skip to main | skip to sidebar
52 commenti

L’astronauta, la giornalista e l’intervista fantasma. Storia di ordinario giornalismo

Ultimo aggiornamento: 2018/02/22 21:35.

Ne avrete sentito parlare: una testata giornalistica ha pubblicato un’intervista all’astronauta Samantha Cristoforetti, che ha messo online una dettagliata e garbata smentita pubblica, nella quale ha dichiarato categoricamente di non aver mai rilasciato quell’intervista, ha scelto di non fare il nome della testata o della giornalista coinvolta e ha chiesto che venisse pubblicata una rettifica, mettendosi comunque a disposizione per un‘intervista autentica.

Risultato: la testata ha rimosso l’intervista e la sua direttrice ora minaccia querela a “chiunque dica che il mio giornale ha inventato un’intervista”.

Internet non è garbata, non dimentica e non perdona, per cui le identità della testata e della giornalista sono emerse in men che non si dica e sono ormai note, quindi non ricorro a inutili omissioni: la direttrice è Daniela Molina, la testata è Donnainaffari.it, l’intervista era qui (link non più funzionante) e la giornalista autrice dell’intervista è Laura Placenti.

L’intervista è stata ripescata dalla cache di Google e salvata su Archive.is, dove potete leggerla per farvene un’opinione personale: ve lo consiglio, perché va messa a confronto con la risposta della Cristoforetti.

A questo punto la direttrice si è palesata su Facebook con nome e cognome, nel gruppo Giornalisti italiani su Facebook, minacciando appunto querela. Raccomando di leggere anche tutta la sua versione degli eventi, che riporto qui sotto come screenshot per chi non è iscritto a Facebook e non lo vuole frequentare:



Non solo: la direttrice della testata ha accusato Samantha Cristoforetti di aver “VOLUTO levare il lavoro” alla giornalista e ha affermato che “evidentemente era la Cristoforetti a volere tutto questo rumore”. Certo, perché quando vai nello spazio e lavori per tornarci non hai di meglio da fare che attaccare una giornalista.


Tutto indica invece che Donnainaffari.it ha pubblicato un’intervista palesemente, sfacciatamente, maldestramente inventata e piena di errori. Quel “Sally Raid” al posto di Sally Ride (manco fosse un insetticida), quel “Yuri Gagarin nel 1961, fu il primo uomo a uscire dall’orbita terrestre”, quel “il primo uomo Neil Amstrong [sic] mise il primo piede nello Spazio”, il nome sbagliato della figlia di Samantha e tante altre perle giornalistiche dello stesso calibro sono, per essere molto educati, castronerie da matita blu.

Sì, direttrice Molina, mi quereli pure perché oso dire le cose come stanno: l’intervista pubblicata dalla testata di cui lei è responsabile è stata inventata. Questo è il mio parere professionale basato sui fatti, come giornalista e come persona che conosce Samantha Cristoforetti da anni e sa che non direbbe mai e poi mai quelle banalità che le vengono attribuite (diventare mamma sarebbe “una nuova avventura emotiva che ti fa volare oltre l’infinito”). Basta leggere una sua qualunque intervista autentica per rendersene conto. Non lo farebbe neanche sotto minaccia di tortura tramite poesia Vogon.

Con sublime quanto involontaria autoironia, fra l’altro, Donnainaffari.it si vanta che “A differenza dei comuni siti di informazione, infatti, noi siamo obbligati dalla Legge e dai Codici deontologici prescritti dall’Ordine dei Giornalisti a controllare la veridicità di ogni articolo pubblicato” (copia su Archive.is). Beh, si è visto come funziona questo controllo di veridicità.

Pubblicare interviste inventate, attribuendo agli intervistati scempiaggini che non hanno mai detto, è un malcostume diffuso che affossa la già traballante credibilità del giornalismo. In un momento in cui si parla tanto di fake news, la scelta di Laura Placenti di falsificare un’intervista è una vergogna per la categoria: è un tradimento del patto sociale con i lettori. E la scelta della sua direttrice di minacciare querela a chi osa dire che il re è nudo e di accusare un’astronauta in questo modo è un atto di arroganza anche peggiore.

Non è certo questo il giornalismo che ci può salvare dalle fake news.


Nota tecnica


Durante le mie ricerche per questo articolo ho notato una particolarità nel testo della (presunta) intervista: l’uso, da parte di Laura Placenti, della curiosa grafia errata “Svletana Savitzakaia” al posto di “Svetlana Savitzkaya” per far citare alla Cristoforetti la prima donna al mondo che ha compiuto un’attività extraveicolare (o “passeggiata spaziale”). Notate il refuso “Svletana”, con la L prima della T.

In tutta Internet, gli unici due altri articoli trovati da Google che contengano quella stessa grafia sono questo, sul sito Victoria50.it (copia su Archive.is), e il suo equivalente in spagnolo presso Victoria50.es. La versione francese scrive invece “Svetlana Savitzakaia” (T ed L sono nell'ordine giusto nel nome, ma il cognome ha sempre una A di troppo). Guarda caso, in tutti e tre questi articoli, come in quello di Laura Placenti pubblicato da Donnainaffari.it e poi rimosso, c’è anche lo stesso errore sul cognome dell’astronauta Sally Ride, che viene scritto erroneamente Raid.

Non faccio congetture su quale legame vi possa essere fra questi articoli e quello di Laura Placenti, ma mi pare molto improbabile che due errori così specifici vengano ripetuti su Donnainaffari.it per puro caso.

I siti Victoria50.it, .es e .fr sono di proprietà della Procter & Gamble, concetto ribadito anche qui, e contengono soltanto pubblicità di prodotti di quest’azienda. Si tratta dunque di siti pubblicitari travestiti da siti d’informazione. E che informazione: notate, per esempio, che le presunte autrici dei contenuti si presentano come “Noi cinque” anche se la foto mostra solo quattro persone (anche nella versione spagnola), ma soprattutto che le stesse donne si chiamano Maria, Laura, Lisa, Anna e Carla nella versione italiana, però sono Beatriz, Isabel, Carmen, Raquel e Patricia in quella spagnola e sono Anne, Béatrice, Catherine, Nathalie e Patricia in quella francese. Fake news industriale, insomma.


Noi cinque, che siamo quattro.



Aggiornamento: 2018/02/22


Nei commenti, Marco Alici segnala una ulteriore, sorprendente coincidenza. Questa è una risposta che Laura Placenti attribuisce, con tanto di virgolette, a Samantha Cristoforetti nell’asserita intervista ora rimossa:

Sempre nel 1984 la prima donna americana a svolgere un’attività extra veicolare fu Kathryn Sullivan, che successivamente volò in altre due missioni Shuttle, totalizzando 532 ore di permanenza nello spazio. Ci vollero quasi vent’anni (fino all’estate del 2007) prima che Barbara Morgan (che era stata la riserva di Christa McAuliffe) potesse volare sulla missione STS-118 e insegnare dallo spazio alcune delle lezioni proprio di Christa McAuliffe.

Screenshot:

E questa è una frase tratta dall’articolo di Victoria50.it:

Sempre nel 1984 la prima donna americana a svolgere un'attività extra veicolare fu Kathryn Sullivan, che successivamente volò in altre due missioni Shuttle, totalizzando 532 ore di permanenza nello spazio. Ci vollero quasi vent'anni (fino all'estate del 2007) prima che Barbara Morgan (che era stata la riserva di Christa McAuliffe) potesse volare sulla missione STS-118 e insegnare dallo spazio alcune delle lezioni proprio di Christa McAuliffe.

Screenshot:

Una coincidenza davvero impressionante. Attendo impaziente le spiegazioni di Daniela Molina o della sempre più silente Laura Placenti.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati manualmente da un moderatore a sua discrezione: è scomodo, ma è necessario per mantenere la qualità dei commenti e tenere a bada scocciatori, spammer, troll e stupidi.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui e/o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (52)
Paolo, bravissimo e stima totale nei tuoi confronti, grazie per il tuo lavoro. Qualunque altra parola sarebbe superflua.
Risultato: la testata ha rimosso l’intervista e la sua direttrice ora minaccia querela a “chiunque dica che il mio giornale ha inventato un’intervista”. Orwell spostati...
Ciao Paolo. Il motivo per cui sono 4 nella foto è che la quinta è quella che stava scattando la foto stessa ;-)
Il link sulla versione della giornalista porta ad un 404...
Non so se mi viene da ridere o da piangere, immagino solo quante "interviste" del genere ci capitano sotto gli occhi senza aver modo di saperlo. Tanta stima per la risposta di Samantha che ha deciso di non fare finta di nulla e ha precisato senza attaccare.
Guido,

quale link ti dà 404?
Avevo letto di questa storia ridicola. Ma ciò che trovo REALMENTE bizzarro è la reazione della direttrice Daniela Molina. E questo sarebbe nel famoso "Paese dell'Ordine dei Giornalisti", una cricca fatta solo per proteggere se stessa e riscuotere quota annuale e denaro per i corsi.

Dai che le spese legali te le paghiamo tutte insieme... ;)
Nell'articolo della discordia, recuperato tramite google cache e immortalato su archive.is, oltre a vari pietosi errori di battitura, dobbiamo sopportare anche un terrificante "Neil AMSTRONG" (sic!)
E la direttrice si arrabbia pure.
Quanto sarebbe stato bello e rinfrescante se la “giornalista” e la direttrice avessero avuto il coraggio di dire “Sì, abbiamo fatto una fesseria, scusateci. Che possiamo fare per rimediare?” Le avrebbe rese lodevoli e, paradossalmente, affidabili per il futuro. Ma invece non ci arrivano...
"[...] reato penale [...]" da non confondersi con il reato civile.
Solo io vedo una piccola immagine che gira a metà articolo?

A parte questo, mi vengono in mente solo considerazioni offensivi ed insulti per questa storia, per cui passo.
Aggiungo solo un +1 al conteggio dell'indignazione per questa storia orrenda.
Sto leggendo solo adesso la risposta della Cristoforetti.

È una persona incredibile, ha scritto delle cose bellissime.
La direttrice sembra cavillare sul fatto che l'intervista non è stata "inventata" dal suo giornale quanto acquistata da una freelance, la quale quindi è eventualmente responsabile della falsificazione.

Insomma per parafrasare l'Avvocato Prisco (e quindi sia ben chiaro che sto scherzando, prima che qualcuno mi denunci per diffamazione :-D) "non si tratta di furto bensì di ricettazione".
Su FB, nella pagina dei giornalisti in cui si è palesata la direttrice, ci sono persino giornalisti che ritengono plausibile sia la Cristoforetti a voler cercar fama...
Sigh
a leggere dal sito victoria 50 ci sono interi periodi copiati non solo i nomi errati
Mi torna in mente l'indimenticabile Maurizio Mosca e la sua intervista fasulla a Zico... sarebbe interessante fare un parallelismo a distanza di così tanto tempo..
Oh, questo articolo mi piace molto. Trovo davvero brutto che la direttrice di un giornale, quindi una giornalista presumo, abbia fatto minacce di querela, perché spesso le querele sono uno strumento usato per far tacere i giornalisti.

Che Paolo Attivissimo abbia quindi detto chiaro e tondo cosa pensa mi gratifica molto. Anche perché ritengo che nell'eventualità che si scoprano nuovi elementi in difesa di Donna in affari Paolo Attivissimo non perderebbe tempo a pubblicarli. E così si fa giornalismo.
PS a latere mi solletica molto l'idea di scoprire l'identità delle modelle usate come identità di queste presunte articoliste si Victoria :D
Già m'immagino la linea difensiva della testata giornalistica in tribunale: "Signor giudice, la nostra giornalista non ha inventato l'intervista. SENTIVA LE VOCI E HA TRASCRITTO QUELLLO CHE LE DICEVANO!"
C'è una cosa che davvero mi rende perplesso nella minaccia che fa. Lei dice "e tutti quelli che qui e su altri siti stanno dando spazio a commenti sappiano che stanno commettendo un reato penale perché in Italia si è innocenti finché non verrà dimostrata la colpevolezza"
Ma
Se in Italia si è innocenti finché non viene dimostrata la colpevolezza, come fa lei a sapere che stanno commettendo un reato con tanta sicurezza ? Inoltre non dovrebbe essere in capo anche a chi commenta e non solo a chi ospita una responsabilità penale ?
Peraltro, un dubbietto che all'ufficio stampa dell'ESA non gli chiedono di fare un reato in quanto qualche regola di giornalismo la conoscono non le viene ?
Inoltre, da quel poco che ricordo dell'argomento, è così corretto scaricare brutalmente sulla freelance la responsabilità del tutto ? Non è del direttore della testata la responsabilità di quanto pubblicato a prescindere da come si sono svolti i fatti, sopratutto se è una testata e non un social ?
42 minuti di applausi per Samantha Cristoforetti per la risposta alla "giornalista"!

E: "...e non voglio entrare in una dinamica in cui mi troverei, per un probabile squilibrio di notorietà, a rispondere con un missile a chi mi ha tirato un sassolino. " (S.C.) Epica
"il nome sbagliato della figlia di Samantha" XD XD XD Perché secondo lei è plausibile che Samantha abbia rilasciato e poi ripudiato una intervista in cui sbaglia il nome della figlia! XD XD xd
Io, comunque, aspetterei la querela con un ENORME bicchierone di pop con!
@Paolo
non ho avuto il tempo di risponderti che hai gia' beccato il link ;)
Leggendo l'intervista mi nasce un dubbio: quando il primo uomo Neil Amstrong mise il primo piede nello Spazio, dove mise il secondo piede?
Possibile che la direttrice della testata online non abbia un amico avvocato? Anche laureando sarebbe andato bene.

Quando dice che "si è innocenti finché non viene dimostrata la colpevolezza" sbaglia il "punto d'applicazione" del principio.

E' la giornalista che pubblica qualcosa su Samantha e, quindi è lei che deve dimostrare che quanto ha scritto è vero.

Se così non fosse io potrei calunniare chiunque. Ad esempio, potrei dire che Paolo Attivissimo si fa scrivere gli articoli da sua moglie e dai gatti.
Secondo la direttrice dovrebbe essere Paolo a dimostrare che ho scritto frescacce? Ma stamo a scherzà?
Paolo, scusami ma fatti come questo mi tirano con le tenaglie la battutaccia "sempre meglio fare il giornalista che lavorare". Ho anche chiesto l'iscrizione al gruppo di Facebook "giornalisti italiani su Facebook" per riferire quanto tu dici, ma non me l'hanno ancora concessa. In caso, pubblicherò sulla mia pagina Facebook
@contekofflo
quando il primo uomo Neil Amstrong mise il primo piede nello Spazio, dove mise il secondo piede?

In aria, penso.

Avendo messo il primo piede nello spazio come faceva a reggersi? :-D
Cioé... vengono elegantemente graziate dalla Cristoforetti, e anziché starsene almeno zitte e buone fanno pure quelle offese? Minacciando, in perfetto Italian Style, querele ovunque?
Perché così si fa, se sei in difficoltà e vuoi mettere a tacere o insabbiare, si minacciano querele come fossero coriandoli a Carnevale.

Che pena ragazzi, che pena...

Senza offesa per Paolo, ma se questo è 'il giornalismo' io sono contento di fare un altro mestiere.
per me la difesa della freelance sarà tipo che l'articolo si è scritto, e venduto a sua insaputa...dopo case, assicurazioni e chissà cosa altro gli articoli a propria insaputa non sono più così lontani.
Caro Paolo, siamo messi male. Qualche mese fa sono andato a un incontro pubblico con Federico Faggin, bevendomi ogni parola anche se l'argomento era ostico. Il giorno dopo su un quotidiano locale ho letto un resoconto dell'evento dal quale pareva plausibile che il giornalista non fosse nemmeno stato presente e avesse da un lato tirato a indovinare (sbagliando) sugli argomenti trattati e dall'altro avesse attinto a interviste di repertorio per mettere insieme dei virgolettati plausibili. Non so se aggiungere altro...
Buongiorno a tutti.

E' curioso come la direttrice scriva che le domande erano "banalotte".
Tra l'altro sembra come all'inizio cerchi di fare passare l'autrice come inesperta e alle prime armi, per dopo scrivere che ha "tanti anni di esperienza".
A mio avviso sta cercando di levarsi dai guai nel peggiore dei modi. Soprattutto quello di "minacciare" di portare tutto in tribunale.
Ha commesso un errore ( lei è la responsabile, in quanto direttrice); ponga rimedio in maniera dignitosa e giusta.
Basta solo chiedere scusa.

La risposta di Samantha, che avevo avuto già modo di leggere, è perfetta.
"Ci vollero quasi vent'anni (fino all'estate del 2007) prima che Barbara Morgan (che era stata la riserva di Christa McAuliffe) potesse volare sulla missione STS-118 e insegnare dallo spazio alcune delle lezioni proprio di Christa McAuliffe". Parole tra virgolette, quindi risposta dell'intervistata, che invece sono un copia-incolla di una porzione dell'articolo di Victoria50.it.
Qui le cinque/ quattro (presunte) autrici hanno un altro nome. Sembrerebbero modelle per una pubblicità commissionata dalla P&G al fotografo André Reinke
il link sul sito Wildfoxrunning.com: http://wildfoxrunning.com/photographers/andre-reinke#commissions
@marcoalici

Pazzesco, chi avrebbe mai pensato che Samantha Cristoforetti si abbassasse a copiare le risposte da un sito di pubblicità :-D
Alla fine quello che salta all'occhio è che Victoria50 ha almeno fatto un lavoro decente...
Una volta le interviste inventate erano un copia & incolla di dichiarazioni dei presunti intervistati rilasciate qua e là per dare una parvenza di verosimiglianza al tutto.

Adesso manco questo...
A mio parere la Cristoforetti sbaglia a non querelare. D'ora in poi chiunque potrà inventarsi qualcosa.
Il pubblico appassionato e attento no, ma quello generalista si accorge delle smentite molto meno che delle "notizie".
L'unica cosa sensata scritta dalla direttrice è che non avrebbe potuto mantenere la... diciamo... "intervista" online con una nota che dichiarasse che si trattava di un falso, perché ovviamente all'inizio non poteva avere la certezza che si trattasse effettivamente di un falso.
Quindi è stato giusto rimuoverla, meglio ancora naturalmente sarebbe stato lasciare al suo posto una nota che prendesse atto della smentita della... "intervistata".

Tutto quello che viene poi è di una una tristezza infinita... soprattutto l'idea che una persona che rifiuti un'intervista (quale ne sia la ragione) commetta una "cattiva azione" perché "leva il lavoro" ad un giornalista.
Non ho resistito, e tramite un tweet di David Puente mi sono sciroppato (quasi) tutto il thread generato dal commento della Molina in cui minaccia querele.
Non contento, sono poi andato a leggermi il post della Cristoforetti.

Qualunque dubbio sull'accaduto e' svanito, e contemporaneamente un sorriso ebete da venerazione si e' dipinto sul mio vis... (scusate, la fintervista ha scatenato il poeta freelance che e' in me) dicevo sono rimasto senza parole per la distanza abissale tra il post della Cristoforetti e quelle della Molina e dell'autrice del pezzo, sia in termini di semplice padronanza di linguaggio che umani.
blu-flame,

ho respinto il tuo commento. Modera le parole e riformulalo, per favore.
Ma avete visto i tag dell'articolo originale sul sito pubblicitario?!
VITA DI COPPIA
FAMIGLIA E AMICI

E il commento all'articolo? Un paragrafo che o riprende in toto la chiusura dell'articolo (senza aggiunger null'altro!), o è stato integrato totalmente nell'articolo stesso!
E magari ha dato il via all'idea dell'intervista falsa :)

Peccato che il "pezzo" non sia firmato...

Mi piacerebbe chiedere alla "direttrice" come mai una sua valente collaboratrice, che da anni l'accompagna, abbia firmato solo 7 pezzi, e lo abbia fatto a partire da Giugno 2017...peraltro scopiazzati!

Leggete QUESTO comunicato stampa della marina, e poi leggete QUESTO articolo...
AmiC, per la serie

#I-LOVE-CTRL-C-CTRL-V

Dev'essere deprimente però per i Giornalisti seri, cui anche la credibilità è messa in discussione, tendendo la gente a fare di tutta l'erba un fascio.
La risposta di Samantha Cristoforetti è da incorniciare!

Tra l'altro faccio notare come, mentre Il Corriere e La Stampa (e altre testate) riportano "Kelsey Amal", sorprendentemente La Repubblica riporta, dopo aver preso anch'essa la stessa cantonata (l'URL è rimasta :-)), che "Non si tratterebbe, come inizialmente comunicato, di Kelsey Amal."

Tutto ciò non per farmi i fatti di Samantha, ma per far notare come non basti fidarsi della prima informazione trovata in rete, anche se su fonti "autorevoli" e indipendenti.
CTRL+F
"Palinuro"

CTRL+V
"Amerigo Vespucci"

dura la vita dei giornalisti..
Giorgio Baldini,

forse questo tuo commento è finito per errore in un altro articolo ed è stato cancellato qui come doppione:

Caspita Paolo,

è davvero un piacere leggere i tuoi articoli d'indagine, fanno lo stesso effetto di una ventata di aria fresca.

Perché non è vero che "tutto è concesso": la tua è un'opera davvero meritoria che riporta un po' di equilibrio.

Ma costa fatica, energia e tempo ad un uomo intelligente, quindi ritorna la voglia di contribuire quantomeno, come ho già fatto, riempiendoti di "fette di pizza".

E di un sincero grazie.


Grazie delle tue parole e della tua donazione di pizza, che consumerò voracemente alla tua salute!
Ho approfittato dell'entusiasmo che indirettamente questo tuo post mi ha regalato per effettuare una donazione annuale ricorrente tramite paypal. Non e' necessario che pubblichi questo messaggio. :)
Grazie ancora per il tuo lavoro, alla prossima cena disinformatica!
la Direttrice Molina è laureata con tesi in "Etica e regolamentazione del giornalismo"
http://www.odg.it/content/molina-daniela
"Raccomando di leggere anche tutta la sua versione degli eventi, che riporto qui sotto come screenshot per chi non è iscritto a Facebook e non lo vuole frequentare(...)"

Ringrazio di cuore, faccio parte dei non iscritti felici.
La direttrice insiste?
http://www.donnainaffari.it/2018/02/chiarimenti-sulla-vicenda-nostro-malgrado-ci-vede-contrapposti-allastronauta-samantha-cristoforetti/

Le parti che mi colpiscono di più:

"Si consideri, vieppiù, che il testo era – molto francamente – abbastanza anonimo ed innocuo in quanto le domande e le risposte, ivi riportate, erano e sono oggettivamente senza particolare incisività e rilievo, anche e soprattutto dal punto di vista penale e giudiziario."

Secondo lei che fossero tutte balle, che si fosse inventata l'intervista non è niente di grave, tanto erano solo banalità.

"Dopo poco tempo, mi ha contattato telefonicamente la giornalista autrice dell’intervista per dirmi che l’addetta alla comunicazione di Samantha Cristoforetti – a suo dire – l’avrebbe chiamata perché “non si riconoscerebbe in alcune risposte”."

Appunto, balle, ovvio che la giornalista cerca di addolcire i fatti.

"Qualche minuto dopo, una telefonata della segretaria di redazione (che si era relazionata sia con la suddetta addetta alla comunicazione della Cristoforetti sia con la suddetta giornalista freelance) mi forniva una diversa lettura: l’intervista alla Cristoforetti forse non era stata autorizzata."

Ecco una "segretaria" che cerca di fare chiarezza, forse perché non è una giornalista?


Alle richieste di ripubblicazione con correzione e scuse risponde così:

"Non v’è chi non veda come una tale richiesta sia alquanto strana e ciò poiché di un’intervista falsa se ne chiede la soppressione e non certamente la nuova pubblicazione."

Certo, si può scrivere qualsiasi cretinata e falsità, al limite si cancella.


Tutto l'articolo è un inutile mucchio di parole perché non affronta mai quello che veramente è il problema:
L'intervista è vera o falsa?
In entrambi i casi questo nuovo articolo è inutile.
Patetico tentativo di pararsi il fondoschiena. La cosa buffa è che l'unico leone da tastiera mi sembra esser proprio lei.
Quereleranno capillarmente (?!?!) chi oserà dire che l'intervista è falsa. Ossia chi oserà dire la verità?

Ma l'aveva l'autorizzazione da parte dell'ente spaziale si o no? Hanno i file audio/video dell'intervista (e non dell'evento...)? Ha chiesto alla giornalista se ha fatto una sciocchezza?
Perchè da quell'inutile ed offensivo testo mi pare evidente che lei ora (...) sappia che l'intervista sia FALSA, ma che ritenga la Cristoforetti colpevole di troppa menosità. Ok è inventata (e male), ma mica abbiam detto che è un mostro! Non rompete le palle!

Samantha, lascia perdere la giornalista, fai un piacere alla professionalità e querela la direttrice!
Davvero patetico.
Invece di dire: mi sono fidata di una collaboratrice che credevo una seria professionista e invece sono stata ingannata, così come i miei lettori, e me ne scuso pubblicamente... si lancia in una crociata contro i "calunniatori seriali" che chissà per quale oscuro motivo hanno interesse ad attaccare lei ed il suo prestigioso giornale.