skip to main | skip to sidebar
11 commenti

Il “pallino nero della morte” colpisce Mac e iCosi; aggiornateli

Sta circolando un nuovo messaggio che blocca i dispositivi iOS e anche i Mac: si basa sull’emoji del pallino nero (⚫), come dimostrato in questo video:


Il messaggio contiene moltissimi caratteri Unicode nascosti e invisibili, che fanno fare gli straordinari al processore nel tentativo di elaborarli e lo portano al sovraccarico, facendo spesso crashare il dispositivo. Apple ha rilasciato gli aggiornamenti correttivi la settimana scorsa: installateli e sarete al sicuro.


Fonti: 9to5mac, Intego.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati manualmente da un moderatore a sua discrezione: è scomodo, ma è necessario per mantenere la qualità dei commenti e tenere a bada scocciatori, spammer, troll e stupidi.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui e/o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (11)
Questo sarà il secondo o addirittura terzo problema che Apple ha con dei semplici caratteri.
Possibile che riescono a fare un sistema operativo così stabile (almeno da quanto sento dire) ma inciampano in queste cose?
Ulteriore conferma che in casa Apple il controllo qualità è ridotto a lumicino.

Ora vivono di sola rendita, di quando costruivano pc anni luce avanti agli altri.
Paolo,
Non si capisce se per "messaggio" si intende una generica stringa di testo su una qualsiasi app (Facebook Messenger, whatsapp, SMS, ...?) o su una in particolare. Può arrivare anche da mail per esempio?
Stesso problema su Android: https://www.slashgear.com/whatsapp-on-android-crashes-with-this-message-06529860/
Questo "pallino nero" in realtà è un problema anche sui device Android, e in effetti ha molto senso che il sistema perda tempo a capire come renderizze il messaggio.
A differenza del carattere Telugu, però, in questo caso fa fatica perché gli si vuole far fare fatica, non per un difetto di programmazione. Insomma, non è un bug del sistema ma più che altro la stronzaggine di qualche buontempone, risolvibile senza dubbio, ma non un bug.
Ad essere pignoli questo bug colpisce anche Android ...e per fare una micro contro polemica (bonaria mi raccomando) Apple una volta scovati i bug li risolve con ragionevole rapidità e l'aggiornamento viene installato in poco tempo quasi da tutti, mentre nel mondo Android tra la frammentazione e la scarsa attenzione di molti produttori c'è una altissima percentuale di apparecchi che restano vulnerabili.
Possibili soluzioni definitive a questo tipo di "attacco"?
Limitare il numero massimo di caratteri nascosti a uno per parola, non più di 5 ogni 10 caratteri?
Così per metterne abbastanza da crashare il telefono non basterebbe un punto ma ci vorrebbe un testo più lungo e riconoscibile.
Smettere di eseguirli se si attivano e annullano prima che siano stati usati, un questo modo bisogna mettere del testo dopo un comando speciale prima che venga dato il comando opposto, altrimenti il telefono smette di leggere qualsiasi carattere speciale in tutto il messaggio.
Idee?
l'altro giorno mi è capitata una cosa assai spiacevole col mio "vecchio" Samsung S7: l'ho staccato da un altro dispositivo e per qualche motivo è andato in crash, rimanendo bloccato con lo schermo spento. Ok, niente di grave, eccetto che 1) non si spegneva in nessun modo e 2) ha cominciato a surriscaldarsi rapidamente, al punto che non riuscivo nemmeno a tenerlo in mano senza usare un fazzoletto. L'ho tirato fuori dalla custodia e ci ho soffiato sopra per evitare disastri.

La batteria di questi telefoni non è estraibile. Ero in un centro commerciale e sono corso alla Samsung, dove - ovviamente... - non hanno saputo aiutarmi. Ma la temperatura era così elevata che c'era il rischio che potesse incendiarsi ed esplodere. Per fortuna in circa 20 minuti la carica si è esaurita e si è spento. Dopo averlo ricaricato è risorto regolarmente.

A mio parere questo difetto è estremamente pericoloso. Se fosse accaduto in aereo poteva essere un GROSSO problema. A mio parere dovrebbe esserci sempre un sistema meccanico per spegnere qualsiasi dispositivo elettronico "complesso" in casi come questi, o meglio avere la possibilità di smontare la batteria in emergenza.

Pessimo design.
@pgc,
in effetti ci dovrebbe essere un qualcosa che in caso di surriscaldamento spenga il terminale come accade sui PC, però potrebbe essere che la temperatura d'intervento sia alta.
Solitamente in tutte le batterie che ho smontato, oltre ai sensori di temperatura per regolare la carica sui chip interni o nei contatti, esistono 2 fusibili termici, uno ripristinabile (tipo quelli a lamina bimetallica, piu' comunemente un termistore) per proteggere da sovratemperature transitorie (fast discharge, procio sovraccaricato che scalda tutto il resto, cellofono scordato sul criuscotto a 60 gradi) e uno non ripristinabile (a filo fusibile) che oltre a protegere dai cortocircuiti interviene a temperature oltre il limite di sicurezza. Questo interviene molto tardi, se capita come nelle cineserie che le celle sono di scarsa qualita' esplodono prima. In ogni caso, se interviene il secondo fusibile, la batteria e' interrotta e da buttare.
Concordo con la cattivissima abitudine dei produttori a rendere inaccessibile la batteria e ringrazio la mia buona sorte nell'aver scelto un dei pochissimi in cui e' ancora sostituibile (un XCover Samsung, IP65 antiurto e impermeabile). La cosa piu' strana e' che proprio quelli antiurto e impermeabili hanno le batterie accessibili, gli altri sono sigillati come scrgni e invece non sono neppure a prova di polvere...
Stefano,
nelle batterie dei Nokia il terzo pin serviva solamente ad indicare la capacità della batteria, il sensore di temperatura era nel telefono.
Non so quelle degli smartphone odierni, alcuni dicono che c'è il termistore, altri che si tratta di un sistema di comunicazione ad un solo filo (tipo l'OneWire della Dallas).
Solo le batterie dei portatili hanno tutta una circuiteria abbastanza complessa. Almeno quelli di anni fa, non so adesso.
Ad esempio i Samsung Note che prendevano fuoco che tipo di batteria avranno avuto?