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2018/05/18

Viviamo nel futuro (a volte): il campanello smart incontra l’auto smart

Se mi seguite da qualche tempo sapete che sono sempre molto perplesso sull’utilità e sulla sicurezza degli oggetti digitali interconnessi via Internet, quelli che compongono la cosiddetta Internet delle Cose, però devo ammettere che quando la tecnologia di questi campanelli digitali funziona, permette cose prima impensabili.

Sta spopolando, per esempio, il video in cui Ryan Ross, proprietario di un campanello della Ring nel Regno Unito, specificamente a Londra, risolve in modo geniale la classica situazione del fattorino che immancabilmente arriva a consegnarci un pacco quando non siamo in casa. Anche Ryan Ross è lontano da casa, ma riesce a parlare con il fattorino e a vederlo via Internet, attraverso la telecamera del campanello “smart”.

Ryan spiega al fattorino di Amazon cosa fare per consegnargli il pacco senza lasciarlo incustodito: metterlo nel bagagliaio della sua auto. Che però è chiusa a chiave.

Nessun problema, dice Ryan: la apro io via Internet.

Il fattorino è già perplesso per il fatto di parlare tramite citofono con qualcuno che non è in casa, e gli chiede se è sicuro di poterlo fare. Ryan dice di sì, perché ha un’auto elettrica Tesla, che è una di quelle che si possono gestire via Internet tramite un’app, e così sblocca da lontano il bagagliaio.

Il fattorino, che a questo punto è ancora più sorpreso di vedere che l’auto davvero si apre da sola, mette il pacco nel bagagliaio, che poi Ryan richiude a chiave, sempre tramite l’app sullo smartphone, mentre tiene sotto controllo video la situazione grazie al campanello, in modo da non chiudere il bagagliaio per esempio in testa al sempre più incantato fattorino.



Il video ha già avuto cinquantamila di visualizzazioni ed è una bella dimostrazione dei vantaggi dell’Internet delle Cose. Perlomeno quando queste cose digitali sono progettate bene, installate meglio e gestite in modo intelligente e creativo.

22 commenti:

Scatola Grande ha detto...

Nel messaggio su twitter si parla di firma ma mi sembra che questo passaggio sia stato ignorato.

Kersal ha detto...

Adesso i portieri scenderanno in piazza....

ebonsi ha detto...

Sí, ma (modalità solitobastiancontrario ON):

lo stesso tweet del tizio dice che "the parcel needs a signature", cioè il fattorino non avrebbe dovuto consegnare il pacco se non dopo la firma di una ricevuta. Questo invece non è ovviamente avvenuto, e quindi tutta la faccenda si è svolta in aperta violazione delle regole: il fattorino ha commesso (è stato indotto a commettere) una grave scorrettezza, e avrebbe allo stesso modo potuto semplicemente lasciare il pacco sui gradini d'ingresso. Anche perché: come può, il fattorino, avere la certezza di stare davvero parlando con il destinatario del pacco, e che la vettura sia davvero la sua?

Heavymachinegun ha detto...

Non ho capito come se la sbrigano con la firma per la conferma di consegna. Fanno da remoto anche quella? Il fattorino come può provare di aver effettivamente consegnato il pacco?

Michele/ENERGIA ha detto...

1: non ho una testla ma anche la mia auto si apre da remoto. Non è che quello che fa tesla sia "oh miracolo!"
2: oramai i pacchi me li faccio consegnare alla posta. Prenoto con l'app, l'orario e in 5 minuti ho il pacco
3: questo tizio va in ufficio con i mezzi pubblici? Bene, anche io. Ma se era fuori con l'auto? Il pacco dove se lo faceva infilare? :-)

Scusate l'ultimo commento un po' spinto ma questa notizia è ridicola.

Grip ha detto...

Beh....dunque, 70 K€ per la tesla (model S suppongo) più circa 100€ per il campanello...non c'è che dire tecnologia all'avanguardia economica e alla portata di tutti! Diciamo che con più di 70.000 euro a disposizione qualche idea carina ce la faremmo venire un pò tutti.

contekofflo ha detto...

Mmmmmmm l'idea che la mia macchina sia apribile via web... non so ma non mi lascia tranquillo :-D
Mi tengo la cara vecchia Punto con la chiave fisica da girare nella serratura! ;-)

UniPaul ha detto...

Il vero ostacolo alla diffusione di tali tecnologie è l'attuale necessità di firmare ancora di persona l'avvenuta consegna. Alcune soluzioni (es. Digi-ID) sono citate nel tweet che hai linkato, ma finché non saranno applicate a tappeto dai vari corrieri, saremo sempre fermi al nonno che resta a casa in agguato. Qui da me funziona ancora così. :-(

Berto ha detto...

...uhm... se io son fuori casa di solito uso l'auto... quindi - almeno nel mio caso - l'utilità è abbastanza relativa.

Però potrei dire al fattorino di cercare il gatto in giardino e di consegnare il pacco a lui!
(idea)

Sbronzo di Riace ha detto...

Fascinating Fascinating Fascinating direbbe qualcuno ahaha

ma il buon vecchio metodo di farsi consegnare pacchi in orari in cui si è in casa o ad una persona di fiducia funziona altrettanto bene

e poi perchè togliere la possibilità ad un cane di mordere le gambe del postino o del fattorino?

Urgentissimo! ha detto...

Sono sdegnato!

Ma come? Ha una Tesla... e la lascia a casa?

Unknown ha detto...

ah, le Tesla sono anche in grado di firmare la ricevuta di consegna ai fattorini? :)

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

Pure la mia UNO è smart, anche senza connessione e ha persino un suo carattere: non le piace tenere aperto il portellone posteriore.
Infatti non appena si toglie la mano da esso, lei lo richiude istantaneamente...

Fabio Galletti ha detto...

#Sbronzo di Riace.
È in arrivo il drone mandibola di cane comandato via app, tranquillo.

Poi, si, bello.
Con tutti i punti interrogativi sulla "imperforabilità" che pone l'apertura di qualcosa via internet (come le idee di Amazon di avere le chiavi di casa virtuali del cliente)

Mars4ever ha detto...

Sicuramente conoscerete tutti la vecchia barzelletta delle penne e matite nello spazio di americani e russi. Io in questo caso rispondo che mi faccio sempre spedire i pacchi in ufficio!

martinobri ha detto...

>conoscerete tutti la vecchia barzelletta delle penne e matite nello spazio di americani e russi.

No.

Claudio (l'altro) ha detto...

1) Ho già quasi decapitato un parente col bagagliaio di un'auto per niente smart, ma almeno ero lì a soccorrerlo. Se l'auto smart decidesse di impazzire e masticare il fattorino, troverei il cadavere solo al mio ritorno a casa. Considerando che i software nel PC, le app del furbofonino e svariati apparecchi al lavoro ogni tanto fanno di testa loro, preferirei evitare la scena.

2) Spero che tra serrature smart, spioncini smart e bagagliai smart, stavolta abbiano curato la sicurezza altrimenti è la cuccagna del primo malintenzionato digitale (e ci lamentiamo degli "assistenti personali" o delle TV smart).

3) Quando è che Boston Dynamics rilascia il video del robo-cane che rincorre il robo-fattorino che sta mettendo qualcosa nel bagagliaio dell'auto smart?

4) Sono malato io o solo a me vengono in mente un paio di trame per brutti film (o peggio, puntate di fiction poliziesche) in cui la cosa viene sfruttata in maniera innovativa per delitti perfetti, per recapitare robe losche o per intercettare spedizioni di cose scottanti?

Scatola Grande ha detto...

@martinobri,
la storia della matita e della penna dovrebbe risalire alla missione congiunta Apollo-Soyuz dove un astronauta americano fa vedere a quello russo la penna ad inchiostro ad alta tecnologia per funzionare a gravità zero ( che poi non sarebbe gravità zero ma semplifico così) al che il russo gli mostra la matita.

Michele/ENERGIA ha detto...

La storia della penna e della matita è una bufala. Anche perché, usare la matita crea grossi problemi. Anche i russi oramai usano la penna http://www.butac.it/le-matite-dei-cosmonauti/

Il Lupo della Luna ha detto...

I russi si accorsero del problema della grafite a proprie spese infatti, smettendo di usarle

Claudio (l'altro) ha detto...

I russi hanno sempre usato penne a sfera (ma magari fanno altre barzellette sugli americani):
http://www.esa.int/esl/ESA_in_your_country/Spain/Pedro_Duque_s_diary_from_space

"my Soyuz instructor [...] told me the Russians have always used ballpoint pens in space."

ST ha detto...

Ot ma rimanenelconcetto "viviamo nel futuro".
La jaxa (agenzia spaziale giapponese) ha mandato sulla iss Kibo, un drone con telecamere per effettuare riprese mobili da remoto.... E assomiglia molto al tobot palla di gundam. A parte quello ha un aspetto molto simpatico.