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33 commenti

Buran: gli Shuttle sovietici ripresi di nascosto

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/07/11 1:05.

Il ricordo degli Space Shuttle, gli aerei ipersonici orbitali usati dalla NASA per trent’anni per portare gli astronauti nello spazio, cominicia forse ad affievolirsi ora che non volano più. Ancora più tenue, quindi, è il ricordo del fatto che anche i russi avevano un veicolo analogo: la Buran, una copia quasi identica dello Shuttle statunitense, realizzata rubando o copiando i dettagli pubblici del progetto e adattandoli alla tecnologia sovietica. In estrema sintesi, l’Unione Sovietica non aveva bisogno di uno Shuttle, ma siccome gli americani ne stavano fabbricando uno (e dalla forma era chiaro agli esperti che era concepito anche per scopi militari), il governo russo decise di fare altrettanto, migliorando per molti versi il progetto statunitense.

Ma a differenza degli Shuttle americani, che divennero il pilastro portante delle missioni americane, il crollo dell’Unione Sovietica pose fine al costoso progetto Buran dopo il primo volo, effettuato senza equipaggio il 15 novembre 1988. Quel volo, fra l’altro, stabilì il primato per il primo rientro automatico dall’orbita di un aereorazzo riutilizzabile. I sovietici tornarono alle ben più modeste Soyuz tuttora in uso.

[qui c’erano due video, ma sono stati rimossi dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo]


Gli altri esemplari della flotta degli Shuttle sovietici furono abbandonati, incompleti, e due di essi sono tuttora custoditi, in condizioni pessime, in un enorme hangar del vastissimo cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. Un altro esemplare, usato per le prove di planata, ha avuto una sorte migliore e dopo parecchie vicissitudini è oggi custodito con cura al Technik Museum Speyer, in Germania.

Qualche tempo fa avevano fatto il giro del mondo alcune foto di questi cimeli lasciati ad ammuffire, ma c’è chi ha fatto di più: si è introdotto nell’hangar e ha effettuato di nascosto delle riprese video che per gli appassionati di tecnologia spaziale sono una vera chicca storica. È una vergogna che questi gioielli vengano lasciati a rovinarsi in queste condizioni. Buona visione.

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Commenti
Commenti (33)
Spiace molto che la Buran sia rimasto un progetto morto ma è anche a causa sua, oltre a moltissime altre, se l'URSS aveva un'economia ultradeficitaria.
Cosa che ha portato alla fine al crollo del sistema.
Grazie Paolo!

Li avevo visti i due video, ma sempre meglio ricordare queste meraviglie della tecnica sovietica dei tempi. Come mi pare di avere già raccontat sul blog intorno al '96 ebbi l'incredibile opportunità di entrare, forse per primo tra gli europei, nella cabina di pilotaggio di una Buran semiabbandonata a Zukhovsky, nelle officine della Myasishev Design Buraeu.

Nell'articolo forse non è scritto ma proprio quell'esemplare, OK-GLI, è adesso esposto al TECHNIK MUSEUM SPEYER, vicino ad Heidelberg, non troppo lontano da casa tua in fondo, e può essere visto da vicino...



Mi chiedo anch'io come sarebbe cambiato il programma spaziale russo se solo fossero riusciti a completare il buran giusto un paio di anni prima (quello che han fatto volare da solo in quel test era un prototipo praticamente pronto, completo all'esterno e giusto mancante di buona parte della strumentazione esterna e del supporto vitale per i passeggeri): immagino che con quello a disposizione la stazione spaziale internazionale forse l'avrebbero completata anche prima e senza rinunciare a un po' di moduli il cui sviluppo è stato abbandonato per carenza di fondi.
Tra l'altro il Buran sotto certi aspetti (migliore scudo termico, serbatoio esterno che non perdeva pezzi che potevano danneggire il mezzo come è avvenuto per lo shuttle, propulsori di manovra più efficienti e meno inquinanti) era pure meglio del suo omologo occidentale, se non fosse ricominciata la guerra fredda tra USA e Russia non sarebbe male se le rispettive agenzie spaziali collaborassero da vicino come avveniva negli anni 90 e sfruttassero le loro conoscenze per progettare una nuova famiglia di veicoli multiruolo riutilizzabili discendenti di shuttle e buran, visto che se c'è da mettere roba in orbita o farci manutenzione (vedi Hubble) niente è più utile di uno shuttle.
C'è anche questo video https://t.co/Xa9SrDSYy8 che ti ho segnalato qualche tempo fa via Twitter, più breve ma con riprese interessanti.
Aggiungo una delle foto che presi della navetta OK-GLI, parcheggiato in un hangar del piazzale della MDB a Zukhovsky, nel 1996, sperando di fare cosa gradita a Paolo :) Permisero di fare foto fuori ma non dentro (dq qualche parte ne ho 1 del cockpit mezzo smontato, ma non la trovo!).

[img]https://s3.postimg.org/j54gavdar/Buran_Sub-orbital_2.jpg[/img]

dell'origine di questa foto ne ho parlato qui, in un lungo dibattito con Snakes e altri: http://attivissimo.blogspot.co.uk/2011/07/shuttle-stamattina-lultimo-rientro.html. Vedi post #105, precedenti e seguenti.

Ho visto una navetta spaziale USA poche settimane fa, l'Endevaour, al Science Center di Los Angeles. Ma la sensazione allora fu tutta un'altra cosa...
pgc,

bella foto, grazie! Ti invidio amichevolmente :-)
vorrei aggiungere l'aria di frustrazione che aleggiava intorno agli ingegneri che hanno lavorato nella produzione e nella costruzione di questi gioielli. Gente pagata zero (ai tempi la Russia era nel momento peggiore della sua crisi, una bancarotta che si mangiò gran parte dei fondi che l'Italia mise nel progetto Geophysika). La fabbrica della MDB, dove era parcheggiato questo mostro, era gigantesca ma ormai utilizzata solo in minima parte. Ricordo la dimensione dei corridoi di un edificio immenso dove avevamo un ufficio per il nostro progetto. Per far capire la situazione, una volta chiesi di indicarmi il bagno (quasi sempre io e il mio collega dell'ENEA lavoravamo in hangar, non in ufficio). Mi guardarono un po' imbarazzati. Poi l'interprete mi disse di attendere e tornò con un resto di saponetta dentro un contenitore di plastica antidiluviana per lavarmi le mani.

Me la porse con entrambe le mani unite, ricordo ancora quel gesto umile, e mi indicò di percorrere il lungo corridoio.

Mi incamminai. La parte centrale di questo largo e interminabile corridoio era pulita dai passi di coloro che, evidentemente, andavano al bagno. Il resto impolverato e sporco. Il bagno era in condizioni pietose: tutte le latrine guaste tranne una. Gran parte delle mattonelle staccate dai muri, erano cadute al suolo che era ricoperto di detriti. Ricordo come notai la quantità impercettibile di piastrellite usata per incollarle al muro. Chissà quando. E chissà chi si era probabilmente fregato il resto...

I vetri alle finestre erano rotti, mai puliti, immagino, dai tempi di Stalin. Dall'unico rubinetto funzionante usciva un filo d'acqua fredda.

E questa era la fabbrica in cui avevano sviluppato gran parte dell'impiantistica della Buran! Oltre naturalmente a aerei storici come l'Atlant e l'aereo spia M-55, su cui lavoravo ai tempi per trasformarlo in un aereo per usi scientifico, detentore credo tuttora di alcuni record mondiali (come quello del jet con la più alta quota di volo tangenziale.

Immaginate per costoro (quello russo è un popolo notoriamente molto orgoglioso) doversi adattare a questo stato vergognoso. Per fortuna il Buran OK-GLI è sopravvissuta, e adesso è ospitata in un museo. Forse questa informazione dovresti aggiungerla al pezzo, Paolo! Sembrerebbe dal tuo testo che sono tutte abbandonate...

Aggiungo una foto del Myasishev VM-T Atlant, usato per portare i booster della Buran, sempre abbandonato davanti al nostro hangar. Notare l'enorme pod montato sul dorso di questo aereo-monstre. La carlinga era talmente affusolata, mi dissero ai tempi, che era impossibile raggiungere il troncone di coda, a causa del vano carrello posteriore che la riempiva per intero.

[img]https://s21.postimg.org/mcour3rub/Atlant_1.jpg[/img]

Fa veramente pena pensare che questo capitale sia stato sprecato in questo modo. Gente straordinaria, vi assicuro, in grado di riparare un aereo con un pezzo di spago (letteralmente), e che probabilmente oggi è o disoccupata o fa chissà quale misero mestiere.
pgc,

Forse questa informazione dovresti aggiungerla al pezzo, Paolo! Sembrerebbe dal tuo testo che sono tutte abbandonate...

Giusto. Fatto!


Notare l'enorme pod montato sul dorso di questo aereo-monstre.

Credo che non sia un pod ma un serbatoio del lanciatore Energia. Probabilmente quello dell'ossigeno.
Io so che una navetta andò distrutta nel 2002 per il crollo di uno degli hangar
"Credo che non sia un pod ma un serbatoio del lanciatore Energia"

Si, hai ragione, ho usato un termine scorretto.
Che tristezza, un gioiello della tecnica condannato all'oblio per colpe non sue.

Comunque definire il Buran una semplice copia rubata dello Shuttle mi sembra un po' riduttivo.

Il Tu-4 era una copia rubata del B-29, e lo si vedeva anche nei minimi dettagli, ma il figlio del vento impetuoso dell'est era al 100% original Soviet; forse non proprio il 100 ma almeno al 90 sì.

A prima vista si assomigliano esternamente, d'altronde le leggi della fisica quello permettevano se si voleva le ali a delta e un grande vano di carico per soddisfare i militari, ma le analogie finiscono lī.

Uno decollava grazie ai suoi motori mentre l'altro sfruttava quelli di un lanciatore. Una differenza non da poco che comporta una serie di modifiche strutturali alla cellula tali da rendere praticamente inutili i dati, pubblici e un po'meno pubblici, in possesso dei sovietici.

Uno andava a idrazina l'altro a cherosene.

Uno volava anche senza equipaggio l'altro no, almeno a quei tempi.

Erano simili, facevano le stesse cose ma non erano uguali.
mogio,

definire il Buran una semplice copia rubata dello Shuttle mi sembra un po' riduttivo.

...le analogie finiscono lī.

Non direi. Le ali a doppio delta così grandi non erano affatto dettate dalle leggi della fisica (vedi X-15). Quella specifica forma e dimensione delle ali era imposta dalla richiesta del DOD di fornire un larghissimo cross-range per effettuare voli militari a orbita singola con ritorno alla base di decollo compensando la rotazione terrestre.

I russi videro le ali a delta così grandi e notarono gli OMS (motori ausiliari di manovra) maggiorati e, non essendo nati ieri, capirono a cosa servivano. Per cui decisero di usare la stessa soluzione aerodinamica.

I russi avevano un mega-booster come Energia, gli USA no, per cui da quel punto in poi la motoristica poté divergere, ma la parte aerodinamica era identica, fino alla deriva con superfici di governo sdoppiate.
Una discussione (buran copia superiore o meno dello Space Shuttle) simile avvenne 6 anni fa - c***o come passa il tempo! - in questo blog: http://attivissimo.blogspot.co.uk/2011/07/shuttle-stamattina-lultimo-rientro.html

Più o meno gli stessi figuri a discutere della cosa...
Leggo con immenso piacere questo blog da ormai un paio d'anni, trovando lo interessante per uno sguardo sul mondo techno da un punto di vista diverso in termini di precisione e correttezza rispetto a quotidiani e riviste più o meno blasonate.
Ma la seconda faccia di questa medaglia, forse altrettanto interessante, sono i commenti: è un piacere per la mente poter leggere testimonianze direi introvabili come quella di pgc che ci racconta un mondo ai più sconosciuto, indicando dettagli che fanno ben capire la situazione vissuta e le sensazioni avute a lavorare in un "mondo" ormai alla sua fine ma è grazie a chi fa questi sacrifici che il mondo è andato e andrà avanti, convinto fino all'intimo che le soddisfazioni personali vengono dopo l'importanza del progresso (okforse erano obbligati o circuiti i poveri scienziati russi degli anni 90). Ad ogni modo grazie pgc per la testimonianza e grazie a tutti per i sempre costruttivi dibattiti/conversazioni che si leggono in calce agli articoli. Prima o poi riuscirò a incontrarvi in una cena disinformatica...
Non direi. Le ali a doppio delta così grandi non erano affatto dettate dalle leggi della fisica (vedi X-15).

Mi sono spiegato male...

Le ali a doppia delta non erano imposti dalla legge della fisica ma da i militari, per i motivi che hai spigato tu, quindi la forma aereodinamica, per forza di cose, assomigliava a quella dello Shuttle statunitense.

Che i sovietici si siano "ispirati" allo Space Shuttle è palese e lo avevano anche dichiarato. Che abbiano attinto a pieni mani dagli studi statunitensi anche.

Quello che contesto è la definizione di copia quasi identica dello Shuttle statunitense.

Esteriormente sono quasi identici ma il progetto è sovietico e ai sovietici non mancava certo la competenza tecnica in questo campo.

Come aveva già accennato pgc nella discussione di sei anni fa, in cui io non ho partecipato, Gagarin nel 1965 (non sono sicuro della data ma nella foto sono presenti lui e Komarov quindi sicuramente è stata scattata prima di aprile 1967) aveva proposto uno studio su una navicella ad ali a delta. La foto nell'altra discussione non è più visibile ma per non creare doppioni la mostro da un altra angolazione: maquette

Vista così non ci sono dubbi che non è la maquette del Buran ma è anche ovvio che per portare grossi carichi nello spazio mantenendo una discreta manovrabilità la strada era quella.
Grazie Bern.

Debbo aggiungere che a volte vorrei scrivere, per puro piacere, delle cose nei commenti degli articoli di Paolo, l'unico "social" che seguo veramente (non uso FB né Twitter) ma poi mi fermo perché a volte puzzano un po' di "show-off"... :)

Che è anche un po' vero. E accettabile, penso, tra l'altro. In fondo è normale essere un po' fieri di se stessi... Comunque commenti come il tuo mi convincono che a volte meglio rischiare quell'accusa che tacere. Ciao! E grazie anche a Paolo per lo spazio di discussione aperto e costruttivo e per i continui stimoli.
a volte puzzano un po' di "show-off"

Vuol dire spandere merda, oppure ho capito male?
:-DD
"ai sovietici non mancava certo la competenza tecnica in questo campo"

Si, erano veramente impressionanti. Un mio collega (con cui condividevo l'ufficio quando lavoravo in Australia) ha lavorato a lungo con gli ER-2 della NASA e ho potuto confrontare le rispettive esperienze: io con l'M-55 Geophysika e lui con l'ER-2. Due aerei in diretta competizione tra loro. Ma sinceramente tra i due progetti non c'è paragone a livello tecnico. Gli USA tendono a fare progetti innovativi, ma anche molto "fragili" e delicati. I russi a progettare oggetti da campo di battaglia, in grado di sopravvivere in condizioni di manutenzione e ambientali sub-standard. Questa differenza nell'approccio è dovuta alle rispettive due economie. Io sull'M-55 ci mettevo le mani direttamente. Sono entrato nel cockpit diverse volte, ho operato i comandi di bordo per vedere se il mio strumento funzionava come doveva. Scrissi parte del software di interfaccia all'elettronica di bordo, oltre a realizzare l'interfaccia con l'impianto di raffreddamento ed elettrico. Il tutto relativamente "alla buona", discutendo direttamente con i diretti interessati (tra cui un'ingegnere elettronico - tutto giusto grammar-nazis: con l'apostrofo! forse la più bella ragazza che ho mai conosciuto...).

Lui non lo facevano nemmeno avvicinare all'ER-2.

Tra l'altro la foto che hai postato del modellino dà la risposta definitiva al mio vecchio quesito, ovvero da dove veniva quell'oggetto antecedente allo Space Shuttle di cui mi avevano parlato proprio lì che, me ne accorgo solo ora, MOLTO diverso dalla Buran definitiva: molta convergenza evolutiva, una parte di copiatura di soluzioni già testate da altri. Ne sono certo a questo punto.
no. "Show-off" è una formula usata per dire "darsi delle arie"... :) scusate l'inglesismo!
@pgc

Questa differenza nell'approccio è dovuta alle rispettive due economie.

Un po' era per quello ma non solo; i sovietici tendevano a costruire mezzi semplici ma robusti e facilmente riparabili, noi occidentali preferiamo mezzi che garantiscono una superiorità sui campi di battaglia a scapito dei costi e della complessità; non per niente loro compensavano con i numeri.

Ai nostri occhi alcune scelte tecniche sovietiche ci fanno sorridere ma per loro funzionavano e tanto bastava.

Esco un po' dal tema ma solo per fare un esempio: il Mig 25, lo spauracchio dell'occidente e il fiore all'occhiello dell'aereonautica sovietica aveva un sistema di raffreddamento a acqua e wodka.

Scelta curiosa per un velivolo in grado di volare tranquillamente a 30000 m e di arrivare a mach 3 e oltre se le circostanze lo imponevano.

Non so il motivo ma i sovietici non utilizzavano antigelo a base di metanolo come tutte le persone di buon senso su nessuno dei loro mezzi, sia aerei che terrestri. Anzi di solito utilizzavano della semplice acqua demineralizzata tramite filtri; o piú semplicemente la prima acqua che trovavano.

D'altronde, fino a pochi anni fa, i soldati russi ai piedi non indossano le calze come tutte le persone di buon senso ma delle semplici pezze.
pgc,
a me non sembra che tu ti dia delle arie, se poi incece rilasci arie non lo so!
Mogio: "il Mig 25, lo spauracchio dell'occidente e il fiore all'occhiello dell'aereonautica sovietica aveva un sistema di raffreddamento a acqua e wodka."

Sicuro che non si trattasse semplicemente di alcol etilico? Facendo qualche ricerca ho scoperto che usavano un sistema a ciclo aperto (per evaporazione) per raffreddare un radar estremamente potente: poteva ammazzare un animale se rivolto verso il terreno.

L'M-55 (e la Buran, se non ricordo male) erano invece raffreddati usando propylene glycol, un composto organico con caratteristiche molto particolari, usato anche nella preparazione di alimenti e come additivo in certi tipi di vodka.
@pgc

Chiaramente non era vodka ma comunque il sistema di raffreddamento conteneva una miscela di acqua distillata e alcol puro in rapporto di 1 a 1; quindi non era vera vodka ma poco ci mancava.
@Scatola Grande
[...] se poi incece rilasci arie non lo so!

Beh, se, come dici, mangia ceci è più che probabile.
:-D
propylene glycol, un composto organico con caratteristiche molto particolari,

Il glicole propilenico è un composto di uso assai comune in molte applicazioni. Per essmpio, è l'antigelo che mettiamo nel radiatore. Simpatico il fatto che se ingerito si trasforma 8temporaneamente) anche in alcool etilico.
Altra analogia con la vodka :-)
Sul glicole propilenico,

È anche usato nelle macchine per il fumo in Biscoteca e nelle sigarette elettroniche.
Esco anch'io dal mio nascondiglio per ringraziare i commentatori di questo blog, e in particolare pgc. Leggo con grande interesse e piacere i suoi commenti, sempre stimolanti e ben argomentati, così come pure quelli di molti altri frequentatori abituali.

Senza nulla togliere ai post di Paolo, a mio avviso l'altissimo livello dei commenti dà un grosso contributo a renderlo il miglior blog di argomento tecnologico/scientifico in lingua italiana.

Visto che siamo in argomento, ne approfitto per far notare che secondo me è un peccato che i link agli "ultimi articoli commentati" siano così in basso, bisogna scrollare fin quasi in fondo alla pagina per raggiungerli!
"Chiaramente non era vodka ma comunque il sistema di raffreddamento conteneva una miscela di acqua distillata e alcol"

conoscendo i russi, il "chiaramente" non era così scontato... :)

Un episodio: a volte mio figlio veniva con me in hangar. Ai russi piaceva un sacco giocarci insieme. Ho una bella foto di lui in piedi DENTRO ad uno dei due turbofan...

Una volta alle Seychelles, nel corso di una campagna in cui era venuta anche la mia compagna e lui, mi giro e lo vedo sotto un'ala dell'M-55 con le mani raccolte a vaschetta, mentre un ingegnere premendo il tappo gli faceva cadere addosso un discreto fiotto di carburante. Gli chiedo il motivo per cospargerlo di benzina e lui mi spiega tranquillo: "oh nulla! si è sporcato le mani con il grasso del carrello e gliele stavo lavando col Jet A1..."
Ottone Manfredi #27
è un peccato che i link agli "ultimi articoli commentati" siano così in basso, bisogna scrollare fin quasi in fondo alla pagina per raggiungerli!

Con Firefox:
- Strumenti / Opzioni / Avanzate / Generale / Accessibilità / Cerca nel testo quando si digita qualcosa
- digitare LI C(O)(M)(M).
@pgc

conoscendo i russi, il "chiaramente" non era così scontato... :)

Con i russi puoi aspettarti di tutto ma che avessero annacquato volontariamente della Wodka era troppo anche per loro. :)

Non per niente, sia i sovietici ieri che i russi oggi, sono gli unici astronauti, che io sappia, a cui è concesso portare della Wodka nello spazio; anche sulla ISS.

Chiaramente non in pesanti bottiglie di vetro come in Gravity e non per ubricarsi ma solo per piccoli brindisi in casi speciali.

Poi, a volte, anche i non russi ne approfittano.
"che avessero annacquato volontariamente della Wodka era troppo anche per loro. :)"

:) Vero pure questo!!!

Una curiosità: c'è un motivo particolare per cui scrivi Wodka (alla polacca) invece che Vodka come comunemente accettato in russo trascritto in alfabeto latino (e anche in italiano)? Sei polacco di origini?

Gliene comprai un'intera damigiana, con i miei soldi, per ringraziarli dello splendido lavoro svolto...
c'è un motivo particolare per cui scrivi Wodka (alla polacca) invece che Vodka

Troppa grappa!
@pgc

A dire il vero utilizzo la versione tedesca ma non c'è un vero motivo; è solo la versione che preferisco.