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Antibufala Classic: gli stipendi dei parlamentari      9.1.08      Permalink     36 commenti

La saga degli stipendi dei parlamentari italiani


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "papzadsl" e "marcoalon".

Ripubblico qui in versione aggiornata e riordinata una delle mie indagini d'epoca, iniziata nel 2002 e tuttora in evoluzione: quella sui presunti stipendi e privilegi dei parlamentari italiani.

Vorrei chiarire, per l'ennesima volta, che non voglio fare propaganda politica in favore di nessuno (è anche per questo che ho lasciato l'Italia) e sono perfettamente d'accordo con l'idea che gli stipendi dei politici italiani siano spropositati e che il numero di deputati e senatori (945 più quelli a vita) sia assurdamente elevato, specialmente se rapportato a quello di altri stati. Ma credo che le iniquità e le assurdità non si debbano combattere usando dati falsi: bastano, e avanzano, quelli reali. Oltretutto, fondare qualsiasi iniziativa su una bugia significa offrire il fianco all'avversario, dandogli facile appiglio per screditare.

Gli stipendi dei parlamentari


Indagine iniziale: 17/1/2002. Ultimo aggiornamento: 9/1/2008.

English abstract: Since 2002, an e-mail appeal has been claiming that Italian MPs have unanimously and surreptitiously granted themselves an increase in their salary. The appeal also lists a long series of privileges allegedly enjoyed by Italian MPs: free mobile phones, free cinema and theater tickets, free bus and train rides, free postage stamps, et cetera. The appeal refers to an article that appeared "this week" in the Italian magazine L'Espresso. But as time goes by, it's always "this week" and therefore there's no way to trace the source of this claim. The Italian government has denied the figures and privileges stated in the appeal and has published the real data on its website. Several clues suggest that this story was concocted by a person keen on starting a referendum to curb the privileges of Italian MPs. Unfortunately this person chose to use completely bogus figures, thus discrediting his otherwise worthy initiative. Curiously, the appeal continues to circulate even after the transition from Italian lire to euros. It's been converted to euros and has attracted several supporters even among journalists who fail to check their facts. Links with further information (in Italian) are provided below.

In breve


Dal 2002 circola un appello che parla di un articolo apparso "sull'Espresso di questa settimana", secondo il quale il Parlamento avrebbe votato all'unanimità un aumento di stipendio camuffato "in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali". L'appello elenca poi le cifre spettacolari dei privilegi dei parlamentari.

Le cifre sono false. I parlamentari hanno sì numerosi privilegi, ma non quelli elencati dall'appello, che risale a otto anni fa ed è quindi largamente obsoleto.

I dettagli e le cifre effettivamente dichiarate dal Senato e dalla Camera sono qui sotto, insieme all'identificazione delle origini dell'appello.

Il testo dell'appello


Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, il testo è grosso modo il seguente (ho evidenziato i concetti salienti in grassetto).

Versione 2000


Sull'Espresso di questa settimana c'è un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 lire al mese. Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.


Segue un elenco di cifre iperboliche, espresse all'epoca in lire, riguardanti stipendi, rimborsi e privilegi vari che spetterebbero ai parlamentari italiani:

STIPENDIO 37.086.079 AL MESE
STIPENDIO BASE 19.325.396 al mese
PORTABORSE 7.804.232 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO 5.621.690 al mese
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis


E così via.

Il messaggio si conclude con questo invito:

Far circolare.......stiamo promovendo un referendum per l'abolizione
dei privilegi di tutti i parlamentari............queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i mass media rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani...... PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA


Circola anche una versione di quest'appello che cita una "gazzetta ufficiale 28-11-99" nella quale comparirebbe il testo del referendum, e un sedicente "COMITATO REFERENDUM ABOLIZIONE PRIVILEGI PARLAMENTARI ITALIANI" (chissà se lo scrivono tutto in maiuscolo per sentirsi più grandi).

Tuttavia un lettore (buse.lhd) ha astutamente notato che il 28 novembre 1999 era domenica, e la Gazzetta Ufficiale non esce di domenica. Quindi non esiste una "gazzetta ufficiale 28-11-99".

Versione 2005


A maggio 2005 mi è stata segnalata questa versione, "convertita" in euro:

MANDIAMOLI A LAVORARE :

Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

+

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

Far circolare.......si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani......

PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA.

E naturalmente se poi si tratta di aumentare gli stipendi di qualunque classe lavorativa di tipo dipendente di poco meno di un centinaio di euro allora li apriti cielo vero Brutti stronzi di mangiapatate a tradimento!!!!!!Braccia rubate alla agricoltura ,ancor piu scemi noi che li votiamo sta classe dirigente Politica di Vampiri!!!


Versione 2007


Questa versione mi è stata segnalata a giugno 2007 direttamente da un membro della Camera: il testo ha subìto alcune leggere modifiche (il numero de L'Espresso è più genericamente quello "di qualche settimana fa", per esempio) e l'appello viaggia come documento PDF.







Datazione e origini


L'appello risale almeno a luglio 2000, quando circolava soltanto via e-mail, come segnalatomi da un lettore (spatatrac). E' approdato nei newsgroup, specificamente nel newsgroup alt.cracks, il 13 ottobre 2000.

Nota (2008/01/09): Ricordo di aver trovato questo primo messaggio durante le ricerche iniziali fatte nel 2002, ma attualmente Google Gruppi non ne riporta più alcuna traccia, per quel che mi risulta. Le tracce più antiche ora reperibili in Google Gruppi risalgono a metà dicembre 2001 (qui). Gli archivi del Codacons includevano un comunicato stampa dell'1/2/2001 che ripeteva esattamente il testo dell'appello: il comunicato sembra essere attualmente scomparso, ma è citato in un successivo comunicato Codacons del 3/4/2001, tuttora disponibile e mostrato più avanti in questo articolo.

Perché è una bufala


I parlamentari hanno sì numerosi privilegi, ma non quelli indicati nell'elenco. Le cifre reali sono facilmente consultabili sui siti del governo italiano nelle pagine indicate più avanti. Inoltre non esiste alcun articolo de L'Espresso che riporta i dati specifici citati dall'appello.

Prima di tutto, guardiamo la coerenza interna del messaggio. Prima si dice che "sull'Espresso di questa settimana c'è un articoletto", poi si dice "queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet". Già qui mi pare che la cosa non stia granché in piedi.

Secondo: manca ogni e qualsiasi riferimento a date, persone, indirizzi, leggi o documenti. Si dice "stiamo promuovendo un referendum": chi? dove? Se qualcuno sta davvero promuovendo un referendum, mi pare logico che voglia far sapere dove si raccolgono le firme, come contribuire, eccetera. Invece niente.

Inoltre si dice "sull'Espresso di questa settimana" (o, in altre versioni, "sull'Espresso di qualche settimana fa"). Bella mossa, davvero intelligente! Così la settimana prossima il messaggio sembrerà riferirsi a un altro numero de L'Espresso, e così via. Un classico espediente per non far datare la catena.

Fin qui i dubbi che saltano fuori da una semplice analisi senza verifiche esterne. Ce ne sarebbero già abbastanza da cestinare immediatamente il messaggio, ma siccome c'è tanta gente (giornalisti compresi) che non crede a una semplice verifica basata sul buon senso, approfondisco le indagini.

Scegliendo in Google l'opzione Gruppi per cercare il messaggio nell'archivio dei newsgroup se ne trovano tracce in abbondanza. Una (questa) risale addirittura a metà dicembre 2001, e naturalmente cita sempre "l'Espresso di questa settimana".

Nel newsgroup it.discussioni.leggende.metropolitane, poi, c'è gente che si ricorda di un messaggio identico risalente a due o tre anni prima.

Insomma, direi proprio che ci sono abbastanza dati per dichiararla bufala DOC. Per carità, sulle ruberie dei politici ci si può accapigliare fino al giorno del giudizio, ma lo si può fare con dati veri: non occorrono quelli inventati. E quelli di questo appello sono inventati, secondo quanto documentato dalla Camera dei Deputati e dal Senato più avanti.


Il Codacons abbocca all'appello (2001)


Il già citato lettore buse.lhd ha scovato una variante presso il sito di un giornale telematico dedicato al Parlamento italiano, Buvette.net, in cui l'appello viene attribuito addirittura al Codacons, e viene pubblicata anche una smentita con le vere cifre riguardanti i parlamentari italiani.

Nota (2008/01/09): Buvette.net non esiste più e quindi il link alla variante (questo) è obsoleto, ma ancora consultabile presso Archive.org.

In effetti sul sito del Codacons, nella sezione Archivi, c'è un comunicato stampa intitolato "Cronaca Nazionale 01/02/2001 - APPELLO DEL CODACONS AI DUE CANDIDATI RUTELLI E BERLUSCONI", tratto da qui. Nnotate la data: febbraio 2001. Il comunicato ripete esattamente il testo dell'appello, con tanto di riferimento all'inesistente Gazzetta Ufficiale del 28/11/99: segno evidente che il Codacons non ha pensato di controllare le cifre prima di aprir bocca.

Nota (2008/01/09): il comunicato non è più reperibile negli archivi Codacons, ma l'inesorabile Archive.org ne ha una copia datata 1/7/2001, che riporto qui sotto come immagine cliccabile per ingrandirla.




La smentita della Camera dei Deputati (2001)


Il 9 febbraio 2001, l'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati ha diramato una smentita riguardante un comunicato stampa del Codacons sull'argomento. Ne riporto qui sotto integralmente il testo.

Nota (2008/01/09): La smentita era in questa pagina del sito della Camera, ma il link è stato eliminato.

Smentita dell'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, 9 febbraio 2001

E' stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito internet del Codacons un comunicato stampa - diffuso ora anche su internet via e-mail - riguardante il trattamento economico dei parlamentari. Si tratta di un testo che, almeno per ciò che riguarda la Camera dei Deputati, contiene numerosi errori ed imprecisioni.

In particolare:

E' falso che il totale delle competenze mensili di ciascun deputato sia pari a 37.086.079. Il totale delle competenze è infatti costituito da 9.097.648 (19.315.728 lire lorde) e dalla diaria di soggiorno pari a 5.501.100: la somma di queste voci è pari a lire 14.598.748.

E' falso che i collaboratori del deputato siano generalmente suoi parenti: i collaboratori non possono essere né parenti né affini entro il quarto grado (delibera dell'Ufficio di Presidenza numero 214 del 2000).

E' falso che esista il "telefono cellulare gratis" per i deputati. La dotazione di telefono cellulare è prevista solo per i componenti dell'Ufficio di Presidenza e per i Presidenti di Commissione: al deputato sono rimborsati 30mila scatti annui pari a 4.572.000 lire.

E' falso che esista una "tessera di teatro gratis".

E' falso che esista una "tessera autobus-metropolitana gratis".

E' falso che esistano "francobolli gratis" per i deputati: la franchigia postale è limitata ai soli membri dell'Ufficio di Presidenza, ai Presidenti di Commissione e agli ex Presidenti della Camera.

E' falso che esistano "palestre e piscine gratis" per i deputati: sulla base dello Statuto del Circolo Montecitorio -- che non è comunque gestito dalla Camera dei Deputati - questi possono utilizzare gli impianti sportivi dietro pagamento della quota associativa.

E' falso che esista un "vagone di rappresentanza delle FS gratis" per i deputati.

E' falso che sia previsto l'uso di qualsivoglia "aereo di Stato gratis".

E' falso che esistano "cliniche gratis". Come molte altre categorie, i deputati hanno un sistema di assistenza sanitaria integrativa che dietro pagamento di 869.208 lire mensili, pari al 4,5% dell'indennità parlamentare lorda, garantisce loro il rimborso delle spese mediche con limiti e massimali previsti da un apposito Regolamento.

E' falso che esistano "auto blu con autista gratis" per i deputati: esiste un ridotto parco auto riservato ai titolari di cariche istituzionali della Camera. Agli ex Presidenti della Camera sono riconosciute alcune prerogative, tra cui l'uso dell'auto di servizio, ma solo fino a quando essi siano parlamentari.

E' falso che esistano "giornali gratis" per i deputati: esiste una rassegna stampa quotidiana per tutti i deputati e una sala di lettura con i principali quotidiani nazionali e locali. Una dotazione di quotidiani è prevista solo per i titolari di cariche istituzionali della Camera.

E' falso che esista un "ristorante gratis" per i deputati, i quali pagano presso il ristorante interno il conto dei propri pasti (mediamente pari a Lit. 25.000).

E' falso che siano previsti finanziamenti diretti ai deputati nel settore dell'editoria. Sono invece previste -- ai sensi della legge n. 250/90 e successive modificazioni e integrazioni -- provvidenze per le imprese editrici di quotidiani e periodici che siano espressione di forze politiche che abbiano il proprio gruppo parlamentare in una delle Camere o rappresentanze nel Parlamento europeo o siano espressione di minoranze linguistiche riconosciute. L'erogazione di tali provvidenze non è di competenza della Camera ma spetta al Dipartimento dell'Editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E' falso, infine, il dato relativo al costo complessivo della Camera. Il totale delle spese correnti e in conto capitale del bilancio della Camera per il 2001 è pari a 1.563.491 milioni (comprensivo dei vitalizi agli ex deputati e delle pensioni per gli ex dipendenti della Camera). Invece, il comunicato del Codacons indica la cifra di "2 milioni e 446 mila miliardi" quale "peso causato al Paese da questa classe politica".



Il Codacons non crede alla smentita (2001)


Il Codacons ha contestato anche la smentita in una pagina Web intitolata "Cronaca Nazionale 03/04/2001 - QUANTO CI COSTANO I PARLAMENTARI?", attualmente reperibile qui e mostrata qui accanto in versione cliccabile per ingrandirla (la schermata è stata catturata a gennaio 2008).

Il Codacons risponde alla smentita della Camera con perle come questa:

"La Camera ha contestato meno della metà delle cifre da noi riportate, e pertanto devono essere considerate veritiere e precise quelle non oggetto di replica (più della metà)."


Insomma, stando al Codacons, se uno dice una cosa e nessuno gliela contesta, basta questo per certificare che è vera. Bel modo di ragionare, complimenti. Se questi sono i ragionamenti di coloro che dovrebbero difendere noi consumatori, chi ci difenderà dai difensori?


L'articolo compare davvero sull'Espresso "di questa settimana" (2002, 2003)


La cosa comica è che ovviamente l'Espresso, come qualsiasi giornale, si occupa ogni tanto dell'argomento, per cui capita davvero che ci sia un articolo sugli stipendi dei parlamentari "sull'Espresso di questa settimana". Per esempio:

Tuttavia questo non dimostra affatto che l'appello è autentico e che i dati contenuti nella catena sono validi: anzi, finora i dati citati dall'Espresso non concordano con quelli dell'appello, per cui in realtà lo smentiscono.

Scovato il promotore dell'appello? (2002)


Ad aprile 2002 ho ricevuto da un lettore (ftesauro) questa nota interessante: una traccia che porta a un certo Silvano Giometto, che ha davvero tentato senza successo di promuovere un referendum sugli stipendi dei parlamentari, forte dell'appoggio di ben dieci persone. Le evidenziazioni in grassetto sono mie. Notate la data 28/9/1999, molto simile a quella citata nell'appello, che è 28/11/1999.

Volevo solo comunicarti a proposito degli stipendi dei parlamentari, che in effetti un'iniziativa c'è stata, ma che, purtroppo, non ha avuto seguito e non riguardava tutti i privilegi indicati nella famosa e-mail, Ti invio il link ed il testo della GU

Grazie

http://gazzette.comune.jesi.an.it/228-99/11.htm

Gazzetta Ufficiale n. 228 del 28-09-1999

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

COMUNICATO

Annuncio di una richiesta di referendum popolare

Ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970, n. 352, si annuncia che la cancelleria della Corte suprema di cassazione, in data 27 settembre 1999 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da dieci cittadini italiani, muniti dei prescritti certificati elettorali, di voler promuovere una richiesta di referendum popolare, previsto dall'art. 75 della Costituzione, sul seguente quesito:

"Volete l'abrogazione delle parole ed e' comprensivo del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza'' dal primo comma dell'art. 1 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20/11/1965 n. 290.

Volete l'abrogazione delle parole ''Ai membri del Parlamento e' corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma'' dell'art. 2 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20 novembre 1965 n. 290.

Volete l'abrogazione del primo comma dell'art. 4 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20/11/1965 n. 290 che recita: ''I commi primo e secondo dell'art. 88 del testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei Deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 sono sostituiti dai seguenti:

Volete l'abrogazione delle parole: ''L'indennita' mensile e la diaria per il rimborso delle spese di soggiorno previste dall'art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate agli effetti dell'accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell'aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuto sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto'' dell'art. 5 terzo comma della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicato sulla G.U. 20/11/1965 n. 290.

Volete l'abrogazione dell'art. 6 della legge 31/10/1965 n. 1261 pubblicata sulla G.U. 20/11/1965 n. 290 che recita: "Il trattamento tributario previsto dall'art. 5 della presente legge si applica, per quanto compatibile, alle indennita' ed assegni spettanti ai consiglieri delle regioni a statuto speciale.''?".

Dichiarano, altresi', di eleggere domicilio presso Giometto Silvano, via S. Fiorenzo, 5 - 00122 Lido di Ostia.


Un altro lettore (spatatrac) mi segnala una pagina web datata 9 luglio 2000, nella quale si racconta che un "... pilota Alitalia cinquentenne, certo Silvano Giometto, vicentino, simpatico guascone, leader del gruppo indipendente Democrazia Costituente, infervorato da passione civile, come un novello Donchisciotte, ha deciso di sfidare il "Palazzo" proponendo un Referendum per togliere i privilegi di cui godono parlamentari nazionali ed europarlamentari".

Purtroppo, però, i due siti citati da questa pagina (www.listeciviche.com, www.siroma.com/referendum) non contengono più alcuna informazione riguardante il supposto referendum.

Nota (2008/01/09): la pagina Web segnalata qui sopra non esiste più, ma è archiviata qui presso Archive.org (e visibile nell'immagine qui accanto, cliccabile per ingrandirla).

Silvano Giometto è stato intervistato da Beha a colori, la trasmissione di Radiouno, il 15 febbraio 2002, ma non ha rilasciato dichiarazioni coerenti (se mi passate l'eufemismo), dalle quali comunque mi pare di capire che sia davvero lui l'autore di questa bufala degli stipendi parlamentari.

La registrazione della puntata è disponibile nei miei archivi.




La smentita aggiornata della Camera dei Deputati (2004)


Ad agosto 2004, il sito della Camera dei Deputati ha pubblicato una smentita aggiornata, che riporto qui sotto.

Nota (2008/01/09): La smentita non è più reperibile al link originale, ma è conservata presso Archive.org (come mostrato qui accanto).

Trattamento economico

La prima voce è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.

L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 833,10) e assistenziali (€ 559,54) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.069,35) e della ritenuta fiscale (€ 4.030,42).

Diaria

Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.

È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori

A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio

I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Spese telefoniche

I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 559,54 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 833,10 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio

Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.069,35 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Nuovo aggiornamento degli stipendi (maggio 2006)


Un lettore, data_base, mi segnala i dati aggiornati al 2006: la Camera dei Deputati li pubblica qui. Il Senato pubblica i dati del trattamento economico dei senatori qui. I dati non corrispondono a quelli proposti dall'appello.

Nota (2008/01/09): il link del Senato è obsoleto ma tuttora consultabile presso Archive.org.

Ulteriore aggiornamento degli stipendi (giugno 2007)


I dati aggiornati al 2007 sono pubblicati dalla Camera dei Deputati qui, mentre quelli del Senato sono ora pubblicati qui (ma con la precisazione "dati aggiornati a gennaio 2006"). Ancora una volta, i dati non corrispondono a quelli proposti dall'appello.

Gli "stipendi" ufficiali dei deputati


Trascrivo dal sito della Camera:

La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare - L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).

Diaria - Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori - A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio - I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Spese telefoniche - I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria - Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato - Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio - Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.


Gli "stipendi" ufficiali dei senatori


Trascrivo dal sito del Senato:

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento dei magistrati.

Per effetto delle disposizioni contenute nella legge finanziaria 2006, l'importo lordo dell'indennità ha subito inoltre una riduzione pari al 10 per cento.

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari ora a 5.419,46 euro (prima del "taglio" della finanziaria 2006 era pari a 5.941,91 euro), al netto della ritenuta fiscale (€ 3.555,63), nonché delle quote contributive per l'assegno vitalizio (€ 962,42), per l'assegno di solidarietà (€ 749,79) e per l'assistenza sanitaria (€ 503,59). Nel caso in cui il Senatore versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell'assegno vitalizio (2,15 per cento), l'importo netto dell'indennità scende a 5.178,86 euro.

Diaria - Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale. È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare - A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali.

Spese di trasporto e spese di viaggio - I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro. Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento.

Spese telefoniche - I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche.

Assistenza sanitaria integrativa - E' previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari.

Trattenuta per l'assegno di solidarietà (a fine mandato) - Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 749,79 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato "di fine mandato"), che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Trattenuta per l'assegno vitalizio - Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora a 962,42 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 240,60 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.


Stipendi edizione 2008


Il trattamento economico è oggi (2008) documentato qui per i deputati della Camera e qui per i senatori. Anche stavolta, i dati dichiarati da Camera e Senato non corrispondono a quelli asseriti dall'appello.

In conclusione


Ovviamente ognuno è libero di credere o meno alle smentite ufficiali (ma nel secondo caso il rischio di scivolare nella paranoia è alto) e di ritenere equi o meno questi importi. Ma queste sono argomentazioni che esulano dal mio compito, che è quello di indagare sulla bufala.

Ma soprattutto è importante ricordare che di questa bufala non ci libereremo proprio mai, finché ci sarà gente che abbocca a qualsiasi cosa legga e non controlla le proprie fonti.

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Commenti:


@Attivissimo

A proposito di
"Il Codacons non crede alla smentita" e "chi ci difenderà dai difensori?",
potrei aggiungere: e invece chi ci difendera' dalle scie chimiche?
Ma sempre lui: il Codacons.
http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/index.php?option=com_content&task=view&id=382&Itemid=416
 

 

E' una bufala, ma per quello che stanno facendo, i politici italiani di sinistra, di destra e di centro, di ogni partito o schieramento non dovrebbero abbassarsi lo stipendio o diminuire i benefit, ma bensì smettere di riscuoterlo e rinunciare a tutti i benefit.
 

 

Oltretutto il dare troppo peso all'importanza dello stipendio dei parlamentari presta il fianco a facili trucchi propagandistici da parte dei politici stessi.
 

 

Ecco, questa bufala mostra un altro comportamento tipico del boccalone.

Boccalone: "i politici si sono alzati lo stipendio"
Replica: "non è vero, è una bufala"
Boccalone: "vabbè, non fa niente, comunque sono dei ladri, dei farabutti, dei mafiosi..."

SONO D'ACCORDISSIMO sul fatto che i politici siano troppi, prendano troppo, usino a sproposito i mezzi dello stato (auto blu, aerei...pure le ambulanze) e tutto il resto. Ma seo vogliamo colpevolizzarli non possiamo farlo con delle accuse sbagliate.
E inoltre questo è il comportamento SBAGLIATISSIMO di chi casca in queste catene: lancia un accusa infamante verso qualcuno, ma quando gli si fa notare che ha sbagliato, dice che "comunque tali persone sono colpevoli di altre cose"; il tutto pur di non ammettere lo sbaglio.

Sarebbe come se io andassi dalla Franzoni e le dicessi "è colpa tua se c'è l'emergenza rifiuti a Napoli". Mi si potrebbe dire "guarda che lei non centra nulla" e io ribattessi "sì, comunque tu hai ucciso tuo figlio e devi pagare".

E mi ricorda anche la vicenda del cane lasciato morire di fame per arte. Tutti a dare dell'assassino ad una persona, ma, nel caso si fosse scoperto che non aveva ucciso quel cane, nessuno era disposto a ritrattare le accuse "tanto aveva comunque fatto del male al cane". Prima si cerca il colpevole, poi la colpa.
 

 

Questa è una bufala o per meglio dire una mail che intasa la casella di posta elettronica. Sui politici la vedo meglio così:

Boccalone: "i politici hanno uno stipendio immeritato"
Replica: "non è vero, è una bufala"
Boccalone: "hai ragione, oltre allo stipendio hanno anche dei benefit immeritati"
 

 

una bufala o meno il risultato non cambia.. I trattamento dei parlamentari italiani è fuoir dai parametri europei ed assolutamente eccessivo.. Tra l'altro al parlamento eurpeo i nostri sono i più pagati visto che il loro stipendio è aganciato a quello riveuto in patria.. Credo che un giretto di vite sarebbe opportuno..
 

 

Ok, ma se gira la catena "I parlamentari hanno stipendi da 9000 euro" e tutti ci credono, i politici potrebbero benissimo alzarsi gli stipendi da 6000 a 7500 e dire "Guardate, li abbiamo ridotti"

(ho usato cifre generiche, non quelle contenute in catene e smentite)
 

 

Oppure potrebbero ridurseli in modo tale che il popolino sia contento, fare bella figura, urlarlo ai quattro venti e continuare a governare come fanno, senza risolvere problemi ben più importanti.

Tanto il problema grosso per il boccalone non è il fatto che non ci sia lavoro, è il fatto che il politico guadagna più di lui.
 

 

In itaGlia non abbiamo difensori dei consumatori:
Il codacons canna regolarmente.
Audiconsum anche di recente
http://allarovescia.blogspot.com/2007/11/widescreen-e-volpe.html
ha preso uno dei suoi moltissimi abbagli

Mi manda rai3 tutte volte che la vedo, per fortuna di rado, parlano di cose impossibili...

Un giornaletto famoso chiede "bustarelle" per la stampa e fa prove impossibili.

cosa e' rimasto?

A si, il consumatore che e' tutto intento a parlare di metatecnica comparata fatta di pixel watt e hdqualcosa.

Sig!
 

 

giuliano47 ha detto...

[inizio OT]
La roulotte del Codacons...
[fine OT]
 

 

blu-flame ha detto...

Il fatto è che si continua a distinguere tra politici e tutte le altre categorie di lavoratori... mentre la realtà è che sono (siamo?) tutti uguali. Se il politico ha come primo pensiero quello di guadagnare per tutta la famiglia e oltre, non è che il resto degli italiani abbia un altro tipo di sogno, anzi. E quindi dov'è lo scandalo? Tutti i liberi professionisti che dichiarano al fisco cifre ridicole (ovvero la stragrande maggioranza) sono forse migliori dei politici? No. Anche perché i politici sono sicuramente figli, fratelli, cognati, amici, cugini, vicini di casa di ciascuno di noi, non alieni... e anche chi li critica sotto sotto li invidia. Il "sistema" è questo, c'è poco da fare. E chi può ne approfitta in ogni modo e con tutti i mezzi, senza vergognarsi di niente. Perché l'occasione fa l'uomo ladro, e l'Italia è piena di occasioni, per chi le sa trovare.
 

 

Oltretutto proprio oggi ne hanno parlato allo Zoo Di 105, che mi fa tanto ridere ma di sicuro non brilla di coerenza o per il modo in cui verificano le affermazioni: spesso sono qualunquisti e sparano nel mucchio.
Proprio oggi hanno fatto sentire la telefonata dove chiamavano non-so-chi, ma comunque qualcuno che lavora al parlamento, che ha precisato che non si sono alzati lo stipendio e che tale notizia era infondata. E in quel momento Mazzoli è cascato dalle nuvole, perchè si è accorto che le sue uniche fonti di informazione erano TGCOM (!), STUDIO APERTO (!!!!) e chissà quanti blog. E così l'accusatore è passato dalla parte del torto perchè ha lanciato un'accusa falsa.

Ma ovviamente poi si è discolpato dicendo che comunque i politici prendono troppo, rubano ecc...ok, va bene! Ma facendo in questo modo, siamo noi a passare dalla parte del torto.

Oltretutto vi ricordo una cosa di un anno fa: non mi ricordo quale riforma doveva passare, comunque si trattava di andare a votare. Tra le due proposte ve ne era una che contemplava la riduzione di stipendio dei parlamentari e, in giro, si sentiva la gente che diceva "io voto quella, perchè è giusto che prendano di meno".
Peccato che
1 - era una riduzione irrisoria (tipo mille euro...che loro recupereranno facilmente in altro modo)
2 - sicuramente chi ha fatto quella proposta, ha messo la clausola della riduzione degli stipendi come specchietto per le allodole, per far sì che la gente votasse una riforma che faceva comodo a loro.

Insomma, occhio che con questi famigerati "stipendi dei parlamentari" loro sono i primi a prenderci in giro, ad esempio quando strombazzano le auto-riduzioni di stipendio (e tutti a dire "che bravi") e poi intanto ce lo mettono nel **** da un altra parte.
 

 

I punti sono 2:

1. la mail è una bufala, andrebbe solo cestinata quando arriva e nemmeno letta
2. i politici sono lavoratori dipendenti dello stato italiano, se non rendono andrebbero licenziati, se rubano idem; qualcuno di voi fa un lavoro dove se non rende o se ruba viene mantenuto sul posto di lavoro?
 

 

ma la cosa ancor più eclatante è: se sei pregiudicato è quasi impossibile trovare lavoro, a meno che tu sia un parlamentare :)
 

 

Esatto Logan, l'Italia è il paese dove ciascuno si crede più furbo degli altri, e quindi cerca sempre di fregarli quando può. Non importa la categoria, cambia solo la scala a cui fanno i furbi, e quindi la portata e dimensione degli effetti. Ma comunque il principio è lo stesso, dall'idraulico che ti dice "sono 120Euro, 100 senza fattura signora", all'ortopedico di mia nonna che faceva lo stesso fetido discorsetto anche se i medici non hanno IVA da ricaricare sul cliente, al presidente regionale che tranquillamente non paga la fatture dei professionisti, fino ai parlamentari che approfittano della loro carica per guadagno personale. Servirebbe solo una legge veramente efficiente che trovi e punisca efficacemente gli illeciti per cominciare a cambiare questo stato di cose... invece in Italia abbiamo pregiudicati in Parlamento, persone in corso di giudizio che si candidano. Esemplare è come spesso la denuncia venga usata come spauracchio dall'insolvente: "Altrimenti se non le va bene andiamo a risolverla in tribunale..." con il sottinteso 'così la cosa va avanti cinque anni almeno con disagi annessi e per allora _forse_ vedi i soldi che ti devo, e non è neanche sicuro'. Un procedimento giudiziario dovrebbe essere lo spauracchio dell'onesto nel giusto, non del disonesto in torto che vuol fare a modo suo.

Nota finale: complimenti davvero per la ricerca minuziosa, Paolo (come al solito).
Anche se so che non è di tua competenza, sarebbe interessante confrontare i dati dichiarati che hai trovato con quelli esposti nel libro "La casta", quello che parla di tutte le facilitazioni, stipendi, diarie e altre amenità relative ai politici italiani.

(P.S. ammesso che sia vero, cos'è che sperano di ottenere con una roulottina parcheggiata vicino all'aeroporto? I militari spruzzatori cattivoni sono talmente scemi da irrorarsi sulla testa, nella loro stessa zona? Il Codacons non ha niente di meglio da fare?)
 

 

@Logan e Dan

Sante parole le vostre. Ricordandoci che NESSUNO VUOLE DIFENDERE LE MALEFATTE DEI POLITICI, ricordiamoci che loro sono i rappresentanti degli italiani, nel bene e nel male.
Ovvero, tutto quello che loro fanno, approfittando della loro posizione, oppure considerandosi più furbi di noi, sono esattamente le stesse cose gran parte degli italiani farebbero al loro posto (probabilmente pure io) e che in piccolo cerchiamo sempre di fare nelle situazioni in cui ci troviamo.

- Il caso già citato dell'idraulico/dentista ecc...che vi propone un prezzo ridotto, senza farvi fattura non è molto diverso dal politico che si mette d'accordo con una ditta di appalti (una mossa che conviene ad entrambi)
- Ci lamentiamo del loro assenteismo,ma facciamoci un giro negli uffici, controlliamo quante catene di sant'antonio partono dai pc del lavoro (spesso poi ritrovate nell'antibufala), quante telefonate private si fanno dall'ufficio, quante pause sigaretta/caffè prese senza averne bisogno.
- Quante volte, appena veniamo beccati in divieto di sosta o che superiamo i limiti, diciamo "ma perchè non andate a beccare i veri delinquenti?". Insomma, l'italiano non ama prendersi le sue responsabilità e lo scaricabarile esiste a tutti i livelli della società.
- leggi che dovrebbero servire a renderci più civili e migliorare l'ambiente in cui viviamo (vedi legge Sirchia e raccolta differenziata) sono state accolte con un sacco di critiche. Pensate che ci sono persone che si rifiutano di fare la differenziata, perchè NON HANNO VOGLIA di dividere i rifiuti. Complimenti!
- ah...sento ancora gente che osa dire: "ma se lo Stato non vuole che fumiamo, perchè poi vende le sigarette"? MA CA**O, mica vi OBBLIGA a fumare. Giustamente lo stato, dopo avervi avvisati del male che vi fate, vi lascia ancora la possibilità di fumare. Se vi togliesse le sigarette, urlereste al proibizionismo. Ma visto che invece vi concede il libero arbitrio, qualcuno urla che ha bisogno di mammina che gli tolga a forza la cicca dalla bocca.



Insomma, non possiamo criticare un comportamento della classe politica se il popolo ha esattamente gli stessi atteggiamenti nei confronti delle leggi, dei propri connazionali. L'unica differenza è che loro sembrano non dover rendere conto a nessuno di quello che fanno,mentre ad esempio il "nostro" assenteismo potrebbe comunque sempre essere punito. Ma resta il fatto che è assurdo pensare che il politico sia una persona "diversa" da noi alla radice. Vorrei vedere se voi (ma mi ci metto anche io), al loro posto, non approfittereste della situazione? Magari dicendo "hanno rubato tutti prima di me, perchè non posso farlo anche io?" e che probabilmente è quello che pensa ogni nuovo politico che conquista una poltrona. Del resto, trovandovi a fare un lavoro che, oltre a caricarvi di soldi, vi garantisce da subito una pensione, quanti di voi non penserebbero "ma chi me lo fa fare di lavorare per questo popolo che, per primo, tenta di fregare il suo prossimo?"


PS. Prima che qualcuno lo pensi anche solo per scherzo, non sono politico e non ho parenti politici. Anzi, sappiate che tra le firme del V-Day c'è anche la mia ;)

Ah, concordo con chi si lamentava dei pregiudicati al parlamento! Sappiate che se avete avuto delle condanne, oppure denunce pendenti, non potete nemmeno aspirare a fare l'ausiliario del traffico. Però potete accedere al parlamento. E sulla cultura...lasciamo perdere (ricordatevi i vari servizi delle Iene). Questo perchè in teoria "ogni cittadino deve avere il diritto di poter svolgere il lavoro politico".
Già, per fortuna per fare lavori come dottore, avvocato, ingegnere...sono ancora richiesti titoli di studio. Il diritto uno se lo deve guadagnare e poi deve riuscire a mantenerlo. Se fai il furbo è giusto che certe porte ti si chiudano per sempre.
 

 

Manco a farlo apposta ieri sera in un'emittente locale (veneta, TNE per l'esattezza) nel rituale programma di approfondimento si parlava del costo dei politici. Trasmissione, avverto, in cui mi sono imbattuto per caso fra una pausa pubblicitaria e l'altra. In studio il classico "paladino dei cittadini" che sventolava i fogli in pdf della nuova versione della bufala di cui sopra, snocciolandone i dati avvertendo però di non sapere se erano corretti o meno ma dichiarandosi allarmato se lo fossero. Le cose inquietanti erano quindi tre:
- nello studio nessuno, ripeto, nessuno ha obiettato "ma se non li hai verificati, cosa li presenti a fare?" che sarebbe stata la cosa principale da sottolineare
- snocciolati i dati anche il parlamentare locale ospite (sen. Giarretta) non è stato in grado di dire "ma sono tutte balle", fermandosi solo sull'aspetto della "casa gratuita" e dando la, inopportuna, impressione che i dati fossero invece veri
- il suddetto "paladino dei cittadini" ha dimostrato solo di essere un cialtrone, se si presenta in una trasmissione stampandosi il contenuto di una catena di Sant'Antonio senza nemmeno degnarsi di controllarne la veridicità (e pure ammettendolo)

per replicante cattivo:
OT e giusto per riprendere il discorso del cane. Io mi sono fermato all'ultima "prova" contro noi dubbiosi. La petizione in linea accusava Vargas di "soli" maltrattamenti del cane e non della sua morte. Ma come? Gira la richiesta di "firmare" una petizione su uno che avrebbe ucciso un cane per arte, vai avanti per settimane a prendertela con chi ha mosso qualche dubbio ed alla fine salta fuori che la petizione era solo per maltrattamenti? Ma non potevi dirlo prima? Ovviamente questa nuova "scoperta" (arrivata in sensibile ritardo) è stata presentata come "prova" contro di noi e non, come era, a nostro favore (nostro dei dubbiosi intendo). Ennesima dimostrazione che chi casca in queste catene poi non riesce ad ammetterlo, collezionando figuracce su figuracce.
 

 

a proposito della coerenza del Codacons.

Io, al contrario di qualcuno qui sopra, guardo sempre (compatibilmente con altri impegni) Mi manda Rai Tre, ed ho ben in memoria le battaglie del 2002 del Codacons contro le banche colpevoli di aver imposto mutui a tasso fisso "ben sapendo che i tassi sarebbero diminuiti e quindi lucrandoci sopra". E via battaglia affinché i mutui siano a tasso variabile.

Passano 5 anni, arriviamo al 2007 ed il Codacons accusa le banche di aver imposto i mutui a tasso variabile e non più fisso "ben sapendo che i tassi sarebbero aumentati e lucrandoci quindi sopra". E via battaglia affinché i mutui siano tutti a tasso fisso.

Ed il bello che nessuno ha ricordato al Codacons l'antefatto di 5 anni prima, nemmeno le stesse banche.

Evito poi di riportare esperienze personali totalmente negative col Codacons locale, alla luce delle quali vedo sempre di traverso tale associazione.
 

 

L'efficacia della bufala è proprio dovuta a quello che un po' tutti abbiamo descritto in questi commenti.

Non fa leva tanto sul nostro desiderio di equità, quanto sulla nostra invidia verso chi è più ricco e potente di noi.
 

 

@replicante cattivo
Oltretutto vi ricordo una cosa di un anno fa: non mi ricordo quale riforma doveva passare, comunque si trattava di andare a votare. Tra le due proposte ve ne era una che contemplava la riduzione di stipendio dei parlamentari e, in giro, si sentiva la gente che diceva "io voto quella, perchè è giusto che prendano di meno".
.............

Ti riferisci forse al referendum costituzionale del 2006?
Se è così, in quel caso si parlava di riduzione del numero di parlamentari, non dello stipendio.
Ossia, con lo stipendio dei parlamentari non c'entra una mazza (al massimo sul costo totale).
Ritenta, sarai più fortunato.
 

 

Però io ricordo la Gardini in una pubblicità radio che portava questa riduzione dei parlamentari nel pacchetto referendario come una riduzione dei costi dei parlamentari.

E diciamocelo pure, praticamente questo punto era quello su cui i favorevoli martellavano a ripetizione.
 

 

Sì Franco, se riduci il numero di parlamentari ne riduci il costo per la colelttività (sempre se lo stipendio rimane invariato...).
Ma replicante cattivo si è messo a inventare di sana pianta cose tipo:
..............
"Peccato che
1 - era una riduzione irrisoria (tipo mille euro...che loro recupereranno facilmente in altro modo)
2 - sicuramente chi ha fatto quella proposta, ha messo la clausola della riduzione degli stipendi [...] "
.................

La vaccata è evidente. La gente non può approvare una cosa del genere. Perché il referendum è solo abrogativo, quindi non si può approvare per referendum una legge che diminuisca di 1000 euro gli stipendi dei parlamentari. Al massimo puoi abolire gli incrementi, ma non puoi proporre un decremento. Poi molti benefit sono dati (o tolti) in base a delibere del presidente della camera di competenza. Sui cui i cittadini non possono decidere niente.

L'unico caso di referendum propositivo è quello costituzionale, come detto. Ma l'ammontare dello stipendio dei parlamentari è stabilito da legge ordinaria, non costituzionale.

Quindi quando qualcuno dice che:
"Oltretutto vi ricordo una cosa di un anno fa: non mi ricordo quale riforma doveva passare, comunque si trattava di andare a votare."
... per ridurre di mille euro circa (numero completamente inventato dato che si trattava di tutt'altro) lo stipendio dei parlamentari...
dice una cosa che dal punto di vista tecnico non sta in piedi.
Aggiunge dettagli strampalati come quello che avrebbero recuperato quella cifra (come? dove?) che non c'entrano niente perché come detto non si toccavano gli stipendi.

E allora? Allora non c'entra perché sono tutti ladri...
Stesso ragionamento dei bufalatori.
Se volete fare quelli cool, cercate di essere precisi.
Altrimenti cadete nel ridicolo anche voi.

Su quello che poi la Gardini, chi se ne frega. Può dire quello che vuole.
Forse semplificava il ragionamento per gli italiani (mediamente ignoranti) o per sé stessa (...).
 

 

Va bene Mattia, non ti incazzare. Avrò detto una "vaccata" (signore!) ma almeno ho posto il beneficio del dubbio e comunque ho detto che ricordavo quelle cose; evidentemente ricordavo male.
Ma tu hai visto tanta malafede nelle mie parole. Secondo te per quale motivo?
Pensi che mio padre o mio zio siano dei politici e sto cercando di difenderli?
 

 

Mattia, cerchiamo di non saltare alle conclusioni. Replicante ha riportato una cosa, tu dici che è sbagliata: d'accordo, l'ha detto lui per primo che andava con quel che ricordava. Bastava farglielo notare, non serviva trarre tutte quelle conclusioni che alla fin fine sono solo una tua ipotesi, tutta da verificare. Non capisco perchè tutta questa veemenza.
 

 

Questo post è stato eliminato dall'autore.
 

 

Grazie Dan :)

Come ho detto prima, fa comodo prendercela coi politici e dire che sono dei ladri, mascalzoni, farabutti, pensando che NOI siamo migliori solo perchè non combiniamo quello che combinano loro. Ed è facile dirlo ORA che non possiamo farlo.Facciamoci un esame di coscienza, pensando a tutte le volte in cui diciamo "questa legge è assurda, io qui fumo lo stesso... questo limite è ridicolo, non posso andare così piano...io me ne frego e faccio quello che voglio"
E' giusto lamentarsi delle leggi nelle sedi e nei modi più appropriati. Ma l'italiano medio è quello che le leggi le adatta a suo piacimento. Così poi se tu viaggi ai 100 dove c'è il limite dei 70, un altro viaggia ai 110 e combina il patatrac...e tutti a piangere e chiedere giustizia.
Per non parlare di chi pensa: "in Italia tutti tentano di f*tt*re il prossimo, perchè non dovrei farlo io?" e ci si lava la coscienza.
E allora come osiamo criticare i politici quando noi stessi siamo i primi a fare le stesse cose? Dovremmo prima di tutto noi italiani modificare la nostra mentalità.


Evidentemente far notare queste cose dà fastidio a molta gente,che invece vorrebbe crocifiggere i politici dando la colpa esclusivamente a loro di tutto il male. Quindi ecco perchè attaccarsi in quel modo facendomi giustamente notare un errore, ma utilizzandolo come capro espiatorio.

E attenzione: è la stessa cosa che potrebbero fare i politici con noi! Se noi diffondiamo notizie e cifre ERRATE sul loro conto, per loro diventa facilissimo dire che chi li diffonde è una persona poco informata e che non merita credibilità, anche se poi, al di là della bufala, iniziasse a dire cose sensate.
 

 

"Se volete fare quelli cool, cercate di essere precisi.
Altrimenti cadete nel ridicolo anche voi."

Voi chi?
E poi che è questo accusare di voler fare "quelli cool"? Fagli notare l'errore che ha fatto, correggilo e basta.

"Su quello che poi la Gardini, chi se ne frega. Può dire quello che vuole."

Certo, come no. I politici possono dire quello che vogliono. Anche quando imbrogliano le carte.
 

 

e comunque il problema più grosso attualmente non sarebbe quello di pagarli (poco o tanto che sia), quanto quello di farli lavorare per il bene della collettività, e non solo per i loro interessi e maneggi di potere.
se fossi certo che questi individui lavorassero solo per la corretta gestione della cosa pubblica, tappandomi il naso tollererei anche i costi troppo alti. peccato che non è affatto così... basta ascoltare qualche intercettazione, s'occupano di tutto meno che di quello per cui vengono pagati.

del Codacons e compagnia bella meglio non parlarne, le associazioni di solito sono rifugi per derelitti trombati alle elezioni ma in cerca perenne di notorietà. non lo dico per sentito dire, lo dico per esperienza personale vissuta (ho dovuto affrontare e risolvere nel mio lavoro una questione assurda e senza senso sollevata da uno di questi squallidi personaggi).

la mia conclusione: lo schifo è proprio dentro di noi, se la base della popolazione non fa un salto di qualità culturale, finirà sempre rappresentata da schifezze subumane del genere. e per "salto di qualità" intendo anche smettere di credere alle bufale...
 

 

Volevo segnalare il link alla pagina di smentita della Camera:

http://www.camera.it/amministrazione/317/599/documentotesto.asp?comunicato_id=1989&no=2016t&text=Codacons&action=detail

Ciao, Roberto
 

 

solo questo:la possibilita' di scrivere in questo blog,e' un sintomo di democrazia,lo e' meno tutto il sistema che ti fa scrivere per un'ora,poi per impostare l'account se non lo hai fatto prima,perdi tutto cio' che hai espresso...bah,provero' di nuovo appena mi riprendo dalla delusione...
 

 

si certo è vero che è necessario, fare luce su dati reali, ma trovo inutile smentire una bufala, se per qualificarla come tale, si rinuncia a descrivere fatti e dati reali, non è forse vero che gli stipendi dei deputati italiani sono i più alti d' europa, secondo un' indagine del times?
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/07/eurodeputati.shtml

non è questo un dato reale di primaria importanza quando si parla di bufale riferite agli stipendi dei parlamentari?
 

 

Volevo aggiornarvi: è appena arrivata la catena "Version 2007" (allegato pdf) in compagnia di un nuovo allegato word, che copio e incollo qui:

ANSA) - VENEZIA, 8 SET - I lavoratori della direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del Veneto hanno scritto una lettera al ministro Brunetta per chiedergli perchè non fa una crociata anche contro i politici 'fannulloni'.''Sarebbe stato più onesto e coerente se Lei signor Ministro - scrivono i lavoratori - avesse rivolto la sua attenzione anche nei confronti di quella classe politica, cui si fregia di appartenere, retribuita in misura assolutamente 'rispettabile' con soldi pubblici recuperati da quei 'fannulloni' dell'Agenzia delle Entrate. Sono infatti tristemente noti - sottolineano - i casi di assenteismo tra i politici o ancora peggio di rappresentanti del popolo attratti dalle lusinghe della corruzione e da sistemi clientelari''. Pertanto, proseguono i dipendenti della Agenzie delle Entrate, ''se utilizzassimo la Sua capacità di sintesi, dovremmo asserire che tutta la classe politica e' assenteista, corrotta e clientelare. Noi, però, non siamo a questo livello di odio generalizzato''. E concludono: ''Siamo fortemente indignati per un classe politica moralista che taglia, scopriamo, il nostro fondo di produttività e si aumenta autonomamente i propri compensi. Noi siamo persone serie''. (ANSA).
 

 

@giuliano47
Chi ci difenderà dalla scie chimiche? Semplice, la scienza e l'informazione. Un paio di informazioni le trovi qui
http://attivissimo.blogspot.com/2007/02/scie-chimiche.html

Informazioni scientifiche le trovi in qualunque biblioteca.

Ah già, dimenticavo... le biblioteche sono controllate dai complottisti!... e vabbeh, ci toccherà tenerci le scie e sopportarvi ancora per un po'...
 

 

Trasportato dalla gastrite sono "caduto" anch'io nel tranello della catena bufala e nel mio blog ho fatto ammenda inviando qui per leggere i dettagli. Concordo in pieno con lapremessa al post... con le bugie si rischia di offrire il fianco a chi si vuol colpire. :)
Sempre complimenti.
 

 

ops ho dimenticato di citare il mio blog: http://rumoridigente.ilcannocchiale.it/
 

 

La saga degli stipendi dei parlamentari trova ora prosieguo (unico aggiornamento mi pare quella frase iniziale:
"E POI TAGLIANO SULL'UNIVERSITA'!")
e nuovi fans e ligi collaboratori nelle pagine di Facebook, sotto forma di gruppo "SCANDALOSO QUESTO PAESE".
Ennesima conferma della capacità delle bufale di perpetuarsi sviluppandosi e adattandosi ad ogni nuovo mezzo disponibile, a dispetto di ogni sforzo volto ad arginarle.
Vedo che inutilmente alcuni utenti hanno già tentato di spostare il discorso sull'esame dei fatti concreti e documentati, citando anche il questo sito. tentato anch'io, ma predomina il delirio populistico e qualunquista: tanto, scrivere due righe di banalità protestatarie non costa nulla.
 

 


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