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12 commenti

Fake news tramite comunicato stampa: ci cascano in tanti

Il gatto è bellissimo,
ma la notizia è falsa.
Nota: alcuni link sono intenzionalmente alterati aggiungendo “togliquesto-” all’indirizzo per non regalare clic a notizie errate e false.

Avete sentito la notizia del gattino Pilù, che avrebbe ereditato un milione e mezzo di euro? Ne hanno parlato molti giornali nazionali e locali (per esempio Repubblica).

E quella dell’eredità trovata in una cassetta di sicurezza a Lugano, in Svizzera, composta da quasi tre miliardi di lire italiane in banconote che però per la Banca d’Italia sono carta straccia? Questa ha avuto grande risonanza non solo in Italia (Il Giornale) ma anche, comprensibilmente, sulla stampa svizzera (per esempio Tio.ch e Rsi.ch).

C’è anche la notizia di un risarcimento di oltre 800 mila euro che il Ministero della Salute dovrà versare agli eredi di un uomo che contrasse l’epatite C in seguito a una trasfusione, diffusa da una nota agenzia di stampa (AGI) e pubblicata per esempio da La Stampa e Torino Oggi.

A prima vista queste notizie non hanno nulla in comune a parte un’ampia diffusione nei media, ma scavando un po’, come ha fatto il collega debunker David Puente qui, si scopre che tutte coinvolgono la stessa organizzazione, la Fondazione Italiana Risparmiatori, e sono soltanto alcune delle storie diffuse tramite comunicati stampa da questa fondazione. Storie che sono tutte inventate.

La Fondazione è una fabbrica di fake news che sfrutta la catena di fiducia che c’è nel giornalismo: se un giornalista riceve una notizia da un’agenzia di stampa, presume che sia corretta e verificata e quindi non la ricontrolla. A sua volta, l’agenzia di stampa presume che i comunicati stampa che riceve siano veritieri e raramente li verifica. E così i comunicati stampa falsi e inventati, come quelli di questa fantomatica Fondazione, arrivano sui giornali senza essere stati controllati.

In questo caso c’è anche una furberia aggiuntiva: queste notizie inventate non sono di importanza vitale, e quindi non attirano sospetti, e sono al tempo stesso curiose e interessanti, per cui sono altamente pubblicabili. Sono materiale ideale da offrire ai lettori: innocuo ma intrigante, ideale per fantasticarci sopra o per un commento al bar o sui social network. Ma restano comunque delle fake news.

Poco male, potreste pensare: se il gattino Pilù non esiste, non cambia la vita di nessuno. Ma in realtà i comunicati della sedicente Fondazione, che non risulta avere uno statuto, una partita IVA o un codice fiscale e dichiara sul proprio sito una sede milanese presso la quale però non c’è nessuna fondazione, rischiano di essere pubblicità gratuita per un’organizzazione che promette a chi si rivolge ai suoi servizi di poter ottenere improbabilissimi risarcimenti.

In cambio, si presume, di una parcella, come è già accaduto per un altro nome ricorrente nelle fake news propagate tramite comunicato stampa: quello di Giacinto Canzona, ex avvocato che si fece conoscere in questo modo e riuscì a farsi dare cento euro di anticipo da circa novecento vittime, attratte dal miraggio di poter recuperare le lire dai libretti di risparmio dormienti. Fate voi i conti di quanto gli ha fruttato questa promessa impossibile da mantenere.

Per i giornalisti è insomma il caso di segnarsi nomi come quello della Fondazione Italiana Risparmiatori, di Giacinto Canzona, e anche dell’agenzia Agitalia e di Alessandro Proto, altre conclamate fabbriche di notizie false: se compaiono in un comunicato stampa, è quasi sicuro che si tratta di fake news da cestinare per proteggere i lettori. Peccato per il gattino.


Fonti aggiuntive: Corriere della Sera.
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Commenti
Commenti (12)
Fulvio Fiano del Corriere della Sera fa una bella pubblicità a questa fantomatica fondazione proprio qui https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_aprile_17/roma-trova-3-miliardi-lire-banca-ma-non-puo-cambiarli-euro-d5ffac68-424d-11e8-9398-f8876b79369b.shtml

L'ho letto a suo tempo ma ho sentito qualcosa di falso quando dicevano ...so della possibilità di una transazione al 70% da lire a euro...cosa assolutamente non vera.
Canzona: un nome, una garanzia.

In ogni senso.
Come direbbe Cetto La qualunque: "Deve tirare un sacco, 'u gatto Pilu."
C'e' un racconto di Guareschi (giornalismo 1945-46) in cui sostanzialmente si parla di questo: di notizie leggere ma appetibili, inventate ma credibili che servono per rendere appetibile il giornale al lettore. Quindi cambia il nome ma la sostanza rimane la solita...
Io ricordo una coppia, padre e figlio, che alcuni decenni fa si inventarono una finta agenzia stampa per diffondere notizie improbabili per puro diletto. Raccontavano proprio come era facile raggirare i quotidiani.
"notizie leggere ma appetibili" ...curiosità, gossip.
Il passo alla falsa notizia è breve, cambia solo il mezzo.
Per la legge italiana, per ereditare devi essere un umano... a nessuno è venuto in mente che suonasse un po' strano?
Sarebbe magnifico se un giorno si arrivasse ad avere un regolamento che imponga la pubblicazione in prima pagina di un riquadro contenente l'avviso "Il giorno x abbiamo pubblicato l'articolo "Titolo articolo" che si è rivelato essere una solenne cazzata".
Il riquadro dovrà essere di dimensioni non inferiori a 1/5 della stessa pagina, senza motivi grafici di sfondo o altri trucchi capaci di diminuirne la leggibilità, con carattere tipografico di altezza e larghezza definiti.
La storia della eredità negata era già circolata a fine 2017 ed era stata già sbufalata da butac
http://www.butac.it/la-zia-lascia-un-miliardo-di-lire-per-bankitalia-e-carta-straccia/
(e i commenti segnarono una delle migliori prestazioni da AF del compianto Eu-derico
Piccolo aggiornamento: nel frattempo è spuntata la storiella la vecchietta che ha lasciato 3 mln di euro in eredità a Berlusconi e ci sono cascati in tanti...indovinate un po'?!
http://www.butac.it/andate-a-fare-in-culo-voi-e-le-eredita-da-3-milioni/
https://www.davidpuente.it/blog/2018/05/20/rainews-ha-verificato-la-storia-di-silvio-berlusconi-che-eredita-3-milioni-di-euro-ma-mi-faccia-il-piacere/
a proposito di fake news linko un'immagine di cui ho fatto lo screenshot da Facebook:
https://screenshots.firefox.com/UdRxFQTOhFyYkzYs/www.facebook.com

è un articolo del Fatto quotidiano il cui titolo è "L’Aquila, “88enne muore e lascia 3 milioni di euro in eredità a Berlusconi”. Ma è una fake news"
Ma nel link visibile su FB, magicamente la parte "Ma è una fake news" scompare.

Nell'articolo, che evidentemente dev'essere stato corretto successivamente, in calce ci si scusa per aver erroneamente diffuso una notizia errata.
Ma, non so quanto involontariamente, su FB resta visibile quello che, presumo sia il vecchio titolo.