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2018/06/19

Quali auto s’incendiano di più, quelle elettriche o quelle a pistoni?

Ultimo aggiornamento: 2018/06/29 20:45.

NOTA: tutte le immagini in questo articolo mostrano incendi di veicoli a motore termico.

La Tesla del marito dell’attrice Mary McCormack ha preso fuoco senza motivo evidente il 16 giugno scorso (tweet; video) e la vicenda ha subito fatto il giro del mondo nei media (The Guardian; BBC; Repubblica; e tanti altri). Non si è fatto male nessuno e l’incendio è stato spento, ma fa niente, il titolone è assicurato.

Avete notato che si parla di incendi di auto elettriche solo quando ci sono di mezzo le Tesla? Eppure tutte le auto elettriche possono prendere fuoco. Vorrei cogliere l’occasione per smontare questa credenza molto diffusa, secondo la quale le auto elettriche non possono incendiarsi perché non contengono carburante. In realtà possono prendere fuoco anche loro, anche se meno frequentemente, a quanto risulta dai dati.

Le batterie delle auto elettriche, infatti, possono andare in corto circuito, per esempio a seguito di un impatto molto violento oppure per un difetto di fabbricazione, e questo corto circuito genera calore. Il calore può incendiare le sostanze chimiche presenti nella batteria, innescando ulteriori danni che possono far propagare l’incendio.

La differenza fra un incendio di un’auto a pistoni e quello di un’auto elettrica è che il primo è molto più rapido: di solito il carburante prende fuoco a causa di un contatto con una scintilla o una fiamma e le fiamme si propagano rapidamente.

Incendio di un’auto a pistoni avvenuto durante la marcia normale.
Credit: Polizia Cantonale Lucerna tramite Tio.ch, 18/6/2018.

Un incendio di una batteria, invece, si innesca e si propaga molto più lentamente, dando tempo agli occupanti di uscire dall’auto e mettersi in salvo.

Per contro, questo tipo di incendio può avvenire a distanza di tempo dall’evento che l’ha causato: un urto contro un ostacolo per strada può innescare un incendio che rimane occulto ma si scatena quando l’auto è in garage, estendendo i danni.

Lo spegnimento di un incendio di una batteria, inoltre, è più impegnativo rispetto a quello di un incendio di un serbatoio di carburante: richiede maggiori quantità di sostanze estinguenti e può reinnescarsi a distanza di tempo per il calore residuo, per cui un’auto elettrica incendiata va messa in “quarantena” in un luogo sicuro per qualche giorno finché si è raffreddata.

Le batterie delle auto elettriche sono protette da un guscio estremamente resistente e sono collocate in una posizione centrale che le protegge ulteriormente, ma un impatto sufficientemente violento comunque può rompere questa protezione.

Il problema è che le auto elettriche sono una novità e quindi attirano l’attenzione dei media e stimolano le ansie. Le auto a pistoni, invece, sono in giro da più di un secolo e quindi ci siamo totalmente assuefatti all’idea di andare in giro con decine di litri di liquido altamente infiammabile a ridosso dell’abitacolo.

La copertura mediatica ossessiva degli incendi delle Tesla può dare l’impressione che le auto elettriche prendano fuoco un po’ troppo spesso e facilmente e quindi siano più pericolose delle auto a pistoni. Ma è vero? Proviamo a prendere un po’ di dati su cui ragionare.

Secondo i dati più recenti della National Fire Protection Association statunitense, che risalgono al 2015, in quell’anno ci sono stati (negli USA) 174.000 incendi di veicoli a benzina (auto, moto, autobus, camion e rimorchi), che hanno causato 445 morti e 1550 feriti. In altre parole, negli Stati Uniti prendono fuoco in media ogni giorno 476 veicoli a pistoni, uno ogni tre minuti, ma non fanno notizia. Eppure ci sono stati numerosi incendi spontanei di BMW parcheggiate, per esempio, come mostrato qui sotto.

I veicoli circolanti negli Stati Uniti erano, nel 2015, circa 263 milioni (dati Statista.com). Quelli elettrici erano una frazione trascurabile (540.000, ossia circa lo 0,2%). Quindi si può dire, come prima approssimazione, che in media negli USA in un anno si incendia un veicolo a pistoni su 1511.

Non sono riuscito a trovare dati statistici sugli incendi di auto elettriche nello stesso territorio e periodo, a parte questo articolo di CNN che parla di una quarantina di incendi di Tesla in tutta la storia pluriennale di queste auto. Wikipedia ha un elenco parziale di incendi di auto elettriche di altre marche. Per l’Italia, @gabrieleborra mi segnala questo documento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che parla di 22680 incendi di autoveicoli (totale per tutte le cause) nel 2015; lo stesso Gabriele mi segnala anche dei dati riferiti alla Germania su Wikipedia in tedesco e su AutoZeitung (40 incendi al giorno nella sola Germania) e dei calcoli fatti da Autorevue.at.

Per essere alla pari con i veicoli a pistoni (1 su 1511), le auto elettriche dovrebbero prendere fuoco al ritmo di 357 l’anno, ossia circa una al giorno. Mi sembra che la copertura mediatica degli incendi di auto elettriche, per quanto insistente, non dia supporto a questo numero.

Sono conti spannometrici, per carità, ma credo che comunque smontino una percezione errata.

Una BMW X5 a pistoni (credit: ABC News).

Una BMW Z4 a pistoni (credit: ABC News).

Una BMW serie 3 (credit: ABC News).


Questi sono gli incendi di auto a pistoni (non elettriche) segnalati sulla stampa italiana e segnalatimi dai lettori (grazie!) nel giro di una singola settimana, dal 22/6 al 28/6:

Un’auto non elettrica in fiamme a Firenze, 22/6/2018 (La Nazione).



Giornale di Vicenza, 25/6/2018. Auto: Volvo XC60.

PadovaNews, 25/6/2018. Veicolo: bus a GPL.

LecceSette, 27/6/2018.

L’Adige, 23/6/2018. Incendio a seguito di collisione.

TrevisoToday, 27 giugno 2018.

CremonaOggi, 27 giugno 2018. Incendio a seguito di tamponamento.
Il Giorno, 28/6/2018.



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61 commenti:

Glauco Silvestri ha detto...

La sensazione è che citino Tesla perché è mediaticamente più nota di tutti gli altri marchi automobilistici che producono auto elettriche. Quanto al fuoco... be', a me preoccupa il fatto che possano prendere fuoco in momenti non sospetti... Un po' come avviene con gli smartphone. Il litio è un grande passo avanti rispetto al piombo, ma in certi casi è una brutta bestia. :-)

Patrick Costa ha detto...

"secondo la guale" ;-)

Comunque è proprio vero che leggendo news sparse in rete un po' qui e un po' lì, sembra che siano solo le auto elettriche, in particolare le Tesla, a prendere fuoco... e anche chiaccherando con amici, capisco che la percezione che passa è questa.

Fx ha detto...

"di solito il carburante prende fuoco a causa di un contatto con una scintilla o una fiamma e le fiamme si propagano rapidamente"

Fonti?

Davide ha detto...

Sono d'accordo con il fatto che si stia dando troppa copertura mediatica agli incendi delle auto elettriche, ma penso che nei tuoi conti, per quanto spannometrici, andrebbe presa in considerazione anche la diffusione di tale auto. Un confronto corretto dovrebbe essere relativo al numero totale di auto a pistoni ed elettriche in circolazione.
Ad esempio, 10 auto elettriche a fuoco su 50 in circolazione sono più di 20 auto a pistoni su 1000. :-)

Detto ciò, la mia prossima auto spero potrà essere totalmente elettrica :-)

AmiC ha detto...

Paolo, ma allora perché lo stesso Musk ha sentito l'esigenza di parlare di un sabotatore interno, anziché dire "son numeri nella media"?

Paolo Attivissimo ha detto...

Fx,

le fonti sono indicate in fondo all'articolo.


Davide,

andrebbe presa in considerazione anche la diffusione di tale auto

L'ho fatto, citando i dati e facendo la proporzione.

AmiC ha detto...

Aggiungo: sarebbe interessante capire anche l'età delle auto quando hanno "preso fuoco". Perché se il pandino del '86 brucia non mi stupisco, se brucia la Tesla con 6 mesi di vita alle spalle mi stranisco già di più!

Purtroppo poi è difficile mondare i dati dalle frodi/omicidi/occultamenti di reati: se mi rubano l'auto e la ritrovano bruciata dopo una settimana non penso ad un malfunzionamento, ecco.

SirEdward ha detto...

@Paolo Attivissimo

Penso dovresti aggiungere al calcolo la differenza di età che può esistere fra un'auto elettrica e una a pistoni (più vecchia, più rischio), la differenza di livelli manutentivi (meno curata, più rischio), l'enorme varietà di automobili a pistoni (più estrema, più rischio - che dovrebbe essere anche uno dei motivi per cui Tesla, che è più estrema, prende fuoco più facilmente di Nissan, per esempio) e il fatto che parecchie di esse vengono modificate (spesso non a regola d'arte).

Detto questo, risottolineo che per il momento la mia percezione è che le auto elettriche siano a rischio di incendio tanto quanto le altre, o meno, anche se l'idea che brucino senza controllo per più giorni mi fa rabbrividire.

Panta rei ha detto...

Ad onor del vero si dovrebbe tenere conto dell'età del parco auto con le elettriche tendenzialmente "più nuove" rispetto alla media.

In ogni caso i dati sono confortanti.

Sicuramente sui media c'è un forte bias su Tesla.

OldPap ha detto...

Sono i Gremlins… L'avesse scritto oggi, Dahl avrebbe sostituito la Royal Air Force con la Tesla.

a_m ha detto...

Credo proprio si tratti della solita umana diffidenza nei confronti delle novità o più semplicemente di ciò che è "diverso". Anche quando si parla di auto a GPL o a metano l'obiezione tipica riguarda il viaggiare "con una bomba nel baule", mentre il serbatoio pieno di benzina infiammabile non preoccupa nessuno.

alessandro b. ha detto...

Sono certamente indicativi i dati tenderei però a comparare veicoli di uno stesso segmento, da una rapida occhiata dei dati si evince che quelli elettrici appartengono prevalentemente a categoria di auto di alto livello ( Tesla Model S,X ) e con quelli andrebbero paragonati. Avendo i dati , ovviamente.

Gianni Mello ha detto...

Più che il rapporto nr auto/incendi andrebbe valutato il rapporto chilometraggio/incendi secondo me più significativo. E comunque Musk non puo’ certo lamentarsi della rilevanza mediatica degli incendi della Tesla: ha lavorato anni per creare una sovraesposizione del suo marchio e lo dovrebbe sapere che le cosa funzionanei due sensi.

Fx ha detto...

Paolo: in fondo vedo parecchie fonti relative alle statistiche sul fenomeno complessivo degli incendi di veicoli con motore a combustione;
ma non era questo l'oggetto della domanda, chiedevo specificatamente le fonti relative a queste due specifiche affermazioni:
- prende fuoco a causa di un contatto con una scintilla o una fiamma
- le fiamme si propagano rapidamente

Sul primo c'è poco più di un cenno nel documento dei Vigili del Fuoco, ma senza statistica alcuna;
sul secondo non ho trovato traccia (magari mi è sfuggita) sulle fonti che hai citato.

Ad es. la casistica della rottura del tubo del combustibile, cosa che invece altrove viene spesa come causa frequente di incendio spontaneo, viene innescata dal contatto con parti calde (senza bisogno di scintilla / fiamma), e il suo avanzamento è molto lento;
nell'articolo inoltre si parla un po' di incendi spontanei e un po' si citano statistiche (con morti) che evidentemente fanno riferimento alla totalità delle cause, rendendo ulteriormente complicato il paragone (nella totalità delle auto ci sono auto molto più vecchie di quelle elettriche, l'unico paragone che avrebbe senso fare sarebbe quello di un auto elettrica vs auto di stessa fascia di prezzo e di stessa età a combustibile, sottoponendo entrambe agli stessi stress meccanici - ovviamente impossibile da fare, ma collezionare statistiche rischia di essere molto fuorviante e rischia di dipingere un quadro diverso, per lo meno nelle misure, da quel che è).

Mauro ha detto...

Vero che tutti puntano il dito sugli EV per cercare una scusa per ostacolarne la diffusione
Falso che gli EV sono tutti uguali.
Tra le batterie al litio ne esistono tante varianti, conosciamo bene il caso recente di alcuni smarphon che si incendiavano per problemi di progettazione, non fanno invece notizia le batterie + affidabili.

A riprova guardatevi il video della prova del chiodo:
https://www.youtube.com/watch?v=kvcBILwR0T4

Andrea ha detto...

ti ha tamponato una BMW stamattina che hai messo solo BMW nelle foto ? ;)

A parte gli scherzi è chiaro che le auto elettriche facciano più notizia dopotutto tutto ciò che è esotico fa più notizia di ciò che è normale.
fino a che dura la'tuo che ho userò quella, poi se me la potrò permettere magari un'auto elettrica la prendo.
le mie percorrenze medie ci stanno dentro al momento il problema è il costo dell'acquisto e di un contatore da almeno 6 kw che devo avere per ricaricarla visto che deve ricaricarsi mentre sono in casa.

Vedremo, speriamo che abbassino le tasse/tariffe sull'elettricità in Italia perché tra una cosa e l'altra ormai sono il 65-75% della bolletta ed avere un contatore da 6 kW è considerato un lusso.

Paolorando ha detto...

Tutto corretto, ma è omesso un fatto importantissimo. L'età delle auto. è vero che si incendiano molte auto a pistoni, ma di queste alcune possono avere anche 40 anni, cosa non possibile per auto elettriche che ovviamente sono tutte nuove.
Ciao

Paolo Attivissimo ha detto...

AmiC,

Paolo, ma allora perché lo stesso Musk ha sentito l'esigenza di parlare di un sabotatore interno, anziché dire "son numeri nella media"?

La notizia del presunto sabotatore / ladro di dati non c'entra nulla con gli incendi delle auto in circolazione.

Tesla ha pubblicato dei dati sugli incendi delle proprie auto, sono nell'articolo della CNN che ho linkato, e li presenta in termini di incendi/miliardo di km. Ma io sto parlando di auto elettriche in generale, non solo di Tesla, che per quanto sia sulla bocca di tutti è comunque un fabbricante minore in termini di numero di veicoli prodotti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Tutti,

mi scuso se non rispondo a tutti i commenti, ma da settimane ormai non vedo più i commenti integralmente a causa del malfunzionamento delle notifiche via mail (colpa di Blogger, non mia).

Per cui spesso vedo solo una parte del vostro commento e non mi accorgo che ci sono domande rivolte a me. Niente di personale :-)

angelo ha detto...

Le automobili hanno un'autonomia di centinaia di chilometri, e sono oggetti decisamente pesanti: per muovere un tale peso occorre una grossa quantità di energia, e tale energia deve essere immagazzinata all'interno della macchina. Le auto a pistoni la immagazzinano come carburante, le auto elettriche la immagazzinano nella batteria, ma si tratta sempre di energia chimica, che viene convertita in energia meccanica con dei passaggi intermedi (energia termica, o energia elettrica).

Se tale quantità di energia viene rilasciata tutta di colpo, l'effetto è catastrofico (esplosione, o incendio). E non ci sono alternative: anche se si usassero soluzioni più fantasiose, come ad esempio un motore ad aria compressa (tipo quello della Eolo), per avere una simile autonomia l'aria dovrebbe avere una pressione tale che un buco nel serbatoio causerebbe un'esplosione. Qualunque tipo di energia immagazzinata è pericoloso.

positiveday ha detto...

Sarebbe da considerare una statistica di quante auto elettriche si incendiano in seguito ad un incidente.
Il pacco di batterie se colpito credo prenda fuoco nel 99% dei casi, non credo si possa dire la stessa cosa per un serbatoio di benzina.
Certamente la statistica è carente per ora, e certamente chi produce auto elettriche non è interessato a test comparativi.

Lumiere ha detto...

Non ci deve sorprendere che i giornalisti cavalchino le emozioni del lettore piuttosto che informarlo e dargli la possibilità di dominare la propria impressionabilità. Sappiamo esattamente perché lo fanno... se c'è qualcosa di nuovo, è molto più facile creargli attorno un sentimento forte come la paura... Io piuttosto mi chiedo una cosa, forse ingenua, ma abbastanza semplice: perché non si coglie l'occasione per affiancare all'imminente rivoluzione dell'auto elettrice per costruirle tutte con un alcol-test incorporato, vincolato all'accensione? Se hai bevuto la tua auto-elettrica non si accende; è un'idea troppo puritana la mia?

foto fotografie ha detto...

Per gli incendi provate a cercare modena più autobus più incendi .sicuri 5 autobus in fiamme in un mese , 10 in 3 mesi . Se continua così parco circolante nuovo in un anno ��.È roma fa notizia per 1 . Lavorando nel settore auto vi posso dire che ne vedo veramente poche (in carrozzeria) . Dovrei chiedere ai demolitori ( perché li vanno ) .
Comunque quando si parla di auto elettriche si pensa solo a tesla mentre in realtà ci sono quasi tutti i marchi nel settore elettrico , ferrari compresa.
A proposito , versatevi la storia della lancia nel mercato inglese negli anni 90 mi sembra . Hanno abbandonato l'isola causa i troppi (?) Incendi e i giornali che ne risultavano un Po troppo i problemi, ne hanno parlato anche a top gear.
Saluti

Paolo Attivissimo ha detto...

positiveday,

Il pacco di batterie se colpito credo prenda fuoco nel 99% dei casi

Scusa la schiettezza, ma sparare percentuali cinofallicamente, basandosi su un "credo" senza uno straccio di prova e senza quantificare cosa intendi per "colpito", è davvero un pessimo modo di debuttare su questo blog.

Vuoi dire che se prendo a calci cento volte la batteria della mia Peugeot iOn prenderà fuoco? :-)

Spero che tu ti renda conto dell'assurdità di quello che hai scritto.

Tommy the Biker ha detto...

Avete notato che si parla di incendi di auto elettriche solo quando ci sono di mezzo le Tesla? Eppure tutte le auto elettriche possono prendere fuoco.
Tutte le auto a benzina possono prendere fuoco ed esplodere, ma ci sono le auto normali e poi c'è la Ford Pinto.

Bisogna capire se è solo una questione di eco mediatica (Tesla la conoscono tutti e fa notizia) o se realmente le Tesla hanno qualcosa che le rende potenzialmente più pericolose di altre auto elettriche.

Michele ha detto...

Secondo me la questione non va messa sulle statistiche sugli incendi spontanei di autovetture, non importa il tipo di motore, ma sull'eco mediatico che ne risulta. Elon Musk ha sempre cavalcato e pompato questo eco mediatico per convenienza, egocentrismo e...(aggiungete voi quello che preferite). Ogni creazione di Musk - lanciafiamme, tunnel, razzi, automobili, automobili con razzi, automobili sui razzi, viaggi sui razzi o in auto - attira sempre l'interesse dei media a prescindere dalla sua bontà e sulla plausibilità tecnica e commerciale, vedi autopilot.
A fronte di tanto vanto e aspettativa, quando qualcosa prodotto da Musk fallisce (l'autopilot) allora parte la discussione, dove si mischiano dati oggettivi, fanboy e haters.

Tommy the Biker ha detto...

comunque, vorrei ringraziare Paolo per avermi aperto gli occhi. Ovviamente sapevo che le auto a pistoni potessero prendere fuoco, ma non avevo idea che i numeri fossero così alti. Mi ha scosso profondamente. Che rischio ho corso finora!

Tra l'altro, l'articolo arriva proprio al momento giusto: in questo periodo sto meditando di cambiare auto. Ma questa insospettabile pericolosità delle auto a pistoni mi ha fatto riflettere. Credo proprio che scarterò tutte le auto a pistoni che avevo in mente e farò il grande balzo. Un balzo che sogno da anni, ma che non ho mai avuto il coraggio di compiere.




Mi compro una Mazda RX-8.
:P

Un bischero ha detto...

I dati non si possono negare ma bisogna considerare tutte le cause degli incendi dei veicoli "tradizionali".

1. anche i veicoli tradizionali prendono fuoco per problemi all'impianto elettrico e anzi sono sicuramente la maggior parte dei casi dato che (punto 2)
2. i carburanti non prendono fuoco spontaneamente, occorre dapprima che si verifichi una perdita causata o da un difetto o da mancata manutenzione, poi deve formarsi una miscela di gas e infine deve esserci un innesco, tre situazioni certamente possibili ma meno probabili di danni all'impianto elettrico causati dal fatto che (punto 3)
3. molte più persone mettono le mani su veicoli "tradizionali" senza avere una eccellente formazione (per quelli elettrici occorre una preparazione accurata con corsi specifici, pena la folgorazione) manomettendo o modificando gli impianti elettrici o di alimentazione, installando impianti di alimentazione ausiliaria, facendo fori eccetera
4. vengono prodotti inoltre molti più veicoli tradizionali, quindi un eventuale difetto di progettazione (che si manifesta anche solo sul lungo periodo) si estende a molti più veicoli contemporaneamente
5. è in giro un parco vetture molto più datato e certamente mancante della necessaria manutenzione o ispezione
6. molti veicoli cabrio nei parcheggi si "incendiano" per cause dolose da parte di invidiosi, alcuni materiali delle auto non sono proprio ignifughi e basta poco
7. le vetture "tradizionali" a basso costo che comunque fanno parte della statistica vengono parcheggiate ovunque, anche in quartieri malfamati dove gli incendi sono anche dolosi, le vetture costose come una tesla difficilmente le vedi parcheggiate in certe zone
8. sui veicoli tradizionali sono spesso presenti dispositivi "di terze parti" come autoradio non originali ed economiche, impianti hi-fi anche autorealizzati, centraline luci xenon autoinstallate eccetera il cui fallimento elettrico puo' innescare un incendio

Poi è ovvio che in caso di incidente c'è rischio di fuoriuscita di carburante ma è per questo che da anni vengono fatti i crash test e studiati i metodi per ridurre al minimo il rischio: serbatoio in zone possibilmente non toccate dall'impatto, sistemi che bloccano la fuoriuscita di carburante eccetera. Se fosse solo un problema di carburante, gli aerei commerciali civili prenderebbero fuoco molto più spesso, sbaglio?

Insomma, a mio avviso non è corretto affermare che i veicoli a carburante prendono fuoco (quasi spontaneamente) solo "perchè hanno il carburante".

Negli articoli di Paolo ho sempre visto razionalità allo stato puro ma quando si parla di auto elettriche mi sorprendo perchè leggo una forte, fortissima propensione verso l'elettrico tale da influire su quello che scrive. O almeno questa è una mia impressione.

FridayChild ha detto...

Quale percentuale sul totale delle Tesla prodotte si sono incendiate? E quale percentuale di $your-brand-here a pistoni? Penso che anche questo sia rilevante.

S. Wilson ha detto...

@Angelo, non è strettamente vero che qualsiasi accumulo di energia è pericoloso, i biscotti al cioccolato contengono molta energia per grammo (la metà della benzina) e il burro anche di più (è equivalente al carbone), il problema è che sono poco pericolosi perché è energia accessibile solo a ritmi piuttosto lenti, troppo lenti per l'uso automobilistico. (fonte: https://www.scientificast.it/2017/02/15/perche-tritolo-piu-pericoloso-dei-biscotti-al-cioccolato/ )

Quindi è possibile, per quanto improbabile, che ci si inventi un auto a biscotti che non può esplodere e per quanto possa prendere fuoco non lo farà mai in modo rapido o particolarmente difficile da estinguere ;)

airone76 ha detto...

Penso dovresti aggiungere al calcolo la differenza di età che può esistere fra un'auto elettrica e una a pistoni

Vedo tanti che dicono cosa fare (cosa aggiungere, cosa cercare...) ma nessuno che faccia.
Anche a me i numeri sembravano strani (1 su 1500 auto che brucia ogni anno sembra incredibile), però per risolvere il mio dubbio ho cercato e trovato i dati che confermavano quelli di Paolo e li ho condivisi. Non vi piace o non ritenente preciso come Paolo ha impostato il discorso? Trovate i dati che vi interessano e traete le vostre conclusioni: se sono plausibili penso che Paolo non abbia nessun problema a modificare il suo articolo. (E con questo non sto difendendo la posizione sostenuta da Paolo o le conclusioni esplicite o implicite)
Riguardo la questione età, secondo me il problema invece non si pone più di tanto: non parliamo di guasti o di problemi sempre riferibili solo a guasti, ma di incendi, che hanno concause molto diverse a volte completamente indipendenti dall'età di un auto (incidente, scarsa qualità die materiali, scorretto collegamento di cavi...). Semmai sarebbe da cercare una proporzione sulle cause: dolo, apparecchi elettrici esterni, guasti all'impianto elettrico, manipolazioni dello stesso sono cause generiche che dovrebbero essere escluse dall'analisi in quanto "abbastanza indipendenti" dal sistema di trazione ("abbastanza" in quanto per esempio per quanto riguarda l'impianto elettrico una macchina elettrica dovrebbe averne uno più robusto di una a petrolio, e quindi meno soggetto a problemi, o al contrario, a causa delle maggiori tensioni, potrebbe invece dare più problemi) e perciò andrebbero eliminate. Io ho cercato, ma non ho trovato molto, tranne per esempio che a Brindisi lo scorso anno sono bruciate circa 300 Auto di cui la metà per dolo.

Michele L'Intenditore ha detto...

Dopo aver letto un commento sugli autobus che prendono fuoco, avendo parlato con un operaio di un officina di un'autolinea mi ha detto chiaramente che succede perché non si fa su quei mezzi né la manutenzione programmata dalle case, ma nemmeno la manutenzione generica e la pulizia del vano motore.

Purtroppo data la situazione di bilancio di molte autolinee pubbliche i soldi per fare manutenzione non ci sono, e nemmeno degli autobus di riserva da usare quando altri sono in riparazione.

Del resto se non si fa manutenzione anche veicoli elettrici possono prendere fuoco, senza nemmeno abbiano a bordo batterie al litio:

http://www.lastampa.it/2018/06/02/cronaca/fumo-da-un-tram-in-via-monginevro-intervengono-i-vigili-del-fuoco-FD0kAqIskxtl3e26P89NGM/pagina.html

Poi va anche detto che le automobili elettriche sono in media molto più nuove rispetto a quelle con motore a combustione interna e finiscono in mano ad early adopters che suppongo le trattino bene. D'altro canto si tratta di una tecnologia in rapida evoluzione e quindi dal punto di vista ingegneristico alcuni punti vanno limati e sistemati. E' cioé possibile che un tipo di progettazione possa essere più pericoloso rispetto ad un altro.

Enrico Ceppi ha detto...

Solo tre considerazioni:
1) il parco auto italiano ha mediamente 9 anni e 6 mesi: questo induce a maggiori guasti ed anche a guasti "incendiari".
2) i possessori di auto elettriche, perlomeno fino ad adesso, lo fanno come scelta: non penso che trattino le auto come la maggior parte degli altri proprietari. Troppo spesso la manutenzione è solo quella obbligatoria "quando si rompe", magari fatta in proprio o da un amico...
3) nell'articolo linkato da Paolo dove citano le 540'000 macchine elettriche negli USA (non so mettere link nei commenti), si dice che le auto elettriche sono lo 0,22% del totale, dato molto simile a quello citato da Paolo che però poi confronta tale dato con il totale (anche dei rimorchi...) che prendono fuoco, il che spiegherebbe il dato di 1 veicolo incendiato su 1511, eccessivo secondo me. Tra i veicoli incendiati, quanti lo sono per dolo? Quanti lo sono solo perché parcheggiati vicino ad un veicolo, casa, ecc che ha preso fuoco? Inoltre negli USA c'è ancora la benzina a basso ottano, più facile all'innesco.
Penso che i dati siano un bel po' spannometrici.
Inoltre una domanda: come si "spegne" l'incendio di un'auto elettrica? Visti i 400volt, penso non sia indicata l'acqua (il che pone problemi con molti autosilo/traghetti ecc dove gli impianti di emergenza sono di questo tipo), del resto anche i normali estintori non servono molto, se la causa dell'incendio è nelle batterie...

Fx ha detto...

airone76: "Trovate i dati che vi interessano e traete le vostre conclusioni"

Logica tua: se reputate i dati insufficienti / fuorvianti spetta a voi trovare dati più completi, altrimenti bene così
Logica mia: se i dati sono insufficienti / fuorvianti vanno presentati come tali, perché altrimenti si dà un'informazione fuorviante

Nel caso specifico ripeto un momento si parla di auto che prendono fuoco spontaneamente e dall'altra un aggregato di tutte le cause;
il fatto che sia fuorviante è evidenziato anche dalla statistica che tu stesso hai portato: se la metà degli incendi è causato dal dolo,
di cosa stiamo parlando? I confronti si fanno patate con patate, se da una parte mi metti incidenti / dolo / cause di incendio esterne + auto di qualsiasi età, e dall'altra mi parli solo degli incendi spontanei + auto nuove meglio lasciar perdere (*), altrimenti combatti il sensazionalismo dei media generalisti con un altro tipo di sensazionalismo.

*: aggiungo che i rischi per un auto a combustibile vecchia aumentano perché il tubo della benzina può seccare / rompersi;
per le auto elettriche lo scenario è potenzialmente peggiore perché all'aumentare i cicli di carica / scarica oltre si ha un incremento di rischio, che deve essere tra l'altro moltiplicato per le migliaia di celle che costituiscono la batteria delle auto elettriche: basta che abbia un problema catastrofico una sola di queste per innescare un problema a cascata. Bisognerà aspettare qualche anno per avere dati effettivamente significativi, la questione non è di "trovare i dati", come la banalizzi tu, ma è proprio che una buona parte mancano o non sono sufficientemente granulari.

Con questo non voglio dire che le auto elettriche siano più pericolose, dico solo che se vogliamo porre la questione senza bias bisogna considerare anche ciò che va contro la propria tesi.

martinobri ha detto...

Quindi è possibile, per quanto improbabile, che ci si inventi un auto a biscotti che non può esplodere

Esiste già: tela chi.

Unknown ha detto...

Ciao non c'entra con gli incendi ma con la Tesla si, sono stato dietro ad una Tesla SUV, io ero dietro con la mia SUV, apposta per vedere come la guidano.
Eravamo su autostrada austriaca, asfalto regolare ma non bello e linee di corsia correttamente visibili, la Tesla andava a 121 fissi ma ondeggiava fra le due linee della sua corsia vistosamente....non riusciva ( come faccio io) a restare centrale nella corsia di marcia. Non è dato sapere se guidava il suo PC o il suo pilota. Mi ha fatto una cattiva impressione.

Dan ha detto...

Buffo: oggi a Milano, capitale economica d'Italia (mica cone Roma puzzona), un autobus ATM ha preso fuoco. Cerco la notizia su google, e trovo articoli di 5gg fa. Ma ovviamente era un altro Bus. Semre nell'organizzatissima Milano, a 1km da dove ha preso fuoco il bus quest'oggi.

Artefio Saturno ha detto...

nel 2017 a roma arrestarono un piromane che incendiò più di 100 auto. se consideriamo la quantità di piromani nel mondo le statistiche vanno ben corrette.
https://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/piromane_roma_sud_auto-3309456.html

Kaguya ha detto...

"Credo proprio che scarterò tutte le auto a pistoni che avevo in mente e farò il grande balzo. Un balzo che sogno da anni, ma che non ho mai avuto il coraggio di compiere.
Mi compro una Mazda RX-8."

E faresti un balzo inutile. Perché la signorina il pistone ce l'ha. Rotante, solo soletto, ma ce l'ha. :-D

Però qualcosa in comune con Tesla c'è: è stata l'auto che per più anni ha tenuto la vetta del test antiribaltamento NHTSA. Dal 2004 ad almeno il 2010-11.

Il problema di Tesla, in realtà, è che è ammeregana.
E gli ammeregani, tranne rare eccezioni (mi vengono in mente giusto la prima Jeep e la Ford Gt; generosamente la Z06 e le ultime Viper), hanno sempre costruito dei bidoni. :-D
Le auto migliori le fanno i paesi che hanno perso l'ultima guerra: germania, giappone e per metà l'italia.

Berto ha detto...

Azzarola se le auto a biscotti esplodono!
Dovete vedere che botti fanno certi cicloamatori in salita!

brain_use ha detto...

@FX
se da una parte mi metti incidenti / dolo / cause di incendio esterne + auto di qualsiasi età, e dall'altra mi parli solo degli incendi spontanei + auto nuove meglio lasciar perdere (*), altrimenti combatti il sensazionalismo dei media generalisti con un altro tipo di sensazionalismo.

Quotone a tutto il commento.
Credo francamente che i dati statistici, così come sono presentati, siano insufficienti a dare senso a qualsiasi posizione.

Tra l'altro non capisco come si possa arrivare a una cifra di 1/1500 veicoli all'anno incendiati. Mi sembra davvero una proporzione fuori da ogni dato percettibile.

Tommy the Biker ha detto...

@Kaguya
la signorina il pistone ce l'ha. Rotante, solo soletto, ma ce l'ha. :-D
Dì una cosa simile davanti ad un owners club e ti linciano :P

L'RX-8 non ha né un pistone né tantomeno un qualcosa solo soletto, il suo propulsore (il Renesis) è un birotore ;)

airone76 ha detto...

FX ... Logica mia: se i dati sono insufficienti / fuorvianti vanno presentati come tali, perché altrimenti si dà un'informazione fuorviante

Lo stesso Paolo scrive "Sono conti spannometrici, per carità, ma credo che comunque smontino una percezione errata", cioè scrive proprio quello che sostieni tu, e cioè che i dati che ci sono non sono sufficienti per dare una informazione completa. Ma non sono fuorvianti in quanto si basano su dati reali e concreti (anche se parziali). Molto più fuorvianti sono tutti quelli che qui sostengono che l'età del parco vetture sia fondamentale nella analisi senza avere uno straccio di prova, ma solo per esperienza singola personale o, peggio, preconcetti (alla faccia del metodo scientifico). Prima di poter affermare che l'età sia importante, si dovrebbero trovari dati che lo sostengono, ovvero un numero di auto bruciate per età. C'è chi sostiene che le auto più vecchie vengono meno manutenute e quindi più soggette a guasti e quindi a incendi: in base a quali dati lo sostengano non si sa... io per esempio ho sempre fatto tutti i tagliandi anche ad auto vecchie di più di 10 anni, ma non mi sogno di sostenere che sia così per tutti. E se può essere vero che Auto più vecchie siano più soggette a guasti (anche se io potrei sostenere che invece il numero di guasti per anno sia sempre più o meno lo stesso, solo che i guasti diventino anno per anno sempre più importanti/costosi), diverso è sostenere senza dati che questi guasti portino più facilmente all'incendio. Per farlo servirebbe conoscere non solo l'eta delle auto incendiate, ma anche avere dati scevri da cause terze.
Coi dati che ha trovato Paolo, si può certamente dire quello che sostiene lui, cioè che la percezione degli incendi sulle auto elettriche va ridimensionata perchè non sembrano essere maggiori della media del parco auto circolante.

Cambiamo l'approccio, visto che altrimenti si rischia di interpretare che chi si lamenta sia uno dei soliti professori da poltrona: Tu (ma anche altri, eh!) cosa estrapoleresti da quei dati, avendo solo quei dati a disposizione? Cosa diresti, partendo ovviamente dal presupposto che i dati sono incompleti e quindi si può fare solo una analisi parziale?

se la metà degli incendi è causato dal dolo,
di cosa stiamo parlando?


Stop. Io ho riportato un dato solo per dimostrare come spesso la realtà sia ingannevole e non facilmente estrapolabile, non ho mai sostenuto che il dolo sia sempre la metà degli incendi. Il dato si riferisce solo ad un comune e in un anno preciso, nulla vieta che sia falsato da fattori esterni (tipo una guerra tra bande) e non sia paragonabile al dato nazionale.


Enrico Ceppi ... il che spiegherebbe il dato di 1 veicolo incendiato su 1511, eccessivo secondo me.

Il dato non è eccessivo, è la tua percezione che non è corretta. Il dato è quasi uguale ad altre nazioni dove benzina e età del parco auto sono diverse (Italia 1 su 1600) e dello stesso ordine di grandezza di altre ancora (Germania 1 su 3000. Considera inoltre che il dato dell'Italia dell'anno prima si avvicina molto di più a quello tedesco con 1 su 2200). Sembra un Numero molto alto, ma è corretto. Poi quanti di questi siano dovuti al tipo di trazione invece che a altre cause è un'altro discorso.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Berto
Dovete vedere che botti fanno certi cicloamatori in salita!

Quello è scoppiettare, non fare il botto...

Comunque esistono anche i montacarichi a biscotti che, quando sollevano, talvolta scoppiettano.

contekofflo ha detto...

Faccio un paio di considerazioni...

1) Tutti i produttori di automobili (a carburante, elettriche, ibride o quant'altro) devono sottostare a rigide norme di sicurezza, tra le quali anche quelle relative agli incendi. Quindi ogni automobile che viene prodotta è sicuramente (a meno di imbrogli ovviamente!) conforme a quelle norme e quindi ha una probabilità di incendiarsi inferiore a quanto viene stabilito dalla legge.
Quindi: se anche le auto elettriche si incendiassero più frequentemente di quelle a carburante, sarebbe comunque una frequenza ritenuta "accettabile" dal sistema.

2) Mi sbaglierò ma da nessuna parte nell'articolo leggo scritto con certezza che le auto elettriche si incendiano di meno (o di più) oppure che i dati mostrati siano conclusivi; mi sembra semplicemente che si voglia inquadrare il problema sottolineando che:
- anche i veicoli tradizionali si incendiano e molto più spesso di quanto pensiamo (qualunque ne sia la causa)
- le statistiche disponibili, per quanto parziali e soggette a molti fattori (età del parco auto, manutenzione, incendi dolosi ecc.) sembrano mostrare che non ci sia una "MACROSCOPICA" differenza fra le auto elettriche e quelle tradizionali per quanto riguarda la possibilità di prendere fuoco (peraltro, nessuno impedisce ad un piromane di dare fuoco ad un'auto elettrica!)

Sottolineo MACROSCOPICA perché credo che il punto sia proprio quello. Possiamo dire con ragionevole certezza che le auto elettriche non prendono fuoco 1000 e nemmeno 100 volte più frequentemente di quelle tradizionali, come potremmo pensare leggendo le notizie? Direi di sì.
10 volte più frequentemente? Probabilmente no, ma non mi sento di escluderlo prima di aver visto dati più precisi.

airone76 ha detto...

FX... e dall'altra mi parli solo degli incendi spontanei + auto nuove meglio lasciar perdere

Faccio solo ri-presente che nei dati di Paolo non c`è nessun dato su incendi spontanei di auto elettriche (c'è solo un dato sugli incendi spontanei di BWM a petrolio) e nemmeno un dato sugli incendi di Auto elettriche, nuove o vecchie che siano.
Si dice solo che visto che ne prendono fuoco circa 500 al giorno con la proporzione tra elettrico e petrolio esistente almeno una di queste dovrebbe essere elettrica. Poichè (visto anche il can can mediatico attuale) non si sente ogni giorno di auto elettriche in fiamme si presuppone che la percentuale di auto che va a fuoco non possa essere maggiore di quella del parco auto completo...

FridayChild ha detto...

Senza star lì tanto a fare statistiche e grafici, mi sento di dire che, anche in rapporto al numero di esemplari circolanti, necessariamente piuttosto limitato, il "security record" delle Tesla, tra incidenti conclamatamente o possibilmente causati da (un abuso del) sistema Autopilot e incendi spontanei, è piuttosto imbarazzante. Insisto che anche se avessi le risorse per acquistarne una, me ne guarderei bene. Non fosse altro che per scaramanzia, anche se non è scientifico :)

Enrico Ceppi ha detto...

Enrico Ceppi ... il che spiegherebbe il dato di 1 veicolo incendiato su 1511, eccessivo secondo me.

airone76 ... Il dato non è eccessivo, è la tua percezione che non è corretta. Il dato è quasi uguale ad altre nazioni dove benzina e età del parco auto sono diverse (Italia 1 su 1600) e dello stesso ordine di grandezza di altre ancora (Germania 1 su 3000. Considera inoltre che il dato dell'Italia dell'anno prima si avvicina molto di più a quello tedesco con 1 su 2200). Sembra un Numero molto alto, ma è corretto.
>>>Poi quanti di questi siano dovuti al tipo di trazione invece che a altre cause è un'altro discorso.<<<

È questo il problema: parlando di pericolosità, secondo me sono da escludere i casi in cui il veicolo sia stato incendiato da altro (veicoli in parcheggio dove il veicolo vicino prende fuoco, rimorchio bruciato perché è bruciato il trattore, incidente dove un veicolo prende fuoco e ne incendia altri, dolo, errata manutenzione, ecc.) perché, altrimenti, dovremmo considerare QUASI TUTTO (anche i vestiti che indossiamo, il giornale che leggiamo, ecc.) come "tecnologia pericolosa".
Quindi un dato che non categorizzi la causa dell'incendio è SICURAMENTE fuorviante.
Capisco che dal mio commento non si capiva che intendevo questo ma, ripeto, parlando di tecnologia pericolosa, lo davo per scontato.
Pensa a questo assurdo: un'auto elettrica viene parcheggiata in un centro commerciale e, dopo mezz'ora, prende fuoco facendone bruciare altre 4: nelle statistiche presentate risulterebbe 1 auto elettrica e 4 a pistoni. Mi sembra però che, per quanto concerne il discorso della sicurezza della tecnologia, bisogni parlare di 1 auto elettrica e 0 a pistoni.
Ripeto, è un esempio per assurdo per spiegare il concetto.
Secondo me, quindi, i dati riportati sono TROPPO RAGGRUPPATI per trarre anche solo un'indicazione di massima, è questo che volevo esprimere.

pgc ha detto...

In effetti l'argomento sull'età media dei veicoli lascia spazio in effetti ad una notevole barra di errore nel valutare l'effettiva rilevanza di questo problema. Tuttavia questo non significa che le Tesla siano più (o meno pericolose delle auto ICE ("a pistoni"): solo che NON LO SAPPIAMO, almeno per adesso.


Kaguya ha detto...

"L'RX-8 non ha né un pistone né tantomeno un qualcosa solo soletto, il suo propulsore (il Renesis) è un birotore ;)"

Piano.
Renesis o non Renesis (a rigore 13B Multi Side Port, a.k.a. "Renesis"): "Rotary *Piston* Machines", datato 1969 e brevettato (con lo stesso nome) in USA otto anni prima da un certo Felix Wankel ;-)
A spaccare il capello manco dovrebbero chiamarsi pistoni.
(gruppo: stantuffi; sottogruppo: "pistoni" per motori a combustione interna; categoria: pistone rotativo)

Solo soletto: ahimé mi è rimasto in tastiera "motore". Di sfottò alla Tesla (D - Dual Drive, sennò me contano le pulci :-D) che ne ha due.

Approfitto per segnalare che l'NHTSA ha bocciato l'aggeggino che consentiva di bypassare i controlli dell'Autopilot di Tesla: https://www.nhtsa.gov/press-releases/consumer-advisory-nhtsa-deems-autopilot-buddy-product-unsafe

gius db ha detto...

E con la prius come la mettiamo?

Berto ha detto...

I ferri da stiro non esplodono.

gius db ha detto...

Quindi, tanto sbeffeggiate, e alla fine sono un po' meglio in tutto.

SirEdward ha detto...

Il problema della Prius è che se ne hai una e non sei un tassista significa che non dovresti avere un'automobile, perché in fondo l'automobile ti interessa meno che -apparire- ecologico.

Se -essere- ecologico ti interessa davvero così tanto, non dovresti avere un'automobile, se l'automobile ti interessa più di essere ecologico, non dovresti fare così tanta scena.

Se hai bisogno di una ibrida senza fare tante storie, comprati una Auris.

(tu generico)

CimPy ha detto...

"Il problema della Prius è che se ne hai una e non sei un tassista"

E perché solo i tassisti? Se fossi, per dire, un commesso viaggiatore su gomme?

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Cimpy
E perché solo i tassisti? Se fossi, per dire, un commesso viaggiatore su gomme?

Non avresti la Prius comunque :-)

Le ibride, da quello che so, sono convenienti nel ciclo urbano, mentre in quello extraurbano sono alla pari di un equivalene a benzina.

Da quello che è la mia esperienza ho notato che chi ha una percorrenza annua da 80.000 km l'anno in su usa il diesel di grossa cilindrata. A loro dire sono i motori più affidabili. Secondo loro i motori a benzina lavorano a regimi più alti e, pertanto, si usurano maggiormente. Quelli a metano/gpl si rompono ancora prima perché si bruciano le valvole per via della combustione più lenta di questo tipo di carburanti.

Il GPL l'ho visto usare ai rappresentanti con percorrenze inferiori ai 50/60mila km. Loro dicono che le loro auto vanno benone e sono affidabili.

Nessuno (tra quelli che conosco) usa auto a metano. Presumo perché i distributori sono in numero inferiore e l'autonomia è piuttosto scarsina e si perde molto tempo a fare il pieno sia per la fila che c'è sempre che per il fatto che ci vuole proprio più tempo a riempire le bombole.
Il GPL è più comodo e offre un'autonomia di almeno 400 km (sempre in base a quanto dicono quelli che ce l'hanno).

A chi credere? A chi usa il GPL (ed è soddisfatto) o a chi usa il dieselone (ed è altrettanto soddisfatto)? :-)

SirEdward ha detto...

@CimPy

perché solo i tassisti? Se fossi, per dire, un commesso viaggiatore su gomme?

Come dice Guastulfo, se fossi un commesso viaggiatore non avresti la Prius, perché in autostrada consuma tanto rispetto ad altre alimentazioni.

pgc ha detto...

Ho provato tempo fa a creare un modello accurato di tre soluzioni: (1) non possedere una macchina (camminare ed usare bus, uber ed auto a noleggio) (2) possedere un'ibrida e (3) possedere un auto a benzina normale (il diesel non l'ho considerato perché ritengo che ormai possa costituire un pessimo investimento su una scala di 5-10 anni).

Ci ho messo dentro il costo di vari noleggi, Uber e bus nel caso (1), solo di bus e qualche uber nei casi (2) e (3), assicurazioni stimate, costi di manutenzione, costo dell'auto (nuova o usata) e deprezzamento, numero di km che uno riesce a percorrere a piedi (quindi condizioni climatiche) etc. E anche il fatto che se l'auto ce l'hai tendi comunque ad usarla anche per parte di quello che faresti a piedi se non ce l'avessi.

Conclusione? non sono mai arrivato ad una conclusione univoca: basta una variazione minima nella stima di alcuni dei tanti parametri in gioco e cambia tutto. Tra le altre conseguenze, questo dice che i tools che forniscono una risposta basandosi unicamente sulla percorrenza annuale sono abbastanza fuorvianti se non si aggiungono alcune condizioni sull'uso che se ne fa.

Tuttavia alcune conclusioni si possono trarre. Sembrerebbe che (1) è di gran lunga la soluzione economicamente più efficiente nella stragrande maggioranza dei casi, ed anche se si noleggia un'auto (con copertura assicurativa totale) 1 mese all'anno, e si prendono molti uber perché la rete di trasporti non è efficiente, come nel mio caso. Ovviamente questo vale nel MIO caso personalissimo: vivo a Santiago, non ho figli con me, la benzina costa circa 2/3 che in italia, lavoro gran parte da casa quando ci sto, l'assicurazione costa relativamente poco, viaggio moltissimo e cammino tantissimo.

Per altri le cose possono essere radicalmente diverse.

Un amico che è un dirigente di una grande società di assicurazione mi ha confermato che studi di questo tipo sono mettono a dura prova anche gli istituti assicuratitivi.

In conclusione una cosa mi sembra chiara: dal punto di vista puramente economico l'ibrida (rispetto alla benzina) conviene solo se si fanno "molti' km in città. Quanti? Dipende dal caso specifico e da un gran numero di "scelte" personali e condizioni al contorno. Non si può quindi dire che l'ibrido convenga in generale rispetto alla benzina. Si tenga anche presente che in molti paesi il diesel costa molto più che la benzina e che tra pochi anni potrebbe essere comunque messo fuori legge nei centri urbani.

SirEdward ha detto...

@pgc

Concordo che le variabili sono enormi.

Qualche dato c'è, però, che può aiutare. In Italia il costo complessivo e completo di un'automobile "normale" (e non-ibrida) va mediamente dai 3500-4000 auro all'anno in su. Considerando 15k km, principalmente in città, parliamo di cifre attorno ai 5000 €/anno per i modelli di segmento C non di lusso.

Il costo aumenta se l'auto è nuova e diminuisce se l'auto è vecchia per l'incidenza del deprezzamento (anche se poi con l'auto vecchia aumenta il costo di manutenzione).

Le voci principali sono il deprezzamento (circa 1/3 del totale dei costi annui, in media, nei primi 10 anni di vita del veicolo), l'assicurazone (circa 1/5 del totale, ma molto variabile), il carburante (circa 1/4 del totale).

Diciamo che, come cifra approssimata, in Italia sostituire un'automobile media equivale a spendere circa 420€ al mese in altre forme di trasporto.

Si può fare, ma come dici tu la cosa dipende tantissimo dal caso specifico.

ebonsi ha detto...

Qualsiasi analisi come quella suggerita da pgc è (lo dico senza alcuna intenzione polemica) priva di senso dal punto di vista economico, perché ignora completamente la ben concreta possibilità di interventi governativi per manipolare i termini del problema in un senso come nell'altro, variando le tasse e accise sui vari tipi di vetture e i loro carburanti. Inoltre, questi interventi possono essere decisi (e di fatto lo sono) senza preavviso, e i loro effetti sono immediati.

Per dire: attualmente possiedo un'auto a GPL, che dal mio punto di vista rappresenta il miglior compromesso tra prestazioni, costi e impatto ecologico e della quale sono molto soddisfatto. Peró siamo alla fine di giugno, e ancora non è dato sapere se al 1 gennaio 2019 i costi al litro rimarranno ai livelli attuali (da 52 a 72 cent), oppure saliranno di colpo di oltre 20 cent, come sembra probabile. Un'aumento del genere renderebbe il GPL non più conveniente rispetto al diesel, e anche la convenienza rispetto alla benzina diverrebbe molto discutibile. Il governo tedesco ha semplicemente deciso che il basso livello di inquinamento del GPL non merita che per esso si rinunci ad un po' di tasse.

Lo stesso vale, mutatis mutandis per le auto ibride. Se davvero si volesse incoraggiarne la diffusione per abbattere l'inquinamento nelle aree urbane, basterebbe ridurre drasticamente l' IVA che grava sul loro prezzo di acquisto. Ma l'idea di ridurre una tassa qualsivoglia, per qualsiasi ragione è anatema per qualsiasi governo.

pgc ha detto...

ebonsi: "Qualsiasi analisi come quella suggerita da pgc è (lo dico senza alcuna intenzione polemica) priva di senso dal punto di vista economico, perché ignora completamente la ben concreta possibilità di interventi governativi"

Bè, questo però è vero per QUALSIASI investimento basato unicamente su ragioni economiche.

Se compro una certa casa posso fare delle assunzioni ragionevoli, ma perderci (o guadagnarci) più del previsto se il piano regolatore viene cambiato e accanto costruiscono un grattacielo o un centro commerciale. L'analisi che ho fatto - abbastanza inconcludente per inciso - ovviamente si basa su uno status quo. Ma era pesantemente dipendente per esempio ad un aumento improvviso del prezzo del petrolio, come quello che si è registrato negli ultimi anni.

Questo non vuol dire che fare analisi economiche sia in generale "privo di senso".