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Se tutta Italia usasse auto elettriche, quanta energia servirebbe? Proviamo a calcolare

Ultimo aggiornamento: 2018/05/05 7.50.

Una delle obiezioni più frequenti all’introduzione delle automobili elettriche è che se le usassero tutti richiederebbero una quantità insostenibile di energia elettrica per caricarle. Ma è vero?

Vorrei proporvi di ragionarci sopra insieme, mettendo insieme i dati per il caso dell’Italia e facendo due conti almeno spannometrici per vedere cosa salta fuori. Non ho pretese di precisione assoluta: è giusto per capire l’ordine di grandezza. Quante centrali elettriche in più servirebbero? Cinque, dieci, cento, mille, nessuna?

Servono sicuramente alcuni dati fondamentali:

  1. Quante automobili ci sono in Italia?
  2. Quanta strada percorrono?
  3. Quanta energia elettrica servirebbe per far fare la stessa strada usando auto elettriche?
  4. Rispetto ai consumi elettrici italiani, quest’energia necessaria che percentuale è?

Tre altre domande aggiuntive interessanti da porsi:

  1. Quanto peserebbero i picchi di consumo, se tutti mettessero la propria auto sotto carica la sera?
  2. Quanta superficie fotovoltaica servirebbe?
  3. Quanto tempo servirebbe al ricambio dell’intero parco auto italiano?

Alcune fonti probabilmente utili per ragionare anche su altri aspetti, come la composizione e l’età del parco circolante, sono nei rapporti ACI-Censis e nel documento Consumi di energia nel settore Trasporti (Gse.it).

L'idea per questo articolo nasce da questo tweet, che mostra una presentazione di Enel X a un corso di formazione per giornalisti, nella quale si afferma che se in Italia ci fossero 37 milioni di auto elettriche Tesla Model S (0,18 kWh/km) con un chilometraggio medio di 12.000 km/anno, i consumi derivanti dalle loro ricariche sarebbero 80 TWh (presumo annui) mentre le energie rinnovabili in Italia nel 2015 ammontavano a 110 TWh, ossia circa il 35% del consumo totale:





Ringrazio @mikemoevolution per gli spunti e i dati iniziali che ha raccolto: se avete dati più precisi o aggiornati o correzioni da proporre a questo ragionamento sommario, segnalatemeli nei commenti. Questo articolo è solo un punto di partenza per ragionare sull’argomento.


1. Quante automobili ci sono in Italia?


C’è un notevole disaccordo fra le fonti specialistiche: il dato varia da 37 a 44 milioni di auto (esclusi camion, autobus, moto e altri veicoli).
  • Secondo i dati ACI sul parco veicolare al 31 dicembre 2016 riportati da Comuni-italiani.it, le auto erano circa 38 milioni (37.857.238) nel 2016. Il link riporta anche dati molto interessanti sul numero di motocicli, trasporti merci, autobus e altri veicoli.
  • Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato come open data il parco circolante dei veicoli su strada in Italia aggiornato al 25 febbraio 2017, che conta circa 44 milioni di automobili (44.353.086). Il dato non include camion, autobus e altri veicoli.
  • Secondo i dati dell’UNRAE pubblicati da ANSA il 5/5/2018, al 31/12/2017 c’erano in Italia 37,1 milioni (37.160.000) di autovetture.


2. Quanta strada percorrono?


Facile.it parla di 11.200 km/anno di media (dati 2016), ossia 31 km/giorno. Quotidiano.net segnala, sulla base dei dati di Facile.it, anche le differenze regionali. Segugio.it parla di 15.000 km/anno (dati 2015), ossia 41 km/giorno, e di 11.000 km/anno (dati 2016). Ma questi sono i chilometri per automobilista, non i chilometri per auto, e quindi fare una semplice moltiplicazione potrebbe introdurre un errore significativo (per esempio, un automobilista che ha due auto dividerà i suoi km/anno sulle due auto; però esistono anche automobilisti, per esempio marito e moglie, che condividono la stessa auto).


3. Quanta energia elettrica servirebbe per far fare la stessa strada usando auto elettriche?


Prendiamo per esempio un’auto elettrica di dimensioni medie, la nuova Nissan LEAF, che ha una batteria da 40 kWh e un’autonomia di 270 km in ciclo combinato (415 km in ciclo urbano) secondo lo standard WLTP (dati Nissan).

Supponiamo, per spannometria, che i km/auto coincidano con i km/automobilista e prendiamo i casi peggiori (chilometraggio massimo e autonomia minima): per fare 11.000 km/anno, una LEAF avrebbe bisogno di 11.000/270 = 40,7 ricariche da 40 kWh, pari a 1.629 kWh/anno.

Supponiamo il caso peggiore, ossia che le auto siano 44 milioni e abbiano tutte grosso modo questo consumo elettrico: per farle andare servirebbero 71.7 TWh/anno.


4. Rispetto ai consumi elettrici italiani, quest’energia necessaria che percentuale è?


Il consumo elettrico annuo dell’Italia ammonta a circa 295 TWh (Terna 2016; da non confondere con il fabbisogno, che è pari a 314 TWh). Circa un terzo proviene da fonti rinnovabili (107 TWh, ARERA 2016). La percentuale è quindi il 24.3%.


5. Quanto peserebbero i picchi di consumo, se tutti mettessero la propria auto sotto carica la sera?


La domanda è probabilmente mal posta, perché molte auto sono parcheggiate da qualche parte per lunghi periodi anche di giorno, per cui potrebbero essere messe sotto carica anche durante il giorno. Inoltre le auto di solito passano gran parte del proprio tempo ferme da qualche parte (per strada, nei parcheggi, in garage), per cui una rete di ricarica lenta ma capillare permetterebbe di contenere i picchi. Ma se qualcuno vuole cimentarsi nei calcoli, questo spazio è a sua disposizione.


6. Quanta superficie fotovoltaica servirebbe?


Secondo questi calcoli australiani, i cui parametri sono paragonabili a quelli italiani, servirebbero circa 12 metri quadri di pannelli per ogni auto. Altre info sono qui.

Per 44 milioni di auto servirebbero circa 528 milioni di metri quadri, ossia 528 kmq, pari a un seicentesimo della superficie dell’Italia (301.340 kmq) o alla superficie del comune di Monreale, in Sicilia (che cito solo perché è quella che più si avvicina al valore di 528 kmq).

Tuttavia un esperimento informale di Bjørn Nyland (video) sembra indicare che è necessaria una superficie ben più ampia, visto che con 9 mq riesce a generare circa 1,3 kW nel caso migliore.

Sto naturalmente tralasciando dispersioni e variazioni d’insolazione per latitudine e stagione e per semplicità non ho considerato la possibilità di impianti eolici, particolarmente in mare. Questo conticino serve giusto per capire se si tratterebbe di ricoprire di pannelli la Lombardia intera o no.

Se avete calcoli migliori, segnalatemeli.


7. Quanto tempo servirebbe al ricambio dell’intero parco auto italiano?


Secondo i dati ACI, le nuove immatricolazioni (o iscrizioni) nel 2017 sono state poco meno di due milioni (1.994.407), mentre le disimmatricolazioni (radiazioni) sono state circa 1,5 milioni (1.414.635). Ipotizzando che il parco auto non aumenti rispetto ai 44 milioni di unità attuali e che questi andamenti si mantengano, per sostituire l’intero parco auto italiano servirebbero spannometricamente dai 22 ai 29 anni.


Ho sicuramente introdotto molte approssimazioni e semplificazioni. I commenti sono a vostra disposizione per migliorare questi conticini veloci.



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Commenti (128)
Credo che i problemi principali siano legati all'adeguamento della rete elettrica. Nonostante ciascuno abbia un contatore con una potenza massima di 3 o 4 kw, la rete elettrica è molto distante dalla capacità necessaria ad assorbire quei consumi massimi. Pensate a cosa succede in estate, quando tutti per un mese o due massimizzano il proprio consumo per climatizzare case ed uffici. Gli stessi pannelli solari sarebbero una soluzione soltanto se posti esattamente dove sono i consumi. Avere i pannelli solari a chilometri di distanza richiederebbe comunque un potenziamento della rete.

Questo è maggiormente evidente se si considera che i luoghi di maggior densità di automobili (le città!) sono anche quelli nei quali è più complicato se non impossibile raggiungere un'alta densità di pannelli solari. Adeguare la rete è un'esigenza pressante.

Ed in tutto questo non stiamo considerando le esigenze del trasporto merci su gomma. Le aziende di trasporto non possono lasciare i mezzi fermi per 8 ore a caricare, per loro i supercharger saranno indispensabili. purtroppo per "Supercaricare" un camion in mezzora le potenze necessarie superano abbondantemente il Megawatt!
Come calcolo spannometrico, da abbastanza un'idea chiara.

Aggiungiamo: posto che le auto elettriche fossero 44 milioni, ci sarebbe un mercato enorme per piantare colonnine ovunque - e anche sistemi più smartgrid, tipo pendolare dell'hinterland parcheggia a Rho alle 7 e torna alle 6, in queste 11 ore deve ricaricare i 20 km consumati da casa.
Carica lentissima per molti.
Visto che l'obiettivo di questo post è quello di valutare la fattibilità di alimentare il 100% delle auto con energia prodotta da pannelli fotovoltaici, sarebbe utile considerare anche quale dovrebbe essere la capacità di accumulo necessaria per provvedere alle ricariche serali e notturne. Si potrebbe partire dall'ipotesi più semplice ovvero con le ricariche distribuite uniformemente nell'arco delle 24 ore. In questo caso, due terzi circa delle ricariche avverrebbero quando il fotovoltaico ha smesso di produrre.
Andrebbe poi valutato se il sistema è sostenibile anche in tutti i periodi dell'anno: la potenza fotovoltaica installata dovrebbe essere in grado di alimentare le automobili anche nel periodo invernale, quando l'efficienza degli impianti è molto più bassa rispetto all'estate a causa della ridotta insolazione e della maggiore inclinazione dei raggi solari.

Il calcolo di 528 kmq tiene conto di questo, oppure è basato sulla media annuale di produzione? I valori mediati su un anno,trascurando la variabilità giorno/notte ed estate/inverno,nascondono molte magagne.
Calcolo interessante, ma potrebbe esserci un errore di metodo che sottostima il risultato: il trasporto su gomma (camion, autobus, ecc.) è stato considerato in quella "media di chilometri per automobilista"? O stiamo facendo i conti solo sul trasporto privato?

Non ho dati alla mano, ma si può argomentare che un camion in servizio faccia molti più chilometri di un uso privato (e con un consumo energetico per km molto più alto).

Il discorso merita molta attenzione, come sempre grazie a Paolo Attivissimo per rendere onore al suo cognome. :)
Beh, +30% da parte dell'infrastruttura elettrica si può fare, ma non domattina; servono investimenti enormi e tempi lunghi (e molte, molte complicazioni e problemi ancora nemmeno sospettati).

La questione spazio è fondamentale: 528kmq (che diventeranno comodamente 7-800 kmq almeno per via delle inevitabili dispersioni) non sono pochi, non possono essere tutti nello stesso luogo, non saranno tutti da energia solare e nessuno li vorrà sul proprio territorio (NIMBY).

C'è tanto, tanto, tanto da lavorare.
Bella iniziativa.

Come già fatto notare da Pierluigi Totaro, un problema è che comunque il picco di ricarica tenderebbe ad essere di notte, quando gli impianti PV sono inservibili. A meno che la diffusione di colonnine non diventi tale da permettere la ricarica ovunque durante il giorno.

Nessuno mi ha convinto ancora che questo non sia un problema difficile se si impiega il fotovoltaico. Ho considerato la possibilità di mandare un grosso impianto (l'osservatorio che dirigo in Cile) a solare, un progetto svolto in collaborazione con aziende come ENEL GP e Engie, e mi sono reso presto conto che il problema non è per nulla di facile soluzione. Il costo delle batterie necessario (che vanno ricaricate durante il giorno, aumentando la capacità produttiva, e includendo le perdite) è immenso. Inoltre 10 giorni di cielo coperto mandano a quel paese qualsiasi valutazione economica se non esiste un sistema di backup.

Inoltre, i km percorsi potrebbero aumentare di colpo se i veicoli fossero tutti elettrici e SE il costo dell'energia rimanesse uguale (cosa di cui ho seri dubbi).

Ultima nota, tendi a sottovalutare l'importanza dell'eolico, che in certe aree è invece importante quanto il PV. Probabilmente lo fai scientemente per semplificare, ma resta comunque una sottovalutazione, in quanto tutto il discorso andrebbe ripetuto sostituendo l'eolico al PV.

Qui in Cile, un paese che si sta riconvertendo a rinnovabili, PV ed eolico hanno più o meno la stessa importanza, con la differenza che l'uno può funzionare anche di notte, compensando i limiti reciproci.
Manca il consumo derivato dall'uso del climatizzatore dell'auto. E non ditemi che in Italia si può non usarlo
@pgc

SE il costo dell'energia rimanesse uguale (cosa di cui ho seri dubbi)

Capisco e condivido il dubbio scientifico, ma penso che su questo abbiamo quasi delle certezze: il costo dell'energia aumenterebbe sicuramente, anche solo per compensare le mancate accise da carburanti fossili. Anzi, il rischio è che aumenti anche l'energia necessaria per il frigorifero, il computer, l'illuminazione e il condizionamento delle abitazioni.
Una cosa sulla pannellizzazione delle città. Io credo siano il posto ideale dove massimizzare il fotovoltaico in quanto non si andrebbe a togliere terreno per produrre energia e ad aumentare i costi in strutture da terra. I tetti delle città andrebbero benissimo, con il plus di avere un insieme di piccoli impianti autogestiti il che implica una ottimizzazione delle prestazioni e della manutenzione. Ogni inquilino dello stabile avrebbe interesse che il "proprio" impianto funzioni a dovere e lo manterrebbe in efficienza.
Calcoli interessanti, danno l'idea dei numeri in gioco
In pratica si dovrebbe aumentare la produzione annua di energia elettrica di circa il 30%. Non così immediato, ma ugualmente le auto elettriche si diffonderebbero poco alla volta.
Ciao

Diciamo che il post ha il merito di inquadrare l’ordine di grandezza dell’energia necessaria a tenerci in movimento allo stato attuale delle cose.
Si può anche essere praticamente certi della sorgente di tale energia che non può che essere solare (la fusione è ancora un sogno lontano).
Andare oltre è estremamente delicato e richiederebbe una sfera di cristallo che ci manca.

Il mondo e la tecnologia sta cambiando a velocità vertiginose, se nel frattempo non saltiamo per aria ne vedremo delle belle, siamo nel bel mezzo di una transizione epocale.
Le auto supermoderne che vediamo oggi fra pochi anni saranno solo dei cimeli storici, non conviene quindi affezionarsi alle tecnologie disponibili attualmente.

Comunque, paradossalmente, il problema non è di tipo energetico ma di approvvigionamento delle materie prime necessarie alla transizione. Rame, Litio, Terre Rare etc. non sono sufficienti ad un mondo a trazione elettrica. Bisognerà inventarsi qualcosa di nuovo.


Ciao Ciao, Moreno
Quindi sia per quanto riguarda le auto elettriche che le energie pulite il problema è nelle batterie.
Si potrebbe accumulare energia dalla rete direttamente a casa, si perde in efficienza ma si potrebbe assorbire dalla rete lentamente durante tutto il giorno per ricaricare le auto velocemente da batteria a batteria riducendo il carico di picco sulla rete.
Oppure scambiare le batterie, averne due in modo da ricaricare "l'altra batteria" durante il giorno. L'auto potrebbe avere la possibilità di montare entrambe le batterie per aumentare la portata solo quando necessario e viaggiare leggera con una sola batteria nel quotidiano.
I centri storici di villaggi e città sono un problema addizionale, Stupidocane, alla pannellizzazione delle città in Italia. Si può dire quello che si vuole, creerebbero un danno paesaggistico notevole ad un paese come il nostro. Inoltre bisogna considerare che dove vi sono palazzi a molti piani, come le periferie delle nostre città (ma anche come in alcuni centri storici, come i quartieri umbertini romani), la superficie disponibile va condivisa con un gran numero di utenti.

E' interessante che uno dei paesi a maggiore diffusione di veicoli elettrici è la Norvegia dove, non a caso, rinnovabile significa idroelettrico (intorno al 95% se ho capito bene), una fonte disponibile 24/7 al contrario di eolico e solare.
Aggiungerei un ulteriore domanda, quanto petrolio si consuma sulle auto a combustione , e quando si userebbe per produrre l'energia elettrica necessaria per far funzionare le auto? basterebbe fare petrolio consumato delle centrali elettriche diviso l'energia prodotta.
Pgc,

Ovvio che non si può mettere dei pannelli se si vive all'ombra di un grattacielo, ma sul grattacielo si può. Il mio ed un discorso di ottimizzazione del territorio. Visto che quella porzione è occupata da una casa, tanto vale utilizzare il tetto per i pannelli. Se possibile.
Stu: "Ovvio che non si può mettere dei pannelli se si vive all'ombra di un grattacielo, ma sul grattacielo si può."

Certamente, ma quell'area andrebbe divisa tra tantissimi utenti nel caso di un grattacielo, quindi sarebbe una briciola rispetto al fabbisogno reale. A meno che non si impieghino le pareti, ma in tal caso difficilmente si potrebbero inclinare per ottimizzare l'energia prodotta, con un aumento notevole dei costi.

Diverso il caso di una casa ad un piano (situazione tipica di molte periferie moderne di cittadine italiane di provincia).
Davvero basterebbe un pannello di 12 mq? Questo e' ionteressante. Sto pensando a casa di mio padre che ha un garage direttamente sotto il sole. Non so esattamente le dimensioni del garage ma supponiamo che sia 3x5 m ossia 15mq (e' un po' piu' grosso ma va bene). Di fatto mio padre potrebbe caricare l'auto elettrica solo mettendola in garage. Certo, di giorno e al sole pero' e' un dato interessante. E questo non varrebbe quando va al mare perche' ha un garage sotterraneo. E comunque se con un po' di investimento si potessero coprire la maggior parte del parcheggi (esempio, dei supermercati) con pannelli solari si avrebbe una buona produzione e un risparmio: d'estate il sole invece di scaldare le auto parcheggiate mentre fai la spesa producono energia elettrica per ricaricarle e per il supermercato stesso. Secondo me la produzione distribuita e' la chiave delle rinnovabili.
Poi ricordo che non tutti fanno benzina insieme , così come non tutto le auto elettriche hanno il posto con la colonnina . È vero che ci sono persone che fanno 50.000 km/anno e alcuni che ne fanno 500 km/anno
Non mi sono spiegato bene:

Parlo di gestire il suolo già occupato da case senza dover togliere altro territorio all'ambiente.
"Una delle obiezioni più frequenti"
L'articolo è buono: anche se fortemente spannometrico da un idea delle dimensioni;
Ma la domanda è assolutamente idiota.

Per sostituire anche solo la metà dell'attuale parco auto ci vorranno decenni!
Non siamo neppure all'1%...
Se vogliamo fare ragionamenti concreti potremmo chiederci come gestire il 10%...
In generale i conti per quanto approssimati sono corretti secondo me, ma ci si o alcuni dettagli.
La rete di distribuzione a bassa tensione in Italia fa schifo nella maggior parte del territorio.
Ad oggi che io sappia una linea a 15kV porta 2MW il che vuol dire che ci sarebbe un proliferare di linee enorme d'accordo potrebbero essere sotterranee in molti posti ma nelle zone poco urbanizzate sarebbero aeree e sarebbe un problema per via degli spazi necessari e delle cabine secondo darie.
Un vantaggio le cabine vanno telecontrollate in qualche maniera quindi porterebbero una aumento delle infrastrutture di rete (Fixed wireless, fibra ottica) che potrebbero essere utilizzate anche dai provider per diffondere internet ;)
Purtroppo però aumenterebbero per forza i costi.
Per il resto il problema non sono i consumi sono la richiesta di energia di picco in Italia si gestiscono picchi poco sotto i 60 GW se si superasse questi picchi avremmo uno stupendo blackout in stile 2003.
se i calcoli tuoi sono esatti per produrre quell'energia servirebbero circa 80 centrali nucleari. Mica stiamo negli Usa. Ce li dai tu i soldi per costruire tutte ste centrali?
Tanto per aggiungere altra carne al fuoco, 44.000.000 di Nissan Leaf costano circa 1.500 miliardi di euro, più della totale ricchezza degli italiani (che non avrebbero i soldi per pagare le bollette) e porterebbero circa 260 miliardi di IVA nelle casse dello stato, non credo che i nostri politici riuscirebbero a sopravvivere ad una tale ondata di denaro da sperperare .
Inoltre 44.000.000 di auto che nessun rottamatore vorrà dove le mettiamo? I parcheggi sarebbero già pieni di 44.000.000 di Nissan Leaf (che impiegherebbe oltre 10 anni a produrle) e i 44.000.000 di "auto non rottamabili" occuperebbero un quarto di tutte le strade italiane.
Un posto auto ha dimensioni di 5m x 2,4m = 12mq. Proprio preciso per la quantità di pannelli necessari per ka ricarica. Ovviamente questo valore cambia spostandosi dal nord al sud Italia.
Solo un rapido commento all'articolo molto interessante, riguardo il punto due.

Come dici tu, considerare il numero di kilometri per automobilista potrebbe sovrastimare i kilometri per automobile perché una persona potrebbe avere due auto. Ma è vero anche il contrario: io e mia moglie siamo due automobilisti ma abbiamo un'auto sola. Sinceramente non so se giudicare quindi se la tua stima sia per eccesso o per difetto.

Come ulteriore dato (anche se "indiziario") potresti considerare il numero di patenti attive in Italia (38.7 M, dato 2016). Si potrebbe immaginare che la media di un'auto per automobilista sia quindi realistica.

Riguardo al discorso "picchi", immagino delle situazioni critiche per la rete nella fascia 8-10 (arrivo al lavoro) e 17.30-19.30 (arrivo a casa), più ovviamente la notte per la mancanza dell'apporto del fotovoltaico.
Io sono sempre perplesso dalla prospettiva di utilizzare batterie di accumulo. La trovo una complessità inutile in più.
Escludendo casi particolari, io considero l'intera rete elettrica come una "batteria" da caricare/vendere o scaricare/comprare al bisogno. Una batteria di accumulo va a crearmi un ennesimo passaggio tra produzione e consumo che va ad abbassare l'efficienza totale. Altro discorso se invece si parla di batterie da autotrazione obsolete (quando ci saranno): allora in quel caso tanto vale riutilizzare la batteria per prolungarne la vita utile.

A livello nazionale (e continentale) abbiamo già un sistema di batterie gravitazionale: l'accumulo idroelettrico. Quali siano i suoi limiti lo ignoro, però già c'è e viene sfruttato sia per il nucleare comprato dall'estero sia per i picchi del FV.
I dati sui pannelli solari sono molto irrealistici con 12mq si arriverà massimo a 1-1,5 kw di picco...70 TWh annuì sono circa 191 GWh giornalieri, se ipotizziamo di avere per 8 ore, 1kw di potenza irradiante. Sono 191 Gw giornalieri che diventano circa 25 Gw giornalieri. Per produrre 1kw hai bisogno di 10 mq circa. Diventano quindi 25 mila kmq. Non tenendo conto di tutti i problemi delle fonti rinnovabili anche già elencati.
Per mia curiosità ho provato un approccio alternativo per calcolare il consumo energetico da autotrazione: considerare il consumo attuale di combustibili fossili. Usando dei dati che si trovano in giro, esempio qui http://dgsaie.mise.gov.it/dgerm/consumipetroliferi.asp
si può vedere che nel mese di febbraio 2018 sono stati consumati (in migliaia di tonnellate)
521 Benzina
1760 Gasolio
121 GPL
Alla tabella manca il metano, ed il Gasolio (come si può vedere) è fortemente influenzato dal dato del consumo da logistica.
considerando comunque i tre valori ed usando dei rendimenti tipici dei tre motori viene fuori che a febbraio sono stati usati circa 9 TWh totali di energia "netta".
considerando un rendimento della macchina elettrica del 90%, si traduce in 10 TWh equivalenti se tutto il sistema autotrazione passasse all'elettrico (compresi i camion).
Per entrambi i mondi (combustibile fossile e consumo elettrico) non sono considerate le perdite di sistema (raffinerie, distribuzione, produzione, trasporto etc) ... facciamo finta che si bilancino ma in realtà un sistema elettrico distribuito è molto più efficiente.

Il totale viene circa sui 130 TWh annui ... ma appunto considerando i KM del trasporto logistico su gomma (meno mezzi rispetto alle automobili ma molti più Km percorsi da ogni automezzo) e quindi a spanne mi sembra che torni il totale rispetto ai 71.7 calcolati da te.



se davvero l'energia elettrica è pulita, ecologica, economica, efficiente, disponibile in quantità, per quale ragione si sta dando grande priorità alle auto elettriche mentre non si sente nessuno che pensa di convertire gli impianti di riscaldamento delle case in elettrico? tra l'altro la cosa avrebbe il discreto vantaggio che non ci sono batterie di mezzo...

forse che l'auto è uno status symbol?
Se non sbaglio Elsa consuma con la carica lenta 6 kW se tutti i 44 milioni di veicoli venissero messi in carica contemporaneamente con la carica lenta ci vorrebbe un picco di 284 GW. Se si usasse una ipotetica carica a 50 kW ci vorrebbero 2,2 TW. se tutti avessero la carica iperveloce Tesla che mi pare sia 150 kW sarebbero necessari 6,6 TW al momento il sistema elettrico Italiano può contare su un po' più di 60 GW pronti una ventina in manutenzione conservativa e alcuni altri in centrali ferme pronte alla dismissione.
Direi che non basterebbe.
si potrebbe caricare 3-4 milioni di auto contemporaneamente fuori dagli orari di punta e non d'estate, in pratica andrebbero designati dei turni e ristrutturato tutto il sistema elettrico italiano.
Avevo stimato anch'io quanta energia elettrica sarebbe necessaria per passare totalmente all'elettrico ma partendo da un'approccio diverso (sempre dati 2016), fra l'altro citandoti come ispiratore del mio post di un'anno fa. Ho tentato di calcolare quanta energia è stata trasmessa alle ruote partendo dai consumi nazionali di gasolio benzina e gpl e quindi ho trasformato tutto in grandezze elettriche tenendo conto dei diversi rendimenti: http://ravennapensa.blogspot.it/2017/08/
Nella mia stima saltava fuori una percentuale pari al 32-33% (calcoli molto approssimati). Il mio conteggio però include tutti i combustibili usati per i trasporti, cioè tutto quello uscito dai distributori e finiti nei serbatoi, quindi anche per i camion e mezzi commerciali. Confrontando con il tuo 24% delle sole auto dire che entrambe le stime siano abbastanza verosimili, se non altro per l'ordine di grandezza.
@dario Zanatte:
con l'abbandono della produzione idorlettrica che si è verificata a partire dal post Vajont in bacini non sono abbastanza per accumulare abbastanza energia.
Andrebbero create nuove centrali, canali, condotte perchè il picco dell'idroelettrico non è sufficiente e con la mentalità italiana avremmo un sacco di gente che protesta...
dopo i NO TAV , NO TAP avremmo pure i NO DIGA, CANALE,CENTRALE, CONDOTTA
Ovviamente Paolo non considera che oltre l'80% della popolazione NON ha un garage in cui potere ricaricare l'auto. Quindi dovrebbe farlo DI GIORNO alle pompe di benzina. Per spiegarmi meglio: se abito al 7°piano e la mia auto è semplicemente parcheggiata su strada o in un parcheggio a pagamento (con altre 100auto) è diffcile che riesca a caricare di notte.
Vorrei fare giusto qualche considerazione, senza calcoli, più pratica e realistica, anche, se vogliamo, antipatica. :)
In Italia, sono pochi i (fortunati) guidatori ad avere un garage o un posto auto condominiale, e la maggior parte è costretta a parcheggiare la propria auto in strada. Non ho trovato una statistica al riguardo, ma comunque mi pare che la cosa valga sia nelle grandi come nelle piccole città o paesi.
Di conseguenza, l'idea di mettere l'auto elettrica in carica la notte per averla pienamente carica la mattina per molti resterebbe semplicemente un sogno, a meno, che ne so, di armarsi di cavi lunghi e ingombranti e posizionati chissà come e chissà dove.
Senza contare il fatto che, spesso, si trova parcheggio e si è costretti a parcheggiare non proprio sotto casa.
Una soluzione sarebbe quella di piazzare apposite colonnine (tipo quelle nelle foto), ma questo penso sia possibile e fattibile solo in apposite aree, per es. parcheggi a pagamento, in cui comunque ogni posto è ben delimitato, e non ai bordi delle strade, in cui i posti invece non sono delimitati. Do anche per scontato che la rete elettrica stradale sia sufficiente solo per l'illuminazione pubblica e andrebbe completamente modificata e riadattata.
Di conseguenza, la maggior parte dei possessori di auto elettriche, come quelli lontani dal garage o da parcheggi con colonnina, o comunque in viaggio, dovrebbe rifornirsi presso appositi distributori, come i possessori di auto a benzina.
Con l'enorme differenza che, per riempire il serbatoio di un'auto a benzina, ci vogliono pochi minuti - senza contare che a volte bisogna fare delle lunghe file e sopportare delle lunghe attese - mentre per ricaricare al massimo un'auto elettrica ci vogliono ore.
Quindi, un possessore di auto elettrica dovrebbe pianificare con largo anticipo i suoi spostamenti e le necessarie soste per la ricarica, mentre, se avesse fretta, se avesse pianificato male, si fosse dimenticato di ricaricare, capitassero imprevisti, non potrebbe farci semplicemente un bel niente.
Ma il punto è che, se le auto elettriche incominciassero a diffondersi, i distributori dovrebbero aumentare a dismisura la loro area per accogliere il gran numedo di auto in sosta per tutto il tempo necessario alla ricarica, o dovrebbero essere create delle nuove aree apposite di ricarica.
L'idea dei pannelli solari, poi, mi sembra irrealizzabile, visto anche il costo elevato degli impianti fotovoltaici. Ma, soprattutto, per metterli poi dove?
@pgc

Inoltre bisogna considerare che dove vi sono palazzi a molti piani

Questo non'è un problema però, visto che abbiamo una rete elettrica (e una produzione di energia distribuita). Ovvero non importa se sotto il tetto+pannello di 30 mq ci vivano 100 persone (come una palazzina) o 5, l'importante è la superficie totale prodotta da tutti i pannelli connessi alla stessa rete.


I centri storici di villaggi e città sono un problema addizionale [...] Si può dire quello che si vuole, creerebbero un danno paesaggistico notevole ad un paese come il nostro

Il pannello classico assolutamente si, ma ci sono alternative. Le tegole "Tuscan" offerte da Tesla per esempio (https://www.tesla.com/solarroof) o da altre compagnie. Il costo è più alto ovviamente, ma i centri storici solitamente sono meno del 20% della superficie totale delle città (ma non ricordo la fonte). E se preservare l'estetica dei centri storici ha un valore, probabilmente il costo più alto sarebbe giustificato.



@juventin87

Ce li dai tu i soldi per costruire tutte ste centrali?

No, esattamente come i soldi non ce li ha "dovuti dare" nessun altro per la costruzione delle centrali elettriche per coprire l'aumento del 25% dei consumi di elettricita' degli ultimi 20 anni. Esattamente come abbiamo pagato il costo necessario per costruire i circa 23.000 distributori di benzina presenti sul territorio italiano (con un costo medio di circa 400-500.000,00 euro a stazione). Li paga il consumatore (e in alcune situazioni lo stato).

Fai l'arrogante con la domanda ovviamente ironica, ma dimostri solamente un'ignoranza di concetti economici di base. Boh, rimango davvero basito.

P.S. Visto i tuoi commenti precedenti, questa risposta potrebbe sembrare uno spreco di tempo. Ma l'ho fatta comunque per gli altri utenti che potrebbero vedere quello da te detto come un problema valido.


@Kersal

Ovviamente Paolo non considera che oltre l'80% della popolazione NON ha un garage in cui potere ricaricare l'auto

Io vivo in un appartamento (in affitto), non ho un garage. Ma la compagnia proprietaria del complesso residenziale dove vivo ha iniziato con 2 colonnine ("gratis", ovvero incluse nel prezzo dell'affitto). Alcune città stanno iniziando a installare lampioni con l'attacco per la ricarica incluso, con un costo aggiuntivo quasi irrisorio per il comune, quando paragonato a un lampione normale. All'iufficio dove lavoro hanno costruito 4 posti con le colonnine per la ricarica. Al supermercato in zona ne hanno costruiti altri 4.

I modi ci sono, basta con le scuse.
528 kmq non sono pochi, il prezzo medio del fotovoltaico (al pubblico) è di 216 euro (ho fatto il conto con una offerta media da 60 mq). Sono 114 Miliardi di euro. Enel al momento investe 25 miliardi in 3 anni.
Ciao Paolo, domanda OFF TOPIC, mi sono imbattuto in questo video sul canale youtube dell'archivio multimediale British Pathe https://www.youtube.com/watch?v=_K3u0rEmOoo, il video è una sequenza di immagini del progetto stargazer che prevedeva un lancio di un pallone aerostatico che vede partecipanti Joseph Kittinger e William White, a partire dal minuto 1:00 del video vi è il cielo stellato ripreso dalla capsula, un cielo che pare almeno a me apparentemente finto, sul sito Stratocat che parla della vicenda il cielo stellato non è compreso, in questo video non si vede https://www.youtube.com/watch?v=wVCQ3uu5cWY, dato che sai molto bene l'inglese, hai mai fatto delle ricerche sul progetto ? ti risulta che il cielo stellato nel video di British Pathe sia autentico o sia una ricostruzione ?
Vorrei riprendere il commento di Federico per sottolineare come spesso ci sia un'attenzione mediatica (ed industriale) verso alcuni temi e non verso altri.

Qui in Australia la quasi totalità dei riscaldamenti nelle città è con pompe di calore, ed anche nelle zone di campagna dove vivo si parla di più del 90%.

Visto che il riscaldamento è una delle pricipali cause di inquinamento nelle città, con alcuni dati che parlano di un'incidenza anche superiore a quella delle auto, sostituire le attuali caldaie con pompe di calore sembrerebbe un'operazione semplice (la tecnologia esiste da decenni) e poco costosa.

Un'altro punto poi viene sottovalutato quando si parla di riduzione dell'inquinamento dovuta all'adozione delle auto elettriche: anche senza andare a verificare come quell'energia elettrica verrebbe prodotta (qui da me quasi tutta a carbone, ad esempio), ed ipotizzando un futuro tutto a base di energie rinnovabili, rimarrebbe il fatto che circa il 50% dell'inquinamento prodotto da un veicolo è dovuto al particolato prodotto da pneumatici e freni, ed anche se le auto elettriche utilizzano quest'ultimi di meno, sono generalmente più pese delle equivalenti ICE e producono più particolato da pneumatici.

Sostituire il 10% del parco circolante con analoghe vetture elettriche porterebbe nel migliore dei casi ad una riduzione del 10%/2=5% dell'inquinamento, meno se le auto elettriche fossero tutte Tesla da oltre due tonnellate che vadano a sostituire Golf da 1,3.

Da rimarcare anche un'altro aspetto trascurato quando si parla di costi: il costo del carburante in tutti i paesi è solo in minima parte dovuto al costo industriale, con una bella fetta di accise imposta dagli stati. Attualmente queste accise non ci sono sul costo di un kwh, ma qui già si parla di come poterle implementare per le ricariche delle auto elettriche, e sembra scontato che nessuno stato sia disposto a rinunciare ad una delle più costanti voci in entrata di bilancio.
@juventin87

Ci vuole del talento per tirar via una conclusione come la tua, quando "se i calcoli sono corretti" l'energia necessaria è nettamente inferiore a quanto erogato attualmente. A meno che non abbiamo un'ottantina di centrali nucleari e non ce ne siamo accorti.
Solo un appunto (che è anche una mezza chicca). Monreale è tutto sommato un paese, e lo sa bene chi ci è stato. Molto carino, il Duomo fantastico con un Cristo Pantocratore meraviglioso e poco altro. Allora chi ci è stato potrebbe pensare che l'area necessaria è tutto sommato piccola. Peccato che nel comune di Monreale sia compresa anche una marea (!) di terreni agricoli circostanti. Per avere un'idea, la superficie di Torino è grosso modo 1/4 di quella di Monreale. Roma (ROMA) è circa 2 volte e mezzo Monreale! Capite bene che non è proprio un paesino.

Non per niente il comune di Monreale è il 6º in Italia per estensione. Parliamo di dimensioni difficilmente immaginabili, forse un'immagine aiuterebbe.
Un solo appunto: leggendo anche i documenti allegati, secondo il GSE la trazione elettrica nel sistema dei trasporti pesa per 900 Gwh, andare a creare un sistema che ne pesa 72 Twh vuol dire creare minimo 25 GW di nuove centrali idrolettriche/eoliche/fotovoltaiche la vedo difficile visto che il sistema elettrico non rende trovare qualcuno che sia disposto a investire tutti i soldi necessari non sapendo se riuscirà mai ad avere un ritorno l'unico che lo potrebbe fare sarebbe lo stato ma non credo che sia una scelta praticabile.
Per avere dei privati che impegnino a farlo servirebbe un prezzo dell'energia ( netto depurato delle tasse, noi paghiamo pure quelle dentro le bollette) molto più elevato.
Ciao

Diciamo che il post ha il merito di inquadrare l’ordine di grandezza dell’energia necessaria a tenerci in movimento allo stato attuale delle cose.
Si può anche essere praticamente certi della sorgente di tale energia che non può che essere solare (la fusione è ancora un sogno lontano).
Andare oltre è estremamente delicato e richiederebbe una sfera di cristallo che ci manca.

Il mondo e la tecnologia sta cambiando a velocità vertiginose, se nel frattempo non saltiamo per aria ne vedremo delle belle, siamo nel bel mezzo di una transizione epocale.
Le auto supermoderne che vediamo oggi fra pochi anni saranno solo dei cimeli storici, non conviene quindi affezionarsi alle tecnologie disponibili attualmente.

Comunque, paradossalmente, il problema non è di tipo energetico ma di approvvigionamento delle materie prime necessarie alla transizione. Rame, Litio, Terre Rare non sono sufficienti ad un mondo a trazione elettrica.


Ciao Ciao, Moreno

La parte motoristica sarà quasi certamente elettrica il problema è però il rame che non è esattamente largamente disponibile (vedi i continui furti) è quindi quasi impensabile immaginare un mondo a trazione elettrica con avvolgimenti dei motori in rame.
Per fare il salto occorre che si arrivi finalmente a superconduttori a medio/alte temperature possibilmente prodotti con materie prime largamente disponibili. Se si riuscisse ad arrivare a ciò si risolverebbero tutti i problemi in un colpo solo, trasmissione, accumulo e motorizzazione (salterebbero anche i magneti permanenti).

Nell’attesa la parte più nebulosa rimangono i sistemi d’accumulo che non potranno essere quelli attualmente disponibili, il continuo aumento di densità energetica e riduzione dei costi ci darà una boccata d’ossigeno ma penso che alla fine prevarranno altre strade.



Ciao

Tutti i problemi elencati sino ad ora, linee di distribuzione inefficienti, consumo di picco etc. sono problemi insormontabili oggi.
Esistono numerose soluzioni tecnologiche oramai non più fantascientifiche che potenzialmente potrebbero risolverli in tempi “ragionevoli”.
- Un ritorno ai biocarburanti derivati da fotosintesi artificiale associati a celle a combustione. Avrebbero il vantaggio di riciclare il carbonio e di sfruttare la catena di distribuzione dei carburanti attuale lo svantaggio è l’accumulo di “inquinanti” nelle grandi città.
- Le linee di distribuzione a superconduttori sono già una realtà con il tempo dovrebbero diffondersi maggiormente. Si possono immaginare sistemi di accumulo come quello fatto da Musk in Australia a batterie o di altro tipo (ad esempio accumulatori a volano) adatti a sopportare i picchi di consumo locali senza far saltare le reti.
- Il sogno dei sogni ovviamente sono i superconduttori a medio/alta temperatura fatti di materiali “poveri”, risolverebbero tutti i problemi in un colpo solo (trasmissione dell’energia, accumulatori, avvolgimenti, magneti etc..)

Alla fine è probabile che la soluzione sarà un mix di queste tecnologie ed altre che magari non esistono ancora o non che conosciamo.


Ciao Ciao, Moreno
Lorenzo,
il mio impianto FV da 20 mq ha una potenza massima di picco di 2,1 kW e produce 2650 kWh/anno. Questo perché non è orientato in maniera ottimale, altrimenti arriverebbe rispettivamente a 2,9 kW e 3500 kWh. E vivo al nord in una regione relativamente piovosa. Vero che non bisogna esagerare con l'ottimismo, ma nemmeno col pessimismo!

Andrea,
le centrali e le dighe le abbiamo già.
Inoltre Paolo ha giustamente fatto conti spannometrici in eccesso; ma si potrebbe considerare che anno dopo anno l'efficienza delle auto elettriche sta aumentando: se la Zoe, 2013, consuma 140 Wh/km, la Ioniq, 2017, è a 110.
lorenzo22,

grazie dei conti aggiuntivi. Ho aggiunto all'articolo un caso che va nella direzione che segnali.
Apro il libro dei bei sogni, da buon lettore (occasionale) di fantascienza vecchio stile e avendo visto gli anime degli anni '70.

In un romanzo di Asimov, si dice che l'astronave funziona assorbendo l'energia prodotta dal campo gravitazionale, per cui si ha autonomia infinita e nessun bisogno di portarsi dietro enormi serbatoi di carburante.

Più concretamente (si fa per dire), il cornuto eroe giapponese Goldrake sbarcato in Italia nel 1978, funziona mediante assorbimento ininterrotto di radiazione luminosa captata dalle corna.

In entrambi i casi si ricava energia dall'esterno, senza bisogno di infrastrutture.

Per i lunghi viaggi interplanetari si userà un paradigma di questo tipo, poiché sarebbe improponibile portarsi appresso tutto il combustibile (e comburente) necessario.

In futuro magari...
Andrea,

Se non sbaglio Elsa consuma con la carica lenta 6 kW

Elsa (la mia Peugeot iOn, per chi non segue questo blog) assorbe 3,2 kW (dati da colonnine con display della potenza assorbita).


in pratica andrebbero designati dei turni e ristrutturato tutto il sistema elettrico italiano.

La carica veloce serve solo durante i viaggi oltre l'autonomia dell'auto. Normalmente la carichi lentamente. Se le colonnine diventano onnipresenti, carichi sempre lentamente. Ieri sono andato al cinema: venti mminuti di viaggio per andare, tre ore di sosta, venti minuti di viaggio per tornare a casa. Nel parcheggio accanto al cinema c'era la colonnina e quindi ho caricato (lentamente).
Federico,

se davvero l'energia elettrica è pulita, ecologica, economica, efficiente, disponibile in quantità, per quale ragione si sta dando grande priorità alle auto elettriche mentre non si sente nessuno che pensa di convertire gli impianti di riscaldamento delle case in elettrico? tra l'altro la cosa avrebbe il discreto vantaggio che non ci sono batterie di mezzo...

In alcuni paesi infatti si incentiva l'uso delle pompe di calore.

Sì, l'auto elettrica è anche uno status symbol per alcuni, ma questo non cambia il fatto che inquina di meno.
Kersal,

Ovviamente Paolo non considera che oltre l'80% della popolazione NON ha un garage in cui potere ricaricare l'auto

80%? Mi sai dire dove hai preso questo dato, o è una tua spannometria personale?

Quindi dovrebbe farlo DI GIORNO alle pompe di benzina. Per spiegarmi meglio: se abito al 7°piano e la mia auto è semplicemente parcheggiata su strada o in un parcheggio a pagamento (con altre 100auto) è diffcile che riesca a caricare di notte.

Commenti come questo mi sorprendono sempre per la loro difficoltà di immaginare soluzioni. Esempio: il parcheggio a pagamento installa colonnine di ricarica lenta. I parcheggi per strada hanno la presa elettrica. Caso pratico: Norvegia.
Mattia Bulgarelli,

il trasporto su gomma (camion, autobus, ecc.) è stato considerato in quella "media di chilometri per automobilista"?

Come ho scritto nell'articolo e come riportato dalle fonti che ho citato, si tratta dei km percorsi dall'automobilista con la propria auto.

Io sono un automobilista, ma se prendo l'aereo per andare a Houston e ritorno non dichiaro 11.000 km/mese ;-)
Mattia,

un camion in servizio faccia molti più chilometri di un uso privato

Certamente. Infatti ho esplicitamente escluso il parco camion. Qui parlo solo di auto.
Uomo Ragno,

Manca il consumo derivato dall'uso del climatizzatore dell'auto. E non ditemi che in Italia si può non usarlo

Manca, ma incide in misura modesta (lo vedo sulla mia minuscola iOn).
Articolo molto interessante! Comunque se fossi possessore di auto elettrica un pensierino a metter sul tetto un pannellino fotovoltaico ce lo farei :P
Su Rinnovabili.it parlano anche di un rapporto di Terna sull’impatto previsto delle automobili elettriche sulla rete:
http://www.rinnovabili.it/mobilita/auto-elettriche-consumi-energetici/
Lanf,

44.000.000 di Nissan Leaf costano circa 1.500 miliardi di euro, più della totale ricchezza degli italiani

Eppure considera che ogni 25 anni circa, gli italiani comprano 44 milioni di automobili. Come faranno? :-)


Inoltre 44.000.000 di auto che nessun rottamatore vorrà dove le mettiamo?

Beh, da qualche parte bisognerà metterle comunque, anche se fossero a pistoni, perché ogni anno gli italiani rottamano 1,5 milioni di auto (dati ACI che ho aggiunto all'articolo).

Non capisco perché qualcuno possa pensare che si introducano di botto, dall'oggi al domani, 44 milioni di auto nuove. Non è evidente che la transizione sarà graduale?
No Concept,

Ma è vero anche il contrario: io e mia moglie siamo due automobilisti ma abbiamo un'auto sola.

Hai ragione; ho aggiunto il tuo caso all'articolo. Grazie.
Le pompe di calore cominciano adesso a prendere piede (io ho un impianto con pompa di calore, solare termico e fotovoltaico) ma per funzionare al meglio e nn far esplodere i consumi servono case in classe A (tralascia le certificazioni fuffa e lasciami semplificare).
Io consumo relativamente poco per il riscaldamento, ma in fase di costruzione ho dovuto prestare molta attenzione
Forse bisognerebbe aggiungere nel calcolo il costo (anche energetico) dell'estensione della rete elettrica per le colonnine di ricarica pubbliche.
Considerando che quello sopra è un esempio di consumi e che il parco auto non cambia per magia né la nissan regala 44 milioni di auto dall'oggi al domani, anche considerando i consumi e la richieste energetica descritta, non si tengono conto di 2 variabili: l'incremento della efficienza delle auto e delle loro batterie e il miglioramento dei consumi casalinghi che vanno a chiedere meno corrente.

Per non parlar dei miglioramenti produttivi, che non esiste solo il solare e via discorrendo.

Per chi fa allarmismi del tipo "se tutte le auto venissero ricaricate nello stesso momento..." mi fanno venire in mente una battuta di un telefilm degli anni '90: alf. Il cui pianeta melmak esplose per una catastrofe nucleare: tutti gli abitanti accesero il phon contemporaneamente.
Paolo:

"Commenti come questo mi sorprendono sempre per la loro difficoltà di immaginare soluzioni. Esempio: il parcheggio a pagamento installa colonnine di ricarica lenta. I parcheggi per strada hanno la presa elettrica. Caso pratico: Norvegia."

se vogliamo immaginare soluzioni, dovremmo cominciare a dire che nelle grandi citta' italiane (Roma, Napoli ad esempio che conosco) che contano milioni di veicoli il numero dei parcheggi stradali e' largamente, ma largamente... ma proprio tanto largamente... inferiore rispetto al numero di automobili. A roma il parcheggio e' "dove ci sta"... e spesso nemmeno questa condizione e' interamente rispettata :-)
L'assistenza di una colonnina per auto parcheggiata in strada a Roma e' fuori da ogni posssibilita', e' piu' che fantascienza, e' periodo ipotetico del IV tipo...
Dico questo perche' si cominciano a intravedere soluzioni da immaginare che dipendono da altre soluzioni da immaginare che dipendono da altre e cosi' via, a cascata... e la "bonifica urbanistica" delle nostre citta' e' una di queste. Tenendo conto che all'aumentare delle dimensioni urbane nell'ultimo mezzo secolo il problema si e' aggravato invece di migliorare, la fattibilita' del prrogetto "un'auto elettrica per tutti" in queste condizioni mi pare proprio improbabile (per usare termini ottimisti). Poi magari innescando la rivoluzione elettrica si ottiene anche lo stimolo per quella urbanisitca... ma mi permetto di essere scettico, soprattutto per i tempi. Cambiare le abitudini del consumatore (di trasporto nel nostro caso) puo' anche essere una cosa relativamente veloce tipo 1 o 2 decenni, ma cambiare il modo in cui le nostre citta' (ripeto parlo di quelle medio grandi, quelle che non funzionano bene) rispondono alle esigenze di chi le abita richiede in Italia tempi ben piu' lunghi e offre aspettative molto basse per i risultati.
Non voglio fare il gufo rispetto all'auto elettrica (se fosse sostenitible ne avrei comprata una anche io nonostante il prezzo ancora alto) solo mi da fastidio vedere all'orizzonte un tale sviluppo e i benefici che ne deriverebbero e poi schiantarmi sullo stato dell'arte e sulle proiezioni di alcune grosse incompatibilita'. L'esempio della Norvegia e' proprio perfetto per capire che tipo di paese e di mentalita' amministrativa siano necessari per permettersi il lusso di introdurre innovazioni come questa.

Teo
Per i camion stanno studiando un sistema tipo filobus da realizzare sulle autostrade, quindi la batteria sarebbe utilizzata solo per gli spostamenti in città.
Le strade possono essere coperte da pannelli fotovoltaici senza 'bruciare' altro terreno.
Le vecchie batterie delle auto potranno essere usate come accumuli domestici riducendo i picchi di richiesta di energia in pratica accumuleranno lentamente energia per poi rilasciarla nelle batterie dell'auto alla bisogna.
Semplici idee che risolverebbero la maggior parte dei problemi più urgenti.
Nel frattempo ricordiamo che la Norvegia sta passando all'elettrico senza grossi scossoni. Come farà? Evidentemente non è così problematico...
@Paolo allora i miei conti vanno dimezzati al momento attuale risulterebbe possibile in determinati momenti caricare 7-8 milioni di auto contemporaneamente.
Ci vorrebbe ancora un buon investimento ma decisamente minore.
Vedo che tutti si concentrano sulla produzione e non la distribuzione (salvo Andrea, Commento#21).
Esempio pratico: la presa del mio garage è collegata al contatore con cavi da 0.75 mm2, perchè al massimo alimenta un trapano o altro utensile da bricolage. Secondo il sito Nissan, la Leaf si può caricare a casa con una "WALLBOX" da 3.2 o 7.4 kW, chiaramente con tempi di ricarica differenti. In entrambi i casi, dovrei far posare dei cavi più grossi e rinegoziare con il provider il mio contratto di fornitura. Facciamo che scelgo la Wallbox da 3.2 kW. Adesso ho un contratto da 4.5 kW e dovrei passare a 8 kW, ora non trovo niente, ma credo che sia necessario passare da un contratto di uso domestico a uno non domestico, ma a parte questo, la regola è che i cavi di alimentazione da contatore all'appartamento siano in grado di portare tutta questa potenza (anche se il garage è alimentato dal contatore e non dall'appartamento) quindi servono dei nuovi cavi da 4 mm2 che non passano per le guaine... andiamo oltre, nel condominio dove vivo, ci sono 60 unità, diciano che allo stato non tutti abbiamo 4.5 kW installati, ma che una metà sia ancora con il contratto std da 3 kW, quindi il condominio assorbe 225 kW. Non tutti i condomini hanno la macchina, diciamo che non ce l'ha il 30%, quindi se il restante 70% volesse installare la Wallbox, sono 134 kW in più, il 67% in più, altri cavi da cambiare. Da notare che i cavi dalla wallbox fino alla centralina di quartiere se li pagano gli utenti direttamente. Eppoi, come notava giustamente Andrea, c'è la rete di distribuzione, che tutte le estati va in crisi per i condizionatori, con criticità variabili da nord a sud e da est a ovest. Ancora tanta strada da fare.
Mi spaventa un po' una previsione di così largo respiro.
I numeri in effetti a spanne sembrerebbero quelli.

Ho una sola perplessità: il fotovoltaico.

E' stato fatto uno "studio" di questo genere lo scorso anno dalla National Grid nel Regno Unito, e riguarda più in generale il futuro della distribuzione energetica.
Non è mirato sull'autotrazione, ma nel focus sulle "electric cars" comunque ci sono molti spunti interessanti (http://fes.nationalgrid.com/media/1253/final-fes-2017-updated-interactive-pdf-44-amended.pdf , pp. 98 ss.).
Non ho le competenze per parlare dei numeri, ma un passaggio mi pare fondamentale: "Being based
on Consumer Power and its assumption of not meeting the 2050 carbon reduction target, gas is the dominant source for electricity generation flexibility".
In sostanza di questo passo la fonte primaria (in UK) per la crescente domanda di elettrico, è destinata ad essere il gas. Mi stupisce che nei grafici (figura 5.8 dello studio), se si eccettua la quota importante di eolico, siano praticamente assenti le rinnovabili.

A margine ci butto lì due considerazioni schiettamente personali.
1. Stiamo vedendo, almeno in Italia, le difficoltà della rete a sopportare i condizionatori d'estate. Sia dove risiedo che dove ho studio sistematicamente nei giorni più caldi va via la corrente, anche per ore. Sono stati fatti dei lavori di adeguamento sostituendo le vecchie cabine degli anni '50. Ma s'interviene sempre a macchia di leopardo e parecchie volte con fondi europei. Mi chiedo, e non so stimarlo, quanto costerebbe sostituire anche solo le cabine in tutta Italia che, se non riescono a sopportare il carico di un condizionatore in più a famiglia, possono scordarsi quello di un'auto o due a famiglia.
2. Sul fotovoltaico. Stanno uscendo in questi anni, e me ne sono occupato per lavoro, i primi tentativi di stima dei danni che il fotovoltaico arreca al terreno. Non solo e non tanto in sede di costruzione - che pure con il ristagno dell'acqua può compromettere l'equilibrio ecologico - ma soprattutto per la riconversione a terreno agricolo dopo l'installazione pluridecennale di pannelli fotovoltaici.
La letteratura è pochissima e le stesse linee guida delle ARPA regionali sono molto scarne; ma un po' in tutti gli ambienti si iniziano a fare i conti con l'oste e a capire che il fotovoltaico può dare problemi all'ambiente.
Non posso essere più specifico in pubblico, ma mi è successo che in giudizio due periti del Tribunale, professori universitari, hanno stimato in parecchie centinaia di migliaia di euro il danno che il terreno subisce di suo in conseguenza dell'installazione pluriennale di pannelli fotovoltaici, motivando sia sulla mancata coltivazione del terreno per un periodo così lungo, sia sulla presenza di onde elettromagnetiche, sia per il sollevamento di polveri e nascita di erbacce che impoveriscono il terreno, spesso in modo irreversibile.
Finché il terreno resta privato è un problema relativo (anche se lo Stato, con le norme che ci sono oggi, in caso di inerzia è tenuto a intervenire e ad anticipare le spese per il risanamento ambientale, salvo recupero).
Ma se la produzione su base fotovoltaica dovesse prendere piede e diventare diffusa, il problema si porrebbe su scala nazionale (e pubblica) in modo analogo ai disastri delle petroliere.

Per questo secondo me la cosa più prudente e realistica è quella prospettata nello studio britannico: una decisa accelerata sul gas per alimentare le auto elettriche, con gli ovvi vantaggi sull'inquinamento dovuti alla sua localizzazione e alla maggiore efficienza che un impianto centralizzato potrebbe avere rispetto a tanti piccoli motori termici montati su ciascuna auto.
Purtroppo allo stato attuale manca la convenienza economica nel migrare l'attuale parco auto/moto all'elettrico, a mio modo di vedere, il maggior problema è questo. Non si può chiedere alla gente di regalarsi dei



CASO PRATICO:

Ho valutato di sostituire la mia LML 200 4 tempi (100 KM/h 120 KM autonomia) che percorre i 30 KM con un litro con uno scooter elettrico. L'unico con delle caratteristiche adeguate al tipo di viaggio e chilometraggio da percorrere è il BMW Evo C (120 KM/h di velocità e 120 KM di autonomia).

Nuovo costa 15.000 €. Di seconda mano se ne trovano sui 10.000 €, 9.000 €. Fatti due conti, sono arrivato alla triste conclusione che la differenza di prezzo e consumi rispetto ad un normale scooter non ne giustifica l'acquisto.



Cioè bisognerebbe percorrere veramente centi mila chilometri per ammortizzare il prezzo d'acquisto grazie al risparmio ottenuto dalle ricariche elettriche rispetto al pieno di benzina. Se non c'è quantomeno una quasi parità economica tra veicoli elettici e a benzina, difficilmente la massa passerà a questa nuova tecnologica.



In questi casi servono mezzi di trasporto a buon mercato, batterie più efficienti e più economiche (gigafactory???). Servirebbero degli incentivi statali per rinnovare in toto una buona parte dei mezzi di trasporto, oppure un salto ulteriore nell'evoluzione tecnologica delle batterie, per permettere dei prezzi più competitivi e delle performance migliori. Credo che gli scooter siano uno dei settori più interessanti per l'elettrico, assieme a quello dei trattori agricoli (secondo me incredibilmente sottovalutato). Se grazie agli incentivi statali e a un piccolo progresso tecnologico, si raggiungessero dei prezzi competitivi sia di acquisto che di gestione, il parco degli automezzi si rinnoverebbe in modo molto rapido, probabilmente in 10 anni la maggioranza dei veicoli passerebbe all'elettrico.



Il mercato dell'automobile chiaramente è quello che ambientalmente è più interessante da aggredire, perchè porterebbe un miglioramento importante della qualità dell'aria nelle città, per chi parlava del riscaldamento, già convertire a gas tutte le caldaie a gasolio migliorerebbe drasticamente la qualità dell'aria. Anche qui o si fa una legge che le rende illegali, o si danno gli incentivi, o entrambe le soluzioni.



Vorrei aggiungere le mie osservazioni in merito alla superficie necessaria a produrre 71.7TWh/anno in fotovoltaico. Alcuni dati provengono da qualche ricerca che ho fatto di recente per fornire un mini impianto PV a mio cognato che vive a Dungun. I pannelli normalmente in commercio forniscono intorno al 18% e l'energia prodotta si puo' spannometricamente calcolare come quella di 1000 ore/anno alla potenza di picco. Per i calcoli seguenti uso 1000 ore/anno al 15%, cioe' i PV forniscono:

150W/m2 * 1000 ore/anno = 150kWh/m2/anno.

Di conseguenza la superficie necessaria e'

71.7*10^12 (Wh/anno) / 150*10^3 (Wh/anno/m2) = 478*10^6 m2 = 478 km2

Che e' in linea con il risultato di Paolo.

Ora, perche' lorenzo22 trova un valore molto diverso? I suoi calcoli sono esatti fino a 25GW necessari di potenza installata. Ma 25GW sono 25 milioni di kW. Quindi con 10 m2/kW occorrono 250 milioni di m2, cioe' 250 km2, non 25000.

juventin87, tieni conto che i calcoli di Paolo indicano un incremento del fabbisogno elettrico del 24%. Visto che in Italia ci sono 0 centrali nucleari, occorre finanziare 1.24 * 0 nuove centrali. Penso che tu possa sponsorizzare la costruzione. Passo domani mattina da te a prendere i soldi e brindiamo anche al settimo di fila.

Infine, un commento su dove mettere 478km2 di pannelli. Con una googlata veloce ho trovato un articolo di Legambiente in cui si affema (dati 2011) che la superficie urbanizzata dell'Italia ammonta a 23500 km2. Ricoprendone il 2% di PV si potrebbe generare il fabbisogno di 71.7 TWh/anno.

Lascio agli altri le considerazioni sui picchi di consumo, produzione e smaltimento di batterie, capillarita' delle colonne di ricarica e considerazioni economiche.
Mi sa che dovevo mettere qualche :)

> Eppure considera che ogni 25 anni circa, gli italiani comprano 44 milioni di automobili. Come faranno?
Le comprano in 25 anni, non tutte insieme. Pensa solo importarle...
In ogni caso gli italiani non comprano tutti auto da 33000 euro ma da molto meno e hanno un usato che viene valutato, mentre se si possono vendere solo auto elettriche quelle a benzina non le vuole più nessuno, neanche i rottamatori e non puoi certo buttarla in discarica.

> Beh, da qualche parte bisognerà metterle comunque, anche se fossero a pistoni, perché ogni anno gli italiani rottamano 1,5 milioni di auto (dati ACI che ho aggiunto all'articolo).
Vedi sopra. Le radiazioni hanno senso con auto vecchie, se le dobbiamo cambiare tutte ci sono comunque milioni di auto seminuove.

A parte questo, non mi invoglierai mai a prendere un trabiccolo elettrico che non romba. Io voglio sentire il motore ruggire a oltre 7000 giri! :D

Tornando seri, hai considerato la quantità di impianti elettrici domestici che devono essere rinegoziati a oltre 3kw/h e probabilmente ricablati? Senza contare che chi paga tutte le nuove colonnine per la ricarica? E gli impianti per portarci la corrente?

Passare tutto in elettrico sarebbe un bagno si sangue insostenibile (IMHO)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Federico e Paolo,

"se davvero l'energia elettrica è pulita, ecologica, economica, efficiente, disponibile in quantità, per quale ragione si sta dando grande priorità alle auto elettriche mentre non si sente nessuno che pensa di convertire gli impianti di riscaldamento delle case in elettrico? tra l'altro la cosa avrebbe il discreto vantaggio che non ci sono batterie di mezzo..."

Non è del tutto vero, anche se è un discorso non facile da spiegare.

Il punto è che generare elettricità da energia chimica (come avviene nelle centrali a carbone o a petrolio, meno per quelle a gas) per poi riconvertirla in calore è un processo assai poco efficiente rispetto al convertire direttamente energia chimica in calore, come avviene in una stufa a gas. In una centrale a carbone l'efficienza di produzione è infatti intorno al 33%. Di conseguenza non conviene produrre calore da elettricità creata da reazioni chimiche: meglio usare una stufa a gas che converte direttamente energia chimica in calore.

Se invece si converte energia chimica direttamente in "lavoro" (il termine usato in fisica per indicare l'energia spesa per muovere qualcosa), come avviene in un veicolo a benzina o diesel, il discorso cambia. Un motore a combustione interna è talmente meno efficiente di uno elettrico da rendere conveniente il secondo, anche se ci sono batterie di mezzo.

Quando invece si passerà ad energie rinnovabili per entrambi (calore e lavoro) il discorso cambierà, e sarà possibile probabilmente scaldare con energia elettrica, esattamente come da stufe a gas.

Il discorso comunque è destinato a cambiare una volta che la tassazione dell'energia elettrica usata per autotrazione diverrà paragonabile a quella presente oggi sui carburanti. In questo senso tutta la simulazione svolta da Paolo, seppure interessante, ha il grosso limite di essere svolta "a bocce ferme", ovvero nelle condizioni attuali, mentre si prevede che la diffusione capillare dei veicoli elettrici cambierà molti dei parametri in gioco, inclusi costi dei veicoli (in grande ribasso), chilometraggio annuale, costo dell'elettricità per autotrazione e delle batterie. Per non parlare dell'autopilota di livello 5 che potrebbe rendere il mezzo privato obsoleto nel medio temine (20-30 anni).
@pgc,
Quando ho incominciato il corso di Ingegneria Energetica l'analisi del rendimento "di secondo principio" (della Termodinamica) o exergetico (non so se i fisici usano questo termine) andava molto di moda, ora purtroppo l'interesse è calato molto. Temo che sia perché il concetto non è così immediato come il rendimento "normale" e perciò difficile da vendere.
Paolo Attivissimo:

"Commenti come questo mi sorprendono sempre per la loro difficoltà di immaginare soluzioni. "

Anche a me, ma credo che blog e discussioni come questa insegnino proprio ad essere più cauti e circostanziati nelle affermazioni (per questo vi partecipo, btw).

Nel caso specifico, nei Paesi Scandinavi le prese nei parcheggi sono presenti da molti decenni, visto che vanno connesse a dei riscaldatori presenti in molti veicoli, per evitare problemi alla partenza. Ho lavorato in pieno inverno a Rovaniemi, sul Circolo Polare, mi pare nel 1995 o giù di lì, e ricordo che bisognava sempre connettere il veicolo alla presa.

Questo, oltre al fatto che gran parte dell'energia prodotta in Norvegia viene da idroelettrico (una rinnovabile "speciale", presente tutto l'anno e a tutte le ore, ma non disponibile ovunque) rende quel modello poco adattabile alla situazione di altri Paesi.
Il calcolo è interessante ma non centra la questione più complessa: la distribuzione.

Stiamo parlando di raddoppiare almeno l'infrastuttura di trasporto sia in alta sia in media tensione: è un lavoro immane che richiede, oltre agli investimenti necessari, anche spazi adatti.

Non stiamo parlando di tecnologie informatiche o di telecomunicazioni ma di infrastutture di potenze con spazie e ingombri ben diversi.

Tutto si può fare ma non sarà ne semplice, nè veloce nè economico
@pgc l'idroelettrico non è proprio presente tutto l'anno a tutte le ore, tanto più in norvegia.
In Italia ( non so in norvegia) fa una bellissima funzione con un bel picco a giugno (conta che tra giugno e luglio si produce il 50% dell'energia annuale).
Inoltre le manutenzioni annuali delle opere spesso fanno si che le centrali siano praticamente ferme tra marzo e aprile o tra ottobre e novembre...
nel punto 3 non si tiene conto del rendimento un fase di carica delle batterie. ricaricare una batteria da 40 kwh ne richiede circa il 12% in più...senza contare le perdite di distribuzione della corrente. su 71 TWh non sono mica bruscolini.
Nel punto 5: e' vero che le auto stanno la maggior parte del tempo ferme durante il giorno. tempo che potrebbe essere impiegato per essere ricaricate. ma questo richiederebbe una stazione di ricarica per ogni parcheggio. o perlomeno una copertura abbastanza alta. cosa infattibile a mio avviso.
44 milioni di automobili (55 con le moto) su una popolazione di 60.5 milioni di abitanti da 0 110 anni. Questo è mostruoso. Decisamente il parco auto va ridotto, anche se nel conto vi dono auto che forse fanno 100 km all'anno (collezione, status symbol eccetera)
L'auto in genere è uno statu symbol e l'auto elettrica, pur inquinando di meno, è ancora troppo poco pratica per un uso di massa. Il problema non è l'auto elettrica o le batterie, il problema è l'infrastruttura per "farla funzionare".
Un'altro elemento da tenere in considerazione è la sicurezza generale di un paese. In Italia il vandalasimo è un elemento da non sottovalutare. Nella zona in cui risiedo sono presenti diverse colonnine, che vedo spesso imbrattate e vandalizzate. E vivo in una zona relativamente tranquilla e controllata di Milano. In zone più degradate la situazione sarebbe insostenibile (si veda come i vari car-sharing operanti in città hanno eliminato certe aree dal loro servizio).
C'è uno studio del RSE Ricerca Sistema Elettrico del 2012 che valuta l'impatto sulla rete della trasformazione dell'intero parco veicoli italiano in elettrico. Riporto solo una fase dei risultati della ricerca: "Le simulazioni effettuate, che
rivelano un sistematico rispetto dei parametri di qualità e sicurezza della fornitura, dimostrano quanto, in una
grande città, il dimensionamento e la gestione del sistema elettrico consenta l’alimentazione di una flotta
veicolare elettrica di notevole entità. "

Il documento si trova al link:
http://www.rse-web.it/documenti.page?RSE_manipulatePath=yes&RSE_originalURI=/documenti/documento/314792&country=ita

Inoltre, in risposta a: "Aggiungerei un ulteriore domanda, quanto petrolio si consuma sulle auto a combustione , e quando si userebbe per produrre l'energia elettrica necessaria per far funzionare le auto? basterebbe fare petrolio consumato delle centrali elettriche diviso l'energia prodotta."

Da quello che so, le centrali ad olio combustibile sono state convertite (carbone, metano) oppure dismesse (vedasi il più grande spreco della Repubblica Italiana, la centrale Alessandro Volta di Montalto di Castro, che da sola merita ben più d un articolo). L'impatto sui petrolieri e sui paesi produttori di una tale trasformazione sarebbe devastante.

Paolo,

se ho capito bene (l'articolo è effettivamente un po' ambiguo) l'inchiesta di Facile.it si fonda sulle autodichiarazioni di percorrenza annua per veicolo assicurato. Se questo è il caso, si tratta della percorrenza PER VEICOLO, non PER AUTOMOBILISTA. Quindi non ci sono problemi se due persone condividono lo stesso veicolo (o se la stessa persona possiede due veicoli): 11.000 sono i km percorsi all'anno per veicolo. Inoltre - anche se non è vero - è probabile una tendenza a dichiarare meno dei km percorsi per non incorrere il rischio potenziale di dover pagare un premio superiore.
La domanda delle domande è: quanto ci farebbero pagare il Kilowatt se le entrate derivanti dalle accise sulla benzina divenissero prossime allo zero? Non credo che serva la sfera di cristallo per prevedere che il costo sarebbe ben maggiore di quello attuale.
Spero di trovare i numeri nei prossimi giorni, ma nelle rinnovabili italiane dubito davvero che la faccia da padrone il fotovoltaico, mentre il più diffuso e conveniente e l'idroelettrico.
Tuttavia, trovo un difetto logico. Ad oggi le rinnovabili servono a diminuire l'uso della produzione di energia termoelettrica attraverso idrocarburi. Ma se io aumento del 30% il consumo, tutte le rinnovabili me le ritrovo li, e quindi non abbatto la produzione di elettricità con idrocarburi. Quindi non devo solo produrre altrettanta energia con rinnovabili, ma almeno il doppio, il che è interessante ma decisamente ambizioso. Certo, una produzione centralizzata è meno impattante, ma a livello di CO2, che è il vero problema, è una scelta drammatica. In realtà dovremmo consumare meno, ed usare sistemi di trasporto collettivi più efficienti e puliti, tipo treni ad alta velocità per le merci.
Ricordiamo, l'obbiettivo è diminuire la C02 globale, non spostarla da un consumo all'altro.
Vero è che quella energia oggi la producono le singole automobili. Insomma, il calcolo globale sulla CO2 è molto complicato.
PS: in Italia quel 30% è stato ottenuto con uno sforzo notevole, non è per nulla casuale, oramai nelle nostre montagne si turbina anche la pipì dei camosci,
Andrea:

"@pgc l'idroelettrico non è proprio presente tutto l'anno a tutte le ore, tanto più in norvegia.
In Italia ( non so in norvegia) fa una bellissima funzione con un bel picco a giugno (conta che tra giugno e luglio si produce il 50% dell'energia annuale).
Inoltre le manutenzioni annuali delle opere spesso fanno si che le centrali siano praticamente ferme tra marzo e aprile o tra ottobre e novembre..."

In effetti ho cercato di vedere se ci fosse un problema di questo tipo in Norvegia, dato che il 96% della loro energia è idroelettrica. Ma non sono arrivato a trovare i dati mensili, solo una citazione del fatto che (*SE* ho capito bene...) c'è una discreta correlazione tra i picchi del fabbisogno e della produzione di energia. Ricordiamoci che un lago è un'accumulatore di energia piezometrica naturale che può essere erogata secondo il fabbisogno. Fotovoltaico ed eolico non dispongono di questa caratteristica.

Ho anche letto da qualche parte che in Norvegia la pioggia è aumentata negli ultimi anni, determinando una crescita del 10% del potenziale di produzione dell'energia. Un bel regalo della natura a quel Paese.

Ma il mio discorso era per dire che in Italia non si possono applicare gli stessi discorsi, visto che energia fotovoltaica ed eolica non sono ben prevedibili e non dispongono di una simile "riserva", e questo non fa che confermarlo.
Paragonare la Norvegia all'Italia (ma non solo l'Italia, diciamo ad un po tutti gli altri paesi non scandinavi o la Svizzera...) è fuorviante.

In Italia è già difficile lasciare un'auto recente (anche non particolarmente costosa) parcheggiata in strada senza trovare la mattina seguente il finestrino rotto ed il cruscotto sfasciato per rubare l'infotainment system o l'airbag, spesso tranciando di netto il volante.

Pensare di avere un'infrastruttura di ricarica non sorvegliata e capillare sarebbe un po' come trasformare le banche in sportelli self service sulla fiducia, prendi quello che ti pare e firma la ricevuta.

Il vandalismo è un problema notevole anche per i tradizionali distributori di benzina, ed in molti paesi viene richiesto il pagamento anticipato alla cassa prima di far attivare la pompa per evitare fill&run.

@pgc
In realtà sembra che le pompe di calore siano particolarmente efficienti ed anzi abbiano un'efficienza superiore alle caldaie a gas per il riscaldamento delle abitazioni, non ho sottomano i dati ma dove vivo è molto più economico scaldare la casa con l'elettrico che a gas, e la corrente non costa particolarmente poco.

Per l'autotrazione c'è però anche un'altra risorsa che non viene mai menzionata, parazialmente rinnovabile e relativamente pulita: il metano.

Io sto ad esempio valutando la produzione di biogas a casa mia, per alimentare fornello e barbecue ed un generatore di emergenza in caso di blackout; si tratta di sistemi a bassissimo costo, semplici da operare e che trasformano in metano e fertilizzante di altissima qualità praticamente ogni sostanza organica, dal letame agli scarti agricoli, foglie secche, fieno, scarti delle cucine e così via. In Africa ed in molti paesi asiatici è un sistema enormemente diffuso, e fra l'altro l'Italia ha aziende all'avanguardia in questa tecnologia.

Il metano può essere usato direttamente in motori opportunamente progettati o (meglio ancora) alimentare celle a combustibile e auto a motore elettrico. Quest'ultima soluzione sembrerebbe di gran lunga la più razionale ed efficiente, disponibile da subito, nessun problema di batterie e relativi limiti, uso dell'attuale rete di distribuzione e varietà di carburante da utilizzare.
Morit2578:

La distribuzione elettrica, in uno scenario che include 500km2 di pannelli PV, risulta addirittura semplificata e non complicata. Questo perche' la produzione e il consumo di elettricita' tendono ad essere nelle stesse aree. Si ricoprono per quanto e' possibile i tetti delle citta' con i pannelli, e si installano le colonne di ricarica nelle vie cittadine. Gli scambi di energia tra aree distanti e' limitato o nullo.
Quello che cambia e' la distribuzione di idrocarburi sulle strade e autostrade: nel caso estremo, spariscono le autocisterne dalle strade.
1.Quante automobili ci sono in Italia?
Troppe.
Qualche (dis-) informatico potrebbe intuire che l'utilità di una automobile parcheggiata è pari a quella di un server spento.
Allora un altro esercizio è quelli di calcolare quante automobili può sopportare il nostro territorio considerando che tutto il parco auto sia circolante a una velocità vicina ai limiti o fermo in manutenzione.

Non vi è dubbio del risparmio grazie a un cambio di tecnologia, ma il risparmio grazie a un cambio culturale sarebbe ancora maggiore.
[quote-"Sisifo"]Io sto ad esempio valutando la produzione di biogas a casa mia, per alimentare fornello e barbecue ed un generatore di emergenza in caso di blackout[/quote]

Purtroppo i generatori seri, da circa 3kw di potenza continuativa collegati alla centralina elettronica per l'attivazione automatica in caso di mancanza di corrente di rete, costano migliaia di euro. Esempi:
HONDA GRUPPO ELETTROGENO 3000w INVERTER A BASSA RUMOROSITA' - https://www.amazon.it/dp/B07BMBSF2V/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_itR6Ab9CGR8D0

https://www.agrieuro.com/generatore-di-corrente-50-kw-monofase-diesel-hyundai-dhy6000se-silenziato-quadro-ats-p-9211.html

https://www.lineonline.it/generatore-di-corrente-inverter-2-0-kw-hyundai-tg2000i-silenziato.html

Inoltre per alimentare apparecchi elettronici quali computer, ci vuole un generatore tipo inverter (niente sbalzi di energia)
@sisifo ma dove vivi? :)
Sfatiamo il mito che in italia vi è solo vandalismo, che se parcheggi l'auto fuori dopo 5 minuti la trivi su 4 mattoni e senza gli interni. Sono ormai 5 anni che parcheggio in strada (oltretutto in zona nota per spaccio anche se ira di meno) e l'unico danno che ho subito è statala distruzione dello specchietto laterale ad opera di un autobus. E non vedo auto vandalizzate o smontate... E sono tante di ogni tipo e valore.
@Christian Franzone
Ho un trattore tagliaerba da 8.000 Euro, spenderne 1.000 per un generatore che mi mantenga i freezer e frigoriferi accesi in caso di black out non la vedo una grande spesa, ho di media almeno un quarto di vacca nel solo congelatore a pozzetto... :D

Il discorso del generatore (a metano, nel mio caso) nasceva dal fatto che ho adocchiato un bel pezzo di terreno in un'area bellissima ma isolata, ed appare il metodo più semplice ed efficace per essere off grid, visto che in una farm produci un'enorme quantità di materiale biologico utilizzabile per produrre biogas.

I pannelli fotovoltaici invece non hanno ancora convenienza economica, neppure in un paese come il mio baciato dal sole. L'avevano, quando la tariffa feed in era sovvenzionata dal governo, ma con 8 cents per kWh di feed in e 24 cents di costo medio i numeri stentano a tornare anche dopo molti anni, grazie anche ai costi della manodopera altissimi.

A casa mia ho deciso per un mix di alcune pompe di calore (per riscaldamento e acqua calda nell'abitazione principale), termocamino a legna (perchè il calore prodotto è decisamente più piacevole anche se meno pratico nell'uso) e caldaia a gas GPL per l'acqua calda in un paio di unità esterne. L'inverno non è sufficientemente freddo e con troppe variazioni di temperatura per giustificare un impianto solare a bassa temperatura con pavimento irradiante.
Sull'elevato costo di auto elettriche e batterie:

E' vero che oggi NON sono in genere convenienti rispetto ad un veicolo a benzina (ancora più se diesel). Ma è prevedibile che il loro prezzo sia destinato a diminuire, per un semplice fattore di scala (mettere in piedi il progetto e la struttura per costruire un nuovo modello di auto convenzionale costa circa 6-7 miliardi di US$, che vanno ripartiti tra tutti i veicoli prodotti) ma anche per una questione di avanzamento nella tecnologia necessaria dovuta ai maggiori investimenti convogliati su questo mercato mano a mano che diventa più importante.

In generale, penso che quando Paolo ha sviluppato questi calcoli aveva in mente di costruire il classico modello "back-of-the-envelope", di quelli che si fanno al ristorante sul retro di un tovagliolo per vedere se una cosa è fattibile.

Ed è proprio questo che ha dimostrato: convertire tutto il parco automobili italiano, NELLE CONDIZIONI ATTUALI, non sarebbe una cosa del tutto impossibile, non ha bisogno di rivoluzioni epocali, ma solo di un lento avvicendamento tra tecnologie. Ricordiamoci che tutte le reti infrastrutturali (internet, ferrovie, elettricità, strade), hanno avuto bisogno di enormi investimenti, ma in pochi se ne sono resi veramente conto quando questi sono avvenuti.
ST dixit:
"mi fanno venire in mente una battuta di un telefilm degli anni '90: alf."

SHHHHHHHHH!!!! UN po' di sensibilità verso il padrone di casa... non ti ricordi di cosa era ghiotto Alf?!?
:-D
@pgc

l'intento di Paolo secondo me è stato centrato in pieno e ne è uscita una discussione molto interessante, con spunti di riflessione, che vale la pena approfondire.

E' chiaro che siamo di fronte ad una rivoluzione epocale per quanto riguarda i mezzi di trasporto e il concetto stesso di mobilità personale, probabilmente si tratterà di un vero e proprio cambio di paradigma, soprattutto se abbiniamo all'eletrico anche il fattore guida autonoma. Immaginare delle città dove ci sono automobili condivise che si spostano autonomamente ed offrono un servizio simile a quello offerto dai "taxi" ad un centesimo del costo, non è poi così irrealistico. A quel punto che senso ha comprare un auto se per il 90% dei nostri spostamenti possiamo usare una sorta di "autobus" personale, magari prenotabile via app, che ci recupera sotto casa e ci porta in ufficio e viceversa e anzichè stare parcheggiato 8 ore, nel frattempo continua a viaggiare e spostare persone o merci, oppure va in centrale a ricaricarsi? Molti dei problemi elencati nei post precedenti sarebbero già molto meno gravosi (distribuzione, accumulo, picchi, colonnine in tutti i parcheggi, ecc.). Cose che 10 anni fa erano difficilmente realizzabili, ora sono tecnologicamente alla nostra portata, probabilmente tra dieci anni saranno realtà. Avere un auto di proprietà sarà una scocciatura.

Sarà sicuramente un passaggio lento, magari 10 anni non basteranno, ce ne vorranno 20 o forse 30, ma di sicuro sarà di gran lunga più rapido e drastico delle evoluzioni che ci sono state in passato nel campo della mobilità.

E' chiaro che tutti i settori produttivi legati alla mobilità rischiano di andare in contro ad un vero e proprio collasso, con drammatiche conseguenze occupazionali e quindi sociali. Forse è questo l'unico grande problema dell'avvento di una mobilità elettrica e autonoma.





Sisifo: "In realtà sembra che le pompe di calore siano particolarmente efficienti ed anzi abbiano un'efficienza superiore alle caldaie a gas per il riscaldamento delle abitazioni, non ho sottomano i dati ma dove vivo è molto più economico scaldare la casa con l'elettrico che a gas, e la corrente non costa particolarmente poco."

Parli di EFFICIENZA o di convenienza economica, dovuta al fatto che sfrutti un accumulatore a costo bassissimo fornito dalla natura?

Detto ciò, non credo, ma non ho dati precisi al riguardo, che le pompe di calore siano applicabili in contesti urbani, e 1/3 della popolazione italiana vive in centri ad elevata densità abitativa (dati ISTAT).
Per il punto 5 considererei la curva a M del consumo giornaliero:

https://www.terna.it/DesktopModules/GraficoTerna/GraficoTernaEsteso/ctlGraficoTerna.aspx?sLang=it-IT


Nelle ore serali c’è già oggi un’ ampia disponibilità di potenza ( si viaggia a 2/3 del max ) e qualcosa si può fare nel pomeriggio.

Utilizzare una ricarica intelligente (un sistema in rete che utilizza i dati in tempo reale che sono disponibili – carica più veloce quando c’è maggior disponibilità) attenuerebbe l’ impatto sulla rete.
(non sarebbe un sistema “stupido” come per i picchi da condizionamento estivo)

Avere una regolazione dei carichi automatica agevolerebbe il lavoro del distributore.
Per milioni di auto il sistema attuale non reggerebbe, ma c’è margine per un passaggio graduale.


Per il punto 6 non punterei solo sul fotovoltaico, ma anche su altre fonti discontinue (eolico).
Lo stesso sistema di ricarica intelligente potrebbe spingere per caricare di più quando c’è maggiore disponibilità rinnovabile.
Rinnovabile per l’Italia e la Svizzera includerei l’idroelettrico.



La ricarica intelligente è un discorso che cade se ho fretta di ricaricare, max potenza quando mi serve. Ma molti veicoli stanno fermi per tante ore al giorno, c’è spazio per una ricarica a turno.
@pgc

Parlo di efficienza, o perlomeno come viene definita qui in Australia... :D

"Heat pumps can seemingly defy the laws of thermodynamics, because they can deliver much more than one unit of heat (or cooling) per unit of electrical energy consumed. This is because they are extracting heat from around the evaporator and dumping heat to the environment around the condenser. Electricity is being used to concentrate and shift heat, not to produce heat directly as in a resistive electric radiator or fan heater. And, as motor, compressor and heat exchanger efficiencies improve, they can do more useful work per unit of electricity consumed. Indeed, the exciting thing about heat pumps is that (in theory) they can deliver up to 10-15 times as much energy as they consume driving the compressor! So a leading edge (at present) residential heat pump can deliver heat at 600% efficiency, compared with a gas heater at 50% to 95% efficiency. When the electricity is produced using renewable electricity, this delivers astounding reductions in greenhouse gas emissions."
Alan Pears AM (RMIT University)

Le pompe di calore, sia per riscaldare la casa che per riscaldare l'acqua, sono semplici e pratiche da installare e sono pressochè la norma negli appartamenti, ed hanno il solo limite di avere un'efficienza ridotta quando le temperature scendono sotto una certa soglia di differenziale fra la temperatura dell'aria esterna e la temperatura di output. Considerando un termostato impostato a 20°, anche con una temperatura esterna di 0° il COP è di solito almeno 2, ma ci sono ovviamente enorme differenze fra prodotti di diverse marche.

Forse tu avevi in mente le pompe di calore geotermiche, che hanno un rendimento maggiore (20-25% in più) a fronte però di un costo iniziale enormemente superiore. Una pompa di calore con serbatoio di accumulo per l'acqua calda qui costa da AUD2000 in su (1500 Euro) mentre una per riscaldamento parte da poche centinaia.

@ST
Dove vivo io si lasciano le porte aperte di notte e solo da un anno la polizia ha iniziato a mettere cartelli nei parcheggi con scritto di chiudere la macchina a chiave se si lasciano oggetti di valore in vista... :D
Immagino che anche tu viva in un contesto simile, perchè furti e vandalismo sono tristemente comuni un po' in tutta Italia. Chiedere alla SIP i costi di riparazione delle cabine telefoniche, quando ancora esistevano.

Le statistiche dei furti d'auto parlano chiaro: l'Italia è (quasi) in testa alla classifica europea, curiosamente dominata dalla Svizzera (!), con più o meno 5-600 furti all'anno ogni 100.000 abitanti. Il vandalismo però è quello che più preoccupa nel caso di diffuse colonnine per la ricarica di auto elettriche, e qui i dati non esistono ma sono sicuro che si tratti di numeri molto superiori alla Svizzera.

Quanto poi ai furto di airbag, navigatori e altri accessori, si tratta di un fenomeno tipicamente italiano purtroppo (ma i ladri in altri paesi impareranno presto), ci hanno scritto articoli tutti i principali quotidiani negli ultimi due anni perchè la cosa sta letteralmente sfuggendo di mano.
le pompe di calore funzionano bene quando all'esterno non ci sono meno di 4 0 5 gradi. questo inverno durante i 2 o 3 giorni di neve il mio no faceva caldo.
Purtroppo bisogna prima cambiare il modo di ragionare degli esseri umani. Ora non vedo i dettagli dei commenti ( autore e numero di commento), si dice che senso ha comprare un'auto quando puoi prendere una sorta di autobus. Ha lo stesso senso di compeare una una audi q6 o un bmx x6 invece di una 500xl. O un fuoristrada quando il massimo del "fuoristrada" sarà il parcheggio sul marciapiede. O comprare macchine che fanno i 250 quando i limiti di velocità non lo permettono. Come già stato detto ci sono troppe auto, segno di una mentalità distorta che va ben oltre allo status symbol. Molto è già fattibile. Basti pensare ai parcheggi dei supermercati e non solo (aereoporti, stazioni, ospedali, fiere). Vaste aree che si possono benissimo "pannellare" col fotovoltaico col vantaggio di proteggere snche le auto da sole e pioggia. Collegarle alla rete elettrica non penso sia fantascienza. Una curiosità ieri mi è arrivata una lettera di eni e fra le varie cose citava le % di origine della energia. Nucleare 4% nel 2016. Rinnovabili diminuite dal 2015 al 2016 mentre l'energia prodotta con gas naturale è aumentata. Scusate l'ot.
Sisifo,
si pensavo alle pompe di calore geotermiche: confesso la mia ignoranza in materia (che sto cercando di superare grazie ad una sana ricerca su internet).

Paolo,
al punto 6 non si capisce se parli di area dei pannelli fotovoltaici o di area necessaria per l'impianto, che è di solito, secondo una "regola del pollice", almeno 1.6 volte l'area dei pannelli. Quest'area include anche trasformatori, inverter etc.
Il post di Paolo ha il pregio di stimolare la discussione, ma secondo me è necessario distinguere gli aspetti di "fattibilità" da quelli di "praticabilità".
Quello che Paolo ha inteso dimostrare è che convertire tutto il parco auto in elettrico è TECNICAMENTE possibile, ovvero che la fisica e le tecnologie che già oggi esistono non pongono limiti.
Questo passaggio non è così scontato: se volessimo alimentare le auto solo con l'idroelettrico potremmo scoprire che in Italia non piove abbastanza acqua in un anno, per cui magari sarebbe fisicamente impossibile, anche costruendo dighe ovunque.
O se volessimo alimentarle solo con l'eolico potremmo scoprire che dovremmo coprire di pale mezza Italia, e sarebbe altrettanto impossibile.
I conti di Paolo invece dimostrano che è possibile farlo, con le tecnologie attuali, coprendo "solo" 528 kmq di territorio.

Dopodiché è evidente che non si arriverà mai a costruire un unico campo fotovoltaico di quelle dimensioni, così come l'energia necessaria non arriverà solo dal fotovoltaico, ma sicuramente da un insieme di tecnologie rinnovabili in varie proporzioni, ma in ogni caso nessuno può dire che sia "impossibile" farlo.
Analogamente, mi sembra assurdo discutere di come la rete elettrica italiana debba essere pesantamente adeguata, o di quanto questo costerà, o del fatto che le tasse sui carburanti dovranno spostarsi su altro. Sono tutte cose vere ed ovvie, ma, al contrario dei limiti fisici e tecnologici, che non possiamo pensare che possano essere modificati a nostro piacimento, quelli sono puramente limiti organizzativi ed economici, che invece sappiamo che si modificano di continuo in base a come si trasformano le società e i consumi.
Nella situazione in cui siamo oggi è ovvio che non possiamo dare un'auto elettrica a tutti. Così come non tutti hanno accesso alla banda larga, o al metano per il riscaldamento, o alla copertura della rete cellulare.
Il fatto di non riuscire a risolvere il 100% di un problema non è un buon motivo per non cercare di risolvere almeno l'80%.
Io posseggo una Renault Zoe, di cui sono contentissimo, ma sono il primo a dire che se fai molta autostrada o se non hai un box auto in cui poter ricaricare di sera l'auto elettrica non fa per te.
Ma se anche solo tutti quelli che, come me, fanno poca autostrada e hanno un box auto riservato passassero all'elettrico, sarebbe già sufficiente per avere un parco auto circolante enormemente superiore. E questo porterebbe poi produttori di auto, distributori di energia, e anche governanti, a modificare le strategie per consentire a un sempre maggior numero di persone di sposare l'elettrico, senza bisogno di pensare a chissà quali "rivoluzioni" fatte dall'oggi al domani.
Pensate solo a quante famiglie hanno due auto, di cui una utilizzata solo per gli spostamenti in città o casa/lavoro, per le quali le ATTUALI auto elettriche sono già perfette. Se solo trasformassimo quelle in elettrico, si genererebbe abbastanza spinta dal lato politico/economico per rendere possibile anche i passi successivi.
Conto molto spannometrico.

Un’ auto che fa 12000 km l’anno richiede 2 MWh l’anno.

44 milioni di auto fanno 88 TWh l’anno

Al giorno sono 241 GWh

Ipotizzando una carica distribuita nelle 24 ore
tutto il sistema delle auto elettriche necessita di una potenza di 10 GW .

Andando a vedere la cura a M
https://www.terna.it/DesktopModules/GraficoTerna/GraficoTernaEsteso/ctlGraficoTerna.aspx?sLang=it-IT

In questi giorni il picco è 46 GW il minimo 27 GW.
Facciamo che 46 GW sia il massimo della produzione (non è così perché il sistema ha varie capacità di riserva per manutenzioni ecc.)
La capacità attuale non basta ma non siamo lontanissimi.
Ovviamente ci sono molti problemi pratici (le centrali attuali che terremo accese non sono le più adatte al funzionamento continuo).
@pgc
Il vantaggio delle pompe di calore è che l'energia elettrica viene impiegata per alimentare il compressore, non per generare calore direttamente. Il calore viene prelevato dall'aria o dall'acqua, ed il COP (ovvero il rapporto fra energia consumata e calore prodotto) è tanto maggiore quanto più basso è il differenziale fra temperatura dell'aria o acqua esterna e temperatura di output.

La maggioranza delle pompe di calore vendute qui ha un COP che raggiunge 5 quando la temperatura esterna è intorno a 8-10°, il che significa che per 1 kWh di potenza consumata la pompa fornisce 5 kWh di calore generato equivalente. Più o meno tutte le pompe di calore moderne hanno un COP di almeno 1.5/2 con temperature esterne di -5/6°, mentre con temperature più basse il rendimento scende drasticamente.

Un esperimento che ho in mente di fare è usare dei pannelli solari termici per scaldare un deposito di acqua (diciamo di 4-5mc) ed usare una pompa acqua-aria per incrementare il COP: i pannelli solari non sarebbero in grado di scaldare la casa, e soprattutto lo farebbero quando non mi interessa che sia calda, ma accumulando il calore generato lo dovrei poter recuperare la sera tramite la pompa di calore.

@Paolo Attivissimo
Il problema principale per l'adozione di nuove tecnologie è alla fine sempre la politica. Non c'è dubbio che convertire la maggioranza dei veicoli privati in EV sia fattibile tecnicamente e logisticamente, ma se le infrastrutture fossero create dallo stato la cosa potrebbe essere notevolmente accelerata. E' questione di priorità (in alcune lingue priorità si pronuncia come interessi privati, ma sono sicuro sia una coincidenza).

Mi spiego con un esempio: l'Australia è un paese dove in circà metà ci sono inondazioni per sei mesi l'anno, e nell'altra metà c'è siccità negli stessi sei mesi. Ora, costruire acquedotti in grado di portare l'acqua dal nord al sud è decisamente fattibile, è una tecnologia vecchia di un paio di millenni direi :) e se si possono fare decine di oleodotti ben più lunghi direi che trasportare acqua non sia un problema.

Costa? certamente, ma spenderemo quest'anno 55 miliardi di dollari per comprare 15 sottomarini (diesel!) per difenderci dalla possibile invasione della Cina, il che a mio parere sarebbe un'ipotesi decisamente remota visto che i cinesi sono proprietari di un numero enorme di business e fattorie, oltre che di real estate.

Se si sceglie di far fallire i contadini e si fa costruire un enorme impianto di desalinizzazione che consuma quanto un V8 stubato per produrre mezzo litro d'acqua potabile, è perchè si tratta di una scelta politica, non tecnica.

Vado oltre, visto che è stata tirata in ballo la batteria di Tesla venduta al SA. Il SA ha un problema di grid, non di accumulo. C'è un solo punto di interscambio con la grid del Victoria, ed in caso di un problema entrano in ballo sincronie e ottimizzazioni non facili da implementare.

Basta in pratica un palo della luce abbattuto dal vento (e visto che l'80% dei pali della luce in regional Australia sono ancora di legno, spesso vecchi di cent'anni ed il vento arriva anche a 160 km/h non è certo un caso isolato) per creare un black out in tutto lo stato, senza che la fancy batteria possa far nulla per evitarlo. Del resto è una situazione voluta: si sono chiuse le centrali a carbone per puntare su energie rinnovabili su una grid isolata, non serve un genio per capire come la cosa non possa stere in piedi. In Europa è diverso perchè l'interconnessione delle reti nazionali è ottima ed abbondante, e quando non tira vento in Germania e la centrale a lignite non ha tempo per incrementare l'output interviene il nucleare francese o l'idroelettrico norvegese.

Uff, si vede che non ho nulla da fare oggi, scusate lo sproloquio... :D
Ciao

Riporto dati aggiornati al dicembre 2017 ricavati da ANSA Motori.
Dunque ci sono circa 37.160.000 di veicoli circolanti con età media di 11 anni in aumento.
Circolano 1,5 milioni di auto Euro 0 e 7,6 milioni di auto pre Euro 3.
Si prevedono 14 anni per il completo ricambio.

Che dire, c'è parecchio lavoro da fare anche solo per arrivare ad EURO6 figuriamoci per l'elettrico.


Ciao Ciao, Moreno

Domanda: ma secondo voi sarebbe possibile "ricoprire" di pannelli FV le autostrade, o ci sono degli impedimenti tecnici/normativi che lo impediscono?
@dario penso che potrebbe limitare i soccorsi oltre a limitare la visibilità. Credo.
@ Dario Zanetti,
coprire le autostrade di pannelli fotovoltaici darebbe circa 200kmq di superficie, un bel numero ma non sufficiente. I costi sarebbero ovviamente proibitivi e le controindicazioni tante, cito le prime che mi vengono in mente: 1-manutenzione dei pannelli estramente costosa data la difficile accessibilità ai pannelli stessi.
2-necessità di installare impianti di evacuazione fumi (come nelle gallerie). 3- necessità di provvedere al lavaggio strade. 4-necessità di implementare sistemi antincendio (negli impianti fotovoltaici ci sono molte cose che possono bruciare e propagandare un incendio).

A livello di infrastruttura converrebbe installare una linea aerea come nelle ferrovie e dotare i mezzi di pantografo eliminando le batterie interne, per ora esiste solo un esperimento di questo tipo per un paio di km sull'autostrada E16 in Svezia.

Personalmente ritengo che il problema principale sia la quantità di auto circolanti il vero problema è che la transizione verso l'auto elettrica potrà avvenire una volta ridotto notevolmente il parco automobili, per fare ciò necessiteremo di una migliore rete di trasporti pubblici, in particolare ferrovie e metropolitane. Ma soprattutto sulle seconde siamo particolarmente arretrati.

Moreno,

Le normative Euro sulle emissioni non sono tappe obbligate. L'elettrico permette di saltarle a piè pari. Come non è più necessario avere un lettore mp3 o un mavigatore se si ha uno smartphone.

Il che porta ad una riflessione laterale. Meno ricerca sui motori endotermici porterebbe ad una potenziale perdita di conoscenze applicate alle tecnologie dei materiali.
Dario e Sonolo,

vero anche che nessuno installerebbe dei pannelli FV orizzontalmente. Vanno installati verso Sud e con l'inclinazione migliore per ottimizzare l'energia durante il giorno peggiore d'inverno. Quindi un telaio metallico lascerebbe spazio per luce e aria.

Concordo che comunque fino a prova contraria i costi sarebbero elevati rispetto a una installazione a terra e la convenienza rispetto all'uso di un'area dedicata dubbia, sia per le operazioni che per l'installazione. Ho visto comunque alcune barriere antiacustiche autostradali ricoperte di pannelli FV, anche se non ricordo dove, in Europa.
Sono del tutto d'accordo che il parco auto circolante vada RIDOTTO ancor prima che elettrificato, l'ho già scritto in altra discussione :D non volevo fare la figura del fissato integralista.

La barriera fotovoltaica è presente anche sull'autostrada Bolzano-Trento, andando dalla prima alla seconda ce li si trova sulla destra. Una struttura simile è fattibile, da quella sono partito per immaginare una (ardita?) copertura che non sia laterale ma sopra le corsie. Non necessariamente integrale a mo' di tunnel, più una cosa in stile "tettoia"...

Però, stante le indubbie difficoltà, i vantaggi io li trovo molto attraenti: diminuzione delle temperature interne delle auto (minor uso dei condizionatori) e soprattutto il rendere doppiamente produttiva una data superficie.

Io sogno, eh!

https://www.autobrennero.it/it/la-rete-autostradale/sostenibilita-ambientale/fotovoltaico/
Ciao

@ Stupidocane
Sì certo, teoricamente è così ma se non si riesce neanche a convincere i 9,1milioni di possessori di auto altamente inquinanti a cambiarle con qualcosa di meglio, la vedo dura convincerli ad acquistare un auto elettrica.
Sarà anche il 24,5% del parco macchine ma probabilmente produrrà oltre il 50% degli inquinati totali.

Mi sfugge il significato della "riflessione laterale", le leghe in uso per i motori endotermici non mi sembrano niente di particolare, nulla se paragonato ai materiali che sono e dovranno essere sviluppati per il passaggio reale ad una trazione totalmente elettrica.
Come dicevo nel mio primo post, non è un reale problema energetico a limitare la diffusione delle auto elettriche ma proprio un problema di materiali e di materie prime.

@Dario Zanette
Concordo con chi mi ha preceduto, è improponibile pensare di coprire le autostrade i pannelli fotovoltaici.
Tra l'altro sarebbe anche probabilmente inutile, i pannelli fotovoltaici sono una tecnologia di oggi ma sono destinati a sparire sostituiti da tecnologie ancora in fase di gestazione.
Una delle possibili future alternative potrebbero essere ad esempio (notare la sfilza di condizionali 8<)) ) le vernici fotovoltaiche che sfruttano la luce diffusa invece di quella diretta spesso troppo energetica per essere adeguatamente sfruttata.


Ciao Ciao, Moreno
Visto che si chiede la disponibilità a immaginare soluzioni, per ciò che riguarda la produzione e la distribuzione dell'energia elettrica consiglierei di dare un'occhiata a http://www.geidco.org/html/qqnycoen/index.html .
Alcune osservazioni.
1. Il progetto si basa sulla realizzazione di linee elettriche ad alta efficienza per la trasmissione a lunga distanza. Questo permette di utilizzare meglio le risorse, in quanto per esempio se il vento manca a X probabilmente c'è a Y.
2. Il progetto è basato sull'ipotesi di collaborazioni internazionali. Solo a me sembra che soluzioni autarchiche siano velleitarie?
3. In un articolo uscito su Le Scienze dicembre 2017 (http://www.lescienze.it/archivio/articoli/2017/12/01/news/l_internet_dell_energia-3771337/ per chi è abbonato) si fa riferimento alla possibilità che l'Italia partecipi, per il solare, con impianti termici più che con il fotovoltaico. Mi stupisce che nessuno abbia prospettato questa soluzione.
Sui dati:
37 milioni di auto sembra un dato più accreditato
in quanto le realmente circolanti (44 milioni pare si riferisca alle auto registrate)


Rifacendo i calcoli con i 37 milioni

Sono 74 Twh/anno
(da confrontare con gli attuali consumi di 350 Twh)

Quindi 202 Gwh al giorno

pari ad una potenza aggiuntiva di 8,4 GW

Questi 8,4 GW sulla carta in buona parte dell’anno sono reperibili.
Il sistema è arrivato a fornire 59 GW in occasione di picchi estivi.

Si può stimare che ci sia una ampia capacità non utilizzata, tuttavia va considerata con molte riserve.
Si tratterebbe delle centrali termoelettriche meno efficienti o meno adatte all’uso continuativo o meno ecologiche.
Considerazioni specifiche sull’idroelettrico (50 % della componente rinnovabile in Italia)
Per la ricarica di batterie l’idroelettrico ad ”acqua fluente” lo dobbiamo considerare in termini diversi rispetto alle centrali a bacino.
quindi calando le analisi su possibili investimenti direi gestori della Grid (Terna in Italia) produttori di Cobalto e Litio (personalmente la cosa mi fa pero' senso visto le condizioni ambientali\sociali dei posti dove ci sono le miniere di Cobalto) e Gas (produttori e distributori) perche' chi pensa di poter sostenere la richiesta di energia derivante da un massiccio passaggio all'auto elettrica con l'eolico\solare e' quanto meno un ingenuo. Gia' adesso il costo dell'energia in America negli stati dove il contributo di queste e' piu' elevato e' piu' alto, perche' comporta il costo delle centrali a gas tenute in standby per coprire i buchi derivanti dalle perturbazioni atmosferiche.
Gianni Mello,

hai ragione. In molti oggi sottovalutano i problemi derivanti da un sistema puramente ad eolico/solare. Sia quello dovuto alla mancata produzione notturna, sia quello - imponente - dovuto all'imprevedibilità della produzione per fattori imprevedibili e stagionali (anche su grandi aeree, perché la meteorologia purtroppo riguarda aeree che in alcune situazioni possono essere grandi come un Paese o un Continente). E ancora non abbiamo un sistema di accumulazione dell'energia conveniente che permetta di prevenire sia il calo notturno nella produzione che quello di lunghi periodi di nuvolosità e/o mancanza di vento. Soluzioni come i laghi di pompaggio (Brasimone per es.) non sono sempre applicabili. Trasportare la corrente dove serve non basta sempre.

Quello che dimentichi però è che la ricerca va avanti e che emergono continuamente tecnologie diverse che possono diventare fattibili e convenienti nel futuro (parliamo di un ricambio in 20 anni).

Quindi non si tratta sempre di "ingenuità", come scrivi, ma di interesse in una possibile soluzione ad un problema imponente: quello delle condizioni ambientali e di vita nelle nostre città e nel nostro Paese.

Infine, tu parli delle condizioni nelle miniere di Cobalto. E hai ragione, ma il discorso si applica a gran parte delle miniere, e io francamente darei qualsiasi cosa per chiudere il rubinetto che fornisce fondi illimitati a paesi dispotici e violenti come l'Arabia Saudita.
@moreno io faccio parte dei 9.1 milioni di possessori di auto inquinanti. Quella che mi manca non è la volontà di cambiare auto ma questi: €€€€€. E per il tipo di lavoro che faccio non ho accesso al credito (nessuno al momento da credito se non hai un lavoro "sicuro" per la durata superiore al finanziamento, ma i progetti di ricerca -e reletivi contratti- da me sono solo annuali). Quindi il problema di base è molto più "profondo", non solo tecnico e politico, ma anche "sociale".
Ciao

@ST
Si certo, davo per scontato che, tralasciando le poche migliaia di auto da collezione, la maggior parte della gente che non cambia l'auto lo fa perché non può sostenerne l'onere finanziario.
Nel mondo dei sogni saremmo tutti in giro con la Ferrari elettrica 8<)))).


Ciao Ciao, Moreno
Dopo i calcoli spannometrici (stime comunque cautelative – consumi da Tesla)
qualche riflessione.
I 74 TWh /anno sarebbero un incremento del 20/ 25 % dei consumi attuali
La potenza aggiuntiva di 8,4 GW sarebbe potenzialmente disponibile. (Ipotizzando di accendere le centrali meno “buone”).
Si tratta di decidere come soddisfare questo fabbisogno.
Riattivare 4 grosse centrali a carbone non è certo la soluzione auspicabile.

La strada è verso un sistema nel suo complesso più intelligente.
Le batterie di milioni di vetture elettriche sono un enorme accumulo distribuito.
La presenza di questo generoso accumulo permette di gestire (molto meglio) le produzioni discontinue (tipicamente solare, eolico) o sfruttare appieno le fonti non regolabili (idroelettrico ad acqua fluente, geotermico) . Queste citate sono tutte rinnovabili.

L’accumulo è quindi sempre lento non va visto in funzione non solo dell’autonomia ma anche in funzione della disponibilità di energia pulita (carico quando c’è sole, vento, di notte, di domenica...)
Immaginando circa 12 km/litro ho visto che il consumo dei carburanti attuali è tra 1100 e 1200 TW per cui c'è anche un miglioramento di rendimento anche a parità di origine dell'energia. Adesso il problema è di infrastruttura in primis e poi tecnologico, le richieste sono quelle di una Model S e certamente non di una Leaf che sarebbe spesso non utilizzabile lavorativamente.
@Moreno,
Però in molti comuni grandi e piccoli è di fatto vietato girare con macchne euro 0, 1 o 2, salvo deroghe speciali.
Quindi ci sarebbero milioni di persone dotate di tali deroghe?
Oppure i divieti sarebbero come le "bolle" di manzoniana memoria?
@cimpy commento 118
No, ci sono milioni di persone che non usano l'auto in quei giorni o evitano quelle zone. Oppure escono presto e tornano tardi.
Quei divieti non sono sempre attivi. Ma solo alcuni periodi o zone (centro in periferia schiattino pure).
La maggior parte delle auto molto vecchie penso sia di proprietà di pensionati che si guardano bene da comprare un nuovo modello. D'altro canto sono anche auto che fanno sempre meno chilometri, anche se sempre in ambito cittadino.
Cosa fare? Forse creare degli incentivi non solo per il nuovo, ma anche per l'usato di qualità.
Ciao

È inutile porsi domande su chi è perché possiede auto altamente inquinanti sta di fatto che ci sono e ce ne sono tante.
Sicuramente, purtroppo, saranno più al sud che al nord dove abbiamo d'inverno condizioni climatiche che favoriscono l'accumulo d'inquinanti e quindi il blocco del traffico.
Al sud le condizioni meteo sono molto più favorevoli, probabilmente ci saranno blocchi del traffico più limitati, questo non toglie che comunque l'inquinamento viene prodotto, semplicemente viene disperso meglio.

Tornando all'argomento elettrico, non è mica detto che per forza si debba utilizzare l'elettricità anche nei veicoli, la si può utilizzare localmente per produrre altri vettori energetici più facilmente stoccabili come l'idrogeno.
Leggo oggi sull'ANSA la notizia "Flotta di camion a idrogeno negli Usa per birra Bud" 800 camion ad idrogeno con autonomia di fino a 1931Km e ciliegina sulla torta, si fa il pieno in 20 minuti.
L'idrogeno può essere un'ottima soluzione per il trasporto pesante dove lo spazio abbonda ed è richiesta notevole potenza ed autonomia ed ovviamente ad impatto 0.

Non è tecnicamente impossibile immaginare megaimpianti solari in aree semidesertiche vicino al mare che producano idrogeno trasportato tramite idrogenodotti nei luoghi di consumo, tra l'altro così ci sarebbe anche energia per produrre acqua potabile che da quelle parti vale più dell'oro.
I problemi sono tanti e tante possono essere le soluzioni, basta solo trovarle ed applicarle.

Ciao Ciao, Moreno
Mmm in lab ho un piccolo generatore di idrogeno. Devo vedere quanto consuma. Però premetto che è "schizzinoso" l'acqua deve avere delle caratteristiche ben precise. Poi vi aggiorno :)
Se l'obiettivo è l'indipendenza energetica (almeno per quello che riguarda l'autotrazione) dai soliti noti, obiettivo che condivido in toto, usare il gas naturale in celle di combustibile sarebbe una soluzione pratica, efficiente, poco costosa e quasi allo stesso livello di impatto ambientale degli EV.

L'Italia produce circa 6 miliardi di Sm3 di gas naturale all'anno, pari (se i due bicchieri di cabsav non mi hanno offuscato troppo) a più di 6.000 TWh.

La rete di distribuzione è già lì, con calma si può pensare a sostituire parte del gas con idrogeno generato da energie rinnovabili senza sostanziali modifiche ai veicoli.
Ciao

Beh si sa che per spezzare il legame OH ci vuole tanta energia e per fortuna visto che è la stessa energia che si ricava dalla sua ricostruzione.
Ho fatto un po' di calcoli, spero giusti.
L'energia media del legame OH è 458,9KJ/mole, i legami sono 2 per cui fanno 917,8KJ/mole (254,944 Wh/mole) e si ottengono 2 moli di H pari a 2,016g.
Quindi ci vogliono circa 126,47 KWh per ottenere 1kg d'idrogeno.
Dato che il rendimento sarà notevolmente inferiore al 100%, diciamo 75%. ci vorranno circa 170KWh/kg.
Per quel che riguarda il motore, se endotermico, dovrebbe avere più o meno lo stesso rendimento di un motore tradizionale a benzina.

Essendo quella dell'idrogeno, un'economia circolare (parti dall'acqua de riottieni acqua), il rendimento non ha grossa importanza se non per il costo chilometrico dell'utente finale.

Il grosso vantaggio dell'idrogeno è che non richiede, almeno per la parte motore se non si vuole andare sulle celle a combustione, tecnologie partiocolarmente innovative.


Ciao Ciao, Moreno
Ciao

P.S. Nell'ottica ecologica, non ho preso neanche in considerazioni altri metodi di produzione dell'idrogeno basati sulla rottura dei legami CH degli idrocarburi.
Comunque anche quella, in determinate condizioni, può essere una strada percorribile.


Ciao Ciao, Moreno
Mmm non ho yrovato i consumi del generatore solo che produce con un flussodi 250ml/min e come alimentazione richiede 110-120 v 60hz o 220-240 a 50hz.
Però produce hidrogeno puro al 99.999% e richiede acqua a 5 micro S di conducibilità. Mi chiedo quindi se un'auto montasse un generatore a livello energetico con una batteria che su rucarica col moto dell'auto ad impatto di costi di produzione come potrebbe essere messa (lo so che una doppia trasformazione è sconveniente e dispendiosa ma azzererebbe o quasi ogni emissione anche di produzione di corrente)
Ciao

Per avere un'indicazione dei consumi dovresti guardare se l'etichetta dell'apparecchio riporta anche i dati della corrente assorbita o della potenza massima.
Comunque, trattandosi di un gas, il dato di 250ml/min dice poco, occorrerebbe almeno sapere a che pressione.

Se ho ben compreso quello che intendi l'impianto dovrebbe essere più o meno:
Serbatoio idrogeno - cella a combustione - batteria - motore elettrico così da poter recuperare l'energia di frenatura.
Penso che sia possibile, non so però le potenze generate dalle celle che dovrebbe essere sicuramente elevata, bisogna vedere in termini di pesi/ingombri/costi cosa ne verrebbe fuori.

Ciao Ciao, Moreno
Paolo e' generalmente una persona piantata per terra.
Solo in 2 occasioni e' traviato
La prima, piu' comprensibile, nella finta lotta alle fake. Essere presi in giro e' qualcosa che capita.
La seconda e' in suo amire accecante per le auto elettriche.
Capiamoci, sbavo anch'io per le elettriche, ma bisogna guardare in faccia alla realta'.
Anche la lotus elise e' bellissima ma non in linea con le mie esigenze

Questa e' la risposta ristretta all'atto d'amore:
https://allarovescia.blogspot.it/2018/05/cosa-vuoi-che-sia.html

:-)