICO MA INIZIA A TOSSIRE CON FORZA PIU’ VOLTE. FAI UN PROFONDO RESPIRO PRIMA DI TOSSIRE E TOSSISCI PROLUNGATAMENTE COMO SE AVESSI DEL CATARRO DA ESPELLERE DAL PETTO


RIPETI LA SEQUENZA INSPIRARE/TOSSIRE FINO A CHE IL CUORE RICOMINCI A BATTERE...

*****

L’INSPIRAZIONE PROFONDA PORTA OSSIGENO AI POLMONI E LA TOSSE CONTRAE IL CUORE DANDOGLI LA ‘SPINTA’ PER RIPRENDERE A BATTERE E PORTARE COSI’ NUOVAMENTE IL SANGUE IN CIRCOLO

IN QUESTO MODO IL CUORE COMINCIA A RIPRENDERE IL RITMO NORMALE E COMUNQUE SI HA IL TEMPO PER CHIAMARE I SOCCORSI (118)

ARTICOLO PUBLICATO SUL N.º 240 DEL JOURNAL OF GENERAL HOSPITAL ROCHESTER

*****

DIVULGA QUESTA MAIL A QUANTE PIU’ PERSONE POSSIBILI E PERDI, AL LIMITE, 5 min DEL TUO TEMPO PER TRADURLA IN UN’ALTRA LINGUA...


PENSA A QUANTE VITE SI POTRANNO SALVARE GRAZIE A QUESTA MAIL


Perché è una bufala, e anche pericolosa


L'infarto non porta necessariamente all'arresto cardiaco. La tecnica suggerita dall'appello, invece di aiutare, può essere PERICOLOSA se usata in caso di infarto senza arresto cardiaco.

La cosa migliore da fare, se avvertite i sintomi di un infarto, è stare fermi e calmi, chiamare o far chiamare i soccorsi al telefono e, se non siete intolleranti all'acido acetilsalicilico, masticare una o più aspirine o altro prodotto simile contenente quest'acido (secondo il dosaggio), per evitare che si formi un trombo (coagulo di sangue) che sarebbe probabilmente fatale.

La tecnica della tosse è smentita proprio dalla fonte citata in forma storpiata nell'appello, ossia il Rochester General Hospital, il cui sito Web ha dovuto predisporre un'apposita pagina (pubblicata qui all'epoca dell'indagine iniziale e successivamente trasferita qui) che traduco e riassumo qui:

[l'appello] consiglia una procedura per sopravvivere a un attacco di cuore, nella quale alla vittima viene suggerito di tossire ripetutamente a intervalli regolari fino all'arrivo dei soccorsi. La fonte di quest'informazione è attribuita al ViaHealth Rochester General Hospital. [...] Non abbiamo trovato alcuna traccia di articoli, anche soltanto vagamente attinenti all'argomento, prodotti dal Rochester General Hospital negli ultimi 20 anni.

Inoltre le informazioni mediche citate non sono riscontrabili nella letteratura medica corrente e non sono in alcun modo approvate dal personale medico dell'ospedale.

Sia The Mended Hearts, Inc., un'associazione di sostegno ai pazienti cardiolesi, sia la American Heart Association hanno dichiarato che queste informazioni non vanno inoltrate né vanno usate da nessuno.

Per favore aiutateci a combattere la proliferazione di questa disinformazione. Vi chiediamo di inviare questo messaggio a chiunque vi invii [l'appello] e di chiedere loro di fare altrettanto.


Un'immagine della smentita originale del RGH.

Una smentita decisamente categorica, insomma, ripetuta anche in una newsletter dello stesso Rochester General Hospital datata agosto 1999 e attualmente non più disponibile (il link originale era questo).

A questa smentita si aggiungono quella dell'enciclopedico sito antibufala Snopes.com, quella di Hoax-slayer.com (che la segnala in circolazione ancora nel 2007) e quella della Trend Micro, società specializzata in sicurezza informatica.

C'è anche una smentita in italiano, pubblicata da Comunicati.net, che ringrazia

il Dr. David Coletta che ci ha segnalato che sul Notiziario FIRENZEMEDICA-SIMEF n.171 abbiamo pubblicato una notizia che, nonostante paresse venire da fonte ufficiale, sembra invece falsa. Ci dice il Dr. Coletta che la fonte citata (Journal of general hospital Rochester n° 240) non esiste nell'archivio Medline e Medscape e che esistono solo pubblicazioni in spagnolo su siti non medici brasiliani ed una ripresa da un sito web italiano anch'esso non medico. Di seguito la posizione del general Hospital Rochester, in cui chiedono di aiutarli ad interrompere questa assurda disinformazione.

Questa smentita è seguita dalla comunicazione del Rochester General Hospital già tradotta sopra. Anche l'American Heart Association prende le distanze dal suggerimento offerto dal'appello in questa pagina, e lo stesso fa il Resuscitation Council UK in questa nota, che include riferimenti a pubblicazioni mediche sull'uso corretto della tecnica maldestramente descritta dall'appello.


Origini e datazione


Ma come è nata questa bufala? Snopes.com e Trend Micro ne attribuiscono l'origine a una newsletter dell'associazione statunitense Mended Hearts, dedicata al sostegno ai cardiolesi, del giugno del 1999. Trend Micro pubblica il testo originale dell'appello:

HOW TO SURVIVE A HEART ATTACK ALONE
From F. Daniel Rochman MD
If everyone who gets this sends it to 10 people, you can bet that we'll save at least one life. Let's say it's 6:15 p.m. and you're driving home (alone of course), after an unusually hard day on the job. You're really tired, upset and frustrated. Suddenly you start experiencing severe pain in your chest that starts to radiate out into your arm and up into your jaw. You are only about five miles from the hospital nearest your home; unfortunately you don't know if you'll be able to make it that far.
WHAT CAN YOU DO?
You've been trained in CPR but the guy that taught the course neglected to tell you how to perform it on yourself. Since many people are alone when they suffer a heart attack, this article seemed to be in order. Without help, the person whose heart stops beating properly and who begins to feel faint, has only about 10 seconds left before losing consciousness. However, these victims can help themselves by coughing repeatedly and very vigorously.
A deep breath should be taken before each cough, and the cough must be deep and prolonged, as when producing sputum from deep inside the chest, and a cough must be repeated about every 2 seconds without let up until help arrives, or until the heart is felt to be beating normally again. Deep breaths get oxygen into the lungs and coughing movements squeeze the heart and keep the blood circulating. The squeezing pressure on the heart also helps it regain normal rhythm. In this way, heart attack victims can get to a hospital.
Tell as many other people as possible about this, it could save their lives!
From Health Cares,
Rochester General Hospital via
Chapter 240s newsletter AND THE BEAT GOES ON ....

L'associazione Mended Hearts successivamente ritrattò il consiglio, pubblicando una pagina di smentita, da cui cito questa spiegazione:

...tossire non previene un attacco cardiaco. Un e-mail diffusosi in tutto il mondo come una malattia contagiosa alcuni anni fa asseriva che chiunque avvertisse i sintomi di un attacco cardiaco mentre era solo doveva tossire "ripetutamente e molto vigorosamente, ripetendo un respiro ogni due secondi... fino all'arrivo dei soccorsi (o alla ripresa di un battito normale)".

E' falso, dice la American Heart Association. "E' allo stesso livello della magia vudù, per quel che mi riguarda", dice il dottor Cary Fishbein, cardiologo presso il Dayton Heart Center. La tecnica basata sulla tosse nota come "cough CPR" è stata utilizzata negli ospedali dai medici per gestire battiti cardiaci irregolari improvvisi in pazienti monitorati, durante interventi con catetere cardiaco. In questo caso, un paziente reattivo che manifesta un improvviso battito irregolare potrebbe mantenere la circolazione del sangue al cervello e restare cosciente per alcuni secondi se tossisce forte sotto la guida di un medico.

In altre parole, l'appello ha preso una tecnica realmente esistente, la “cough CPR”, che si applica in ospedale e in condizioni controllate, e ha proposto di applicarla completamente fuori contesto, ossia quando si è soli e senza alcuna guida esperta: una scelta potenzialmente dannosa, come spiega Snopes.com (le evidenziazioni sono mie):

Se sapeste esattamente quello che state facendo, questa procedura potrebbe aiutare a salvarvi la vita. Se però la tentaste nel momento sbagliato (perché avete valutato erroneamente il tipo di evento cardiaco che state subendo) o la eseguiste nel modo sbagliato, potreste peggiorare le cose.

La procedura non è nuova: è in circolazione da anni ed è stata usata con successo in alcuni casi isolati di emergenza, in cui le vittime si sono rese conto che stavano per svenire e incappare in un arresto cardiaco completo (il loro cuore stava per fermarsi) e sapevano esattamente come tossire in modo da mantenere in circolazione una quantità di sangue arricchito di ossigeno sufficiente ad impedire la perdita di coscienza, oppure erano sotto il diretto controllo di personale medico che aveva riconosciuto i sintomi della crisi e dava loro istruzioni precise su come tossire.

Anche se le persone affette riuscissero ad accorgersi di star subendo un evento cardiaco del tipo in cui la procedura sarebbe utile, senza un addestramento specifico per azzeccare il ritmo giusto il loro tossire potrebbe trasformare un leggero attacco cardiaco in una crisi letale.

In effetti, prosegue Snopes.com, la procedura potrebbe essere insegnata ai pazienti a rischio di attacco cardiaco: se ne è parlato a settembre 2003, a proposito di un medico polacco, Tadeusz Petelenz di Katowice, che lo sta facendo, a suo dire con successo.

Tuttavia Snopes.com nota che i suoi risultati non sono stati confermati da fonte indipendente e alcuni cardiologi avanzano dubbi sulla metologia adottata. Una copia di questa notizia, datata 31/10/2003, è disponibile presso Msn.com.

In ogni caso, come nota ancora Snopes.com,

[...] anche se i medici possono forse insegnare questa procedura, non la si può imparare certo da un e-mail, perlomeno non in modo adeguatamente sicuro... credere che un e-mail possa sostituire un addestramento medico sarebbe come credere che studiarsi un manuale di istruzioni sia tutto quel che serve per saltare in macchina e guidare in autostrada.


Cosa fare davvero in caso d'infarto


Secondo i medici, la cosa migliore da fare se si sospettano i sintomi di un infarto è non rischiare di ammazzarsi usando la procedura descritta nell'appello-bufala, ma chiamare soccorso e masticare una o più aspirine (secondo il dosaggio) o qualsiasi prodotto simile contenente acido acetilsalicilico. L'aspirina, essendo un antiaggregante piastrinico, può impedire l'ingrossarsi di eventuali coaguli di sangue.

L'aspirina va masticata per facilitare la sua dispersione ed assimilazione nello stomaco, che richiede da 15 a 20 minuti, per cui occorre somministrarla il più presto possibile, non appena compaiono i sintomi.

Secondo un professionista sanitario che mi ha contattato, la dose consigliata di acido acetilsalicilico (contenuto nell'aspirina) per la profilassi e il trattamento dell'infarto acuto del miocardio è al massimo 330 mg al giorno, e questa dose è abbondantemente raggiunta con una sola aspirina da 500 mg.

Siccome esistono aspirine con vari dosaggi, non è prudente raccomandare “mastica un'aspirina” e basta: il numero preciso di aspirine da masticare dipende dal contenuto di acido acetilsalicilico contenuto in ciascuna compressa, indicato chiaramente sulla confezione. Fate i conti del caso, insomma; o meglio ancora, consultate un medico invece di affidare il vostro cuore, o quello dei vostri cari, a una storia sentita su Internet.

Un altro professionista segnala inoltre che “l'aspirina della Bayer è la più conosciuta, ma molte altre esistono sul mercato. L'Aspegic, per esempio, ha gli stessi effetti e in forma liquida viene usata dai soccorritori nelle emergenze appunto in caso di arresto cardiaco”.

Prima di adottare questo metodo, comunque, è indispensabile verificare che la persona che deve assumere l'aspirina non sia intollerante verso l'acido acetilsalicilico.

Lo so, è un approccio molto meno spettacolare che salvarsi la vita con un colpo di tosse da fachiro indiano, ma assai più affidabile. Questa è una caratteristica tipica delle bufale ed è un buon criterio per valutare la plausibilità di un appello: la promessa di soluzioni semplici e spettacolari, ben diverse daalle soluzioni reali ed efficaci, che di solito sono assai sofisticate e prosaiche.
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Commenti
Commenti (20)
Mi son sempre chiesto chi prepara quelle assurde presentazioni Powerpoint, soprattutto quelle piene di cavolate con musichette e immaginette strappalacrime... di solito c'è sempre una motivazione economica dietro tutto, ma su queste non la riesco a trovare (o non ci arrivo io boh)
@Dieguz

La motivazione è più semplice di quel che pensiamo: molte persone hanno troppo tempo libero.

;-)
Ahahhah si, è vero, troppe persone hanno troppo tempo libero!
Comunque c'è la sua dose di verità nella cosa, il problema è che è più probabile farsi venire un attacco cardiaco letale che risolvere il principio di infarto se non si sa usare la tecnica. tanto vale non provarci!
La cosa più ragionevole da fare è chiamare immediatamente i soccorsi qualificati.
Dato che i sintomi dell'infarto sono a volte subdoli, tanto da essere a volte confusi con il mal di stomaco o l'indigestione, è altresì poco indicato somministrare o prendere farmaci di alcun tipo.
La cosa più sensata è recarsi al più vicino pronto soccorso e farsi fare un elettrocardiogramma.
Inutile quindi complicarsi la vita con i dosaggi dell'aspirina.
quoto rpetri, senza le necessarie competenze meglio lasciar stare anche inutili viaggi mentali sull'aspirina e i dosaggi. Se c'è in tasca se ne manda giù una e va bene così (l'effetto placebo farà la sua parte). Se no, tranquilli e sereni si cerca di farsi aiutare da qualcuno. Il mio vicino ha avuto un infarto in macchina (chiaramente senza arresto cardiaco), ha accostato, ha cercato di calmarsi, poi è andato subito in pronto soccorso, e tutto è filato liscio.

quanto alla gente con troppo tempo libero, sono pronto a scommettere che si tratta di impiegati statali, dipendenti di uno dei soliti milioni di enti inutili che ciucciano i nostri soldi. Spero gli venga un bell'attacco di tosse!!

baci..
Sandro ha detto

Il mio vicino ha avuto un infarto in macchina (chiaramente senza arresto cardiaco), ha accostato, ha cercato di calmarsi, poi è andato subito in pronto soccorso, e tutto è filato liscio.

Al tuo vicino è andata bene. A me è capitato durante un turno in ambulanza che un paziente con sospetto di infarto subito dopo essere stato caricato in ambulanza, con tutte le cautele del caso, è andato in arresto e solo la presenza in ambulanza di un defibrillatore semiautomatico ci ha consentito, in assenza del medico, che era in arrivo, di riprenderlo.

E se al tuo vicino fosse capitato durante il viaggio in pronto soccorso un secondo infarto? Non è nemmeno una ipotesi tanto difficile....

La cosa migliore da fare è sedersi tranquilli e chiamare il 118. E se è possibile farsi aiutare da qualcuno.
l'effetto placebo farà la sua parte

si tratta di impiegati statali, dipendenti di uno dei soliti milioni di enti inutili che ciucciano i nostri soldi

Bravo Sandro. La tua cavolata quotidiana la hai detta. Anzi, ne hai dette due. Adesso fai il favore, vedi di metterti a lavorare. Grazie.
Vi segnalo che, in maniera veramente incredibile, questa bufala circola ancora... a me è arrivata stamattina!! Chiaramente, ho subito riscritto agli sventurati destinatari di questi assurdi consigli linkando la pagina... speriamo serva a far cessare queste bufale pericolose!
Confermo il ritorno "in circolo" di questa sciocchezza, l'ho appena ricevuta da amici.
Ho appena ricevuto da un'amica questo delirante power point, privo di ogni fondamento medico/scientifico.
Le ho immediatamente segnalato il link di questa smentita.
Spero di non perdere un'amica, ma non tollero che con tale leggerezza vengano diffuse notizie che oltreché false sono pericolose!!!
Mi è riarrivata il 21/12...

Mi ero già informato su questo blog un paio di anni fa. Ripasso l'info a chi me l'ha mandata con l'appello di cancellarla e non inoltrarla più.

Bufala dura a morire...sarà la diossina nel sangue?

;)
Paolo, aggiorna il link alla pagina di smentita dell'ospedale, non funziona più, adesso è questo.
Van,

link sistemato, grazie!
E ancora gira sta bufalaccia malefica!!!
g.mancuso
Bufala immarcescibile. Adesso viaggia su facebook, con tanto di immagine di un tizio che si contorce all'arrivo dell'infarto. Uno dei links è questo, lo metto perché mi pare pubblico, ma in caso potete toglierlo (ho aggiunto un paio di spazi qua e là nel link). Ma è importante diffondere, visto che è anche una bufala pericolosa. http://www.facebook.com /photo.php?fbid=10151392845336788&set= a.10150464406211788.428648.516876787&type=1&ref=nf
La notizia circola ancora. E' stato creato anche un evento. Riporto il link:

https://www.facebook.com/events/568756476481575/
Ho letto del colpo di tosse che può salvare dall'arresto cardiaco anche in un articolo su un noto quotidiano, credo 1 o 2 settimane fa. Se lo ritrovo vi do maggiori dettagli.
Con rispetto, ma anche rispetto a ciò che scrivete voi non mi sembra una bufala senza se e senza ma, ma semplicemente una procedura non ancora messa appunto di cui non si sa bene ancora efficacia e inefficacia.

Semmai la mail più che una bufala mi sembra una mail molto imprecisa, infatti confonde il termine "infarto" con quello "arresto cardiaco" che sono due cose diverse.

Da per certa una procedura che è stata sperimentata ma non verificata ( questo però non vuol dire nemmeno che non possa funzionare )

E non specifica che si tratta di una procedura "disperata" di autosoccorso in una situazione in cui non si è assistiti e in cui comunque si morirebbe nel giro di pochi secondi.

A questo riguardo fa però specie anche l'imprecisione di alcuni commenti a questa mail in cui si dice che è " meglio essere soccorsi " , questo è LAPALISSIANO ma la mail presunta bufala non invita a non farsi soccorrere ma parla specificamente di casi in cui si è soli e non si può ricevere soccorso...

In sostanza la procedura di Self C.P.R. da cui la mail prende spunto esiste davvero ed è stata occasionalmente sperimentata in circostanze controllate e SEMBREREBBE avere una qualche efficacia.
La mail semplicemente la tratta con imprecisione e faciloneria , non sottolineando i dubbi esistenti.

TUTTAVIA a mio avviso, se si è da soli senza alcuna possibilità di soccorso e si sente cessare il battito cardiaco, in quei 5-6 secondi prima che inesorabilmente si perda conoscenza e certamente si muoia, non vi è alcun vero pericolo nel tentare...

Procedura disperata, sarebbe interessante che venisse studiata meglio per sapere se ha una pur minima possibilità di incrementare la speranza di sopravvivenza in un soggetto che incorre in arresto in assenza di soccorsi.
Scusate , ma basandosi anche su quello che avete scritto voi, non mi sembra si possa parlare di vera e propria bufala.
Parliamo di un messaggio gravemente impreciso e facilone, a cominciare dall'errore principale che fa nel confondere l'"arresto cardiaco" con l'infarto del miocardio, situazioni non affatto coincidenti.

In sostanza però la Self C.p.r. è però una procedura realmente esistente che è stata però solamente tentata in ambito ospedaliero ( per ora ) che appare avere una certa efficacia ( però non ancora verificata.

Sono però altrettanto superficiali alcuni commenti, quando si dice che è meglio un soccorso qualificato . Questo è OVVIO ma la mail presunta bufala parla proprio dei casi in cui un soccorso qualificato è impossibile. D'altra parte è meglio proprio non averlo l'arresto cardiaco, ma se ti viene è meglio un soccorso qualificato, la mia opinione è che se ti si arresta il cuore e sei da solo in mezzo alla campagna, non c'è grande rischio rispetto alla sicura morte cerebrale in cui occorrerai da li a 4 minuti , il tentare una procedura disperata.

Altra cosa è farlo se stai in città l'ambulanza è stata chiamata e hai un infarto ma il cuore non ti si è ancora fermato... Su questo mmi pare sbagli di brutto la mail incriminata.
Vi segnalo che sta cavolata gira ancora su facebook.