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Fa un video a pagamento su Internet e finisce accusata di terrorismo

Avete visto il film The Circle? C’è una scena nella quale il social network immaginario del film, una sorta di Facebook, viene usato per localizzare una criminale che la giustizia ordinaria non riusciva a trovare. Viene diffusa la sua foto e gli utenti, sparsi ovunque nel mondo, vanno a caccia finché trovano la donna e la fanno arrestare. Spettacolare e inquietante, ma meno esagerato di quello che si potrebbe pensare.

Alcuni mesi fa la polizia della provincia canadese dello Saskatchewan ha infatti usato lo stesso sistema per identificare e localizzare una donna che stava cercando: ha messo su Facebook una foto della donna e ha sfidato gli utenti a partecipare alla sua ricerca, presentandola come una sorta di gioco. Ha funzionato: la giovane è stata riconosciuta dal fratello, che vive in North Carolina e che ha avvisato la polizia canadese e la sorella. Ed è qui che la storia prende una piega bizzarra.

La donna, Samantha Field, ha contattato la polizia e ha scoperto di essere ricercata in relazione a una serie di atti terroristici: qualcuno aveva inviato dei pacchi contenenti bicarbonato, facilmente confondibile con l’antrace, e aveva diffuso allarmi bomba. E su Internet c’era un video nel quale lei se ne prendeva la responsabilità, dicendo “Abbiamo fatto quei pacchi insieme... la gente penserà che il bicarbonato è antrace”.

Come è possibile? Samantha Field aveva risposto a un’inserzione su Fiverr, un sito tramite il quale si possono effettuare lavori online a pagamento, pensando di recitare dei brani di un libro per un video promozionale: una cosa che la Field fa spesso e che in questo caso le aveva fruttato 35 dollari. Ma non c’era nessun video promozionale e nessun libro da promuovere: il video, rimontato appositamente, è stato usato per incastrare la Field inviandolo ai media. Per fortuna la polizia non ha creduto alla rivendicazione involontaria fatta online.

In altre parole, se accettate lavori online da sconosciuti, vi conviene sempre fermarvi un momento a pensare e chiedervi se per caso quello che fate o dite può essere manipolato e usato contro di voi.
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