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2010/01/17

Italia, proposta legge ammazza-Youtube

Italia, permesso del governo per mettere un video su Youtube?


Caso mai servisse qualche altro esempio di quanto i governanti italiani vivano su un altro pianeta e siano capre totali in fatto di Internet, sentite questa. Lo schema del decreto legislativo che dovrebbe attuare in Italia la direttiva UE 2007/65/CE che regolamenta i servizi audiovisivi contiene una bestialità che equipara il privato che mette un proprio video su Youtube o Vimeo a un'emittente televisiva, con tutti gli obblighi giuridici che questo comporta.

Se lo schema venisse approvato com'è ora, non si posterebbero video senza licenza, insomma.

Complimenti all'estensore dello schema di decreto, che ha incaprettato la direttiva UE e l'ha sottoposta ad atti contro natura (non c'è nessuna misura restrittiva nella direttiva), ma complimenti anche ai caproni dell'opposizione, che invece di fare nome e cognome dell'estensore e indicarlo agli italiani ridendo, si sono lanciati nella solita tesi di complotto: è una sordida manovra di Berlusconi per controllare i media e censurare la libertà d'espressione, e bla bla bla.

Troppo difficile pensare che chi scrive certe proposte di legge in Italia non sia al servizio della Spectre, ma semplicemente un imbecille?

Ovviamente la figuraccia internazionale è garantita: della faccenda si parla già su Slashdot, BoingBoing, citando come fonte il sito statunitense The Industry Standard. Per fortuna su Punto Informatico c'è un bell'articolo di Guido Scorza che mette in chiaro il fatto che la direttiva UE non include alcun obbligo di licenza per postare video in Rete e che quindi i politici italiani non possono intonare la litania "è l'UE che ce lo impone". Scorza chiarisce anche che si tratta di uno schema di legge, che come tale è soggetto a modifiche prima dell'approvazione. Quindi niente panico, ma teniamo d'occhio l'iter di questa legge.

Io ho solo una curiosità: vorrei sapere il nome (o i nomi) di chi ha scritto quello schema. Giusto per indirizzare correttamente un'educata, compita, rispettosa pernacchia.

69 commenti:

Anonimo ha detto...

sempre piu' contento di essere all'estero. ma non c'hanno cose piu' importanti da fare?

Januarium ha detto...

che tristezza...

Vittorio ha detto...

Paolo, a prescindere che scorrendola mi sembra effettivamente una legge salva TV private, scusami, io sono tonto, ma non capisco:
Articolo 4
(definizioni)

... Per servizio di media audiovisivo si intende, pertanto, o una trasmissione televisiva come definita alla successiva lett. e) (servizi lineari) o un servizio di media audiovisivi a richiesta come definito alla lett. g) del presente articolo (servizi non lineari), o anche una comunicazione commerciale audiovisiva (v. infra). Come posto in evidenza dalla relazione allegata al presente provvedimento, non rientrano nella nozione sopra esposta i servizi prestati nell’esercizio di attività principalmente non economiche e che non siano in concorrenza con la radiodiffusione televisiva. ...


E alla lettera e si specifica che:
La lett. e) definisce il "programma" come una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento nell'ambito di un palinsesto o di un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media la cui forma ed il cui contenuto sono comparabili alla forma ed al contenuto della radiodiffusione televisiva (ad esempio: i lungometraggi, le manifestazioni sportive, le commedie di situazione-sitcom, i documentari, i programmi per bambini e le fiction originali). Non vi rientrano, invece, le trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse.

Non credo che il filmino della gita domenicale possa essere considerato come concorrenziale della radiodiffusione televisiva, oppure che il filmino della partitella Scapoli-Ammogliati faro dalla moglie del centravanti degli Ammogliati possa essere considerato manifestazione sportiva. In quale punto dello schema c'è scritto che il privato è come una emittente televisiva?

Unknown ha detto...

A pag. 18 della Relazione allo Schema di Decreto Legislativo c'è scritto:
"Amministrazione proponente: Ministero dello Sviluppo Economico".

Vittorio ha detto...

Scusa ho scritto
... il filmino della partitella Scapoli-Ammogliati faro dalla moglie ...
volevo scrivere
... il filmino della partitella Scapoli-Ammogliati fatto dalla moglie ...

Paolo Attivissimo ha detto...

Vittorio,

leggi l'articolo di Scorza, è molto chiaro.

Giulio GMDB© ha detto...

I politici italiani (governo ed opposizione) sono dei veri e propri dementi... :-(

Vittorio ha detto...

L'articolo è chiaro, a questo punto realmente non è chiaro dove il governo vuole andare a parare.
Come ha detto Andreotti:
A pensar male ...

Giulio GMDB© ha detto...

Comunque spero che finisca come quell'altra proposta che voleva equiparare un blog ad una testata giornalistica... Certo però che non imparano mai, eh?

Alfred Borden ha detto...

a questo punto realmente non è chiaro dove il governo vuole andare a parare

Portarsi avanti: a cosa serve il decreto Romani

Unknown ha detto...

@Vittorio:
Credo ch econ il termine "trasmissione" si intenda cose effettivamente trasmesse da un network, via etere, cavo, satellite, o rete che sia.

Il video della gita con i parenti non essendo trasmesso, ma direttamente prodotto, probabilmente esula da tale vincolo.

@Giulio: Se ricordi bene però in quella legge c'era nascosta una piccola parte destinata al salvataggio di "testate storiche recentemente chiuse con ottima diffuzione nazionale", praticamente un parametro fatto appositamente per far riaprire l'Unità da poco fallita ...

lufo88 ha detto...

@paolo
"Troppo difficile pensare che chi scrive certe proposte di legge in Italia non sia al servizio della Spectre, ma semplicemente un imbecille?"
Senza arrivare alla Spectre, ti dirò che, visti i precedenti, non penso siano solo degli imbecilli.
Mi spiego.

Che loro vogliano controllare un po' ciò che gira per il web, a mio parere, è chiaro visto che le nefandezze da loro compiute (quelle vere, non certo le scie chimiche e compagnia) girano soprattutto per il web e non nei canali di comunicazione tradizionali.
A questo si aggiunge l'età media altissima dei governanti che, come noto, non fa vedere di buon occhio le novità.
Se infine ci si aggiunge il panico che le TV stesse diffondono, citando i video di youtube come fonte di istigazione alla violenza, allora il mix è completo.

Vorrebbero, dal loro punto di vista, cogliere 3 piccioni con una fava: Controllare il nuovo strumento, ostacolare una novità e diminuire i reati. Sono tutte cavolate, ma questo è il loro punto di vista, sempre a mio parere.

Solo che, e qui subentra oltre all'imbecillità anche l'ignoranza, non hanno ancora capito le dinamiche del web, ovvero il video lo immetto su un host straniero e la norma è aggirata senza problemi.

Insomma è un misto tra imbecillità, voglia di controllo e pura ignoranza.

ciao ciao

FenderJazz ha detto...

Lasciateli fare, la cosa più bella -una volta approvata la legge- è ignorarla, ridicolizzarli; fargli realizzare DOPO, IN MASSA, quando è troppo tardi che non c'hanno capito una mazza...

Infinity ha detto...

Paolo, su un aspetto di questa faccenda non sono completamente d'accordo con te.
Certo, allo stato attuale, si tratta di uno schema di legge, e quindi suscettibile di integrazioni e modifiche ma, secondo me, chi l'ha scritto non e' un impecille. E' uno stro**o.
Non e', insomma, un idiota inconsapevole: e' un bastardo determinato. Il loro scopo e' cercare di mettere il bavaglio ad Internet, come gia' ci sono riusciti con il 99,9% delle emittenti televisive e radiofoniche e con una analoga percentuale dei quotidiani.

roberto ha detto...

Secondo Repubblica l'autore sarebbe il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani. Ex imprenditore televisivo

A memoria ricordo che in un libro del senatore Carlo Rognoni sulla legge Gasparri si supponesse fosse tra i "veri autori" di quella legge assieme all'"esperto di media" Antonio Pilati. Qui c'è una traccia della cosa in una intervista di Sabelli Fioretti che risale a quel periodo.

Insomma siamo in una botte di ferro...

Pablo ha detto...

Capisco che quando c'è di mezzo la politica la discussione può scivolare su livelli bassi, però anche senza scomodare la spectre l'idea che si voglia tenere a bada un veicolo d'informazioni non sottoposto a tutti i condizionamenti possibili coi "media" tradizionali è tutt'altro che un'ipotesi improbabile.
Anzi, secondo il mio modesto parere, la probabilità che tutto sia dovuto all'imbecillità di chi ha elaborato il decreto è molto più bassa in questo caso.
Purtroppo la politica in italia soprattuto ci ha abituato alle nefandezze più impensabili, e il trucco di mandare avanti un firmatario con un nome e faccia, spesso nasconde interessi ben precisi.
E questa è una tattica che non conosce distizione di parte politica anche se (sempre a mio modesto parere) nella maggioranza attuale la pratica è molto più frequentemente utilizzata.

Francesco Graniglia ha detto...

Anche i giornalisti italiani, come ben si sa, sono ignoranti in materia.
Su Il Giornale si parla di una denuncia di un avvocato a carico di Google per quanto riguarda il servizio "AdWorks" (-_-) e come sito indicano www.googleitalia.com.

Unknown ha detto...

ritengo sia ingenuo pensare che un siffatto disegno di legge sia un effetto di semplice ignoranza

la rete e in particolare la pubblicazione online di materiale video amatoriale rompe le scatole a chi preferisce tenere i cittadini all'oscuro di quello che realmente succede

un cittadino "armato" di telefono con telecamera e' una minaccia, l'imbarazzo generato dai video provenienti dalle manifestazioni a Tehran lo dimostrano

cosi' come lo dimostra la strenua opposizione alle riprese dei consigli comunali da parte dei politici locali

esorto a non considerare le persone che propongono leggi del genere come degli scemi, sanno perfettamente quello che fanno, credere che siano degli idioti in buona fede e' improponibile

Luciano ha detto...

I governanti italiani, fino a prova contraria, sono stati democraticamente eletti dal popolo sovrano, e ne sono quindi la diretta espressione!

Marco Boccaccio ha detto...

se vieni a conoscere quel nome, per favore faccelo sapere così mi associo alla pernacchia!

MackShunta ha detto...

A volte Paolo mi sembrei scemo, scusa se uso una parola del genere ma svegliati fuori, i nostri governanti non sono solo CAZZONI, sono anche al servizio del Prinmcipe e se è certamente vero che sono capre lo è anche il fatto che servono gli interessi di uno che vuole farci guarare la televisione ed impedirci di usare la rete quindi piantala di essere sempre anticomplottista a priori perchè se no ci srà bisogno di un debunker del debunker, esistono anche i tentativi di fotterci oltre che le castronerie e come ho già detto in Italia è spesso la somma delle due cose o mi dirai che Falcone e Borsellino sono saltati per aria a causa di petardi inesplosi dell'ultimo dell'anno.

IlTremendo ha detto...

paolo, lascia perdere.
resta in svizzera, che noi ti invidiamo.
magari fossero solo incompetenti. il problema è che sono tutto meno che incompetenti.
non è cospirazionismo, questo, ma un attenersi ai fatti.

Andrea Sacchini ha detto...

Sinceramente non saprei dire se questo progetto di legge è frutto di un disegno più ampio teso a "regolamentare" la rete o semplice "malalegislazione" - sempre che le due cose non siano coincidenti.

Per il semplice fatto che da chi ci governa ci si può aspettare di tutto, e non solo nel campo di internet. A sostegno della presunta volontà di mettere alcuni paletti all'attività sul web c'è ad esempio il fatto che questa non è la prima proposta che va in questo senso. Abbiamo avuto le proposte di legge Carlucci, Barbareschi, D'Alia, ecc, che più o meno, seppur con modalità diverse, andavano nella direzione menzionata sopra. Vero è, comunque, che alla fine non se n'è fatto niente di nessuna di queste.

Insomma, non mi preoccupo più di tanto di questa ennesima stravaganza legislativa - oltretutto è ancora ben lungi dall'essere legge -, mi preoccupo di più, e forse a maggior ragione, per il decreto firmato dal ministro Bondi sull'estensione del famigerato equo compenso a pc e telefonini.

Vittorio ha detto...

@ FenderJazz:
Lasciateli fare, la cosa più bella -una volta approvata la legge- è ignorarla, ridicolizzarli; fargli realizzare DOPO, IN MASSA, quando è troppo tardi che non c'hanno capito una mazza...

Io non ne sarei così conteto: dopo approvata non puoi pubblicare più nulla, e se lo fai intanto ti becchi una querela, e poi anche se tutto va in niente devi comunque preoccuparti di avvocati, perdite di tempo, etc.

@QSJesus
Credo ch econ il termine "trasmissione" si intenda cose effettivamente trasmesse da un network, via etere, cavo, satellite, o rete che sia.
Dipende da come la interpreti. Giustamente leggendo l'articolo di Guido Scorza qualsiasi cosa pubblicata su Youtube ricade nei termini "trasmissione" in quanto Youtube stesso verrebbe considerato una emittente televisiva.

MackShunta ha detto...

X Luciano, i governi sarebbero diretta emanazione di un popolo se questo fosse ancora sovrano delle loro menti ma dopo 20 anni di lobotomia operata dal biscione io sono frmamente convinto di vivere in un paese dove le persone non sono più capaci di intendere e di volere e dove ormai le opinioni siano completamente indotte, per questo non voto più, per non legittimare una classe politica espressione di un'ipnosi di massa, aspettando che questa Nazione impoloda su se stessa lasci la gente con lo stomaco vuoto che poi vedrai come si svegliano dal torpore del Nano di Fantasilandia

Luciano ha detto...

@ lor

condivido: i media hanno un ruolo importante, ma non decisivo se la gente si informasse; quindi la colpa rimane sempre del popolo sovrano che, piaccia o no, ha sempre i capi che si merita.

A mio parere la stragrande maggioranza degli italiani sono fascisti, razzisti, ignoranti ed hanno la memoria corta (vogliono dimenticare subito).

Nella storia del nostro paese come è apparso sulla scena politica un "duce" gli italiani lo hanno sempre amato, osannato e seguito per poi abbandonarlo alla prima difficoltà.

Sto cercando di andare a vivere all'estero :(

Anonimo ha detto...

Purtroppo in queste iniziative i politici sono tutti d'accordo. Un grande inciucio per metterci a tacere

Anonimo ha detto...

Caro Paolo, se fosse un caso isolato, al complotto non ci penserebbe nessuno. Invece i casi sono sistematici, da dx e da sx, e *sempre* nella stessa direzione: meno libertà, più controllo. E c'è un signore al governo che ha un insignificante conflitto di interessi, in questo "gioco".

Il singolo deputato è spesso in buona fede, ma chi fa in modo che sia al posto giusto al momento giusto e che lo difende a spada tratta quando è opportuno, be', questo non si può certo dire che è un caso.

C'è un deputato del PDL che sta lavorando dignitosamente su internet: Cassinelli. Come mai lui non è ascoltato all'interno del Governo?

Sulla ignoranza italica, cronica, il discorso è più lungo, ma alla fine le conclusioni non sono molto dissimili da quelle di cui sopra.

Antoniomeopata ha detto...

Mi chiedo perchè si è subito pronti a gridare al bavaglio di internet, come se internet contasse veramente qualcosa... Sono anni che sento parlare della froza di internet ma nella vita reale non se ne vede traccia. Sono anni che sento dire che i politici hanno paura di internet, ma il massimo che ha partorito la rete è stato quella ciofeca delle liste civiche di Grillo. E di cosa dovrebbero aver paura i nostri politici? Di quattro bloggher antipolitica? Ma fatemi il piacere!
Ci sono persone che credono che internet vada bene così com'è e altre che invece vogliono mettere delle regole, io sono tra le seconde, ma per questo non vuol dire che voglio imbavagliare la rete.

Se poi si prende per buona un'interpretazione di parte di un qualcosa ancora legge non è, non so cosa dire. Almeno ci fosse qualcuno che provasse dare suggerimenti su come modificare il dlg, invece tutti a lamentarsi a protestare per il presunto tentativo di censura.
A fare così prima o poi arriverà il governo che mette la censura sul serio (modello Cina) e allora vorrei proprio vedere come farete a urlare alla censura...

Lorenzo ha detto...

Al Parlamento fanno queste proposte senza sapere minimamente come si usa un mouse.

Anonimo ha detto...

@antonio#29
Internet, oggi, in Italia, forse non conta quanto potrebbe, ma conta già abbastanza per dare fastidio. Non sto parlando di Grillo, ma di tutto il resto che c'è, eccome. Lo dico perché io la uso e l'ho usata, la Rete, per fare cose nella vita reale. (uso la Rete da un po' prima di Grillo...)

Per quanto riguarda le proposte che riguardano Internet, ti assicuro che ci sono, anche valide, anche all'interno del PDL. La Rete, però, non è come la TV. Le cose bisogna cercarle e bisogna anche saper ascoltare.

golosapassione ha detto...

Antonio tu hai scritto:
A fare così prima o poi arriverà il governo che mette la censura sul serio (modello Cina) e allora vorrei proprio vedere come farete a urlare alla censura...

condivido il tuo pensiero, purtroppo non c'è niente da fare, non ce l'ho con chi vota sinistra, ma con l'ideologia della sinistra che pervade e disintegra le menti di tali persone.....se vogliono andare all'estero che lo facciano!!!...buon viaggio.....

Il Lupo della Luna ha detto...

In effetti si parla di "trasmissione" e si fa un breve elenco. Ma non si fa alcun cenno a semplici filmati che non appartengono alle categorie citate.

Oltretutto si tratta, appunto, di uno schema, quindi nemmeno a livello di proposta. Dovrà essere discusso alla Camera ed al Senato ed approvato anche dal Presidente della Repubblica (come da normale prassi).

Comunque, meglio tener d'occhio la legge quando e se verrà trattata.. anche questa diventerà aria fritta, molto probabilmente.

frap1964 ha detto...

Come già fatto in altre occasioni, Scorza si diverte molto a fare questo genere di "uscite", estrapolando alcune frasi ad arte, dissertando su questioni interpretative di lana caprina, celando velatamente tra le frasi questioni sostanziali (facendole passare per errori incidentali) e stravolgendo infine il senso complessivo delle cose per accreditare la propria tesi.
Contando peraltro sul fatto che in pochi andranno a verificare di persona il "lungo e noioso" schema/testo legislativo e avendo peraltro a disposizione la "grancassa" di PI; la cui direzione si ostina a dargli regolarmente credito senza la benché minima verifica (in senso realmente critico) di quanto va scrivendo.
Ad esempio, prima Scorza scrive:

anche le piattaforme UGC audiovisive - YouTube in testa - altro non sarebbero che grandi TV

e subito dopo

Se così fosse, tuttavia, gli estensori del decreto avrebbero commesso un errore perché la Direttiva esclude che la disciplina italiana possa applicarsi ad un fornitore che, come Google, non è stabilito nel nostro Paese.

Ora basta leggersi l'articolo 2 dello schema che lo stesso Scorza linka e verificare l'ambito di applicazione della norma rispetto al "fornitore di servizi media". Deve avere la sua sede principale in Italia. YouTube (Google) sicuramente non ce l'ha, quindi è evidente che a lui non si applicherà di certo la normativa italiana (come è ovvio che sia).
Ma per Scorza questo sarebbe invece un errore degli estensori del decreto.
La normativa riguarda, palesemente, servizi di Net TV e/o di video on demand a pagamento forniti da società editoriali che abbiano la loro sede legale in Italia.
I videoblog, ovviamente, non c'entrano una benemerita mazza fionda in tutto ciò, tantopiù che non sono normalmente attività economiche, non prevedono certo un palinsesto e nemmeno un "catalogo" di media tra cui scegliere (vedi schema art. 4).

Ma Scorza dice:
Il solo limite dell'assenza di "attività economica" e il vago riferimento alla "non concorrenza con la radiodiffusione televisiva", francamente, mi sembrano poco per distinguere un videoblog da una TV ma, per il momento, preoccupiamoci degli aspetti più seri.
ecc. ecc.

E perché sarebbero poco, naturalmente, non lo spiega.

Per non parlare poi di:

È grave anche perché, più avanti, all'art. 6 dello schema di decreto legislativo, sotto la rubrica "protezione del diritto d'autore" il Governo impone a - e dunque rende direttamente responsabili - tutti i fornitori di servizi media audiovisivi di astenersi "dal trasmettere o ritrasmettere, o mettere comunque a disposizione degli utenti, su qualsiasi piattaforma e qualunque sia la tipologia di servizio offerto, programmi oggetto di diritti di proprietà intellettuale di terzi o parti di tali programmi, senza il consenso di titolari dei diritti e salve le disposizioni in materia di brevi estratti di cronaca".

Ma certo che è gravissimo, eh. Dovremmo invece smettere di tutelare i diritti di proprietà intellettuale di terzi sulle opere audiovisive, no?

Insomma, è l'ennesima inutile polemica di Scorza, imho.

Spiace vedere che bufale del genere non vengano immediatamente sbugiardate invece di essere rilanciate.
E proprio da qui poi...

Paolo Attivissimo ha detto...

Spiace vedere che bufale del genere non vengano immediatamente sbugiardate invece di essere rilanciate.
E proprio da qui poi...


Può darsi che di bufala si tratti, e su questo leggerei volentieri il parere degli esperti. Ma mi sembra invece corretta la segnalazione di Scorza che rispetto alla Direttiva UE c'è un'omissione importante. O no?

Antoniomeopata ha detto...

@ilcomiziante,
hai frainteso le mie parole, non parlo dell'utilità di internet (è relativa all'uso che ognuno di noi ne fa) ma del fatto che internet possa fare paura ai politici. Riesci a portare un esempio in cui i politici si siano spaventati per una qualcosa nato e cresciuto su internet?

Seconda osservazione proposte per regolarizzare alcune "aeree oscure" di internet ce ne sono state molte, io stesso ho collaborato per una proposta, ma ogni volta che una di queste proposte è stata presentata ho sempre e solo letto crtiche distruttive e mai costruttive dagli internauti.

Con questo chiudo perchè non ho voglia di scatenare un flame.

frap1964 ha detto...

@Attivissimo
Basta leggersi il testo della Direttiva Europea per rendersi conto che rispetto alla definizione di "servizio di media audiovisivo" (art. 1) non c'è proprio alcuna omissione nel recepimento del testo del decreto nazionale.
Il "considerando" è ovviamente cosa ben diversa da un articolo di una direttiva: ha mero carattere esemplificativo ed interpretativo. Scorza pretenderebbe forse una esplicita esclusione nel testo nazionale dei videoblog (e naturalmente di una dettagliata serie di altri innumerevoli e possibili casi), laddove la norma, da sempre, sancisce sostanzialmente i principi generali.
Questo perché secondo lui:
- l'esclusione di attività principalmente non economiche;
- l'assenza di fatto di palinsesti;
- l'assenza di cataloghi tra cui scegliere un servizio da acquistare;
- l'assenza dell'obbligo (per gestori di un blog) di avere e dichiarare una sede legale in Italia;
non sarebbero elementi sufficienti per non equiparare i videoblog alle TV.
Naturalmente Scorza non dice il perché, e non lo dice perché sa benissimo che la sua tesi non sta in piedi nel contesto della norma.
Questa storia fa il paio con quella precedente del diritto di rettifica applicato ai blog che non sta e non stava in piedi dal punto di vista normativo (per simili motivi), ma che serviva però a portare strumentalmente in piazza un po' di blogger.
Qui non occorre di certo il parere di esperti: basta voler applicare un minimo di buon senso e di senso critico individuale (facendo le dovute verifiche sui testi originali di riferimento).

Anonimo ha detto...

@antonio
Eccoti l'esempio:
Interessante il caso di www.recsando.it. Associazione nata dapprima come bbs, nel 1996 a S. Donato Milanese, sbarcata su internet nel 2000, oggi è un luogo di discussione telematica molto frequentato dai sandonatesi (forum s. donato), con accessi mensili a 4-5 zeri. E' (ed è stato) luogo di incubazione di parecchie iniziative della vita reale, anche politica, e per questo è amato e *odiato* dai politici locali di dx e di sx, a seconda, ovviamente, della convenienza contingente. Tanto odiato che negli anni ha avuto le sue belle difficoltà e in questo periodo non è accolto con grande entusiasmo fra chi governa la città, eufemisticamente parlando. I peccati imperdonabili del sito? Si fanno domande, si danno informazioni e si scambiano opinioni, anche in modo molto acceso.

Una legge troppo restrittiva sul diritto di espressione e sui filmati potrebbe uccidere questo laboratorio telematico.

Se vuoi qualche esempio nazionale, escluso Grillo ovviamente, posso continuare. Se Attivissimo ce lo consente. :-)

Pablo ha detto...

@ antonio
Seguendo l'input de "il comiziante" mi vengono in mente subito due nomi: Luigi De Magistris e Sonia Alfano.
Grazie alla forza quasi esclusiva di internet sono andati a finire nel parlamento europeo (tra l'altro se non sbaglio De Magistris e' stato il primo assoluto per numero di preferenze, grazie all'azione combinata della sua figura gia' nota amplificata dalla potenza della rete).
Si capisce benissimo che De Magistris e' "odiato" in maniera bi-partisan, se poi pensi che Sonia Alfano e' quasi una sconosciuta ti renderai conto quanta paura faccia alla politica tradizionale che, scavalcandone i propri meccanismi, persone provenienti dalla societa' civile possano arrivare addirittura in euro-parlamento.

max ha detto...

...mia figlia di 5 mesi è specializzata in pernacchie, possiamo mettere su un bel coro!

Domenico_T ha detto...

OT

Uso i topic "informatici" per segnalare la presenza di Richard Stallman domani all'Università di Salerno

Qui tutti i dettagli ;)

FenderJazz ha detto...

@Vittorio
... sempre che riescano a trovarti! E per quello ci sono modi e modi: l'anonimato in rete esiste eccome, basta saperselo costruire!

MackShunta ha detto...

X Luciano
scusa ma devo di nuovo dissentire tu fai questo ragionamento compiendo un errore fondamentale ritenendo che le persone abbiano gli strumenti culturali, ma ti ricordo che se stai scrivendo su questo blog tu fai parte dell'1% dell'elite intellettuale e non puoi attribuire le tue capacità alle persone comuni che sono poco più che scimmie, infatti il problema è il suffragio universale ( provocazione ... ma non del tutto )

Unknown ha detto...

premesso che la tecnica normativa del legislatore è a dir poco pessima, credo che si debba comunque interpetare la inclusione nella nozione di servizi di media audiovisivi dei servzi, ad es., forniti da youtube alla luce dell'esclusione di quei servizi prestati per un'attività principalmente non economica (si potrebbe dire senza fine di lucro). credo insomma che la linea di confine sia data proprio dalla natura dell'attività svolta.
mi permetto una nota polemica: non saranno testi come questi, involuti, confusi e di non facile interpretazione, a favorire l'ampliamento del tanto criticato potere discrezionale dei giudici? saluti. daniele

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

leggendo la legge credo che l'accusa di imbecillità di Paolo sai corretta; perché? ma perché oltre a non capire i nuovi media il proponente non capisce nemmeno come si stila una legge non ambigua

c'è una frase della legge che afferma:
"fermo restando che rientrano nella predetta definizione i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale"

cosa significa "incidentale"? quando è che "incidentalmente" nel mio blog finisce un video? come succede? forse è "incidentale" perché ne appare uno ogni tanto? un ogni 10 post? ma appare "incidentalmente", cioè al di fuori della mia volontà? oppure cosa?

in pratica siamo sempre alle solite, questa legge non potrà che generare confusione, tale e quale la legge che, essendo molto confusa, ha portato un magistrato, tale Patricia Di Marco, a condannare Carlo Ruta per stampa clandestina

insomma, pessime leggi, pessimi parlamentari, pessimi magistrati, pessimo paese

ma qualcuno aveva dubbi?

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

se stai scrivendo su questo blog tu fai parte dell'1% dell'élite intellettuale

anche io anche io :D

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@daniele-amato

credo che abbiamo detto la stessa cosa, purtroppo non avevo letto il tuo intervento

Antoniomeopata ha detto...

Per favore! Non diamo il merito dell'elezione di De magistris e l'Alfano a internet! Erano in posti "blindati" con l'IDV, internet ha fatto ben poco sarei stato eletto pure io!

A livello locale, potranno anche esistere situazioni che danno fastidio alla politica locale, ma a livello nazionale non trovo nessun caso in cui internet abbia fatto paura ai nostri politici.

Domanda ai contrari a questa legge, se l'interpretazione data da Scorza si rilevasse completamente errata (venisse cioè pubblicato un allegato che spieghi in maniera chiara ed esaustiva il campo di applicazione) sareste disposti ad accettarla oppure trovereste qualcos'altro che non va bene?

Turz ha detto...

@FenderJazz:
E per quello ci sono modi e modi: l'anonimato in rete esiste eccome, basta saperselo costruire!

Il Thread Epico insegna.

@theDRaKKaR:
ma qualcuno aveva dubbi?

Molti di quelli che commentano su questo blog (capo compreso) fanno parte di quell'altro 1% che ha dimostrato coi fatti (e con le valigie) di non averne.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@Turz e le valigie

da una parte ammiro molto chi ha avuto il coraggio di emigrare all'estero, d'altra parte vale sempre la vecchia riflessione che se si vuole cambiare in meglio il proprio paese andarsene non è una grande strategia...

comunque temo che siano (siate) un po' più dell'1% :)

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@antonio

be' antonio io ho visto pochi manifesti di Magistris e Alfano, pochi spazi in tv e in radio, poca presenza, insomma

tanta ne ho vista del PDL, PD, e altri che adesso ho rimosso freudianamente

lungi da me con questo dare qualsiasi giudizio di merito, ma che una grande grande mano l'abbiano avuto da internet, i due candidati, credo sia nozione comune

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

ma perché mi sembra di scrivere come se fossi una specie di versione sgrammatica di puffolotti?!?! :(

Antoniomeopata ha detto...

@ The Drakkar,
dalle mie parti di manifesti di De Magistris ce ne sono stati parecchi. In ogni caso ti ricordo che sono stati eletti con IdV, non rappresentano certo il movimento di internet. Considera che De Magistris è uno dei magistrati più noti d'Italia e che l'Alfano è stata inserita tra gli eletti solo per le rinunce dovute alle candidature multiple di Di Pietro e dello stesso De Magistris.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@antonio

chiaro che non rappresentano il popolo di internet, ci mancherebbe.. anche perché chi usa internet in Italia non forma un gruppo sociale omogeneo..

tuttavia rimango convinto che, prendendo la ipotetica lista di chi ha votato un De Magistris o una Alfano e confrontandola con quella degli elettori di un Casini o Bersani, la percentuale di internettiani spinti sia estremamente maggiore nelle prime due

purtroppo non ho nessuno modo per dimostrare ciò...

frap1964 ha detto...

@theDRaKKaR
Il termine "meramente incidentale" ricalca esattamente il considerando 18 della direttiva europea linkata, che in materia di "definizione di servizi di media audiovisivi" chiarisce che:

Tale definizione dovrebbe escludere tutti i servizi la cui finalità principale non è la fornitura di programmi, vale a dire i servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce la finalità principale. È il caso, ad esempio, dei siti internet che contengono elementi audiovisivi
a titolo puramente accessorio, quali elementi grafici animati, brevi spot pubblicitari o informazioni relative a un prodotto o a un servizio non audiovisivo.


La norma nazionale non entra ovviamente nel merito dell' interpretazione del termine semplicemente perché demanda la stesura del regolamento attuativo all'Autorità Garante delle Comunicazioni.
Che naturalmente dovrà attenersi a quanto chiarito dalla direttiva europea, tantopiù che questa al considerando 13 chiarisce che diversamente:

...progetti di misure nazionali applicabili ai servizi di media audiovisivi a richiesta di carattere più rigoroso o più particolareggiato di quelle derivanti dal semplice recepimento della presente direttiva dovrebbero essere soggetti agli obblighi procedurali stabiliti ai sensi dell’articolo 8 della direttiva 98/34/CE.


In pratica andrebbero notificati immediatamente alla CE.

Infine al considerando 15:

Nessuna disposizione della presente direttiva dovrebbe obbligare o incoraggiare gli Stati membri a imporre nuovi sistemi di concessione di licenze o di autorizzazioni amministrative per alcun tipo di servizi di media audiovisivi.

Quindi figuriamoci se il recepimento della stessa può introdurre anche solo lontanamente un "permesso del governo per mettere un video su YouTube". Che comunque, come servizio, è escluso a priori dall'applicazione della norma, poiché Google non ha la sua sede principale sul territorio italiano. (vedi art. 2)

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@fred

grazie, tra l'altro la direttiva mi chiarisce non poco le idee perché fa esempi concreti

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

non fred, frap, scusa sto quasi dormendo...

Unknown ha detto...

sempre più difficile considerare il ns. paese esente da manipolatori. la pessima idea che mi gira in testa: va bene così ai più. dice Elemire Zolla:"Per il potente la conoscenza è oggetto di sprezzo o di curiosità o di ornamento, soltanto la vittima ne ha fame e bisogno"

nameless ha detto...

Bellissima l' etichetta "leggi idiote" :D

Mescalero ha detto...

E' da quando è nata internet che periodicamente sbucano fuori voci che lanciato l'allarme censura della rete. Io ho capito solo questo: chiunque intenda censurare internet, non ha la più pallida idea del suo funzionamento. Chiunque cerchi di farvi credere che la rete sarà censurata, è più o meno o meno sullo stesso piano. Solo che i primi sono semplici ignoranti, dell'argomento specifico, i secondi invece, in alcuni casi vogliono "fotterci la mente", ne più nemmeno dei presunti censori. Basti pensare a Cina e Iran per capire cosa intendo dire.
Sul fatto che poi Internet sia determinante nelle scelte politiche della gente, è un errore di percezione. Internet è rivoluzionaria proprio perché non ha questo potere, perché ci trovi sostanzialmente tutto!!! L'errore di percezione lo abbiamo quando ci rinchiudiamo in un sito di gente che la pensa come noi e in sostanza ce la suoniamo e ce la cantiamo, convinti di esserci solo noi in rete. Ci sono tutti, tutti i politici hanno il loro bravo sito, il loro bravo gruppo a sostegno o contro su FB ecc...
Le eccezioni non contano, non esistono statistiche sull'utilizzo prioritario della rete da parte di una delle componenti politiche nazionali. Obama non ha vinto perché ha usato molto la rete, ha vinto perché Bush ha fatto casini e perché ha e aveva molto più carisma dell'avversario. Per avere gli effetti sperati o temuti, la rete dovrebbe diventare simile a una TV tradizionale (cioè informazioni in una sola direzione). Questo non può succedere, a meno di un governo unico mondiale e abolizione degli stati nazionali. non dimentichiamoci mai che la maggior parte dei siti di politica, specie quelli di propaganda elettorale, sono visitati quasi esclusivamente da gente che ha già fatto la propria scelta e si tratta di poche migliaia, a volte solo centinaia di persone.
La rete è già controllata o è auspicabile che lo sia, solo per quanto riguarda le violazioni della legge. Libertà di espressione non può significare: libertà di calunnia, libertà di violare la privacy altrui o peggio di organizzare atti criminosi di vario genere.
Quando sentiamo di queste voci, stiamo tranquilli, stiamo tranquilli e comunque stiamo attenti, perché danni ne possono sempre fare, sia i presunti censori, sia i presunti liberatori. Io cito sempre la vicenda Napster. Milioni di dollari spesi per farlo chiudere per poi ritrovarsi Emule.

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

@mescalero

internet è rivoluzionaria perché permette la divulgazione e l'informazione p2p e non broadcast, da uno a molti, dove "illuno" è spesso coincidente con un vertice di potere economico politico religioso e via elencando

internet è probabilmente il primo strumento globale in un mondo fintoglobale

internet permette la divulgazione di video di repressioni (vedi Iran) che solo 30 anni fa sarebbero probabilmente rimaste nell'oblio più totale und assoluto

ma internet permette anche che un pregiudicato come Simoncini venda il suo sale miracoloso lucrando con l'inganno su malati terminali

è una incarnazione o meglio insiliciazione della libertà

ma bada che questa non vuole essere una apologia, piuttosto una considerazione "scientifica": c'è un prima e un dopo internet, come c'è un prima e dopo cristo; certo, se internet avrà nella storia dell'umanità la stessa potenza di cristo, questo lo sapranno solo i poster posteri

PS sì, mi sto puffolando, anche se rimango sempre una bruttissima copia dell'originale....

Mescalero ha detto...

@theDRaKKaR
Heheheh va bhè, puffolare ogni tanto fa bene :O)e poi capita a tutti.
Si, in sostanza concordo con quello che hai scritto, anzi potrei aggiungere anche altro. Per questo credo che la rete ormai non sia più censurabile. Salvo mettere in atto cose inverosimili e quasi certamente destinate al fallimento. Anche questo credo sia rivoluzionario.

Tano ha detto...

il decreto legge è il famigerato decreto legge romani, viceministro con delega alle telecomunicazioni. in pratica tra le altre porcherie volte a destabilizzare la concorrenza e a rafforzare le quote di mediaset, stabilisce anche che chi trasmette i video (quindi i vari youtube,megavideo,veoh etc, ma anche i raccoglitori come google) sono direttamente responsabili delle immagini che ospitano e necessitano una regolamenteazione in tutto e per tutto simili a quella della carta stampata e della televisione. quindi se uno "svedese" pubblica un video la responsabilità penale ricade su sito ospitante.
allo stesso modo un videoblogger qualsiasi si trova davanti alla legge italiana equiparato ad un corriere della sera o ad un canale5.
Segnalo anche, ma sarà a tutti noto, che mediaset, una volta rifiutata l'offerta da parte di youtube di aprire un canale dedicato, ha fatto causa al sito per i video ospitati.
video che spesso sono uppati dagli stessi montatori mediaset che utilizzano youtube come portfolio dei propri lavori.
Curiosamente segnalo che i telegiornali mediaset, sempre meno utilizzano i propri archivi di immagini Mame, e sempre più invece cercano coperture sul tubo.

Rio ha detto...

Scusa Paolo, ma "schema di legge" starebbe per Disegno di Legge?

IusOnDemand ha detto...

Ciao Paolo.
E' uno schema di decreto legislativo, per il quale e' richiesto il parere consultivo. Potrebbe essere approvato dal Governo senza raccogliere il parere. In commissione pero', oltre al parere negativo di Barbareschi(!), e' stato gia' sollevato il problema dell'eccesso rispetto alla legge che ha delegato il Governo ha recepire la direttiva.
Il problema e' veramente importante, perche' si darebbe la rete in mano all'agcom. C'e' anche il diritto di rettifica, la tutela del diritto d'autore, il controllo dei contenuti a difesa dei minori ... tutti i temi proposti fino ad oggi. Parlarne non fa male :-) ciao
Valentino Spataro
internet.civile.it

Anonimo ha detto...

Anche se non direttamente in tema, segnalo che ora si possono leggere le 111 pagine della sentenza di condanna di tre rappresentanti di google video per il caso Vividown:
http://tinyurl.com/yayk3ko
La sto leggendo con interesse, ma 111 pagine fitte non sono uno scherzo. :-)

Turz ha detto...

111 pagine???
Cioè il Thread Epico in confronto è una passeggiata.

Anonimo ha detto...

Per Turz

111 pagine???
Cioè il Thread Epico in confronto è una passeggiata.


Non ne sarei così sicuro: se si stampassero su carta con lo stesso carattere e impaginazione gli ottomila e rotti commenti di quella discussione, altro che 111 pagine!

Gli italiani sono famosi, oltre che per i tempi biblici della giustizia, per la verbosità e la ridondanza delle sentenze. Del resto il calepino è un prodotto italiano. :-)

Ho cercato per il web un commento alla sentenza redatto da un esperto di diritto, ma non ce ne sono, per ora: solo sfoghi di incompetenti, oppure anodine sintesi di una decina di righe. Vedremo prossimamente.

Giuliano47 ha detto...

Leggo sul sito Tom's hardware

"Censura online in Italia: 10 giorni e sarà fatta"

La delibera AGCOM sul diritto d’autore è al giro di boa: la battaglia sembra persa per gli attivi dei diritti digitali. Venerdì le parti si sono incontrate ma non sono giunte ad alcun compromesso. O meglio, secondo Luca Nicotra di Agorà Digitale il Garante avrebbe fretta di chiudere la partita per questioni prettamente politiche e di lobbying.

Com'è risaputo entro il 6 luglio il Garante delle Comunicazioni approverà la tanto contestata delibera sul diritto d'autore. Una sorta di regolamento che consentirà la cancellazione e l'inibizione di siti Internet (amatoriali e commerciali, compresi blog) sospettati di violare il diritto d’autore mediante il blocco dell'indirizzo IP o del Domain Name Systems.

http://tinyurl.com/6epdap4