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2018/06/21

Combattere le fake news con il Tramezzino di Verità

George Lakoff. Fonte: Wikipedia.
Ultimo aggiornamento: 2018/06/21 13:10.

Si dice spesso che smentire pubblicamente una notizia falsa non fa che ripetere ulteriormente quella notizia e quindi paradossalmente tende a rinforzarla e farla rimanere nei ricordi delle persone. Molti personaggi pubblici, compresi i politici, conoscono questa regola e la sfruttano per usare i media a proprio vantaggio, praticamente obbligando i giornalisti a ripetere le loro dichiarazioni perché fanno notizia.

Per esempio, se dico “Non è vero che il nonno di Gianni Morandi era un clandestino a bordo del Titanic”, il concetto che probabilmente vi resterà in mente non è la smentita, ma l’idea che il nonno di Morandi fosse davvero un clandestino. È un’immagine accattivante, per quanto falsa e assurda, ed è decisamente più memorabile di un arido “non è vero che”, e quindi la smentita diventa un autogol che contribuisce alla memorizzazione e diffusione della notizia falsa.

Oggi che scriviamo tutti in pubblico attraverso i social network, questo problema di come articolare una smentita in modo da evitare che diventi un rinforzo della notizia falsa non riguarda più soltanto chi fa comunicazione tradizionale, ma può interessare chiunque.

Per fortuna esiste una tecnica comunicativa che aiuta a risolvere il problema, perlomeno secondo lo studioso di scienze cognitive George Lakoff della University of California, Berkeley. Ha un nome piuttosto curioso: “truth sandwich”, ossia “tramezzino di verità”.

Si chiama così perché consiste nel costruire la smentita presentando per primissima cosa il quadro generale dei fatti, poi citando brevemente la notizia falsa e infine spiegando in dettaglio perché è falsa. La notizia falsa è, per così dire, inserita come farcitura fra due strati di verità.

Pignoleria: se state pensando che in realtà si dovrebbe chiamare “tramezzino di bugie” perché i tramezzini si descrivono in base alla farcitura, avete perfettamente ragione, ma Lakoff ha scelto così, e del resto “tramezzino di bugie” indubbiamente sarebbe stato un brutto nome.

Per esempio, considerate il caso delle recenti immagini e dei file audio agghiaccianti che arrivano dagli Stati Uniti e mostrano i bambini dei migranti ammassati e rinchiusi in gabbie, separati dai propri genitori nei centri di detenzione governativi.

Fonte: US Border Patrol/Avvenire.


Il modo tradizionale di smentire le dichiarazioni false del presidente Trump, che dice testualmente “siamo costretti a spezzare le famiglie [...] quella legge ce l’hanno data i democratici e non vogliono farci niente” (“We have to break up families. The Democrats gave us that law. It’s a horrible thing. We have to break up families. The Democrats gave us that law and they don’t want to do anything about it.”), sarebbe quello di dire “Trump incolpa i Democratici, ma non è vero che è colpa loro. Ecco perché.” Ma così facendo resta in mente principalmente il concetto che sono stati incolpati i democratici.

Secondo il principio del “truth sandwich”, invece, la smentita andrebbe data dicendo per esempio innanzi tutto:

“La politica che ha portato ai bambini in gabbia è stata voluta dall’amministrazione Trump.” 

Questo è il primo strato di verità di questo tramezzino immaginario, che prosegue per così dire con la farcitura:

“Trump dice erroneamente che è colpa delle leggi volute dai democratici”.

E poi arriva lo strato finale:

Qui su Factcheck.org viene ricostruita in dettaglio la scelta dell’amministrazione Trump di cambiare le regole di gestione degli immigrati.”

Nel caso specifico, in sintesi, questo cambiamento consiste nel fatto che l’amministrazione Trump ha deciso di procedere penalmente contro gli immigrati genitori invece di usare la procedura civile usata solitamente in precedenza. Questo obbliga alla detenzione, e la detenzione per legge è separata per adulti e minori, e questo porta alle famiglie spezzate. La separazione è particolarmente traumatica perché le autorità di immigrazione statunitensi non prendono alcuna misura significativa per tracciare i minori e i loro genitori e quindi consentirne il futuro ricongiungimento (molti bambini di tenerissima età non sanno dare generalità dettagliate: per loro la mamma è la mamma e basta). Il risultato finale è che i bambini strappati ai loro genitori rischiano di non poter mai più ritrovarli e di diventare orfani di Stato.

Poche ore fa Trump ha firmato un executive order che almeno a prima vista è mirato a interrompere queste detenzioni separate. Un evento notevole, considerato che fino a pochi giorni fa l’amministrazione Trump diceva di avere le mani legate e che comunque la politica di separazione non esisteva, ma questa è un’altra storia. Circa duemila bambini restano tuttora in gabbie.

Prima che parta il coro dei “Ma anche Obama...”, metto subito in chiaro tre cose:

  • primo, la politica di Bush Jr e di Obama portava alle separazioni solo in casi molti particolari, mentre con Trump è diventata la norma;
  • secondo, uno sconcio inaccettabile precedente non cambia il fatto che quello che sta avvenendo adesso è e resta uno sconcio inaccettabile;
  • terzo, parlare del passato non risolve il problema del presente ed è solo una foglia di fico per non affrontarlo e distrarre dalla realtà drammatica di oggi e buttarla in caciara politica inutile e idiota. Non attacca, quindi non provateci, cari troll.

Ha ragione lo studioso? Il “tramezzino di verità” è più efficace ed evita che i politici usino i giornalisti come amplificatori delle proprie menzogne? Provate anche voi a costruire le vostre comunicazioni sui social network usando questa tecnica, soprattutto nei dibattiti più accesi. Vale la pena di tentare: la posta in gioco è alta. Fatemi sapere.


Fonti aggiuntive: Washington Post, BBC, Avvenire.

18 commenti:

Andrea Saracini ha detto...

Quando qualcuno risponde, ad un mio post su fatti di attualità, con cose come "Eh, ma perché [fatti o persone di qualche anno prima], allora?", taglio subito con un laconico "Hic et nunc, caro. Hic et nunc.".
Non rispondono più: forse capiscono, o più probabilmente non sanno cosa voglia dire "hic et nunc"!

Comunque, grazie per la dritta sul "sandwich di verità"!!

Guido Pisano ha detto...

'sto panino mi piace :)

Mammiiiinaaa?! ha detto...

Ma sbaglio o quella del sandwich/panino è una tecnica usata da anni sia nell'ambito giornalistico che, più in generale, nella comunicazione?

LT ha detto...

Ciao, attenzione a un piccolo refuso: "avere le mani lega*l*e"

Nick ha detto...

mi sembra una cosa che potrebbe funzionare, vista la gravità del problema va tentata ogni strada

AlienMas ha detto...

@Andrea, la seconda che hai detto! (cit)
Proverò questo tramezzino, tentar non cuoce...

MR ha detto...

Stupendo.

chico ha detto...

Onestamente temo che il problema arrivi con la "fetta di pane" più in basso, che è quella su cui si fonda la veridicità delle prime due (almeno dal punto di vista di chi ascolta) perché si fonda su il livello di autorevolezza che valutiamo abbia la fonte citata.

Una controparte potrebbe risponderti con un panino speculare:

“La politica che ha portato ai bambini in gabbia è stata voluta dall’amministrazione Obama.”
“Trump dice giustamente che è colpa delle leggi volute dai democratici”.
“Qui su sito_fuoriditesta.xyz viene ricostruita in dettaglio la scelta dell’amministrazione Obama di cambiare le regole di gestione degli immigrati.”

A quel punto il discorso si sposterebbe sulla diversa attendibilità delle fonti, e temo non se ne esca

Luca ha detto...

E' una tecnica che nei primi anni duemila veniva utilizzata per le informazioni politiche: prima la comunicazione del governo, poi la replica dell'opposizione e a chiudere la posizione della maggioranza.

Dubito però che in quel caso i giornalisti si ponessero problemi quanto a bugie e verità...

Perla Cartia ha detto...

Molto interessante.
Ulteriore conferma del fatto che, per le persone in generale, le notizie siano importanti più per come vengono percepite (e quindi è molto importante come vengono "presentate") che per i fatti in sé.
La forza delle fake news sta proprio nel nel "quanto se ne parla", nel numero di condivisioni, che di solito porta a pensare che ci sia il classico fondo di verità.
Comunque, “tramezzino di bugie” sarebbe un brutto nome... proprio perché la parola che rimarrebbe in mente è "bugie" :)

Unknown ha detto...

FORZA PANINO!!!

Andrea Del Cont ha detto...

Bellissima l'idea del Tramezzino della Verità - grazie per aver riportato un così buon consiglio.

Sulle note finali, e sui tre puntini di precisazione devo citare (e fare pubblicità a) un blog volgare e opinabile, ma che credo abbia centrato il problema e dato un nome all'eroe che ha scritto quei tre puntini, perché di eroe si tratta: https://nonsiseviziaunpaperino.com/2017/12/19/la-leggenda-del-cazzocentratore/

And

PS: sarebbe preferibile poter commentare senza che compaia il profilo completo di chi commenta, secondo me.

Parduz ha detto...

@Andrea Saracini:
smetterei di commentare anch'io; spendo un sacco di tempo libero nel documentarmi sulle cose che mi interessanto e nel seguire le fonti degli argomenti di cui dibatto (mie o dei partecipanti al dibattito).
Dover anche imparare il latino (ho una formazione tecnica abbastanza specifica e faccio un mestiere ancora più specializzato) solo perchè a qualcuno piace usare le parole per indurre soggezione non è qualcosa che mi attiri.

(e siccome so che non si capisce, lo sto dicendo col sorriso, ok? :) )

Paolo Attivissimo ha detto...

LT,

refuso corretto, grazie.


Andrea,

PS: sarebbe preferibile poter commentare senza che compaia il profilo completo di chi commenta, secondo me.

Non credo che si possa fare diversamente.

pgc ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
pgc ha detto...

articolo ottimo su questa vergognosa, incredibile vicenda, che mette questo delinquente e chi (ancora) lo appoggia al pari di certi dittatori del passato. Soprattutto per quanto riguarda la parte metodologica, anche se quella di contenuto fa veramente accapponare la pelle.

Interessante che io, che leggo il NY Times, non conoscessi il meccanismo esatto per cui è stata attivata questa procedura disumana (per come lo è e per come è gestita), ma mia moglie, che di preferenza legge The Guardian, ne era perfettamente al corrente. Entrambi leggiamo i principali quotidiani italiani online, ma questa è attività di intrattenimento, perfettamente inutile rispetto alla realtà.

Una cosa che invece non capisco è questa: si parla in genere di circa 2000 minori, ma altre fonti (incluso il NYT) riportavano che questo numero è valido da Maggio, mentre il numero di minori totale internati nel 2018 è superiore agli 11.000.

So delle tue attuali difficoltà con la lettura dei messaggi, ma una risposta sarebbe largamente apprezzata.

PGC (da Philadelphia)

Dottor Andrea Verdi ha detto...

Al tramezzino della verità (mmmh... tramezzino...) preferisco la Smentita alla Nonno Simpson ( https://youtu.be/Q5yJzWj7G9c )

Esempio:
Paolo Attivissimo non è un Rettiliano: sarà pure un anglo-italo-svizzero, un fanatico della Tesla, un debunker, un Rettiliano... ma vi assicuro che non è un arredatore di nani da giardino!

Marco Panino ha detto...

Il benaltrismo!
https://it.wikipedia.org/wiki/Benaltrismo

Mi capitano ormai spesso dialoghi del tipo
- ora [tizio] sta facendo [porcata]
- sì, ma anche [caio] ne ha fatte di peggio
- QUESTO E' BENALTRISMO! Stiamo parlando di [tizio]