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2018/06/17

Addio Pebble, arriva Rebble

Pebble, la società che produceva smartwatch e che è stata comprata da Fitbit nel 2016, cesserà i servizi agli utenti il 30 giugno, dopo un lungo preavviso (l’annuncio è stato fatto a gennaio scorso; gli sviluppatori ne parlavano a dicembre 2016). Non funzioneranno più l’app store, i forum, le funzioni di riconoscimento vocale, la gestione degli SMS e delle mail su iOS (quella su Android sì) e altro ancora; gli orologi in sé continueranno a funzionare.

Sono un felice utente di un Pebble Round da due anni, ed è quindi con piacere che scopro (grazie all’avviso di @ruggio81) che è nato un progetto “ribelle” della comunità degli utenti per tenere in vita i servizi di supporto software ai Pebble. Con un ottimo gioco di parole, si chiama Rebble.

Chi vuole mantenere il supporto al proprio Pebble deve quindi creare un account presso Rebble prima del 30 giugno se vuole importare in Rebble i dati del proprio account Pebble prima che Fitbit li elimini.

La procedura è semplice: create un account Rebble usando le credenziali di un account Google, Twitter, Facebook o Github; poi vi viene chiesto di fare login nel vostro account Pebble; infine ottenete una schermata di conferma. A questo punto non vi resta che attendere notizie.





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8 commenti:

Roby10 ha detto...

Io trovo sconcertante che un oggetto elettronico, comprato e pagato meno di 2-3 anni fa smetta di funzionare o perda comunque l'80% delle sue funzionalità perché dipendono da server remoti di un'azienda che semplicemente stacca la spina. E il tutto come se non ci fosse niente di strano e senza a alcuna difficoltà fatta da autorità o utenti...

vinab ha detto...

grazie Paolo!
Ho appena fatto la registrazione, da felice utente di Pebble, poi Pebble Time (avevo preso un Round in crowdfunding ma ho avuto il rimborso nel 2016). Colgo l'occasione per due commenti/domande:
- come molti sapranno, dopo che Pebble è stato comprato da Fitbit, per un po' non è successo nulla, poi Fitbit ha annunciato un nuovo orologio che riceveva le notifiche ma non permetteva di rispondere (!). Poi hanno annunciato la versione 2.0 del sw che dovrebbe permettere le risposte. Qualcuno lo ha provato, rispetto a Pebble? Io continuo ad andare con Pebble al polso sinistro e Fitbit al polso destro.
- Rebble richiede il social login, non permette login con email: quindi DEVI consegnarti ad un big, a noi la scelta tra Google, Twitter, Facebook o Microsoft. Mi chiedo quali sono le implicazioni sulla privacy dei nostri dati, e chi è il meno peggio tra questi. Qualcuno ha idee?

PS anche blogger richiede il login Google, non c'e' più la vecchia opzione Wordpress/Gravatar. Fortunatamente non è indispensabile consegnarsi a gogoloplus, ho scelto l'opzione limitata.

SirEdward ha detto...

Come Roby10, l'idea che un gingillo smetta di funzionare mi lascia veramente di sasso.

Nel senso... da un lato dovrebbe essere più chiaro che comprando l'orologio non stai comprando solo uno smartwatch ma anche una serie di servizi on-line, e sarebbe carino sapere quanto stai spendendo per l'uno e per gli altri, dall'altro sorge il problema del valore dei servizi on-line e dell'orologio in sé, visto che l'unione delle due cose ne aumenta di molto il valore.

Quanto sareste disposti a pagare uno smartwatch senza l'illusione che funzioni "per sempre", ma sapendo che dopo 2-3 anni metà dei servizi non funzioneranno più?

Mattia Speroni ha detto...

@vinab, io ho sia Ionic che Versa entrambi aggiornati alle 2.1. Effettivamente all'inizio era molto acerbo con la 1.0 ora fa qualcosina in più ma siamo lontani da Watch e Wear OS. Pero l'autonomia è comuquco superiore agli altri. Fitbit sicuramente utilizzers il knowhow di Pebble nelle prossime versioni, più dicquanto non abbia fatto ora.

b9b9b9 ha detto...

Non capisco i commenti riguardo al termine dei servizi. 1) Si sapeva che i servizi evoluti fossero supportati da server esterni. 2) pebble non è stata comprata da fitbit: Pebble è fallita per errate gestioni aziendali come anche ammesso dal fondatore. Fitbit ha acquisito i programmatori e il sw di base. 3) fitbit ha acquisito i server e invece di spegnerli, li ha mantenuti accesi e lo continuerà a fare fino a fine giugno. 4) fitbit stessa sta dando una mano a rebble per implementare le funzionalità di supporto.
Infine, se un azienda fallisce (parliamo di aziende americane) da un giorno all'altro chiude, ciao, saluti e baci: l'unica cosa che conta è pagare fornitori ed azionisti. Punto.

vale56 ha detto...

Quanto sareste disposti a pagare uno smartwatch senza l'illusione che funzioni "per sempre", ma sapendo che dopo 2-3 anni metà dei servizi non funzioneranno più?
NULLA: gli idiotwatch non valgono i miei soldi

Fabio Galletti ha detto...

Credo, una volta di più, che è il mercato, bellezza.
Ed è bellissimo.

Intendo: c'era richiesta, qualcuno ha ripreso a produrre le vecchie cartucce di polaroid istantanee.
Quelle dichiarate "obsolete" e antieconomiche dalla megaditta.

Qui uno smartwatch, ucciso da manovre di finanza, rinasce come una fenice.

Il mercato vive al di fuori delle decisioni dei consigli d'amministrazione.

vinab ha detto...

Grazie a b9b9b9 (commento 5) per avermi spinto a riguardare la storia di Pebble, che ad esempio ho trovato qui.
http://www.businessinsider.com/how-smartwatch-pioneer-pebble-lost-everything-2016-12?IR=T
Dove apprendo anche che devo ringraziare Fitbit (sul mio polso destro) per avermi restituito i soldi del Kickstarter per comprare un Pebble Time 2, che ho puntualmente riavuto indietro. Sul polso sinistro ho sempre un Time...
Ringrazio anche Mattia (commento 4) per la valutazione del Versa 2.0. Aspetterò ancora, almeno finché Pebble respira, perché le funzionalità al Pebble (polso sinistro) sono ancora tante e troppo spesso indispensabili.