Cerca nel blog

2006/04/29

Nuova grande prova di giornalismo al Corriere: nasce lo “scrutigno”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "antonella.r****" e "motti".

Se fate ancora in tempo prima che correggano, date un'occhiata alla sezione "Flash 24 ore" della pagina principale del Corriere online, oppure cliccate sull'immagine qui accanto per ingrandirla: la notizia delle 00:09 dice

Senato: in corso scrutigno

Alla vista del titolo, madre Ortografia è spirata dal crepacuore fra le braccia di sua sorella Grammatica. Si unisce affranta al dolore la zia Sintassi. Assente da tempo, purtroppo, la cugina Bocciatura.

Grazie a bruno per la segnalazione. Che tristezza.

55 commenti:

Anonimo ha detto...

Evviva il Corriere!!
Evviva la lingua italiana!!
Evviva la gno
EHM
ops

Bruno Viteritti ha detto...

Grazie a te, Paolo! ;)

Corriere.it ha già corretto l'orrore, peccato! :D

Anonimo ha detto...

Sono troppo impegnati a far politica per badare all'ortografia...

Jacko83 ha detto...

tristezza.. veramente..

Anonimo ha detto...

paticcio per pasticcio
vedi sotto

http://www.euronews.net/
versione italiana

Italia 29/04 08:46 CET
Buco nell'acqua per l'Unione: al Senato, Marini non passa per un voto
Nuova legislatura, atto primo: paticcio all'italiana. L'elezione del Presidente del Senato si conclude con un nulla di fatto. Manca il quorum:

Buffalo ha detto...

Ma no, non avete capito, il Corriere intendeva dire che dato che dovevano rifare il conto dei voti eccetera e si stava facendo tardi, nel mentre che la facevano si sono spostati alla pizzeria all'angolo per un pò di pizza al taglio: pizzeria che si trova, per l'appunto, "in Corso Scrutigno". :D
Giosuè Amilcare Scrutigno, noto professore di grammatica a La Sapienza di Roma e giornalista ante litteram del tardo '700, fermo sostenitore della pratica dell'harakiri per i giornalisti superficiali ed osteggiato da molti insigni colleghi... figura di spicco dell'epoca.
E' solo un refuso, mancano le maiuscole... :D :D :D

VerbaL ha detto...

Mi sembra che attaccarsi a questi incredibili errori (che facciamo anche noi giornalmente, nello stress, senza accorgersene magari) per giudicare una testata giornalistica sia quanto di più superficiale questa nuova (ormai quasi vecchia!) Repubblica insegni... sbagliare è umano, perseverare diabolico... sbagliare da giornalista è ancora umano, perseverare sempre diabolico...

Paolo Attivissimo ha detto...

Gli errori di questo genere sono accettabili (ma a malapena) in un contesto privato, ma non lo sono assolutamente in una testata giornalistica, che per definizione si fonda (o dovrebbe fondarsi) sulla qualità e abilità linguistica dei suoi giornalisti. Se sbagli tu a casa tua, ok, capita; ma se vai in pubblico e pretendi di dare lezioni di grammatica e rigurgiti errori da prima elementare, no, questo non è accettabile.

Ma temo che per abilità linguistica oggi s'intenda qualcos'altro...

aghost ha detto...

>Alla vista del titolo, madre >Ortografia è spirata dal >crepacuore fra le braccia di sua >sorella Grammatica. Si unisce >affranta al dolore la zia >Sintassi. Assente da tempo, >purtroppo, la cugina Bocciatura

se l'ortografia è la madre, chi è il padre? :)

PS: non si capisce poi perché, sempre per usar la metafora, la sintassi debba essere declassata a "zia", dovrebbe quanto meno essere sorella di ortografia e grammatica, o no?

aghost ha detto...

"paticcio" è evidentemente un refuso, "scrutigno" no, è un errore di grammatica. I refusi possono anche essere accettabili in una edizione on line dove per la fretta possono sfuggire, ma solo se sono rari, altrimenti è sciatteria. Gli errori grammaticali invece non sono accettabili in nessun caso

Bruno Viteritti ha detto...

Vabbò, dal mio punto di vista si tratta di una svista che poteva accadere a chiunque. Alla fine dei conti era mezzanotte, e chi ha scritto il pezzo sicuramente era davanti ad un monitor da parecchie ore.

Personalmente, quando ho notato il refuso, mi sono fatto solo una sonora risata :D

Riccardo ha detto...

Attenzione! chi si loda s'imbroda, e chi critica rischia di fare figuracce. Cari Paolo e aghost, la vostra presa di posizione così radicale su una cosa che ritengo di momento assolutamente nullo rispetto a tutto quello che succede nel mondo, ha dimostrato solo che non sapete la differenza fra grammatica e ortografia. La grammatica non si occupa affatto di come si scrive scrutinio. Quella, semmai, è l'ortografia.
Per di più, se il proto ha subito corretto l'errore, vuol dire che non si trattava di ignoranza, ma solo di una svista.

aghost ha detto...

riccardo hai ragione, ovviamente si trattava di ortografia.

Ma il punto è che noi non scriviamo sul corriere della sera, e potremmo anche scrivere "scrutigno" sui nostri blog :)

Anonimo ha detto...

dovreste vedere i media italiani all'estero: www.corriere.com (il Corriere canadese) o le televisioni italiesi popolate da emigranti che ricordano solo il dialetto e non hanno mai imparato l'italiano: la trasmissione cult: "mai dire TV" avrebbe una fonte inesauribile

Anonimo ha detto...

ma secondo voi sono i giornalisti che aggiornano il sito del corriere? Ma daiii!!
(non sono mica capaci :D)
Avranno preso un ragazzotto che avrà copiato male il testo che gli era stato dato.

VerbaL ha detto...

Io ribadisco che, secondo il mio punto di vista, giudicare un giornalista, ma anche un semplice scribacchino, per un errore ortografico (bestiale), è quantomeno presuntuoso, e si avvicina ad arroganza culturale! soprattutto se l'errore viene poi prontamente corretto.. ora, non mi reputo un culturato (anzi), ma nemmeno un minus quam dello scibile letterario, ebbene nel weekend scorso dissi, in preda a raptus di umori e sentimenti sportivi da tifoso, ad un mio amico, in merito all'errore di Ibrahimovic all'ultimo minuto della partita, che l'avrei "squoiato"... ho letto 1 minuto dopo quanto scritto e ho subito chiesto le sue scuse per il terribile catastrofico errore!!! sebbene il concetto fosse corretto ;) detto questo, stanchezza, emozioni, stress, inducono a simili catastrofi, che si sia tecnico di computer o giornalista! non siamo robot... anzi, questo forse è un sintomo di umanità in coscienza :) e, ripeto, perseverare è diabolico, correggersi (e magari chiedere scusa) è angelico!!! IMHO

Anonimo ha detto...

Parlate senza conoscere nulla. Senza sapere chi scrive quelle notizie. Secondo voi arrivano da via Solferino? negativo. Le notizie flash vengono scritte da Agr. Giornalisti pagati 1.000 euro al mese per 8-10 ore davanti a un monitor. Nessuna garanzia. Dopo le 22-23 sei da solo: tu e il tuo monitor fino alle 6 del mattino. Il Corriere vanta un aggiornamento costante durante tutta la notte, ma a quale prezzo? A quali condizioni? Prima di esprimersi su un errore di ortografia, che io stesso trovo raccapricciante, sarebbe meglio conoscere quello di cui si sta parlando.

Filosofo ha detto...

ti sei perso la parte migliore della pagina di ieri sera, visita filosofiaportatile.blogspot.com e guarda l'immagine... notato nulla di strano? ;)

Slowfinger ha detto...

L'osservazione secondo la quale l'ortografia non sarebbe una branca della grammatica è alquanto opinabile, per non dire risibile. Wikipedia dixit? Ma fatemi il favore.

E le condizioni contrattuali dei lavoranti del Corriere non esimono la testata dal dovere di un'informazione corretta anche sul piano linguistico. La credibilità era già persa con la dichiarazione di orientamento politico, in episodi simili si perde anche la dignità.

Anonimo ha detto...

Bhe, è vero: chi si loda s'imbroda... così come chi dice che

"La grammatica non si occupa affatto di come si scrive scrutinio. Quella, semmai, è l'ortografia."

si sbaglia.

Tratto dal dizionario garzanti online (http://www.garzantilinguistica.it):

*Lemma ortografia
*Etimologia Dal lat. orthographi°a(m), e questo dal gr. orthographía, comp. di orthós 'corretto' e -graphía '-grafia'
*Definizione s. f. parte della grammatica che prescrive la corretta scrittura di una lingua; la rappresentazione dei suoni e delle parole di una lingua mediante l'uso corretto della sua scrittura.

Ciò significa che l'ortografia è parte della grammatica e quell'affermazione è scorretta. Bisognerebbe cercare su più fonti prima di dare un giudizio...

Filosofo ha detto...

e due! Povero Bertinotti.. per due giorni di fila non riescono a scrivere giusto il suo nome... :)
l'immagine ancora su filosofiaportatile.blogspot.com

Riccardo ha detto...

Se l'ortografia sia parte della grammatica è questione controversa, e non tutti sono d'accordo. Basta leggersi un po' di dizionari e di enciclopedie. Quindi accetto (parzialmente) l'obiezione, ma non da chi scrive "bhe" (sic!), perché è ben noto che in italiano i monosillabi come boh, beh, bah, mah, ecc, si scrivono tutti con l'acca in fondo.
Comunque mi sembra una polemica molto sterile, e sarei incline a piantarla qui.
Sono invece d'accordo sia con chi afferma che un refuso a un poveraccio che ha lavorato per dieci ore davanti a un terminale può sfuggire e si deve perdonare, sia con chi dice che c'è di peggio. Ma non occorre andare all'estero: ci sono giornali intaliani importanti che sono molto più pieni di refusi del "Corriere".

tcp-ip ha detto...

Forse anche tu dovresti guardare qualche fonte di più prima di dare un giudizio, ma, visto che pare che non lo sappia neanche Garzanti on-line, sei scusato.
Grammatica è un termine non ben definito, e, come termine tecnico, copre un area semantica più ristretta di quella a cui si riferisce nel linguaggio comune.
Wikipedia spiega la cosa meglio:
http://en.wikipedia.org/wiki/Grammar:
"Grammar is part of the general study of language called linguistics.

The subfields of contemporary grammar are phonetics, phonology, morphology, syntax, semantics, and pragmatics. Traditional grammars include only morphology and syntax."

Spesso grammatica viene usato contrapposto a semantica.

Per convincere anche Slowfinger, a cui Wikipedia non piace, gli assicuro che non è l'unica a dirlo e che non l'ho imparato lì. Vedi ad esempio il De Mauro che distingue tra il termine comune (1) ed il termine specialistico (6, 7):
http://www.demauroparavia.it/49968

P.S. Per tornare al tema originale: ma un Word Processor con correttore ortografico il Corriere non se lo può permettere?

Slowfinger ha detto...

Appunto. Il punto non è se Wikipedia mi piaccia o meno, ma che un po' di sana critica delle fonti risulta sempre salutare. In genere comincia con l'accorgersi che le fonti sono più di una e possono discordare. Le mie dicono il contrario. Ovviamente mi riferisco alla grammatica moderna, non a quella, di area più ristretta, di ascendenza classica. Ma la discussione è accademica (il che non credo sia di per sé un male) e parzialmente OT (il che è probabilmente peggio).

luigi ha detto...

errare è umano, caro Paolo una caduta di stile nel tuo blog (imho)...

Lorenzo Paulatto ha detto...

Quanto odio i nazisti della grammatica e dell'ortografia.

Di solito sono vecchi inaciditi e si lamentano scrivendo ai giornali di provincia.

Le loro lettere hanno sempre un tono che vorrebbe essere umoristico, ma fa ridere solo altri vecchi acidi.

Abbiamo capito tutti quello che la parola voleva significare, quindi, dove sta il problema?

Paolo, ho sempre apprezzato le tue inchieste, ma leggere queste cose mi mette addosso una tristezza peggio di Striscia la Notizia.

aghost ha detto...

a me pare abbastanza comprensibile che nel momento in cui la corporazione dei giornalisti sbaglia, si senta l'impulso alla derisione, specie quando si fanno difese dell'Ordine come baluardo della libertà, garanzia di professionalità eccetera eccetera.

L'Ordine non esiste negli USA, in Inghilterra, in Germania o in Francia e in molti altri paesi più seri del nostro.

Un giornalista che scrive "scrutigno", per giunta sul Corriere della Sera, è un somaro e basta.

Il fatto che sia un ragazzetto impegnato nel turno di notte mi pare irrilvante. Nel senso che la responsabilità è sua ma ancor più del Corriere.

E' come per i call center Telecom, dove legioni di lavoratori precari lavorano come schiavi per quattro lire e quando chiedi una informazione non sanno mai una mazza. Non me la piglio con loro, ma con chi li gestisce e li fa lavorare a quel modo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Quanto odio i nazisti della grammatica e dell'ortografia.

Di solito sono vecchi inaciditi e si lamentano scrivendo ai giornali di provincia.


Be', vecchio lo sono di certo; inacidito non lo so :-)

Senza i richiami dei "nazisti della grammatica", dilagherebbero ulteriormente i già ben diffusi "se sarebbe", "c'ho", "bhe", "ho uscito il cane", "gli" riferito a femminili e plurali, e quant'altro. Non ti basta lo stato pietoso nel quale è già ora ridotta la lingua italiana scritta?

Se nessuno alza la manina e dice "guardate che è sbagliato scrivere così", l'errore verrà considerato valido e si diffonderà (ehi, l'ha scritto il giornale, nessuno l'ha corretto, sarà giusto!).

Gli strafalcioni nel parlato fra amici sono una cosa; un'altra è l'errore d'italiano pubblicato e diffuso dai media. La gente guarda ai giornali e ai libri come ad esempi di buona scrittura e corretta grafia. Se non si vigila almeno in queste sedi, che fra l'altro fanno della bella scrittura uno dei loro vanti, tanto vale che ci mettiamo a biascicare italiese.

Anzi, magari ci conviene: così se attacchiamo una dinamo alle tombe dei grandi della letteratura italiana, facendoli rivoltare vorticosamente risolviamo i nostri problemi di energia :-)

Slowfinger ha detto...

Chapeau.

Slowfinger ha detto...

Anzi, chapeau.

Anonimo ha detto...

se leggete le agenzie AGR di corriere.it noterete atroci refusi: purtroppo, non è la redazione del sito a compilare le agenzie di stampa. Questo, comiunque, dipende dagli editori, che a forza di licenziare e assumere con contratti discutibili a tempo determinato, non puntano certo alla qualità...

ad ogni modo, non sono certo i refusi per cui ci sarebbe da dire 'che tristezza' per la stampa...

Anonimo ha detto...

Lavoro a una rivista e posso confermare che purtroppo, soprattutto nei quotidiani dove occorre produrre molto testo e in maniera veloce, il giornalista a volte fa errorri anche grossolani. E' comunque compito del correttore di bozze evitare che vengano pubblicati. In questo caso, essendo in un titolo, "temo" che la colpa non sia del giornalista, ma di chi fa i titoli, normanlente il capo redattore o il direttore stesso.
Ma siamo sicuri che sia proprio un errore e non una "manipolazione" di Paolo??? (scherzo, ma è lui che ci insegna a dubitare sempre di tutto...) - Maurizio

Bruno Viteritti ha detto...

Se dovesse essere una manipolazione di Paolo, allora ad onor del vero la manipolazione dovrebbe essere mia, visto che sono stato io a segnalargli il refuso. :P

A parte gli scherzi, come ho già detto sopra un errore di scrittura (per me è tale) a quell'ora di notte dopo la giornata politica che c'è stata, è qualcosa che può capitare.
Di certo però, se è vero che quei titoli li scrive direttamente il caporedattore o il direttore... :rolleyes:

Anonimo ha detto...

bruno... sei molto gentile e fai bene a dargli il beneficio del dubbio... ma guarda dove sono le lettere sulla tastiera... quando vedo un possibile "typo" io guardo sempre questa cosa... e dubito, sinceramente, che sia un errore di battitura.

Turz ha detto...

Provate a cercare su Google "scrutigno"... a parte il link al sito di Paolo, compaiono ben 87 risultati!!!!!

Comunque la maggior parte sono su dei blog, scritti evidentemente da persone "comuni", non da testate accreditate.

Se pero' il Corriere scrive cose del genere (e non e' un'attenuante il fatto che sfrutti lavoratori poco qualificati con contratti precari ecc., anzi se e' la causa e' un'aggravante) e' da biasimare.

A proposito, "un'attenuante" e "un'aggravante" oppure "un attenuante" e "un aggravante"? :-)

Anonimo ha detto...

a Bruno Viteritti

Se proprio vogliamo fare i precisi, tu hai scritto

"Di certo però, se è vero che quei titoli li scrive direttamente il caporedattore o il direttore... "

in luogo del corretto

"Di certo però, se è vero che quei titoli sono stati scritti direttamente dal caporedattore o dal direttore... "

in ogni caso, errori come il tuo sono pane quotidiano, purtroppo, sia nei giornali che nei libri, oltre ad aggiungere le acche finali (beh invece di be', addirittura mah e noh invece di ma e no!!) "per rafforzare" ed a discutibili usi della lingua straniere anche quando non occorre.
senza contare errori dovuti a vera e proprio ignoranza: un giornalista che mi scrive "out out" invece di "aut aut" (vedi Gazzetta dello Sport" ) è distratto o è talmente asino da confondere il latino coll'inglese?

e questo solo volendomi fermare alla grammatica ed ortografia, perché se volessi andare sui contenuti...

Rado il Figo

Bruno Viteritti ha detto...

Per l'Anonimo delle 08.41:
Vabbò... errare humanum est :D


Per Rado:
Onestamente ero convinto di aver scritto in forma corretta...
Si vede che avevo quattro in italiano al liceo, eh? :DDD

tcp-ip ha detto...

Perché, non hai mai sentito "Par condition"?

Anonimo ha detto...

A me sembra, semplicemente, che Paolo non avesse altre notizie da inserire se non questa. "Scrutigno" può essere un errore di ortografia o di grammatica, l'interpretazione dell'errore è piuttosto fumosa. Resta il fatto che è un errore e ci può stare, tanto più che le notizie online sono soggette a un minor numero di controlli rispetto alle edizioni cartacee. Magari la prossima volta è meglio una pausa di un giorno che un post inutile come questo! ;)
Lord

Paolo Attivissimo ha detto...

A me sembra, semplicemente, che Paolo non avesse altre notizie da inserire se non questa.

Ti assicuro che ne ho sempre molte più di quante ne riesca a pubblicare; questa era semplicemente una chicca segnalatami da un lettore a tarda notte, e so che molti si divertono a trovare queste perle e vederle prima che spariscano, per cui in due minuti ho scritto un trafiletto. Non mi aspettavo un putiferio simile :-)

Anonimo ha detto...

Io avevo beccato un paio di perle di Repubblica, le ho messe su Flickr apposta per questo articolo.
Non ne faccio una questione di professionalita', fanno sorridere e basta:
http://www.flickr.com/photos/pietrobonanno/139069560/

http://www.flickr.com/photos/pietrobonanno/139069559/

Giorgio Loi ha detto...

Come è già stato evidenziato, un conto è dimenticarsi un carattere nella tastiera, altrimenti detto errore di stampa o refuso, un altro è scrivere "scrutigno", appartenente alla nutrita schiera dei "pultroppo", "Isdraele", "caterba" e via discorrendo, roba che non vorresti leggere mai, men che meno nelle titolazioni della prima testata giornalistica italiana. Ah, già, perché avrete notato che non stiamo parlando del Gazzettino di Viggiù, vero?

Gli italiani già si distinguono per essere tra coloro che parlano peggio le lingue straniere ma evidentemente, non paghi di questa poco invidiabile situazione, si accaniscono anche sulla lingua nazionale. E si capisce! Chi vorrebbe essere additato come "nazista della grammatica"? Moriremo tutti asini, ma democratici.

Giorgio

PS Confesso che in gioventù avrei voluto anch'io avere la prontezza di spirito di replicare ai miei professori "E che sarà mai non conoscere un trapassato prossimo, rispetto alla fame nel mondo", ma non so se la mia pagella sarebbe migliorata.

Slowfinger ha detto...

Credo che il gusto un po' goliardico e del tutto adatto alla comunicazione via blog (volevo scrivere "blogghesca" ma ho temuto che mi avreste rivoltato come un calzino) di intercettare lo strafalcione e pubblicarlo sia un discorso diverso rispetto alle dispute linguistiche. E che il putiferio nasca dalla loro salutare sovrapposizione. Non si tratta di essere nazisti, ma di conoscere ed eventualmente amare la propria lingua, possibilmente prima di intraprendere lo studio di altre. Comunque mi sento di segnalare anche i recentemente scoperti "fenomeni assestanti" e "le notti all'agghiaccio".

Buffalo ha detto...

Appunto, come dice slowfinger... una cosa è un errore di battitura, che capitano anche a me, e una cosa sono le asinate scritte per ignoranza (quando i giornalisti dovrebbero essere tra quelli che l'italiano lo conoscono meglio).
Un conto è paticcio invece di pasticcio,
un altro è scrutigno invece di scrutinio.

Anonimo ha detto...

per buffalo

giusto per la precisione giacché si parla di errori di italiano, ti ricordo che non si scrive

"i giornalisti dovrebbero essere tra quelli che l'italiano lo conoscono meglio"

ma

"i giornalisti dovrebbero essere tra quelli che conoscono meglio l'italiano"

è quello che io chiamo "complemento oggetto raddoppiato", tipico errore del linguaggio giornalistico (commesso, credo, per riempire più righe non dicendo nulla di nuovo)

Rado il Figo

Bruno Viteritti ha detto...

Per Rado:

Perché non apri un blog con queste "perle"?
Personalmente lo troverei molto interessante ed istruttivo :)

Riccardo ha detto...

Rado, Ma dove l'hai studiato l'italiano tu??? Non certo sui classici!

Anonimo ha detto...

Per Riccardo: a parte che non si scrive:
"Rado, Ma dove l'hai studiato l'italiano tu??? Non certo sui classici!"
bensì
"Rado, ma dove hai studiato l'italiano tu??? Non certo sui classici!"

se ti riferisci ai "classici" disney, ti posso dar ragione :-)))

scherzi a parte, capisco che l'errore del "complemento oggetto raddoppiato" sia, purtroppo, fin troppo comune perché direttamente derivante dalla lingua parlata, tanto che spesso non lo si "coglie" più come tale, però rimane un errore.

quanto ai "classici" veri e propri, ricordo ancora una perla ne "i promessi sposi", dove Manzoni scrisse: "Renzo...gli piaceva" invece di "A Renzo... piaceva".

Rado il Figo

Lady Luck ha detto...

beh manzoni qualche perla se la poteva pure permettere...

Riccardo ha detto...

Per Rado:

a parte il fatto che, ovviamente, avevo scritto quella frase con intento ironico, guarda che ciò che ti ostini a definire errore ("quelli che l'italiano lo conoscono meglio") in realtà è un'anastrofe, operazione che si può benissimo fare in italiano, in genere mettendo anche un pronome accanto al verbo, come conferma il noto detto "Le donne, chi le capisce?"

Invece be' è forma rarissima di beh; ma è una congiunzione e mah un'esclamazione; Manzoni non ha mai scritto Renzo... gli piaceva.

Detto questo, mi rinchiudo nel silenzio che avevo dichiarato di voler osservare.

Anonimo ha detto...

per riccardo

è vero: Manzoni non ha mai scritto "renzo gli piaceva". nella fretta mi è saltata una "a" iniziale.

Perché Manzoni ha scritto in effetti "A Renzo gli piaceva", o meglio qualcosa di simile, e precisamente:
Capitolo XII
"A Renzo in fatti quel pensiero gli era venuto, come abbiam visto, da principio, e gli tornava ogni momento"
Capitolo XXXIV
"A Renzo intanto gli vennero in mente que' pani che aveva trovati vicino alla croce, nell'altra sua entrata in Milano, e pensava: « ecco: è una restituzione, e forse meglio che se gli avessi restituiti al proprio padrone: perché qui è veramente un'opera di misericordia".

quanto al discorso su be', questa è l'abbreviazione di "bene", esattamente come po' è quella di "poco". poi dall'apostrofo si è passati all'acca finale per motivi a me ignoti. Se tanto mi da tanto, fra un po' dovrei vedermi scritto anche poh, dato che pure no è già diventato da qualche parte noh.

ma coll'acca finale ha seguito la stessa strada di be'. congiunzione era e congiunzione è rimasta.

quanto al "complemento oggetto raddoppiato" basta fare l'analisi logica per accorgersi che si tratta di un errore: si ripete due volte la stessa cosa.

il detto sulle donne è corretto, in quanto è scritto così: "le donne: chi le capisce?" e non "chi le capisce le donne?" o "le donne, chi le capisce?" forme errate

infine, come detto, errori entrati nel linguaggio comune alla fine fine trovavano sempre qualcuno che li eleva a regola: pensate a sanzionare invece di sancire, perseguitare invece di perseguitare, direzionare invece di dirigere, e via discorrendo. le prime versione sono sbagliate ma ormai adottate anche in parecchi vocabolari.

Rado il Figo

p.s.: comuqne fa sempre piacere discutere sulla nostra bella lingua.
p.p.s.: anch'io ironizzavo nella mia prima replica :-))

Giorgio Loi ha detto...

Dal "Corriere" di oggi:
"La novità è rappresentata dai fibroblasti, cellule del tessuto collettivo..."

Lo so benissimo che questa è una svista, ma dopo che si è parlato di "notti all'agghiaccio" non potevo non segnalarlo! :-)

Il link all'articolo:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/05_Maggio/05/debac.shtml

Lo trovate all'inizio del terzo paragrafo.

E comunque, tornando seri, i giornali on-line saranno anche belli ma si stanno riempiendo di strafalcioni; se ne trovano a iosa anche negli articoli di quotati editorialisti. Evidentemente le esigenze di tempestività stanno mandando a quel paese il controllo qualità dei contenuti.

mother ha detto...

Va di pari passo con:" ...Ringrazio Carlo Aurelio Ciampi..."

Chissà chi l'ha detta mentre si presentava in consiglio dei ministri...

Per quanto faccia sorridere alla pari di: "se sbaglio mi corriggerete" non son questi gli aspetti del tutto fondamentali per valutar uno o + uomini (es: il repubblicgate ovvero la dimostrazione del foglio che in 15 articoli a tema ci si può anche confondere e cambiare le carte in tavola è meglio).

bye bye

Anonimo ha detto...

Io l'Italiano non lo conosco così bene come alcuni che hanno scritto qui,(sono un elettrotecnico) perciò mi scuso per eventuali errori che sono certo di fare.
Alle elemetari e medie (trent'anni fa) sono stato ripreso tante di quelle volte per "famigliari" che ancora le ricordo adesso.
Ebbene, ora lo vedo scritto dappertutto come se niente fosse e mi viene il magone.
Spero che "scrutigno" non abbia lo stesso onore di diventare corretto, tra trent'anni.

luigi1965.

Buffalo ha detto...

Ringrazio Riccardo per la conferma dell'anastrofe: io l'italiano lo conosco, e non mi risulta che quella forma sia sbagliata. E non è che sia una persona ignorante, tutt'altro... leggo molti più libri della media nazionale.

"pensate a sanzionare invece di sancire, perseguitare invece di perseguitare, direzionare invece di dirigere, e via discorrendo."
A parte che non vedo la differenza tra perseguitare e perseguitare ;) (forse intendevi perseguire), credo che questo sia anche perchè con l'uso quei termini hanno preso significati differenti. (direzionare per fortuna non l'ho mai sentito)

Comunque, a proposito di Carlo Aurelio Ciampi, mi hanno riferito che l'altro giorno le Iene chiedevano varie cose di 'cultura generale' a varie personalità: ebbene, un deputato di Forza Italia ha detto che il nuovo papa Ratzinger si chiama Bonifacio, e un altro paio non si ricordavano rispettivamente l'anno della scoperta dell'America, e l'anno della rivoluzione francese... sigh.