skip to main | skip to sidebar
164 commenti

Il Messaggero, la scienza e l’“unsteroide”: il lento suicidio del giornalismo

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora.

Sì, avete letto bene. Sul Messaggero C’è proprio scritto così:

«La Terra riischia di essere distrutta da unsteroide», la rivelazione choc

Questo è il modo in cui il Messaggero scrive un articolo per la sua sezione Scienze. Citando, oltretutto, come fonte il Daily Mail. E parlando di “asteroidi dal diametri” e di “impati rilevante”.

Lasciando stare il suo contenuto allarmistico-catastrofico, che è completamente falso, vorrei far notare che questo capolavoro non è frutto di una scrittura frettolosa: è stato pure aggiornato, come indicano la data di pubblicazione (30 giugno) e quella di aggiornamento (1 luglio alle 8:09).

Non è finita: quel titolo è stato anche pubblicato su Twitter pari pari, senza che nessuno si accorgesse degli errori.




Se una testata giornalistica registrata crede di poter spacciare questo sconcio per giornalismo, se assume o incarica gente che scrive in questo modo e accetta di pubblicare questa diarrea verbale, allora quella testata non può lamentarsi per il crollo dei ricavi dando la colpa a Internet o alle fake news. Il giornalismo che si comporta così non sta morendo per cause esterne. Si sta suicidando.


Copia dell’articolo originale è archiviata qui presso Archive.is.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (164)
Vorrei fare sarcasmo, ma sto guardando il film K-PAX, più credibile di questa balla sgrammaticata e copia-incollata.
Purtroppo ho notato che molti articoli ( su TUTTE le maggiori testate giornalistiche online ) sono scritti con questa incuria.
Forse pagano un paio di euro qualche ragazzino per scrivere gli articoli...
Si salvano solo, e non sempre, gli scritti dai giornalisti di lungo corso.
Sarà un asteroide dopo un CTRL-Z
Eh sì... gli steroidi sono pericolosi. Anche quando è un steroide solo.
Perché ho in mente l'immagine di un siringone spaziale che si infila nella Terra e che la fa diventare ipertrofica? Cos'ho che non va?
Beh dai con l'aggiornamento delle 9:26 del 1/7 hanno "corretto" il titolo, che ora è:

«La Terra riischia di essere distrutta da un asteroide», la rivelazione choc

:-D :-D
Hanno corretto la parola asteroide, però il "riischia" nel titolo e tutti gli altri errori nel corpo ("un impati" ecc) restano.
Correzioni rateizzate:
leggo dopo il loro aggiornamento delle ore 10:44 e ora è "un asteroide";
in compenso "riischia" è rimasto uguale così come "diametri di 140 metri" e "impati rilevante".
Quasi incredibile.
Molto bene, con l'aggiornamento delle 11:16 hanno finalmente sistemato il "riischia" nel titolo.

Rimangono ancora "dal diametri" e "un impati rilevante"... un paio di aggiornamento e dovremmo essere a posto.
dato che ultimamente ci stanno leggendo, forse correggono anche quelli...
Ma tra l'altro "choc" non si scrive "shock"?

A meno che non intendessero che l'asteroide è fatto di cioccolato... :D
Forse l'ho scritto io dopo un turno di lavoro...
Si ok, ma a parte la forma (che senza dubbio fa da cagare eh)...
Vogliamo parlare della sostanza?
Chi ci crede più ad articoli allarmistici come questo?
Se poi li scrivono così, meglio ancora, meno persone ci crederanno.
A questo punto sottolineo anche la incontrovertibile scientificità della tesi comunque riportata

Secondo quanto riporta il Daily Mail i ricercatori sostengono che ci sono asteroidi dal diametri di 140 metri che possono essere per il nostro pianeta estremamente dannosi

auguriamoci che l'eventuale asteroide che ci piomberà sulla crapa sia di 128 oppure di 174 metri.
Non dovrebbe avere effetti devastanti; al massimo ci romperà i timpani e le scatole.
O forse qualcuno potrà invece sostenere che la tesi non esclude affatto l'esistenza di corpi dal diametro di 140,2 metri o di qualsiasi altra misura. E anche questo è vero.
Ah ah ah ah ah, stavolta avete ragione, in questo periodo sono fuori ma l'ho letta pure io, vabbè uno scivolone....bisognerà bacchettare i ragazzi di Internet che debbono fare mille cose.....Però suvvia Attivissimo, non esageriamo su....controlli anche gli altri però eh
Io me lo vedo già il tapino che pensando che il rischio fosse reale e immediato, ha pensato di preparare le valigie per il bunker ultra anti atomico e nel frattempo avere il buon cuore di informare l'umanità italica dell'immane tragedia ventura...
le solite notizie riprese dal daily mail (che è una cloaca di giornale) e la solita traduzione via google traduttore

niente di nuovo sul fronte occidentale o era orientale ? boh fa lo stesso parola del messaggero :-)

Enzo Vitale,

vabbè uno scivolone

Perfetto quanto involontario riassunto del modo di fare che ha portato il giornalismo italiano al suo stato attuale.
Enzo Vitale,

Però suvvia Attivissimo, non esageriamo su....controlli anche gli altri però eh

Se avrà la cortesia di sfogliare questo blog, come diceva di voler fare, noterà che questo avviene da anni e che non risparmio nessuno. Ci sono i tag appositi per le varie testate e per la categoria generale "giornalismo spazzatura".
@paoloattivissimo scrive:
"Se avrà la cortesia di sfogliare questo blog, come diceva di voler fare, noterà che questo avviene da anni e che non risparmio nessuno. Ci sono i tag appositi per le varie testate e per la categoria generale "giornalismo spazzatura".

Certamente, qual è il problema? Vi seguirò con molto interesse. A me piace il confronto, non mi pongo certo su un piedistallo....Questo tipo di atteggiamento ormai è roba vecchia, come è roba vecchia, secondo me, fare i professorini. Ma ognuno è libero di esprimere le proprie virtù.
Un saluto e un arrivederc<i su queste pagine
Articolo sgrammaticato, copincollato, inaccurato, non riletto e non corretto, insomma una roba più che degna dei siti più bufalari, genere indiniamocitutti!1!1!.com, nella sezione SCIENTIFICA del cosiddetto grande quotidiano nazionale... sono un tal gomitolo di disapprovazione vivente che non trovo nemmeno le parole per disapprovare. BLEAH!
@Paolo Attivissimo

Non credo che Enzo guardi tanto in là, penso che si riferisca limitatamente a Repubblica, Corriere della sera e Tgcom24

Nello spostare l'attenzione* dal fatto che è lui che ti ha contattato ed è intervenuto in questo Blog e non (Ad esempio) Federico Cella, per far sembrare che la questione verta sull'errore in sè, deve essersi dimenticato che era venuto qui pensando di minimizzare l'errore procedurale, tralasciando deliberatamente chiunque gli facesse notare che la questione successiva ha cause separate da quelle della prima citazione.

Hai menzionato 5 [Persone], le tre che ho elencato sopra, l'Huffington post e ovviamente il Messaggero stesso.
Qualcuno degli altri quattro è intervenuto in questo blog per questo motivo?

*Sarebbe più appropriato dire"Tentare di", ma la cosa non ha molta importanza.
Sarà solo uno scivolone.. ma se io ne facessi di simili entro breve sarei senza lavoro e senza casa.
Ah ah ah ah ah, stavolta avete ragione, in questo periodo sono fuori ma l'ho letta pure io, vabbè uno scivolone

Se faccio scivoloni di questo tipo nel mio lavoro, mi licenziano...

D'altronde questo non è uno scivolone, è un deliberato uso improprio del titolo di giornalista.

E a continuare così, i giornali moriranno.

E che vuoi che sia... si scriveranno str****te per conto di qualcun altro, per qualche altro pubblico di idioti... precari del copiaincolla, profittatori delle risacche del mercato, tirando a campare scrivendo quello che c'è oggi da scrivere, e domani chissà.

Vai così, Vitale. Questa sì che è vivere bene. magari, se il pelo sullo stomaco è abbastanza fitto, puoi pure viverci.

Su archive.is non compare lo screenshot del giornale.....o e' un mio problema?
@ PUFFOLOTTACCIDENT
Caro PuffolottiAccident, gli altri se ne son guardati bene da intervenire, almeno fino ad ora, l'unico "fesso" sono stato io. Ma ora saluto anche io, come avevo detto negli altri post, la discussione cominciava ad essere interessante, ma le continue e sfinenti precisazioni mi hanno mi hanno sfiancato: di professorini e finti maestri ne conosco tanti, e mi bastano......indi statemi bene tutti, un caro saluto e buona conversazione
"
vabbè uno scivolone

Perfetto quanto involontario riassunto del modo di fare che ha portato il giornalismo italiano al suo stato attuale"

Purtroppo non ci ha portato solo quello... :-(
Dai Paolo... un articolo per un paio di typo... non è un pò troppo? Anyway, entriamo un pò nel dettaglio. L'articolo dice cose abbastanza giuste, non è che fa affermazioni del tipo "gli Illuminati hanno sviluppato una tecnologia che consente di deviare asteroidi". Poi nella prima frase ripete il titolo ed è corretto. Infatti dice "la terra sarà distrutta da un asteroide". Lo si può leggere da una url che ho ripreso dal tuo sito

https://tinyurl.com/y9najetn

Altro sommo crimine sarebbe "riischia"? Bé qui magari ci sarebbero da fare commenti sul correttore automatico o sul perché l'articolista non ha visto la sottolineatura rossa. E questi, se ci pensiamo affondo(intenzionale), sono i grandi interrogativi della vita...
Caro Enzo Vitale. Non serve essere lettori assidui di giornali (razza in via di estinzione, chissà perché) per distinguere con facilità la spazzatura da un pezzo almeno decoroso. Se avesse frequentato il blog, saprebbe che siamo dei buontemponi, più che dei moralisti, tant'è vero che leggere certi orrori ci farebbe ridere a crepapelle, se non fosse per la tristezza instillata dal pensiero che il giornalismo è parte fondamentale della civiltà di un Paese. L'articolo in oggetto (la sua "scrittura" e, ancor di più, la sua pubblicazione) è un termometro, e noi, i lettori, siamo molto preoccupati per il malato. Ancora di più per il fatto che non lo è per niente un giornalista come lei. Prima di chiamarci "professorini e finti maestri", poi, lo farebbe lo sforzo di ricordarsi chi è che dà da mangiare ai giornalisti? Su, è facile e l'aiuto anche: non sono gli editori...
@Enzo Vitale

"professorini"

La versione adulta di "secchione". Sintesi perfetta dell'astio verso la conoscenza, l'impegno nel ricercare e informarsi sulla questione prima di parlarne. Dove lo studio e l'impegno sono qualcosa di cui vergognarsi.

La stessa corrente che porta all'anti-scienza, all'ascoltare l'opinione del tuttologo di turno invece dell'esperto.

Imbarazzante.
Secondo me Enzo vitale è un troll, prima di essere giornalista.
Oppure "ci è" davvero.
:-) meglio di una barzelletta!

Con l'aggiornamento delle 17:56 di ieri finalmente sistemato l'impatto rilevante... ma rimane ancora "del diametri" :-D
Forse parla in meta Cns

in tal caso "unsteroide" si scrive !=steroide e si pronuncia: ansteroide.

Che è un ottimo insulto stradale.
Leviathan883,

Dai Paolo... un articolo per un paio di typo... non è un pò troppo?

Se pensi che sia un troppo, non solo ti meriti questo giornalismo che parla di scienza citando il Daily Mail, ma sei parte del problema.
Da wikipedia:"Il Messaggero, fondato nel 1878, è uno storico quotidiano nazionale con sede a Roma, di proprietà della Caltagirone Editore. È il sesto quotidiano italiano per diffusione[2] e il più venduto nella capitale. La sua storica sede è in via del Tritone 152, in un edificio d'inizio Novecento." Che tristezza
Secondo me Paolo Alberton è un Troll, visto che "non ghe se....." O forse è un "segiun?"


Ma lo so che siete dei buontemponi, per questo mi trovo bene con voi. Secondo me Attivissimo dovrebbe farsi una vacanza, sempre così puntiglioso, precisino. Un po' mi ricorda un vecchio compagno del Liceo che ogni volta che dicevi una sciocchezza ti faceva la ramanzina...
E su Paolo si rilassi, il mondo andrà avanti per un po' anche senza di lei, di me e delle le tante corbellerie estive che in questa estate scrivono i nostri, sottolineo NOSTRI, colleghi giornalisti. (ma non li giustifico, naturalmente, beninteso)

Poi quando ho tempo mi vedo i vostri commenti

saluti a tutti
Quote attivissimo:
"....ma sei parte del problema."

Centro!
Perché in tutto questo non si parla mai di questo (a parte qui dentro), perché il problema è proprio nei "vabbè", nei "fate i pignoli" e compagnia bella.
Se la testata che pubblica uno sconcio in forma e sostanza come l'articolo in oggetto si beccasse quattro sonori schiaffoni come avrebbe (giustamente) ricevuto il sottoscritto se avesse presentato in uno qualsiasi degli anni di scuola un tema analogo, le cose sarebbero ben diverse.
Ma oggi no, siamo nell'era liquida, dove tutto va bene, dove tutto è giustificabile, tutto è uguale. Se poi si obietta, ecco che saltano fuori parole tipo "maestrini" e compagnia bella, degne di invidiosi incapaci più che di persone dotate di onestà intellettuale.
Ovvio che poi ci troviamo con generazioni di rinc...niti.
"«La Terra riischia di essere distrutta da unsteroide», la rivelazione choc".

Ma anche tralasciando i vari errori tipografici, che senso ha questo titolo? E quanto sostenere che "prima o poi" qualcosa accade? Di buoni motivi per preoccuparsi del futuro del pianeta o della sopravvivenza dell'umanità ce ne sono a bizzeffe. Ma se non si guarda anche alle probabilità di ognuno di essi, ha poco senso parlarne.
Unsteroide, diametrii, impati... "C'è grossa crisi, ma lo sai a che ora mi so svejato stamatina? Alle sette meno un quarto!" A me ricorda quel(l)o.

Sono la prima a infastidirsi quando in una chat privata trovo il cacaca**i di turno che mi vuole correggere per un typo dettato dalla fretta, in un contesto informale e che tanto non potrei correggere. Amen. Su una piattaforma 'autorevole' come vorrebbe essere un giornale, però, vistosi svarioni come questi e che persistono per ore e ore sono la spia di una totale incuria. Che per carità, di questi tempi ha molti alti e nobili esempi come il Covfefe trumpiano, ma che non possono essere trattati con sufficienza.

Lungi da me considerare la Stampa e il Giornalismo come sacri templi ammantati di algida nobiltà, ma la verità è che quando è totalmente palese la mancanza di una rilettura anche sommaria di quanto scritto/tradotto/copiaincollato, in un TITOLO perfino, non c'è la minima garanzia che quanto scritto valga i soldi della carta, o in questo caso, della corrente e dell'usura dei pixel.

Non so, ho come l'impressione che se i signori Leviathan e Enzo applicherebbero criterio diverso se si dicesse loro "Andiamo all'Osteraia del Messagggiero: un po' di pietanze hanno i nomi messi a caso, gli ingredienti non sono quelli e in realtà i piatti arrivano spesso da altri ristoranti, portati da giovanotti in infradito che credo siano camerieri... però oh, è tutto quasi sempre commestibile e se gli fai notare che hanno il dito nella minestra, lo tolgono pure. Mi raccomando, diglielo con rispetto però, perchè alcuni hanno la querela facile." .
Enzo Vitale

Il messaggio dove mi nomini e un altro esempio eloquente a conferma dello stato del giornalismo oggi: va sempre bene tutto. Il rigore nel contenuto, nella forma, nella verifica è roba da professorini. Il mondo va avanti lo stesso, tanto c'è sempre qualcuno che fa peggio.
Mi domando come tu faccia a non vergognarti a perseverare su questa linea.
D'altra parte non è nemmeno colpa tua, perché, a mio modo di vedere, nessuno dovrebbe dare la possibilità di scrivere per la propria testata a quelli come te.
Se nel mio posto di lavoro adottassi la linea che hai espresso fin'ora, verrei sicuramente sostituito.


comune praticamente lo stesso articolo su leggo e su libero quotidiano

http://archive.is/MIXwN

http://archive.is/HcVoY

Il daily mail lo leggo e lo copiano tutti...:facepalm:
Per evitare rappresaglie faccio una correzione: la prima "e" in "è", ovviamente :D
@Enzo Vitale

Sei sfinito?

Sembra che tu stia parlando della macchia rossa di Giove.

Guarda che questo tenore e cadenza non è neanche london's drizzle, qui.

Se tu tenessi una farfalla con la delicatezza con cui tocco questa tastiera, ti scapperebbe dalle dita.
Scrivessi le bodycopy come gli articoli del Messaggero verrei licenziato senza troppo complimenti, e mi occupo "solo" di pubblicità. Anzi io non sono manco quello che li scrive, i testi, mi "limito" all'impaginazione...
"Ma lo so che siete dei buontemponi, per questo mi trovo bene con voi"



Non c'è peggior sordo...
Paolo Attivissimo

(Quote)
Se pensi che sia un pò troppo, non solo ti meriti questo giornalismo che parla di scienza citando il Daily Mail, ma sei parte del problema
(UnQuote)

Giuro davanti all'intero universo che io la "o" accentata con l'accento messo a salire non ce l'ho su questa tastiera. Dovrei digitare il codice ASCII corrispondente, non che sia un problema, eccolo il carattere in questione "ó", ma veramente adesso dovrei ricordarmi di digitare ALT+162 ogni volta che vedo la sottolineatura rossa su un pò? Sono un essere umano dopotutto...
Io sono un pubblico ufficiale, e se scrivessi qualunque cosa con metà dell'incuria con cui è stato scritto l'articolo non solo avrei enormi problemi sul lavoro, ma rischierei nel penale.
Ai giornalisti del Messaggero (ma immagino anche di molte altre testate online) invece, ne deduco dai commenti di Vitale che non succede niente. Peccato, perché evidentemente ad avere una concezione molto alta (e quindi con oneri, oltre che onori) del mestiere di giornalista siamo rimasti quasi solo noi lettori.
Leviathan883,

Po'.
Leviathan883,

la grafia corretta è "po'". Con l'apostrofo, non con l'accento.

Grazie della conferma.
Leviathan883

"Giuro davanti all'intero universo che io la "o" accentata con l'accento messo a salire non ce l'ho su questa tastiera. Dovrei digitare il codice ASCII corrispondente, non che sia un problema, eccolo il carattere in questione "ó","

Come volevasi dimostrare.
"L'accento messo a salire" non si può sentire, né leggere.
Ti giuro davanti all'intero Universo che è tutto molto più semplice: "po" seguito dall'apostrofo "'" non richiede grandi sforzi, lo trovi sulla tastiera e non serve nemmeno schiacciare shift, ma forse neanche sai a cosa servono "shift" e le maiuscole, come dimostri bene.
In genere non mi attacco così agli errori orografici e grammaticali altrui, dopo tutto siamo umani, ma se metti il culo sulle pedate risvegli il grammar nazi che abita in me.
Sì, sei parte del problema.
In tutti gli interventi Enzo Vitale non ha colto il nocciolo della critica. È assurdo per un argomento scientifico citiate il daily mail. Aggiungo io sarebbe meglio in generale avere meno contenuti ma di maggiore qualità. Sono tempi duri, le info si trovano ovunque, una testata giornalistica dovrebbe distinguersi per qualità non quantità. Io come lettore dovrei poter pensare che se è scritto da voi è qualcosa di affidabile.
@Enzo Vitale e Leviathan.
Spero di sbagliarmi, ma saresti altrettanto buoni se qualcuno dicesse che la maglia della Roma è giallo e arancio? O che che il famoso capitano della Roma si chiama Toti? In fondo sono errori veniali...

Passiamo al titolo. Veramente c'è ancora qualcuno che ignora la potenzialità devastante di un asteroide? Dov'è la rivelazione? Nella misura dei 1401 m?

Infine, mi spiace per voi, ma proprio nel giornalismo errori di battitura e simili strafalcioni non devono esistere.

Il signor Vitale, in quanto giornalista, dovrebbe ben ricordare come, anni fa, il giudice Carnevale annullava le sentenze di mafia per cose tipo virgole mancanti, verbi errati e similia.

Se adesso si chiude un occhio su cose simili (ma in fondo stiamo parlando di scienza, roba per quattrodicenni ritardati, non cose serie come il calcio, o con chi è andata a letto la moglie del tal presidente), non ci si deve poi lamentare (nè condannare) se un medico sbaglia a scrivere una ricetta (in fondo potrebeb essere solo un errore di battitura), o spunta un sì, invece di un no per l'idoneità di un organo per essere trapiantato.

Ma almeno vi vergognate di queste vostre uscite fatte solo per difendere a spada tratta una (la vostra) categoria?
OT non serve pubblicare, solo per segnalare (non so come farlo altrimenti) un interessante articolo "lunare" di Piero Bianucci
http://www.lastampa.it/2017/07/03/scienza/il-cielo/sbiadiscono-le-bandiere-americane-sulla-luna-lZYleQdw35C0KzKjc62nLP/pagina.html
E' uno di quei casi in cui e' opportuno prendersela col messaggio e col messaggero.
@ ST
"Veramente c'è ancora qualcuno che ignora la potenzialità devastante di un asteroide? Dov'è la rivelazione? Nella misura dei 1401 m?
esatto, finora si credeva che la misura critica fosse di 5 metri, ripeto 5 metri (cit.)
@i-sedicenti-giornalisti
quelli che si indignano perché qui facciamo i "professorini".
Mi unisco al coro di domande: perché insistete a copiare gli articoli dal "Daily Mail"?
State **copiando** dalla **cacca**, che è diverso dal **produrre un articolo**.
Volete scrivere di asteroidi o spazio? Avete i siti dell'INAF, ASI, ESO, ESA, NASA da cui attingere informazioni, alcuni sono anche in italiano e contengono anche storie interessantissime che varrebbe la pena far conoscere a un pubblico più vasto. E non dite che sono stato un "professorino", vi ho dato un consiglio costruttivo su come fare il vostro mestiere, potete usarlo.
Altrimenti insistete a copiare dalla cartaccia che non è buona manco per incartare il fish'n chips, poi non lamentatevi se vi critichiamo; e non stiamo parlando dei refusi, ma dei contenuti.
Sto pensando che potrebbe esserci un'analogia con le frasi sgrammaticate che scrivono gli scammer nei messaggi esca via posta elettronica... E se quest'italiano sgrammaticato fosse il frutto di una oculata strategia di "selezione" dei lettori, per attirare quelli che più facilmente abboccano alle bufale e più facilmente cliccano sui banner pubblicitari?
@Leviathan883

"o" accentata con l'accento messo a salire non ce l'ho su questa tastiera

accento acuto. Quello che intendi si chiama accento acuto: "ó", e il motivo per cui non ce l'hai sulla tastiera è che la "o" con accento acuto non è usata nell'italiano scritto, nel quale le uniche "o" accentate hanno l'accento grave: "ò". Il fatto che la "ó" non venga usata implica che non esiste una parola italiana che abbia quella forma, soprattutto una parola utilizzata così spesso come " po' ", che infatti si scrive usando l'apostrofo, essendo una contrazione di "poco". L'apostrofo è presente su ogni tastiera.

Se non lo sapevi, significa che sei parte del problema che Paolo cita, e se ora lo sai, forse hai fatto un passo nella giusta direzione.

@tutti gli altri

Enzo Vitale non potrà che continuare in questa sua danza del disprezzo. E' bloccato nella necessità interna di non dover ammettere che il giornalismo che difende faccia schifo. Brutta vita. Ma d'altronde, se scrive come lo abbiamo visto scrivere nei messaggi precedenti ("ah ah ah", quattro puntini di sospensione, spazi, punteggiatura, maiuscole...), difficilmente potrà ammettere a sé stesso in che tremenda situazione si sia infilato da solo. E' tutta roba vecchia, tutta superata. Boh, potrei capire se il giornalismo odierno producesse qualcosa di migliore di quello che c'era nel passato, ma articoli maltradotti, copiati dal Daily Mail, non verificati, pieni di strafalcioni e senza controlli non possono certo essere considerati migliori delle buone pratiche passate; è dunque evidente che il sostenere che un certo tipo di correttezza sia "roba vecchia e superata" è un'affermazione che non regge il confronto con i fatti e la realtà, dunque è un'affermazione falsa.

Propongo un approccio diverso sul termine "unsteroide":

Che sia un bug di Google traduttore che traduce "asteroide" come "non steroide" e lo reatituisce sotto forma italo-inglese come "unsteroide"?

;P
@nrc

Possibile.
Ma ci sono motivi per dubitarne.
Quello che è certo è che nessuno ti scriverà una mail, nè grammaticata nè sgrammaticata, per avvisarti che uno tsunami arriverà entro 5 minuti.

Può essere che il motivo sia quello che tu ipotizzi, tuttavia la nozione "sgrammaticato= malintenzionato" non è molto utile, in quanto esistono truffatori che si esprimono in italiano perfetto e conciso.
@Sir Edward

Adesso ci sono un sacco di bambini che vengono cresciuti in questo modo, ed il problema: "dove li mettiamo quando diventeranno grandi?" è tragico.

Ma non è un mio problema.

Paolo Attivissimo

(Quote)
la grafia corretta è "po'". Con l'apostrofo, non con l'accento.
(UnQuote)

Ma manco per il beep, quella di mettere gli apostrofi invece degli accenti era una convenzione degli anni 90 quando ancora non c'era la standardizzazione dei caratteri. Io scrivevo lassù e a uno sul suo schermo gli appariva una cosa tipo lass#. Se la novità ancora non è arrivata su questo sito non è certo colpa mia...
SirEdward

E' una questione di uso perché la lingua si evolve. Quelli che dicono mission invece di missione allora dovrebbero essere presi a nerbate sulle piante dei piedi?
Leviathan883,

per il tuo bene, e per evitarti altre figure da capra arrogante, procurati un dizionario cartaceo e consultalo.
Leviathan883,

"po'" è troncamento di "poco" e pertanto, come tutti i troncamenti, si scrive con l'apostrofo. Non con l'accento. Se vuoi fare il preciso, puoi usare l'apostrofo tipografico (’), oppure rappresentare l'apostrofo usando l'apice ('), ma mai e poi mai puoi usare l'accento.

Fonte: Treccani.
Ma manco per il beep, quella di mettere gli apostrofi invece degli accenti era una convenzione degli anni 90 quando ancora non c'era la standardizzazione dei caratteri. Io scrivevo lassù e a uno sul suo schermo gli appariva una cosa tipo lass#. Se la novità ancora non è arrivata su questo sito non è certo colpa mia...

Ussignür…

Scommettiamo che, in bella scrittura, scrive "Nino Biperio"?
Per me è una trollata penosa perché nessuno normale insiste in questo modo nell'errore. Quello che non ho ancora capito è cosa spinga certa gente a trovare divertimento nel fare queste provocazioni per vedere gli altri che gli danno giustamente dell'ignorante cafone.

Paolo ti ho mandato le foto di sabato. Ciao
@Stupidocane

Hey, io aveva messo al commento #33 , il ! prima dell' =
Visto che siamo professorini saccenti, beccatevi l'Accademia della Crusca (sono generoso, così non dovete cercare un dizionario, roba di carta, analogica, vecchia):
http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/guida-alluso-accenti-apostrofi-nellitaliano
Quando qualcuno usa "pignolo" come insulto, sai che è qualcuno da evitare.
@leviathan

Lo sai che la lingua italiana e la grammatica sono nate prima dei computer?
Lo so è una rivelazione "choc", quasi quasi la passo a qualche giornale per farci un titolone.

Però una cosa l'hai dimostrata: non sai la differenza fra apostrofo e accento.
credo sia una sinestesia sincretica del buon Leviathan883.

messaggio per Leviathan883:
non ti preoccupare, passera dopo un po danni e' tutto tornera com'é prima.
Ma manco per il beep, quella di mettere gli apostrofi invece degli accenti era una convenzione degli anni 90 quando ancora non c'era la standardizzazione dei caratteri. Io scrivevo lassù e a uno sul suo schermo gli appariva una cosa tipo lass#. Se la novità ancora non è arrivata su questo sito non è certo colpa mia...

Oh cazzo! È un giornalista anche questo qui?
Paolo,

"per il tuo bene, e per evitarti altre figure da capra arrogante, procurati un dizionario cartaceo e consultalo."

Naaa. Troppo facile. Bisognerebbe rispedirlo alle elementari a fare cerchietti e stanghette...
È un alteo troll a mio parere. Uni non può davvero sostenere una cosa simile :D
Di solito, non mi piace invischiarmi in queste diatribe per fare pedanteria spicciola, in quanto sviste ed errori capitano a tutti (e, soprattutto, per evitare figure barbine, in quanto so come si scrivono "po'", "qual è", etc. ...ma non saprei spiegare il perché - se c'è: molte "regole" sono semplici convenzioni); comunque, "po'" scritto con l'apostrofo è un'eccezione alla regola del troncamento.
Fonte: Treccani.
(Di regola il troncamento non va mai segnalato con l’apostrofo...)
Puffolotti,

Oh cacchio... E mo'?
Per farla semplice

Accenti (estratto dalle norme UNI 6015)

Grave: à, è, ì, ò, ù.

Acuto: é.

In italiano le vocali hanno sempre l’accento grave.

La “e” ha ambedue gli accenti.

La “e” ha l’accento grave (è) nei seguenti casi:
è (verbo essere), cioè (la è maiuscola si scrive È e non E’)

caffè
piè
ahimè
sulla maggior parte dei francesismi: purè ecc.
sulla maggior parte dei nomi propri: Giosuè, Mosè, Noè ecc.

La “e” ha l’accento acuto (é) nei seguenti casi:
affinché
cosicché
fuorché

nonché
perché
poiché, ché
purché
sé (non vuole l’accento nella forma: se stesso)
sicché
composti di re e tre: trentatré ecc.
passati remoti: mieté, poté ecc. (escluso diè)
mercé
scimpanzé

N.B. Quale è tronco nella forma “qual è” e si scrive senza apostrofo.

Filastrocca: Su lì e là l’accento va, su qui e qua l’accento non va.
Fermo restando che Leviathan883 ha proprio toppato nell'insistere sul discorso dell'accento, c'è da dire comunque che la grammatica italiana è davvero una brutta bestia, che si ammanta spesso e volentieri di un alone quasi "paranormale" (tant'è che in certi casi sarebbe più opportuno far intervenire il CICAP anziché l'Accademia della Crusca!), infatti condanna brutalmente l'uso dell'accento nell'apocope della parola "poco", però lo ammette tranquillamente in quella delle parole "piede" e "fede" (piè e fé)... vabbè! (o si scrive "vabbe'" oppure "va be'" oppure ancora "va beh"?... boh?... bah?...)
^_^

Ad ogni modo, personalmente ho sempre scritto "pò" con l'accento, ma da quando bazzico su questo blog e soprattutto dopo svariate tirate d'orecchi da parte dei suoi eruditi e pignoli frequentatori, sono giunto giocoforza ad un valido compromesso limitandomi a scrivere "po" senza accento e senza apostrofo, con buona pace di tutti... spero!

Inoltre, sempre grazie a questo blog, sto anche imparando a ridurre l'uso smodato dei puntini di sospensione... altra mia gravissima nefandezza sintattica... (Lo so, ci devo lavorare ancora un po su!... abbiate pazienza!)
^_^

Ritengo comunque tutto ciò un prezzo davvero esiguo da pagare per poter in cambio respirare un bel po di sana e benefica aria di verità e di corretta informazione... e persone come il signor Vitale, invece di impantanarsi sempre più nei loro stessi ingorghi psico-semantici, dovrebbero semplicemente avere l'umiltà ed il buon senso di riconoscere l'inestimabile contributo che Paolo Attivissimo da alla nostra società... punto.




p.s.: vorrei precisare che "eruditi e pignoli" non era assolutamente inteso in senso dispregiativo, sia chiaro! ^_^
Giovanni Pracanica

No. Non mi hai convinto. Io sto con la lingua italiana corretta. Quello che non so lo cerco e provo ad impararlo. Finisco sul sito Treccani due o tre volte a settimana. In questo lo smartphone è strumento insostituibilmente veloce e pratico. Google è mio amico.
Se sbaglio mi correggo (quasi sempre ;)). Se gli altei mi correggono accetto, ringrazio, e imparo (sempre).

P.S. "po" come lo scrivi tu e "da" predicato verbale come lo scrivi tu sono da sangue agli occhi. Sembri sostenere la linea di Vitale. O sei un troll.
Io sono una vera "professorina", nel senso che porto a casa la pagnotta insegnando (tra l'altro) alle nuove generazioni che po' si scrive con l'apostrofo e cose del genere, e adesso sono una professorina molto, molto traumatizzata. Mi stavo un pochino riavendo quando Giovanni Pracanica col suo po mi ha dato il colpo di grazia. Vi saluto e vado ad attaccarmi alla bottiglia di grappa.
Quelli che dicono mission invece di missione allora dovrebbero essere presi a nerbate sulle piante dei piedi?

Ovvio.
Paolo Alberton

"Sembri sostenere la linea di Vitale. O sei un troll."

ehmmmm... evidentemente non sono riuscito a far capire il vero senso del mio commento.
"Ma manco per il beep"




Di nuovo: un errore ci starebbe pure. È la protervia dimostrata nel difenderlo contro le evidenze manifeste che ti rende assimilabile ad un Qualunque Fuffaro.
@Stupidocane

E adesso... niente.
Non siam mica persone importanti che devon sempre alzare risse da bar a suon di: "Lei non sa chi sono io" e "Avrà notizie dai miei legali"
Paolo Alberton,
sono totalmente d'accordo con te. A volte è difficile leggere alcuni passaggi quando sono scritti in italiano, figuriamoci se fossero scritti in una lingua "inventata". Dai post non mi aspetto la precisione, anche se la grammatica corretta agevola la lettura, ma da un giornale esigo l'uso corretto della lingua.
Paolo Alberton

Non è mia abitudine fare il "grammar nazi" sottolineando le sgrammaticature altrui, ma visto che hai voluto sottolineare le mie, allora mi sento autorizzato a fare anch'io qualche piccola osservazione.

Innanzitutto so bene che il "dà", inteso come verbo, va scritto con l'accento e in quel caso si è trattato solo di una mia semplice svista, così come è capitato a te per la "e" senza accento nel tuo commento #40 oppure con "orografici" nel tuo commento #50 oppure ancora con "alteo" e "altei" nei tuoi commenti #75 e #80.

Ma tralasciando le umane sviste, che dire invece del tuo uso di "dove" al posto di "in cui" nel commento #40?... la tua frase "il messaggio dove mi nomini" non mi pare che suoni tanto bene, o sbaglio?... e inoltre, se la mancanza dell'apostrofo nel mio "po" è da sangue agli occhi, allora la presenza dell'apostrofo nel tuo "fin'ora" è peggio della sciabola arroventata di Michele Strogoff.
^_^

"Ma tralasciando le umane sviste, che dire invece del tuo uso di"



Spezzo una lancia per Pracanica e per tutti quelli che, magari per la foga, qualche typo qua e là lo inseriscono:

sbagliare si può (è umano!); l'importante è non difendere l'errore - questo sì è diabolico.

Professorina Murasaki

purtroppo a scuola sono sempre stato un po' più attratto dalle materie scientifiche, ma condivido pienamente il suo desiderio di bere per dimenticare, anche se credo che ci siano degli ambiti in cui le regole grammaticali vadano rigorosamente rispettate (ad esempio su scritti ufficiali, sui libri di testo, sui quotidiani, ecc.) ed altri in cui si possano fare delle eccezioni (come nei blog o nelle chat).
Insomma, in una relazione tecnica o in una perizia giurata non mi sognerei mai di scrivere "po" o "pò" o "po'", ma scrivo direttamente "poco", mentre in un blog non ci faccio nemmeno caso... non so se sono riuscito ad esprimere il concetto e soprattutto a "straumatizzarla" un po'.
^_^
Paolo Attivissimo

(Quote)
"po'" è troncamento di "poco" e pertanto, come tutti i troncamenti, si scrive con l'apostrofo
(UnQuote)

Ed è S-B-A-G-L-I-A-T-O. Il motivo è molto semplice, noi usiamo un alfabeto fonetico e non simbolico, l'alfabeto simbolico, tipo i geroglifici, deve essere interpretato. Nell'alfabeto fonetico invece il segno sta a indicare un suono. Mettere l'apostrofo presuppone che ci debba essere una interpretazione su quell'apostrofo nel momento in cui viene letto, in contraddizione totale con la natura stessa dell'alfabeto fonetico. A dirla breve i soloni della Crusca che hanno introdotto quella regola non sanno che differenza ci passa tra alfabeto fonetico e simbolico, che poi dire alfabeto simbolico è anche sbagliato in quanto si dovrebbe dire scrittura simbolica.
Ultimamente sulle app di messaggerie la scrittura simbolica sta prendendo sempre più piede, c'è chi è in grado di scrivere intere frasi mettendo insieme diversi simboli
(Quote)
Di regola il troncamento non va mai segnalato con l’apostrofo..
(UnQuote)

E quando si tronca in corrispondenza di una vocale occorre mettere l'accento perché noi si usa un alfabetico fonetico. Occorre che qualcuno lo dica a quelli della Crusca affinché possano correggere il loro errore di fondo...
(Quote)
Fermo restando che Leviathan883 ha proprio toppato nell'insistere sul discorso dell'accento, c'è da dire comunque che la grammatica italiana è davvero una brutta bestia, che si ammanta spesso e volentieri di un alone quasi "paranormale" (tant'è che in certi casi sarebbe più opportuno far intervenire il CICAP anziché l'Accademia della Crusca!), infatti condanna brutalmente l'uso dell'accento nell'apocope della parola "poco", però lo ammette tranquillamente in quella delle parole "piede" e "fede" (piè e fé)... vabbè! (o si scrive "vabbe'" oppure "va be'" oppure ancora "va beh"?... boh?... bah?...)
(UnQuote)

La causa della confusione è molto semplice da spiegare, non sanno che nel nostro alfabetico fonetico il segno è "sottomesso" al suono
Leviathan883,

Ed è S-B-A-G-L-I-A-T-O.

i soloni della Crusca che hanno introdotto quella regola non sanno che differenza ci passa tra alfabeto fonetico e simbolico

Occorre che qualcuno lo dica a quelli della Crusca affinché possano correggere il loro errore di fondo...

Ero indeciso se pubblicare o no questi ultimi tuoi commenti, ma alla fine ho pensato che vederti impartire lezioni di linguistica alla Crusca era un momento che non poteva andare perso.
Giovani Capranica

Chiedo scusa per ogni mio errore di battitura e per ogni errore dettato dalla mia ignoranza. Grazie delle correzione e cercherò di imparare. Grazie di nuovo.
Ritorno sul tuo "po" che utilizzi volontariamente (parole tue): ignori colpevolmente. Anche tu, forse, sei parte del problema.
"i soloni della Crusca che hanno introdotto quella regola non sanno che differenza ci passa tra alfabeto fonetico e simbolico"

Chissà perché queste affermazioni mi fanno tanto pensare al mitico Motore di Schietti.
E' un troll, non può essere altrimenti. E sta godendo di questa surreale conversazione.
@Leviathan883

A dirla breve i soloni della Crusca che hanno introdotto quella regola non sanno [...]

Forse è un riferimento un po' troppo occulto per questo blog, ma la somiglianza è troppo evidente per essere ignorata: serie Rick & Morty, nono episodio della prima stagione, Jerry riguardo Pluto.

La situazione ovviamente è diversa ma la causa è la stessa. Non dico altro.

Se qualcuno capisce di cosa sto parlando, si faccia sentire.
Leviathan883

Basterebbe solo qualche riferimento bibliografico ai tuoi racconti, per poter imparare anche noi, se fosse il caso.
A proposito. Questo scriveva ad aprile una certa persona che vorrebbe insegnare anzi, imparare :) , agli Accademici della Crusca.

" se iscrive alcuni di essi a delle scuole di volo dove gli imparano a guidare degli aerei a elica che non vanno "
"Se una testata giornalistica registrata crede di poter spacciare questo sconcio per giornalismo, se assume o incarica gente che scrive in questo modo e accetta di pubblicare questa diarrea verbale, allora quella testata non può lamentarsi per il crollo dei ricavi dando la colpa a Internet o alle fake news. Il giornalismo che si comporta così non sta morendo per cause esterne. Si sta suicidando"

Credo che il signor Attivissimo, pur nella sua proverbiale sagacia, stia commettendo un errore di valutazione, confondendo causa ed effetto.
Non è l'abbassamento della qualità dei contenuti ad aver causato il declino dei ricavi, ma al contrario è stato la diminuzione delle risorse a disposizione a causare l'impoverimento qualitativo dei contenuti proposti.
La crisi del modello informativo tradizionale va avanti da anni ed è un argomento che richiederebbe un analisi più profonda del semplice conteggio dei refusi in un trafiletto online.
Giovanni Pracanica ha scritto:
"Insomma, in una relazione tecnica o in una perizia giurata non mi sognerei mai di scrivere "po" o "pò" o "po'", ma scrivo direttamente "poco", mentre in un blog non ci faccio nemmeno caso... non so se sono riuscito ad esprimere il concetto e soprattutto a "straumatizzarla" un po'."

Insomma, quando è tra cialtroni qualsiasi scrive come gli viene, se fa un lavoro serio ci fa attenzione. Sì, anche questo è un atteggiamento che circola in rete, ma mi ha sempre agghiacciato. Tra l'altro, visto che stiamo a parlarci tra sconosciuti spesso nin sappiamo chi c'è all'altro capo del cavo e il rischio di orribili figure è sempre dietro l'angolo.
No, non mi ha straumatizzata granché ma, mi creda, so apprezzare una buona intenzione 😌
hfswuiweeyeyshjeqshdnvmqqer,

Non è l'abbassamento della qualità dei contenuti ad aver causato il declino dei ricavi, ma al contrario è stato la diminuzione delle risorse a disposizione a causare l'impoverimento qualitativo dei contenuti proposti.

Non credo. Le bufale giornalistiche esistevano prima dell'arrivo di Google e Facebook, che hanno portato via ai giornali il mercato pubblicitario. Semmai c'è un feedback negativo: meno qualità porta a meno lettori, meno lettori portano meno soldi, meno soldi portano a minor qualità. Ma non credo che si possa dire che ha cominciato prima uno o l'altro dei fattori.

Quello che conta è quello che succede oggi: si continua a ridurre la qualità dei contenuti credendo che il clickbait sia la salvezza economica, invece di investire in qualità per distinguersi dalla fuffa.
Quello che conta è quello che succede oggi: si continua a ridurre la qualità dei contenuti credendo che il clickbait sia la salvezza economica, invece di investire in qualità per distinguersi dalla fuffa.

Vorrei riprendere quello che avevo detto poco fa. I siti dei giornali a mio avviso inseriscono troppi contenuti, e questo a scapito totale della qualità. I blog come quello che leggiamo, ovviamente non danno da mangiare nemmeno all'autore, ma vivono di 4-5 notizie alla settimana ben studiate. Davvero non è possibile sostituire i 4-5 click con non so, un vero articolo ben approfondito ed originale ? Che alla gente faccia piacere leggere ?
Chiunque di noi sia stato coinvolto in qualche fatto di cronaca scopre sempre un enorme pressapochismo anche su argomenti che sono più tipici dei giornali. Per esempio, un mio collega tragicamente deceduto qualche mese fa in un incidente d'auto, ha avuto, nei diversi articoli ed edizioni del medesimo giornale, un'età variabile tra i 58 e i 60 anni, diversi tipi di lavoro (mai quello giusto), diversi meccanismi di incidente, composizione famigliare variabile, etc ... con e senza la collega di fianco che ha assunto diverse funzioni. Eppure non c'era politica, non c'era polemica, era una banale notizia.

@tutti
Dalla prima elementare io ho sempre fatto due errori di ortografia in qualsiasi prova scritta di italiano. Mai tanti da costarmi insufficienza, sempre troppi per avere bei voti. In media errori che non "vedo" e non dovuti alla scarsa conoscenza delle regole. Nei forum, dopo aver scritto, normalmente correggo gli errori 2-3 volte, qui purtroppo non è possibile e i miei orrori di ortografia restano ad imperitura memoria, anche se rileggo due o tre volte prima di premere pubblica.
> evidentemente non sono riuscito a far capire il vero senso del mio commento.

Semplicemente perché non ha senso! Può essere tollerabile scrivere gli apostrofi al posto degli accenti per chi ha layout stranieri che non li hanno (*), ma l'apostrofo c'è in tutte le tastiere per cui scrivere l'accento al posto dell'apostrofo non trova alcuna giustificazione in nessun caso.

(*) anche il layout standard italiano è un po' stupido perché mette caratteri inutili come ç § ma manca la È maiuscola, che io mi sono aggiunto creandomi un layout personalizzato insieme a tanti altri caratteri utili (visto che ogni tasto ne può generare fino quattro).
A dirla breve i soloni della Crusca che hanno introdotto quella regola non sanno che differenza ci passa tra alfabeto fonetico e simbolico, che poi dire alfabeto simbolico è anche sbagliato in quanto si dovrebbe dire scrittura simbolica.

Tipico esempio di arroganza derivante dall'ignoranza unita al "non sapere di non sapere".
@ Leviathan, approfitto della tua miracolosa presenza per porti una domanda.
Mi rivolgo a te che ne sai più dei Soloni della Crusca.

Perché labbro è maschile, e labbra femminile?
Perché "mano" che finisce con "o" è femminile?
Perché si dice "vado AL mare" e "vado IN montagna?"
Perché esistono i verbi irregolari?
Perché a volte si usa "sce" ed altre "scie"?
Perché si dice "UN buon fine settimana", se settimana è femminile?

Grazie
Leviathan883 è un utente creato da Enzo Vitale per sviare l'attenzione e sottolineare la differenza tra refuso e errore volontario (per ignoranza).
Insomma, serviva più che un capro espiatorio una "capra espiatoria": Leviathan883.

Leviathan883 e Enzo Vitale, perdonatemi se ne ho approfittato (amichevolmente) ma a volte è impossibile resistere.
Paolo Alberton

Non so se storpi in mio cognome per semplice svista o per darmi velatamente della capra, in ogni caso noto che insisti ad attribuire significati distorti a ciò che sto tentando di esprimere, ma evidentemente (come è già successo con alcuni altri miei interventi passati) sono io che non so spiegarmi in modo adeguato, per cui ci riprovo:

non ignoro affatto l'errore né intendo diabolicamente difenderlo (vedi anche il mio commento #89), dico solo che usare il "po" senza apostrofo può anche starci in un blog, visto che non si corre il rischio di confonderlo con il fiume Po o di alterare il senso di una frase, e con questo non sto certamente dando ragione a Vitale o a Leviathan (come vuoi erroneamente far passare), né tanto meno sto criticando l'ottimo lavoro di Attivissimo (che seguo con sincera stima da oltre un decennio). Infatti nel mio primo commento (il #79) quando scrivevo "Ritengo comunque tutto ciò un prezzo davvero esiguo da pagare...", era proprio per sottolineare che non me la sono mai presa per le critiche fatte in questo blog ad alcune mie licenze grammaticali e sintattiche. Tutto qui, non era una forma di polemica, ma al contrario, un modo per ringraziare, e se lo rileggi con spirito meno critico, forse riuscirai a vedere al di là delle mie limitazioni comunicative.

Chiedo scusa se insisto sull'argomento, ma sentirmi dare del troll in questo blog mi arreca un po' di dispiacere, soprattutto perché ci tengo a non creare fraintendimenti col padrone di casa.


"meno qualità porta a meno lettori, meno lettori portano meno soldi, meno soldi portano a minor qualità. "

Andrebbe dimostrato... A volte, Paolo, lo spero che sia così, ma temo si tratti un po' di "wishful thinking".

Mi spiego: la qualità dovrebbe essere valore a sé. Ma che questo possa risolvere, o anche abbia guidato, la crisi dei quotidiani ormai ho i miei dubbi. Quotidiani di qualità come il Guardian - unico nel panorama UK - stanno in una crisi tale da costringerli a cambiare sede, ridurre il formato, a chiedere continuamente soldi ai lettori. Questo nonostante il giornale sia di indubbia qualità. ANCHE il sito web. Non ne posso essere sicuro, ma può essere che la crisi dei giornali sia come quella delle candele ai tempi dell'avvento della rete a gas o elettrica: potevi fare le candele più belle del mondo, ma queste erano destinate a diventare comunque un fenomeno di nicchia. La stessa cosa potrebbe avvenire in mille settori, dopo l'avvento della rete internet: taxi, agenzie di viaggio, librerie, negozi al dettaglio (forse). E chissà quante ne vedremo. La rivoluzione è inarrestabile.

Poi c'è il discorso che il problema dei quotidiani italiani è il sito web (gratuito) NON tanto il giornale cartaceo che, almeno per alcuni, resta ottimo.

Ci sono eccezioni, ma non al livello sconcertante dei siti web, letteralmente raccapriccianti ormai. Fossi il direttore, convenienza economica o meno, io mi vergognerei a pubblicare una tale sequenza di oscenità e stupidaggini come il Corriere della Sera sulla sua pagina web (che non è nemmeno gratuita). Recentemente hanno chiuso alcuni eccellenti forum (lasciandone di pessimi attivi). Anche Italians di Severgnini mi sembra orientato a diventare solo un canale di pubblicità per il settimanale 7, diretto dallo stesso.

Ho l'impressione che il destino dei grandi giornali, a meno che esca qualcosa di ancora nuovo, sia segnato. Come le candele.
Ommiddio, la notizia di per sé non era granché interessante, la solita bufala e le solite notizie acchiappaclic a cui Paolo ci ha purtroppo abituati. Ma vedendo crescere a dismisura i commenti mi sono detto che stava succedendo qualcosa: mi stavo perdendo dei deliri su "po'" che è diventato pò, poi pó, e tra un po' anche põ.

Errare è umano, perseverare (e non ammettere l'errore) è da scemi...
Probabilmente ha ragione pgc a dire che il destino di certe realtà (non solo giornali) è segnato. Le condizioni sono cambiate e i paradigmi passati cessano di funzionare.

Il problema in questo caso è che non è ancora sorto qualcosa che li sostituisca, così che il grande mare informativo generato dalla comunicazione rapida e veloce si è finora solo tradotto in -massa- di informazioni, non in qualità.

Il problema di non avere qualità è che puoi sopravvivere facendoti dare soldi da qualcuno senza offrire nulla in cambio, ma prima o poi quello che ti dà i soldi non ne avrà più, perché li ha buttati in qualcosa che non dava nulla in cambio. Il risultato è che anche le fogne di internet finiranno per esaurirsi. Non senza aver trascinato un po' più verso il fondo l'intera società.

Chissà se per allora sarà sorto un nuovo modello organizzativo che possa -creare- valore invece che solo distruggerlo come sta andando di moda oggi (sì, Enzo Vitale, sto guardando te).
@Sir Edward

Oh, il modello c'è sempre.
La domanda è: abbiamo davanti a noi

A) delle vie semplici che ci porteranno all'obbiettivo producendo montagne di cadaveri ed oceani di sangue
B) delle vie complesse che ci porteranno all'obbiettivo senza produrre montagne di cadaveri ed oceani di sangue.

I candidati ad edificare suddette montagne e oceani coi propri corpi, dignità umana, facce, nomi e cognomi... han voglia di discutere l'applicazione dell'insieme B piuttosto che l'insieme A?
No?
Neanche io.
Sollievo: se fossero stati informati a dovere da chi avrebbe dovuto istruirli ed erudirli capirebbero le implicazioni di questa domanda e sceglierebbero B.

E a me MI piacciono le soluzioni semplici. (<-Se non infilo abbastanza stLafalcioni poi il signor bisonte non mi paga lo stiendio.)
@ST
Perché si dice "vado AL mare" e "vado IN montagna?"

E perché allora se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna? La cosa mi perplime O_o
comunque l'abitudine a distorcere le notizie è sempre ben presente ovunque. Leggo ora:
Migranti, l'Austria blinda il confine, pronti truppe e carri armati.
(adnkronos)
TV2000: l'Austria schiera i carri armati...
TG LA7: Migranti, l'Austria ha già inviato 4 mezzi corazzati al confine

e così via.
Notare l'uso quasi da maniaco della parola "carro armato" e simili. Quando invece si tratti veicoli Pandur che sono veicoli APC (armoured personnel carrier).

Tanto per capire la differenza
questo è il Pandur:
http://www.army.cz/assets/technika-a-vyzbroj/pozemni-technika/tanky-bojovavozidla-transportery/pandur-ii-8x8-08_3.jpg

Questo è un carro armato austriaco (leopard 2A4):
https://en.wikipedia.org/wiki/Austrian_Armed_Forces#/media/File:%22Leopard%22_(22409949966)_(cropped).jpg

uguali uguali... ma non trattandosi di calcio...

Mi piacerebbe vedere un articolo in cui si storpia o sbaglia il colore della maglia di una squadra di calcio, o il nome di un calciatore: minimo ci sarebbe un'interrogazione parlamentere!
Giovanni Pracanica,

"credo che ci siano degli ambiti in cui le regole grammaticali vadano rigorosamente rispettate (ad esempio su scritti ufficiali, sui libri di testo, sui quotidiani, ecc.) ed altri in cui si possano fare delle eccezioni (come nei blog o nelle chat)."

No. L'italiano scritto è corretto oppure non lo è, non esistono vie di mezzo ammissibili in determinati media. Se si commette un errore scrivendo (e può succedere a tutti, specie nei blog o nelle chat) e ce lo fanno notare, va riconosciuto il fatto che si è sbagliato, non si difende l'errore, proprio come facevamo alle elementari quando la maestra ci ha insegnato (a me, almeno) che "po'" si scrive con l'apostrofo. Si immagina un bambino che in classe si alza e sbotta "No, io sulla chat lo scrivo "pò", anzi veniamoci incontro, lo scrivo "po""?
Con questo, se uno vuole intenzionalmente scrivere in modo scorretto, non è mica un reato. Ma il difendere l'errore è un assurdo.
La lingua latina è morta quando l'impero romano è caduto e le scuole si sono chiuse. Ogni gruppo ha iniziato a parlare così come veniva, le regole non venivano più insegnate né tantomeno rispettate, ed ecco la nascita delle lingue moderne europee. Se decidiamo che le regole dell'italiano sono trascurabili, si sappia almeno che ne stiamo decretando la fine. E, almeno, si ammetta di non amare la nostra lingua.
Paolo Attivissimo

(Quote)
Ero indeciso se pubblicare o no questi ultimi tuoi commenti, ma alla fine ho pensato che vederti impartire lezioni di linguistica alla Crusca era un momento che non poteva andare perso
(UnQuote)

E hai fatto benissimo, c'è sempre la possibilità che qualcuno di loro passi di qui e impari qualcosa. Nell'alfabeto fonetico il segno è "sottomesso" al suono
Sir Edwards,

per spiegarmi meglio: non è che io sostenga che il destino di certe realtà è segnato. Piuttosto, dico che è possibile lo sia. CI sono vari segnali che i giornali come li conoscevamo noi siano finiti. Io stesso ammetto che ne ero un vorace lettore, ma adesso ne compro sempre meno. La considero una spesa voluttuaria (anche se finanzio il Guardian e a volte attivo abbonamenti online).

Quello che dico insomma è che la teoria che il tracollo dei quotidiani sia legato alla scarsa qualità dei siti web, è appunto una teoria che andrebbe verificata.

La diffusione di internet ha scatenato un terremoto epocale in tanti campi. Ma se uno va a cercare l'origine profonda di questo terremoto secondo me tutto si riduce ad un fatto: che la pubblicità è passata da un fenomeno tutto sommato marginale al vero motore dell'economia. Oggi TUTTO passa attraverso la necessità di attirare il mercato pubblicitario, un oceano rispetto a quello che, fino agli anni '80, era una pozzanghera. Tutto, alla schedatura ossessiva delle nostre abitudini, alla diffusione delle bufale, alla scarsa qualità dei giornali e a mille altre cose, è ricollegabile al fatto che essendo il mercato pubblicitario il motore primario di gran parte di internet, dove gran parte dei prodotti non si pagano direttamente, devi passare dalla pubblicità.

Anche il valore immenso di servizi "gratuiti" (tra virgolette) come google, o facebook, è legato alla prepotenza di un elefantiaco mercato pubblicitario che è diventato letteralmente il padrone delle ferriere. O lo si ferma (altamente improbabile) o questo è il futuro, dato che non si può svuotare l'oceano con un cucchiaino...
@ST

non credo che ci siano tanti esperti di mezzi militari che leggono i quotidiani... io non lo sono e per quanto mi riguarda, sebbene ci siano delle evidenti differenze, entrambi per me sono abbastanza carri e abbastanza armati.

Ecco non ci farei le gara a chi l'ha più lungo con nessuno dei due :)
@pgc

Svuotare l'oceano con un cucchiaino è facilissimo.

Il problema sta nel fermare i fiumi, altrimenti le immissioni rischiano (circa) di superare le restituzioni.

Comunque... Si dovrebbe smettere di parlare di "poteri che un privato non dovrebbe avere."

Suona come... Avete presente Asterix e Obelix? Suona come se Giulio Cesare infilasse in un trattato di pace: "E vogliamo la formula della pozione magica per... totalmente non per privarvi di uno strumento di difesa da un'ostilità che abbiamo manifestato per decenni."
Giovanni Capranica

Scusami, è stata una svista la "n" mancante nel tuo nome.
Accetto la tua spiegazione e ne prendo atto. Ma non la condivido. L'italiano scritto (ma anche parlato) deve essere quanto più corretto possibile, a mio modo di vedere. Se tutti pensassero e agissero come te credo che si andrebbe verso una volgarizzazione ed un appiattimento di entrambe le forme. Se tutti cercassero di essere quanto più precisi possibile molto probabilmente, generalizzando, si assisterebbe ad un numero minore di casi come quelli del Messaggero.
Quello che mi fa rabbrividire (esagerando, te lo concedo) è che sbagli dichiarando di farlo volontariamente.
Paolo Alberton,

Per favore, leggi e scrivi bene il nome di Giovanni PRA-CA-nica.

Grazie.
Mars4ever e Rob

come Alberton e Murasaki siete incappati anche voi nelle mie difficoltà di esposizione, ma se rileggete meglio tutti i miei commenti, forse riuscirete a decifrare il vero senso del mio intervento, il cui nocciolo non voleva affatto essere incentrato sulla diatriba del "po'" (che doveva invece fungere solo da ironico corollario) bensì sul giovamento che traggo dalla frequentazione di questo blog... quindi tutto un altro significato.
E mi dispiace che si insista invece con l'attribuirmi pensieri maligni che non mi appartengono, come ad esempio quello di ritenere che i frequentatori abituali di questo blog siano tutti dei "cialtroni" (Murasaki nel commento #101) o addirittura di essere favorevole alla sepoltura della lingua italiana (Rob nel commento #115).

In ogni caso, ciò che mi preme davvero è che almeno Paolo Attivissimo non abbia frainteso il senso delle mie disordinate elucubrazioni, ma se così è stato, mi scuso... e a questo punto, per sbrogliare la matassa, non mi resta che invocare l'aiuto di STUPIDOCANE lanciando il dog-segnale:
[img]http://img.yaplog.jp/img/18/pc/m/a/u/mau-ruko/0/245.jpg [/img]
P.S. Ciao Giovà!
P.S.: Ciao Stup! ^_^
Insomma, quando è tra cialtroni qualsiasi scrive come gli viene, se fa un lavoro serio ci fa attenzione. Sì, anche questo è un atteggiamento che circola in rete, ma mi ha sempre agghiacciato.

Il suo agghiacciamento, signora, è provocato anche dall'uso scorretto degli apostrofi?
Glielo chiedo perchè nel suo blog lei scrive regolarmente un, seguito da un termine femminile e iniziante per vocale, senza apostrofo.
A voler essere pedanti ci sarebbe anche il gli utilizzato al posto di loro, ma lasciamo stare.
Giovanni Pracanica,

ciò che mi preme davvero è che almeno Paolo Attivissimo non abbia frainteso il senso delle mie disordinate elucubrazioni

No. Almeno credo :-)
Paolo Attivissimo

No. Almeno credo :-)

Grazie! :-)
Ragazzi, Giocanni Pracanica commenta poco ma segue Paolo da un bel po' (pò/pó/pô/põ) di anni. È pure venuto ad una cena Disinformata.

Non è un troll. Solo uno piiiiiiigro nel mettere l(apostrofo)apostrofo su po. Non sta accampando tirate alla Leviathan883, per capirci.

:)

Eddaissù.
Per rasserenare il clima, faccio presente che anch'io avevo letto e capito più volte Capranica anzichè Pracanica.
E' il solito meccanismo percettivo che fa prevalere le forme di cui abbiamo più esperienza rispetto a quelle meno frequenti.
@martinobri:
E' una scelta ideologica: sin dalla più tenera infanzia ho molto disapprovato il fatto che la lingua italiana fosse assai maschilista, e nel caso di "un" la cosa mi risultava dolorosamente evidente. Nella corrispondenza personale, sul diario e sul blog quindi non uso l'apostrofo di "un" trovandolo biecamente discriminatorio. Alla questione ho anche dedicato un post, dove una esimia commentatrice mi suggerisce una terza via praticabile nella scuola: http://ildiariodimurasaki.blogspot.it/2014/03/la-lingua-italiana-e-sessista.html
@Stupidocane

E chi sarebbe mai, 'sto Giocanni ?
Sì avete ragione. Personalmente un mi vergogno per aver cannato a ripetizione il cognome di Giovanni (che mai più scriverò :D). Scusami Giovanni, scusate tutti. Avrei anche una spiegazione abbastanza convincente per i continui strafalcioni riguardo quel cognome, ma non sarebbe conveniente esporla, per me, e, sicuramente non voglio giustificare cotanta inettitudine. Come invece hanno fatto molti altri in questa discussione, per sdoganare certi errori e certe linee di condotta.
non uso l'apostrofo di "un" trovandolo biecamente discriminatorio.

Oh mio Dio...

Guardi, casomai è il contrario. A un maschio l'apostrofo non lo diamo, a una femmina sì. Quindi è il maschio che dovrebbe sentirsi discriminato, perchè ha una cosa in meno.

Ma guarda cosa mi fanno dire...
Puffolotta, GioCanni, Paolo Albertunè (a sto punto!)


Aaaaaaargggggh!

Nerbate!!! A me!!!!

Correggere un typo con un altro typo è... interessante, và...

:)
@Stupidocane

Ah, hai anche beccato l'astutissimo piano che avevamo divisato nel caso non si sia a posto con le quote rosa.

Beh il 78% dei ns direttori son donne, ma una in più non fa mai male, Snarrrrrrrl!
Commento #133 senza il primo "un". Non ho dimenticato "po'" (è una coincidenza, ve lo giuro). Volevo dire che mi vergogno e basta. Soprattutto perché odio davvero sbagliare nomi e cognomi. Chiedo di nuovo scusa.
Stupidocane

Di solito l'errore commesso col mio nome e cognome è "Alberto Paolon". Non scherzo, ed è bellissimo, a mio avviso ;)
Chissà, magari in futuro anche po' si scriverà , e diventerà come le altre parole accentate "figlie" di un troncamento come virtù, città, libertà ecc...

Forse la regola dell'apostrofo si applica per sottolineare il fatto che "poco" è tuttora usato mentre non si dice più "virtute".

Infatti lo stesso accade per mo' come troncamento di "modo" ( ad esempio: usa le zampe a mo' di pinne).

Per quanto riguarda Leviathan883 credo stia trollando anche se ha un modo strano di farlo. In pratica si sta dichiarando ignorante e ottuso.

Contento lui...
Stupidocane

Invece avevi scritto giusto!
GIOCANNI è il nome del mio ologramma che proietto tramite l'impianto bioplasmatico che ho in fronte, ed è stato lui infatti ad aver partecipato a quella cena Disinformata.
^_^
Io sono Giudo per tantissimi..
Rispondo, di solito, che mi hanno scambiato per Jigorō Kanō, ma la colgono in pochissimi: quanta ignoranza e apatia...
cambiamo un po' (pô, pö, perepè) il discorso. segnalo che un trafiletto del "secolo xix" dava notizia di una violenta mareggiata che avrebbe colpito Milano.
@Guido Baccarini

Forse ti riferisci a Segata Sanshiro.

https://www.youtube.com/watch?v=Wb7sN7axblc

"Essi giocano a tennis, cantano al karaoke, si corteggiano
Come se non ci fossero cose più importanti da fare
Quelli che non affrontano i videogiochi con rispetto e serietà
Egli interroga i loro cuori"

"Anche se rincorrono il frivolo piacere del sesso
Le loro anime rimarranno vuote
Quelli che non si dedicano al videogioco radicale
Si faranno molto male!"
po, po', pò, pó, pô, põ, pö, pø,... popò
rif: http://www.treccani.it/vocabolario/popo/
:)
@ Fede.

Giustamente a pochi interessano/conoscono i veicoli militari per "storcere il naso" leggendo simili pezzi, ma non c'è poi una gran differenza quando poi si passa ad altri campi.
E' normale che un lettore qualunque non sappia la differenza fra apc e carro armato, o fra steroide e bolide, fra polpo e polipo (quello che si mangia è il polpo, i polipi sono i coralli), ma chi fa INFOrmazione non può permettersi questo "lusso". Deve dare le notizie esatte e corrette, senza pressapochismi. Se non sai cos'è una cosa la cerchi, ti bastano pochi secondi.

Quello che mi da fastidio è che ci sono argomenti considerati di seria A, poi di serie B, C e così via, potrebbe anche essere corretto, quello che non è corretto è che, ad esempio, negli argomenti di classe A rientra il calcio e nella classe B le scienze.
Quello che mi da fastidio è che ci sono argomenti considerati di seria A, poi di serie B, C e così via, potrebbe anche essere corretto, quello che non è corretto è che, ad esempio, negli argomenti di classe A rientra il calcio e nella classe B le scienze.

Infatti nel decidere il livello di dettagli a cui arrivare nella comunicazione bisogna tenere sempre presente la competenza media, accertata o presunta, dei destinatari. In un blog di ornitologi distinguerò opportunamente il gabbiano comune dal gabbiano reale; in altri contesti tale precisazione non farebbe altro che appesantire - e rendere meno efficace - la comunicazione stessa.
Evidentemente si presume che nella popolazione media italiana la competenza calcistica sia superiore alla competenza nelle scienze. Il che probabilmente è vero.
Prenderei ciò che dicono ST e martinobri e lo fonderei in un unico ragionamento: certi argomenti vengono trattati come se si stesse parlando di calcio.
@ST

secondo me una approssimazione del concetto per farlo comprendere ad un pubblico vasto come quello di un quotidiano non specialistico ci sta. Come bolide o asteroide (ma non come polipo e polpo che sono due cose ben distinte)

Su "tutto carroarmati" o "tutto astronomia" una approssimazione del genere non è tollerabile.
Giovanni Pracanica,

provo a essere ancora più chiaro. Una lingua vive sinché ha delle regole che vengono insegnate nelle scuole e che la grande maggioranza rispetta, almeno nello scritto (nel parlato la cosa è più sfumata, per ovvie ragioni). Io sostengo che quando le persone iniziano a pensare che le regole si possano anche ignorare e che gli errori non siano tali, si è destinati a entrare nell'imbuto che porterà, col tempo, alla fine di quella lingua. Ho fatto l'esempio del latino, ma ci sono altri casi. La lingua è sinché scuola insegna e studenti accettano (cit. Boskov, "rigore è quando arbitro fischia";)).
Ribadisco: se si vuol dire che è ammissibile violare le regole della lingua italiana, d'accordo, però non si pensi, così facendo, di essere tra quelli che cercano di farla vivere ancora a lungo.
Se si pensa che ciò che dico sia sbagliato, mi fa piacere discuterlo, ma con argomenti, per favore ;)
One moment, però.
Bolide e masteroide sono due cose molto diverse anche per un pubblico generalista. L'asteroide se ne sta nello spazio; il bolide entra nell'atmosfera.
@Martinobri
Che forma ha un masteroide...? Ed è composto di Silicio-Ossigeno...? o è "naturale"..?
APC e carri armati sono comunque due mezzi completamente differenti. Un carro armato è progettato esclusivamente per sparare proiettili di una certa capacità distruttiva. Un APC offende se porta teuppe armate in luogo di guerra. Ma può anche portare personale delle forze dell'ordine per contenere una manifestazione troppo vivace, per esempio.
Nella notizia in questione è decisamente fuorviante e fazioso confondere carri armato e APC.
E condivido anche ciò che dice martinobri: in qualsiasi giornale deve distinguere tra bolidi e asteroidi se riportanotizie a riguardo.
Altrimenti si ricade nella linea di pensiero di Vitale, e si appiattiscono la cultura del popolo.
Ai tempi della carta stampata, il grosso del costo era il mezzo, ossia la stampa e l'impaginazione.
Ora, con l'informatica e internet, il mezzo costa poco, e il grosso del costo è la qualità dell'informazione.
Quindi si risparmia su quella.
Arrendetevi, siete circondati :)
@Martinobri
Che forma ha un masteroide...?


Ehm...
" deriv. del gr. mastós, 'mammella' "
Strascichi della cena disinformatica? :-DD
Ok mi correggo, partendo dal presupposto che si dovrebbe usare sempre il termine più corretto, secondo me una "semplificazione" del concetto, usando un termine "simile" e comprensibile al lettore medio, è accettabile.

Per la differenza bolide/asteroide, chiedo venia, non avevo mai approfondito.

La semplificazione di cui parlo però non ha nulla a che fare con non correggere errori clamorosi di italiano; ha il solo scopo di rendere fruibile il contenuto ad un pubblico maggiore.
Io non sono stato alla cena, ma sembra che degli strascichi li accusi anch'io :D
@Fede
concordo che a volte una semplificazione aumenta la comprensione, se però parliamo di giornalismo o news via web, parliamo di uno strumento che ha insita la ricerca di parole sconosciute per cui è meno accettabile non utilizzare il termine appropriato (vedi la mia battuta sulla composizione del "masteroide" di Silicio-Ossigeno, anche un non chimico con una rapida ricerca può arrivare a capire l'allusione al silicone). Tra l'altro la soluzione è molto semplice: usi il termine più corretto anche se incomprensibile ai non addetti ai lavori, poi apri una bella parentesi e chiarisci, così hai insegnato un nuovo vocabolo a chi ha ancora voglia di imparare.
Buh, comunque la si giri, mi pare che le persone che temono i mezzi di registrazione audio-video vengano usati per fotografare da sotto le mutandine delle sfittinzie in minigonna son le stesse che vengono beccate dai suddetti mezzi ad inventarsi stronzate, o "fake news" per chi mastica l'inglese.

Cioè, martedì arriva su youtube il video: "ghibellino tira un pugno ad un guelfo", mercoledì arriva il video: "...Dopo che il guelfo glie ne ha tirati 30 mentre il ghibellino implorava di smetterla prima di essere costretto a rispondere a tono."

E i guelfi piangono: "Non è giusto, chi era lì ed ha ripreso la scena avrebbe dovuto dirmelo subito. Aspettare che noi pubblicassimo le nostre evidenze sapientemente ritagliate per sputtanarci (To debunk, sempre per chi mastica l'inglese) con evidenze di quello che realmente è accaduto è un'azione riprovevole."

A mio avviso quello che rode il boffice ai giornalisti sciatti e disonesti è il fatto che le nuove tecnologie e la rete internet espongono i fuffari al rischio che qualche privato dica: "Guardate che io c'ero, non è andata come dice lui, e posso dimostrarlo."

Ora, se Trump, Clinton, Berlusconi, Putin, Assange, e salgurko chi altro siano buoni o cattivi è un discorso, l'inventarsi evidenze per dimostrare la propria opinione a riguardo di questi discorsi... Potrebbe rivelarsi controproducente.

Il ragionamento "se chi dice che [Satana] è cattivo ricorre a questi mezzucci che già vengono rimproverati se adottati da bambini delle medie, allora [Satana] non deve essere tanto male quanto dicono, ed in ogni caso chi dice che [Satana] è cattivo non può certo essere messo nella lista dei buoni, se fa queste cose." è del tutto legittimo.

Ora, nel bene o nel male, siamo in un' epoca in cui quando un giornalista ci racconta qualche stronzata su cosa sarebbe successo da qualche parte, il privato che abbia un interesse ad appurare i fatti può trovare qualcuno che c'era effettivamente e chiedergli cosa è successo realmente, interrogare più persone che non si conoscono fra di loro.

Ogni situazione ha dei pro e dei contro. Tanto vale godersi i pro.
Arrivo molto in ritardo su questo post ma dopo aver letto i commenti mi sento in dovere di professare un po' anche io.
Tralasciando i contenuti e la forma dell'articolo in questione che oggettivamente è indifendibile (a parte per il sig Vitale purtroppo) volevo segnalare a Leviathan883 e a MrWolf, che citano la treccani ma non credo siano andati a leggerla, il testo seguente:

"UN PO’ O UN PÒ?

La grafia corretta è un po’ con l’apostrofo, perché la forma po’ è il risultato di un ➔troncamento (poco ▶po’).

Pur scorretta, la grafia pò con l’accento risulta sempre più diffusa. Basta una rapida ricognizione in rete per accorgersi che un pò non si trova solo – larghissimamente – nei blog e nei forum, ma anche in comunicati stampa, report aziendali e brochure pubblicitarie, per non dire di tesi e tesine. E lo stesso vale, a maggior ragione, per i messaggini SMS, in cui il sistema di scrittura veloce T9 quando si digita la sequenza p + o fa apparire automaticamente sullo schermo la grafia errata pò (con l’accento), costringendoci – per digitare quella corretta – a operazioni molto più complicate."

fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/un-po-o-un-po_(La-grammatica-italiana)/

Tanti baci
ecco un'altra perla che suona farlocca

http://video.corriere.it/robot-salva-bambina-anche-se-nessuno-gliel-ha-mai-insegnato/9dfee82a-6232-11e7-84bc-daac3beed6c1

ovviamente da dove pensate l'abbia presa il corriere.it?

http://www.dailymail.co.uk/news/article-4670544/Russian-robot-saves-girl-crushed.html
Il ragionamento "se chi dice che [Satana] è cattivo ricorre a questi mezzucci che già vengono rimproverati se adottati da bambini delle medie, allora [Satana] non deve essere tanto male quanto dicono, ed in ogni caso chi dice che [Satana] è cattivo non può certo essere messo nella lista dei buoni, se fa queste cose." è del tutto legittimo.

Vero.


un pò non si trova solo – larghissimamente – nei blog e nei forum, ma anche in (...) tesi e tesine.

Non quelle dei miei alunni. Non perchè siano più bravi dgli altri; ma perchè è dalla classe prima che mi vedono buttare fumo dalle orecchie quando scrivono così.
Secondo me il pò si sta diffondendo perché è più breve da digitare. Scrivendo a mano invece cambia poco.
Sugli smartphone va pure peggio perché non sempre ti ritrovi l'apostrofo nella tastiera principale, devi andare a recuperarlo in quella dei simboli. E quel cretino del correttore ortografico non solo non me lo propone mai ma non riesce neanche ad apprenderlo. Almeno il mio.
@Votantonio Votantonio

Ma... sei sicuro di aver letto tu il link della Traccani che ho scritto? ... tsk

"DI REGOLA il troncamento non va mai segnalato con l’apostrofo, TUTTAVIA l’apostrofo è obbligatorio:

– nelle forme po’ ‘poco’ [...]"

Più chiaro di così: la regola del troncamento NON prevede l'apostrofo. "Po'" è il troncamento di "poco", ed è scritto con l'apostrofo perché è un'eccezione a questa regola, come gli altri casi citati nella pagina.
Quindi, non si scrive così perché "la forma po’ è il risultato di un ➔troncamento (poco ▶po’)", né "perché come tutti i troncamenti, si scrive con l'apostrofo".

Perché, poi, qualcuno abbia deciso che si scriva così e che rappresenti un'eccezione alla regola, come direbbe qualcuno: "non ne ho la più squallida idea". :)