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2018/06/05

35 anni di Wargames

Ai primi di giugno del 1983 uscì sugli schermi dei cinema statunitensi uno dei film più importanti della storia della sicurezza informatica. Ebbene sì, Wargames compie in questi giorni ben 35 anni. Racconta con leggerezza e garbo le avventure di un giovane appassionato d’informatica, David Lightman (interpretato da Matthew Broderick), che nel tentativo di penetrare telematicamente nei computer di una famosa società che produce videogiochi trova invece per sbaglio una connessione a un supercomputer della difesa nazionale americana. Lì si imbatte in quella che lui crede sia una lista di nuovi videogiochi, dalla quale sceglie un titolo accattivante: “Guerra Termonucleare Globale”.

Ma in realtà non si tratta di giochi: sono le simulazioni usate dalla difesa statunitense per prepararsi a un eventuale attacco atomico sovietico. David inizia a giocare, senza rendersi conto che sta scatenando il panico nucleare fra i militari, convinti che i sovietici stiano attaccando sul serio, e la situazione precipita.

Il film, diretto da John Badham, quello della Febbre del Sabato Sera, fu un successo di pubblico inaspettato, ma soprattutto rappresentò l’introduzione all’informatica e all’hacking per un’intera generazione. La scena in cui David, per far colpo su una ragazza, Jennifer (interpretata da Ally Sheedy), le cambia i voti scolastici collegandosi al computer della scuola tramite il suo personal computer e una connessione telefonica via modem fu una rivelazione: i computer si potevano collegare fra loro! Si potevano usare per mandare messaggi o per scaricare dati e programmi invece di trasferirli faticosamente di persona! Internet non c’era ancora, perlomeno per gli utenti comuni, per cui la connessione era diretta e lentissima, ma c’era.


Wargames, visto dall’Italia del 1983 (con gli occhi di un allora giovane informatico di vostra conoscenza), pareva a molti fantascienza, ma in realtà era estremamente realistico nelle sue premesse: i sistemi informatici, anche quelli militari, erano davvero vulnerabili. Il film parlava già correttamente di backdoor e di firewall come forme di attacco e di difesa informatica. La tecnica usata da David per trovare computer da penetrare, ossia chiamare automaticamente uno dopo l’altro tutti i numeri telefonici di una regione e sentire se rispondeva il pigolìo stridulo di un modem, era anch’essa reale. Gli informatici la ribattezzarono wardialing proprio per rendere omaggio a Wargames.

Il film colpì anche l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, che chiese ai suoi esperti se davvero i sistemi informatici del governo fossero così attaccabili come si vedeva nel film. La risposta affermativa portò alle prime leggi e direttive sulla sicurezza informatica. Gli esperti avevano già avvisato di questi rischi sin dal 1967 nei loro rapporti tecnici, ma erano rimasti inascoltati. Per far capire finalmente la serietà del problema ci voleva Hollywood.

Trentacinque anni dopo, Wargames è un’operazione nostalgia per gli informatici di vecchia data, ed è citatissimo nel libro Ready Player One di Ernest Cline (quasi per nulla nell’omonimo film di Spielberg), ma le sue lezioni sono ancora attualissime: le password troppo ovvie che permettono al protagonista di farsi strada nei computer altrui si usano purtroppo anche oggi, e gli attacchi informatici fra nazioni sono diventati una realtà quotidiana. Ma la lezione più importante di Wargames è di un altro genere: il supercomputer del film riflette sulla guerra termonucleare globale e fa la battuta più memorabile e profonda di tutto il film.

“Strano gioco. L'unica mossa vincente è non giocare.”


Fonti aggiuntive: L’antro atomico del Dr. Manhattan, Movieplayer.it, Stackexchange, It World, Il Post, Webcitation.org.

40 commenti:

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

Gli esperti avevano già avvisato di questi rischi sin dal 1967 nei loro rapporti tecnici, ma erano rimasti inascoltati. Per far capire finalmente la serietà del problema ci voleva Hollywood.

Lo dico sempre io. I tecnici informatici sono delle cassandre. :-)

loristeo ha detto...

https://twilightstrategy.files.wordpress.com/2012/01/wargames.jpg

Riportato da Twilight Struggle (definito per anni su BoardGameGeek il miglior gioco di società di sempre), tra i 110 eventi della guerra fredda che ne hanno deciso le sorti.

Antonio ha detto...

e al tempo tutti presero una cotta per Ally Sheedy

Mauro ha detto...

35 anni... nella mia mente di liceale (di allora) che usava lo ZX Spectrum me ne sembrano passati infinitamente di più...

Diego Laurenti ha detto...

Per non citare: "Che ne dice di una partita a scacchi dr. Falken?" Goduria!

Jake ha detto...

Quel film conteneva però anche un classico svarione a cui registi e soggettisti sembrano ancora oggi affezionati: quando WOPR cerca la password (10 cifre, se non ricordo male: quasi impenetrabile per l'epoca) scopre le cifre ad un una ad una, come se fosse la classica cassaforte da aprire con lo stetoscopio ascoltando i "click", o come se fosse una partita a Master Mind dove ti dicono se hai piazzato il colore giusto al posto giusto.

Se fosse così, anche una password da 100 caratteri verrebbe forzata in pochi secondi di ricerca per forza bruta: altro che "quantum computing"...

contekofflo ha detto...

Tron, War Games, Top Gun: i tre film che hanno segnato il mio destino professionale :-D

Fabio Lottero ha detto...

all'epoca lavoravo con i Digital VAX

Marco Morocutti ha detto...

Da sempre nei miei PC il suono di avvio di Windows è uno spezzoene di audio che dice: "Salve, professor Folken!".

Nel film c'è anche un altro celebre svarione... "silicone" al posto di "silicio"!

Il Lupo della Luna ha detto...

Jake: è per rendere visibile la ricerca e per creare pathos. Non parlerei di errore quanto di cosa cercata apposta: come nei vari CSI in cui la ricerca delle impronte digitali fa scorrere le foto sullo schermo e i computer bippano quando appaiono i caratteri a video....

A proposito, procuratevi CSI:Cyber è una delle serie a tema hi-tech più involontariamente comiche che abbia mai visto..

Daniele ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fabrizio Magelli ha detto...

Film memorabile. Ricordo un clamoroso errore di traduzione nel doppiaggio verso la fine del film si cita il "chip al silicone"

Kruaxi ha detto...

Adoro questo film che, 17enne, vidi al cinema. Per me era, e rimane, una piccola opera morale.

pgc ha detto...

Jake:

"Quel film conteneva però anche un classico svarione"

se non ricordo male ai tempi, o almeno fino a pochi anni prima, alcune password potevano essere scoperte via modem con un programma che misurava i tempi di risposta di ogni carattere, perché almeno alcuni dei computer riceventi le controllavano una ad una. Ci fu qualche caso grave di accesso indesiderato usando questo sistema.

Ricordo male? O era magari una "fake news"? Questo ha comunque dato lo spunto al film, esattamente come l'idea di chiamare gratis al telefono dalle cabine usando un codice audio che - di nuovo: se non ricordo male - prendeva spunto da una possibilità reale data agli operatori di alcune reti USA.

Big Bother ha detto...

@pgc guardati (o riguardati) I pirati della silicon valley per tutti i dettagli sulla blue box! :-)

Berto ha detto...

@pgc: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dual-tone_multi-frequency

Fabio Lottero ha detto...

@ MARCO MOROCUTTI

i miei dal 2002 all'avvio invece della musichetta esclamano:
"BUONGIORNO SIGNORI IO SONO UN ELABORATORE HAL9000"
e quando mi arriva una mail
"C'E' UN MESSAGGIO PER LEI " (da 2010)
alla chiusura:
"QUESTA CONVERSAZIONE NON HA PIU' RAGIIONE DI CONTINUARE ADDIO"

Daniela Brocca ha detto...

Quanto ho amato questo film, benchè all'epoca non sapessi ancora nulla di computer. E' parecchio che non lo vedo, chissà quale sarebbe la differenza, ora.

Daniele ha detto...

Come molti miei colleghi coetanei, questo film (insieme a Tron) mi ha spinto tra le braccia dell'informatica.
Lo vedo e rivedo sempre con piacere e con qualche "Awwww" soprattutto quando si palesa il modem "a cornetta" o altri dispositivi dell'epoca.
P.S. CPE1704TKS è stata una delle mie prime password! ;-)

Scatola Grande ha detto...

Film visto al cinema, invidia per l'accoppiatore telefonico/modem e per il fatto che tutta quella serie di telefonate non si traduceva in bollette astronomiche.

@pgc,
ho dei dubbi sulla tecnica di analisi dei tempi di risposta, non credo che le macchine casalinghe di allora ne avessero la capacità anche se probabilmente si andava a 300 baud o anche meno.

Sulla seconda invece si tratta di un tono audio a 2400Hz che poteva essere generato anche con un fischietto che si trovava in una scatola di cereali, fatto anc'esso citato in Ready Player One nel quale i protagonisti vivono in un mondo artificiale generato da computer in realtà virtuale legato agli anni 80.

Fenice ha detto...

35 anni di Wargames e 27 anni di STACCAH

https://bit.ly/2kO7M0S

MR ha detto...

Mi commuove ogni volta... :-)

Marco Cattaneo ha detto...

@scatola grande: i cereali dentro la cui confezione c'era il fischietto per hackerare la linea telefonica (ottenendo la linea senza pagare grazie ad un particolare segnale sonoro) erano della marca Captain Crunch; infatti, John Thomas Draper, un phreaker dell'epoca che divenne celebre proprio per lo sfruttamento di questa tecnica, assunse il nickname di Cap'n Crunch o Captain Crunch.

Sigisto ha detto...

L'ho riguardato lunedì sera, vedere Broderick mettere il floppy da 9 pollici per caricare il S.O. mi ha messo il magone... che bei tempi... ;)

Il Lupo della Luna ha detto...

@fenice ma topolino hacker era una burla? Non l'ho mai capito.

Botto ha detto...

E ricordiamoci che le vecchie cabine telefoniche italiane (quelle con disco di colore marrone) erano anche loro hackerabili come nel film. Facendo corto tra la cornetta e il telaio si riusciva ad avere la linea.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Botto
E ricordiamoci che le vecchie cabine telefoniche italiane (quelle con disco di colore marrone) erano anche loro hackerabili come nel film. Facendo corto tra la cornetta e il telaio si riusciva ad avere la linea.

Solo quel modo conoscevi? :-)

Si otteneva lo stesso alzando e abbassando un certo numero di volte il gancio (in questo momento mi sfugge il nome) dove poggiava la cornette.

Poi c'era il gettone "allo spago" da riprendere dopo l'uso; quello al miele che era monouso ma durava tantissimo.

Ricordo che c'era una vera guerra tra la vecchia SIP e i ragazzi che erano costretti all'interurbana per chiamare la morosa: la SIP correggeva una "falla" ed ecco che arrivava una nuova tecnica di "hacking".

Questa battaglia è arrivata almeno fino alle prime tessere magnetiche: se ci sapevi fare con le testine dei videoregistratori si riusciva a ricaricarle.

Se si pensa che oggi ci sono ragazzotti che sono ritienuti hacker solo perché riescono a scaricarsi la copia craccata (da un altro) di un gioco, siamo proprio caduti in basso :-D

Scatola Grande ha detto...

Le tessere magnetiche italiane, a che so io, non avevano il credito sulla banda magnetica, il credito era registrato in remoto in un database. Sulla banda c'era solo il numero di serie. Non era così per le tessere telefoniche in altri paesi che però usavano il chip.
Pare che la nostra rete telefonica fosse più avanzata di quella USA, noi abbiamo avuto la teleselezione molto prima degli USA che invece usavano l'operatore umano.

Fenice ha detto...

Il Lupo della Luna scrive:
@fenice ma topolino hacker era una burla? Non l'ho mai capito.

Stando a Wikipedia "la veridicità del filmato pare praticamente inverificabile vista la scarsità di informazioni a riguardo"

Vedi:
https://it.wikipedia.org/wiki/Decoder_(rivista)

Però nei commenti al video su Youtube l'utente DevilMaster fa una analisi che mi pare convincente del testo visualizzato dal presunto database militare, dove evidenzia errori di inglese maccheronici, che fanno pensare a un italiano tradotto male in inglese.
Ad esempio 'this area contains reserved informations' che dovrebbe essere 'this area contains classified information', oppure 'introduce the special access code' anzichè 'enter the special access code'.
E qui mi fermo perchè, data la mia scarsa conoscenza della lingua inglese, potrei aver detto delle bestialità. Ma dato che siamo sul blog di un cacciatore di bufale madrelingua inglese, ti suggerirei di chiedere al padrone di casa :-D

Mr Wolf ha detto...

Sono tanti, tanti anni che non vedo "Wargames"; magari, approfitto dell'anniversario per una "rivisione", giusto per vedere se è invecchiato bene. Qualche tempo fa, ho visto "Tron", e... diciamo che non è invecchiato molto bene: la rappresentazione del mondo virtuale, vista con gli occhi di oggi, fa alquanto ridere.
Comunque, qualche mese fa, ho visto "007 - Bersaglio mobile" (di due anni posteriore, rispetto a "Wargames"), e ho strabuzzato le orecchie e sono rimasto inorridito a sentire più volte dire "chip al silicone". -_- ... tsk

Botto ha detto...

@Scatola Grande
Io mi ricordo che per un certo tipo di tessere magnetiche bastava un pezzo di nastro su una parte della banda per non addebitarti la telefonata. Bug poi corretto nelle versioni successive

robegian ha detto...

Ricordo di essere andato a vedere "Wargames" al cinema: dopo un vago senso di delusione iniziale (mi aspettavo tutt'altro), il film mi ha preso e sono uscito dalla sala appagato. Rimane a tutt'oggi uno spettacolo godibile con una sceneggiatura solida... e con protagonisti adorabili.

AMMM ha detto...

L'unico film che abbia mai visto due volte al cinema ;-)
E, come per contekofflo, il film che mi ha praticamente costretto a iscrivermi a Ingegneria (anche se facevo terza media, all'epoca).

Matteo Faini ha detto...

Grazie!
Avrò visto quel film una decina di volte e, forse, sì: il mio interesse per l'informatica è partito da lì... e io lo avevo quasi rimosso!
Grazie ancora!

Mammiiiinaaa?! ha detto...

@AMMM: naa, "ignegnere" ci nasci, solo che non lo sai... Poi, ad un certo punto hai una rivelazione e studi ingegneria 😁 😁 😁(nel tuo caso è stato un film), ma i processi mentali da ingegnere, per cui, mentre in teoria dovreste semplificare le cose difficili, finite col complicare le cose semplici, sono "linguaggio macchina" 😁 😁. Dopo quasi un quarto di secolo con un ingegnere (e della peggiore specie: elettronico) e quindi dopo aver frequentato decine di colleghi ingegneri del sopracitato, con l'aggiunta di diversi miei clienti, ingegneri pure loro, ormai ho una solida base statistica!! Ma vi si vuole bene lo stesso 😁 😁

AMMM ha detto...

@Mammiiiinaaa?!
Appartengo alla specie peggiore, oltretutto...

Algído ha detto...

Con la battuta finale che hai citato mi commuovo ogni volta :')

Mammiiiinaaa?! ha detto...

@AMMM: tanta, tanta solidarietà a tua moglie e ai tuoi figli 😁 😁 😁 stavo pensando ad un gruppo di auto mutuo aiuto per compagne di ingegneri...

TeknoKraut ha detto...

@Mammiiiinaa?!
Pensa che mia moglie è appunto moglie, figlia, sorella, nuora, cugina e, prevedibilmente, zia di ingegneri... per sua fortuna non è anche mamma di ingegneri, sennò era veramente circondata.

Mammiiiinaaa?! ha detto...

@TeknoKraut: poveretta, sono molto solidale... Questo, però, conferma la mia teoria che l'ingegneritudine sia non solo congenita, ma addirittura genetica!!!