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2010/01/08

Svizzera, condanna per file sharing

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/02/01.

Ha fatto notizia, tanto da essere descritta come "decisione storica", quella che i media locali (RSI online; Il Quotidiano sulla RSI; Ticinonline) indicano come la prima condanna per file sharing illegale in Canton Ticino, dove si trova il mio Maniero Digitale: una diciottenne della zona di Locarno (l'immagine qui accanto è puramente indicativa) è stata condannata per aver violato online la legge federale sul diritto d'autore, acquisendo e offrendo illegalmente ben 270 film e oltre 4200 brani musicali. La pena: 400 franchi, circa 270 euro (le 30 "aliquote" – pari ciascuna a un giorno di guadagno dell'imputato – sono sospese con la condizionale).

Secondo il comunicato dell'IFPI, la multa ammonta invece a 900 franchi in aggiunta a 400 di sanzione e 250 di spese del tribunale, e qualora la ragazza non dovesse pagare la sanzione affronterebbe 14 giorni di prigione. L'IFPI dice che la locarnese aveva "distribuito 4253 file di musica e film che violavano il diritto d'autore sui circuiti peer-to-peer eMule e Bearshare a milioni di potenziali utenti, causando perdite stimate di 13.500 franchi ai titolari dei diritti".

Non sono sicuro che sia proprio la prima condanna in assoluto (ricordo altri provvedimenti del genere, presentati durante una conferenza alla quale ho preso parte, e verificherò), e vorrei vedere le carte della sentenza prima di commentarla, ma è comunque un buon pretesto per riepilogare un po' di fatti e considerazioni sullo stato della pirateria audiovisiva in Svizzera.

Innanzi tutto occorre capire una particolarità della legge svizzera sul diritto d'autore: scaricare da Internet film musica o altro materiale vincolato dal diritto d'autore è permesso. Avete capito bene. "Secondo la stragrande maggioranza delle opinioni, il download privato in Svizzera è permesso anche senza l'approvazione degli aventi diritto, anche se l'offerta stessa è illegale", dice addirittura la SUISA, grosso modo l'equivalente della SIAE italiana, precisando che "[I]n merito non vi è tuttavia ancora alcuna sentenza giudiziaria; non è pertanto possibile rispondere al quesito in maniera definitiva". Per ora non è chiaro se la condanna locarnese permetta di rispondere al quesito e quindi la prassi corrente resta invariata.

Ma allora perché la diciottenne è stata condannata? Perché condivideva file vincolati dal diritto d'autore, e lo faceva al di fuori dell'"ambito privato" o della "cerchia di persone unite da stretti vincoli, quali parenti o amici", nei quali la condivisione è esplicitamente permessa (articolo 19). E a quanto pare è stata colta da una delle società titolari dei diritti d'autore tramite monitoraggio del circuito di scambio peer-to-peer al quale partecipava (il comunicato IFPI dice che è stata l'IFPI a intraprendere l'azione legale dopo aver proposto un patteggiamento extragiudiziale).

Infatti l'uso dei circuiti peer-to-peer implica quasi sempre la condivisione con sconosciuti di quello che si scarica, per cui chi li adopera, se lo fa per scaricare file vincolati dal copyright, è probabilmente in violazione della legge. Nessun problema, tuttavia, se i file scaricati e condivisi sono file dei quali l'autore ha autorizzato la condivisione o sui quali non c'è diritto d'autore per legge. L'esempio classico è il software libero (condividere una copia di Linux è legalissimo), ma anche i testi delle leggi, le foto della NASA e alcuni brani musicali seguono la stessa regola. Per cui il peer-to-peer in sé non è illegale: dipende da cosa si condivide.

Come si fa a sapere se si sta violando la legge? C'è una regola semplice: date per scontato che se usate un programma di peer-to-peer (come eMule per i circuiti eDonkey ed eKad, oppure software per Gnutella o Bittorrent) per scaricare un film o telefilm che è in TV o al cinema o in vendita, state condividendo quel film con sconosciuti e quindi state commettendo un reato. Idem per la musica: se una canzone è di un cantante o gruppo famoso, in vendita nei negozi, è illegale condividerla sui circuiti peer-to-peer. Non è sempre così, e ci sono alcune eccezioni, ma conviene adottare questo criterio prudenziale. Alla fine, insomma, basta il buon senso: scaricare gratis qualcosa che gli altri pagano è molto probabilmente illegale.

Il vero problema della sentenza ticinese è che farà scalpore per qualche giorno e poi tutto tornerà come prima: chi scarica film e musica si sente invulnerabile, perché è uno fra tanti e pensa di passare inosservato (e in effetti in genere ha ragione, visto il numero striminzitissimo di sentenze). Fra l'altro, va sfatato il mito che scaricare sia un hobby giovanile: il download di film, telefilm e musica è diffuso anche fra gli adulti. Chi ha avviato l'azione legale (presumibilmente una delle società titolari dei diritti sui film condivisi illegalmente) ha vinto forse la battaglia, ma continua a perdere la guerra: quella dell'opinione pubblica.

Un altro problema, infatti, è che manca nell'opinione pubblica la percezione del danno. In effetti è difficile per Hollywood lamentarsi della pirateria quando il 2009 è stato l'anno record d'incassi (dieci miliardi di dollari soltanto in USA e Canada, un miliardo in più del 2008, grazie anche ai prezzi maggiorati delle proiezioni in 3D), secondo TorrentFreak, e si paga una tassa (più propriamente un indennizzo) sui supporti vergini come CD e DVD, per cui molti si sentono legittimati a scaricare film, telefilm e musica.

Certo, la legge va rispettata per principio, ma in effetti in molti casi il danno reale non c'è. È sbagliato l'assunto che chi pirata non va al cinema o non compra DVD. Chi pirata, accontentandosi di vedere male film ripresi con una telecamera in un cinema, spesso lo fa perché comunque non comprerebbe il DVD e non andrebbe al cinema: non è un cliente perso ai pirati, è un cliente che non c'è mai stato. E se un film passa in TV, dove pago i diritti per vederlo, ma me lo perdo e lo scarico da Internet, o se ho comperato il DVD del film e scopro che non lo posso trasferire al mio lettore video portatile perché ha un lucchetto anticopia, dove sta il danno?

Ci sono poi persone che scaricano un film dopo averlo già visto al cinema perché ne vogliono conservare una copia al riparo dalle modifiche, dai ridoppiaggi, dalle censure e dai tagli che avvengono molto spesso prima della distribuzione in DVD/Blu-Ray, o perché il DVD semplicemente non esiste.

Un esempio: avete presente il film comico classico Operazione Sottoveste? Non esiste su DVD in italiano (uno spettatore del Quotidiano, al quale ho partecipato, mi ha però mandato la copertina che vedete qui accanto: scoprite se è vera o falsa). Se lo cercate, lo trovate solo sui circuiti di condivisione. Perché i titolari dei diritti non ne fanno il DVD?

Lo stesso vale per tanti cartoni animati, specialmente giapponesi, e per film e intere stagioni di telefilm mai distribuiti dai titolari dei diritti.

Se un'opera è introvabile e non è in vendita, di preciso che danno provoca chi la scarica da Internet e la offre ad altri appassionati? Se si vuole ragionare sul problema, è meglio dunque sbarazzarsi del cliché del cittadino scroccone, perché spesso non corrisponde alla realtà. Non siamo tutti pirati perché ci piace scroccare.

La sentenza svizzera, inoltre, non fermerà certo i pirati professionisti e quelli esperti. I professionisti hanno complici nella filiera di produzione (ricordate il primo Hulk trafugato prima che fossero finiti gli effetti speciali, per cui ogni tanto perdeva i pantaloncini? O la versione grezza di Wolverine che circolò prima dell'uscita del film); gli esperti sanno dove e come scaricare senza condividere online (qualcuno si ricorda ancora che esistono i newsgroup binari, e prendono piede i terabyte party). E intanto i lucchetti digitali e le campagne antipirateria tormentano gli utenti onesti: perché mi mettete lo spot "non ruberesti mai una borsa, non ruberesti mai un nettaorecchie elettrico, copiare film è reato" nei DVD e mi impedite di saltarlo? Per l'amor del cielo, se ho comprato il DVD, lo so benissimo che copiare è reato. Non è a me che dovete dirlo.

La soluzione più probabile al problema della violazione sistematica del diritto d'autore non è la repressione. Inutile tentare di arginare un fiume fermando una goccia alla volta. È decisamente più efficace, e inimica sicuramente meno i potenziali clienti, creare un'offerta legale di film e telefilm scaricabili a pagamento in modo semplice, come già avviene per esempio con iTunes negli Stati Uniti, offrire DVD a prezzi abbordabili ed educare gli utenti all'idea che un film va visto con i colori originali, con l'audio pulito e senza il rischio di trovarsi uno spezzone di porno a metà di Bambi (che darebbe tutt'altro senso alla battuta "Uccellino!" del neonato cerbiatto). Anche perché il cinema e la produzione televisiva danno da mangiare non solo alle star e ai produttori strapagati (che potrebbero anche darsi una regolata sui compensi milionari), ma anche a tanta gente comune: i tecnici, gli operai che costruiscono i set, le costumiste, i traduttori, i doppiatori, e tanti altri. Pensiamoci.

131 commenti:

xenso ha detto...

Mi permetto di far notare che si parla tanto e spesso di "diritto d'autore" ma pochi sanno dell'esistenza della "nuova" nata SCF Consorzio Fonografici. Affiancherei quest'ultima alla SIAE quando si parla di balzelli da pagare...

alex ha detto...

Se vogliono arginare il fenomeno devono far pagare meno cd, dvd e biglietti del cinema. Ultimamente sono andato al cinema e ho sborsato 7.50 €, come ho pagato l'anno scorso, e l'anno prima ancora, E' un prezzo ragionevole secondo voi? C'è gente che vuole sempre guadagnarci e non ha alcun interesse ad abbassare i prezzi. Allora, mi sembra che non ci sia intenzione di fermare il fenomeno, ma anzi continuare secondo quanto affermava Mao Zedong colpirne uno per educarne 100

Rennadonder ha detto...

secondo me piu che abbassare i prezzi, sarebbe anche il caso di alzare la qualità..infatti il cinema,
iTunes, ed anche i concerti sempre pieni hanno dimostrato che un buon lavoro è sempre apprezzato a prescindere dal p2p..certo un cd "best of" a 20 euro con magari un solo inedito ci penserei due volte a comprarlo ;)

vale56 ha detto...

A proposito di "Operazione Sottoveste" Sto cercando quel film disperatamente e non si trova da comprare.

PS la copertina è "Custom" lo si capisce dai caratteri utilizzati per la trama, dai chiari segni di taglia e incolla (vedi schiena di Tony Curtis e l'oblò sotto di questa)

Anonimo ha detto...

La cosa che mi fa incavolare quando si parla di diritto d'autore e copyright è che le multinazionali te li spacciano come delle forme di protezione degli artisti. Storicamente invece il copyright nasce come forma di censura. Fu Mary Tudor a farlo applicare la prima volta in Inghilterra nel 1557 riservando il diritto di stampa alla associazione inglese dei librai. In questo modo si garantiva che questi per mantenere il monopolio non avrebbero stampato opere considerate sovversive.

GuidoBH ha detto...

E' un articolo così squisitamente garbato ed equilibrato che, per assurdo, mi addolora ancora di più l'essere consapevole che i nostri beneamati ministri non ascolteranno mai una voce disinteressata, chiara e realista, ma continueranno ad ascoltare solo certi interessi che NON sono gli interessi comuni.
I miei complimenti, invece, a Paolo che trova il tempo e la voglia di continuare a ribadire fino alla nausea gli stessi principi....

mattia ha detto...

Quando si parla di pirateria, ma dimenticarsi di questo avvertimento

http://www.youtube.com/watch?v=ALZZx1xmAzg

Rodri ha detto...

Non dimentichiamoci della valanga di persone che non paga il canone televisivo svizzero, e che sono pirati da molto prima che fosse possibile venir etichettati come tali :-)

Diego ha detto...

Si vede che e' finta anche perche' la copertina e' piena artefatti da immagine jpeg a bassa qualita', e anche i nomi degli attori sono sgranati. Ma guarda caso il titolo in italiano e' quasi perfetto ^^

alex ha detto...

@ Rennadonder
Un buon lavoro a un prezzo contenuto sarebbe meglio, ;-) se vogliono poi fronteggiare il fenomeno p2p.

Sioropa ha detto...

La copertina è custom, il codice a barre è del film "squadra antigangsters" LINK :)

Vittorio ha detto...

Io ce l'ho Operazione Sottoveste in DVD, ma è un riversamento personale (e per uso personale) da una videocassetta che era in allegato anni fa non mi ricordo a quale rivista (trovata quindi in edicola). La qualità è quindi ovviamente non eccelsa, ma la preferisco in DVD perchè ho paura che il nastro video si rovini (mangiato dal videoregistratore).

Fulvio ha detto...

scusate, chi mi sa dire cosa sono i terabyte party?
grazie. ciao

daniele80 ha detto...

Il testo a sinistra (quello color oro) è troppo nitido: basta fare il confronto con i nomi dei protagonisti in alto a destra, nettamente sgranati. Inoltre usa il font Verdana, un tipico screen font che si trova in tutti i computer Microsoft, ma non viene usato mai nella tipografia professionale. Aggiungiamo che le prime due righe si sovrappongono in parte alla foto, risultando quasi illegibili.

Mu ha detto...

Sono quasi completamente d'accordo con Paolo, che mi pare abbia fatto un'ottima analisi dei fatti. Il problema è che deve essere anche rivisto il concetto di sfruttamento dell'opera altrui. Sopratutto ora che con l'epoca digitale tutti i beni diventano maggiormente condivisibile e meno controllabili. Non è naturalmente in discussione la proprietà dell'opera, ma solo il tipo si sfruttamento commerciale (ci sono già alcuni tentativi come creative commons). E' giusto pagare il lavoro (anche quello creativo, non solo quello manuale) ma inutile tentare di fermarne la diffusione libera digitale a suon di sentenze. Bisogna sforzarsi a trovare un'altra via. Se mai chi detiene il monopolio di questo settore lo capirà

Zanna ha detto...

caspita Paolo è un post da brividi, andrebbe fatto leggere a quei mentecatti della SIAE e di quelli che fanno le leggi sul diritto d'autore, e tanto per una conferma in più di quel che dici, che cmq non sarebbe necessaria, leggi questi record, dove si parla ancora di record al botteghino e all'home video, altro che crisi!
Io cmq una riforma che vorrei nel diritto d'autore è che se non metti a disposizione un'opera di cui detieni i diritti (dvd, blu-ray, download a pagamento) per 10 anni questa diventi di dominio pubblico.

Danilo Salvadori ha detto...

Concordo anche con gli spazi tra una parola e l'altra. Da appassionato di cinema ho sbattuto la faccia centinaia di volte contro censure, tagli, traduzioni azzardate o cose simili. La maggior parte delle volte mi trovo a fare ordinazioni all'estero perché si risparmia e si trovano prodotti di qualità nettamente superiore (un esempio per tutti: una stagione di Star Trek TNG costa circa 16€ su amazon.co.uk, mentre costa oltre 30€ su un ecommerce italiano ed è inspiegabilmente divisa in 2 cofanetti).
Altre volte mi trovo addirittura a "sperare" che la gente scarichi illegalmente! Come per la sit-com "Big Bang Theory", la cui traduzione italiana era così penosa ed orribile che le versioni pirata tradotte in modo amatoriale risultavano nettamente superiori a quelle legali visibili su Mediaset Premium!
Senza poi contare tutti i prodotti che sono stati aiutati dalla distribuzione con canali illegali. Film come Donnie Darko sono diventati famosi grazie alla distribuzione su p2p. Oppure film come lo splendido The Man from Earth (che consiglio a tutti gli appassionati di fantascienza) i cui produttori hanno addirittura ringraziato chi lo ha messo in condivisione sulla rete p2p!
Peccato che il 90% dei servizi statunitensi di vendita di film e telefilm abbiano blocchi geografici.

Gianni Comoretto ha detto...

Sempre a proposito di spot antipirateria segnalo questo:
http://www.youtube.com/watch?v=hNyynvVtos4

Lupacchiotto ha detto...

C'è da dire che adesso con il digitale terrestra è molto più semplice registrare un film con una buona qualità e con un po' di tagliaecuci eliminare pubblicità e ammenicoli vari.
Vedi, ad esempio, le puntate che mi mancavano nella mi collezione di Star Trek Classic. :)

Guido Q ha detto...

Un articolo encomiabile per completezza, equilibrio e buon senso. Complimenti!

Guido

Grezzo ha detto...

Sono d'accordo con le eccezzioni che solleva Paolo sull'utilizzo "per necessità" del download illegale, ma non posso che considerare che questo tipo di utenti rappresenta un'esigua parte del mondo della pirateria informatica. Moltissime persone scaricano illegalmente un film proprio perchè non vogliono pagarlo, punto, e questo riguarda anche musica, libri eccetera. Questo non è percepito come furto, ma secondo me invece dovrebbe esserlo. La regola che tanto chi lo scarica il DVD non lo avrebbe acquistato comunque non fa testo: io un'aragosta non la comprerei mai per farmi uno spuntino nella pausa pranzo, non per questo però vado a rubarla, perchè tanto non l'avrei pagata e quell'aragosta magari invenduta andrebbe a male. Personalmente, come utente che ha sempre pagato per i servizi di cui usufruisce, il buonismo verso la pirateria mi ha sempre infastidito enormemente. Anche perchè a causa di questo devo svicolare tra mille gabole antipirateria quando vado ad acquistare un videogioco. Un film lo guardo legalmente tramite noleggio con 60 centesimi, un patrimonio? Se invece voglio acquistarlo, prima lo guardo, poi aspetto che il prezzo scenda almeno a 10 euro (cosa che accade per la maggior parte dei film a pochi mesi dal lancio del supporto) e lo compero per potermelo gustare con calma e in lingua originale quante volte voglio. Quanto poi al presunto "scopo di divulgazione" che si preporrebbe il pirata, ho trovato su ebay un tizio che candidamente vendeva la serie di Silent Hill + il film a 15 euro, allettato dall'offerta gli ho chiesto spiegazioni. Mi ha risposto, candidamente, che erano cd masterizzati da lui stesso. Prima che Ebay gli chiudesse l'account ne aveva già venduti un centinaio, con notevole guadagno. Dov'è la buona fede?

Sioropa ha detto...

Grezzo, infatti il problema è proprio trovare una soluzione che sia un giusto compromesso tra il colpire il file-sharing a scopo di lucro (condannato da tutti, direi), e il rispettare gli utenti che ricorrono a questa pratica per necessità. Le leggi che ci sono adesso non fanno ne l'una ne l'altra cosa.

newbrain ha detto...

Bravo Paolo, equilibrato e ragionevole come sempre!
Per la copertina, concordo con Daniele80. La vera prova è il codice a barre:
http://www.google.it/search?q=8010020017287

Danilo Salvadori ha detto...

@Grezzo: non sono d'accordo. Secondo me la maggior parte delle persone scarica film illegalmente non perché "non vuole pagarlo" ma semplicemente perché è più comodo che andare a noleggiarlo al Blockbuster. Recuperare una copia di un film da comodamente seduti sulla propria poltrona è nettamente più semplice e veloce. Se fosse possibile acquistare i film da iTunes o programmi simili, sono pronto a scommettere che la pirateria diventerebbe un fenomeno molto meno diffuso.
La dimostrazione pratica sta nell'ambiente che tu stesso citi: quello dei videogiochi. Da che è nata la possibilità di acquistare giochi comodamente seduti sulla propria poltrona tramite Steam, LiveArcade, PSNetwork o WiiShop la pirateria è diminuita. La diffusione di catene di negozi che comprano e vendono l'usato come il Gamestop poi ha dato un altro colpo mostruoso alla pirateria. Questo sta ammazzando la pirateria videoludica, non tutti i sistemi di protezione insulsi che mi impediscono di installare un gioco più di 2 volte oppure mi bloccano il pc perché uso un drive virtuale.
Non è questione di risparmio, è questione di comodità.

vailylu ha detto...

Credo che fondamentalmente i tempi sono cambiati e chi non si vuole adeguare dovrà per forza morire.
Continuo a sentire che viviamo in un mondo globalizzato, ma se da iTunes voglio scaricarmi Films o serie televisive mi devo creare un account americano, perchè qualche fesso in Europa vorrebbe lucrare a gogò sui contenuti e piuttosto che guadagnarci poco preferisce non guadagnarci affato (complimenti per l'acume manageriale, oltretutto)
Io 2€ per vedermi TopGear li pagherei anche, ma in Italia non si può!
Ma se uno dei motivi del successo di iTunes (mi ripeto sulla piattaforma solo perchè la conosco abbastanza bene)è la possibilità di scaricare e pagare un singolo brano di un cd, non è che magari buona parte dei cd sono 1/2 canzoni belle e il resto pupù?
Poi che strano: ogni volta che qualche genio decide di aumentare i prezzi di dc e dvd, la pirateria aumenta: ma è veramente una cosa incredibile...
Ripeto: secondo me il modello di distribuzione di prodotti multimediali che le Major e le varia SIAE si ostinano ottusamente a difendere è morto e sepolto: i pochi che lo capiscono (Itunes, Amazon) probabilmente sopravviveranno, gli altri si estingueranno, come i dinosauri.

Cordiali saluti
Luca

Grezzo ha detto...

@ Danilo, non sono affatto d'accordo. Ritengo che il download "in buona fede" rappresenti solo una piccolissima parte degli utenti, e i numeri lo dimostrano. Innanzitutto gli ambulanti con materiale illegale sono sempre attivi, non credi che sia più comodo andare da blockbuster piuttosto che rischiare comperando un DVD pirata per strada? No, mi spiace, ma non ci siamo. Dio ce ne scampi da Steam, ha dei sever talmente lenti che alla pirateria non ha fatto neanche un baffo. Quanto al presunto calo di pirateria per console imputabile a servizi come Live Arcade, mi permetto di contraddirti di nuovo. I nuovi sistemi anticopia per i supporti per PS3 Xox 360 e WII sono molto efficienti. Ma già la tendenza si era vista con il Dreamcast, che pure aveva come sistema operativo una sorta di Windows semplificato, e quindi più semplice da decifrare. Gli ISO per PS2 resistono ancora fortemente in giro per la rete, e a nessun disonesto viene in mente di fare un salto da Gamestop per acquistare le novità.

Smiley1081 ha detto...

ARGH! Operazione Sottoveste e' esattamente la pietra di paragone della stupidita' delle major.

Mai uscito in DVD, e questo nonostante ne venderebbero una quantita' vergognosa.

Escono le porcherie piu' assurde, ma quello no. Bah.

"Avvistata petroliera, affondato camion..."

Franci ha detto...

Anni fa si parlava spesso dei danni che il file sharing avrebbe arrecato al mondo della musica, del cinema, ecc...
Ero e sono tra quelli che sostengono che proprio grazie ad internet ed al file sharing un'enorme quantità di produzioni, altrimenti confinate in chissà quali scaffali, hanno avuto la loro dignitosa distribuzione (ovvio... senza ricavo diretto ma con enormi possibilità di far cassa in altri modi).
In sostanza sarà pur vero che si vendono meno copie in proporzione alle persone che vedono/sentono effettivamente un film o una canzone ma credo che quei mercati guadagnino molto più di prima perchè le possibilità di sono espanse in maniera incredibile. E' un po' la stessa logica del successo dei sistemi operativi Microsoft che per una serie di ragioni, una su tutte la loro "comoda" copia pirata, hanno potuto spopolare in tutto il mondo. Poco importa che su 1000 PC ci sia solo una sola licenza valida, meglio un milione di PC windows con 1000 licenze che 500 pc con 500 licenze... ;-) Ovviamente non è solo una questione di licenze ma anche di indotto.

Danilo Salvadori ha detto...

@Grezzo: i fatti però dimostrano l'esatto opposto.
Innanzi tutto i sistemi anti-copia delle nuove console sono i più ridicoli mai visti sul mercato. Ad esclusione della PS3 che ha eliminato il problema modificando il supporto da DVD a Blueray, sia Wii che 360 sono bucabili senza neanche bisogno di usare chip di modifica. Eppure un tempo quasi ogni negozio offriva servizi di "modifica" sulle console, mentre ora questo genere di servizi sono molto meno diffusi. Perché? Improvvisamente tutti i negozianti si sono riscoperti persone oneste ed integerrime? No. Semplicemente c'è meno richiesta perché è possibile acquistare i giochi anche usati a prezzo basso.
Riguardo agli ambulanti, non c'entrano nulla nel discorso. Io paragonavo la comodità dell'usare il p2p con la scomodità di andare al Blockbuster. Che c'entrano gli ambulanti?

Smiley1081 ha detto...

Paolo, tu che sei giornalista...

... perche' non ti registri sul sito stampa della Universal Home Video [http://www.homevideo.universalpictures.it/areariservata/ ] e poi gli chiedi esplicitamente: "Cosa vi impedisce di togliere i pollici dalla parte terminale dell'apparato digerente, e pubblicare in italiano il DVD di Operazione Sottoveste?"

stecap ha detto...

Ma dove sta scritto che la pirateria videoludica è stata abbattuta? A me pare proprio il contrario... Addirittura tanti giochi appena usciti non ti permettono di giocare se non ti autentichi attraverso codice seriale e account sui loro server, obbligandoti ad usare pc connessi ad internet (e per le vittime del digital divide è una tragedia).

Per quanto riguarda la questione giuridica non sono sicuro che sia così semplice... Ho dovuto dare (grazie a dio) solo 2 esami di diritto durante la mia carriera accademica, quindi non sono un esperto, ma non credo che il fatto di non arrecare un danno costituisca prova della bontà di un'azione. Piuttosto ci si potrebbe riferire al "Tutto ciò che non è espressamente vietato è legale", ma neanche questa credo regga...

Se poi si pensa al "senso civico" tipicamente italiano... ricordo ancora un forum dedicato ad un gioco particolarmente di successo dove chi diceva di aver acquistato una copia originale veniva etichettato come stupido... perché non lo scarichi gratis?

Sulla siae poi altro discorso... perché quelli sono davvero dei vampiri, ma se non sono gli artisti a muoversi per primi... forse alla fine anche a loro va bene così.

Willy ha detto...

refusino: dale censure

Franci ha detto...

Altra cosa intollerabile:
c'è stato un lungo periodo in cui tutti i cd musicali, qualunque fosse l'artista, qualunque fosse il numero di canzoni, costavano pressappoco la stessa cifra (oggi ci sono diversi canali di acquisto, le cose sono un po' cambiate).
Per fare un paragone con altri mercati è come se il peggior modello della peggiore marca produttrice di autoveicoli costasse esattamente come il miglior modello dell'azienda leader.
Ci pensate? E' assurdo, no? Paghereste la stessa cifra per una Panda e per una Ferrari? Direi di no... ebbene nella musica, nel cinema ed in altri ambiti lo abbiamo fatto SEMPRE!

Il mercato "artistico" ci ha abituati a queste assurdità mentre il susseguirsi di governi faceva del tutto per far sentire criminali solo ed esclusivamente quelli che sapevano usare emule.

Accetto i discorsi sull'illegalità della pirateria solo alla luce di considerazioni sensate sulla vergogna che è stata la politica commerciale (e non solo) a livello dei mercati musicali e cinematografici.

Danilo Salvadori ha detto...

@stecap: non ho detto che è "stata abbattuta" ma che l'uso di servizi di vendita digitale e la crescita di servizi di vendita di usato stanno ammazzando la pirateria videoludica molto di più di tutti i sistemi anti-copia che danneggiano anche gli utenti onesti.

allison ha detto...

vorrei segnalarVi questa intervista al Giudice Gennaro Francione,fondatore dell'Unione Europea dei Giudici Scrittori e ideatore del Movimento Utopista-Antiarte 2000.

http://tinyurl.com/y87dugf

Mu ha detto...

@danilo e grezzo

credo che aldilà dei numeri, cioè se la pirateria sia aumentata o meno, credo che molti di quelli che scarichino illegalmente film p musica, purtroppo non li guardano/sentono neppure. Questo è il grave: diviene una specie di fatto compulsivo, scarico perché posso. Poi ho una libreria di un milione di cd non ascoltati e centinaia di film non visti. E' una questione culturale prima che legale. Io come musicista mi sentirei davvero male se sapessi che uno si scarica un mio brano solo per scaricarlo, e poi rimane lì morto sull'hard disk. Preferisco mille volte che lo scarichi e poi se lo ascolti anche se a me non viene nulla in un primo momento. Ma credo che la pirateria abbia sempre aiutato le major, checché ne dicano. La playstation 1 non sarebbe stata quello che era senza la facilità di modifiche e copie (il dreamcast ha portato la sega sull'orlo del fallimento). Il problema è la convivenza della pirateria, che ci sarà sempre, col minimo danno per l'artista e il minimo danno per l'utente (perché se scarichi 100 film e poi non li guardi, per me è un mancato guadagno il tuo)

Mu ha detto...

e quasi dimenticavo... operazione sottoveste. Un capolavoro. Il capomacchine Tosti....che ricordi

Danilo Salvadori ha detto...

@Mu: sottoscrivo tutto quel che hai detto. Non per niente la Ps3 è la console Sony meno venduta per il momento.

TotoSuperstar ha detto...

Il mio problema con l'acquisto dei diritti originali, cioe' pagare per andare al cinema e comperare i cd/dvd originali e' che costano molto specialmente se si pensa che non c'e' modo di farsi riconoscere un diritto "SODDISFATTI O RIMBORSATI" !!!
Un mio amico mi ha passato un film di animazione per bambini che ci e' talmente piaciuto che lo siamo andati a vedere dopo anche al cinema! Tutti e 3: bimbo, babbo e mamma! Pero' era una rassegna del cinema comunale e ce la siamo cavata con 13Euto totali! e la lattina di bibita costa 1,50Euro! Totale 17,50.
Ai maxicinema avremmo speso piu'di 40Euro!

Domenico_T ha detto...

Anche perché il cinema e la produzione televisiva danno da mangiare non solo alle star e ai produttori strapagati (che potrebbero anche darsi una regolata sui compensi milionari), ma anche a tanta gente comune: i tecnici, gli operai che costruiscono i set, le costumiste, i traduttori, i doppiatori, e tanti altri. Pensiamoci.

E' quello che penso anche io quando gioco ad un The Sims 3 o un Call of Duty. C'è gente dietro che ci ha messo il sudore ed è giusto che venga pagata.
Avere un gioco del genere su un anonimo cd senza etichetta è deprimente.
Mia sorella non lavora ma ha tutte le espansioni di The Sims originali (e non sono poche). Semplicemente il sabato sera non spende tutta la sua paghetta settimanale e riesce a comprarle nonostante i prezzi non siano bassissimi. Ci vuole volontà.

Innominato ha detto...

è vero quello che viene detto sul diritto d'autore, ma è anche vero che le case di produzione e distrubuzione lucrano veramente in modo eccessivo sulle opere..su 10 euro di disco per esempio, tra compenso per questo e per l'altro alla fine all'artista è già bello se vanno 5-10 centesimi ad opera venduta...

io personalmente sono dell'idea che se venissero abbassate un po' le speculazioni tutti andremmo un po' più al supermercato a comprare dischi invece che scaricarli...per quando riguarda i film...beh, segnalo che ora non va più troppo di moda "scaricare" quanto caricare i film in siti di video sharing e guardarli direttamente in streaming...e questo diventa di fatto legale per gli utenti :P guardare una cosa che è su un sito internet non è reato! :|

Mike J. Lardelly ha detto...

Secondo me il problema non è tanto il P2P quanto Youtube. Io di solito, se voglio sentire una canzone, vado lì e me la cerco, e in più se ho voglia guardo anche il video. E c'è davvero di tutto, nella legalità più (o meno) completa. Con un archivio online praticamente illimitato non mi viene voglia di scaricare canzoni che mi occupano svariati megabyte e tantomeno di comprare dischi (tenendo conto che fin quando ho potuto ero un fan accanito del vinile).

Comunque, avendo bazzicato ai tempi nel mondo della musica dance e conoscendo qualche DJ producer, molti mi hanno confermato che la pirateria, almeno nel loro specifico settore ha fatto danni piuttosto gravi. Soprattutto, a mio avviso, la musica distribuita mediante Internet ha avuto tre conseguenze deleterie. Si è perso il fascino "feticista" del supporto, per cui la copertina, il dire "io ce l'ho", il mettere in mostra il CD o il disco nel salotto di casa non ha più senso. Non esistono più le "colonne sonore condivise" ma sono frammentate: per esempio, se uno nel 2001 ascoltava la Hit Mania 2001 riconosceva quasi tutte le canzoni perché la compilation era compendio della "fonosfera" degli ambienti che frequentava, se uno nel 2009 ascolta la Hit Mania 2009 forse può riconoscere 4-5 canzoni su una ventina. In compenso l'industria musicale (almeno nell'ambito del sound da discoteca) per reggere i costi di produzione ha ormai respiro internazionale. Infine, la conseguenza più triste è che la musica oggi viene percepita come qualcosa di quasi scontato, tanto è a portata di mano.

Condividete quanto ho esposto?

P.S. forse il P2P ha portato qualcosa di buono: i tormentoni sono molto meno invasivi di una volta.

Giulio ha detto...

Secondo me sarebbe da introdurre anche sui DVD/BR/CD il diritto di recesso: io lo compero originale, ma se non mi piace, mi ridai indietro i soldi e ti riprendi la tua schifezza... Poi pero' so gia' che si finirebbe come il sito che vendeva abiti da spose e che poi, dopo che le stesse avevano celebrato la cerimonia, restituivano dichiarandosi insoddisfatte e richiedendo quindi indietro i soldi :)

Daniele A. Gewurz ha detto...

Complimenti per l'articolo, di cui condivido anche le parti con cui non sono d'accordo! :-)
In realtà, non mi sono mai messo d'accordo con me stesso sulla verità o meno del fatto che "Chi pirata [...] spesso lo fa perché comunque non comprerebbe il DVD e non andrebbe al cinema: non è un cliente perso ai pirati, è un cliente che non c'è mai stato". In parte è senz'altro vero, ma c'è anche la scuola di pensiero secondo cui chi pirata è perché non si sazia di musica e film: scarica molto, compra molto, va molto al cinema etc. Lo suggerisce per esempio uno studio di cui parla qui Cory Doctorow: http://www.boingboing.net/2007/11/02/p2p-users-buy-more-m.html

Boris_ ha detto...

Office licenza studente 98/100 euro (fonte:microsoftstore);
Office standard (STESSI programmi) 479 euro (fonte:microsoftstore);
PC laptop centro commerciale: 500 euro (fonte:uncacchiodivolantino)
Ora: io ho comprato office licenza home/student. Principalmente perchè altrimenti, LO STESSO SOFTWARE mi costava COME LA MACCHINA.
Ebbene si, lo confesso: non sono uno student! E, aehm, non lo uso solo in home.
Certo, ho una licenza, ma, cough cough, secondo MS sono un po' borderline (e anche secondo il mio analista). Solo che forse MS si è detta: famo 'sta home/student, che è mejo incassà 99 euri con la licenza che 0 euri cor P2P...

Grezzo ha detto...

@ Domenico T,

completamente d'accordo. Qualcuno magari non si sofferma a pensare a tutta la sfilza di nomi che appaiono nei credits di un gioco, e soprattutto ai nomi che NON appaiono. Io se voglio spendere poco aspetto che i prezzi scendano, come è normale che sia nel mercato. Ho scaffali interi di giochi e film originali. Punto. E per quanto mi riguarda la questione finisce qui. A chi dice che Microsoft guadagnerebbe dai sistemi operativi contraffatti, gli chiedo attraverso quale astruso ragionamento sia giunto a tale conclusione. Se in giro ci sono un milione di copie Windows, ma ne sono installati 50.000.000 di illegali, microsoft guadagna da quel milione e basta. O pensate che chi utilizza un sistema operativo illegale poi compri tutto software originale? Ma non siamo ridicoli, và. Quale indotto? Ma di cosa stiamo parlando? L'indotto delle bancarelle? Quello di sicuro. Vi consiglio di andare a vedere le pantagrueliche cifre che Sony ha perso a causa della facilità di saltare le protezioni della Playstation. La vendita di hardware serve a coprire i costi di sviluppo e di ricerca, e sui guadagni puri influenza ben poco. I guadagni provengono dalla vendita di software, e dai diritti che le case produttrici devono sborsare per lo sviluppo di giochi per una determinata console. Per non parlare poi delle software-house che vendevano a malappena 4 milioni di copie di un gioco famosissimo a fronte poi di cento milioni di macchine da gioco piazzate e almeno 50 milioni di copie illegali.

Danilo Salvadori ha detto...

@Domenico_T:
C'è gente dietro che ci ha messo il sudore ed è giusto che venga pagata.

Questo discorso è verissimo, però mi viene da chiedere una cosa molto banale. Prendiamo un gioco a caso ad esempio: Assassin's Creed II per PS3.
Prezzo amazon.co.uk: 38£ pari a circa 43€. Prezzo monclick.it (uno dei più bassi che ho trovato): 61€. Quindi i localizzatori italiani costano 18€ a copia??? :-)

@Grezzo:
O pensate che chi utilizza un sistema operativo illegale poi compri tutto software originale?
E' molto banale come ragionamento invece...
Il fatto che TUTTI usino Office come standard per documenti digitali in uffici, scuole, edifici pubblici, case è dovuto solamente al fatto che chiunque poteva ottenerne una copia pirata gratis. E sono convinto che ora la Microsoft sia molto felice che tutti usino Office e non OpenOffice come standard.

Vi consiglio di andare a vedere le pantagrueliche cifre che Sony ha perso a causa della facilità di saltare le protezioni della Playstation
Qui mi hai incuriosito. Mostra i dati. Perché da quel che so la Sony internamente produce solo due o tre titoli. Gli altri sono tutti prodotti da software house esterne. Come fa a perdere soldi la Sony se la Ubisoft (per dirne una a caso) non vende?

Grezzo ha detto...

@ Danilo, il tuo ragionamento non regge. Che cosa se ne fa Microsoft di un esercito di persone che utilizza lo standard di Office se il software non l'ha neanche comprato ma è illegale? No, davvero, fammi capire, io non conosco nessuno che ha acquistato Office, neppure la misera licenza per studenti del costo di 100 euro. "e invece"... e invece è proprio così, chi acquista software illegale continua a farlo perchsè sa che rimarrà impunito.

Grezzo ha detto...

Sony internamente produce solo pochi titoli, ma guadagna anche dalla vendita dei diritti di sviluppo di terze parti. Mi metto alla ricerca dei suddetti dati, tranquillo, li avevo letti tempo fa su una rivista di videogiochi, vado a cercarli in rete e ti faccio sapere, magari stasera.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Segnalazione refusi:

"al cinema perché ne vogliono conservarne una copia al riparo dalle modifiche, dai ridoppiaggi, dale censure"

Un ottimo articolo, ma all'inizio avresti potuto specificare l'entità della condanna inflitta alla ragazza :D

Danilo Salvadori ha detto...

@Grezzo: Che cosa se ne fa Microsoft di un esercito di persone che utilizza lo standard di Office se il software non l'ha neanche comprato ma è illegale?

Semplice. Se il formato .doc diventa lo standard più usato di documenti di testo, tutti quelli che non possono rubare la licenza come scuole, università, comuni, ospedali, imprese private, ecc... ecc... saranno obbligati a dover acquistare licenze Office. E ti assicuro che la Microsoft guadagna molto di più dalle licenze acquistate da un'azienda piuttosto che da una copia di Windows Vista Home acquistata da un privato.
Stesso discorso per Windows: se tutti hanno Windows, i programmatori come me dovranno sviluppare principalmente per Windows, quindi i miei clienti, che non possono rubare, acquisteranno la licenza originale Windows per i loro pc, per i loro server, ecc... ecc... ecc...

Daniele A. Gewurz ha detto...

@ Grezzo e altri: io non sono esperto del mercato musicale, cinematografico o del software, ma mi vengono due considerazioni su quello che dici.

Una è che è ben possibile che ci sia un nesso tra la fortissima posizione sul mercato di un prodotto e l'enorme presenza di sue copie non autorizzate, un nesso in entrambi i sensi: se molti usano Windows, vari saranno tentati di procurarselo senza pagare, ma ciò stesso allarga la presenza e il "bisogno" di Windows, tanto che c'è chi non sa neppure che esistano o siano possibili altri sistemi operativi.

L'altra considerazione è ancora più basilare. Se veramente i numeri sono come dici (un milione di Windows venduti e 50 milioni copiati, e analoghe cifre per i giochi) vuol dire che c'è qualcosa che non va nel modello commerciale nel suo complesso. È un po' come avere una strada lunga in città senza strisce pedonali: è inevitabile che i pedoni la attraversino dove è comodo per loro. Il problema sarebbe nel non aver previsto attraversamenti, non nell'aver bisogno di attraversare. Mi dirai che le strade cittadine e i passaggi pedonali sono servizi pubblici, e quindi sottostanno a criteri diversi da quelli commerciali della Microsoft e simili. Sì, ma gli esseri umani che devono attraversare la strada sono gli stessi che poi usano un computer. Se veramente il 98% degli utilizzatori di quei programmi non ritiene di doverli comprare, occorre cambiare qualcosa.
NON sto dicendo che l'etica si fa con le statistiche, o niente del genere: sto dicendo che le tendenze sociali esistono, e non sono le esigenze commerciali a modificarle. È quasi, mutatis mutandis, come quei casi in cui si è provato a imporre o a impedire una lingua, una religione, uno stanziamento... Queste cose non sono regolate dalle leggi né dello stato né del mercato: accadono.
Solo il futuro dirà come si distribuiranno il software e le opere musicali e cinematografiche fra 50 anni o anche solo fra 10: si pagherà per ogni singolo uso? a forfait? direttamente l'autore? non si userà più il denaro ma si regoleranno in un altro modo scambi di questo tipo? prevarrà un modello tipo Creative Commons? Boh.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

In ogni caso, dai link che hai fornito leggo "Come riporta la RSI, la giovane si è resa colpevole d'aver scaricato e condiviso 270 film e 4'200 canzoni; reato per il quale la giovane è stata condannata ad una pena di 30 aliquote giornaliere, sospese con la condizionale, ed il pagamento di una multa di 400 franchi"

Che cosa sono le aliquote giornaliere!? :D

Danilo Salvadori ha detto...

@Grezzo:
[La Sony] guadagna anche dalla vendita dei diritti di sviluppo di terze parti

A parte il fatto che non capisco come il numero di copie vendute possano far variare questi diritti, si torna al discorso di prima: togli le copie pirata, devi togliere anche le console modificate. Quel che perde nei diritti lo guadagna nella vendita delle console e degli accessori.

Grezzo ha detto...

Danilo, non ci siamo proprio. Se uno vuole vendere un prodotto, cerca le grandi masse. Rapporta il numero di aziende al numero di potenziali acquirenti non professionali e renditi conto che puntare solo alla vendita di software per aziende per una multinazionale come microsoft equivarrebbe a fallire. Tanto più che nel campo aziendale la concorrenza di terze parti è piuttosto agguerrita. Le licenze per aziende costano molto per un motivo semplice: con quei software le aziende producono un guadagno. Inoltre per molti applicativi ci si rivolge a sviluppatori indipendenti per avere prodotti su misura, e la compatibilità e l'interscambiabilità dei file in questi casi è l'ultimo dei loro problemi.

Tharon ha detto...

"E intanto i lucchetti digitali e le campagne antipirateria tormentano gli utenti onesti: perché mi mettete lo spot "non ruberesti mai una borsa, non ruberesti mai un nettaorecchie elettrico, copiare film è reato" nei DVD e mi impedite di saltarlo? Per l'amor del cielo, se ho comprato il DVD, lo so benissimo che copiare è reato. Non è a me che dovete dirlo."

Questa frase è emblematica. Ho smesso di acquistare DVD originali da anni, letteralmente schifato dalla continua presa in giro di tale messaggio ben poco simpatico indirizzato peraltro a me che il film l'ho pagato.

L'ultima tentazione che mi sono concessa è stato questo natale, con una bella edizione speciale di Blues Brothers che mi guardava ammiccante dalla bancarella.
Non ho resistito, l'ho acquistato e la notte stessa mi sono adagiato sul divano davanti al mio impianto home theater per gustarmelo quando TA-DAH ecco fare capolino l'odioso messaggio terrorista.

E oltretutto la versione estesa era persino priva del doppiaggio italiano (al contrario di quella pirata, doppiata in italiano con i sottotitoli per le scene extra in inglese)

Se mi invece di acquistarlo originale lo avessi scaricato da emule mi sarei goduto il filmato senza messaggi terroristici o pubblicitari prima del film (altra pratica odiosa), avrei avuto un pacchetto più completo e risparmiato anche un pò di eurini.

E tanti complimenti ai geniacci che vorrebbero contrastare la pirateria in questo modo.....

Grezzo ha detto...

@ Danilo


A parte il fatto che non capisco come il numero di copie vendute possano far variare questi diritti, si torna al discorso di prima: togli le copie pirata, devi togliere anche le console modificate. Quel che perde nei diritti lo guadagna nella vendita delle console e degli accessori.

Non ha alcun senso. La console non cresce sugli alberi, va innanzitutto progettata (ingegneri ecc.) va allestita una nuova linea di produzione (operai stabilimenti eccetera), va organizzata la distribuzione, la commercializzazione e la pubblicizzazione. Tutti questi costi sono sostenuti da chi produce la console, e ripiana con la vendita delle suddette. Il vero guadagno di una casa produttrice di hardware proviene dalla vendita di diritti di sviluppo. Ovviamente non significa che puoi fare i prezzi che decidi tu. Se la prospettiva è di vendere poche copie, le royalties dovranno necessariamente essere a buon mercato, altrimenti nessuna software-house si sognerebbe di acquistarli. Diversamente, se le prospettive di vendita sono altissime, si può fare un prezzo piuttosto consistente e le software house farebbero ugualmente a gara per acquistare i diritti di sviluppo. E' in questo passaggio che la pirateria taglia le gambe. La playstation ha venduto più di 100 milioni di esemplari in tutto il mondo, ma i titoli più venduti arrivavano al massimo a piazzare 4-5 milioni di pezzi. Con simili prospettive, Sony non poteva certamente fare la schizzinosa alzando il prezzo. Inoltre ci sono anche le royalties per pezzo venduto.

Max ha detto...

Come sempre tema trattato con grande professionalità evidenziando le falle da ambo leparti dei contendenti e facendo bene risaltare che esistono soluzioni giuste e accettabili a problemi che invece si continua a perpetuare... continua così paolo.

Danilo Salvadori ha detto...

@Daniele: Sicuramente non possiamo sapere con certezza qual'è il futuro ma possiamo supporlo.
La storia ci insegna che quando ci si rende conto che non è la tecnologia ad essere illegale ma l'uso che se ne fa, immediatamente questa tecnologia viene utilizzata a scopo positivo. Chi si ricorda Napster e WinMX? Sono nati prima di iTunes ed hanno fatto sì che nascesse la vendita di MP3 a basso costo tramite distribuzione digitale. Possiamo quindi supporre che il futuro veda la distribuzione digitale di film, serie tv e videogiochi. Sarebbe anche l'ora...

Max Senesi ha detto...

Che la pirateria sia illegale sono d'accordo, ma magari è spesso frutto di politiche sbagliate di chi produce. Da me i film sono arrivati a 7,80€, in alcuni multisala, mentre in altri sono ancora a 5€, ma in seconda visione; entro un paio di anni arriveremo ai 9, 10€. Voi paghereste tale cifra? Io sinceramente no. Riguardo alla ripartizione dei proventi, sapete come funziona vero?A chi ha le idee vanno pochi spicci, e tutto il resto resta ai soci della siae e alle case di produzione. Ben poco finisce ai tecnici, traduttori e altri da quello che ho potuto personalmente sentire.Se è giusto pagare per un intrattenimeto, costato il lavoro di tante persone, non trovo giusto ingrassare strutture come case discografiche o siae.Anch'io come Paolo penso che la distribuzione oggi debba avvenire online, velocemente e a prezzo competitivo.

Rodri ha detto...

@Usa Free

Le aliquote giornaliere sono il sostitutivo dei giorni di condanna. Al lato strettamente pratico è una multa che ti viene inflitta con la sospensione condizionale (e chi non la chiama multa vada a ciapaa i ratt). Una singola aliquota viene stabilita in base al tuo reddito, in pratica è quanto tu vali al giorno.

http://www.admin.ch/ch/i/rs/311_0/a34.html

Di solito viene detto a quanto ammonta l'aliquota, ma in questo caso ovviamente non è stato detto perché sta 18enne come proprietà economica avrà tutt'al più 15 telefoni cellulari e 4 peluches.

Quindi una pena di 30 aliquote, sospese condizionalmente, è l'espressione del ridicolo giuridico.
Parlo proprio in generale, non del caso in questione.

Mousse ha detto...

C'è anche da dire che chi distribuisce serie di cartoni animati (specie giapponesi) sottotitolati ha l'uso di interrompere immediatamente la distribuzione qualora la serie viene distribuita ufficialmente, idem per i telefilm.

Certo che chi "pirata" continuerà a farlo e chi viene "piratato" continuerà a fare il piagnisteo...

Grezzo ha detto...

@ Max Senesi

Se io non sono disposto a pagare quanto mi è stato richiesto faccio una cosa molto semplice: non lo compro. Nessuno ti obbliga a vedere un film, nè ti dice che se non lo vedi sarai un reietto della società. Se una cosa costa molto non significa che se non puoi permettertelo devi sentirti in dovere di averla ugualmente. Questo si chiama rubare a casa mia, a casa tua non lo so.

Anonimo ha detto...

io una volta andavo molto al cinema ma ora ho lasciato perdere. per diversi motivi

- il costo del biglietto oscilla tra 8 e 10 euro
- d'estate è un caldo cane e d'inverno si gela
- bisogna sborsare 2 euro per il parcheggio
- è pieno di ragazzini cafoni che lanciano oggetti contro gli spettatori.

il prezzo è giustificato con i nuovi impianti di aria condizionata che non funzionano e con i termosifoni che vengono accesi 2 ore d'inverno da gennaio a marzo.

in queste condizioni mi pare ovvio chi è veramente che ruba.

Danilo Salvadori ha detto...

@Grezzo:
Riguardo al discorso Microsoft: una licenza Windows 2008 Server costa 4000$. Una licenza Windows 7 costa 200$. Quindi per poter guadagnare con i "privati cittadini" quello che guadagna con un server di un'azienda, servirebbero almeno 20 cittadini paganti. Ed ho considerato solo il sistema operativo. Vogliamo prendere in considerazione Visual Studio, SQL Server, ecc... ecc... ecc... ? L'idea che la Microsoft possa anche solo pensare di guadagnare dal mercato delle "grandi massi" è assurda. Senza contare che comunque non tutti piratano Windows, quindi una bella fetta di guadagno rimane eccome.

Riguardo al discorso Sony: ma per piacere!! Secondo te le console vendute servono solo a ripianare il lavoro di progettazione??? Allora tutte le aziende che costruiscono e vendono hardware, computer, televisori, lettori dvd, automobili e qualsiasi altra cosa mi stupiscono non siano già fallite dato che non hanno tutti i "diritti" da vendere!
La vendita di console e di accessori è quella che fa guadagnare di più! Guarda la Nintendo: è quella che sta guadagnando di più nella nuova generazione di console ed ha venduto pochissimi giochi ma tantissime console.

darkholder ha detto...

le considerazioni dell'articolo sono ampiamente condivisibili: del resto società come la SIAE sono semplicemente l'ennesimo ufficio tributi che non tutela un bel nulla (non è chiaro, infatti, che tipo di tutela offra...)
ogni tanto colpire qualcuno a casaccio aiuta, secondo loro, a dare meno legittimità ad una pratica che negli anni ha addirittura stufato, per quanto diffusa. il risultato è che comunque le persone si sentiranno autorizzate a scaricare quello che gli pare dato che, come scrissero sarcasticamente su un noto sito di torrent, "non possono mica arrestarli tutti".

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

@Rodri

grazie per le info! ;)

Grezzo ha detto...

@ Danilo, nel mondo si sono abbondantemente superati il miliardo di PC installati, vedi tu se il discorso sul target di massa che fai è sballato o meno. Te lo ripeto: 4000$ sono il prezzo che un'azienda deve pagare per utilizzare quel software a scopo di lucro. Windows 7 costa 200 euro, ma ha un target di clienti decisamente molto più ampio.

Quanto al discorso su Sony, sono costretto a ripetermi. Vendere un lettore DVD, che ha una tecnologia ormai consolidata (e obsoleta) è un conto, sviluppare hardware proprio un'altra. La Nintendo guadagna molto dalla vendita di console perchè si guarda bene dall'abbassarne il prezzo, perchè la Wii vende come il pane, così come gli accessori, anche se l'hardware è a basso costo ed è obsoleto. Ma arriverà anche per Nintendo il punto di saturazione, dove dovrà invertire la rotta e iniziare a guadagnare dai giochi, e Nintendo sì, che ne sviluppa tanti internamente. Ma il costo delle royalties Nintendo è anche abbastanza alto, a quanto ho letto da qualche parte. Sony e Microsoft (Sony in testa) hanno invece progettato hardware all'avanguardia dai costi alti. Ti ricordo che la PS3 costava 699 euro al lancio, e nonostante non riuscisse a sfondare nel mercato, la Sony non potè abbassare il prezzo, perchè la produzione dell'hardware costa un botto e mezzo, a causa anche del lettore blue ray integrato. Te lo ripeto: il grosso dei guadagni proviene dalle royalties.

Hammer ha detto...

Grezzo,

sinceramente ho l'impressione che tu non sappia di cosa stai parlando. Posso chiederti in che azienda lavori e se curi i contratti con MS?

Io me ne sto occupando per la mia azienda (multinazionale) che sta per rinnovare l'accordo con MS. Non conosco il numero di installazioni dell'intero gruppo, ma la sola capogruppo ha oltre 80.000 postazioni di lavoro (con sistema operativo e una ventina di applicativi MS). E sto parlando della apogruppo di _una sola_ multinazionale. Immagina l'intero mercato delle aziende di MS a che cifre arriva!

Scusami la franchezza, ma credo che tu non conosca l'argomento di cui parli.

Grezzo ha detto...

Hammer, anche considerando tutto questo, ti ricordo che il mondo non è pieno di multinazionali. Il numero di utenti privati che potenzialmente potrebbe acquistare prodotti Microsoft è comunque più alto. Inoltre, correggimi se sbaglio, perchè io non lavoro in multinazionali o aziende che utilizzano reti di PC, ma le licenze che vengono acquistate non dovrebbero essere per singolo PC. Sbaglio?

Paolo Attivissimo ha detto...

Refusini sistemati, grazie!

Grezzo ha detto...

Comunque, ammetto di aver detto una gigantesca cavolata riguardo alla stima che mi ero fatto per le vendite di prodotti alle aziende. Il discorso di fondo non cambia. In che modo microsoft guadagnerebbe dal software pirata Danilo dovrebbe comunque spiegarmelo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Che cosa sono le aliquote giornaliere!? :D

L'ho aggiunto all'articolo. Sono l'equivalente di quello che guadagni in un giorno. Lo stipendio mensile diviso per 30, per intenderci.

Hammer ha detto...

Grezzo,

non sbagli, ma è comunque proporzionale al numero di installazioni richieste. E' specificato nel testo del contratto, che è pubblico, se ti interessa.

Il fatto che il mondo non sia pieno di multinazionali è vero. Infatti le aziende piccole (non multinazionali) hanno contratti con MS meno vantaggiosi rispetto alle multinazionali (che hanno il contratto Enterprise). Alcune aziende mediopiccole addirittura acquistano le licenze singolarmente (potrei citarti alcune consociate estere delle società più piccole del gruppo per cui lavoro).

In sintesti, la tua osservazione conferma il fatto che MS punta alle aziende e non all'utente casalingo.

Posso chiederti la fonte in base a cui dici che le licenze singole vendute

Paolo Attivissimo ha detto...

E oltretutto la versione estesa era persino priva del doppiaggio italiano (al contrario di quella pirata, doppiata in italiano con i sottotitoli per le scene extra in inglese)

E' la stessa che ho comprato anch'io :-)

Per fortuna volevo vederla in inglese e solo dopo mi sono accorto che la traccia audio italiana non c'era proprio, ma era sull'altro DVD del cofanetto, quello con la versione non estesa.

Danilo Salvadori ha detto...

@Grezzo:
Riguardo al discorso Microsoft: scusa ma se anche te ora affermi che la MS guadagna di più dalle aziende, allora la questione diventa ovvia! Più gente comune ha Windows, più clienti con Windows esistono. Quindi più gente ha copie, anche piratate, di Windows, più aziende devono acquistare licenze di software Microsoft. Quindi la pirateria dei programmi MS, almeno in campo privato, ha permesso alla MS di conquistare il posto dominante nel mercato.

Riguardo al discorso Sony: che c'entra la PS3 scusa? Quel che affermavo era che dato che la PS1 e PS2 erano modificabili e c'era un mercato enorme dei giochi pirata, ne sono state vendute un'enormità provocando quindi un'enormità di guadagni. La PS3 nel discorso non c'entra dato che non è modificabile.
Tra l'altro mi viene da aggiungere un'altra questione. Come si calcolano le royalties di cui parli? Sulla facilità di piratare un prodotto? Oppure sul numero di console vendute? Perché a mio parere più console vengono vendute, più sono alti i diritti di cui sopra.

@Tharon, Paolo:
ma è la versione con l'armonica inclusa?
http://tinyurl.com/y8owtkk
Perché la volevo comprare ma non sapevo se ne vale la pena, dato che ho già l'edizione con doppio DVD uscita qualche anno fa.
Se è quella, com'è? Vale la pena ricomprarla? :-)

Sioropa ha detto...

Microsoft ci guadagna perchè grazie alla pirateria Windows è diventato il sistema operativo leader nel mondo.
Così come a suo tempo la sony ha sfruttato (chi può dire quanto volontariamente) il fenomeno per vendere una vagonata di playstation primo modello.

Franci ha detto...

@Grezzo

La tua analisi sulle faccende Microsoft è qualcosa che mi lascia di stucco.
Il discorso dell'indotto è così banale che mi sembra assurdo dovertelo spiegare, ma visto che lo contesti mi tocca replicare.
Se io produco un software che diventa nel giro di qualche anno (anche grazie alla pirateria) lo standard di fatto dell'utenza mondiale, ovvero la piattaforma sulla quale milioni di programmatori e decine di milioni di utenti DEVONO lavorare, me ne frego di aver perso un numero X di licenze perchè so (e sono certo) che ho in mano le chiavi per commerciare qualunque altra cosa mi passi in testa informaticamente parlando.
Mentre tu, caro Grezzo, rincorri il singolo pirata per chiedergli 200 euro di licenza (perchè secondo te il guadagno è quello...), la Microsoft ha in mano lo sviluppo informatico del pianeta terra facendo dipendere da se stessa un numero illimitato di aziende ed utenti.
Sai che gliene frega dei tuoi 200 euro? Gliene frega nella misura in cui 200 euro si possono rapportare alle cifre generate dal controllo del mercato informatico mondiale.

Se non capisci questo è inutile che andiamo avanti.

Forse non ti rendi conto di cosa è successo negli ultimi 20 anni.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Scusate, non sono un esperto di console e probabilmente la memoria mi fa difetto, ma a contribuire all'enorme diffusione della PS1 non fu il fatto che aveva un lettore CD standard anzichè le cartucce?

Sioropa ha detto...

Sì ǚşå÷₣ŗẻễ; proprio perchè aveva un lettore cd aveva la possibilità di utilizzare giochi masterizzati dopo una piccola modifica HW.
Con la ps1, oltre che la sony, ci hanno straguadagnato i produttori di masterizzatori e di supporti vergini che (guardacaso) proprio in quel periodo hanno vissuto un vero e proprio boom.

Boris_ ha detto...

Grezzo wrote: “Se una cosa costa molto non significa che se non puoi permettertelo devi sentirti in dovere di averla ugualmente. Questo si chiama rubare a casa mia, a casa tua non lo so.”
Certo che è rubare. E i produttori attuano dei sistemi di difesa, che guardano ai numeri e non ai giudizi morali, perché con quelli vi sono alcuni problemi.
Uno, è che andare a stanare chi ruba, uno per uno, equivale a darsi la zappa mediatica sui piedi perché la gente non è che è tutta pronta a confortare il poveretto che scende dal suo Learjet a piangere per i suoi dischi piratati dal malvagio dodicenne (e se è un padre di famiglia che ha masterizzato Biancaneve, peggio ancora). Dire che sono ladri non è una strategia efficace, in un mercato che di ladri ne ha potenzialmente milioni, e intendo con “potenzialmente” quelli non ancora beccati, il cui approccio è “maccheccacchio, 30 euri per biancaneve? …aspetta un po’…”. Può non piacere, ma dire che se non puoi permetterti una cosa non devi rubarla è un enunciato, non una strategia. Condivisibile, ma teorico. Nella realtà, la gente ruba.
Il secondo è proprio il problema psicologico legato all’infrastruttura che consentirebbe questo “furto”: la gente non ruba, copia. Non ha la percezione di rubare. Per millenni, se io ti rubavo qualcosa tu non ce l’avevi più. Ma se tu ed io abbiamo l’identico stesso preciso prodotto, beh, amico: non ruberesti una ferrari, ma se si potesse masterizzare ci sarebbero solo rosse in autostrada. Tant’è che dei milioni che masterizzano, solo decine rubano auto, e quasi mai sono le stesse persone. Perché no, chi duplica non ha la percezione di rubare.
Ed è davvero un problema psicologico, perché se un Avatar, costato 200 milioni di dollari è, oggi, come non mancano di ricordarci, il secondo incasso di sempre con un miliardocentotrentacinque, come convinceremo che è giusto non masterizzarlo, non scaricarlo, non duplicarlo? Gli diciamo che danneggiano le famiglie degli attrezzisti di Avatar? Possiamo davvero sostenere che 935 milioni di dollari di delta fra costi e ricavi (in un mese, eh) sono un minimo margine equo, brutti cattivi piratoni? Ma le majors, in che mondo vivono? Wolverine, piratato un mese prima dell’uscita, mamma mio, scandalo: budget 150 milioni, worldwide total gross 373,062,569. Not too bad, for some CGI nails.
Anche perché la pirateria c’è stata sempre, da quando il greatest hits dei queen finiva nella BASF C90 (su un lato). Mi viene da chiedermi come diavolo avran fatto a comprarseli, tutti quei jet, dato che uno comprava LP e tutto il resto della classe la BASF C90. E si, era rubare. E si, si rubava eccome. O forse si chiudeva un occhio perché l’LP saltava, e la BASF anche col dolby faceva schifo, e quindi in fondo poi l’LP lo compravi? E allora perché diavolo sviluppare protocolli internet e masterizzatori, due infrastrutture che servono a 1) consentire lo scambio di file, e 2) creare copie indistinguibili dall’originale?
Il problema sono i prezzi. E il prezzo è un valore relativo alla disponibilità economica del singolo, non è un valore assoluto. La gente ha iniziato a duplicare VHS da 100.000 lire e diminuito e man mano smesso quando le ha trovate a 9.900 lire, e lo sbattimento di collegare i due cassoni via scart non valeva più la pena. Quelli che erano troppo poveri per 9.900 lire, non avevano nemmeno il videoregistratore, e amen. La variabile prezzo non è uno switch on-off tra “posso” e “non posso”.
Questo sistema parrebbe essere ritenuto efficace, e non lo dico io, dal momento che è la strategia che tutti stanno piano piano attuando: lo stesso Wolverine, è uscito ad aprile 2009 e lo trovavi a novembre 2009 da Blockbuster a 13 euro. Roba che vent’anni fa il ciclo di pieno prezzo di un VHS faceva spavento. Tant’è che si duplicavano. IMHO, they are all crying and fucking, e questo lo lascio tradurre al fantastico idioma napoletano.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Condivido il 95% di quanto scritto da Boris_ :D

"Anche perché la pirateria c’è stata sempre, da quando il greatest hits dei queen finiva nella BASF C90 (su un lato)."

Esatto, e sull'altro lato ci avevo messo il primo greatest hits, quello coi successi dei Queen degli anni 70 :D

crespo ha detto...

La pirateria esiste, secondo me, perchè il mercato legale non riconosce il valore reale (cioè il valore percepito come corretto o accettabile dal consumatore) del film o del brano musicale.

Se per assuro non fosse materialmente possibile acquisire copie pirata di alcun film, e contemporaneamente il mercato fosse assolutamente libero (rispondesse cioè solo alla legge domanda-offerta), secondo voi, quanto varrebbe una copia scaricata da internet di un film ormai vecchi?

E poi non mi pare proprio che l'industria del cinema sia in crisi, nonostante l'incrdibile incremento dell'utilizzo del p2p di questi ultimi anni. Ma allora che influenza ha la pirateria sul mercato?

Turz ha detto...

@Boris_:
non ruberesti una ferrari, ma se si potesse masterizzare ci sarebbero solo rosse in autostrada.

In effetti il problema del mercato discografico/cinematografico è che vende merci a prezzi molto maggiori del vero valore di scambio, che è il lavoro socialmente necessario per produrle, che nel caso di merci copiabili è sovente molto ma molto più basso.

@ǚşå÷₣ŗẻễ:
Che cosa sono le aliquote giornaliere?

Un simpatico elvetismo che consente, anche a chi compra Ferrari come se potesse masterizzarle, di pagare multe in proporzione.

Turz ha detto...

crespo, mi hai tolto le parole di... dita.

Sulla Microsoft: non so quanto siano vere o bufale le parole di Zio Bill in persona, ma questo articolo la dice lunga sul suo (dis)interesse a combattere la pirateria.

Maurizio ha detto...

Mi sembra che talvolta si perda di vista il concetto di base, cioè che i "pirati" che scaricano un filmato o della musica solo per non doverli pagare, non è che non ci siano, però sono in realtà molti, ma molti meno di quello che le major (e Grezzo) vogliono far credere. I motivi li ha ben esposti Paolo.
Se le considerazioni esposte da Grezzo fossero vere al 100 per cento, iTunes sarebbe fallito già da molto tempo. Invece...
Inoltre, se è pur vero che copiare-rubare è immorale, ricordo che anche l'avidità lo è. E anche il concetto di danno non dev'essere sottovalutato a favore del "reato" di furto in sé e per sé. Faccio un esempio: se io "rubo" il brevetto di una casa farmaceutica e produco un medicinale che salva vite umane in una zona dove questo non viene distribuito (oppure viene venduto a prezzi talmente alti da non poter essere ottenuto da tutti), mi spiace ma non ce la faccio a ritenermi una persona disonesta. Ovviamente è un caso estremo, ma dimostra che la questione non è così semplice come rubare qualcosa a qualcuno e punto.

Daniele A. Gewurz ha detto...

Scusate, ma in tutto ciò c'è un problema semantico: in italiano (e anche secondo il codice penale) quando c'è un "furto", si sottrae il bene - o quel che è - a chi lo detiene. Le nuove (e neanche tanto nuove) tecnologie permettono di impadronirsi di un bene senza esserne autorizzati ma allo stesso tempo senza privarne che lo detiene, e quindi non si può chiamare furto. I famosi spot "non ruberesti un pelapatate" fanno sempre finta di non sapere che se rubi un pelapatate ne privi il vero proprietario, se copi una canzone no.

Dopodiché discutiamo della liceità o meno di questa azione, paragoniamola ai prestiti, alle biblioteche, alle letture pubbliche, all'attività di spionaggio, a quello che vi pare, ma per piacere non usiamo le parole troppo a sproposito.

david ha detto...

Ciao.
Beh, innanzittutto tu Stato Italiano dammi la possibilità di accedere, a pagamento ovviamente, a film ed album musicali (in Italia non esce un emerito c.... di niente al cinema e i dischi d'importazione costano una cifra);
secondo, non penso che si violi nessuna legge scaricando materiale audiovisivo non in commercio o non distribuito in Italia (vedi serie tv)..anche perchè chi ti multerebbe?..la major statunitense?...;
terzo, come dici giustamente anche te, se io un film me lo scarico non è detto che se non potessi farlo andrei al cinema, stessa cosa per la musica, basti pensare a quante band si sono fatte conoscere attraverso il peer-to-peer, senza esso nessuno o quasi andrebbe ad un loro concerto (magari) o seguirebbe la loro carriera.
Il peer-to-peer dà fastidio a qualche ottusa major e basta, le piccole realtà non possono che eeserne sostenitrici. A mio parere.

laura ha detto...

Un paio di osservazioni:
- scaricare un film illegalmente permette di avere il film stando comodamente seduti sul divano; permette di avere il film sul pc senza dover trovare il posto per un supporto fisico, con tutte le conseguenze di gestione che questo comporta. Finché la vendita ufficiale non offrirà gli stessi vantaggi dubito che si riesca a frenare la pirateria.
- è certamente giusto che tutte le persone che lavorano alla realizzazione di un film abbiano un ritorno economico per il loro lavoro; bisogna però che qualcuno convinca le persone che è giusto pagare anche per avere un film degli anni 40 trasmesso alla televisione magari mille volte.

Penso che si debbano affrontare seriamente questi due aspetti. Per il resto immagino che tutti si rendano conto del rischio che si correrebbe se tutti scaricassero illegalmente i film appena usciti al cinema.

Thomas Morton ha detto...

Quelli che scaricano illegalmente un film appena uscito al cinema secondo me fanno soprattutto male a se stessi, oltre che naturalmente all'industria cinematografica. Non vale proprio la pena di risparmiare 7-8 euro solo per sentirsi fighi e ritrovarsi con una copia di scarsa qualità di un bel film.

Diverso il discorso per chi ama il cinema d'autore e datato. Non tutti possono permettersi di comprare su Amazon film in bianco e nero a 30-40 € la copia. È il mercato che dovrebbe venire incontro alle esigenze del consumatore, se non vuole che una enorme fetta di potenziali acquirenti rimanga, per forza di cose, nel circuito dell'illegalità.

Scorretto ha detto...

Nulla di nuovo sotto il sole, questa sentenza, mi pare. Come dici tu Paolo mi sembra di ricordare che non sia la prima. In ogni caso spero di leggerla qui.
Ricordo che c'è anche in ballo un ricorso del garante della privacy, la cui sentenza dovrebbe giungere nelle prossime settimane.
Consiglio agli interessati di leggersi anche questo articolo e la rispettiva raccomandazione.

Scorretto ha detto...

Scusate, il link per leggere le sentenze è questo.

Filippo ha detto...

Ti segnalo un altro strafalcione del Corriere della Sera. In questo articolo http://bit.ly/6h1PXs si parla del milionario che è stato multato in Svizzera per eccesso di velocità con una multa salatissima di 200.000 euro.

Il Corriere riporta la notizia data per primo dal giornale Blick (http://bit.ly/4o8cLx) ma fa un errore grossolano: dice che il milionario potrà pagare la multa in 130 comode rate (!!!) quando in realtà il quotidiano tedesco dice che la multa inflitta corrisponde a 130 "giorni stipendio" dell'uomo (in Svizzera come tu ben saprai le multe sono in proporzione al reddito)

Iilaiel ha detto...

Pirateria per necessità....
Per chi come è apassionato di musica che non sia lo schifume di MTV o di Anime è una scelta quasi obbligata.
Amo molti gruppi di azeri, turchi, russi, giapponesi, ecc.... ordinare i CD in loco è improponibilie. Fra tassi di cambio e il fatto che all'ingresso in Italia devi pagarci IVA e DAzi su valore prodotto+costo trasporto è infattibile.
Siti dove acquistare legalmente copie di buona qualità nemmeno a piangere sangue.
Io VORREI acquistare legalmente e avere file di buona qualità. Ma I tunes ha quel simpatico blocco regionale e altri siti hanno dele qualità talmente schifose che persino le ciofeche del P2P sono meglio.
E io sono fra i fortunati: lavorando come spedizionere ogni tanto gli agenti mi caricano a sbafo sul camio qualche CD.

Sui CD musicali direi anche che sono veramente troppo cari. dai 16 ai 20 euro per un CD sono decisamente troppi considerando anche che laloro produzione costa meno della metà di quella di un film.... e film vengono venduti alla metà dei CD musicali.

Nodens ha detto...

In tutti i discorsi sulla pirateria, tranne questo qui di Attivissimo, casi come il mio vengono messi sotto silenzio.
Io, tra le persone che conosco, sono quella che + va al cinema. Circa 60 volte all'anno vado a vedere qualcosa.
Una volta al mese faccio un fitto da blockbuster, di solito una serie televisiva.
Dovrei essere un benemerito dell'industria cinematografica eppure per colpa di quello che si trova nel mio hardisk l'industria cinematografica lamenta svariate perdite.
Finchè i discorsi non comprenderanno anche quelli come me e si limiteranno al "Dodicenne che vuole scaricare Avatar per sentirsi figo" le cose non avranno senso.
Un'aggiunta.
Dura la vita in Italia.
Il regno Unito mi ha riconciliato con l'industria dei videogiochi. Io Assassin creed l'ho pagato 18 pounds un paio di mesi dopo la sua uscita. Io queste cifre per qualcosa che m'intrattiene almeno un mese me le posso permettere.
Come faccio a sapere che mi piacerà? Provo il demo.
Poi con i cinema qui i multisala hanno il parcheggio gratis ed il mercoledi io pago meta prezzo. ;P

Federico ha detto...

Perfino un cieco vedrebbe che quella copertina è falsa
caratteri non coerenti, uso approssimativo del timbro clone... bah

Grezzo ha detto...

Bah, checchè ne diciate, la pirateria danneggia e basta. Sarebbe bello se fosse come qualcuno paventa, ovvero che la maggior parte del P2P sia innocuo download di materiale mai distribuito in Italia o per qualche motivo irreperibile in commercio. Ma non è così, e lo sapete benissimo. Così come lo sa benissimo un sacco di gente che vedo con borse piene di DVD e CD pirata. E ne conosco parecchi. Punto, non voglio neanche entrare in polemica con chi mi ha risposto, non ne ho voglia. Io quello che voglio lo compro, se non me lo posso permettere lo noleggio oppure aspetto che scenda il prezzo (legge del mercato). Noto in certi commenti qualcosa che già sospettavo da tempo: in Italia quando si tratta delle nostre tasche siamo tutti comunisti. Poi alle urne votiamo Berlusconi. Passo e chiudo.

alex ha detto...

Ragazzi avete visto la trasmissione Mistero dedicata al 2012. Ogni volta che fanno una puntata al riguardo inventano sempre qualcosa di nuovo. Caspita c'è sempre da divertirsi un sacco, se ve la siete persa cercate su youtube magari c'è qualcosa.

martinobri ha detto...
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martinobri ha detto...

Quel che mi piace di questo blog è la scelta delle immagini all'inizio degli articoli

franco ha detto...

ma il balzello sui cd, dvd, per "i mancati introiti" non è già di per sè un istigazione alla pirateria ?

loto87 ha detto...
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loto87 ha detto...
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TroppoBarba ha detto...

"In effetti è difficile per Hollywood lamentarsi della pirateria quando il 2009 è stato l'anno record d'incassi"

Questo e` il punto. Di che vi lamentate? Piantatela di fare i piangina. Sinceramente sono ultrastufo dei multimilionari che piangono miseria.

loto87 ha detto...
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loto87 ha detto...
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loto87 ha detto...
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Paolo Attivissimo ha detto...

in Italia quando si tratta delle nostre tasche siamo tutti comunisti. Poi alle urne votiamo Berlusconi.

Dopo la reduction ad hitlerum, credo sia ora di coniare la Reductio ad Berluscam.

Paolo Attivissimo ha detto...

Paolo fai qualcosa

Io? E cosa possa fare? Mica sono il mago Zurlì :-)

Se c'è gente così imbecille da guardare quella roba, e altra gente così imbecille da metterla in onda, non ci posso fare niente.

MR ha detto...

@Turz:

Grazie per l'ottimo articolo. Una delle frasi che più mi ha colpito è questa, attribuita a Bill Gates:

"[...] They'll get sort of addicted, and then we'll somehow figure out how to collect sometime in the next decade."

Qualcuno ha detto WGA ?

MR ha detto...

Traduzione (chiedendo scusa a Paolo :-) e una piccola aggiunta che avevo dimenticato di copia-e-incollare:

"[...] as long as they're going to steal it, we want them to steal ours. They'll get sort of addicted, and then we'll somehow figure out how to collect sometime in the next decade."

"[...] se proprio devono rubare, vogliamo che rubino il nostro [software]. Ne diventeranno in qualche modo dipendenti, e troveremo un modo di guadagnarci su nella prossima decade."

Iilaiel ha detto...

@Grezzo

E se è impossibile trovare legalmente in commercio quello che si vuole cosa si deve fare??
Devo essere costretta ad ascoltare la Spears e D'Alessio perchè le major hanno deciso che gli italiani devono ascoltare sterco?
Le serie che non escono nello UK (io per NAruto ad esempio ho compato i dvd UK perchè senza tagli e con buon doppiaggio) ma solo in versione USA o originale cosa devo fare? Rassegnarmi a pagare a peso d'ora censura e pessimi doppiaggi oppure convertirmi alle orrdende fiction italiane?

Vero che ci sono gli "scaricatori compulsivi" ma è anche molto vero che in Italia fra pessima qualità del prodotto, introvabilità oppure prezzi assurdi (CD che qui paghiamo 20\30 euro nel resto del mondo ne costano 10/15) la situazione non è così semplice.

Tieni conto che io sono una di quelle teste di pera che finchè può prende tutto originale. Poi lo ripeto è assurdo che un CD musicale costi dai 16 ai 30 euro, costa quanto il DVD blu ray di un film. Cosa giustifica questo ladrocinio quando la produzione e commercializzazione di un albumo costa meno della metà di quella di un film.

Andrea ha detto...

Non ho letto tutto, anzi, ho solo evidenziato i post contenenti Steam, dato che ne vorrei parlare.

Prima di tutto Steam a mio avviso è un ottimo servizio, e i server non sono per nulla lenti: nel pieno dell'offertona di Natale (di cui parlerò a breve) ho scaricato dai loro server al massimo della banda a me disponibile (circa 550 kb/s), quindi tutt'altro che lento.

Inoltre durante questo periodo natalizio, dal 24/12 al 3/01 hanno fatto delle offerte stratosferiche su tutto il listino (a parte le ultimissime uscite), con ogni giorno 4-5 giochi abbastanza recenti e molto quotati (GTA IV, Bioshock, Left 4 Dead, STALKER sono quelli che ho comprato, tutti spendendo sotto i 20 € in totale) e pacchetti golosissimi attorno ai 50 € (il pacchetto di tutti i giochi EIDOS, incluso l'ultimo Batman, oppure tutti i giochi iD).

Con queste offerte credo abbiano fatto moltissimi soldi, perché oltre a invitare nuovi clienti a comprare giochi che magari han lasciato a scaffale appena usciti per i prezzi osceni (50-60 €) e che continuano magari a stare sui 20 € dopo un anno, han secondo me invitato gente che magari li ha scaricati questi giochi (come me) a comprarli, perché non tutti scaricano solo per scroccare a prescindere, ma perché ritengono il prezzo assolutamente gonfiato e che, sopratutto quando si usa il Digital Delivery come Steam, un prezzo equo debba essere all'uscita almeno la metà, e tempo 1 anno arrivare ai prezzi che ci sono stati su Steam (circa 10€).

Fondamentalmente sono loro stessi che alimentano la pirateria, utilizzandola come scusa per mantenere i prezzi gonfiati, e non capiscono che se il tutto avesse un prezzo più onesto, diminuirebbero il margine ma aumenterebbero le vendite...ma forse ci guadagnano di più a spennare gli onesti, sopratutto con i videogiochi.

Grezzo ha detto...

@ Lilaiel

Cosa giustifica questo ladrocinio?

E cosa giustifica il TUO ladrocinio? Guarda che nessuno ti costringe ad avere per forza un CD, non esiste alcuna legge che ti obbliga a prenderlo. Personalmente quella dei CD musicali è una spesa talmente onerosa che raramente la prendo in considerazione. Non per questo però li "rubo" perchè qualcuno ha decoso che siccome costa troppo devo averlo anche senza soldi. Personalmente per ascoltare musica utilizzo molto la radio, esistono stazioni oggi che praticamente trasmettono musica per tutti i gusti. E lì anzichè pagare direttamente con le tue tasche sono gli sponsor a farlo. E con la qualità di trasmissione odierna, è "musica" per le mie orecchie. Ti ripeto: se si trattasse solo di download di materiale che non esiste su un mercato posso anche essere d'accordo con te. Ma sai benissimo che la stragrande maggioranza non lo fa per questo motivo.

Maurizio ha detto...

@ Grezzo
Capisco bene le tue motivazioni di fondo, ma cerca di vedere il problema in un'ottica più ampia.
Per esempio, quella che si cerca di far valere è un'equazione del tipo: io scarico e dunque non acquisto; se non acquisto le major guadagnano meno; se guadagnano meno hanno subìto un furto.
Beh, però tu stesso dici che l'alternativa legale è quella di non comperare i CD perché nessuno ci obbliga. E' vero, ed è quello che anch'io sto facendo da tempo. Ma così le major guadagnano meno: ergo, siamo tutti e due dei ladri solo per questo? Ovviamente non può essere così.
Allora si arriva al nocciolo del problema. Se le major guadagnano meno - ammesso e non concesso che sia poi davvero così... - la colpa è per la grande maggioranza della loro incapace e anacronistica politica commerciale, non del P2P. Per fare un parallelo, sarebbe come trovarsi di fronte un fruttivendolo che raddoppia il prezzo della frutta e poi si lamenta dei mancati guadagni, dando la colpa ad un ragazzino che ha rubato una mela. Ecco, secondo me la proporzione è proprio questa.

Domenico ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Domenico ha detto...

Annunciazione, Annunciazione!
Enrico ruggeri, il cantante che conduce quella trasmissione sparabufale che si chiama misteri, ha pubblicato un libro sugli alieni!!!!!

http://www.hoepli.it/libro/alieni-un-mistero-fra-noi.asp?ib=9788817038089&pc=000037000000000

cito:

Alieni. Un mistero fra noi

Gli alieni esistono? Sono giunti sulla Terra? Hanno avuto incontri ravvicinati con noi umani? Come mai molte persone (da ultimo, la moglie del nuovo primo ministro giapponese Yukio Hatoyama) sostengono di essere state portate su astronavi extraterrestri? Sono solo allucinazioni? In una puntata del suo programma Mistero, Enrico Ruggeri ha affrontato questi temi, raccontando l'incredibile storia di Giovanna, rapita e dicìotto volte inseminata dagli alieni (la donna avrebbe poi abortito un feto che è stato mostrato in tv). In questo libro Ruggeri parte dalle ricerche per la trasmissione e approfondisce l'inquietante e mai sciolto mistero degli alieni. Stanno per rivelare a tutti la loro presenza? Secondo Ruggeri, a giudicare dagli stupefacenti episodi raccolti dovremmo aspettarci di sì.


AAAAAAAAAArgh!!!!!!

Grezzo ha detto...

No Maurizio, la soluzione del problema del marcato audio/video non è nel rubare, non PUO' mai essere l'illegalità la soluzione ad un problema. Se non si è contenti dei prezzi, si fa una cosa molto semplice: non si compera, proprio come fai dal fruttivendolo. Se il fruttivendolo raddoppia i prezzi e invece diventa ricchissimo tu che vorresti fare? Derubarlo perchè tanto ha molti soldi? Io non credo proprio. Io inoltre non guardo solo ai danni che la pirateria fa alle major o ai distributori, fino ad arrivare ai negozianti, ma anche ai danni che subisco io come utente pagante. Ma a differenza di molti, la colpa dei disguidi che sono costretto a subire non la scarico su chi vende il prodotto (che forse qualcuno si dimentica che è lo stesso che lo PRODUCE, se nessuno produce niente i film e le canzoni te le fai tu a casa tua e ti accontenti), ma su chi anzichè acquistarlo o acquisirlo legalmente si sente in diritto di rubarlo. Non cambio il termine, mi spiace, questo si chiama rubare.

Rodri ha detto...

La notizia su Ruggeri è interessante, vuol proorio dire che è ben coinvolto anche lui nella creazione di tutta la spazzatura che Mistero diffonde.

Deve aver capito che la truffa di Giacobbo sul 2012 ha funzionato a meraviglia (prima pubblicarne un libro, e solo DOPO affermare che non è vero nulla), e che gli si presenta l'imperdibile occasione di fare lo stesso gioco.
Tanto in Italia i boccaloni sono ovunque, e gettare alle ortiche una (già zoppa) reputazione significa solo rientrare nella media di persone simili (ovunque anch'essi).

Mica male. Bien joué Ruggeri.

Adriano ha detto...

Per restare sulla questione pirateria, vediamo di analizzare un pò di cose.
Intanto citare microsoft come esempio di un'azienda GRAVATA dalla pirateria è quanto mai ridicolo.
Prima di tutto perchè M$ i soldi li fa con tutti quegli enti, dalla pubblica amministrazione alle scuole, dagli uffici alle aziende, che OVVIAMENTE non possono piratarsi Xp.
Tutto senza contare le tonnellate di pc che ogni giorno vengono comprati da Trony, Mediaworld, Euronix, Saturn..potrei continuare, che presentano TUTTI (apprate i Mac) una copia di Windows dentro che, come ci ha insegnato il buon Paolo, di gratis non ha neanche l'etichetta.
La pirateria sul software Microsoft poi, non fa altro che creare la dipendenza da tale software, se io per 20 ho usato Office, quando avrò da lavorare cercherò Office, perché sarà compatibile con i miei documenti, perché posso lavorare a casa con tranquillità e per tutta un'altra serie di ragioni legati alle abitudini della gente.
Pensi davvero che se Office fosse protetto con uno standard dell'NSA (quindi non piratabile) Open Office sarebbe così di nicchia? :D

Parlando di videogiochi poi ne sono uscite delle belle, da Steam che ha i serve lenti (1.2 MBps in periodo di calca natalizia, lenti devo dire :D) alle presunte perdite sulle consolle.
Intanto le offerte natalizia di Steam sono state qualcosa di strepitoso, ad ogni giocatore piace possedere il gioco, e grazie a Steam, io personal mente ho comprato giochi che, avevo già giocato pirata, ma che mi erano talmente piaciuti che ho ritenuto necessario comperare (una spesa totale di 60 € per circa una ventina dio giochi vecchi e nuovi) e su tutte le comunity e i forum si è discusso parecchio su questi acquisti.

Parlando delle consolle invece la cosa è diversa.
Apprate che sentire parlare di Sony come una povera vittima dei pirati mi sembra ridicolo.
Un'azienda che per anni ha dominato il mercato, come una base di installazioni ENORME (forse non avete idea dei milioni di ps2 vendute) che adesso invece pare povera in canna.
Intanto la modifica ps2 non è/era semplicissima, nel senso: era cmq hardware, e la maggioranza delle persone che conosco non cel'aveva e cmq, apparte negli ultimi anni, per quanto la percezione potesse essere contraria, la pirateria non aveva i numeri di oggi.
Nella next gen invece, abbiamo la ps3 non modificabile solo grazie al nuovo formato; la 360 che si modifica via software (a ribadire il concetto che a microsoft non sembra interessare più di tanto il fenomeno); e la wii che si modifica in un niente.
Eppure le software house sono tutte in positivo (l'unica che suka un pò al momento è Sony a causa delle scelte di maketing al quanto ridicole, ma vabbè) e il mercato non è mai stato così florido, ricco di grossi investimenti e bun di acquisti al dayone; emblematico il caso di Modern Warfare 2, che ha polverizzato tutti i record di vendita.

Da sottolineare una imprecisione che ho letto: le case produttrici di consolle hanno il diritto a delle royalities su ogni gioco sviluppato per la propria consolle, che dovrebbero essere proporzionali alla base di consolle installate (anche se Sony, pare, che chieda molto di più di M$).

Parlando di film e musica poi ho notato una cosa strabiliante: DAVVERO pensate il tecnico del suono di stocazzo abbia una PERCENTUALE sulle vendite?!
Guardate che quelli sono professionisti salariati e quando finisce il film/album/videogioco vengono pagati, punto.
E sono tutte spese che, a quanto mi è parso di capire, rientrano nei costi di produzione, quindi Avatar, è costato 200kk$ tra effetti speciali, cast e tecnici.

Io personalmente se c'è qualcosa che mi interessa al cinema la vado a vedere (e ho intenzione di andare a vedere Avatar piangendo sui 12 € di biglietto per sala 3d+occhiali).

Mu ha detto...

@adriano

sono in parte d'accordo con il tuo commento, ma voglio fare 2 precisazioni.

1) la modifica della ps1 a quanto ricordo io non era solo hw, o meglio inizialmente c'era la modifica hw che ti doveva fare qualcuno (o te la facevi a casa seguendo le istruzioni e comprando il necessario a tuo rischio e pericolo) poi se non ricordo male io avevo semplicemente una cartuccia che ti permetteva di caricare un gioco ad esempio masterizzato oppure originale ma di un altra regione -ntsc giap per esempio- e bastava tu avessi un solo gioco originale... (e una molla, chi se lo ricorda?)

Per le dimensioni del fenomeno al tempo non ho dati, ma se tu non conoscevi nessuno io conoscevo solo gente che aveva consolle modificate e la maggior parte dei giochi copiati... chi per non comprarli, chi per giocare a giochi giapponesi originali come un nerd otaku (ehm, ehm)- La ps1 ha venduto tanto anche, non solo ma anche, alla possibilità di copiare i giochi.
Attenzione: copiare i giochi anche se forse per grezzo è sempre rubare, è un'attività diversa dallo scaricarli (al tempo era un pò diverso), equivaleva esattamente a copiarsi un cd... cioè dovevi conoscere qualcuno che l'aveva (certo, c'era anche chi ci lucrava sopra, ma io non penso di aver mai pagato un gioco non originale) e via.
Inoltre il fatto con la pirateria di internet è proprio il fatto che non sottrai un bene, ma lo duplichi. Possiamo chiamarla in molti modi, ma il furto fa altro.

2) per lo staff tecnico hai ragione quasi del tutto, ad esclusione perlomeno della musica, nel quale il compositore viene pagato un tot, e poi riceverà anche i diritti che però, non sono quelli delle vendite, ma del numero di copie stampate. In Italia tu fai un cd, ne stampi 1000 copie per esempio e paghi alla siae per i bollini. La siae ridistribuisce i diritti agli autori per quelle mille copie, anzi, per i mille bollini, stampati e non quelle vendute...

Adriano ha detto...

Si bè, i diritti d'autore sono per l'appunto, D'AUTORE.
Solo l'artista riceverà una percentuale dalla vendita, non il tecnico del suono che, leggendo i commenti, sembrava che stesso facendo la fame per colpa dei pirati.
Per i film non ho mai capito a chi vadano i diritti, suppongo un pò al regista e al cast (forse dipende anche dal contratto che essi firmano).

Iilaiel ha detto...

@MU

No la modifica per PS1 era solo hardware e ti consentiva sia di giocare CD pirati che di aggirare il region code.
Io, da buon otaku super nerd, ho la fissa per le traduzioni e i doppiaggi. Salvo alcune serie sono assolutamente penosi. Avevo fatto la modifica per poter fare girare le mie versini USA e UK regolarmene acquistate.

Con la PS2, che ha introdotto le multi traccie lingusitiche, non ne ho avuto più bisogno (bastava entrare nelle impostazioni e selezionare inglese).... così ti beccavi chicche come Reneè Oberjounuas che doppiava Ianos Audron in Soul Reaver2.


@Adriano
Sony lascia molto a desiderare sul fornte online (MMPORPG; MMOG; ECC)e se non si svegliano ne risentiranno parecchio. Certo è anche vero che per molti giochi online (World of Warcraft, Guild Wars, Ultima, ecc) la piattaforma principe resta il computer. Sopratutto c'è una diversa mentalità di fondo fra produttori di giochi online per PC e per consolle: per PC hai ambientazioni vaste, patch di aggiornamento che oltre a tappare bachi ampliano il gioco, assistenza online in game veloce, ecc.... per consolle 4 cagate PVP se ti và bene.

Centra una bega... io sono una grandissima fan di Blizzard (è la casa di World of warcrasft, Starcraft, Diablo, ecc). Non solo perchè produce dei gran bei giochi, me perchè li produce multipiattaforma. Tutti di default girano sia su win che su mac e in molti casi ha rilasciato parte del codice per consentire di sviluppare client linux. Io sono maniacale ma se un gioco per computer non è multipiattaforma non lo compro.

Mu ha detto...

@lilialel

Ups, allora usiamo le parole diversamente. Solo per capirci, io la ps1 non l'ho modificata. Semplicemente attaccavo alla porta che stava dietro una cartuccia che saltava credo il codice di protezione... inserivi un cd originale, lo facevi partire e la cartuccia fermava il caricamento dopo aver saltato la protezione. Inserivi il cd copiato/o altra regione (e qui entrava in gioco la molla del portello che probabilmente faceva "sentire" il portello sempre chiuso), davi il continua dalla schermata della cartuccia e voilà. Per me non è una modifica hardware questa. Un mio amico aveva invece sostituito un componente interno per fare la stessa cosa (e questa per me è una modifica hw)

Ad ogni modo ciò non toglie che era la consolle più piratabile del mondo finché non è uscita l'x-box

PS Concordo conil tuo giudizio sulla sony. Carentissima proprio sul fronte dove si gioca la partita ora.

Adriano ha detto...

Se si parla di VG tutte le consolle sono carenti su MMO e MMORPG, a memoria direi che c'è Final Fantasy XI e poi basta.
Ma non vedo cosa c'entri con il discorso di pirateria, apparte giochi che vanno SOLO su server dedicati (vedi Guild Wars) anche i MMOrpg sono piratabili, non che sia una furbata, ma c'è la possibilità.

Gian Piero Biancoli ha detto...

A proposito di privacy non mi sembra troppo OT segnalarlo qui:
Facebook's Zuckerberg Says The Age of Privacy is Over

E andiamo!!!

marco ha detto...

Ogniqualvolta si acquistano cd, dvd, apparecchiature di riproduzione audio/video si paga una tassa che compensa la Siae dell'ipotetico uso "pirata" di supporti ed apparecchi. Sarebbe come se entrando in auto in una certa strada fossimo obbligati a pagare la benzina 20 centesimi in più nell'ipotesi preventiva del mancato rispetto dei limiti di velocità. Una multa "a prescindere", insomma. Già questo fatto dovrebbe far nascere qualche perplessità sul considerare pirateria tout court qualsiasi copia o download. Inoltre: la legge consente la copia di sicurezza di, mettiamo, un dvd, ma solo se non esistono protezioni anticopia: le major ci fanno pagare dei soldi per un prodotto che poi non siamo liberi di consumare come vogliamo? I prezzi infine sono vergognosamente alti. Ha ragione Grezzo quando dice che non siamo obbligati ad avere ciò che non ci possiamo permettere, ma ha riflettuto che senza questa spinta "a possedere" tutto il mercato (compreso quello "legale") andrebbe gioiosamente a picco? Il mercato pirata, a fronte forse di qualche mancato guadagno, probabilmente è il meccanismo che crea, prima o dopo, la domanda di prodotti legali.
A proposito, io non compro/uso copie illegali di nessun genere, ma sono stufo di sentir parlare continuamente di furto; quando una grande compagnia mi vende prodotti servizi etc. che non funzionano (hardware, software, contratti telefonici e così via) e poi si nasconde per sempre dietro un maledetto call center come chiamiamo il fatto che ha i miei soldi ed io una fregatura?
Qualche settimana fa ho comprato (comprato) Siberya 2 legalmente , da un sito con tutti i crismi. La schermata mi ha detto "pagamento registrato": non ho avuto né download del gioco, né la mail che doveva arrivarmi "entro pochi minuti". I contatti del sito sono una specie di giro dell'oca che non porta a nessun essere umano con cui parlare ed ovviamente nessuno risponde alle mie email di protesta. Forse facevo meglio a procurarmi il gioco per mezzo di canali "alternativi"...
Un saluto a tutti

Maurizio ha detto...

Solo una piccola precisazione: non ho mai detto che la pirateria sia "la soluzione", bensì che "non è il problema". Una differenza sostanziale. Per quanto sia illegale - e nessuno lo nega - non rappresenta un vero danno per i discografici (o almeno lo è in misura infinitamente minore di quanto vogliano far credere) proprio perché non è assolutamente vero che, se la pirateria venisse sgominata, la gente si butterebbe a comprare CD o ad affollare i cinema. E questo mi pare abbastanza palese.

Quasimodo ha detto...

Paolo, condivido al 100% quello che scrivi. Però ti sfugge una cosa: l'industria del film è pienamente consapevole del fatto che i pirati non sono un problema che si risolve bloccando il file sharing. Quelli che se la stanno facendo sotto perché non sanno come venirne fuori sono quelli dell'industria fonografica: il CD è morto, la musica fatta contando il numero di copie vendute è falsa. L'mp3 con le sue 'playlist' ha spazzato via il concetto di 'album'.
E qui i fonografici non sanno che pesci pigliare: gli artisti possono (anzi: devono) far ricorso alle esecuzioni dal vivo, gli ascoltatori si scambiano files mp3, e nel mezzo i fonografici stanno con il cerino in mano.
per cui le escogitano tutte: DRM, lucchetti, sistemi anticopia, formati proprietari, ecc.
Per cui secondo me, quelli che premono per un giro di vite sul file sharing non sono i produttori cinematografici, ma le case discografiche.
I film introvabili sono un esempio di 'sfruttamento preventivo' dei passaggi tv: se un film è un classico, lo puoi vendere (e troverai sempre acquirenti e pirati) oppure mettere in onda su canali dedicati (SkyCinemaClassic, Mediaset Premium, ecc) dove troverai sempre spettatori disposti a vederlo (e a pagarlo). Per cui ci sono film che, fino a quando ci saranno canali tv disponibili, non saranno posti in vendita.

JR ha detto...

questo è un signor articolo!

Rodri ha detto...

Interessante la versione dell'IFPI.

A questo punto rimane da verificare sul sito delle sentenze qual è la verità, dato che evidentemente qualcuno da pirlare c'è (o la stampa locale, o l'IFPI)...