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2009/01/16

Incidente aereo, utente Twitter batte i media

Il futuro del giornalismo è arrivato, chi non è pronto scenda adesso


Un Airbus A320 della US Airways è caduto nel fiume Hudson, a New York, poche ore fa. A quanto pare, tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio sono vivi.

Il primo a pubblicare una foto dell'incidente è un privato cittadino, Janis Krums, che usa il suo iPhone mentre è su uno dei battelli che si dirige verso l'aereo caduto e posta immediatamente la foto su Twitter.



Questo è il potere di Internet. Giornalisti, imparate a usarlo, o sarete utili quanto una bicicletta è utile a un pesce.

Aggiornamento


Ecco il pilota che è riuscito a fare quello che pochissimi possono vantarsi di aver fatto: ammarare con un aereo di linea e portare a casa tutti i passeggeri. Si chiama Chesley B. "Sully" Sullenberger III, ha 57 anni, è pilota della US Airways dal 1980 e ha sei anni d'esperienza come pilota di caccia per l'USAF oltre che come istruttore militare.

E' stato l'ultimo a uscire dall'aereo, dopo essersi assicurato, percorrendo due volte il corridoio centrale della cabina passeggeri, che non ci fosse più nessuno a bordo.

Maggiori dettagli, incluso il suo CV e il suo indirizzo di e-mail per mandargli i vostri complimenti, presso The Smoking Gun.

Duos habet et bene pendentes.

40 commenti:

mogio ha detto...

Ma esistono ancora i giornalisti?

Luigi Rosa ha detto...

Chesley Sullenberger e' una persona VERAMENTE con le palle, come anche molti piloti che ogni giorno fanno in modo che non succeda nulla e non ci fanno accorgere di nulla anche quando devi atterrare con un fottuto "traverso" che sposta un A320 come se fosse un filo d'erba (successo il mese scorso a Napoli).

Mazzolator ha detto...

Paolo, forse dovremmo rifiutare il concetto di "battere sul tempo" a livello giornalistico.
I media tradizionali fanno gia' a gara a chi arriva primo col copy/paste, rendendo "perdente" chi esegue qualunque verifica.

Atena ha detto...

Certo che Chesley Sullenberger rispecchia perfettamente la figura di pilota di tenker chimici, ex pilota e istruttore militare, attualmente vola su A320, probabilmente nel tempo libero sparge sciechimiche. Immagino che Straker pubblicherà un video dell'incidente dicendo "vedete quel fumo strano che esce dai motori? Evidentemente si tratta di emissioni chimiche e poi è semplicemente impossibile che un pilota possa atterrare su un fiume senza distruggere un aereo, è logico che si tratta del collaudo di un tanker idrovolante!".
Scusate l'ironia di bassa levatura ma non ho resistito.

granita ha detto...

incredibile. Come si dice, uno a cui fumano le palle.
Far ammarare un aereo e salvare tutti e' cosa di cui vantarsi per epoche ...

Anonimo ha detto...

ma in realtà se non erro l'ammaraggio è una cosa che molto spesso si risolve senza disastri

cioè non è una manovra da film in cui hai una possibilità su 1000, ma una cosa regolarmente prevista e collaudata


senza togliere alla difficoltà di farlo davvero, e quando in più hai motori andati, 150 persone dietro e una città intorno...

lordalfa ha detto...

A dire il vero ritengo che la tempestività nel dare la notizia sia inversamente proporzionale alla correttezza della stessa.
Oggi, purtroppo, troppo spesso assistiamo a scene di notizialampo-smentita-smentitadellasmentita-ecc
Il giornalismo serio a mio avviso si prende tutto il tempo necessario per spiegare bene i fatti dopo aver indagato a fondo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Otello,

ma in realtà se non erro l'ammaraggio è una cosa che molto spesso si risolve senza disastri

Mi sa di no. Sapresti dirmi l'ultima volta che c'è stato un ammaraggio di un aereo di linea senza vittime?

Appunto :-)

Anonimo ha detto...

beh ti posso dare il database

http://aviation-safety.net/database/dblist.php?Event=REED



attenzione non voglio dire che è una passeggiata, ma solo di prepararsi che adesso come al solito sempbrerà che sia stato un caso e un miracolo, non il frutto della perizia e della preparazione di equipaggio e pilota

certo è molto rischiosa, è comunque un aereo che cade... ma a quanto so il rischio maggiore (come in questo caso) è l'acqua gelida, non tanto l'atterraggio sull'acqua


secondo il National Transportation Safety Board:

""Of the 179 ditchings we reviewed, only 22, or 12 percent, resulted in fatalities. Although survival rates vary by time of year and water-body type, the overall general aviation ditching survival rate is 88 percent. Yet, even that record is somewhat misleading; the potential ditching survival rate is actually a bit better.""

granita ha detto...

@otello:
beh io me la menerei da qui al 2047 comunque
:) per carita' non me ne intendo molto, ma considerando che un aereo decolla (pio' o meno) alla velocita' di 350 / 450 km/h direi che l'impatto con l'acqua deve essere ben calibrato e ritengo inoltre fosse gia' ad un'altitudine sufficiente per avere una velocita' anche superiore.

Non so tu, ma io mi sentirei un po' eroe ..
;)

Anonimo ha detto...

appunto, per questo vorrei dire che non è stata solo fortuna, caso, o una coincidenza: quel pilota ha scelto la cosa, ha attuato tutte le misure previste, ha controllato che ci fossero tutti, insomma una cosa da manuale

ed è un merito ancora maggiore!

meglio ancora che parlare di caso o miracolo, come se il pilota avesse avuto fortuna e basta...

Edoloz ha detto...

Ma... io non me ne intendo di aerei, ma credo che (senza nulla togliere alla perizia del pilota!!) sia una manovra da manuale...
Per dire, un mio amico sta facendo il brevetto da elicotterista e mi dice che una delle primissime cose che ti insegnano è come gestire un eventuale blocco motore (della serie che l'istruttore "a tradimento" "sgancia" il motore) e c'è una procedura apposita per cmq atterrare in tutta sicurezza, ovvero se non ho capito male sganciare una sorta di frizione e far "planare" con l'inerzia delle pale (o qlcs del genere...).
Credo che un ammaraggio è si una cosa difficile, soprattuto quando hai la responsabilità di tutti gli occupanti di un aereo, ma non impossibile...

granita ha detto...

@otello:

scusa quale parte del mio commento ti e' sfuggita ?

"incredibile. Come si dice, uno a cui fumano le palle.
Far ammarare un aereo e salvare tutti e' cosa di cui vantarsi per epoche ... "

nessun miracolo. gli incidenti sono causati sempre da una serie di imprevisti , solitamente molteplici e la causa non e' quasi mai unica al contrario di quello che certi giornali strillano come 'colpa del pilota', oppure 'avverse condizioni del tempo'. Allo stesso modo concordo con te pero' che la riuscita di un'operazione di ammaraggio e' il prodotto della preparazione tecnica e non, di tutto l'equipaggio a bordo. Ma non penso sia una cosa cosi' comune come tu credi, nonostante quell'88% che hai citato.
Come Paolo ti ha chiesto, ricordi forse qualche evento simile in cui ci siano stati anche solo alcuni superstiti ?

cordialmente

Anonimo ha detto...

probabilmente quella che è sfuggita, a seguito di QUESTA parte:

""ma solo di prepararsi che adesso come al solito sempbrerà che sia stato un caso e un miracolo, non il frutto della perizia e della preparazione di equipaggio e pilota""

è il fatto che quel sembrerà si riferirà alla solita imprecisione e sensazionalismo di quando la notizia arriverà sui media italiani
ho notato spesso non brillano per precisione in questi campi :)

per questo ho detto di "prepararsi a" e non "dissento da quello che diciamo qui" :P

Anonimo ha detto...

""Ma non penso sia una cosa cosi' comune come tu credi, nonostante quell'88% che hai citato.""

tu non penso, io non credo

però come ci insegna Paolo spesso non è questione di pensare o credere, ma di controllare i dati che non conosciamo: una indagine dell'ente nazionale del trasporto dice questo.

anche io pensavo che andare in acqua equivalesse a disintegrarsi, ma se le statistiche dicono che nell'88% dei casi la cosa non è così distruttiva, ho dovuto variare quello che pensavo

... che è il classico e primo pensiero di chi ha paura di volare, ammetto


certo è enormemente diverso riuscire a fare 0 vittime, farne poche o farle tutte. poche è meglio di tutte ma parliamo comunque di una disgrazia
riuscire a fare tutto insieme e ANCHE 0 vittime ti porta giustamente ad essere definito come "uomo con le palle che fumano"

Anonimo ha detto...

(...aggiungendo che in mezzo al fiume trovi anche ponti e traghetti)

Slowly ha detto...

"ma in realtà se non erro l'ammaraggio è una cosa che molto spesso si risolve senza disastri
cioè non è una manovra da film in cui hai una possibilità su 1000, ma una cosa regolarmente prevista e collaudata
senza togliere alla difficoltà di farlo davvero, e quando in più hai motori andati, 150 persone dietro e una città intorno..."

No.
Ammarare è dannatamente difficile, oggi come ieri. E' previsto poichè prevedibile, ma non è una tecnica, per ovvi motivi, poi così collaudata. Farlo in uno spechio d'acqua è più agevole certo, ma nulla di facile.
Indiscutibilmente l'Equipaggio è stato bravissimo, ma è quello che dopotutto avrebbe fatto, senza eroismi, qualunque altro ppilota di 320 con una media esperienza.
;)
(L'ammaragio non fa nemmeno parte della parte addestrativa via SIM)

Anonimo ha detto...

""Indiscutibilmente l'Equipaggio è stato bravissimo, ma è quello che dopotutto avrebbe fatto, senza eroismi, qualunque altro ppilota di 320 con una media esperienza.""

appunto
prima o poi anche sulla stampa riconosceremo che i piloti e gli assistenti fanno altro rispetto che partire e arrivare :)

probabilmente il fatto che il pilota sia ex-militare aiuta?

Anonimo ha detto...

aggiungo due righe per evitare di travisare tutta la discussione sopra

non intendo dire che il pilota non è stato bravo, che sia semplice, che sia normale ecc

non mi piace questa tendenza di descrivere le cose (parlo di notizie, tg, stampa italiana) cercando sempre la frase ad effetto togliendo meriti o spiegazioni, ho in mente l'episodio a londra, se succede qualcosa colpa del pilota se no miracolo...

è diverso mettere giù la cosa come se il pilota, accortosi dei motori spenti, si sia alzato dal sedile e abbia incrociato le braccia: allora è un miracolo che l'aereo sia atterrato senza vittime

ma se ha fatto tutta la procedura ed è riuscito ad atterrare su un fiume (cittadino), a motori andati, beh più che miracolo è tecnica, preparazione, o il discorso tecnico delle palle di prima :PPPP
la fortuna aiuta ma anche se io fossi stato un tipo molto, molto fortunato, non credo sarei a galla :)


si capisce meglio? :)

Slowly ha detto...

"appunto
prima o poi anche sulla stampa riconosceremo che i piloti e gli assistenti fanno altro rispetto che partire e arrivare :)

probabilmente il fatto che il pilota sia ex-militare aiuta?"

Ah sicuro. E ammarare col 320 t'assicuro che è dannatamente difficile. La parte "rosea" della vicenda, oltre che un buon pilota (ma sono in due, il Primo Ufficiale non credo sia rimasto a guardare...), è che è accaduto in decollo.
In atterraggio sarebbe stato decisamente più complesso per via di un differente assetto più duro da domare, (vedi RyanAir atterraggio molto bruscamente a Ciampino qualche mese fa, sempre per bird strike).

Il fatto che il pilota è un ex militare non cambia assolutamente niente.

Slowly ha detto...

"non mi piace questa tendenza di descrivere le cose (parlo di notizie, tg, stampa italiana) cercando sempre la frase ad effetto togliendo meriti o spiegazioni, ho in mente l'episodio a londra, se succede qualcosa colpa del pilota se no miracolo..."

Anche perchè poi si danno meriti a chi invece il brevetto dovrebbe essere stracciato. Tipo quel simil atterraggio crucco con vento al traverso...
Va Bé, lasciamo perdere che ancora mi viene il nervoso.

Per il resto quello che dici è vero.

Filippo ha detto...

Mi viene spontanea una domanda forse banale: possibile che con la tecnologia attuale non ci sia un modo per evitare il "bird strike", che altro non è che qualche uccellazzo del malaugurio che svolazza tra le pelotas??? :-)

Anonimo ha detto...

se sono tanti secondo me poco da fare...

ah, leggo già i primi titoli:
AEREO PAZZO CADE NEL FIUME

non scherzo :)

anche la differenza tra cadere nel fiume e fare una manovra di ammaraggio rientra nel discorso che facevo prima...

Slowly ha detto...

Temo di no.
Sono troppi, sono ovunque (come del resto è giusto che sia, beninteso).
Il miglior rimedio, ancora oggi, sono i Falconieri, ma sono molto rari.
Mettere protezioni ai motori, come paventato, è totalmente fuori luogo per motivi di resa.
Anche perchè prima o poi, sarà la stesa protezione a rompersi per l'impatto e a essere ingerita.

L'unica è un bella suonata di clacson tipo treno! Eh eh! :D

Rodri ha detto...

@Lordalfa

A dire il vero ritengo che la tempestività nel dare la notizia sia inversamente proporzionale alla correttezza della stessa.

Dipende da come vien data.
In questo caso l'informazione oltre che essere tempestiva è stata anche corretta, infatti cosa mai poteva dare informazioni più precise di quell'immagine?

- aereo civile in acqua
- localizzazione
- passeggeri in fase di salvataggio

È un caso diverso da quei giornalisti che lanciano una notizia senza aver visto nulla dell'accaduto (ed è QUESTO genere di casi al quale siamo abituati).

Dan ha detto...

Difficile direi Filippo... stiamo parlando di uccelli che si infilano nei reattori, ovvero aperture belle grandi e che risucchiano aria a ritmi mosturosi, se incautamente ci passeggiasse una persona davanti risucchierebbe anche quella. Non è che ci puoi mettere una grata o qualcosa del genere. Infatti la tendenza è di cercare di costruire turbine che resistano anche in caso di bird strike o ingestione di altri corpi estranei, o massicce quantità d'acqua ecc.

Quanto al pilota, per citare un film "è un tizio con due palle d'acciaio che fumano". Non dico che un ammaraggio sia morte certa senza l'intervento di Sant'Antonio, ma anche se prevista è comunque una manovra che richiede una bella abilità e professionalità per essere completata in maniera così pulita, salvando tutti i passeggeri.

"..e c'è una procedura apposita per cmq atterrare in tutta sicurezza, ovvero se non ho capito male sganciare una sorta di frizione e far "planare" con l'inerzia delle pale (o qlcs del genere...)"
E' la cosiddetta autorotazione. Fortunatamente se il motore si ferma gli elicotteri non vengono giù di botto stile Looney Toons, ma possono sfruttare la discesa per far comunque girare il rotore e generare quel po' di frenata e portanza che rallenta la discesa e ti salva la pelle.

(beh, almeno su il sole24ore online sono equi, hanno titolato "Il pilota fa il miracolo"... almeno hanno dato a Cesare quel che è di Cesare)

mogio ha detto...

"..e c'è una procedura apposita per cmq atterrare in tutta sicurezza, ovvero se non ho capito male sganciare una sorta di frizione e far "planare" con l'inerzia delle pale (o qlcs del genere...)"

Non propio in tutta sicurezza ma aumenta di molto le "chance" di soppravivenza.

Il fatto che il pilota è un ex militare non cambia assolutamente niente.

Non ne sarei così sicuro, i piloti militari hanno un istruzione al volo molto superiore ad un pilota civile, per questo sono molto ambiti in campo civile.

Slowly ha detto...

Motogio
"Non ne sarei così sicuro, i piloti militari hanno un istruzione al volo molto superiore ad un pilota civile, per questo sono molto ambiti in campo civile."

Il riferimento a quello che dicevo è presto fatto:
su un aereo civile, molto "limitato" nei confronti di un aereo militare e con una evidente avaria ai motori che ne compromette anche la parte idraulica, le chance sono poche, hai due/tre ipotesi su che fare.
Il 320 resta un 320, e tu a quello resti addestrato. Un non militare non avrebbe fatto nulla di meno di quanto già fatto.
Sono aerei talmente diversi tra loro che si può dire si riparta da zero, per ovvi motivi dinamici e comportamentali, anche a parità di condizioni.
Non è nemmeno vero che l'istruzione al volo di un Militare sia superiore a un pilota civile.
Semmai è esattamente identica, cambiaerà, in un dato momento, il tipo di distintivo e il numero di persone sedute dietro.

Sarebbe come dire che Kakà sarà un ottimo cestista poiché è stato un ottimo calciatore.
Sono due sport si, di squadra anche, ma colpletamente diversi per procedure, mezzi, tipo di conduzione e SOPRATTUTTO Human Factor, che nel campo militare è totalmente diverso, talvolta persino assente in aerei monoposto!
Spesso è infatti persino "difficle" la conversione, proprio perchè in civile c'è una squadra, di due piloti, che devono lavorare congiuntamente. In militare spesso no.

La carriera civile è una naturale continuazione, ma non porta nessun tipo di vantaggio, tantomeno se parliamo di quesitoni puramente di "manico".

;D

granita ha detto...

"..e c'è una procedura apposita per cmq atterrare in tutta sicurezza, ovvero se non ho capito male sganciare una sorta di frizione e far "planare" con l'inerzia delle pale (o qlcs del genere...)"


si ma anche in condizioni normali gli aerei atterrano praticamente in folle, senza spinta.
La differenza e' che se i motori funzionano puoi frenare e rallentare la discesa, senza motori ( che tra l'altro generano energia elettrica anche per la strumentazione di bordo e l'idraulica ) sei praticamente senza freni e l'acqua a quelle velocita' fa abbstanza male al velivolo se non ci si 'appoggia' con le dovute maniere.
;)
Rimango comunque del mio avviso, e che una cosa del genere non e' cosi' consueta, e personalmente ricordo pochi casi in cui in seguito ad un ammaraggio ci sino stati anche soltanto pochi supersititi.



regards

Slowly ha detto...

La differenza in quel caso è data dall'autorotazione, lo stesso fenomeno che accusa una foglia che cade, tanto per capirci.
In ogni caso prendi una gran sberla.
Con ali fisse è tutta un'altra storia, se non hai una data velocità non hai portanza, e se non hai portanza le ali servono come il sale accanto a un caffé.
Occhio però che coi motori non si frena, anche nella fase immediatamente precedente il touchdown i motori non sono al minimo: bisogna vincere la resistenza introdotta dai flap e dai carrelli!
Si frena con gli aerofreni, che poi non solo altro che gli spoiler "aperti un tot" per rompere i flussi alari e rallentare.
Durante la fase di decelerazione si, i motori li si usa anche per frenare, ma solo per effetto degli attuatori dei reverse, che riconvogliano il getto d'aria in avanti.
Non a caso durante un atterraggio sentite i motori abbattersi pochi istanti prima del tocco sulla pista, tipicamente nella flare, quando alza il muso per toccare prima i centrali, e poco dopo tornare su, quasi a potenza di decollo, ma con il flusso invertito dalle gondole dei reverse.
Il problema dell'ingestione è proprio non avere spinta e rischiare lo stallo più che imminentemente, proprio come il Ryan di Ciampino.
Anche perchè per ovvi motivi di altitudine dei volatili, avviene sempre o poco prima dell'atterraggio o poco dopo il decollo, quando vai "piano" e soprattutto non hai quota sotto per una discesa ripida atta a riprendere velocità.
Ecco perchè ha dovuto prendere la via del fiume senza possibilità di tornare all'apt.
Non poteva fare altro.
Per fortuna, l'unica opzione possibile, l'ha portata a termine più che adeguatamente.

Unknown ha detto...

riflettete gente sul perche non è possibile fare lo stesso per Gaza?

ONU: avete bombardato i nostri palazzi e ospedali
IDF: ci sparavano contro
ONU: era solo gente inerme
IDF: non è vero, erano terroristi

mogio ha detto...

@Paolo attivissimo

Un refuso:

ammarare con un aereo di linea ...nel fiume

Si ammara nel mare come si atterra sulla terra o si alluna sulla luna, nel fiume è affiumare :)

Peccato che non esista, era carina.

Francesco Graniglia ha detto...

Un uomo, un eroe.

Francesco Graniglia ha detto...

Vorrei aggiungere una cosa.
E' vero che è una manovra da manuale, ma quanti piloti sono riusciti con questa "manovra da manuale" a salvare TUTTI i passeggeri?

T. Fulvio ha detto...

Ho appreso che il pilota è anche un volovelista (pilota d'aliante ) La cosa mi rende orgoglioso.
@otello... conosco pochissimi ammaraggi che si siano conclusi cosi.
In ogni caso nella storia esempi di piloti con le @@ ne esistono.
Cercate in rete jimmi glidere... un 707 che con tutti e quattro i motori spenti atterro in aun aeroporto dove si stava svolgendo una gara automobilistica. Oppure anni fa un A320 con entrambi i motori piantati (tutto nacque da una rondella montata al contrario ed un errore nel manuale di volo) atterro di notte su un isola in mezzo all'atlantico in un aeroporto abbandonato.... insomma alle volte c'è il fattore C ma anche la professionalità ci mette del suo.

Slowly ha detto...

Bé Orso, tutti i giorni valorosi piloti atterrano a Reggio! Non ne parliamo???

O_O

:D

Andrea Sacchini ha detto...

Cosa dite, visto che il nostro eroe è raggiungibile via e-mail proviamo a chiedergli cosa ne pensa delle scie chimiche?

:-)

Andrea Sacchini ha detto...

Non so se siano i primi, ma volevo segnalare che SkyTg 24 ha appena messo online il video che mostra l'attimo dell'ammaraggio.

E volevo anche segnalare questa ricostruzione grafica del NYT, che la dice lunga sulla differenza tra il loro giornalismo online e il nostro.

Alejandro ha detto...

Vorrei precisare che Chesley B. "Sully" Sullenberger III è stato, sinora, l'unico ad aver portato a compimento un ammaraggio del genere, prima d'ora provato solo con il simulatore.

g.f. ha detto...

Volevo segnalare quest'articolo di Brian Dunning, pubblicato oggi su Skepticblog.

The US Airways Hudson River Conspirancy.
http://tinyurl.com/cnapg2

buona lettura!