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44 commenti

Intelligenza artificiale e robotica: demo impressionanti

Google ha presentato pochi giorni fa una demo di una conversazione telefonica nella quale un assistente digitale prenota un appuntamento dal parrucchiere in modo assolutamente naturale, dialogando con la persona che risponde alla chiamata e inserendo anche degli umanissimi ”uhm” e “mm-mmh” qua e là.



La reazione alla demo è stata fortissima e molto emotiva: molti utenti si sono sentiti ingannati da questo uso della tecnologia perché vorrebbero sapere se stanno parlando con una persona reale o con una segreteria telefonica particolarmente sofisticata. Google si è affrettata a precisare che Google Duplex (si chiama così questa nuova, imminente versione dell’assistente digitale dell’azienda) si identificherà chiaramente quando verrà messo a disposizione degli utenti.

Intanto la robotica umanoide fa grandi passi (perdonatemi il gioco di parole): se nove anni fa era ancora al livello di prototipi ingombranti, goffi e legati a un’imbracatura e a un’alimentazione esterna...



...oggi Boston Dynamics presenta un robot che cammina da solo su terreno accidentato e supera gli ostacoli saltando, senza un’alimentazione esterna:



Certo, bisogna tenere presente che queste sono dimostrazioni ottenute in ambienti controllati e selezionando soltanto i risultati migliori, per cui vanno prese con un pizzico di prudenza, ma il progresso è davvero notevole.
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Commenti
Commenti (44)
Solo una parola (scusate il francesismo): BOIA!
Beh, l'assistente digitale di Google potrebbe risultarmi utile quando mia moglie mi chiama per cazziarmi per qualcosa che mi sono scordato di fare... l'attivo e gliela lascio sbrigare a lei, se supera "la prova" con mia moglie, vorrà dire che questa IA è pronta per qualsiasi confronto! :-p
Avete presente quando, nel primo Jurassic Park, i velociraptor imparano ad aprire le porte?

Nonostante tutti i pericoli già presenti, compreso un mostro carnivoro alto come una villetta bipiano e pesante quanto un paio di elefanti, quella lì è la scena in cui più o meno tutti gli spettatori pensano "ok, ora sono VERAMENTE fottuti" (pardon my French).

Ecco, quando vedo queste cose, da un lato penso "yay!", "gran figata!"; nel caso dell'IA di Google "che rivoluzione per chi ha una fobia sociale!", per i robot deambulanti "pensa alle implicazioni per i disabili!"; per entrambi "un giorno ci eviteranno lavori monotoni e alienanti!".

Però c'è una piccola parte di me che pensa "ci stiamo avvicinando a grandi passi al momento-maniglia, e per di più siamo NOI che stiamo insegnando al raptor come funzionano le porte"...
Riguardo Google Duplex lascio l'ultima puntata di BreakingItaly (canale Youtube d'informazione) che ne parla, e che mi ha lasciato un po' di angoscia. In effetti, quali sono i reali vantaggi nell'avere un assistente digitale che imita "perfettamente" un essere umano? Sarò io pessimista ma ne vedo solo risvolti negativi: fake news, ricatti, burle...
Voi che ne pensate?

https://www.youtube.com/watch?v=xbEFwjD1yRo
@Patrick Costa

potra' anche superare il Test di Turing ma nessuna AI potra' mai superare il Test di Wife. :)
Beh, la prima conversazione, quella del parrucchiere, è andata piuttosto liscia. Sono rimasto impressionato dalla seconda con il ristorante... Non è riuscito a prenotare perchè non ce n'era bisogno e ha tenuto bene la conversazione. Un ipotetico assistente che obbedisce rigidamente alle 3 leggi della robotica, a un ordine di prenotare un tavolo, non so come avrebbe reagito non riuscendoci... Asimov ne sarebbe stato fiero...
il bot di google è impressionante
Quanto alla demo di Duplex ho alcune domande: 1) Quanta parte delle risposte erano parte di un template per specifiche situazioni (parrucchiere, ristorante, meccanico, idraulico, ecc.) e quanto sono "universali"? 2) E' previsto che risponda di non aver capito l'interlocutore umano? (linguaggio, situazioni ambigue, audio disturbato) 3) Che succede se la linea si interrompe? Richiama e riprende dall'inizio? "Sa" di essersi magari parzialmente accordato? 4) Che succede se a rispondere è un sistema automatico? E se risponde una segreteria telefonica che fa? Se ne accorge o tenta di "parlarci"? 5) Perché simulare così bene il parlato umano (pause, Uhm, ehm...) se poi dovrà premettere di essere una "macchina"? 6) Quanto abbiamo visto è "solo" un Proof Of Concept (vedi Google Glass)? 7) E' previsto che Duplex possa interagire con "un altro sé stesso"? (il "mio" Duplex chiama il Duplex di un amico per fissare un incontro...). 8) E' previsto che Google venderà Duplex come servizio "embedded" in soluzioni cloud di terze parti?

La demo è impressionante, ma preferirei capire meglio cosa "c'è sotto", tecnologicamente parlando.

Ciao!
Marco
sorprendente ma inquietante a dir poco,un finto umano per fare cosa esattamente? Gia` si sono dimenticati di Cambridge Analityca? Assurdo!
A quando il robot positronico di IA? (Isaac Asimov. non intelligenza artificiale ;-))
Chi ha pensato al Duca-Conte Semenzara leggendo dell'assistente virtuale che colloquia tranquillamente colla controparte telefonica ingannandola perfettamente? :-)
"bisogna tenere presente che queste sono dimostrazioni ottenute in ambienti controllati e selezionando soltanto i risultati migliori"

Certo ma se qualche anno fa il risultato migliore in ambiente controllato era uno scaldabagno con i piedi appeso al soffitto con millemila cavi, c'è stato sicuramente un progresso.
Però c'è una piccola parte di me che pensa "ci stiamo avvicinando a grandi passi al momento-maniglia, e per di più siamo NOI che stiamo insegnando al raptor come funzionano le porte"...

Quanto costerà un bazooka?
Mi preoccupa quando metteranno Google Duplex su Atlas, già mi vedo la scena:
-Buongiorno, parlo con Sarah Connor?
-Sì, bisogno?
-Ehm, sono il corriere di Amazon, non riesco a trovare la sua abitazione... mmm... l'indirizzo sull'etichetta è illeggibile.
-Abito a ..., sono a casa, se vuole la aspetto...
-Non dica altro, arrivo. A dopo!
Bello il commento di Marco!
(Premesso che non ho visto il video... supponendo che sia in inglese, sono troppo pigro per "far finta di impegnarmi".)
Le confersazioni universali che intendo io sono forse anche troppo assurde... (ma non quindi meno "reali"). Capita, o almeno a ME capita, di parlare del "mio" soggetto/evento/cuore/animo/impulso, e nel frattempo di ascoltare anche quello dell'altro... Qui il robottino cosa fa?! parte col fare l'oratoria [https://it.wikipedia.org/wiki/Oratoria_latina]... per ME è complicato!! Se risponde una segreteria, invece, cercherà di "rimorchiarla", questo è sicuro se hanno fatto le cose bene! :-p

Anche Tommy ha ragione... ce la stiamo mett.n.c da soli... Questi IMPERI... Google, Apple, Microsoft, Amazon, ... hanno dimostrato PIU' e PIU' volte di commettere errori, anche gravi... (non ho voglia di argomentare), ma in campo tecnologico, la robotica mista a IA, se non gestita BENE (proprio dai BIG in primis) rischiamo tutti grosso!

P... :-p Il test della moglie è proprio un casino... Troppo complicato da spiegare, perfino a una mega intelligentona di una IA!
Il link oratoria è errato, mi sembrava di averlo scritto giusto... che in ogni caso è questo [ https://it.wikipedia.org/wiki/Oratoria_latina ]... tutti sopravviveranno lo stesso anche senza questo appunto, ma io che devo aggiornare un Windows Server 2016 (per FORTUNA non Core) il venerdì o sabato mattina che si voglia, NO
io non vedo perchè identificarsi come robot, mi ricorda il Red Flag Act... semmai dovrebbe dichiarasi solo su esplicita richiesta
Vado controcorrente e manifesto il mio scetticismo. I prototipi mostrati sono senza dubbio impressionanti, ma a parte verificare quanto di vero ci sia nel bot di Google, dubito fortemente che si riesca a programmare una vera IA a meno di quantum leap significativi della tecnologia.

Gli esempi attuali hanno scopi fortemente limitati, ed il software è più o meno sempre basato su una tabella di situazioni e loro varianti. Il software "impara", ma sempre all'interno di un range preprogrammato.

Le capacità di apprendimento e reazione al mondo fisico che ha un bambino di un anno sono basate su un numero enorme di stimoli sensoriali e reazioni neurali di cui sappiamo poco o nulla, nessun software odierno si avvicina minimamente a queste capacità. E non vorreste certo mettere un bembino di un anno alla guida della vostra auto... :)

IA è un trucco del marketing, per adesso non esiste e non si sa se mai esisterà. Ci saranno evoluzioni spettacolari in alcuni settori a scopo limitato, ma pensare che le stesse case di software che non riescono a progettare un word processor senza migliaia di bug possano creare un software diversi ordini di grandezza più sofisticato a me appare ingenuo.
Call center che finalmente risolveranno i problemi, che che se chiamati 10 volte saranno sempre la stessa risposta. Un sogno che diventa realtà.

Altro settore che andrà molto in crisi nei prossimi 10 anni. Un po' come i casellanti Delle autostrade. Quanti ne sono rimasti???
Per quanto riguarda Atlas veramente impressionante. C'è un video di Boston dinamica molto bello che mostra come il robot percepisca l ambiente in torno a se e come si faccia una mappa dei luoghi. Probabilmente questo tipo di robot non deve neppure essere telecomandato, ma riceve semplicemente un indirizzo è si sposta verso di esso. Notate tutti quella specie di qrcode su foglio a4 attaccati alle pareti, devono essere una specie di numero civico, che dice alrobot dove si trova.

https://youtu.be/Ve9kWX_KXus
Ricorro a tutti che Boston dinamica se la è comprata Google, ed inoltre ha chiuso dei contratti con la d'arpa dd altri enti militari...
Non so quanto tempo ci metteranno ma a breve con google duplex non esisteranno più call center.
Che senso avrebbe pagare una persona e un telefono quando il telefono può fare già tutto?
Lo spam telefonico sta per subire una notevole impennata
Gianmaria,

in realtà Boston Dynamics è stata venduta da Alphabet (Google) a SoftBank Group (Giappone) nel 2017. SoftBank è un grande agglomerato di compagnie coinvolte in telecomunicazioni, IT, elettronica, etc. etc.
Chissà, in futuro, quanti posti di lavoro si porterà via?
Di certo, quando andrà a "regime" e ci saranno le versioni successive, saranno tanti e poi tanti.
Perché mai assumere al Cup (Centro unico di prenotazione delle Aziende Sanitarie), tanto per dire, delle persone in carne ed ossa quando un programma di intelligenza artificiale di generazione avanzata può svolgere quel compito?
Quando saranno più evolute, le versioni, e più economiche, saranno in pochi, suppongo e temo, i manager di grandi aziende che si metteranno problemi per utilizzarli nei propri call center, nei propri sistemi lavorativi... in più, le intelligenze artificiali, non mangiano, non dormono, non hanno figli, non si ammalano, non...
Potrebbero essere funzionanti 24 ore su 24, lo stesso "sistema" di operatore virtuale potrebbe rispondere a molti più utenti in contemporanea, confronto al "sistema" di operatori di call center funzionati con persone in carne ed ossa.
Con un sistema di intelligenza artificiale "economico" e a basso consumo di energia, saranno tanti e tanti umani a doversi "reinventare" un nuovo lavoro, un nuovo ruolo nella società... ammesso che i robot glielo consentano.
@Massimiliano Casula:
Chissà, in futuro, quanti posti di lavoro si porterà via?
E quanti ne creerà? Il software va sviluppato, aggiornato e migliorato; l'hardware va manutenuto; e così via. Alcune professioni scarsamente specializzate andranno a sparire, altre più specializzate nasceranno. È il progresso, è sempre stato così.

Sicuramente con l'avvento dell'automobile svariati maniscalchi, stallieri e allevatori si saranno trovati senza lavoro... ma quante famiglie hanno campato e campano grazie al lavoro di meccanici, carrozzieri, telaisti, sospensionisti, preparatori, ingegneri dell'autoveicolo eccetera?

Alla fine vige il darwinismo: chi s'adatta al nuovo ambiente sopravvive (es: "il meccanico", a fronte dell'uso sempre più massivo dell'elettronica, sta diventando "il meccatronico"), chi non ne è in grado scompare.

Gli operatori di call center e i centralinisti, quindi, faranno bene a trovare fin d'ora un modo per reinventarsi. Altrimenti l'unica cosa che potranno fare è mettere in scena qualche protesta da luddista, anacronistica e sopratutto inutile. Per poi ritrovarsi disoccupati, in un mondo che non sa cosa farsene di loro.

Non lo dico per spregio, ma perché il mondo va così, fin dai tempi di "tessitori VS telai".
Già adesso al supermercato uso le casse automatiche passando da me la merce allo scanner, dato che sto diventando sempre più intollerante alle cassiere stronze che sembra facciano la guerra ai clienti. Una IA al CUP dell'ospedale se non altro è professionale con gli utenti, mentre l'addetto (quasi sempre donne) scodella i propri problemi personali o il proprio malessere sull'incolpevole pubblico (che paga lo stipendio al cafone/a dietro allo sportello). Mi è capitato con le professoresse alle medie inferiori e superiori e in qualche misura anche all'università, quindi so di cosa parlo. IMHO se negli anni dell'autunno caldo e precedenti i sindacati non avessero fatto i duri e puri del momento starnazzando "o tutti o nessuno" per dare lo stesso stipendio a chi si fa il mazzo e a chi si gratta le palle, oggi i dipendenti pubblici non sarebbero così odiati né considerati inamovibili (a meno di commettere un delitto) né super tutelati. https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/17/fca-e-sergio-marchionne-anni-di-battaglie-per-eliminare-la-parte-variabile/1600486/
Infine, sarò molto contento quando gli operatori dei call center resteranno disoccupati: al 99% tartassano al telefono me è mia mamma, chiamando numeri che non devono avere, e svicolano quando chiedo chi ha dato loro il mio numero. Per denunciarli dovrò arrangiarmi, perché mia madre vuole lasciar correre e fare la gran signora
Tommy: "È il progresso, è sempre stato così."

Bè, l'introduzione dell'automazione è un fattore NUOVO. Non è affatto OVVIO che i lavori persi con l'automatizzazione equivarranno a quelli creati. Molti analisti suggeriscono che gli "automi" impiegati vadano tassati per compensare l'accumulazione della ricchezza che consentono e per pagare i costi per la società derivanti dalla mancata occupazione.

Cominciano ad emergere differenze rilevanti tra la situazione odierna e quella passata, tipo il passaggio dalle candele alla luce elettrica. La prima è che mano a mano che le aziende automatizzano si concentrano redditi immensi in pochissime mani, più che nel (recente) passato. Prova ne è la crescita di "ultraricchi". La seconda è che ad una riduzione della disoccupazione oggi non corrisponde più un aumento dei salari. Anzi, al contrario, le forme di sfruttamento intensivo della manodopera in certi settori sta diventando endemica.

Queste cose non le dice un gruppo di marxisti estremisti, ma un gran numero di economisti anche moderati.

Lo sviluppo industriale e tecnologico ha portato alla creazione di un gran numero di figure lavorative che, fino alla soglia del novecento, non esistevano.
Pensiamo alle auto, agli aerei, agli elettrodomestici, mi riferisco a tutta una serie di novità che hanno cambiato la società del tempo togliendo lavoro a molti ma dando a molti altri possibilità lavorative prima sconosciute.
Pensiamo a quante persone sono coinvolte nella creazione di un'auto: si parte dal team che la progetta si va alle persone che la costruiscono e si arriva a chi la vende, una filiera lavorativa di persone molto nutrita.
Prima dell'invenzione delle auto il mezzo di locomozione era il cavallo e le carrozze, che percentualmente erano pochine.
Avere e mantenere cavalli e carrozze richiedeva un numero di persone molto minore di quanto ne siano necessarie per costruire e mantenere un'auto.
Il progresso ha fatto sparire alcune figure ma, nel contempo, ha ampliato l'offerta lavorativa.
Ora, a mio avviso s'intende, le cose stanno cambiando.
Le nuove generazioni di intelligenza artificiale e di robot rischiano di portare via molti più posti di quanti il loro sviluppo ed il loro mantenimento richiedano.
I lavoratori dei call center sono solo un esempio, il campo di applicazione dell'intelligenza artificiale e dei robot di prossima generazione è talmente ampio che fa intuire che saranno molte di più le figure lavorative a rimetterci.
C'è da scommetterci che le prossime generazioni di intelligenza artificiale saranno in grado di fare autodiagnosi e di ripararsi da sole, avranno bisogno di relativamente pochi, confronto ad ora, programmatori in quanto parte del lavoro di programmazione sarà svolto da loro.
Insomma, non dico che sarà domani ma tra qualche decennio i posti di lavoro che lo sviluppo tecnologico porterà via sarà maggiore di quello che potrà creare.
@pgc:
Bè, l'introduzione dell'automazione è un fattore NUOVO.
Mah insomma, cose tipo i robot di linea, le macchine confezionatrici ecc ecc ci sono già da qualche lustro. È roba nuova per alcuni mestieri, certo, ma non nuova in assoluto.

Non è affatto OVVIO che i lavori persi con l'automatizzazione equivarranno a quelli creati.
Temo di non essermi spiegato. Non sto dicendo che, se prima c'erano cento centralinisti, con l'IA ci saranno cento posti di lavoro dedicati a realizzare, migliorare e curare quell'IA. Non è un discorso quantitativo, ma qualitativo: muore una professione, ne nascono altre.

Questo significa che il progresso tecnologico porterà, in termini quantitativi, disoccupazione? Possibile. Anzi, probabile. Donde la necessità di reinventarsi. E chi non ne sarà capace?

Prima ho fatto l'esempio dei meccanici che stan diventando (anzi, son diventati) meccatronici. Quelli che non capiscono di elettronica che possono fare? O si specializzano in modo da diventare dei punti di riferimento per una nicchia d'appassionati tale da sopravvivere (es: un carburatorista affiliato ad un club di vetture storiche ha lavoro finché campa)... o si fanno schiacciare dalla concorrenza e chiudono bottega.

Lo so che è un discorso molto crudo e cinico da fare, perché si parla di gente che resta senza cibo in tavola, ma alla fine è così che funziona il mondo. Se la gazzella corre più piano del gruppo finisce sbranata; se il leone non è abbastanza abile a tendere gli agguati muore di fame. Per l'animale uomo la predazione non è più fisica, è sociale, ma il discorso non cambia d'una virgola.

Poi, per carità, se lo Stato potesse trovare un modo per aiutare quelle persone, sostentandole o preferibilmente reinserendole nel mondo del lavoro... ma vivaddio! Magari, lo auspico! A condizione che il rimedio non sia una politica luddista, questo è inaccettabile.
@Christian Franzone:
Già adesso al supermercato uso le casse automatiche passando da me la merce allo scanner, dato che sto diventando sempre più intollerante alle cassiere stronze che sembra facciano la guerra ai clienti.
Esempio banale ma illuminante. Perché è la dimostrazione che, anziché puntare sempre il dito sulla tecnologia che evolve troppo in fretta e falcidia posti di lavoro, a volte ci vorrebbe un po' di sana autocritica.

La gente va alle rapide perché son più veloci? Cara cassiera, anziché pensare "maledette rapide" e inveire contro il progresso, pensa a cosa hai fatto per convincere la gente a passare dalla tua cassa.

Vuoi che la gente ti preferisca a una macchina? Fai ciò che la macchina non fa. Accogli i clienti con un sorriso. Ricordagli che la tessera si passa a inizio spesa. Avvisali se i punti sono in scadenza o se sono vicini a qualche premio. Se hanno preso svizzere e patatine fritte, fagli presente che alla corsia 4 c'è il pane da hamburger in offerta. Sono tutti piccoli "extra", che però mettono di buzzo buono il cliente.

Poi ci sarà sempre una percentuale fisiologica di gente che preferisce la cassa rapida fai-da-te. Però il resto dei clienti ameranno venire da te. Quindi quando la direzione deciderà di smantellare cinque casse sostituendole con delle rapide e taglierà dell'organico, non sarai tu a finire nel tritacarne.
@Tommy: Vero una delle cassiere del negozio dove lavoro fa sognare ai nostri clienti o di ucciderla molto lentamente o di cercare una cassa automatica (che non c'è)
@Mammiiiinaaa?!:

Io ricordavo che i commessi cafoni prima o poi si giocano il posto di lavoro. Ricordo male io, oppure è cambiato qualcosa in tutti questi anni? C'entrano i contratti a tempo determinato come se piovesse, e la possibilità di licenziare (ma non di assumere) a giramento di palle del titolare? Oppure la mancanza di una pensione pur lavorando coscienziosamente?
@Mammiiiinaaa?!:

Dimenticavo: cosa aspettano a licenziare una cassiera così? Che qualche cliente la insulti o la minacci di botte davanti a tutti? Dubito molto che denuncerebbe il tipo esasperato, per non fare troppa pubblicità a qualcosa che vorrebbe tenere nascosto?
Chi pensa che non ci siano problemi ad automatizzare dei lavori, togliendo così dei posti di lavoro perché se ne creeranno degli altri ragiona come il 'tacchino induttivista'. Chi non conoscesse la sua triste storia può trovarla facilmente sul web.
provo a spiegarmi meglio, Tommy.

L'automazione è stata vista, correttamente, come un sistema per "affrancarci" dalla necessità di svolgere lavori ripetitivi e di basso livello. Il problema è che in una economia stagnante, nella quale i livelli produttivi hanno raggiunto più o meno un equilibrio, se non si trova un sistema di trasferire risorse alle masse di persone che perderanno il lavoro a causa di essa, ci si troverà con un problema di accumulazione delle risorse in poche mani e disoccupazione per masse enormi. Che è esattamente quanto sta accadendo. Non sto parlando di "aiutare i poveri". E' un problema più complesso. Qui parliamo di disoccupazione endemica per le fasce di popolazione che non sono in grado o non hanno i mezzi per accedere a mestieri più sofisticati.

Questo richiede una rivoluzione dell'economia. Intanto le macchine prima o poi, se le cose continuano così, dovranno essere tassate (non rimosse). Non lo dico io ma anche imprenditori come Bill Gates(https://bit.ly/2rJoKQO). Con questi redditi non solo si compenseranno le persone che il lavoro lo perdono, ma anche le tasse che occorrono per mantenere la sanità di tutti [gli esseri umani], il sistema pensionistico, le strade, i servizi, etc. Altrimenti siamo destinati alla carneficina sociale: poche persone si tengono gli enormi redditi (non tassati) legati all'integrazione di sistemi di automazione sempre più sofisticati nella produzione e non tassati, e gli altri sono destinati alla fame, a vivere di espedienti etc.

E' un problema enorme. Non credo che il mio lavoro, o quello di un dirigente d'azienda, o di professore universitario, possa essere automatizzato in breve. Penso invece che il cameriere, il magazziniere, la centralinista, la cassiera (già siamo avanti, con costoro) etc. etc. possono essere rimossi in 10-20 anni dal mercato del lavoro. Ed è secondo me ingenuo pensare che una vasta maggioranza sia in grado di prendersi un diploma di programmazione o di robotica nel futuro. Anche perché prima o poi si giungerà alla saturazione anche di questi mestieri, altrimenti mancherebbe la convenienza pdier automatizzare la produzione (visto che i redditi aumentano proprio se si riducono i costi, e una fetta importante dei costi è la manodopera).
A condizione che il rimedio non sia una politica luddista, questo è inaccettabile.

Inaccettabile perchè?
@Christian Franzone: sinceramente è un mistero degno di Giacobbo...torna utile quando c'è da fare un annuncio per spostare macchine in mezzo alle scatole o l'annuncio di chiusura 😁 basta il suo tono nel dire che il negozio Xyz è chiuso e si svuota magicamente!!!
L'accumulazione di denaro e risorse da parte di pochi, se non cambia qualcosa, sarà una realtà.
Ciò sconvolgerà alcune delle infrastrutture che hanno senso solo se usate da un gran numero di persone, ad esempio strade e autostrade o tutti gli oggetti cha hanno un basso costo proprio perché sono prodotti in grande numero.
I robot potranno sostituire alcuni lavori ma è anche vero che la sostituzione ha senso se poi il lavoro del robot serve a numerose persone. Se sostituisco tutti i camerieri ma poi c'è un impoverimento, non ci sarà mercato per tutti i locali, molti dovranno chiudere anche se usano i robot perché non ci saranno clienti per tutti.
Il magazzino automatizzato di Amazon ha senso se ci sono tanti clienti, se i clienti dovessero diminuire non avrebbe più senso.
Questo almeno oggi dove il costo iniziale di queste macchine è alto, se dovesse scendere le cose potrebbero cambiare ma il problema della mancaza di clienti rimane sempre.



@pgc:
Intanto le macchine prima o poi, se le cose continuano così, dovranno essere tassate (non rimosse)
Non mi pare d'averlo escluso. Anzi, se degli economisti dicono che è così che deve andare... che vada così. Non ho assolutamente le competenze per sindacare, quindi m'affido a loro. E spero che la politica faccia lo stesso.

Sono tuttavia fermamente contro chi, per la (anche legittima) paura di perdere il proprio lavoro, si mette di traverso impedendo lo sviluppo tecnologico. Perché il problema non sta nella tecnologia, sta in come la si affronta... tanto dall'alto (tasse ecc), ma anche e forse sopratutto dal basso (quel "reinventarsi" di cui parlavo).

@martinobri:
Inaccettabile perchè?
Perché cozza contro la nostra spinta evolutiva e ci priverebbe di qualcosa dagli sviluppi futuri ancora insospettabili.

Se l'avessimo data vinta ai tessitori, non avremmo avuto il telaio di Jacquard, capace di eseguire disegni molto più complessi in un tempo molto più breve e, con conseguente risparmio di manodopera. Ma che sopratutto si basava su un principio, la programmazione tramite schede perforate, che ha portato alla nascita dell'informatica.

Oggi potremmo essere davanti ad un nuovo, metaforico, telaio a schede. Un nuovo "qualche cosa" che potrebbe nuovamente cambiare il mondo nel giro di pochissimo tempo. E vogliamo buttare alle ortiche questa opportunità per via di qualche operatore di call center? Con rispetto parlando, ma è un'assurdità.
Tommy,

"Non mi pare d'averlo escluso. "

mi riferivo in particolare a questa frase: "E quanti ne creerà? Il software va sviluppato, aggiornato e migliorato; l'hardware va manutenuto; e così via. Alcune professioni scarsamente specializzate andranno a sparire, altre più specializzate nasceranno. È il progresso, è sempre stato così."

che sembra suggerire che ci sia una specie di legge fisica per la quale tanti posti di lavoro sono persi, tanti se ne creano. Sempre ed ovunque. E anche che chiunque possa svolgere qualunque lavoro: basta riqualificarsi (o perire). E' un atteggiamento che sento spesso quando si parla di automazione ma che non tiene conto di alcune peculiarità del periodo attuale che inducono a menzionare, come già stato fatto più sopra, la brutta fine del "tacchino induttivista". L'avvento ubiquo dell'elettronica digitale in ogni settore, e la nascita di funzioni di AI sempre più complesse *é* qualcosa di profondamente differente dall'uso di schede in un momento di profonda rivoluzione industriale e sociale come l'inizio dell'800.

Personalmente non so cosa accadrà. Ci sono varie "novità" in vista che potrebbero rivelarsi più importanti dell'automazione (cambiamenti climatici, per dirne una), ma certo meglio tenere gli occhi MOLTO aperti. La politica non sempre è libera di prendere decisioni. Soprattutto visto che l'attuale scenario ha creato una cricca di superricchi in grado di controllare le azioni dei governi di gran parte dei paesi sviluppati e non.

E si parla pure in Italia di "flat tax". La follia a mio parere. Ci vorrebbe piuttosto una... "steep" tax! Ma ormai chi ha accumulato queste enormi ricchezze è in grado di garantire il controllo di qualsiasi ritorno alla ragionevolezza anche in una socialdemocrazia scandinava.
@pgc:
che sembra suggerire che ci sia una specie di legge fisica per la quale tanti posti di lavoro sono persi, tanti se ne creano.
Ah no, allora mi sono proprio espresso male. Come ho specificato successivamente, non è una sostituzione quantitativa (cento centralinisti se ne vanno, vengono assunti cento tra programmatori ML, manutentori hardware ecc ecc) ma qualitativa (la professione del centralinista morirà, nasceranno altri tipi di lavoro).

E si parla pure in Italia di "flat tax". La follia a mio parere.
Del tutto d'accordo, infatti vedo fosche nubi all'orizzonte... ma mi fermo qua, che quando si parla di politica arriva sempre qualcuno che s'incazza e finisce male :P
ok Tommy: ci siamo capiti. ;)
Non so se sia vero o no, però potrebbe essere pane per i tuoi denti, Paolo :D

https://gizmodo.com/pretty-much-all-tech-demos-are-fake-as-hell-1826143494