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2006/04/06

Abolire la tassa SIAE, lo chiedono i pirati... no, lo chiede (di nuovo) la BSA

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mberi" e "dafilip".

La tassa SIAE, altrimenti nota come "equo compenso", che grava in Italia e in quasi tutti gli altri paesi dell'Unione Europea su tutti i supporti vergini (CD, DVD, videocassette, memorie per fotocamere, eccetera), va abolita o perlomeno ridotta massicciamente. Lo chiede, stranamente, non il solito gruppo di cyberribelli e di fondamentalisti della copia a scrocco, ma la Business Software Alliance, ossia gente che di mestiere persegue chi copia a scrocco il software.

Non è la prima volta che la BSA se la prende con questa tassa. Lo aveva già fatto a ottobre 2005. Stavolta, però, torna alla carica in compagnia di altre organizzazioni di settore: come riferiscono The Register e Punto Informatico, la richiesta di abolire le imposizioni sui supporti viene fatta dalla BSA in coro con lo European American Business Council (EABC), la European Digital Media Association (EDiMA), la European Information and Communications Technology and Consumer Electronics Association (EICTA) e la Recording-media Industry Association of Europe (RIAE), cugina per vocazione e per assonanza della famigerata RIAA che va in giro a dire agli studenti di mollare gli studi e andare a lavorare per pagare le ammende per aver forse copiato musica illecitamente.

Quest'armata Brancaleone di sigle, riunite sotto l'ulteriore acronimo di CLRA (Copyright Levies Reform Alliance), ha detto nel suo comunicato stampa (PDF) che le tasse sui supporti vergini sono "inique, indiscriminate" e "sproporzionate". Ma va'?

A supporto della propria tesi, la CLRA ha pubblicato uno studio sull'impatto economico di questo "equo compenso", condotto su nove paesi dell'UE (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna e Svezia) scelti fra quelli che tassano i supporti vergini.

Secondo questo studio, i governi di questi paesi incamerano sempre più soldi con quest'iniquità: dai 545 milioni di euro nel 2001 a circa 1570 milioni di euro nel 2006. Si stima che nel 2009 queste tassazioni frutteranno 2120 milioni di euro. Questi soldi, in teoria, vengono girati agli artisti, per cui in sostanza la pirateria (che ha comunque bisogno di supporti) dà loro da mangiare. E allora perché si lamentano?

I sistemi anticopia, dicono BSA e soci, rendono meno facile la duplicazione abusiva e quindi la tassa va ridotta in proporzione. I consumatori, per esempio, adesso pagano la tassa due volte: una quando comprano un brano online e una quando comprano un CD sul quale masterizzarlo. La pagano, aggiungo io, anche quando registrano su quel CD le proprie foto. Castigo senza delitto.

Oltretutto, nota la CLRA, la direttiva europea sul diritto d'autore, la EUCD, che prescrive che l'equo compenso cali man mano che aumentano i sistemi anticopia, viene largamente ignorata. Gli stati incassano e fanno finta di niente. E il meccanismo di distribuzione degli introiti è talmente distorto e incancrenito che i soldi dell'equo compenso vanno agli artisti che sono già ricchi. La SIAE è Robin Hood alla rovescia. Un mostro in calzamaglia.

Ma quest'avidità ha un prezzo, ed è per questo che BSA e soci si lamentano. Punto Informatico, per esempio, nota che un'azienda italiana del settore ha chiuso il proprio stabilimento, messa in ginocchio dalle eccessive tasse SIAE perché i consumatori si sono fatti furbi, pungolati oltretutto dalla palese ingiustizia di essere tassati anche quando masterizzano i propri dati personali, e sono andati all'estero a comperare CD e DVD vergini a pacchi.

Gli unici paesi UE che non tassano i supporti vergini sono il Regno Unito, l'Irlanda, il Lussemburgo, Cipro e Malta. Ora sapete dove andare a fare acquisti (anche via Internet).

Se volete saperne di più, sul sito della RIAE trovate dei PDF che contengono le mappe della tassazione dei supporti e dei dispositivi di registrazione nell'UE.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Se questo articolo fosse stato su Slashdot, avresti avuto zilioni di battutacce su "evvai, allora metà della gente qui dentro non pagherà più le tasse!". Qui siamo meno nerd, perciò mi astengo ;-)

Anonimo ha detto...

Mi viene oltre a tutto da pensare che ormai chi "scarica" musica di supporti mica ne fa più tanto uso. Mette lì un HD da 250GB e quando vuole sposta i brani che gli va di ascoltare sul player. Risultato: penso ormai che i supporti venduti si usino soprattutto per scopi leciti (backup di archivi, foto etc.)
frnz

silvertree ha detto...

Aggiungo al commento precedente che se non si vuole pagare il diritto siae, basta andare in una qualsiasi fiera dell'elettronica dove c'è gente che vende cd e dvd (anche di marca) che ha acquistato in nero e quindi senza pagare la tassa siae e il gioco è fatto...

Hammer ha detto...

Paolo, credo che ti sia scappata una "o" al posto di uno "0".
Hai scritto "157o milioni di euro", ma immagino che fosse "1570 milioni".
....come vedi il tuo correttore ufficiale è sempre all'opera.
Ciao

Anonimo ha detto...

Lo chiede, stranamente, non il solito gruppo di cyberribelli e di fondamentalisti della copia a scrocco,

Lo chiede la Rosa nel Pugno :|

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie Hammer per la correzione!

Lo chiede la RnP? Non lo sapevo; sono davvero completamente dissociato dalla scena politica italiana. Non era a loro che mi riferivo, comunque :-)

Andrea Occhi ha detto...

Ci sono molti siti che permettono di acquistare supporti vergini fuori dall'italia (per esempio in germania), evitando quindi di pagare la (a mio parere odiosa) tassa sull'equo compenso...
In questo modo lo stato italiano non solo ci perde i soldi della tassa SIAE, ma anche l'IVA.
E poi, se pago l'equo compenso vuol dire che posso copiare i cd per copia privata e quindi i sistemi anticopia sono illegali. Se invece sono legali, e mi impediscono di fare la copia privata, è ingiusto l'equo compenso (pagato per una cosa che non posso fare)...

un musicista ha detto...

Verra' l'ora, verra' l'ora anche per la SIAE. Spero solo che questo baraccone inutile finisca in rovina, distrutto, non so che altro dire. Abbatterne la sede e farci sale prove.

blu-flame ha detto...

La bsa chiede la revoca della tassa perche' non va in tasca loro la parte di equo compenso che, a parer loro, gli spetterebbe!
Forzando in questa maniera probabilmente spererebbe che una parte, chesso' il 10%, venga dirottato in tasca loro.
Dal loro punto di vista hanno ragione, dal mio un po' meno....

E' il ragionamento del taxi: in 3/4 di mondo ha un costo sopportabile: a Milano in certi orari non trovi un taxi neppure a piangere, ma non ti conviene, le lacrime ti serviranno per il conto.
Il risultato di limitare le licenze, una casta protetta.

Lo stesso e' capitato con i dischi: avete provato a richiedere una licenza? in realta' sono 3 e neppure loro (la siae) sanno dovecomequando...

Bye
Claudio

Anonimo ha detto...

Beh, baraccone inutile no, perché se scrivi un brano e non lo registri alla SIAE un altro te lo può "rubare" e incassarci anche i diritti se lo eseguono. Ma ingiustizie verso i fruitori come l'equo compenso se le potrebbero risparmiare.

Alex (a.k.a. ADBlues) ha detto...

Non è vero che se non registri la tua creazione alla SIAE te la possono rubare.
Basta potere essere in grado di dimostrare la paternità dell'opera in un contesto temporale certificato.
Ossia, per esempio, puoi andare da un notaio e depositargli copia della tua creazione, addirittura basterebbe andare dall'ufficiale comunale o in questura per fare datare ufficialmente una copia del tuo lavoro (per esempio il testo di una canzone).
Questo atto (ufficiale) daterà la paternità della tua opera e sarà vincolante in qualsiasi tribunale nel caso qualcuno "rubi" la tua creazione e ne rivendichi la paternità in una data successiva.

La SIAE ti aiuta per esempio a riscuotere i diritti d'autore sulla tua creazione ma non è assolutamente l'unico mezzo a disposizione per tutelare le "opere dell'ingegno".

Anonimo ha detto...

dell'eliminazione dell' equo compendo all'interno del programma della Rosa Nel Pugno non ne vedo traccia (beh, c'è l'eliminazione della SIAE!!). Noto però che però presentano dei punti parecchio interessanti sulla materia:

(...)

- delega al governo per la messa in rete di atti e attività istituzionali. Norme in materia di trasparenza degli atti comunali e istituzione dell’albo pretorio telematico;

- elaborazione di progetti nazionali e partecipazione a progetti internazionali per la digitalizzazione di archivi e biblioteche;

- il materiale pubblico – inclusi gli archivi istituzionali e della RAI - deve essere liberamente divulgabile (licenze creative commons o similari ) e i lavori istituzionali accessibili anche in modalità peer-to-peer;

- “libertà di parola”: investimenti e iniziative di adeguamento normativo per mettere a disposizione gratuitamente strumenti e tecnologie che aiutino i disabili nella comunicazione e nell’acquisizione e produzione di informazioni; aggiornamento della base di dati relativa alle strumentazioni informatiche e investimenti per mettere a disposizione gratuitamente le nuove tecnologie relative all’ausilio per i disabili;

- libertà di lettura: garantire la disponibilità dei libri in versione digitale per disabili e non vedenti;

- libertà in rete: abolizione della legge Urbani sulla criminalizzazione del peer-to-peer;

- no alla brevettabilità del software, sul quale comunque può essere fatto valere il diritto d’autore;

- libera conoscenza e creatività: abolizione della SIAE e ridefinizione paritaria del ruolo di autori; ed editori nella politica di gestione dei diritti sulle opere dell’ingegno e riduzione a 20 anni dei tempi dei diritti d'autore;

- adozione dei principi della “dichiarazione di Messina” e della “dichiarazione di Berlino” sull’accesso aperto alla letteratura scientifica e ai risultati della ricerca scientifica finanziata con denaro pubblico.

link: http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/punti_di_fiuggi

e nel loro wiki parlano pure di formati aperti:
http://www.rosanelpugno.it/wiki/index.php/Come_convincere_le_persone_e_i_militanti_della_RnP_a_usare_formati_aperti

ciao
Andrea

Anonimo ha detto...

Il problema, e non riguarda solo la tassa siae, e che molti fanno finta di battersi per giuste cause (difendere il diritto d'autore in questo caso) con il solo scopo invece di mettersi loro in tasca i soldi.