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2009/08/28

Google Street View nei guai in Svizzera

Street View di Google è troppo ficcanaso per la Svizzera, stop a nuove immagini



L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Hanspeter Thür, formalmente noto come IFPDT o incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza ma comprensibilmente ribattezzato familiarmente "Mister Dati", ha chiesto venerdì scorso che il servizio Street View di Google sia ritirato da Internet: la privacy dei cittadini non è sufficientemente garantita come promesso. Google, dopo un incontro con Mister Dati, ha sospeso la pubblicazione delle immagini dettagliate delle strade di nuove località.

Google ha da poco messo online le immagini prese dal livello della strada di varie città svizzere (Basilea, Berna, Losanna, Ginevra, Zurigo, Winterthur e altre località più piccole), consentendo vere e proprie passeggiate virtuali per le vie.

Anche altre località, comprese Lugano, Bellinzona e Locarno nel Canton Ticino dove si trova il mio Maniero Digitale, dovrebbero essere fotografate, o lo sono già state, dalle automobili attrezzate di Google, secondo la tabella di marcia pubblicata dal colosso dei motori di ricerca.

Nelle sue FAQ (in tedesco e francese), Mister Dati spiega che di per sé Google Street View non viola le norme svizzere sulla privacy se rispetta le condizioni negoziate con le autorità federali. Il problema è che sembra proprio che non sempre le rispetti o riesca a rispettarle, a giudicare dalle foto pubblicate da siti come 20minuten.ch.

Infatti il software automatico che dovrebbe riconoscere e mascherare i dettagli riconoscibili delle persone, come concordato con Mister Dati, non funziona sempre e fioccano le contestazioni di chi è ripreso per strada e immortalato magari non al meglio della propria presentabilità o in attività piuttosto private, come riferisce la Berner Zeitung.

Se vi scoprite colti in flagrante delicto su Street View, non mandate contestazioni alle autorità federali, ma rivolgetevi direttamente a Google: su ogni schermata di Street View c'è il link Report a problem che permette di segnalare volti non oscurati o altre violazioni delle regole, e Mister Dati ha predisposto una lettera standard di richiesta di oscuramento o rimozione. Google ha dichiarato che le richieste verranno soddisfatte in poche ore.

Ma il Disinformatico è sempre dalla parte degli utenti, per cui se non vi fidate della prontezza di reazione di Google e non vi va di passare la vita a percorrere virtualmente le vie di tutte le città alla ricerca di vostre foto, se vedete le auto di Google potete fare quello che dice Mister Dati: "notare questi veicoli ben visibili e comportarvi di conseguenza". Ecco quindi un potente kit di oscuramento garantito dei volti: stampatelo e tenetelo a portata di mano da mettere davanti al viso.

Versione soft.



Versione hardcore per mandare in crisi il software di riconoscimento dei volti e terrorizzare i complottisti.


Fonti: Ticino News, Berner Zeitung, Swissinfo.ch, Ars Technica, Expatica.com, Slashdot.

55 commenti:

L'economa domestica ha detto...

Paolo, vieni bene pixelato!

Chef Tony ha detto...

Una cosa divertente che ho notato è che l'algoritmo di google riconosce ed oscura anche la faccia dell'omino nell'insegna di KFC
http://tinyurl.com/lwybkm
così anche la sua privacy è tutelata poveretto :)

markogts ha detto...

Che balle con 'sta privacy.

Daniele ha detto...

1) Due giorni fa pranzavo in un locale e, nel tavolino accanto al mio, una delle persone sedute urlava a squarciagola l'intero iter dei propri problemi sanitari.

2) Ieri mi sono fermato con l'auto in un'area di sosta e, la signora che usciva dall'auto accanto alla mia, un avvocato, parlava al telefonino urlando il proprio nome, i nomi dei colleghi e la situazione delle cause che aveva in cassazione.

ecc. ecc.

Sono scene che vivo tutti i giorni e, vi assicuro, si tratta delle stesse persone che poi vantano una certa ossessione per la privacy, vanno in escandescenza quando devono compilare un modulo con qualche informazione in più e svengono se scoprono la loro foto in internet.

L'economa domestica ha detto...

Io lavoro sulla privacy dei dati sanitari; bhé, dopo un po'si diventa paranoici, perché quello che può uscire fuori da alcuni documenti di uso comune è agghiacciante.

cavok61 ha detto...

Ravanando in Google Maps non trovo una tabella di marcia per l'Italia come quella che Paolo segnala per la Svizzera: qualcuno sa indicarmela, sempre che esista?
P.S. Nel mio piccolo, segnalo l'avvistamento di una macchina Street View una decina di giorni fa a Ostuni, provincia di Brindisi.

Replicante Cattivo ha detto...

Ribadisco la mia idea: la privacy è un artificio che garantisce sicurezza solo ai potenti, mentre per le persone qualunque diventa un ostacolo facilmente aggirabile.

Se sei un politico, puoi andare a fare festini a base di donne e cocaina, puoi essere sgamato mentre ti rechi in parlamento strafatto droga, puoi trasportare chiunque a casa tua usando gli aerei di stato...e potrai sempre appellarti alla privacy per far sì che il tuo nome non esca oppure per insabbiare tutto.


Ma un qualunque giornale può invece pubblicare il nome e cognome di una persona indagata, se questa è un povero cristo qualunque.

Allo stesso modo in ogni momento ti possono rompere le palle con telefonate promozionali: la privacy per te non esiste! E invece esiste per chi ti fa le telefonate: volete sapere a chi appartiene quel numero che vi fa continuamente gli squilli? Oppure
volete rintracciare il numero di chi ve li fa in anonimo?
E causa della privacy, nei tabulati, vi oscurano le ultime due cifre (delle chiamate che VOI avete fatto!!!!). Così se per caso non vi quadra qualcosa nella bolletta, non potete nemmeno controllare.

Tempo fa mi chiamano dicendo di essere della Telecom, cercando mio padre perchè stava facendo dei lavori sulla linea e controlli sulla bolletta. Ovviamente preoccupato, chiedo di cosa si tratta...e loro riattaccano!!!
Il giorno dopo richiamano ma risponde mio padre...e praticamente questi erano gente di Tele2 che pubblicizzavano una promozione: alla richiesta di spiegazioni del perchè si sono spacciati per la telecom e di come hanno avuto il mio numero, hanno riattaccato di nuovo.
Ora: posso io, comune cittadino, fare una denuncia verso Tele2, quando non ho uno straccio di prova e non ho nemmeno un nome (perchè quello dell'operatore può benissimo essere falso)


A questo punto tanto vale eliminare il concetto di privacy e basarsi su un'unica regola: "Fai attenzione a quelle che fai o dici in pubblico e attento a tutto ciò che pubblichi su internet.Dopodichè sono Gatti Sitwoy."
Io a questo punto non mi aspetto più che qualcuno difenda la mia privacy, parto dal fatto che devo difendermela da sola.

L'economa domestica ha detto...

@ Replicante Cattivo
A me non chiama più nessun rompi cabasisi. Semplicemente, ogni volta che chiamavano gli ripetevo la frasetta magica, e, stranamente, hanno smesso.
La legge sulla "privacy" (o meglio, sulla tutela dei dati personali) è fatta molto bene, basta saperla usare, e te lo dice una che ci lavora.

markogts ha detto...

Frasetta magica?

giorgio ha detto...

HOCUS POCUS....

Replicante Cattivo ha detto...

@ L'economa domestica

Se la frase magica è quella che penso io, gliel'ho ripetuta mille volte. Il fatto è che quando si presentano subito, gliela dico immediatamente, riattacando il telefono in faccia.
Ma capisci che se loro si spacciano per il mio operatore, mettendomi in allarme con lavori sulla linea e controlli sulla bolletta, inevitabilmente attirano la mia attenzione...rimandando solo di 5 minuti il momento in cui li mando dove si meritano. Però quei 5 minuti non me restituisce nessuno!

Arriverà il giorno in cui la gente farà a meno dei telefoni fissi?

L'economa domestica ha detto...

"Ai sensi dell'articolo 7 del Decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 (Codice in tutela dei dati personali) NON voglio più ricevere comunicazioni pubblicitarie e, inoltre, esigo la cancellazione dal vostro data base".

Se dopo 15 giorni la stessa società vi richiamasse di nuovo, mandate un fax (il modulo è sul sito del garante) sia a loro che al garante.
Rischiano il blocco dei dati, non ci scherzano con queste cose.

Willy ha detto...

Frasetta magica?

Io ne ho una personale che, in un blog per famiglie come questo, riporto censurata:

"***** di ******! ****** *** ****** ** ******* ******, ****** *** ******.
Buonanotte!(*)"

:P


(*) - Perché solitamente mi chiamano alle 8/9 di sera!

Replicante Cattivo ha detto...

@ Economa Domestica

E quando, durante le elezioni, arrivavano telefonate con le voci registrate dei politici? A chi mi devo rivolgere?

Però mi sono tolto una soddisfazione: mentre Berlusca mi diceva "caro cittadino, grazie per il suo sostegno..." l'ho caricato di parolacce come Aldo al telefono nel film "Tre uomini e una gamba". Magra consolazione, certo, però per un attimo ho sperato che ci fosse davvero lui dall'altra parte :(

L'economa domestica ha detto...

@ Replicante

Sempre al Garante. I servizi in generale sono subappaltati a ditte; queste ditte hanno degli elenchi forniti dagli operatori. Se si richiede l'origine dei dati, l'inchiesta fa il percorso a ritroso e l'obbligo di cancellazione dovrebbe arrivare fino a chi per primo ha fornito i dati.

L'economa domestica ha detto...

l'ho caricato di parolacce come Aldo al telefono nel film "Tre uomini e una gamba". Magra consolazione, certo, però per un attimo ho sperato che ci fosse davvero lui dall'altra parte :(

Come succede ad Aldo nel film. "Era occupato!"

Replicante Cattivo ha detto...

@ L'economa domestica ha detto...

Sempre al Garante. I servizi in generale sono subappaltati a ditte; queste ditte hanno degli elenchi forniti dagli operatori. Se si richiede l'origine dei dati, l'inchiesta fa il percorso a ritroso e l'obbligo di cancellazione dovrebbe arrivare fino a chi per primo ha fornito i dati.

Capisci che una trafila del genere, a partire dalla segnalazione, è qualcosa che la persona comune non sa come fare...e magari non ha nemmeno voglia di fare.
Del resto mi pare che le leggi ci siano, eppure questa gente le viola senza problemi anche quando -probabilmente- sono già stati beccati. Ecco perchè a volte penso che sia più soddisfacente un bel vaffa che una denuncia che, oltre a togliermi del tempo, probabilmente quegli operatori useranno per pulirsi il sedere.

cip650 ha detto...

logicamente anche a casa nostra arrivano la sera (ora cena) le famose chiamate di queste povere/i ragazze/i. Mia moglie me le passa (e' mio marito che segue queste cose) e io inizio con dire che pago l'adsl 15,00 mese e che ho con una flat sul voip di operatore svizzero che mi fa le telefonate incluse a 1 euro/mese senza limiti di tempo su tutta europa. Allora mi dicono: be si allora le conviene di piu'.

Se e' per il mobile ho una sim di un operatore americano che con 20 dollari mese mi fa 10000 minuti in tutto il mondo.

Insomma baro un po' sulle offerte, ma son bugie a fin di bene.

:)

John Wayne jr. ha detto...

@markogts

sono pienamente d'accordo: basta con 'sta privacy, e avanti con la legge dei 100 anni...

Federico ha detto...

comunque paolo con i suoi impianti non ha problemi di privacy, no? un clic e cambi volto! :-)

Rodri ha detto...

Magari passasse da Lugano, sarei tra coloro che si fanno immortalare col dito medio alzato :-)

Franci ha detto...

@ markogts
Che balle con 'sta privacy.

- - - -

Farò del qualunquismo.

La privacy, almeno così com'è assurdamente concepita oggi in questo mondo "civilizzato" ha due possibili spiegazioni:

1) chi ha regolamentato l'ha fatto in buonafede ma con una superficialità ed un'inadeguatezza tali da concepire delle vere e proprie assurdità

2) chi ha regolamentato l'ha fatto in malafede e perciò è ovvio che ci ritroviamo una serie di leggiucole che nessuno aveva chiesto (non in questi termini) che complicano la vita a milioni di attività lavorative.

Sostanzialmente a livello di privacy avevamo bisogno di molto poco, regole chiare e definitive per evitare intromissioni inaccettabili nella vita privata e spam selvaggio... basta. Sono invece riusciti a propinarci una serie di idiozie per cui adesso anche per tenere un minisito con qualche iscrizione bisogna assumere avvocato e commercialista...

Concordo... che palle sta privacy!

puffolottiaccident ha detto...

Replicante cattivo,

Tutte le leggi sembrano tutelare i potenti e vessare i poverelli, tasse di lusso incluse...

In realtá é solo che i "potenti" hanno a disposizione qualcuno che puó cacar ***** per soldi.

Di solito la mia frasetta magica sono due.

"Con chi sto parlando, scusi?"
Se non mi viene detto, specifico:
"cognome, nome, prego."

Ci sono molte ragazze che fanno le telefoniste, lí due apprezzamenti pesanti fanno il trucco, non é il mio stile, per quanto non condanni questa soluzione.

L'economa domestica ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Replicante Cattivo ha detto...

@ puffolotti
Di solito la mia frasetta magica sono due.

"Con chi sto parlando, scusi?"
Se non mi viene detto, specifico:
"cognome, nome, prego."


E loro ti rispondono? In quei casi mi immagino che i risultati possono essere:

- ti riattaccano in faccia
- rispondono dicendo che non sono tenuti a dare le loro generalità (della serie: la privacy difende solo chi commette il reato)e tu non hai il diritto di chiederle
- ti danno un nome fasullo

In tutti questi casi non hai ottenuto nulla, se non l'ennesima incazzatura e la sensazione di essere preso per il sedere da un sistema per cui la tua vita è un colabrodo attraverso il quale tutti possono intromettersi, ma che ti rende prigioniero quando sei tu a voler vedere rispettati i tuoi diritti.


Ci sono molte ragazze che fanno le telefoniste, lí due apprezzamenti pesanti fanno il trucco, non é il mio stile, per quanto non condanni questa soluzione.

Ah certo, non è un bel comportamento, ma quando ci vuole ci vuole!
Il problema è che le persone al telefono sono le pedine più deboli, le vittime sacrificali, i soldati mandati a morire in prima linea mentre i generali osservano dal loro bunker.
Sono persone che lo fanno per vivere (in uno stato che ti obbliga a fare certi lavori di m...a) e seguono le direttive che ricevono dal loro capo: o fanno così oppure "ciao, quella è la porta".
Anche io una volta ho dovuto fare la voce grossa con l'assistenza Tim, perchè dopo aver ricaricato il telefono, non riuscivo ad utilizzare il credito: la prima volta mi hanno lasciato sulle spine ("questione di giorni"), la seconda volta stavano per darmi la stessa risposta: allora mi sono incazzato e ho minacciato di inoltrare denuncia di rimborso e cambiare operatore. Due minuti dopo il mio credito funzionava perfettamente...però alla fine mi sono sentito in dovere i scusarmi con quella ragazza, a cui ovviamente hanno detto "se puoi, non perdere troppo tempo dietro le loro richieste e lascia che vadano nei negozi".

giovanni ha detto...

Al di là della mera questione di privacy, c'è un fatto non trascurabile. Se io finisco su una foto di Google Street View, entro a fare parte di un servizio per cui Google prende dei soldoni. Ebbene, o me ne danno una parte o rifanno la foto quando non ci sono. Mica faccio parte del paesaggio.

Franci ha detto...

c'è un fatto non trascurabile. Se io finisco su una foto di Google Street View, entro a fare parte di un servizio per cui Google prende dei soldoni. Ebbene, o me ne danno una parte o rifanno la foto quando non ci sono. Mica faccio parte del paesaggio.

- - - - -

Quello che google ha dato al mondo è qualcosa di talmente prezioso (parlo di google nel totale delle sue iniziative) che farne una questione di lana caprina mi sembra veramente ingeneroso. Se fossimo stati così puntigliosi nei confronti di chi ci ha governato nel secolo scorso ed in questo vivremmo in una grandissima nazione.

Tra l'altro ti viene data la possibilità di far rimuovere l'immagine con una semplice segnalazione.

puffolottiaccident ha detto...

Replicante cattivo

Io non mi "incazzo" mai
Talvolta faccio la voce ferma, molto raramente la voce grossa.
Dico molto raramente perché non sono sicuro sia corretto dire: "mai"

Loro hanno studiato queste cose mezz´ora, io anni.

Sono certo che molte persone al mondo, se provassi con loro questi trucchetti avrebbero la presenza di spirito di mandarmi a quel paese, ma sono altrettanto certo che ben poche di quelle persone lavorino in un call center come precarie per 10 euro a contatto fermato.

L´importante é dare l´intonazione corretta alla voce, se ci riesci ti danno il loro nome e cognome: l´essere umano é programmato per rispondere immediatamente a stimoli che somigliano a "dietro di te c´Ã© un grosso leopardo nero che si sta leccando i baffi"

puffolottiaccident ha detto...

Una mia... massima? consiglio? regola di vita?

Ognuno di noi ha una mamma, un datore di lavoro, l´ipotetico o meno, amore supremo della sua vita, qualcuno ha anche un nemico giurato.

Per una vita serena:
Mai fare qualcosa che odieresti venisse a sapere almeno una di queste persone.

Brazov ha detto...

Li odio questi scassamaroni telefonici, soprattutto quando all'ora di pranzo/cena fingono di darti informazioni sul tuo contratto e invece vogliono rifilarti qualcosa che tu non vuoi.

Poi, perché TU telefonista sai il MIO nome, cognome, indirizzo e numero di telefono e IO non posso nemmeno conoscere il TUO cognome? Questa cosa me le fa girare a tutta velocità.

...ma non siamo completamente OT?

puffolottiaccident ha detto...

Aniway, replicante...

In stalla ho lavorato 4 mesi.
in questi 4 mesi non si sono presentati altri italiani in cerca di lavoro.

trovi a qualcuno che ti tira per la manica perché é disoccupato cronico un lavoro che tu stesso hai fatto per un anno senza grossi problemi, e dopo una settimana lo molla perché é "brutale"

Queste e molte altre cose mi spingono a chiedermi il grado di "innocenza" dei telefonisti d´assalto.

giovanni ha detto...

@Franci

No, quello dell'interesse superiore (tipico di certi paesi dove ci si mette la libertà dell'individuo sotto ai piedi) non mi sembra l'atteggiamento giusto.
Primo perché qui si tratta di un servizio commerciale di una azienda commerciale, e non di un servizio pubblico (e anche se fosse non cambierebbe nulla nel ragionamento): c'è uno che ci guadagna, con la foto in cui compaio.

Secondo perché io non sono nemmeno avvisato, se compaio in una foto che può vedere il mondo intero. Me lo devo scoprire da solo, quando magari è tardi per rimediare al danno. O anche semplicemente al fastidio. Insomma, io non voglio farne parte e non devo giustificare a chicchessia il perché; diciamo che sono dispettoso. Me lo volete imporre?

E la faccenda della rimozione è una sciocchezza e una prevaricazione ancora più grande, perché per far rimuovere una mia foto devo fornire a Google tutti i miei dati personali. Figuriamoci.

No, qui si è passato il limite. A quando le registrazioni delle conversazioni per strada?

Replicante Cattivo ha detto...

@ Puffolotti

L´importante é dare l´intonazione corretta alla voce, se ci riesci ti danno il loro nome e cognome: l´essere umano é programmato per rispondere immediatamente a stimoli che somigliano a "dietro di te c´Ã© un grosso leopardo nero che si sta leccando i baffi"

Sì, ma vedendo quello che mi è successo con Tele2 (ovvero hanno riattacato non appena ho chiesto il perchè loro si sono spacciati per dei tecnici Telecom) mi viene da pensare che loro siano 'addestrati' anche a rispondere a certe richieste. E tra queste contemplano anche il troncare la telefonata: tu puoi incazzarti quanto vuoi, ma non saprai mai chi è stato a farlo, tantomeno hai delle prove per dimostrarlo (e penso che prima di riuscire ad arrivare alle loro registrazioni -con cui sono pronti a fregarti nel caso di contratti stipulati a tradimento- devi fare una trafila che la persona comune non ha voglia/tempo/soldi di affrontare)

Inoltre anche quando chiedi come hanno fatto ad avere il tuo numero, ti danno una risposta preconfezionata recitata a memoria, segno che fa comunque parte della loro preparazione.


In stalla ho lavorato 4 mesi.
in questi 4 mesi non si sono presentati altri italiani in cerca di lavoro.

trovi a qualcuno che ti tira per la manica perché é disoccupato cronico un lavoro che tu stesso hai fatto per un anno senza grossi problemi, e dopo una settimana lo molla perché é "brutale"

Queste e molte altre cose mi spingono a chiedermi il grado di "innocenza" dei telefonisti d´assalto.


No ma io non sto dicendo che quelle persone sono innocenti, se contribuiscono ad oliare questo meccanismo così invasivo.
E' un po' come la vicenda della giornalista del Tg1 che ha elogiato gli ascolti dello speciale sul teremoto in Abruzzo: lei aveva un ordine imposto dall'alto e l'ha seguito perchè era il suo lavoro...ma quindi se ne deve assumere la responsabilità.

Rimane sempre il fatto che questo meccanismo fa sì che siano loro ad esporsi maggiormente, facendo da cuscinetto ai veri responsabili.

Inoltre ricordiamoci una cosa: nel momento in cui li si minaccia o li si insulta, quello stesso operatore ha davanti ai suoi occhi il nostro nome, numero di telefono e indirizzo. Basta beccare quello che, a fine turno, si diverte a scrivere sui muri cessi il numero di chi l'ha insultato quel giorno, e possiamo dire addio ad ogni sogno di privacy.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Puffolotti

Una mia... massima? consiglio? regola di vita?

Ognuno di noi ha una mamma, un datore di lavoro, l´ipotetico o meno, amore supremo della sua vita, qualcuno ha anche un nemico giurato.

Per una vita serena:
Mai fare qualcosa che odieresti venisse a sapere almeno una di queste persone.


Bah...a questo punto non si dovrebbe più vivere per non rischiare di turbare certe persone? L'importante è sapere in che modo quelle persone possono venire a conoscenza dei fatti nostri.
Se un ragazzo non vuole che certe cose arrivino all'orecchio di sua madre, credo che per lui sia mpiù conveniente postare i fatti suoi su facebook (in cui ha selezionato accuratamente gli amici e magari si è iscritto con uno pseudonimo) che parlare coi suoi amici in una piazza, dove ci sono le solite vecchiette che ascoltano tutto.

Idem per il mio capo: se lui fosse uno di quei rombiballe che pretende che io mantenga un certo comportamento anche al di fuori del lavoro, allora meglio creare un profilo FB con uno pseudonimo di cui lui non è a conoscenza.

Insomma, tutti abbiamo o abbiamo avuto qualcosa da nascondere ad altre persone: non necessariamente sono cose illegali, scabrose o di cui vergognarsi, ma semplicemente cose private. E da sempre le persone hanno cercato di gestire tali informazioni in modo appropriato.
Il ragazzetto che racconta le sue sbronze su facebook, dimenticandosi che tra gli amici ha suo cuginetto bastardo (che lo dice alla zia che lo dice alla mamma) non è molto diverso dal ragazzetto che si beve la birra sulla panchina del parco, osservato da tutte le comàri che lo spiano dalla finestra.

Replicante Cattivo ha detto...

Mmmm, immagino che il commento di puffolotti e la mia risposta, andassero pubblicate nel thread su FB. Puffo, se devi rispondermi fallo nell'altro thread.

Tukler ha detto...

@giovanni:
Quando vieni fotografato in un luogo pubblico, si, fai parte del paesaggio.
Se dovessero pubblicare su un quotidiano una foto di un incidente dove compari te di passaggio, non sarebbero tenuti a chiederti l'autorizzazione.
E tu non potresti certo chiedere che l'immagine venga cancellata da tutte le copie stampate...:P

giovanni ha detto...

@Tukler

Questo lo dici tu, però. E oltre che ambiguo (infatti, dove finisce il paesaggio e comincia la proprietà privata? Il giardino di casa mia com'è?) è errato, perché se così fosse Google non avrebbe neppure alcun obbligo di cammuffare i volti, così come non cammuffa il Colosseo. Invece tali obblighi esistono, non è una gentile concessione di Google. Solo che si è erroneamente invertito l'onere: prima mi devono chiedere l'autorizzazione, poi possono pubblicare. Non prima fotografano a tappeto, poi forse se qualcuno ha qualcosa da ridire la ritirano.
E' chiaro che con la bassa probabilità di essere ritratti in una scena di un incidente, e con il fatto che la scena non è riproducibile in un secondo momento, uno non sta a porsi il problema per i giornali, ma per Street View sì.

Un episodio capitatomi: all'Acquario di Genova uno staff fotografava tutti indistintamente, per poi vendere le foto all'uscita. Mi sono opposto e glielo ho impedito. Nessun motivo particolare, se non che la mia immagine la gestisco io, per principio. Con Google è lo stesso.

John Wayne jr. ha detto...

"la mia immagine la gestisco io, per principio"

Adesso ho capito perché la legge sulla privacy è così noiosa. Non è colpa del legislatore, ma della gente.
Sono davvero interessato a capire quale meccanismo mentale dovrebbe arrivare anche solo lontanamente non dico a infastidirmi, né a preoccuparmi, ma addirittura a prendere solo in considerazione il fatto di finire in qualche fotografia.

Con gli amici abbiamo discusso spesso di quante volte saremo finiti in fotografie di chissà chi, ma era una conversazione di sola curiosità, niente di che.

La mia immagine potrebbe finire su Street View, e allora? La gente scoprirebbe che io passeggio per strada? Beh, allora se siete così interessati a sapere tutto questo vi dirò di più: a volte frequento addirittura bar, edicole e negozi vari. Cammino sui marciapiedi ma, ahimè, a volte cammino anche sulla strada.

Il mio consiglio non richiesto (e quindi chi non lo vuole si fermi pure qui), è di leggere il libro Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita di G.C. Giacobbe.

E' per questo che odio avere contatti con il pubblico: la gente fa questioni "di principio" praticamente su qualsiasi cosa.
In America si direbbe "get a life"!!

Lo so adesso cosa state pensando: "EHI, MA IO HO IL DIRITTO DI PENSARLA COME VOGLIO!"
Allora guarda qui

giovanni ha detto...

@ John Wayne

Sono davvero interessato a capire quale meccanismo mentale dovrebbe arrivare anche solo lontanamente non dico a infastidirmi, né a preoccuparmi, ma addirittura a prendere solo in considerazione il fatto di finire in qualche fotografia.

Sai come si dice? Il mondo è bello perché è vario. Tant'è che io non sono interessato a spiegarti perché mi infastisice finire in una fotografia. E' così, e questo deve bastarti (deve bastare a Google, cioè).

Non esiste infatti un diritto alla soddisfazione della curiosità, mentre esiste il mio diritto a non comparire in un servizio Internet di un'azienda (o un servizio fotografico di una troupe) a meno che non lo autorizzi io. E senza dover fornire documenti o giustificazioni.

John Wayne jr. ha detto...

Se avessi guardato il video, sapresti come la penso riguardo ai "diritti".

Detto questo, la mia altro non era che una curiosità retorica, non faccio "una questione di principio" del perché la gente faccia quello che fa: dico solo che se esistessero meno persone che pretendono di non essere ritratte in fotografie e altre stupidaggini simili (i litigi tra vicini di casa sono un esempio perfetto) vivremmo sicuramente in un mondo migliore, e più rilassato.

Mi dispiace solo di vivere in un mondo in cui le istituzioni se la prendono che so, coi fumatori di marijuana, e arrivano addirittura a tutelare quelli come te.
La mia stima della razza umana è sempre più bassa.

giovanni ha detto...

@Wayne

La differenza tra me e te è che io non penso di poter dettare agli altri la mia visione. Io parlo per me, e solo per me. Non gradisco di essere ritratto fotograficamente in un servizio di Google ma non ti vieto di farti ritrarre tu.
Il mondo sarebbe migliore se solo non ci fossero quelli come te che vogliono imporre agli altri la propria posizione.
Sarebbe anche tutto più semplice, perché non dovremmo decidere, per esempio, se è più stupido non voler comparire gratis in un servizio online oppure bruciarsi i neuroni fumando marijuana.

John Wayne jr. ha detto...

Interessante, perché io non voglio imporre la mia visione del mondo a nessuno, né a te, né tantomeno a un tizio sotto casa mia con una macchina fotografica.
Non sono certo io che incoraggio leggi che limitano la libertà di qualcuno di fare fotografie in luoghi pubblici.
Se fosse per me, tutti potrebbero girare con una macchina fotografica in una mano e una canna nell'altra.
Vuoi fare una fotografia? E chissenefrega!
Se a te sembra anche solo concepibile che tu mi possa chiedere di cancellare una fotografia perché mentre la stavo scattando tu hai deciso di passare sullo sfondo, bene.
Ma forse dovresti rivedere un po' chi è tra noi due che impone la sua visione agli altri.

Quanto alla marijuana che "brucia i neuroni", questa sì che mi è nuova.

Replicante Cattivo ha detto...

Concordo con John Wayne jr.
E' vero: è giusto salvaguardare i nostri diritti, ma è anche vero che troppe volte ci si fa problemi per questioni di princicio che servono solo a distoglierci dai veri problei della vita.

Io mi ricordo che tanti anni fa c'erano persone che avevano la scherzosa abitudine di imbucarsi nelle foto scattate dai turisti, specialmente quelli giapponesi. Da un lato c'era il piacere dello scherzo, dall'altro l'idea un po' new age di entrare a far parte dei ricordi di una persona sconosciuta, che magari che abita dall'altra parte del mondo: ogni volta che avrebbe guardato quelle foto, forse si sarebbe chiesto chi era quel pirla che saluta nello sfondo.

Non ci siamo mai posti il problema di essere fotografati per sbaglio da un turista. Oggi addirittura ci si preoccupa di finire in google street view?
Voi siete sicuri di non esserci finiti? Io no, e sinceramente non mi sono mai posto il problema: ammesso che qualche persona che conosco usi GSW e riesca a beccarmi (spero per caso e non si sia messo a cercare apposta le persone) mi divertirei molto a rivedermi lì sopra.
Per tutto il resto del mondo, sarei una delle tante formichine che popolano le strade, esattamente come lo sono quelle che vedo io. Non mi preoccupo più di quando dovrei preoccuparmi delle telecamere di sicurezza o degli anziani che sbirciano dalla finestra.
Di sicuro una foto di me che cammino, mangio il gelato o mi lego le scarpe non sarà mai come quella di chi si è fatto beccare mentre mostra il dito medio o sta pisciando in mezzo alla strada: sulla mia foto regna l'anonimato, il tizio che fa il dito medio è stata postata su questo blog e magari qualcuno di voi l'ha condivisa su facebook, aumentando la notorietà di quel tizio.

Insomma: pretendiamo il rispetto dei nostri spazi, ma quando siamo all'aperto ricordiamoci che siamo, appunto, fuori...nel mondo!

giovanni ha detto...

@ Wayne

Forse ti conviene rileggere daccapo. Infatti io ho espresso la necessità che Google mi chieda preventivamente il permesso per farmi comparire in una foto del suo servizio, in modo che io possa negarglielo. Ciò, se ci pensi, non impone a te di negare il permesso per ciò che ti riguarda. Ergo, la mia visione non si impone sulla tua, non ti toglie nulla.

Viceversa, la tua visione (Google può scattare tutte le foto che gli pare, perché - dici tu - non voler comparire è stupido) si impone sulla mia, perché mi nega la possibilità di non comparire.
Non è difficile da capire.

Replicante Cattivo ha detto...

Infatti io ho espresso la necessità che Google mi chieda preventivamente il permesso per farmi comparire in una foto del suo servizio, in modo che io possa negarglielo

Certo. Google dovrebbe chiedere a migliaia di persone, nel momento in cui scatta la foto "posso mettere la tua foto su GSW?". Considerando che gran parte delle persone direbbe di no, quanto ci vorrebbe per avere una scansione, ad esempio, di Piazza San Pietro?

E a quel punto quanto ci metteregge Google prima di chiudere definitivamente un servizio che ci ha portato il mondo in casa o ci ha -più semplicemente- aiutato a orientarci in una città PRIMA di perdersi al suo interno?

Sui biglietto dei concerti c'è scritto chiaramente che, in caso il suo possessore compaia nelle registrazioni video o di fotografie ufficiali di quell'evento, facendo parte del pubblico non può negare l'uso della sua immagine (ovviamente se non è utilizzata a fini diffamatori). E se questo non va bene che si fa? Non si va più ai concerti in nome della privacy?

E quando le tv realizzano i servizi per strada, dovrebbero chiedere a tutte le persone che capitano nell'inquadratura il permesso di comparire?

Ma poi, sinceramente...quando usate GSW voi fate caso alle persone che vedete? Vi preoccupate di scoprire se li riconoscete? Vi chiedete se stanno andando dall'amante anzichè al lavoro?
Forse quelli che temono che altri si facciano i fatti loro, sono i primi che si divertono a farsi quelli degli altri...

John Wayne jr. ha detto...

"la necessità che Google mi chieda preventivamente il permesso per farmi comparire in una foto del suo servizio"

Ah, ok, non avevo capito, adesso sì che ha senso!
Quindi basterebbe far approvare una legge che non limiterebbe in nessun modo la libertà di nessuno che imporrebbe a un turista come me in piazza San Marco a Venezia di far firmare a tutti i presenti una liberatoria prima di scattare la foto ricordo. Ovviamente se uno non volesse firmare io dovrei aspettare che lui si alzasse dal suo tavolino o decidesse di andarsene.
Ok, allora così ha senso, e non sarebbe assolutamente un'imposizione illegittima di una persona che non detiene i diritti dell'immagine delle strade in cui transita.

Tu pretendi una legge che impedisca a qualcuno di fare fotografie in luoghi pubblici, io dico che bisognerebbe lasciare la libertà alla gente nei luoghi pubblici di farsi e fare tutte le fotografie che gli pare.

Chi è che limita la libertà di chi?

John Wayne jr. ha detto...

@ replicante

Sono pienamente d'accordo con te. Dopotutto non mi sembra proprio che il "diritto di non apparire nelle fotografie" sia un diritto fondamentale dell'uomo. Tralasciando anche la distinzione che Carlin fa tra diritti e privilegi, mi sembra che per parlare di diritti bisogna tirare fuori concetti superiori come "dignità", e non mi sembra che apparire nelle fotografie di GSW rientri nella lesione della dignità di chicchessia.

Voglio dire, Paolo ha inserito la foto dell'uomo che fa pipì. Io personalmente ho sorriso, pensando a quante volte l'ho fatto io per strada. Quando scappa e sei al volante, e hai la fortuna di essere un uomo, ti fermi e via!

giovanni ha detto...

@Replicante Cattivo

...Considerando che gran parte delle persone direbbe di no...

Eccola lì. Certamente, mi hai convinto: perché mai interessarsi della volontà di gran parte delle persone, quando c'è da guadagnare soldoni? In fondo basta decidere al posto loro che cosa è importante per loro.

@John Wayne
No, non hai affatto capito, e questa è l'ultima volta che te lo spiego. Io non voglio che sia impedito di fotografare le persone in luoghi pubblici, io voglio che si chieda il consenso prima di pubblicarle per guadagnarci soldi. E' previsto dalla normativa sulla privacy e dalla legge sul diritto d'autore. Naturalmente a uno che uno pensa che la libertà sia fare i cavoli propri fregandosene della volontà altrui questo non dice assolutamente nulla, comprendo bene.

Replicante Cattivo ha detto...

@Giovanni
'...Considerando che gran parte delle persone direbbe di no...'

Eccola lì. Certamente, mi hai convinto: perché mai interessarsi della volontà di gran parte delle persone, quando c'è da guadagnare soldoni? In fondo basta decidere al posto loro che cosa è importante per loro.


Beh, la gente direbbe di no anche ai limiti di velocità, ai divieti di sosta e alle telecamere della ZTL... tutte cose che di fatto 'limitano' la libertà personale, ma garantiscono (almeno nelle intenzioni) un bene alla comunità

Ad esempio c'è un tizio che ha detto di no anche alle intercettazioni telefoniche, ritenendoli una violazione della privacy...ma senza quei mezzi la giustizia non è in grado di beccare molti delinquenti, tra cui il tizio che ha voluto questa legge.

Non confondiamo il bene personale con il bene collettivo e valutiamo le due cose. GSW crea davvero dei danni alla privacy?
Temete di essere presi mentre vi scaccolate o vi grattate il sedere, dimenticandovi che avete appena fatto questa cosa per strada dove stava passando l'automobile di google (che poteva essere un auto qualunque, oppure quella di un vostro amico)?
Oppure temete che si veda che state percorrendo la strada in cui abita la vostra amante (come se dalle foto si sapesse capire questa cosa)?
Oppure è una semplice "questione di principio"?

Beh, google maps/earth/streetview è uno strumento che ha reso molto più comodo viaggiare, ma anche solo esplorare il mondo da parte di chi non può farlo realmente. La comunità di sicuro ha ottenuto dei vantaggi da questo mezzo e di sicuro ne verranno altri, quando il servizio verrà potenziato.
Davanti a queste cose, le "questioni di principio" (che oltretutto sono spesso soggettive) vanno messe in secondo piano, altrimenti poi non lamentiamoci se qualcuno più potente di noi inizia a toglierci dei 'beni' per le SUE questioni di principio.

Replicante Cattivo ha detto...

Io non voglio che sia impedito di fotografare le persone in luoghi pubblici, io voglio che si chieda il consenso prima di pubblicarle per guadagnarci soldi. E' previsto dalla normativa sulla privacy e dalla legge sul diritto d'autore.

Questo vale se io ti faccio una foto in cui tu sei il soggetto principale dell'immagine e ti trasformo in un manifesto, una cartolina. In GSW le persone sono dei particolari ininfluenti al suo utilizzo, che è quello di vedere le strade e al limite i monumenti.

Se io faccio una foto ad una piazza e tu sei lì, la foto l'ho fatta alla piazza, non a te. Se invece è evidente che il soggetto sei tu -come nella foto del tizio che piscia per strada- allora hai ragione a reclamare.

Ma un giornalista(che scatta delle foto per informare, ma soprattutto per aiutare a vendere il giornale per cui lavora) dovrebbe chiedere il permesso a tutti per scattare una foto ad una piazza? O quando, su una scena di un omicidio, è pieno di curiosi che si fermano a guardare? E tutte quelle persone riprese dalle telecamere ai caselli autostradali e mandate in onda in tv?

Quando usciamo di casa siamo sempre e costantemente sotto gli occhi di tutti, anche quando crediamo di essere soli.
E secondo me questo è un bene: fa sì che la gente, al di fuori di casa propria, si ricordi che fa parte di una comunità e che la sua sfera di libertà si scontra con quelle degli altri
Se vogliamo essere invisibili, l'unico modo è stare in casa.

John Wayne jr. ha detto...

"la libertà sia fare i cavoli propri fregandosene della volontà altrui"

Come ha spiegato bene Replicante, non è certo questo quello che intendo. Io vorrei la liberrtà di fare quello che voglio laddove quello che faccio non danneggia nessun altro. E' giusto che se vado a 100 all'ora davanti a una scuola qualcuno mi fermi, perchè sono un pericolo per gli altri, ma se mi fumo una canna a casa mia, che pericolo c'è? O se due omosessuali si sposano? O se google fa delle fotografie e per caso ci finisco dentro anch'io? E se, come dici tu, Google ci sta facendo dei soldi, non li sta certo facendo perchè ha fotografato te, ma la via.
Se credi che sia così facile fare dei soldi fotografando le vie, bastava che ci pensassi prima tu, in fondo le vie sono lì da sempre, e sono a disposizione per essere fotografate.
Quelli dell'acquario di Genova stavano facendo delle foto nel loro acquario, e le vendevano solo a chi era disposto a spendere dei soldi.
Impedire a loro di fotografare il loro acquario perchè chi ha deciso di andarci di sua spontanea volontà ne fa una "questione di principio" è da paranoici, non certo da difensori della libertà.
Non stiamo mica discutendo del diritto a una casa, al lavoro o al voto.

theDRaKKaR ha detto...

ma in tutti questo nessuno s'è accorto che nella via linkata da Chef Tony http://tinyurl.com/lwybkm l'omino dell'insegna del negozio viene oscurata ma la faccia dell'autista del bus è in chiaro in primissimo piano!

roba da matti

John Wayne jr. ha detto...

Devo porgere delle scuse a giovanni.

Da oggi anch'io starò molto attento a farmi scattare fotografie!!

Mea culpa.

Claudio ha detto...

Beh, un servizio che alla base non pone questi problemi di riconoscibililtà è disponibile da mò... senza neanche tutti questi problemi.Offre tra l'altro molte cose in più

http://www.mykugi.com

Dan ha detto...

Ci sono sempre gli estremi. Da una parte ci sono quelli che, anche se non li hai mai sentiti nominare, continuano per anni a farti "proposte commerciali" per telefono (è di pochi giorni fa l'ennesima telefonata di Fastweb), dall'altra ci sono i paranoici che si agitano perchè gli chiedi l'indirizzo quando fanno l'abbonamento al quotidiano. Posso capire che i miei dati medici, come precedenti dipendenze, patologie gravi ecc. non debbano essere disponibili a cani e porci, i paradossi si raggiungono quando nel riepilogo della bolletta mi censurano i numeri che IO ho chiamato, o quando la gente frigna perchè ci sono le telecamere di sorveglianza per la strada, accessibili solo dalle forze dell'ordine. Forse dovrebbero ricordarsi che quando sei in un luogo PUBBLICO, chiedere PRIVATEZZA è un controsenso da scemi. Se non vuoi che la gente ti veda, resta in casa!