Podcast, la serie completa 30.3.07 Permalink 8 commenti
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paolo.bor****" e "paolo.tomel****".
Con il permesso della RTSI, da domattina sarà disponibile la raccolta completa dei podcast del Disinformatico: le puntate più recenti saranno scaricabili, senza lucchetti anticopia e in semplice formato MP3 fruibile su qualsiasi lettore, presso il solito indirizzo www.rtsi.ch/podcast; le puntate meno recenti saranno disponibili, sempre senza lucchetti, dall'archivio delle apparizioni mistiche. Man mano che le puntate scompaiono dal sito della RTSI, verranno pubblicate nel mio archivio.
Etichette: anticopia, DRM, Mp3, podcast
Trappola virale per Skype 27.3.07 Permalink 68 commenti
Attenzione ai file che arrivano tramite SkypeQuesto articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "stellamarina7" e "prometeus".
Skype, il popolarissimo programma di comunicazione vocale via Internet, è stato preso di mira da un virus, o più precisamente da un trojan. Non si tratta di una falla di Skype, ma di un file ostile che si sta diffondendo tramite la rete di Skype, come riferiscono Websense e F-Secure.
Il file ostile, denominato Warezov/Stration, non si diffonde automaticamente: tuttavia, quando viene eseguito dalla vittima, tutte le persone presenti nella rubrica di Skype della vittima ricevono un messaggio (generato dal file ostile) che dice "Check up this" ("Dai un'occhiata a questo") e propone un link.
Se chi ha ricevuto questo messaggio clicca sul link, viene portato a un sito che ospita un file di nome file_01.exe e invitato ad eseguirlo. Se lo fa, vengono scaricati ed eseguiti numerosi altri file, che aprono backdoor (accessi nascosti) nel computer della vittima. Il software ostile funziona soltanto sotto Windows.
La raccomandazione è sempre la solita, ma è comunque opportuno rifarla, anche perché molti utenti non si aspettano che Skype possa essere un vettore d'infezione: mai aprire file, di qualunque provenienza (amici compresi), senza controllarli prima con un antivirus aggiornato; nel dubbio, non aprirli affatto.
Etichette: antivirus, Skype, virus
Coca-Cola e aspirina sono un cocktail letale, e altre leggende gassate 27.3.07 Permalink 37 commenti
Antibufala: non bisogna mescolare Coca-Cola e aspirina, e altre leggende metropolitane Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "rossogenovese" e "robyalerugg****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Oggi, durante la diretta radio del Disinformatico, ho messo alla prova una delle dicerie più diffuse sulla Coca-Cola: bevuta con l'aspirina, avrebbe effetti psichedelici, ma c'è anche chi dice che la miscela è un potente afrodisiaco. Ne parlano Leggendemetropolitane.net qui e Snopes qui, descrivendola come bufala, come del resto fanno molti altri siti. Così, per sincerarmene oltre ogni dubbio, ho fatto la prova in diretta: all'inizio della trasmissione ho ingerito un'aspirina e bevuto subito una bottiglietta di Coca-Cola. Non è successo nulla.
Infatti, come dice la Bayer qui, l'abbinamento è innocuo e in determinate circostanze può anche rivelarsi benefico: "La Coca-Cola, contenendo caffeina, non interferisce con il meccanismo d'azione del farmaco ma ne aumenta le proprietà analgesiche". Valgono naturalmente le normali precauzioni: se siete allergici all'aspirina o avete problemi gastrici, è meglio evitare cocktail di questo genere.
Quello che è certo è che il mito della pericolosità del binomio aspirina e Coca-Cola è una bufala, benché ne parli per esempio il film Grease e sia citato da una canzone, Supergiovane, di Elio e le Storie Tese (grazie ad andrea e madevill per l'audio della battuta tratta dal film e a maurizio per la segnalazione musicale).
Intorno a questa bevanda è sorta un'intera famiglia di leggende metropolitane, che gli studiosi descrivono con il termine Cokelore. Il Cokelore ha addirittura una sezione tutta sua in Snopes: per esempio, non è un buon contraccettivo, non scioglie i denti, la Fanta non è stata inventata dai nazisti (ma è davvero nata in Germania durante la seconda guerra mondiale) e fu davvero ritirato un poster che conteneva un'immagine nascosta decisamente allusiva. Leggendemetropolitane.net racconta le medesime leggende in italiano: merita un accenno anche quella dell'immagine subliminale nascosta sulla lattina.
Etichette: antibufala, Coca-Cola
CopeerRight, strani messaggi di diffida 27.3.07 Permalink 10 commenti
Peer-to-peer, misteriose diffide su EmuleQuesto articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "arcadi" e "valeriodiste****". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Stanno arrivando numerose segnalazioni di un curioso messaggio che compare nelle sessioni di chat di Emule. Eccone un esempio:
*** Sessione Chat iniziata: CoPeerRight Agency - 02/01/2007 16.50.51Un messaggio piuttosto sgrammaticato e sconnesso, che può far pensare a un tentativo di truffa in stile phishing o ad altre forme di attacco. In realtà si tratta di un messaggio di puro testo (senza contenuti infettanti) generato dalla società francese CoPeerRight Agency, che dal 2003 pattuglia la Rete, e in particolare i circuiti di scambio peer-to-peer come Emule, inviando messaggi di diffida (tramite le funzioni di chat dei programmi di scambio) agli utenti quando li coglie a scaricare e condividere film, videogame, musica o software la cui distribuzione non è autorizzata dai titolari del relativo diritto d'autore.
[16.50.51] CoPeerRight Agency: Le ricordiamo che il file :Natale a New
York: e protetto dai diritti d autore secondo le leggi italiane e
internazionali. Tutta la riproduzione o distribuzione totale o parziale di
questo file realizzato senza autorizazzione e illecita e Lei si espon
[16.50.51] CoPeerRight Agency: e a delle azioni penali considerevoli. La
preghiamo di abbandonare il download e di cancellare i file illegali della sua
lista di condivisione. Le ricordiamo che la copia privata non autorizza la
pirateria e si applica solo per le opere che Lei possi[16.50.51] CoPeerRight
Agency: ede e per il suo utilizzo personale. Questa copia deve essere realizzata
rispettando l impiego normale in conformita alla legge sul diritto d
autore.
[16.50.51] *** Disconnesso
La società è attiva anche in Canada, Spagna e Francia, secondo quanto segnalato da El Pais già oltre un anno fa e nel 2005 da Ratiatum.com. Da quanto risulta, la CoPeerRight Agency SARL, fondata nel 2003 e registrata in Francia, agisce per conto dei titolari dei diritti d'autore, ma si limita a raccogliere gli indirizzi IP degli scambiatori e a inviare loro un messaggio di diffida, segnalandoli eventualmente ai fornitori d'accesso o ai titolari del diritto d'autore.
Un'altra attività svolta da CoPeerRight è la diffusione di falsi file il cui nome e le cui caratteristiche coincidono con quelle del file autentico (un film, per esempio). L'utente che magari dopo lunga attesa scarica questo file si trova un annuncio antipirateria al posto del contenuto desiderato.
Le tecnologie usate da CoPeerRight sono riservate, anche se una domanda di brevetto e un suo aggiornamento (scovati da Ratiatum.com, che pubblica un dettagliato dossier in proposito) le descrivono per sommi capi, e non è chiaro quanto sia significativo il rischio di equivoco che potrebbe portare un utente innocente ad essere accusato di pirateria perché ha condiviso un file il cui nome contiene una parola chiave ambigua (come Office, che potrebbe riferirsi sia alla suite open source OpenOffice.org, sia al pacchetto Microsoft); né si sa se le informazioni raccolte da CoPeerRight siano legalmente utilizzabili in tribunale.
In ogni caso, chi vuole evitare di essere molestato da questi messaggi può adottare firewall come PeerGuardian (per Mac e Windows), che bloccano le comunicazioni da e verso gli indirizzi IP dai quali provengono le azioni di monitoraggio dei circuiti peer-to-peer oltre a varie altre forme di molestia, come spyware e pubblicità indesiderata.
Radio: bufale e Coca-Cola, "virus" per Skype, strani avvisi sul P2P 27.3.07 Permalink 5 commenti
Un viaggio nel Cokelore, con esperimenti pratici: stamattina il Disinformatico si occupa delle tante leggende che girano intorno alla celebre bibita gassata. Ma ci sarà anche spazio per parlare di un trojan che sta appestando Skype e di uno strano messaggio di diffida che circola sulle reti di scambio peer-to-peer come Emule e di altro ancora.
L'edizione radio del Disinformatico è in onda, come ogni martedì, in diretta alle 11 sulla Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana, ricevibile anche in streaming in tempo reale (Real Audio) e in differita come podcast. A proposito di podcast, a breve verrà messo online l'archivio completo delle puntate.
Etichette: antibufala, Skype, virus
Vodafone "recupera" i costi di ricarica? *AGGIORNAMENTO* 21.3.07 Permalink 133 commenti
Vodafone "recupera" i costi di ricarica? Calma un attimoQuesto articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "capornia" e "kolbace". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Sta circolando una catena di Sant'Antonio via e-mail che teorizza un trucchetto da parte di Vodafone per "recuperare" i costi di ricarica. Le cose non stanno come descritto nel messaggio: la catena non va inoltrata, perché causa solo confusione.
Se volete informare amici, parenti e colleghi dell'attivazione ai clienti Vodafone di un nuovo servizio chiamato "SMS Vocale", fatelo usando i dati giusti, non quelli dell'appello che circola. I dati giusti sono riportati qui sotto e sono di fonte Vodafone.
Se a voi risultano comportamenti differenti da quelli dichiarati da Vodafone, non prendetevela con me, io non sto difendendo nessuno: prendetevela con Vodafone e contestate (ma fatelo con dati alla mano).
Secondo il comunicato stampa di Vodafone del 21 marzo, il servizio è temporaneamente sospeso.
I dettagli
Da alcuni giorni (la prima segnalazione che ho ricevuto è del 19 marzo) circola un e-mail che invita a diffondere questo avviso:Dal 6 marzo 2007 Vodafone ha introdotto due nuove 'funzionalità' ricezione SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica (al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica (99% degli utenti).Il servizio "SMS Vocale" esiste ed è documentato qui sul sito di Vodafone. Il nome è abbastanza infelice, perché in realtà non è un SMS, ma una sorta di segreteria e vi si registra la voce (che non viene convertita in testo o cose simili). La registrazione audio viene inviata al cellulare del destinatario, se compatibile; il destinatario, quindi, non ha bisogno di consultare la segreteria tradizionale, perché si trova con il messaggio memorizzato direttamente nel telefonino e lo può ascoltare gratuitamente.
Quando chiamerete un/a vostro/a amico/a e il telefono è spento sentirete una voce che vi dirotterà al nuovo servizio. Per disabilitare questa funzione è necessario:
- essere registrati al sito www.vodafone.it oppure www.190.it
- effettuare l'accesso al proprio account
- Cliccare su '190 fai da te', poi sul menu di sinistra la voce 'Servizi e Promozioni'
- Cercate nell'elenco dei servizi le voci 'Ricezione SMS vocale' e 'Notifica Ricezione Vocale' (solitamente è nella seconda pagina)
- Cliccate sul pulsante 'Disattiva' nel rettangolo i ciascun servizio da disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce minuscola in basso con scritto 'Clicca qui per confermare l'operazione'
- Eseguite lo stesso procedimento per entrambi i servizi
Da questo momento chi vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo servizio che nessuno ha richiesto!!
Se lo facciamo tutti riusciremo a non incappare in questo ennesimo tranello rivolto ai consumatori.
Diffondete questa mail.
Con la segreteria tradizionale, invece, chi chiama paga per lasciare il messaggio, e chi riceve paga per ascoltare il messaggio (fonte). Non stupisce che moltissimi utenti disattivino la segreteria.
In altre parole, questo servizio sembra pensato per evitare al cliente Vodafone di pagare per i messaggi lasciati in segreteria, ma è stato completamente frainteso, probabilmente grazie anche alla coincidenza temporale con l'abolizione dei costi di ricarica. La preoccupazione istintiva che gli operatori telefonici avrebbero tentato di far rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta ha fatto da leva emotiva, come in ogni bufala che si rispetti, impedendo a molti di fermarsi a riflettere e controllare.
Ecco il comunicato (refusi compresi -- mi sa che l'ufficio stampa usa Word inglese...) di Vodafone di oggi. Le evidenziazioni sono mie:
Milano, 21 marzo 2007 - Vodafone ha attivato a partire dal mese di marzo il servizio di SMS vocale. Grazie a questo nuovo servizio i clienti Vodafone possono ricevere gratuitamente un messaggio vocale da parte di chi li ha cercati quando non sono raggiungibili.Ho verificato che il mio numero Vodafone italiano attualmente non ha alcuna attivazione di servizi di questo genere: quando è spento, ricevo solo un messaggio gratuito che mi avvisa che il numero non è raggiungibile.
A fronte del lancio di questo servizio nei forum dedicati alla telefonia mobile, nei siti web, tra i consumatori ed i clienti sono iniziate a circolare, informazioni non corrette sulle modalita', l'uso e i costi.
La diffusione di queste informazioni ha ingenerato incertezza sulla tipologia di servizio e Vodafone Italia, intende quindi precisarne I contenuti:
Il servizio funziona cosi’:
-- permette di inviare un messaggio vocale quando la persona chiamata ha il cellulare spento o non disponibile
-- il chiamante ascoltera' il messaggio gratuito di avviso: "SMS Vocale Vodafone, messaggio gratuito. La persona chiamata non e’ al momento disponibile. Per inviare un SMS vocale parli dopo il segnale acustico e poi riagganci. Info e costi al numero gratuito 42055"
-- il cliente puo' scegliere: riagganciare oppure registrare un messaggio con la propria voce, dopo il segnale acustico.
-- Il messaggio gratuito dura 15 secondi
-- Dopo il messaggio ci sono un paio di secondi di silenzio
-- Dopo il silenzio c’e’ il segnale acustico. a questo punto il cliente puo' registrare il messaggio.
-- Se il cliente non parla, o parla meno di 2 secondi, il messaggio non parte e il cliente non paga
-- L'sms vocale ha un costo di 29 centesimi per chi lo invia.
-- E' gratuito per chi lo riceve.
-- Il servizio e’ disattivabile chiamando gratuitamente il numero 42070 oppure all’interno dell’area "fai da te" del sito www.vodafone.it.
Si precisa inoltre che, contrariamente a quanto diffuso da altre fonti:
-- il cliente non ha 1,5 secondi ma ha 15 secondi per riagganciare prima di vedersi addebitare qualcosa per la registrazione dell’sms vocale
-- non paga 10 cent quando ascolta il messaggio dell’sms vocale. Come detto, e' gratuito.
-- non sono cambiati i criteri di tariffazione della segreteria telefonica
Mentre continua la campagna disinformativa sul servizio, Vodafone Italia gia' dalla giornata di ieri ha sospeso temporamente il servizio al fine di dissipare ogni dubbio e contestare ogni critica infondata.
Vodafone Italia ringrazia tutti i clienti che hanno voluto comunicare le loro valutazioni su Sms vocale e, come sempre, resta a disposizione dei propri clienti attraverso i tradizionali strumenti di comunicazione.
Da una fonte interna Vodafone (uno dei loro formatori) ho ricevuto inoltre questo ulteriore chiarimento:
1) Non si viene dirottati direttamente verso il servizio. Ma una voce dice: Lei paghera’ il servizio solo se registrera’ il messaggio dopo il segnale acustico e riaggancera’. Il costo per ogni messaggio vocale e’ di 29 cent ( iva inclusa) (24,16 iva esclusa per business). Il cliente può riagganciare esattamente come avviene per chi ha la segreteria telefonica funzionante e non avrà nessun addebito.In sostanza, se attiviamo il servizio, è solo chi ci chiama a pagare se lascia il messaggio; se chi ci chiama non lo lascia, non paga. Se a voi risulta diversamente, segnalatelo a Vodafone.
2) Il costo di 29 cent è solo per chi invia il messaggio vocale e non per chi lo riceve.
3) Il metodo spiegato per disattivare il servizio è il più contorto dei 3 possibili. In effetti per il cliente è sufficiente chiamare il 190 o il 42070 e viene subito disabilitato.
Alcuni lettori hanno obiettato che Vodafone non avrebbe dovuto introdurre il servizio senza avvisare e chiedere il consenso, e su questo sono d'accordo: avrebbe dovuto farlo almeno per correttezza e trasparenza, anche se il contratto con i clienti probabilmente prevede il diritto all'attivazione di servizi di questo genere, come è prassi nel settore (ma va considerata anche questa prescrizione del Garante per la Protezione dei Dati Personali: "Non si possono attivare servizi senza espressa volontà degli interessati", segnalata da nicola.70).
Spero che Vodafone (e di riflesso gli altri operatori) impareranno la lezione: il consumatore vi odia ed è confuso dal marasma di tariffe e dal martellamento pubblicitario, che deve costare una bella cifra (e se invece di fare tanti spot e pagare attori e calciatori regalaste a caso un po' di traffico ai clienti? Sarebbe un bel marketing virale).
Ma a parte questo, sembra proprio che stavolta la paranoia rivolta verso gli operatori telefonici abbia giocato un brutto scherzo a tanti appassionati del cellulare.
Etichette: antibufala, telefonini, Vodafone
Prova: Google Docs and Spreadsheets 20.3.07 Permalink 8 commenti
Google permette di scrivere documenti e fogli di calcolo senza installare nullaQuesto articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mauro.dalex****" e "piumichele".
Google ha da poco presentato la nuova versione di Google Docs and Spreadsheets, o Google Documenti e Fogli Lavoro, disponibile sia in forma gratuita, sia in edizione a pagamento (Premier Edition).
Si tratta di un'area del sito di Google che si comporta come una versione semplificata di una suite di applicazioni d'ufficio: un "programma" di scrittura, uno per la generazione di spreadsheet (fogli di calcolo), un calendario e un "programma" per la gestione della posta (Gmail) che include una funzione di chat.
A queste "applicazioni" di base si affiancano una gestione delle foto e un editor di pagine Web, tutti accessibili da qualsiasi browser compatibile (Internet Explorer 6 e successivi, Firefox, Mozilla, Netscape), senza dover installare assolutamente nulla sul proprio computer. In pratica, si fa a meno di Microsoft Office o OpenOffice.org, perlomeno per la realizzazione dei documenti più semplici.
Questo è un bonus non indifferente per chi lavora in ambienti nei quali è vietato installare software (come per esempio alla RTSI, dove mi trovo a fare ogni martedì un programma sull'informatica usando computer sui quali non posso installare nulla, per cui le prove le faccio sui miei computer personali) e per chi si sposta frequentemente da un computer a un altro.
I documenti creati con GD&S, infatti, vengono conservati sui computer di Google in aree protette da password e sono accessibili da qualsiasi computer collegato a Internet. E' possibile comunque salvarli localmente (per esempio sul proprio computer), esportandoli nei formati più comuni (Word, OpenDocument, PDF, RTF, HTML per i testi; CSV, OpenDocument, PDF e XLS per i fogli di calcolo). Viceversa, i documenti creati localmente sul proprio computer possono essere inviati a GD&S: i formati supportati sono OpenDocument, XLS e CSV per gli spreadsheet; Word, RTF, OpenDocument e OpenOffice/Staroffice per i testi.
L'accesso via Web ai documenti ha un'altra funzione estremamente comoda: la collaborazione. GD&S permette infatti a più utenti di scrivere e modificare contemporaneamente lo stesso documento. Questo è estremamente comodo per i gruppi di lavoro situati in luoghi geograficamente distinti che devono condividere e collaborare alla stesura di documenti e si scontrano sempre con il problema della gestione delle modifiche coordinate.
Le applicazioni, disponibili anche in versione italiana, sono spartane ma sufficienti per l'uso comune e non risentono di particolari lentezze, salvo nel caricamento iniziale. Per contro, c'è l'ovvio limite di qualsiasi soluzione gestita via Internet: se non c'è collegamento alla Rete, non c'è alcun modo di accedere ai propri dati (a parte le copie locali, che è comunque saggio fare periodicamente).
Una delle critiche più frequenti a GD&S e ad altre applicazioni via Web, che fanno parte delle nuove tendenze del software, è la relativa mancanza di sicurezza. Per prima cosa, l'accesso ai dati è sì protetto da password, ma la password è quella dell'account Google, e normalmente l'utente ha sempre l'account già aperto: di conseguenza, chiunque abbia accesso fisico al computer dell'utente può approfittarne per fare danni, perché si trova tutto già spalancato.
L'accesso ai dati, inoltre, avviene tramite una connessione non cifrata (anche se si può usare HTTPS per i documenti di testo), e questo espone al rischio d'intercettazione.
C'è poi un'altra considerazione di sicurezza: i dati sono in mano a Google. E man mano che Google estende la gamma dei propri servizi, accumula sempre più dati. Gli affidiamo la posta, i documenti, magari il calendario degli appuntamenti... una messe di dati che farebbe gola a qualsiasi governo animato da ambizioni di sorveglianza non proprio legittime. In molti casi, le normative sulla sicurezza posso addirittura vietare la conservazione dei documenti elettronici presso terzi. Queste sono obiezioni che potrebbero essere risolte da una versione "locale" di GD&S: un server o una appliance da acquistare e sul quale conservare tutti i dati, accessibili da qualsiasi computer della rete locale.
Le differenze fra la versione gratuita e quella a pagamento non sono molte in termini di funzioni software: per 50 dollari l'anno per ciascun account, gli utenti di GD&S Premier Edition hanno diritto a 10 GB di spazio per i documenti contro i 2 GB della versione gratuita, e hanno inoltre le API per interfacciarsi con i sistemi informatici aziendali e il diritto all'assistenza tecnica.
Uno dei bonus di queste applicazioni via Web è l'eliminazione di due grandi problemi di chi usa i computer, specialmente nelle piccole e medie imprese: la necessità di aggiornare periodicamente il parco macchine per supportare l'ennesima versione elefantiaca del sistema operativo e della suite per ufficio prediletta e il backup sistematico e sicuro (in luogo geograficamente distinto) dei documenti generati.
Considerata la scarsissima attenzione rivolta dalla maggior parte degli utenti al problema del backup dei dati, è probabile che i documenti siano molto più al sicuro nelle mani di Google che in quelle degli utenti.
Etichette: Google, OpenDocument, privacy, sicurezza
Attenti agli allarmi per il DHMO (diidrogeno monossido) 20.3.07 Permalink 30 commenti
È pericoloso il diidrogeno monossido? Fate la prova con i vostri amici
DHMO, diidrogeno monossido: una sigla e un nome che inquietano. Quando poi si scopre, presso siti come DHMO.org, che si tratta di una sostanza usata dagli atleti per migliorare le proprie prestazioni e facilmente rintracciabile nei nostri fiumi, nei laghi e nelle piogge acide, e che ne ingeriamo quotidianamente dosi significative, l'inquietudine diventa allarme.
Provateci: descrivete ai vostri amici i fatti presentati da pagine come Impatto ambientale del monossido di diidrogeno e vedete quanta indignazione riuscite a generare. Stampate i volantini in italiano e organizzate un sondaggio per strada: sapevate dell'esistenza del diidrogeno monossido e della sua presenza persino nei ghiacci dell'Artide e dell'Antartide?
Non stupitevi dei risultati: otterrete reazioni immediate di rabbia e d'impotenza per l'ennesima porcheria chimica che ci viene propinata da gente senza scrupoli. In particolare, otterrete molta disponibilità a sottoscrivere petizioni come questa per l'eliminazione del DHMO (grazie ad axlman per la segnalazione).
Ma soprattutto scoprirete quanto è facile gabbare la gente usando paroloni e facendo leva sulle paure più comuni e sulla diffusa ignoranza scientifica. Sì, perché se per caso non l'aveste notato, il diidrogeno monossido (due atomi di idrogeno, uno di ossigeno) è l'acqua.
Un elenco delle burle e delle relative vittime, alcune delle quali particolarmente illustri, è pubblicato dalla Wikipedia.
Etichette: burla, satira online, social engineering
Corriere inciampa nella bufala sull'intelligenza di Bush 20.3.07 Permalink 13 commenti
Corriere: "George Bush, presidente con il Q.I. più basso", garantisce il Lovenstein Institute. Che non esisteLa stampa blasonata colta a non controllare le fonti e a beccarsi una bella bufala: il Corriere della Sera e il quotidiano spagnolo El Pais hanno pubblicato la notizia che George W. Bush è "l'inquilino della Casa Bianca con il quoziente d'intelligenza meno elevato: 91". La metà di quello di Clinton.
La fonte dello scoop intellettivo sarebbe, secondo il Corriere, El Pais, che a sua volta cita il Lovenstein Institute. Istituto che però non esiste se non nella fantasia di un burlone, come i giornalisti avrebbero potuto facilmente verificare semplicemente digitando in Google il nome dell'istituto. Macché: la notizia era troppo ghiotta, si conformava a un diffuso (e condivisibile) pregiudizio, per cui nessuno s'è preso la briga di controllarla.
Sono in buona compagnia: il Museum of Hoaxes fa risalire la burla al 2001 e cita fra le vittime Guardian di Londra e il celebre vignettista Garry Trudeau. E sì che il burlone aveva lasciato indizi chiari, dicendo per esempio che il dottor Lovenstein viveva "in una casa mobile a Scranton, in Pennsylvania".
Il Guardian e Trudeau pubblicarono la smentita; lo stesso ha fatto anche El Pais, chiedendo pubblicamente scusa ("pide disculpas a sus lectores") per la falsa notizia inizialmente pubblicata qui.
Il Corriere, invece, ha semplicemente fatto sparire la notizia, pubblicata inizialmente qui (secondo la segnalazione del lettore Stefano Pilia, citato col suo permesso), dimenticandosi però di questa copia. Complimenti vivissimi al Corriere per l'accuratezza dell'informazione fornita e la correttezza dimostrata verso i lettori paganti.
Etichette: antibufala, Bush, Corriere della Sera
ICE nel telefonino, salva davvero la vita? 20.3.07 Permalink 15 commenti
Antibufala: metti ICE in memoria sul telefonino, i soccorritori lo useranno per avvisare i tuoi cariCome accennato alcuni giorni fa, sta imperversando un suggerimento che dovrebbe facilitare i soccorritori nelle situazioni d'emergenza: memorizzare nella rubrica del cellulare, sotto l'abbreviazione standard ICE (sta per In Case of Emergency), il numero della persona che desideriamo sia informata se siamo coinvolti in un incidente o in altre emergenze.
Questo è il testo dell'appello:
"Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica. Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito. Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of Emergency). È sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori. In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile. Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali".
In realtà l'iniziativa non proviene dagli "operatori delle ambulanze", ma da un singolo paramedico inglese, Bob Brotchie, la cui proposta fu riportata ad aprile del 2005 presso un sito della sanità pubblica britannica, con il supporto tutt'altro che disinteressato di Vodafone, come documentato da Hoaxbuster.com.
I pareri degli addetti ai lavori sono contrastanti. Come notato da Punto Informatico, il responsabile del 118 di Milano ha espresso parere favorevole; mentre in Svizzera la Federazione Cantonale Ambulanze del Canton Ticino si è detta dubbiosa sull'efficacia e legalità della proposta.
Hoaxbuster fa notare che l'idea ha varie controindicazioni:
- il telefonino potrebbe essere spento, bloccato con un PIN, scarico e quindi inutile
- spesso il cellulare è uno degli oggetti che si rompe in caso d'incidente
- i soccorritori dovrebbero sapere come si accede alla rubrica di ogni marca e modello di cellulare
- frugare nella rubrica del cellulare potrebbe essere considerata una violazione perseguibile della privacy
- la sigla ICE ha senso soltanto in inglese ma non in altre lingue. Questo non ha impedito l'adozione, in alcuni paesi, di un apposito adesivo (recante il logo mostrato qui sopra) per allertare i soccorritori della presenza del numero d'emergenza nel proprio cellulare.
E' una soluzione che non ha problemi di batterie e d'interfaccia ed è semplicissima da usare anche per chi non ha il telefonino. Esistono varie aziende che organizzano questo tipo di soluzione per chi non ama il bricolage, come per esempio Icecontact.com in Inghilterra o Carte Vitale in Francia.
Se proprio insistete a voler usare il telefonino per memorizzare i vostri dati, ci sono due soluzioni interessanti: una è un software da installare sul cellulare, che memorizza non solo i numeri da contattare in emergenza ma anche i dati medici personali e si abbina a un apposito adesivo per allertare i soccorritori della disponibilità di queste informazioni. L'altra, a costo zero, è appiccicare al cellulare una bella etichetta plastificata, che non richiede l'uso di un manuale d'istruzioni.
Etichette: antibufala, interfacce, telefonini
Falla Mac OS X, basta un'immagine per bucarlo 20.3.07 Permalink 10 commenti
La newsletter @Risk di Qualys segnala una serie di falle critiche in Mac OS X: basta un'immagine, un file DMG o TAR o un photocast di iPhoto appositamente confezionato per ottenere la "completa compromissione dei sistemi degli utenti". Decisamente imbarazzante.
Apple ha pronti gli aggiornamenti di sicurezza, che è ovviamente consigliabilissimo installare senza indugio. Gli avvisi di sicurezza diramati da Apple sono qui: uno, due e tre.
Etichette: Apple, falle, sicurezza
Antivirus Microsoft, sistemata la magagna mangiaposta 20.3.07 Permalink 5 commenti
Microsoft ha sistemato il problema del suo antivirus Windows Live OneCare che metteva in quarantena l'archivio di Outlook se conteneva un virus, dando l'impressione che fosse stata cancellata tutta la posta. Ricevo da Microsoft e giro queste istruzioni per risolvere l'intoppo.
Domenica 11 Marzo, il team di Windows Live OneCare ha rilasciato unLe info in inglese sono qui.
aggiornamento del modulo anti-malware atto a risolvere la problematica relativa
al comportamento di OneCare che faceva si che alcuni file di Outlook (.pst) o
Outlook Express (.dbx) contenenti file infetti, venissero erroneamente messi in
quarantena.
Gli utenti di Windows Live OneCare che dispongono di una connessione ad
Internet hanno ricevuto (o riceveranno alla prima connessione) l’aggiornamento
automaticamente. Ci scusiamo per ogni inconveniente che questo problema possa
aver causato.
Grazie alla sua funzionalità di aggiornamento automatico, non solo della
definizione Virus e Spyware, ma anche dei moduli che compongono il client
stesso, Windows Live OneCare si aggiorna automaticamente e non è richiesta
alcuna azione all’utente.
Per chi volesse verificare manualmente l’avvenuto aggiornamento è possibile
farlo seguendo la procedura qui indicata:Raccomandiamo agli utenti ai quali i file .pst di Outlook o .dbx di Outlook Express dovessero essere stati messi in quarantena, prima che l’aggiornamento fosse stato distribuito, di procedere al ripristino delle proprie e-mail seguendo i passi sotto elencati:
- Fare clic su “Modifica impostazioni di Windows Live OneCare” nella colonna
di sinistra della schermata principale di OneCare- Fare clic sulla scheda “Registro Eventi” in alto a destra
- Fare clic su “Crea registro di supporto”
- Scorrere “Protezione da Virus e Spyware” e verificare la versione del
“Modulo di gestione AM”. Se il numero che compare è pari o superiore a “2306” (dopo 1.1 – come ad esempio: Modulo di gestione AM:(1.1.2306.0) – il modulo è stato già aggiornato. In caso contrario il modulo necessita di essere
aggiornato. Per effettuare l’aggiornamento, verificare che il computer sia
connesso a Internet, fare clic su “Controlla aggiornamenti” nella sezione
Protezione avanzata della schermata principale di Windows Live OneCare. OneCare scaricherà ed installerà gli aggiornamenti.
- Chiudere Outlook o Outlook Express
- Fare clic su “Modifica impostazioni di Windows Live OneCare” nella colonna
di sinistra della schermata principale di OneCare- Fare clic sulla scheda “Virus e spyware” in alto
- Fare clic su quarantena in basso a sinistra. Selezionare il file .pst o .dbx e fare clic su Ripristina.
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Radio: Attenti al DHMO, ICE nei telefonini, Google Docs, pezza antivirus Microsoft 20.3.07 Permalink 13 commenti
La puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico (Rete Tre della Radio svizzera di lingua italiana, con diretta alle 11 in streaming e in podcast) tornerà su alcune storie toccate la settimana scorsa e ne presenterà altre nuove:
- zio Bill ha sistemato la magagna del suo antivirus che si mangiava tutta la posta di Outlook;
- tutti i dettagli sull'appello che propone di memorizzare sotto la sigla ICE nel telefonino i numeri che i soccorritori dovranno chiamare in caso di emergenza;
- i fatti alla base dell'allarme per il grave pericolo rappresentato dal DHMO o diidrogeno monossido: una sostanza utilizzata nei processi industriali che viene impiegata dagli atleti per potenziare le proprie prestazioni ed è da tempo presente praticamente in tutti gli alimenti, nell'aria delle città e trovata persino nei neonati;
- prova su strada di Google Docs and Spreadsheets, il sistema che permette di scrivere testi e fogli di calcolo senza installare alcun programma apposito;
- un promemoria riguardante l'appello a donare sangue del gruppo B+ per un bambino leucemico che sta impazzando via SMS;
- Bush junior è il presidente USA meno intelligente della storia: lo scrive il Corriere, ma quello a corto d'intelligenza, stavolta, non è l'attuale inquilino della Casa Bianca.
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Petizione Grillo per auto a idrogeno 17.3.07 Permalink 63 commenti
La petizione "da Beppe Grillo" per imporre l'auto a idrogenoL'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Un'altra indagine antibufala ancora in corso: sta circolando un appello, promosso apparentemente da Beppe Grillo ma in realtà proveniente (a quanto mi risulta per ora) dai commenti del suo blog, che promuove una petizione per imporre l'adozione delle auto a idrogeno in modo da ridurre l'inquinamento.
Pubblicherò i dettagli appena riesco, ma la sostanza è questa:
- la petizione non ha valore legale, ma costituisce al massimo un sondaggio informale;
- aderendo alla petizione non si attiva automaticamente alcuna legge e non si impone alcunché ai governi;
- l'appello non proviene da Beppe Grillo, ma da un privato cittadino mosso da buoni propositi, che però non si è documentato prima di lanciare la proposta;
- l'inquinamento è dovuto solo in parte alle automobili; una quota importante deriva dagli impianti di riscaldamento domestici;
- l'auto a idrogeno effettivamente inquina meno, ma l'idrogeno attualmente si ottiene da processi che partono comunque da fonti non rinnovabili e inquinanti, controllate dai soliti grandi gruppi petroliferi (gli altri processi sono economicamente insostenibili su vasta scala);
- le tecnologie alternative proposte dalla petizione sono, allo stato attuale, lontanissime da ogni applicazione su larga scala e in molti casi addirittura osteggiate dai cittadini.
Ridurre di un paio di gradi la temperatura del riscaldamento in casa, evitare le dispersioni di calore delle finestre spalancate per ore, tenere in ordine il proprio impianto, non rombare ai semafori, non fare accelerate brucianti, non correre come ossessi in autostrada, fare manutenzione al motore diesel in modo che non vomiti fumo, non buttare soldi in SUV enormi che poi viaggiano vuoti... tutte cose fattibili subito, senza aspettare miracoli fatti da qualcun altro.
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ICE per le emergenze, non è un consiglio ufficiale 17.3.07 Permalink 15 commenti
Mettere "ICE" nel telefonino come numero d'emergenza? Male non fa, ma non è una raccomandazione ufficialeSono un po' di corsa e prometto maggiori dettagli appena possibile, ma l'invito che sta girando, secondo il quale le autorità consiglierebbero di associare la sigla ICE, nella memoria del proprio telefonino, a un numero da chiamare in caso d'emergenza, è una mezza bufala.
Nessuna autorità lo raccomanda, e molte anzi dicono che è un'azione inutile. Ma è comunque un suggerimento innocuo, per cui non è strettamente indispensabile bloccare la catena di Sant'Antonio. L'importante è rendersi conto che il personale di soccorso non è addestrato a cercare la sigla ICE nel telefonino e quindi non lamentarsi se l'uso di questo consiglio non produce alcun risultato utile.
Trovate i dettagli su Punto Informatico e, per la Svizzera, su Ticinoline.
Etichette: antibufala, telefonini
Apparizione mistica a Buonasera (TSI); impostori 16.3.07 Permalink 39 commenti
Stasera sono in diretta alla TSI1 (televisione svizzera di lingua italiana) per parlare di virus, firewall, truffe online e sicurezza informatica in generale nel programma Buonasera in onda dalle 19.30 alle 20 e in replica in streaming sul sito dell'emittente.
A proposito di truffe, vorrei avvisare che il "paoloattivissimo" che si è registrato in un forum RAI (Gaia) per parlare di scie chimiche non sono io. Questo è il genere di bassezza a cui arrivano i paladini delle panzane. Dettagli a breve.
Etichette: Apparizione mistica, scie chimiche, truffa
Estensioni per Firefox: come usarle, quali usare 13.3.07 Permalink 52 commenti
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giampiero.rei****" e "ziobusy.pn".
Firefox è un gran bel browser, ma ha molte potenzialità poco sfruttate. Una di queste potenzialità è data dall'uso delle estensioni: veri e propri moduli aggiuntivi che si scaricano e si installano all'interno di Firefox e permettono di fare varie magie.
Per esempio, volete visualizzare sotto forma di icone tutte le pagine Web che avete aperto nelle varie schede di Firefox, come fa Internet Explorer 7? Nessun problema: scaricate e installate Firefox Showcase. Cliccando sul menu Visualizza e poi su Showcase otterrete l'effetto desiderato.
Installare un'estensione è molto semplice: la scaricate cliccando sul suo link presso siti come Addons.mozilla.org o (se preferite l'italiano) Extenzilla.org. Se compare un avviso che dice che Firefox ha impedito al sito di richiedere l'installazione (cosa giusta, perché è una protezione di sicurezza), cliccate su Modifica opzioni e poi su Permetti. Fatto questo, la richiesta non comparirà più per quel sito.
Cliccate sul link di nuovo, se necessario. Compare una finestra che chiede se volete accettare l'installazione: leggete bene le avvertenze e, se è tutto a posto, cliccate su Installa adesso (mi raccomando, fatelo soltanto con i siti fidati!) e riavviate Firefox. Tutto qui. Queste istruzioni valgono per Firefox 2.0 a prescindere dal sistema operativo. Ed è questo il bello delle estensioni: con pochissime eccezioni sono universali e funzionano sia sotto Windows, sia sotto Mac, sia sotto Linux.
Ho raccolto qui alcune delle estensioni più interessanti che ho trovato in Rete, giusto per stuzzicarvi l'appetito:
- Se usate Firefox su più di un computer, vi sarete accorti che vi trovate spesso senza i vostri link preferiti: sono sistematicamente nell'altro computer quando vi servono. Provate allora Google Browser Sync, che sincronizza i bookmark (i "preferiti"), le sessioni, i cookie persistenti, le password e la cronologia in modo configurabile: l'unico requisito è avere un account su Google.
- Se siete navigatori incalliti e volete comandare completamente Firefox usando i gesti del mouse, c'è All-in-One Gestures: una volta installata, quest'estensione permette per esempio di tornare a una pagina precedente tenendo premuto il tasto destro e spostando il mouse lievemente a sinistra.
- Per le pagine pestifere che funzionano soltanto con Internet Explorer, usate IE Tab, che colloca nella riga di stato un'iconcina che attiva il motore di rendering di Internet Explorer al posto di quello di Firefox. Questa è una delle poche estensioni che funziona soltanto sotto Windows, per l'ovvia ragione che Internet Explorer è disponibile ormai soltanto per questo sistema operativo.
- Vi infastidisce la finestra che Firefox apre tutte le volte che scaricate qualche file? Installate l'estensione Download Statusbar, che elimina la finestra e la sostituisce con una riga di stato discreta e informativa sul bordo inferiore della finestra di Firefox.
- Se poi volete bloccare le pubblicità, che ultimamente sono diventate multimediali e quindi più pesanti da scaricare, non posso che consigliarvi il mitico Adblock Plus, e se avete la "Sindrome da Safari" (il browser Mac che visualizza direttamente i documenti PDF), installate PDF Download, in italiano: Acrobat Reader deve però essere già installato.
Etichette: download, estensioni, Firefox, Internet Explorer, PDF
Immagini subliminali, bufala o realtà? 13.3.07 Permalink 31 commenti
Antibufala: il cervello reagisce davvero alle immagini subliminali?Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "tobol" e "enrichiz". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Avete presente le immagini subliminali, quelle immagini nascoste che verrebbero captate dal vostro cervello senza che ne siate consapevoli? Quelle che, per esempio, verrebbero proiettate per una frazione di secondo durante i film e i programmi TV per indurvi a comperare prodotti inutili? La polemica fra scettici e credenti infuria da tempo, ma è arrivata da poco una notizia che anziché gettare luce sulla questione rischia di gettare benzina sul fuoco.
Come riferisce la BBC, è stata pubblicata da poco la prima ricerca scientifica sulla percezione fisiologica delle immagini proiettate per brevi istanti mentre l'osservatore è distratto da altro: é confermato che il cervello reagisce davvero alle immagini subliminali. La ricerca, intitolata Attentional Load Modulates Responses of Human Primary Visual Cortex to Invisible Stimuli e pubblicata da Current Biology, sembra indicare che la pubblicità subliminale possa essere efficace.
Ma ci sono delle limitazioni importanti: la ricerca ha dimostrato che il cervello reagisce alle immagini subliminali soltanto se non è troppo impegnato da altri stimoli. Alle cavie della ricerca sono state presentate due immagini simultanee, una per ciascun occhio: una fioca, di oggetti di uso quotidiano, e una vivace e lampeggiante. Nel frattempo le cavie dovevano svolgere alternativamente due compiti visivi, uno facile e uno difficile.
L'immagine lampeggiante impediva ai soggetti di percepire consapevolmente l'immagine fioca, ma la risonanza magnetica ha rivelato che il cervello, specificamente la corteccia visiva primaria, la percepiva lo stesso. Tuttavia questa percezione avveniva soltanto durante l'esecuzione del compito semplice.
In altre parole, se siamo troppo impegnati a seguire una trama interessante o un altro stimolo visivo che cattura la nostra attenzione, le immagini subliminali non hanno alcun effetto; vengono percepite dal cervello soltanto se non siamo troppo concentrati su altre cose. Questo sembrerebbe suggerire che la pubblicità subliminale potrebbe avere effetto soltanto all'interno di film e telefilm noiosi o che impegnano poco la parte visiva del cervello. Ma chi guarderà i film noiosi? E' questo il motivo per cui Hollywood sforna pellicole completamente prive di fantasia? Fiuto un complotto in arrivo...
La storia dell'origine delle immagini subliminali nella pubblicità è ben raccontata da Snopes.com. Tutto nacque dal lavoro di James Vicary, uno studioso che nel 1957 riferì di aver condotto un esperimento in un cinema di Fort Lee, nel New Jersey. Durante la proiezione di un film, con un apposito dispositivo fece lampeggiare sullo schermo ogni cinque secondi dei messaggi di brevissima durata (1/3000 di secondo) che suggerivano di bere Coca-Cola e mangiare popcorn. Secondo Vicary, questo esperimento produsse un aumento delle vendite del 18,1% di Coca-Cola e del 57,8% di popcorn. Fu proprio Vicary a coniare l'espressione "subliminal advertising", ossia "pu