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2009/01/13

Usi Google? Sei un inquinatore

Fisico di Boston: due Googlate inquinano come farsi un bollitore di té


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell'autore.

Ne prendo nota con sconforto perché mi sa che questa storia tornerà a farsi sentire. Ansa.it, riferisce che secondo "Alex Wissner-Gross, fisico della Harvard University di Boston", usare Google è nocivo all'ambiente: "due ricerche producono tante emissioni quante quelle prodotte dal consumo di corrente di un bollitore elettrico per il tè, ovvero 7 grammi di CO2 a ricerca."

Interessante, ma attenzione a non pensare che si possa salvare il mondo smettendo di Googlare (o di bere il té). Tanto per cominciare, Google dice alla BBC che i conti del fisico sono sballati e dichiara una cifra di 0,2 grammi di CO2 a ricerca. Poi c'è da considerare che il fisico stesso dice di arrivare a quel dato tenendo conto dei consumi di energia del terminale dell'utente (quanto consuma il vostro vecchio PC, magari con monitor catodico?), sui quali Google non ha alcun potere.

L'errore concettuale di questo genere di notizie è fornirle senza termini di paragone, o con termini di paragone stupidi (che razza di unità di misura è "un bollitore elettrico per il tè"?). Una rapida googlata (oddio, sono un inquinatore!) mi dice che una persona produce circa 900 grammi di CO2 al giorno semplicemente respirando. L'equivalente di 128 ricerche su Google, secondo le stime del fisico.

Mi preoccupa un po' questo nuovo luddismo mirato contro l'informatica, che cerca di sembrare probo e rispettabile imbellettandosi con una patina di ecologismo di facciata. E' molto più facile prendersela con l'informatica, perché per molta gente è roba incomprensibile, che prendersela per esempio con l'automobile: persino una Prius produce oltre 100 grammi di CO2 al chilometro (dati dell'ente di omologazione britannico).

Da dove vogliamo cominciare, se vogliamo veramente salvare il mondo? Dalle googlate o dall'uso spesso sconsiderato dell'automobile?

71 commenti:

Anonimo ha detto...

certo facile prendersela con i computer, meno facile pensare a COSA serve internet, e quale sarebbe l'alternativa


quindi evito di fare una ricerca su google e uso i buoni vecchi metodi: scendo, accendo l'auto per un po' (oggi è gelato), prendo la macchina mi faccio i miei km di traffico e vado a cercare negozio per negozio l'informazione che mi serve

così ho risparmiato i "7 grammi 7" di google

demenziale :)

altrimenti prendo l'aereo vado a fare una comoda riunione negli states, per non dover usare un terribile inquinatore come il computer :P

Pippolillo ha detto...

Forse sarebbe meglio, oltre che a usare meno l'auto, mangiare meno carne, ci farebbe meglio alla salute e si risparmierebbero moltissime emissioni in atmosfera, almeno secondo questo articolo di REPUBBLICA che riprende un invito addirittura dell'ONU.

Jacopo ha detto...

Scusa ma perché università di Boston? Dal CV del tizio parrebbe proprio che lavori alla Harvard University di Cambridge. Certo, questo (e l'essersi laureato al MIT) non gli impediscono di dire scemenze.

motogio ha detto...

Ciao Paolo, ho letto un trafiletto sul giornale di oggi (Corriere del Ticino) che parla dello stessa tema, con un`aggiuntà. Come complemento al tuo articolo mi permetto di riportarla (spero di non violare il copyright):

Un recente studio ha stimato che l'intero settore informatico, globalmente, è responsabile di un quantitativo di emissioni di gas serra pari a tutte le linee aeree mondiali messe assieme

Naturalmente non c'è nessun riferimento a chi ha eseguito lo studio e a come sia giunto a queste conclusioni.

:(

Avion ha detto...

Da oggi, chi usa Google dallo smartphone mentre è in auto sarà marchiato nemico dell'umanità.

Michele/ENERGIA ha detto...

Chi ha scritto l'articolo ha fatto un po' di confusione geografica.

Cambrige è una città nel Regno Unito, ma è anche una località vicino Boston. Il problema è che molte città americane copiano i nomi di molte città straniere, in particolare britanniche.

L' Università di Harvard si trova a Boston (Massachusetts, Stati Uniti d'America).

Quindi differenziare Boston dal Massachusetts o da Cambrige, è come chiedersi se "Milano 2" è in Lombardia.
Boston è la più importante città del Massachusetts ed è sede di Harward e del MIT (che semplicemente è l'acronimo di Massachusetts Institute of Tecnology)

http://it.wikipedia.org/wiki/Harvard_University

Robert ha detto...

Quest'articolo mi fa venir in mente una frase:

"Stavo di pattuglia sul mio platano preferito, quando notai nell'aria come un miscuglio di anidride carbonica ed ossigeno, e questo mi insospettì ma di brutto brutto brutto"

nicola ha detto...

Caro Paolo,
è proprio vero, ci si dimentica i termini di paragone.

Ognuno faccia i suoi conti, di quanta CO2 ha risparmiato con il telelavoro, una videoconferenza o una ricerca in archivi (immensi) lontani migliaia di chilometri da casa e disponibili (quasi) ovunque nel mondo.

Detto questo, non vuol dire che non esista il problema degli sprechi energetici nel mondo IT. Esistono eccome, ma l'approccio di questo ricercatore non ci porta verso un mondo migliore. Ci porta solo a 100 anni fa.

ciao
nicola.

Paolo Attivissimo ha detto...

Jacopo,

Dal CV del tizio parrebbe proprio che lavori alla Harvard University di Cambridge

Esatto, e io avevo scritto erroneamente che era un'altra Harvard. Poi mi sono svegliato grazie alle segnalazioni dei lettori e mi sono reso conto che Cambridge sta a Boston e che la Harvard del fisico è _quella_ Harvard.


Motogio,

ho visto anch'io quel dato in un libro sull'informatica sostenibile, ma non posso prenderlo per controllarlo in questo momento.

Mat ha detto...

Mi trovi in pieno accordo, vorrei però solo fare una precisazione: i 900g di CO2 prodotti respirando fanno parte del ciclo naturale del carbonio (aria -> fotosisntesi -> piante -> erbivori -> animali -> respirazione -> aria), quindi fanno parte del semplice equilibrio dinamico.
La CO2 prodotta googlando, o da un bollitore di tè, etc, proviene dall'elettricità, che in ultima analisi proviene da carbone e petrolio. Non sappiamo quali sono le condizioni geologiche che hanno portato alla formazione di questi giacimenti né, soprattutto, siamo in grado di dire se si ripeteranno in futuro; di certo, ci vorrebbero milioni di anni e il ritmo a cui le stiamo consumando e ri-immettendo nell'atmosfera (riportando quindi l'atmosfera a com'era milioni di anni fa) è di gran lunga più rapido e spinto di quello a cui tali depositi si sono formati; quindi per quella CO2 non si può parlare di equilibrio dinamico naturale.
In definitiva: vada bene confrontare numericamente i 900g con i 7g, ma solo per confrontare gli ordini di grandezza: gli impatti che hanno, infatti, hanno pesi completamente diversi. Voglio dire, (assumendo che i numeri siano giusti) se 900 / 7 fa circa 128, non significa che servano 128 ricerche su google per avere lo stesso impatto della respirazione, perché l'impatto effettivo della respirazione è zero, quello effettivo della ricerca su google è quello che è, in quanto a senso unico.
Ciò non toglie il confronto con le auto, che invece producono CO2 anch'esse a senso unico, ma soprattutto con gli attuali sistemi di produzione elettrica. Perché chi emette CO2 non è google, ma le centrali elettriche che usano lo stesso sistema (solo un po' più evoluto) che si usava nell'800 con la rivoluzione industriale: carbone. Quindi (riferito all'autore, non a Paolo) non spostiamo la questione.

Mr. Francis ha detto...

Solite cavolate...

P.s.: Paolo, nella frase "Mi proccupa un po' questo nuovo luddismo mirato contro l'informatica, che cerca di sembrare probo e rispettabile imbellettandosi con una patina di ecologismo di facciata." devi correggere il PROCCUPA.

Paolo Attivissimo ha detto...

Mat,

non ho capito perché le piante dovrebbero fare distinzione fra CO2 prodotta dalla respirazione e CO2 prodotta da Google o da un'auto. La CO2 è CO2.

Non mi sembra corretto il concetto che "l'impatto effettivo della respirazione è zero". Dipende quanta gente respira. Sei miliardi di persone che respirano nel 2008 non hanno lo stesso impatto ambientale di 100.000 nomadi nella preistoria. Attenzione a non cadere nel mito dell'equilibrio naturale. La natura non è in equilibrio magico: è un sistema altamente variabile. Se così non fosse, ci sarebbero ancora in giro i dinosauri (e gli scoiattoli rossi).

delio ha detto...

l'errore su harvard l'hanno già notato in parecchi. mi limito a segnalare che cambridge è sostanzialmente un quartiere di boston - piú precisamente, la metà di boston al di là del fiume charles. per altro, per rendersene conto bastava dare uno sguardo all'indirizzo e-mail del tizio, linkato nello stesso post.

per quanto mi riguarda, dubito che si tratti di luddismo - trattandosi di un ricercatore laureato all'mit in ingegneria elettrica, poi. mi sembra piú credibile che si tratti di una critica, piú o meno velata, rivolta a google, che è da sempre poco chiara riguardo all'impatto ambientale dei loro cluster di computer (oltre al fatto che, se ben ricordo una vecchia intervista, la loro politica è quella di comprare un sacco di piccoli computer poco potenti e di basso prezzo e di usarli finché non si rompono, poi sostituirli). quest'articolo del times
http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/article5489134.ece
mi sembra abbracci decisamente quest'interpretazione.

Dan ha detto...

"..mangiare meno carne, ci farebbe meglio alla salute e si risparmierebbero moltissime emissioni in atmosfera.."
"Un recente studio ha stimato che l'intero settore informatico, globalmente, è responsabile di un quantitativo di emissioni di gas serra pari a tutte le linee aeree mondiali messe assieme"
mmh... sento puzza di boiata giornalistica...
Non vorrei sembrare di parte, ma come nel paragone tra googlata e passeggiatina in auto mi sembra che ci siano dei colpevoli un po' più consistenti a cui dare la caccia per le emissioni di CO2 prima dei PC del settore IT. Certo ci sono anche imprese con cluster servers come Google, o palazzi di uffici che tengono inutilmente accesi metà dei loro PC da ufficio per tutta la notte, però...

Mat ha detto...

@ Paolo

Ovviamente sto semplificando.
La differenza è che se quei miliardi di persone non ci fossero, nè produrrebbero CO2 respirando, nè la "consumerebbero" mangiando piante (che quindi, venendo via via mangiate, vengono stimolate a riprodursi, succhiando CO2 dall'aria). Quindi quella prodotta (per unità di tempo) in meno sarebbe esattamente bilanciata da quella consumata (per unità di tempo) in meno. Questo assumendo che la popolazione media resti costante (cosa falsa, la mia è solo un'approssimazione di lavoro).
Anzi: miliardi di esseri viventi fungono da accumulatori di carbonio; se morissimo tutti, gran parte del carbonio che ci compone finirebbe, attraverso la decomposizione, di nuovo nell'aria; sarebbe però una produzione di CO2 "una tantum", nel senso che, una volta morti e decomposti tutti, ci sarebbe solo una piccola frazione costante in più di CO2 nell'aria.

Comunque i miei sono discorsi molto approssimati, è chiaro che le cose sono bel più complesse; ci tenevo però a far capire la differenza tra CO2 prodotta respirando e CO2 prodotta bruciando il carbone. Ho semplificato solo per redere più evidente questa differenza, non certamente per "barare" ;)

Come dici giustamente tu, la natura è estremamente variabile, ma questo non significa nemmeno che non esista equilibrio in natura. Dipende tutto dalle scale dei tempi e dall'ordine di grandezza delle fluttuazioni.

Mi spiego:
Nel giro di milioni di anni, le cose (composizione media dell'atmosfera, clima, etc. etc.) sulla terra cambiano, e cambiano parecchio! Ma nel giro di mille anni, in media, le cose restano praticamente identiche.
Attenzione che le variazioni non vanno confuse con le fluttuazioni: nel giro di mille anni le condizioni oscilleranno parecchio, ma sempre restando attorno a valori medi stabili sulla scala dei mille anni.

Mi preoccupa un po' il fatto che stiamo rilasciando in atmosfera in molto meno di mille anni la CO2 che è stata da essa sottratta in milioni di anni. Chiaramente la natura e la vita sopravviverà: è il suo mestiere ed è ben capace di adattarsi a variazioni così rapide. Ma noi e la maggior parte delle specie che conosciamo, che ci siamo evoluti in milioni di anni in un certo tipo di ambiente, che fine faremo?

Federica ha detto...

Scusate la mia ignoranza, ma nel momento in cui ho il computer acceso (che poi bisognerebbe anche distinguire tra fisso e laptop, perché i consumi sono diversi) non sto COMUNQUE utilizzando energia? E allora cosa cambia se lo tengo acceso per fissare lo schermo o faccio una ricerca su google? Non penso che aprire una pagina e fare una ricerca chieda poi così tante risorse al computer... a meno che non sia un 386!

E se uso il computer per giocare, allora? Di certo deve lavorare di più...
Come mai tale fisico non fa una crociata contro le playstation o, che ne so, contro i DVD? Penso che guardare un DVD richieda uno sforzo maggiore al mio computer che non una ricerca su google...

Ci preoccupiamo tanto dei computer ma, scusate... e quelli che passano tutto il giorno davanti alla TV? La TV (magari anche vecchia) consuma più del portatile eppure nessuno la demonizza.

Questa cosa del "non usate google" mi sembra tanto il classico ecologismo dell'ultima ora.

Come, del resto, il discorso del bollitore da tè: 7 grammi di CO2, OK, ma fa bollire l'acqua in un minuto. Quanto gas consumo, invece, per mettere su il pentolino?
A sto punto smettiamo tutti di mangiare: sapete quanta CO2 evitiamo di produrre?

L'ecologia va bene, ma la pazzia no.
Se vogliamo fare gli ecologisti sono altre le cose da cui partire, secondo me.

Paolo Attivissimo ha detto...

A sto punto smettiamo tutti di mangiare: sapete quanta CO2 evitiamo di produrre?

Non solo. Un effetto collaterale interessante è che dopo un tot di giorni senza mangiare, l'individuo muore e quindi smette di generare CO2. Anzi, restituisce il proprio carbonio all'ambiente.

In altre parole: non sei un Vero Ecologista se non ti suicidi :-)

Mat ha detto...

Quoto in pieno Federica

IceMat "Magelykun" ha detto...

sono rimasto un po' scandalizzato anche io quando ho letto la notizia (sul corriere mi pare)...come in tutte el cose, anche nel campo del risparmio di energia per non inquinare si sta oltrepassando il limite.
Magari questo fisico va in giro con un Suv che in 2 km inquina come le mie ricerche di google in 10 anni e d'inverno ha una temperatura dentr ocasa di 25° quando fuori fa -5...

Alfonso Maruccia, aka The King of Ghouls'n Ghosts ha detto...

>> vecchio tubo catodico

Ciao Paolo,

volevo farti notare che in realtà, stando a stime recenti, a consumare di più sono (in ordine) gli schermi al plasma, quelli LCD e alla fine si piazzano i CRT, che francamente continuo a preferire per certi usi perché la risoluzione fissa degli schermi ultra-piatti non mi garba neanche un pò :-P

http://punto-informatico.it/2521901/PI/News/ban-europeo-televisori-al-plasma.aspx
(P.S.Sono Kw/h e non watt come scritto nell'articolo...)


Saluti,

Alfonso
http://kingofgng.com/

Federico ha detto...

al di là della validità o meno della ricerca, e al di là della reale utilità di questa ricerca... ci sono delle considerazioni molto interessanti che secondo me vale la pena fare.

ad esempio si parla molto spesso di "uffici paperless", che in teoria dovrebbe salvaguardare l'ambiente: certo si risparmiano montagne di carta, alberi, cartucce inquinanti... però i datacenter consumano quantità enormi di elettricità, per i server e per i condizionatori, così come i client, i monitor, gli apparati di rete...

voglio dire, magari un ufficio paperless alla fine è davvero un ufficio più ecologico, però non è una cosa automatica, bisogna davvero valutare tutti gli aspetti!

Mattia Paoli ha detto...

Da dove vogliamo cominciare?

Dall'inquinamento provocato dagli allevamenti intensivi, ecco da dove.

Axel DominatoR ^^^ HC ha detto...

@Alfonso Maruccia:

Attenzione, li' si parla di *televisori* LCD, probabilmente intorno ai 40/50 pollici di dimensioni.

Un *monitor* LCD consuma decisamente meno di un monitor CRT e soprattutto fa meno male agli occhi.

Axel

lucky141 ha detto...

La soluzione è semplice: usare la versione di Google con lo sfondo nero. Adesso giro l'email a tutti i contatti della mia rubrica... :D

voglio dire, magari un ufficio paperless alla fine è davvero un ufficio più ecologico

L'ufficio paperless è una mera utopia: quando era fondamentale il pezzo di carta questo girava in poche copie gelosamente custodite.
Ora che tutto potrebbe (in teoria) girare solo in forma elettronica la facilità di andare sul menu File/Stampa porta allo spreco incontrollato.

skunk ha detto...

Mi chiedo chi commissioni certi studi, condannerei il tizio alla comparazione di quanto inquina (lui) andando a cagare.
Ovviamente considerando il porridge...

talpazzo ha detto...

Non so se è già stato linkato da qualcuno perché non ho approfondito l'argomento.
Ma mi è capitato tra le mani l'articolo fresco fresco sul Google Italia Blog.
Se qualcuno se lo fosse perso:
Dare energia alle ricerche su Google - 13 gennaio 2009 - ore 11.35

markogts ha detto...

Uff... un sacco di interventi interessanti.

Io penso che l'errore di base sia nel cercare un colpevole (che ovviamente non sarà mai "io" o "noi") "da dove cominciare". E se invece fosse il caso di fare di tutto? Migliorare le Prius E ridurre il consumo di carne E aumentare l'efficienza dei computer ecc ecc?

Se consideriamo il numero di computer in giro per il mondo, anche piccoli aumenti della loro efficienza energetica possono fare grandi differenze. Vista da un punto di vista meccanico-termodinamico, il computer è una macchina dal rendimento pessimo: consuma dai 150 ai 400 W senza muovere nulla. Giusto produce un po' di luce sullo schermo. Tutto il resto sono dissipiazioni nei circuiti elettronici, che producono del calore, assolutamente inutile al funzionamento. E su questo fronte finora è stato fatto molto poco.

Concordo con chi dice di ridurre il consumo di carne. Qualche vegetariano incallito potrà trovare i link che mostrano l'equivalente GWP di una bistecca, sono cifre da paura: mangiare una bistecca a casa o mangiare un piatto vegetariano a 100 km di distanza è più o meno la stessa cosa, se ben ricordo. Se ho tempo cercherò le fonti. NB Io NON sono vegetariano, e un piatto di cevapcici mi fa morire, però la sovrapopolazione smodata è un dato di fatto, inutile nascondere la testa sotto la sabbia.

@ Mat sul discorso equilibrio CO2: in linea di principio concordo con te, anche se ci sono dei distinguo. Un ragionamento simile si faceva per il biodiesel. Dice: se il carburante lo ottengo da coltivazioni che hanno fotosintetizzato la CO2, il bilancio è in pari. La cosa però è vera solo se ho fatto un campo di colza dove prima non c'era nulla: se ho solo cambiato destinazione d'uso a campi già esistenti, rischio di non cambiare niente in termini di bilancio di CO2 ma di aumentare i prezzi delle derrate alimentari. Ricorda niente?

@ Federica: scaldare in un minuto o in dieci cambia poco il consumo energetico. Anzi, un riscaldamento veloce riduce il tempo a disposizione delle dispersioni termiche per dissipare il calore. Attenzione a non confondere l'energia (J-Joule, kWh-kilowattora) con la potenza (W-Watt, kW-kiloWatt, CV-Cavalli Vapore). La potenza altro non è che il TASSO di energia, cioé la velocità con la quale viene fornita. La CO2 è, a parità di altri parametri, proporzionale all'energia, non alla potenza, e non è detto che sistemi con potenza minore siano sempre più efficienti (classico esempio le caldaie, più grandi sono, meglio rendono; meglio una grande centralizzata che tante piccole "termoautonome")

brain_use ha detto...

l'individuo muore e quindi smette di generare CO2. Anzi, restituisce il proprio carbonio all'ambiente.

Però, Paolo, la decomposizione produce un mucchio di CO2.
Dunque dovresti, da ecologista davvero attento, procurare al tuo corspo una adeguata mummificazione scegliendo come luogo del decesso un bel deserto!

Joe Black ha detto...

Ciao Paolo, vuoi ridere?
Leggiti questa notizia apparsa ieri su Repubblica:
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/ambiente/tv-ambiente/tv-ambiente/tv-ambiente.html?rss

Nell'articolo si parla di TV al Plasma da 50 pollici che consumano quasi 900Watts (ieri parlavano addirittura di 850 KWatts poi corretto, ho la stampata)
Io non so che Tv al Plasma vendono in Inghilterra, ma a questi signori bisognerebbe dire che un tv al plasma da 50 pollici consuma circa 450 Watts e in che condizioni? Quando il pannello è completamente bianco, quindi tutto acceso. Siccome nessuno di noi guarda un programma tv o un film completamente bianco, va da se che il consumo effettivo è notevolmente più basso e quindi si attesta su un valore medio di circa 350-400 Watts per un 50 pollici e di circa 220Watts per un 42 pollici.
Inoltre, il tanto famigerato standby non è di 4-5-6 Watts ma di circa 0,4-0,7 Watts, tieni presente ad esempio che la normalissima lampadina inserita nei tasti di illuminazione dei citofoni o dei campanelli, consuma da 1 a 3 Watts.
Ti allego la scheda tecnica di un Panasonic al plasma per confrontare le cose scritte nell'articolo e quella che invece è la realtà:
Panasonic da 50 pollici:
http://www.panasonic.it/html/it_IT/1027132/index.html?trackInfo=true
Panasonic da 42 pollici:
http://www.panasonic.it/html/it_IT/918118/index.html?trackInfo=true

brain_use ha detto...

@Markgts:
Ti quoto: bisognerebbe lavorare sull'efficienza energetica del computer inteso come macchina.
Non credo però che i produttori di microprocessori siano così insensibili all'aspetto "calore" come li dipingi tu...

markogts ha detto...

L'ufficio paperless è una mera utopia: quando era fondamentale il pezzo di carta questo girava in poche copie gelosamente custodite.
Ora che tutto potrebbe (in teoria) girare solo in forma elettronica la facilità di andare sul menu File/Stampa porta allo spreco incontrollato.


Per non parlare del paradosso di Jevons. Classico esempio ne sono le luci a basso consumo: consumano di meno, ma sono lente ad scaldarsi=>restano spesso accese inutilmente.

markogts ha detto...

@brain: lungi da me accusare i produttori. Siamo noi consumatori a decidere. Se nessuno chiede computer che consumino meno, nessuno li produce... Ai costruttori interessa ridurre le dispersioni di calore solo in quanto permettono di aumentare le prestazioni, e questo perché all'utente finale interessa solo il clock. Basta chiedere, no?

brain_use ha detto...

Ah, già: mi hai ricordato che devo fare incetta di lampadine vecchio stile entro breve!

Concordo in pieno: nelle stanze "abitate" infinitamente meglio una basso consumo, ma dove hai bisogno una luce che si accenda subito e che accendi una volta alla settimana...

brain_use ha detto...

E' quello che intendevo.
Ma, proprio perché i produttori hanno già interesse in merito, dubito si possa fare tantissimo di più per quel che riguarda la produzione di calore della cpu.

Che é credo un buon 90% del calore prodotto dalla circuiteria di un pc. Sbaglio?

markogts ha detto...

Fonte sulle emissioni legate al consumo di carne:

The production of a kilogram of beef is results in more greenhouse gas emissions and other pollution than driving a car for 3 hours while leaving all the lights at home, (...). The research is detailed in this week's issue of New Scientist Magazine.

motogio ha detto...

Quoto Markogts, purtroppo il buonsenso che lui dimostra manca un pò a chi sta "nei piani alti". Il CO 2 è anidrite carbonica, come tutte le cose troppa fa male e troppa poca fa male comunque, ma ora è di moda "demonizzarla" come alcuni anni fa erano di moda demonizzare i gas freon, responsbili del buco nell'ozono. Conseguenza: ora i frigoriferi non contengono più freon, ma, in caso di perdità dal compressore, non si possono nemmeno più riparare (basterebbe una guarnizione e una ricarica di gas). Ecologicamente parlando non mi sembra un gran progresso.

brain_use ha detto...

Concordo.

Torniamo alla 'mi mamma che ha dovuto cambiare la sua euro zeromenomeno con una supereuro4piùpiù che butterà pure meno inquinanti nei 5000 km/anno o giù di lì percorsi dalla mi' mamma in un anno ma in compenso non so quanta co2 (e non solo) ha scaricato nel cielo blu nella fase produttiva.

Kazuma ha detto...

Domanda. ma questo "fisico"... quanto CO2 ha prodotto per fare i calcoli per arrivare a questa grande scoperta per l'umanità?

Ho "condiviso" il tuo commento su facebook.

Federica ha detto...

Vorrei solo far notare, visto che parliamo di limitare l'uso di carne, che anche l'agricoltura non sempre è poi così sostenibile come si crede...
L'agricoltura strettamente biologica, magari, ma io a livello di "distruzione del pianeta" tra l'allevamento intensivo e l'agricoltura "intensiva" non ci vedo tutta questa differenza...

Parlo da ex-vegetariana (e da persona che non mangia molta carne nemmeno adesso) e, scusate l'OT, sono arrivata a conclusione che la verità sta nel mezzo. In alcune parti d'Italia, come mostrato in un'interessante puntata di Report, le api stanno morendo proprio a causa dell'agricoltora non propriamente biologica e dell'avvelenamento indiretto che le stesse api subiscono.
Per cui io magari sono vegana - non mangio miele perché è un prodotto animale - e mi mangio con la coscienza pulita quello stesso mais per produrre il quale le api ci hanno rimesso la vita.
Più che demonizzare uno o più alimenti dovremmo cercare, intelligentemente, di pretendere che vengano allevati, pescati o coltivati in modo sostenibile.
Anche perché gli animali da allevamento producono CO2... ma a meno che non decidiamo di sterminarli tutti, prima di diventare vegani, continueranno a produrla sia che ce li mangiamo sia che li lasciamo riprodurre liberamente. E da qualche parte dovranno pur pascolare, nonostante i nostri terreni seminati a orzo e granturco...

[Dovrebbe essere questo:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1081215,00.html

Anche questo non era male:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1077906,00.html]


Quando io dico "ci sono altre cose a cui pensare" mi riferisco anche a ciò che il comune cittadino può, effettivamente, fare pur non essendo l'ingegnere che risolverà la questione delle fonti alternative.
Per esempio potremmo fare tutti la raccolta differenziata.
Per esempio potremmo riciclare tutti l'olio esausto.
Per esempio potremmo comprare lampade a risparmio energetico.
Per esempio potremmo cercare di non sprecare l'acqua.
Per esempio potremmo utilizzare i mezzi pubblici o le nostre gambe o la bici (se possibile) invece della macchina.
Per esempio potremmo evitare il led della TV sempre acceso e spegnerlo quando non la stiamo usando.
Per esempio potremmo evitare di utilizzare più detersivo di quanto non serva.

Ecc...

Sono cose minime, ma se le facessimo tutti - il principio "ma tanto se non lo fanno gli altri, io cosa lo faccio a fare?" porta all'immobilismo - non dico che vivremmo in un mondo paradisiaco, ma di sicuro camperemo un po' meglio.


X MARCOGTS:

Non stavo facendo considerazioni sulla potenza, parlando del bollitore :)
Dicevo solo che tra accendere il bollitore un minuto per farmi il tè, e tenere il fornello acceso per 10 minuti per farmi quello stesso tè, non so quale delle due soluzioni possa essere migliore.
Ma se dobbiamo attaccarci a queste cose allora tanto vale smettere di mangiare, perché anche quando metto su l'acqua per farmi la pasta inquino!

nexus ha detto...

Dal CV del signor Alex Wissner-Gross, si evince che è Co-Fondatore e Chief Technology Officer dell'Enernetics, Inc.

Cosa pensate sia questa fantomatica Enernetics? Ovviamente una start-up che produce certificazioni "verdi" ai siti Internet.
La homepage dell'azienda è Co2Stats.com, che promette di "rendere" il proprio sito "verde" :-)))
Ovviamente la sua ricerca scientifica era "utile" al suo "secondo" lavoro: attaccare google era strumentale, il vero scopo rimaneva farsi pubblicità.

Alfred Borden ha detto...

Visto che si è finito col parlare di risparmio energetico in ufficio, coloro che sono interessati potrebbero leggere Il risparmio energetico in ufficio. Le azioni quotidiane che fanno bene all’ambiente, a cura dell'ARPA Veneto.

Politicamente Scorretto ha detto...

Ne hanno parlato anche sul Corriere del Ticino di oggi, in ultima pagina. Naturalmente senza un minimo di senso critico, copiaincollando la notizia dell'Ansa.

jcasparschmidt ha detto...

premetto che non ho letto tutti i commenti, ma più che di neoluddismo parlerei dell'ennesimo tentativo di screditare internet da parte di chi detiene il potere (esattamente l'opposto dei luddisti, se ne esiste ancora qualcuno). la circolazione delle idee e delle informazioni fa paura, assai più dell'inquinamento. e non mi sento un 'complottista', affermando questo. penso che limitando l'uso di internet non diminuirà l'inquinamento, ma diminuirà lo spazio di discussione e confronto tra le persone. ciao a tutti. maurizio

luigi ha detto...

Dal CV del signor Alex Wissner-Gross, si evince che è Co-Fondatore e Chief Technology Officer dell'Enernetics, Inc.




Benedetto "conflitto d'interessi"!!
Questo è il vero "complotto" che sempre si dovrebbe sbufalare.

suz ha detto...

Premesso che non ho letto tutti i commenti, quello che mi dico è: io produco CO2 con un PC acceso perché i sistemi di produzione dell'energia producono CO2. Spesso si usa l'equivalente in CO2 per quantificare l'inquinamento. Ma non si produce solo quella. Se il sistema di produzione è a carbone come quelli di tanti anni fa, oltre alla CO2, produrrò anche altre schifezze, come microparticelle, o CO. Se invece attacco il mio PC e il server di Google a dei pannelli solari o a una turbina eolica, correggettemi se sbaglio, non produco nessuna CO2. Quindi non è tanto il problema di fare ricerche o meno, ma di come si vuole produrre questa energia, e dell'efficienza delle centrali, e quindi di politiche energetiche.
Poi come io la uso sono affari miei, ed ho la coscienza pulita se so che l'energia è pulita e dò un occhio agli sprechi inutili.

Elio

Andrea Sacchini ha detto...

Paolo, pare che il fisico abbia fatto una mezza retromarcia, almeno stando al Guardian.

giamma ha detto...

ma la CO2 è davvero un gas serra? qualcuno ha dimostrato SCIENTIFICAMENTE che lo è?

martinobri ha detto...

e un piatto di cevapcici mi fa morire

Pienamente d'accordo. Il mio posto in cima alla piramide alimentare mi piace un sacco. Basta che sia ecocompatibile...

martinobri ha detto...

L'anidride carbonica, CO2, è di sicuro un gas serra. Quello che non è certo (è probabile, ma non sicurissimo) è che il riscaldamento globale in atto sia dovuto proprio all'effetto serra e non ad altre cause, magari concause.
(Attenzione. Effetto serra: causa. Riscaldamento globale: effetto. Due cose diverse)

Anonimo ha detto...

Trovo gretto l'uso del motore di ricerca per eccellenza come capro espiatorio di tutta la faccenda ecologica: è soltanto un modo per farsi pubblicità e scaricare il peso dalle coscienze occidentali (e contemporaneamente stigmatizzarli moralmente).
Se la soluzione del problema ambientale fosse semplice come il controllo di un sito o, perfino, la chiusura di esso, vivremmo nel magico mondo di Oz.
Qui, invece, c'è da criticare e rinnovare il modello economico e tecnologico della nostra civiltà, come quando dal legno si passò al carbone e quindi al petrolio, o come quando dall'energia animale si passò a quella meccanica. Semmai si dovesse fare un appunto al mondo dell'informatica e delle telecomunicazioni o, meglio, a chi sostiene e finanzia il suo sviluppo, dovremmo forse imputargli di essersi spinto troppo in là, lasciandosi dietro le spalle un carrozzone che non si adatta più alle sue esigenze tecniche e alle nostre esigenze fisiologiche.

Slowly ha detto...

Questo fisico inquina come dieci badilate di *****!!!

Thhh ha detto...

"Unfortunately, according to Wissner-Gross he never said anything of the sort. For starters, he says he would never refer to any sort of measurement having to do with tea (he’d go with coffee). But his findings have nothing to do with Google as a company, either - they’re concerned with much more generalized stats, like your computer’s rate of CO2 production when you look at a webpage."

riporto da http://www.techcrunch.com/2009/01/12/revealed-the-times-made-up-that-stuff-about-google-and-the-tea-kettles/

e, per correttezza, indirizzato da www.badscience.net

Wil ha detto...

Avevo scritto un commento più lungo, purtroppo c'è qualche problemino tecnico.

Riassumo: spesso questo mare informativo di agenzie, di ansa, di news, sono loro stesse una forma di inquinamento. E' un vero bombardamento, me ne rendo conto perchè alla fine della giornata ne avrò lette di certo un centinaio di notizie.

Passiamo dalla marca di calzini di Beckam al numero di vittime civili in Palestina.

E spesso è difficile dare il giusto peso alla giusta notizia ... se poi ci imbattiamo in news in stile floppy da 1000 giga ... la frittata temporale è fatta.

Insomma, è inquinamento sociale pure la perdita di tempo da news inutile, non che questa lo sia, ma spero che si dedichi sempre più attenzione ai veri obiettivi da raggiungere: ad esempio una percentuale decente di raccolta differenziata.

A presto attivissimo,

Wil

Lord Lancillotto ha detto...

Al di la di tutti i contributi interessanti e pertinenti finora postati, tento di riassumere la questione in poche parole: se vogliamo eliminare l' "inquinamento" (virgolettato perchè lo uso in senso molto lato) dobbiamo tornare a vivere come si viveva prima della scoperta del fuoco. Qualsiasi attività umana che va al di la delle funzioni che accomunano Homo Sapiens al resto degli animali superiori sposta gli equilibri naturali. E questa è l'utopia, passiamo alla pratica: si può tornare così indietro? No. Per fortuna la Terra possiede dei meccanismi di controllo dei cambiamenti delle proprie condizioni (se vi interessa leggete qualcosa sull'approccio al problema della cosiddetta "ipotesi Gaia", che considera il pianeta come un superorganismo in grado di autoregolarsi), ma ovviamente esistono anche dei limiti di tolleranza a queste modificazioni, tutto sta a non superarli. Tanto per semplificare ancora, se non facciamo troppo i pistola la Terra ci sopporta benissimo! Serve solo un po' di criterio da parte di tutti nell'utilizzo delle risorse (è questo il vero problema!).

Riprendendo l'articolo:
"Una rapida googlata (oddio, sono un inquinatore!) mi dice che una persona produce circa 900 grammi di CO2 al giorno semplicemente respirando."
Ed è per questo che per il 16 febbraio 2009 ho indetto il "No breath day" a cui vi invito a partecipare!

http://www.facebook.com/home.php#/event.php?eid=55415463791

Anche se ho messo giù la questione seriamente è una palese burla alla quale spero molti vorranno partecipare in segno di dileggio degli ecologisti della domenica!

Bueno, mi pare di essere stato anche troppo prolisso, alla prossima!

Gian Piero Biancoli ha detto...

Già che ci siamo, si può fare una pensata anche a smettere di respirare...
Il pianeta, in un modo o nell'altro, sarebbe grato.
:-)

Pietro ha detto...

Che ragionamento patetico... Vale anche per la lampadina per leggere un libro.

Se gli ecologisti si applicassero seriamente alla soluzione del loro "problema" di come mantenere uno stile di vita evoluto annullando i "gas serra" e il "riscaldamento globale", sarebbero pro-nucleare da anni.

markogts ha detto...

@ giamma:

per "gas serra" si intende ogni gas che permetta l'ingresso di più energia sulla Terra di quanta ne permetta alla Terra di rifletterla verso lo Spazio. La serra appunto funziona così: l'energia del Sole, che ha una temperatura superficiale di 6000 gradi circa, è perlopiù nel visibile, e passa attraverso i vetri. La serra, che ha una temperatura di 30 gradi circa, non è incandescente nel visibile ma nel medio infrarosso. A queste frequenze il vetro è opaco, e dunque il calore resta intrappolato.

Si può determinare le proprietà "serra" dei gas con un semplice spettrofotometro. Esistono gas ben più "potenti" in termini di effetto serra. Si parla di GWP, Global Warming Potential. Ad esempio i fluidi frigorigeni basati sul freon (anche quelli "ozone friendly") hanno un GWP di circa 2000, cioé un chilo di questo gas disperso in atmosfera è equivalente ad una dispersione di 2 tonnellate di CO2 (come dire: un anno di emissioni di una piccola auto). Ecco perché è fondamentale smaltire correttamente i vecchi frigoriferi.

Anche il metano non combusto è terribile. Qui una tabella.

Pure il vapore d'acqua è un gas serra. Su quest'ultimo, bisogna considerarlo come "forzante": un aumento della temperatura causa più vapore nell'aria, il quale aumenta ulteriormente la temperatura. Sono queste instabilità intrinseche che rendono il problema molto preoccupante.

Pietro ha detto...

Se Googlare inutilmente e' un comportamento antiecologico, allontanarsi dal PC e' peggio!

Per essere veri ecologisti dovremmo fare i conti di quanto tempo staremo via dal PC, valutare i tempi di spegnimento (dal salvare il lavoro allo shut down) e di accensione (dal premere il tasto a tornare al lavoro), e comportarci di conseguenza.

Se lo facessero tutti, sai che paradiso!

Ancora meglio se ci fosse una polizia ecologica ad impedire i comportamenti antiecologici come i divertimenti, il sovrappeso, l'originalità, il desiderio di possesso e tutte quelle cose che richiedono energia inutilmente...

markogts ha detto...

Scusate, ma esiste un software che permetta di copiare la memoria ram sul disco e fare un riavvio istantaneo del computer? Poterlo insomma spegnere con ventola ferma e tutto "morto", ma che sia riattivabile rapidamente. Ho visto che il portatile ha questa funzione, ma il fisso no.

Danx ha detto...

E sai quanto consumi quando carichi o scarichi un video?
O quando chatti inutilmente? :)

Tetsu ha detto...

Ciao Paolo,
Hai fatto bene a pubblicare il quantitativo di CO2 che noi emettiamo soltanto vivendo. Tra un po ci chiederanno di respirare un po meno per salvare la terra. Una ricerca su google inquinerà anche -sempre ammesso- però quante cose posso trovare con una ricerca che possano aiutami a consumare infinitamente meno nella vita di tutti i giorni? Le alternative non mi piovono dal cielo ne tanto meno le guide o i manuali. Questi scienziati farebbero bene ad avere un po di onestà intellettuale.

http://conosceresapere.blogspot.com/

markogts ha detto...

@ Tetsu: attento a non cadere nella retorica di scienziati senza cuore-lobby varie-popolo inerme. 6 miliardi di persone che respirano (e mangiano, si muovono, si scaldano) sono comunque un problema, inutile fare gli struzzi. Respirare un po' meno no, ma usare un po' più di preservativi lo si chiedeva già trent'anni fa. Non è questione di cuore, ma di dati di fatto. Presente il conte Ugolino? Meglio prevenire, no?

@ tutti: segnalo questo interessante articolo di Repubblica.

Pietro ha detto...

@ markogts

Ti seguo nell'OT, ma il giornalista di Repubblica esprime già la sua posizione proecologista quando parla di "negazionisti", termine usato dagli ecologisti per definire gli scettici.

Sono certo che su questo blog ci saranno tecnici più competenti di me, e sarebbe interessante sentirne le varie opinioni. L'articolo però non mi pare un netto sbufalamento della ricrescita dei ghiacci polari, se mai specifica che i gliacci polari ricresciuti sono antartici e non artici, e che l'anno scorso sono cresciuti di più di quanto si siano sciolti al polo nord.

Direi che il tono dell'articolo cerca di cavalcare comunque l'ambientalisteria (bella TAG).

markogts ha detto...

esprime già la sua posizione proecologista

E' per questo che ho detto "interessante" :-P

Scherzi a parte, il punto centrale è che lo stesso autore della ricerca si è sentito "tirato per la giacchetta" e ha dovuto fare delle precisazioni. Io vedo poche differenze tra i "negazionisti" e il resto dei complottisti. Ricordiamoci che la verità NON sta nel mezzo, o è vero il riscaldamento antropico o è falso. Al momento attuale, la scienza dice che il riscaldamento è certo, ed è "molto probabile" che sia dovuto all'uomo. Fare gli anglosassoni qui non ha molto senso, sono fatti, non opinioni.

Robert ha detto...

da quello che mi risulta, saremmo già immersi in un'altra era glaciale se non avessimo provveduto a:
1) vivere
2) bollire il the
3) fare ricerche su google
4) andare in giro in macchina per prendere la pizza da mettere nel congelatore prima di scaldarla col forno a microonde
5) ...

in realtà stiamo destabilizzando il sistema mantenendo un equilibrio precario. dovremmo tentare di inquinare di meno, ma non troppo poco :)

purtroppo non ho le fonti :)

markogts ha detto...

@ Robert: se non ci fosse l'effetto serra, la Terra sarebbe a -40/-80°C. Come paragone hai la Luna, che va a -100°C quando sta in ombra, e Venere, che col suo effetto serra eccessivo, se ne sta a 400°C, pappandosi in poche ore ogni sonda che ci mandiamo.

Quindi, l'effetto serra è fondamentale. Però non deve essercene né troppo né troppo poco. E ad oggi non abbiamo ancora le idee chiare su come regolarlo. Ah, esistessero davvero le scie chimiche :-P

Pietro ha detto...

@ markogts

Io invece ho visto le caratteristiche del complottismo più fra gli ecologisti che fra gli scettici ho conosciuto... :P

Il "riscaldamento globale", per l'accezione comune di "risacldamento della terra dato dalle attività dell'uomo", secondo me, è una balla.

Innanzitutto perché i graffiti nel deserto della Tunisia testimoniano che migliaia di anni fa li c'era una prateria con animali, e il tutto si è desertificato senza che si pensasse nemmeno lontanamente ai motori a combustione.
Poi perché ho letto "Stato di Paura" di Michael Crichton :P.

Sono comunque favorevole al rendere più ecologico qualunque processo o comportamento possibile, rispettando le libertà (e le capacità economiche) di ognuno.

markogts ha detto...

@ Pietro: Qui alcune risposte.

Comunque non mi risulta (magari sbaglio) che ci sia un nesso tra desertificazione e riscaldamento globale, la desertificazione si ha per errata gestione del territorio. Semmai una desertificazione accentuata riduce ulteriormente l'assorbimento di CO2 e dunque è concausa dell'effetto serra. Ma su questo argomento specifico (desertificazione) ammetto di non essere esperto.

Dan ha detto...

"E' quello che intendevo.
Ma, proprio perché i produttori hanno già interesse in merito, dubito si possa fare tantissimo di più per quel che riguarda la produzione di calore della cpu.

Che é credo un buon 90% del calore prodotto dalla circuiteria di un pc. Sbaglio?"

Stai dimenticando la GPU, che ormai ha molti milioni di transistor in più del processore centrale e lavora a regimi anche più elevati... e comunque, il fatto che ormai i dispersori con heatpipe stiano diventando comuni quanto quelli ad aria in alluminio, tanto che vengono a volte forniti in bundle con la CPU, la dice lunga di quanto si preoccupino dell'efficienza energetica i produttori di integrati. Non dico che non se ne preoccupino affatto, ma non è la prima delle loro priorità, diciamo.

Per informazioni utili su uno stile di vita più eco-compatibile e tanti consigli, trucchi, ma anche spunti di riflessione, potete leggere noimpactman.typepad.com (in inglese). La vita quotidiana, ma anche i pensieri di un uomo che ha vissuto un anno cercando di minimizzare il proprio impatto ambientale e di capire quante di quelle scelte estreme potesse riportare anche nella vita normale. Assai interessante.

"Riassumo: spesso questo mare informativo di agenzie, di ansa, di news, sono loro stesse una forma di inquinamento. E' un vero bombardamento, me ne rendo conto perchè alla fine della giornata ne avrò lette di certo un centinaio di notizie."
Due ragioni per cui le notizie non le ascolto più: primo perchè i giornalisti, giornali e telegiornali classici hanno ormai l'affidabilità e professionalità di una telecamera acquistata in un vicolo di Napoli; secondo, perchè come le pubblicità le notizie sono veramente -troppe- e ti saturano di cose spesso inutili o irrilevanti (quando non semplicemente false o errate). E allora, se proprio devo informarmi, lo faccio via la tanto demonizzata internet, dove perlomeno posso verificare subito se lo scrittore è corretto o mi sta rifilando spazzatura di parte/inventata.

".."risacldamento della terra dato dalle attività dell'uomo", secondo me, è una balla.
Innanzitutto perché i graffiti nel deserto della Tunisia testimoniano che migliaia di anni fa li c'era una prateria con animali, e il tutto si è desertificato senza che si pensasse nemmeno lontanamente ai motori a combustione.
Poi perché ho letto "Stato di Paura" di Michael Crichton :P."

Senza offesa, ma ti consiglierei di diversificare maggiormente le tue fonti d'informazioni...

Pietro ha detto...

@ markogts

Non posso mica leggermi tutto eh! :) Cosa dovrei guardare, che possibilmente non mi prenda tutto il giorno?

Convengo sul fatto che i primitivi probabilmente non sapessero gestire il territorio, come ad esempio i Maori in Nuova Zelanda o gli abitanti dell'Isola di Pasqua.

Ma nessuna delle due è diventata un deserto come hanno fatto le praterie dove abitavano i popoli dell'Acacus, oggi chiamate Sahara...

Penso che la paleoclimatologia abbia molto da dire, in proposito.

brain_use ha detto...

Stai dimenticando la GPU

Vero!
Mio vecchio vizio, scordare l'impatto della "scheda-videogames"! ;-)