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2009/08/10

Nixon, 5 minuti prima di dimettersi

Fuori onda storico: il presidente USA Nixon prima di andare in TV a dimettersi


Per chi come me ha vissuto quei giorni surreali di 35 anni fa, quando un presidente degli Stati Uniti si dimise perché travolto da uno scandalo, questa registrazione dei cinque minuti che precedettero la storica diretta in cui il presidente Nixon annunciò le proprie dimissioni è da pelle d'oca.



Non è qui il caso di intavolare dibattiti politici sui meriti e demeriti di Nixon. La questione è ancora più grande: quanti altri documenti di questo genere stanno marcendo o si stanno smagnetizzando negli archivi di tutto il mondo? E Youtube, una società commerciale, si sta trasformando nella memoria video storica collettiva dell'umanità, perché nessun altro se ne prende più seriamente la briga?

48 commenti:

Francesco ha detto...

Non c'è una versione sottotitolata in italiano?

Germano Agliè ha detto...

Uno dei motivi è anche uan gestione del copyright ormai obsoleta: gran parte di questi contenuti marciscono negli archivi perché non accessibili e non ridistribuili.

Anonimo ha detto...

Ma a che serve un servizio del genere in Italia?

Il nostro nanetto da giardino non farà mai una cosa del genere.

E nel caso dovesse avvenire, il giorno dopo darebbe la colpa ai giornalisti.

Paolo, è sempre colpa vostra!!
Ma smettetela, una buona volta!

dyk74 ha detto...

@Pierluigi: Puoi spiegare il tuo commento pf... non penso di aver afferrato la tua idea...

Anonimo ha detto...

Il commento è sarcastico, ovviamente.

dyk74 ha detto...

ah ok... ;-)

YourWay ha detto...

Bel dilemma, è bene che esista un archivo alimentato continuamente e dal popolo, in modo che rimanga la vera storia e non quella imposta!

http://oneenergydream.blogspot.com/

Gelma ha detto...

@Paolo: dddio, il progetto archive.org¹ mi sembra andare esattamente nella direzione che auspichi.

Ciao,
Andrea

¹ http://www.archive.org

L'economa domestica ha detto...

archive.org ha dei filmati per cui io posso fare veramente follie.

Frank ha detto...

http://www.ibs.it/code/9788843803934/chomsky-noam/capire-potere.html

mauro ha detto...

Sono d'accordo archive.org,e' un sito prezioso.Mi auguro che tutto il materiale storico di questo e altro tipo venga conservato.La prima volta in 200 anni che assistiamo a un courioso problema:
benche' la memoria sorica di oggi,dopo l'avvento della radio nastro magnatico e video,sia piu' capillare,e faccia capire molto meglio gli eventi storici,per un balletto di tecnologie l'hardware che gestisce il supporto perche' questo rimanga come memoria storica cambia in continuazione,
rischiando di renedere illeggibile per obsolescenza supporti di poche diecine di anni prima.
Senza pensare al decadimento dei supporti stessi.Cd e dvd non sono eterni,anzi,subiscono una degradazione molto veloce a causa del materiale e del tipo particolare di registrazione ( masterizzazione ) .
Ovvio supporti stampati,resistono nel tempo,ma il problema rimane.
Possibileche non esista una tecnologia,che permetta di salvare in modo permanente o quasi la propria memoria?
Giusto una settimana fa,ho risentito un nastro( nastro NON cassetta) registrato da un mio parente morto da tempo,su registratore geloso a valvole.La traccia ha un eta' di circa 52 anni,e il nastro e' ancora udibilissimo,pur con i limiti di una registrazione a 4.75 cm secondo ( forse meno)
un dvd quando durera' potro' lasciarlo in eredita' ai miei nipoti?( piu' tardi possibile eh eh eh...)

L'economa domestica ha detto...

@ Mauro. Io ti frego: ho sentito sia un cilindro Edison del 1912 che un Registratore a filo Geloso. Ancora perfetti. Vi ricordate invece supporti come il CDI, o il Betamax? Sono ormai quasi impossibili da riprodurre. I siti come Archive servono anche a questo.

mattia ha detto...

Ma forse serve di più un progetto per dare un senso alla marea di informazioni che si possono raccogliere ora. Altrimenti salvare tutto significare non salvare niente.

Per progetto intendo qualcosa come il film "obcan Havel", che praticamente si basa interamente su filmati di questo tipo, durante la presidenza di Havel. Un film intero dove vedi i filmati d'epoca dello staff presidenziale mentre il presidente della Repubblica discute della formazione del governo, parla con i collaboratori delle risposte da dare alla stampa prima di uscire in conferenza stampa o momenti privati con una valenza pubblica.
Allora lo spezzone "dietro le quinte" ti fa capire alcuni passaggi politici e cosa li ha indotti, accedendo al backstage a cui il cittadino normalmente non accede.

angros ha detto...

http://archiveteam.org

Si discute proprio la conservazione delle informazioni nel tempo (con riferimenti alla chiusura di geocities, ed a siti come wikipedia, e archive che contengono enormi quantità informazioni da preservare... siamo sicuri che siano al sicuro?)

Dello stesso autore:
http://textfiles.com/

La rete, come era all' inizio.

Marina ha detto...

@mauro

Tempo fa ho assistito alla conferenza del responsabile della Biblioteca di Firenze, biblioteca che ha aderito ad archive.org. A una mia domanda precisa (ho sempre avuto un debole per il materiale storico e la sua conservazione) è stato spiegato come il materiale documentario che viene raccolto dalle biblioteche non è lasciato su CD/DVD/... e basta, ma viene caricato su dischi via via sempre più capienti, in modo che pur a fronte dell'obsolescenza del supporto esiste sempre e comunque un supporto aggiornato e accessibile dal sistema che permette di accedere ai contenuti. I CD/DVD/ecc. vengono conservati comunque, ma solo per un discorso di archivio storico, un po' come quando si prepara la scansione delle pagine miniate di un codice del milleduecento, per cui le pagine originali vengono messe al sicuro e la copia che viene usata è quella elettronica ottenuta dalla scansione. Il codice miniato potrebbe andare in polvere, così, come i CD potrebbero non essere più leggibili, ma una loro copia fruibile resta.

Franci ha detto...

La RAI non ha più nemmeno una misera copia sbiadita del Sanremo in cui si uccise Luigi Tenco... non ha quello e non ha milioni di altre cose.
In compenso ieri su mediaset vedevo una vecchia non rassegnata all'età che si faceva aspirare litri di grasso e tagliuzzare il volto in un nuovo mirabolante reality show... del quale immagino saranno conservate le copie nonchè le copie delle copie...

Emanuele Ciriachi ha detto...

Non credo che esista la possibilità tecnica di conservare tutto lo scibile artistico umano - solo per una cosa "banale" come indicizzare la rete Google ha costruito delle enormi server farm sottomarine.

Senza contare il costo di tutto questo. Non so quale modello di business si possa studiare per un progetto simile, ma dubito che una qualsiasi azienda potrebbe andare avanti senza supporti statali.

Il che naturalmente implica che ogni Stato dovrebbe curare il suo archivio digitale - voi affidereste il vostro ad un altro (se non come copia), o trovereste giusto pagare per quello di numerosi altri? Qualora non fossero costi irrisori, s'intende.

Qualcuno deve essere preposto al triste compito di decidere cosa conservare cosa gettare nel dimenticatoio.

Anonimo ha detto...

Emanuele, forse hai ragione non è possibile conservare tutto lo scibile umano, ma ai nostri giorni si fa molto più affidamento a supporti esterni che non alla memoria delle persone, e se non possiamo ricordare quello che abbiamo fatto, quello che è stato non è possibile avere vero progresso perchè se ci si dimentica il passato non si può imparare dai propri errori...

Replicante Cattivo ha detto...

Volete un esempio di come nell'era di internet sia quasi impossibile riuscire a risalire ad un informazione di nemmeno troppo tempo fa?

Vi ricordate i cartoni animati di Lamù?
Sapete che nessuno è in grado di dire chi cantasse la sigla originale?

Franci ha detto...

Per la storia di Lamù, semmai volessimo giocare, basterebbe che una sera un TG nazionale facesse la domanda ed il giorno dopo si troverebbero quantomeno nuove piste per indagare, se non il cantante e gli autori stessi della canzone.
E' vero che attraverso internet e scambi di informazioni tra utenti e responsabili di rete qualcosa è stato fatto ma non è bastato... ma quante persone vuoi che siano state sensibilizzate a risolvere questo "problema"?
Dillo a 10 milioni di persone la sera alle 20:00 e vedrai che qualcosa si muove.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Franci
Semmai il giorno dopo salterebbero fuori decine di mitomani che pensano di sapere la verità perchè -come me- possiedono l'mp3 della canzone con un tag creato da chissà chi.

Vai nella pagina che ho linkato e clicca nelle note al fondo: leggerai pagine e pagine di supposizioni e indagini che non sono il classico "mi hanno detto che..." oppure "su un forum ho letto che...".
E appunto rimarrai sconcertata: possibile che l'autore del brano -che magari nemmeno l'aveva scritto originariamente per il cartone- si sia mai fatto vivo? E se non lui, un suo parente?
Possibile che non si riesca a capire quale canale abbia trasmesso per primo quel cartone, richiedendo una sigla apposita, in modo da poterlo contattare?

Si tratta di cose di solo 20 anni fa eh...

L'economa domestica ha detto...

Sulla sigla di Lamù in internet si fanno ricerche da almeno 7/8 anni, in tutte le direzioni, e ancora non si viene a capo della questione.

Altro "mistero" interessante fu il primo annuncio EIAR. Ci sono voluti anni per capire chi l'avesse fatto, e si è scoperto solamente perché c'erano due versioni dell'annuncio in due archivi diversi.

lucky141 ha detto...

Evitare l'obsolescenza dell'informazione è semplice, basta creare una Fondazione che pubblichi un'enciclopedia di tutto lo scibile umano in un pianeta remoto alla periferia della galassia... :D

A parte gli scherzi, supponiamo per assurdo(1) che si possa archiviare TUTTA la produzione culturale umana: le informazioni "degne" e "importanti" sarebbero completamente coperte dal rumore di fondo di tutte le altre.

Ma chi potrebbe scegliere cosa tramandare ai posteri e cosa buttare?

Ho messo tra virgolette "degne" e "importanti" perché sono concetti soggettivi e mutabili nel tempo.

Facciamo qualche esempio a caso: le puntate di "Colpo Grosso" e "Non è la rai" sono da tenere o da buttare? Prima di dare giudizi affrettati pensate a chi ha mandato al macero episodi di "Dr. Who", "Supergulp", "Alto gradimento" ecc. ritenendoli non meritevoli di considerazione...

(1) tecnicamente potrebbe non essere così assurdo: solo 10 anni fa era pura fantascienza l'idea di portarsi tutto il proprio archivio di dischi e cd in una chiavetta lunga pochi centimetri...
il problema principale è secondo me quello legale (tali supporti non sarebbero legalmente duplcabili): l'utente privato se ne potrebbe allegramente fregare, ma l'ipotetica "Fondazione" sarebbe stroncata sul nascere da problemi di copyright

lucky141 ha detto...

Sulla sigla di Lamù: non è poi così improbabile che chi l'abbia scritta e cantata se ne sia dimenticato... per noi fan è inconcepibile (per noi è passione), per un musicista o cantante è semplicemente lavoro (magari fatto malvolentieri, perché i cartoni sono cose per bambini ma bisogna pur campare...).

Ricordo un'intervista a una doppiatrice di "Oh mia dea", le chiedevano cosa ne pensava del personaggio di Urd (a cui aveva da poco prestato la voce)... la sua risposta è stata, candidamente: "E chi è?"

Franci ha detto...

@lucky141
Facciamo qualche esempio a caso: le puntate di "Colpo Grosso" e "Non è la rai" sono da tenere o da buttare? Prima di dare giudizi affrettati pensate a chi ha mandato al macero episodi di "Dr. Who", "Supergulp", "Alto gradimento" ecc. ritenendoli non meritevoli di considerazione...

- - - - - - - - -

Che io sappia la RAI ha un archivio da sempre mantenuto delle sue trasmissioni che però in parte sta andando a rovinarsi per il passare del tempo.
Mi dirai che non tutto è salvabile, tantomeno lo era qualche anno fa, vero... OK, ma non credo che la scelta fosse tanto difficile tra programmucoli di quart'ordine ed altre cose che hanno avuto un impatto differente. Io credo che semplicemente il problema dell'archivio storico ben tenuto, con copie adeguate e ri-adeguate nel tempo in base alla tecnologia mano a mano disponibile, non sia stato mai preso in considerazione seriamente...

Tra l'altro osservando Youtube ti accorgi bene che non c'è corrispondenza alcuna tra ciò che un privato utente pubblica (ma di diritto rai) e ciò che la stessa RAI pubblica attraverso il suo canale. Già il fatto che i filmati a marchio RAI non siano commentabili la dice lunga sulla diversità di approccio all'archivio, in seconda battuta vengono a mancare puntualmente le cose più sfiziose immagino sia per una questione di diritti (nei diritti) sia per totale incompetenza di chi è tenuto a scegliere i pezzi.
Eh sì... tenere un archivio non totale, ma magari abbastanza corposo di ciò che è ed è stata la TV non è cosa semplice, ma nemmeno così complessa.

Mike J. Lardelly ha detto...

Scusate l'OT, ma visto che questo è il sito dell'Antibufala...

è ricomparsa una nostra vecchia conoscenza: la ragazza assetata di sesso che dopo la festa dei 18 anni è finita in ospedale a fare la lavanda gastrica.

La notizia: http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=69170&sez=LEALTRE

Ne prendo uno stralcio alla "mio cuggino":

Secondo il sito, ci sarebbero anche i testimoni di quella folle festa di compleanno. Uno di questi avrebbe raccontato: «Era assatanata, per giustificare la sua foga urlava, "ho compiuto 18 anni e ora posso fare quello che voglio"».

Come no.

E' stata pubblicata anche su Facebook. I commenti sono veramente disarmanti. Qualcuno addirittura adduce al fatto che "sono cose che capitano, questa storia l'ho ancora sentita". Ragazzi, ma che gente ingenua c'è in giro?

Replicante Cattivo ha detto...

Mike, è davvero assurdo. Non tanto che questa storia circoli ancora tra la gente comune -scommetto che molti sono pronti a dire "è successo davvero, io so pure chi è la ragazza"- ma che il giornalista che ha pubblicato l'articolo non abbia mai sentito racconare questa storia e se la sia (scusate il gioco di parole) "bevuta".

Replicante Cattivo ha detto...

Tornando in topic.
La tecnologia ci ha facilitato l'accesso a una mole infinita di informazioni e questo da un lato ci ha aiutati a ricostruire molti aspetti del passato.
Dall'altro però ci ha resi succubi di queste informazioni e ci ha reso incapaci di selezionarle.

E un po' come quando una persona con una soffitta spaziosa inizia ad accumulare roba vecchia, pensando che un giorno potrà tornargli utile o quantomeno riportare alla mente i suoi ricordi. Però se invece si possiede una soffitta piccola -o non la si possiede- ci si trova costretti a fare selezione di questa roba.

Pensiamoci un attimo: non abbiamo nessuna foto o filmato della storia dell'antica Roma. Eppure gli storici sanno più o meno tutto quello che devono sapere. Quindi, anche se sarebbe stato interessante un video dell'omicidio di Giulio Cesare, la domanda è: tutte quelle informazioni in più, sarebbero state indispensabili?
Abbiamo registrazioni live di Bach? No, però abbiamo la sua musica, e questo è l'importante.

Qualcuno citava alcune trasmissioni televisive, che potrebbero essere interessanti, ma anche no: magari ci riportano alla mente dei ricordi, oppure ci mostravano i primi passi di alcuni conduttori famosi, altre volte sono solo curiosità. Ma, accettando sempre il fatto che il loro smarrimento possa trattarsi di errore, fra 50 o 100 anni, quale sarebbe la loro utilità?

Verrebbero comunque annegate in migliaia di ore di registrazioni ben più importanti, come notiziari, eventi sportivi, oppure trasmissioni che sono entrate nella memoria collettiva come possono essere i festival di Sanremo o il Rischiatutto.

Quando registravo col Vhs, anche a me spesso capitava di cancellare registrazioni che non mi servivano più: oggi forse rimpiango di aver cancellato una puntata di Mai Dire Gol del 1992 per far spazio ad un film che posso trovare in dvd. Però amen...non si può avere tutto. E il fatto di poter avere "molto" (io direi troppo) spesso ce lo fa dimenticare.
E infatti riguardo tutte quelle videocassette, di alcune ignoro addirittura il contenuto, mentre di altre mi chiedo "ha senso avere qualcosa che non guardo da 10 anni?"

Kalimer ha detto...

Replicante Cattivo ha detto...
Volete un esempio di come nell'era di internet sia quasi impossibile riuscire a risalire ad un informazione di nemmeno troppo tempo fa?


Senza andar troppo lontano:
sono impazzito per aprire un file scritto nel 1998 con un programma che si chiamava MacWrite Pro!
I geroglifici egiziani sono ancora lì!

Franci ha detto...

@Lucky141

- - - -

Penso sia ai limiti dell'impossibile che il contante e/o l'autore della sigla italiana di Lamù non si ricordino, nemmeno sotto sollecitazione, di aver realizzato quel pezzo.
E' vero che un professionista può fare 10.000 cose in carriera e ricordarsene molte meno, ma accetterei questa ipotesi solo nel caso in cui la sigla fosse rimasta nel dimenticatoio... allora sì! Magari uno la incide in un affannato pomeriggio di un giorno di chissà quanti anni fa e poi si dedica a 1.000 altri brani dimenticando progressivamente il passato. Qui però parliamo di una sigla che comunque ha avuto un suo successo perchè il cartone ha avuto un buon seguito. E' francamente impossibile che chiunque l'abbia cantata non se la ricordi. Puoi scordarti lavori secondari commissionati in fretta e sconosciuti al pubblico... ma non credo sia possibile dimenticarsi di aver cantato una sigla TV che ha avuto successo.

Mike J. Lardelly ha detto...

Successo? Io ho conosciuto il cartone di Lamù solo due giorni fa...

Può comunque darsi che chi l'ha cantata nel frattempo sia deceduto. Il tempo intercorso è ragionevolmente lungo (in fondo è più di un quarto di secolo) e dà maggior credito alla mia improvvisata ipotesi.

Franci ha detto...

Successo? Io ho conosciuto il cartone di Lamù solo due giorni fa...

- - - - -

Pensa che io nemmeno lo guardavo quel cartone ma ricordo perfettamente la sigla. Su di me quindi ha avuto effetto. Tra l'altro è molto orecchiabile.

Il termine "successo" è pesato sul numero di volte in cui quella sigla è andata in onda su tv regionali e nazionali. Si partiva dal concetto che un artista potrebbe dimenticare il proprio lavoro, io volevo semplicemente far notare che è possibile non ricordare qualcosa che si è fatto tanti anni prima ma penso sia impossibile non ricordarsi di aver fatto qualcosa che ha avuto eco nazionale.
Insomma... c'è gente che si ricorda di aver fatto una banalità che magari hanno visto in 3... vuoi che un cantante non si ricordi che la sua canzone è andata in onda migliaia di volte in TV?

Replicante Cattivo ha detto...

Mike, l'idea di un autore che si dimentichi di un brano del genere è plausibile solo se l'autore si chiama Mogol o Vince Tempera: gente che ha scritto talmente tante canzoni che nemmeno se le ricorda.
Ma siccome non è nessuno di famoso, sarebbe assurdo che tale persona non se ne ricordi, non la canti alle feste in pazza, non ne abbia mai parlato con gli amici. Oltretutto gli sarebbero arrivati un bel po' di soldini SIAE e, se appunto non sei Mogol, ci faresti caso se tu fossi un artista di relativa importanza, perchè i diritti ricavati da una sigla televisiva non sono certo bruscolini. E comunque questa canzone non risulta iscritta alla Siae.

La tesi più probabile è che la canzone non centri una benemerita mazza col cartone e sia stata recuperata a sbafo da chissà dove. Magari il tizio non ha mai saputo dell'uso di questa canzone, oppure era già morto quando è stata utilizzata...chissà.
Resta comunque il fatto che un mistero apparentemente banale, non riesce ad ottenere risposta.

Mike J. Lardelly ha detto...

Franci,
l'idea che non sia stato scritto per Lamù non è da scartare. Però in Internet non si trova traccia di un altro testo che dice "sarà un amore strano questo qua uououo".

... e se fosse davvero stata scritta da Mogol e Battisti?

Gianni Comoretto ha detto...

Il problema di perdita dell'informazione e' molto serio. Per fare un esempio nel mio campo, la maggior parte dei dati astronomici originali degli anni 60-80 non esiste piu', oggi si cerca di archiviarli in modo metodico, ma allora no.

L'originale inglese di "A come Andromeda" (curato direttamente da Fred Hoyle) non esiste piu', esiste solo il remake italiano con Paola Pitagora.

Ma il problema maggiore, per me, e' che noi assumiamo la tecnologia sia in continua evoluzione, per cui diamo per scontato che la capacita' delle pennine USB aumenti nel tempo. Ma se per ipotesi ci fosse una grossa recessione, e non ci fossero i soldi per mantenere gli archivi? E quindi le chiavette USB, i DVD, gli hard disk restassero su scaffali fermi? Una chiave USB mantiene l'informazione in minuscole "isole" di metallo isolate da un sottile strato di vetro. Quanto ci mettono a scaricarsi, 10 anni? Quanto tempo un hard disk rimane funzionante prima di guastarsi?

Se la conservazione dell'informazione dipende dal copiarla, quante volte posso copiare prima di avere un errore? Tante, ma la nostra cultura si basa su testi scritti oltre 2000 anni fa.

Calidreaming ha detto...

in effetti il problema è serio e non è nemmeno facilmente risolvibile.
Come è già stato scritto la mole di dati da archiviare e gestire è enorme e occorrono tanti tanti soldi per poter gestire in modo serio (non semplicemente digitalizzando il tutto) indicizzando per bene il materiale da archiviare.
Ammesso e non concesso che tanti paesi industrializzati possano permettersi una spesa simile rimarrebbero esclusi tutti quei paesi (e sono comunque un enormità) che molto probabilmente non potrebbero permettersi economicamente e tecnologicamente simili strutture.
Per non parlare del fatto che i supporti utilizzati oggi sono tutto fuorchè eterni al contrario di geroglifici o altri lasciti dei nostri avi che sono arrivati sino a noi senza perdere byte per strada ;)

Replicante Cattivo ha detto...

Uno dei problemi che le informazioni del passato non avevano era un rapporto indissolubile con supporto su cui sono state fissate.
Non era importante conservare il libro, ma il testo al suo interno: in qualsiasi momento un libro poteva bruciare o diventare illeggibile per colpa dell'acqua.

Possono esserci molte versioni di uno stesso testo, piene di errori; ma proprio il loro raffronto permette di correggerli o quantomeno individuarli.
Possiamo avere uno spartito incompleto di Mozart: un bravo musicologo può comunque riuscire a ricostruire (con ampio margine di errore, sia chiaro) le parti mancanti cercando di rispecchiare lo stile dell'artista (un po' come fanno i restauratori d'arte).

Ma se si perde la registrazione originale di un film, una trasmissione televisiva, un disco, ecco che ci restano solo le loro copie: sbiadite dal tempo, con la qualità compromessa dalla copia analogica (o dalla compressione digitale)...e magari tagliuzzate dalla censura dell'epoca -vedi Fantasia della Disney.

In quel caso sono informazioni perdute per sempre, ricostruibili in chiave concettuale, ma non concretamente.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Gianni Comoretto
Se la conservazione dell'informazione dipende dal copiarla, quante volte posso copiare prima di avere un errore? Tante, ma la nostra cultura si basa su testi scritti oltre 2000 anni fa.

E' vero. Ma se prendiamo la mia copia, la tua copia, quella contenuta in una biblioteca, quella di un monastero, possiamo già scovare alcune differenze.
Poi si può fare un raffronto con lo stesso testo in altre lingue e trovare gli errori -o interpretazioni- dovute alla traduzione. E così via...

Certo: se l'errore deriva da chi ha scritto il testo, perchè magari ha capito "Beati i paNificatori" (cit.) anzichè paCificatori, c'è solo da sperare che qualcun altro quel giorno fosse presente e abbia riportato su un altro testo la versione corretta. :)

Ora però immagina se tu hai girato un film con una scena ritenuta particolarmente scandalosa o volgare, che viene distrutta o eliminata direttamente sul supporto originale o nelle prime copie da essa realizzate. Tu potresti raccontare a tutti com'era quella scena, potresti rigirarne un'altra...ma in ogni caso sarebbe appunto un'altra cosa rispetto all'originale.

Iilaiel ha detto...

@replicante cattivo

Molto, molto, relativamente. Ti faccio due esempi usando due libri che ancora oggi hanno un0impatto enorme sulla vita di milioni di individui. Il nuovo testamento ed il corano.
I testi originali non sono disponibili da oltre 1.700 anni. Nel caso del nuovo testamento il testo da cui si è preso ispirazione per i 4 vangeli (il protovangelo di Marciano) è sparito quasi subito.
Fin dalle copia più antiche abbiamo delle divergenze nei testi enormi (si aprla di interi brani aggiunti, tolti o riscritti).
Stesso discorso per il corano nel corso dei secoli e sin dalle prime copie le differenze sono enormi. Sure che mancano, sure in più, ordine delle sure (quindi teologicamente parlando di importanza minore o maggiore) che varia di copia in copia.
Per queste differenze si fanno ancora oggi le guerre o si vive in un modo piuttosto che in un'altro.
Direi che le copie digitali sono decisamente più sicure.
Facendo un esempio se Tizio scrive il testo X ne può produrre immediatamente infinite copie rendendo la sopravvivenza intatta dell'originale molto più probabile.

Il libro\pergamena in realtà rese molto più alterabili e distruggibili le informazioni conservate. Sarà brutale da dirsi ma se sappiamo tanto della civiltà egizia è per la loro mania d incidere nella pietra. Così come tante delle informazioni sulla vita quotidiana dell'impero romano sono dovute ai graffiti incisi nei muri degli edifici dai "taggari del tempo" (beh alcune della caratura inlletuale di taide puzza).

L'unica idea intelligente mai avuta da scientology è propria relativa alla conservazione delle informazioni pe ril futuro. Si stanno costruendo una "biblilioteca" nella quale i loro testi sono conservati tramite incisione su materiali altamente durevoli come titanio&co.

Un'ipotetica nuova biblioteca di alessandria potrebbe quantomeno conservare copia di testi "fondamentali" su materiali simili. Ora credo che non ci sia molto da scegliere fra un libro di Goethe (o Steven Hawikings) e un romanzetto rosa? No?

lucky141 ha detto...

Ora credo che non ci sia molto da scegliere fra un libro di Goethe (o Steven Hawikings) e un romanzetto rosa? No?

Ti faccio un nome: H.P.Lovecraft (nonostante il nome non ha niente che a vedere con i romanzetti rosa :D). Oggi è considerato un maestro indiscusso di un particolare genere letterario, e credo che oggi nessuno si sognerebbe di negarli uno scaffale nella "Nuova Biblioteca di Alessandria". Ma ai suoi tempi quello che scriveva era considerata robaccia di serie Z e disprezzato tanto quanto tu disprezzi i 'romanzetti rosa', e sarebbe sicuramente stato escluso.

Nota bene: sto scrivendo queste cose per stimolare la discussione, e cercare di farmi un'idea un po' più precisa in materia.

Neanche a me piacciono i romanzetti rosa, non so se avrebbe senso tramandare ai posteri Moccia o "Non è la rai" (del quale, al contrario di "Colpo Grosso", non ho mai visto una puntata) ma mi chiedo se sia giusto decidere di condannarli all'oblio così per partito preso.

Replicante Cattivo ha detto...

@lilaiel

Il tuo ragionamento non fa una grinza. Però tu hai appunto citato un discorso in cui intervengono censure e selezioni delle fonti. Comunque è innegabile che una persona che vuole risalire ai fatti raccontati in quei testi utilizza TUTTE le sue varianti per un confronto, avendo cura di giudicare quali siano attendibili e quali no.
Il fatto che il testo ufficiale dica A, mentre ci sono alcuni testi che dicono B o C introduce un elemento che ci fa chiedere: qual è quello giusto? E se non ce lo fa capire, tanto quanto ci dimostra che non vi sono delle certezze su quel punto.


Direi che le copie digitali sono decisamente più sicure.

Si e no. Cosa accadrebbe se fosse difettosa la fonte originaria? Anche qui un suo errore sarebbe perpetrato a tutte le sue copie, senza possibilità di correggerlo. Perchè un conto è un monaco che legge "beati i paNificatori" e va dal suo superiore a chiedere se deve correggerlo. Un conto è se la pellicola originale un film viene graffiata e rovinata per sempre.
Che si fa? Si rigira la scena? :)

Grezzo ha detto...

Mmm, per assonanza di argomenti, direi che il primo libro da salvare sia Fahrenheit 451..., o no? ;-)

Foxxya ha detto...

quintali di terabyte archiviati in un sito, ma se non c'è la memoria per trarre le informazioni utili nel minor tempo possibile la ricerca è come un sudoku, un noiosissimo gioco divertente.

Gianni Comoretto ha detto...

Il problema di cosa conservare e cosa no è antichissimo. Mai sentito parlare di palinsensti? Noiosissime preghiere scritte su pergamene che prima contenevano testi di Aristotele.

O la censura, avete presente il filo conduttore de "Il nome della Rosa"?

Quel che volevo dire io era però un problema differente. Guardiamo ai 20 secoli passati, Ne è successe di cotte e di crude, noi oggi assumiamo che, siccome nell'ultimo paio di secoli siamo vissuti in un mondo all'incirca tecnologico, questo succederà per sempre. Ma lo stesso poteva dire un romano del secondo secolo. Allora chi avrebbe mai sospettato che la loro cultura (intesa come corpo di conoscenze, libri, romanzi, ecc) si sarebbe tramandata, e solo in parte, grazie a quei beduini degli arabi pre-maometto e a qualche monaco un po' fanatico di una strana setta?

Ma un testo scritto, trovato in un'anfora nel mar Morto, può essere riletto dopo oltre 2000 anni. Nessun supporto attuale regge tanto. E comunque occorre sapere il metodo esatto di codifica, che cambia ogni pochi anni, e che non riscopri da zero, c'è dietro una matematica poderosa. Altrimenti quella è solo una sfilza di zeri e uni più o meno a caso.

In pratica un collasso della civiltà che duri un secolo, e che ci riporti al livello tecnologico del 1900, cosa che su tempi storici verrebbe vista come un "blip", un momentaccio fortunatamente breve e non troppo grave, è in grado di azzerare la nostra "memoria storica".

Superninjaz ha detto...

@ Replicante Cattivo

[quote]
Abbiamo registrazioni live di Bach? No, però abbiamo la sua musica, e questo è l'importante.
[/quote]

Certo... vallo a dire a tutti quei musicisti e studiosi che dibattono su COME debba essere suonato Bach.

Luca

Replicante Cattivo ha detto...

@ Suoerninjaz
Certo... vallo a dire a tutti quei musicisti e studiosi che dibattono su COME debba essere suonato Bach.

A mio parere -te lo dico da musicista e studioso- molte sono pippe mentali. Nel senso che una sua composizione, suonata con questa o quella velocità, con questo o quell'approccio, alla fine è un dettaglio che poco cambia al risultato finale.

O forse è qualcosa che era destinato a rimanere nell'epoca in cui è vissuto Bach: del resto perchè questi grandi compositori non hanno mai pensato a crere una notazione in grado di tramandare anche queste informazioni?

Francesco Giossi ha detto...

credo che, non costituendo nessun tipo di rilevanza storica, i 5 minuti prima dell'annuncio non abbiano, appunto, nessuna rilevanza.
Il "fatto" è rappresentato da quello che avverrà dopo, ovvero il suo discorso. E' come se decidessimo di tenere i 5 minuti prima della finale del campionato del mondo... ok, stati d'animo, espressioni facciali e quant'altro.
Ma allora perchè non tenere quelli di 10 minuti prima e perchè non quelli di 15 minuti prima, il giorno prima, ecc...
Il fatto è il discorso.
I 5 minuti prima del discorso non hanno nessuna rilevanza da un punto di vista storico-politico, per cui nessuno si preoccupa di archiviarli.

theDRaKKaR ha detto...

Non trovo così assurdo che non si riesca a rintracciare l'autore della sigla dell'anime.

Pensate che non si riescono a rintracciare i traduttori di libri (o i loro eredi) titolari di diritti.. non avete mai letto qualcosa come "l'editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti di traduzione senza riuscire a reperirli, è ovviamente a piena disposizione per l'assolvimento i quanto occorra nei loro confronti"? Proprio qualche giorno fa l'ho letto in un libro della Gardner (Perry Mason)!!

A proposito, il traduttore si era firmato col nome Salvo Migliore. Magari qualcuno di voi lo conosce/va :-)