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Corriere inciampa nella bufala sull'intelligenza di Bush 20.3.07 Permalink 13 commenti
Corriere: "George Bush, presidente con il Q.I. più basso", garantisce il Lovenstein Institute. Che non esisteLa stampa blasonata colta a non controllare le fonti e a beccarsi una bella bufala: il Corriere della Sera e il quotidiano spagnolo El Pais hanno pubblicato la notizia che George W. Bush è "l'inquilino della Casa Bianca con il quoziente d'intelligenza meno elevato: 91". La metà di quello di Clinton.
La fonte dello scoop intellettivo sarebbe, secondo il Corriere, El Pais, che a sua volta cita il Lovenstein Institute. Istituto che però non esiste se non nella fantasia di un burlone, come i giornalisti avrebbero potuto facilmente verificare semplicemente digitando in Google il nome dell'istituto. Macché: la notizia era troppo ghiotta, si conformava a un diffuso (e condivisibile) pregiudizio, per cui nessuno s'è preso la briga di controllarla.
Sono in buona compagnia: il Museum of Hoaxes fa risalire la burla al 2001 e cita fra le vittime Guardian di Londra e il celebre vignettista Garry Trudeau. E sì che il burlone aveva lasciato indizi chiari, dicendo per esempio che il dottor Lovenstein viveva "in una casa mobile a Scranton, in Pennsylvania".
Il Guardian e Trudeau pubblicarono la smentita; lo stesso ha fatto anche El Pais, chiedendo pubblicamente scusa ("pide disculpas a sus lectores") per la falsa notizia inizialmente pubblicata qui.
Il Corriere, invece, ha semplicemente fatto sparire la notizia, pubblicata inizialmente qui (secondo la segnalazione del lettore Stefano Pilia, citato col suo permesso), dimenticandosi però di questa copia. Complimenti vivissimi al Corriere per l'accuratezza dell'informazione fornita e la correttezza dimostrata verso i lettori paganti.
Etichette: antibufala, Bush, Corriere della Sera
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Commenti:
Pur di dare dell'asino a Bush, avrei pubblicato la notizia anche sapendo della bufala:-)
Bravo Paolo!
[...] Se voi cercate "rivoluzione" o "rossi poeta", Google non va a fare, per voi, una ricerca in Rete, va a consultare i suoi indici. Quindi voi sarete indirizzati non a quello che c’è realmente sulla Rete, ma solo a quello che "esiste" sugli indici di Google. Insomma, il paragone con gli indici dei libri proibiti della Chiesa è forse azzardato, ma non troppo. Alla fine, sempre di indici si tratta. E quelli di Google sono indici redatti dal "centro" e secondo i criteri scelti da Google.
Non solo. Si tratta anche di indici istituzionalmente artefatti (almeno per le cose commerciali). Se voi cercate "albergo ai caraibi" le prime risposte che Google vi manda sono quelle degli alberghi che hanno pagato di più a Google proprio per essere inseriti ai primi posti in quella lista, e così via. [...]
Ricordo perfettamente dove mi trovavo quando sentii questa notizia.
Eh, ci stavo quasi per cascare, ma dovrai fare di meglio, agente Attivissimo!! :-D
Comunque continuo a ritenere che giorgino non sia proprio una cima... :P
Saluti
Hanmar
http://www.lovenstein.org/report/
"The Lovenstein Institute of Scranton Pennsylvania is a think tank employing high caliber historians, psychiatrists, sociologists, scientists in human behavior, and psychologists. Among their ranks are Dr. Werner R. Lovenstein, world-renowned sociologist, and Professor Patricia F. Dilliams, a world-respected psychiatrist.
Since 1973, the Lovenstein Institute has published its research to the education community on various topics including the famous Presidential IQ Report among others. Reports are distributed to subscribing member universities and organizations within the education community."
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