Cerca nel blog

2008/01/04

Intel si ritira dall’One Laptop Per Child

Intel si stacca per motivi "filosofici" dal laptop OLPC per i bambini del Terzo Mondo


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "angb59" e "ketoko".

La BBC riferisce che Intel si è ritirata per differenze "filosofiche" dal progetto One Laptop Per Child (OLPC) di Nicholas Negroponte, che ambisce a fornire laptop irrobustiti a basso costo per scolarizzare i paesi emergenti. Secondo The Register, gli OLPC che vengono già fabbricati e spediti verso paesi come Libia, Brasile, Argentina e Thailandia usano chip AMD, ma era in corso una trattativa per usare processori Intel in una versione successiva dell'OLPC.

Secondo Intel, Negroponte voleva che Intel cessasse le vendite del proprio laptop Classmate, destinato allo stesso genere di utilizzo. Intel ha rifiutato e si è dimessa dal consiglio direttivo del progetto OLPC, senza fornire dettagli delle motivazioni.

Walter Bender, presidente del progetto OLPC, ha detto che la lite non riguarda soltanto i laptop di Intel, ma la "completa mancanza di cooperazione di Intel sul software, sull'apprendimento, eccetera", ed ha accusato Intel di gestire il progetto come se fosse un mercato qualsiasi. Va ricordato, inoltre, che Negroponte aveva accusato Intel di vendere il Classmate sottocosto per sabotare l'OLPC.

Si direbbe che i bambini da aiutare, in questa faccenda piuttosto squallida, non siano quelli del Terzo Mondo.

27 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo, tu non mi conosci, ma io ti seguo da un po' di anni e apporezzo molto l'utilità del sevizio che offri.
Io ho appena aperto un blog satirico. Si commentano con ironia e umorismo i fatti d’attualità. I temi sono quelli tipici della satira: politica, sesso, religione e morte.
Se puoi aiutarmi ad avere un po’ di visibilità, o a anche semplicemente si ti va di venirmi a trovare mi fa molto piacere :)
http://satiratrascendente.wordpress.com
Ciao ;)

Unknown ha detto...

Sono contento perchè con questa strategia si capisono i veri intenti di Intel e se vai a vedere sul sito ufficiale tra le news c'è la notizia di quando sono entrati a far parte del progetto. Per loro è solo pubblicità e basta!
Paolo 6 un grande!!!
Ciao

Santana ha detto...

Bisogna anche aggiungere un altro aspetto vergognoso alla vicenda Intel Classmate; inizialmente era prevista la fornitura alla Nigeria di centinaia di migliaia di laptop Classmate con sistema operativo Mandriva, ma poi è emersa una vicenda squallidissima dietro la quale c'era, come al solito, M$!
In sostanza, la Nigeria acquistava i laptop con Mandriva ma dopo, grazie ad un accordo segreto con M$, sostituiva Mandriva con una apposita versione ridotta di Windows!

Questa situazione ributtante ha avuto un grande risalto anche grazie alla lettera che il CEO di Mandriva ha spedito a Steve Ballmer di M$ (il link è spezzato su due righe):

http://blog.mandriva.com/2007/10/31/
an-open-letter-to-steve-ballmer/

Fa veramente ribrezzo il fatto che M$ arrivi a speculare pure su queste vicende!

Unknown ha detto...

In tutta onestà, non sono affatto sorpreso dal fatto che in questa storia dell' "aiutiamo i bambini del terzo mondo" sia saltato fuori del marcio.

IlTremendo ha detto...

beh, visto come si comporta la fondazione gates con i farmaci anti-aids nel continente africano, non c'è da stupirsi se ms continua a sfruttare le vicende umanitarie per proprio tornaconto.

IlTremendo ha detto...

ah, scusate, vi starete chiedendo cosa c'entra ms con intel...
mah, andate a comprare un pc con gnu-linux preinstallato...

Zage ha detto...

Ciao,
questa cosa del mandriva che viene sostituito successivamente con windows non l'ho capita. la lettera aperta non dice nulla, solo mezze frasi, vorrei qualche dato più concreto. Che vuol dire accordo segreto (segreto a chi)? Perché il governo della Nigeria avrebbe dovuto accettare un tale accordo, è così ricco, o è stupido? Insomma vorrei capirci meglio, ma non con le opinioni, vorrei qualche notizia concreta.

ciao e grazie

Andrea Sacchini ha detto...

@ zago: Se ti può interessare qualche tempo fa ho dedicato un post a questa vicenda.

Ciao.

Unknown ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Unknown ha detto...

Bizzarra la scelta di Intel, che però andrebbe analizzata meglio, con qualche certezza.

Non capisco invece cosa c'entri la Microsoft: è un problema per qualcuno se ha convinto i governi a installare Win (magari anche perdendoci soldi, come ama fare MS in queste imprese) invece di Mandriva?

Pape

Unknown ha detto...

http://www.theinquirer.net/gb/inquirer/news/2008/01/04/intel-abandons-olpc-programme

Interessante il commento di The Inquirer (che è un sito che ama spargere FUD)

"OLPC asked Chipzilla to pull the plug on its support for non-OLPC platforms and concentrate only on its brand."

Pape

fededambri ha detto...

Qual è il problema se Intel vende un portatile ai governi del Terzo Mondo a meno dell'OLPC? Non è meglio ci sia una concorrenza? Oppure per Negroponte se non è roba sua è filosoficamente errata e dunque va cessata di produzione perché sta "sabotando" il suo prodotto?

E quanto al discorso Microsoft, i governi dovrebbero rifiutare MS per motivi filosofici? Saranno liberi di scegliere cosa mettere nei loro computer, dannazione! Oppure dobbiamo trattarli come bambini di sei anni che non sanno cos'è il bene?

Unknown ha detto...

Penso che se questi perdigiorno sono superficiali al punto da pensare che i bambini del terzo mondo abbiano realmente bisogno di un laptop a testa piuttosto che di viveri medicine e altri beni di prima necessità, in realtà non gliene frega poi tanto di questi bambini già in partenza.

fededambri ha detto...

Infatti più vedo come si evolve questa vicenda più mi pare come una cavolata per vendere qualcosa e sponsorizzare l'OS come "Salva i bambini, al contrario di Windows che li ammazza!"

Unknown ha detto...

Non sono d'accordo, Franco. La politica di aiuti al terzo mondo è fallimentare come concetto. Non bisogna dargli i beni, bisogna insegnare loro a svilupparsi culturalmente e scientificamente. Gli aiuti medici e in cibi li fanno campare in qualche maniera, insegnargli a usare la tecnologia li aiuta a svilupparsi, che è decisamente più importante. Ben vengano i laptop per il terzo mondo, IMHO.

Unknown ha detto...

Insegnargli a usare la tecnologia _con un laptop_?
Scusa, lungi da me l'idea di iniziare un flame, ma è ridicolo.

La tecnologia per fare cosa? Scrivere una pagina in .rtf?
Fare un bel Blog? Quando non hai niente da mangiare e non hai medicine per curarti? E il tuo paese è sotto il giogo di potentati locali?

Unknown ha detto...

Poi dici che la politica di aiuti sarà anche fallimentare, posso capirlo. Ma qui siamo, a mio parere, al disotto del fallimentare.

fededambri ha detto...

>La tecnologia per fare cosa? Scrivere una pagina in >.rtf?
>Fare un bel Blog? Quando non hai niente da >mangiare e non hai medicine per curarti? E il tuo >paese è sotto il giogo di potentati locali?

Anatomia femminile? :D

The Internet is for porn (cit)

Paolo Attivissimo ha detto...

Franco, capisco benissimo i tuoi dubbi. Li avevo anch'io inizialmente. Poi ho conosciuto gente che fa volontariato in questi paesi e ho capito molte cose. Te ne dico giusto una.

I laptop OLPC non sono pensati per chi non ha da mangiare. Sono per i paesi emergenti, non per quelli disperati.

Uno di questi volontari aiuta gli abitanti di questi paesi a creare scuole per i giovani. Sai, non è come da noi, che costruisci una bella scuola, ci metti dentro i libri di testo e una biblioteca, i genitori portano i figli in macchina, e tanti saluti.

Lì i bambini fanno A PIEDI dieci km ogni volta per andare a scuola. E i libri di testo non ci sono, perché costano troppo. Costa troppo persino fotocopiarli. E se anche ci fossero le fotocopie, non potresti obbligare i bambini a portarseli avanti e indietro per dieci km tutti i giorni. Sotto la pioggia che li infradicia, magari.

E non puoi pensare di chiedere a un bambino di farsi 10 km per prendere in prestito un libro dalla biblioteca. Libro che poi il bambino si tiene per un po' e quindi non è disponibile per gli altri.

Ma un laptop risolve questi problemi. Un laptop impermeabilizzato, che da solo contiene tutti i libri di testo che servono al bambino e gli offrono un'interattività che il libro non offre. Un laptop che contiene tutta un'enciclopedia e tutta la biblioteca scolastica, che il bambino può guardare anche a casa.

Un laptop che gli permette di comunicare con il resto del mondo, magari anche con uno dei genitori che è qui da noi a lavorare per dare un futuro migliore ai propri figli e pur di darglielo non lo vede per mesi.

Questi laptop non sono per i bambini che hanno fame. Sono per i bambini che hanno fame di conoscenza. Gliela vogliamo negare?

Io non me la sento.

fededambri ha detto...

Coi soldi dei laptop e delle infrastrutture per portarli, quante fotocopiatrici e libri e quaderni si comprano?

A Lot Of Book Per Child >> One Laptop Per Child

Paolo Attivissimo ha detto...

Coi soldi dei laptop e delle infrastrutture per portarli, quante fotocopiatrici e libri e quaderni si comprano?

La domanda è mal posta. Sono situazioni in cui la popolazione scolastica è distribuita su territori molto vasti. Il modello centrale non funziona.

La domanda più corretta sarebbe questa: Quanto costa dare una biblioteca e un'enciclopedia su carta a ogni bambino in ogni villaggio?

E quanto costa dare a ciascun bambino la possibilità di comunicare col mondo e conoscerlo?

fededambri ha detto...

Nella mia piccolissima opinione, credo che una struttura di "maestrine dalla penna rossa" locali avrebbe, sul lungo termine, più senso che buttargli in mano qualche portatile.

Unknown ha detto...

Beh, diciamo che mi hai tolto alcuni dubbi.
Però, se davvero si vuole avere questo successo, è assolutamente necessario che il piano per far sì che i ragazzini effettivamente traggano beneficio dall'avere questi laptop sia ben studiato.

Andrea ha detto...

Scusate l'ignoranza... perché "One Laptop Per Child" e non "One Laptop For Child"?

fededambri ha detto...

Credo, dal basso del mio minimo inglese, che "for" sia complemento di fine (o di scopo) mentre "per" stia per "a ciascun", in senso meramente numerico.

Unknown ha detto...

Grande Attivissimo. Non sarebbe stato possibile spiegare meglio la finalità del progetto. Quanto alla realizzazione pratica, qualche pecca si può anche accettare; in fondo siamo esseri umani, no?

Dan ha detto...

Già, e quando ci sono in ballo parecchi quattrini c'è sempre qualcuno che cerca di averne una fetta...

Per fededambri: mi sembra OVVIO che servano le "maestrine", altrimenti i bambini non imparano nemmeno a leggere cosa c'è sullo schermo. Nessuno sta dicendo "diamo un laptop ad ogni bambino così impara da solo", bensì "diamogli il supporto più adatto alla loro particolare situazione" con l'aiuto della moderna tecnologia, che una volta tanto non è solo a disposizione dei paesi ricchi (vedi iPhone). D'altronde nemmeno qui in Italia diciamo "diamo i libri ai bambini e che imparino da soli", anche qui servono le maestre per imparare a leggere, scrivere e usare le attrezzature scolastiche...