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2008/02/05

Anti-copyright svizzero: fallita la raccolta di firme

Niente referendum anti-copyright in Svizzera


A fine 2007 era iniziata su Internet una campagna contro la recente legge svizzera sul diritto d'autore, colpevole, secondo gli organizzatori della campagna, di bloccare la libera discussione tecnica sui sistemi anticopia e le loro carenze, in modo analogo alla contestatissima legge statunitense DMCA. Era stata avviata una raccolta di firme vere e proprie (cartacee, a differenza di tanti appelli fasulli), come raccontato in questo articolo e in questo.

La faccenda si era meritata le attenzioni del mondo informatico (come per esempio su BoingBoing e Slashdot), e il Disinformatico torna a parlarne perché la raccolta di firme si è conclusa. Delle 50.000 firme necessarie per indire un referendum, ne sono state raccolte soltanto 803. Florian Bösch, autore della petizione, scrive così (in inglese e tedesco) sul sito dedicato all'iniziativa:

Desidero ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti per i loro sforzi e per la raccolta delle firme. 803 firme non saranno sufficienti a fare differenza dal punto di vista legale, ma dimostrano che si tratta di un argomento che tocca molte persone (considerato il poco tempo che abbiamo avuto per la raccolta).

La prossima legge che renderà peggiore per tutti noi il diritto d'autore è in cantiere e incoraggio tutti ad interessarsi al processo di varo delle leggi in Svizzera, in modo che possa essere contrastata in tempo e con successo.

Va ricordato che la legge limiterebbe la discussione tecnica dei sistemi anticopia e la condivisione di informazioni in merito soltanto se la sua sintassi venisse interpretata in un modo piuttosto particolare, come già raccontato, e sancisce senza ambiguità il diritto del consumatore in Svizzera a scavalcare qualsiasi sistema anticopia purché lo scopo sia fra quelli ammessi (per esempio la copia per uso personale di un proprio CD o DVD o brano digitale). Una situazione ben più favorevole di quella di molti paesi europei, dove persino la copia privata è limitata o vietata direttamente.

Il consumatore che acquista in Svizzera paga questa maggiore libertà con un ricarico sul prezzo dei supporti vergini e sui lettori MP3, che molti rivenditori hanno la trasparenza di indicare separatamente dal prezzo d'acquisto per consentire di rendersi conto di quanto diritto d'autore viene già corrisposto ogni volta che si acquista un lettore digitale. Ecco alcuni esempi, tratti da un catalogo recente:
  • Lettore Zen Creative da 2 GB: prezzo di vendita 139 franchi, di cui 15,97 sono diritti d'autore (11%);
  • Lettore Zicplay da 1 GB: 59 franchi, di cui 15,97 sono diritti;
  • iPod Touch da 8 GB: 419 franchi, di cui 38,86 sono diritti;
  • iPod Touch 16 GB: 599 franchi, di cui 76,51 sono diritti.
Queste maggiorazioni legittimano la copia di brani musicali e video di qualsiasi provenienza per tutta la vita del lettore: valgono quindi anche se il contenuto del lettore viene cambiato infinite volte. Pertanto, è vero che per esempio 76 franchi (47 euro) di "tassa SUISA" (come la chiama impropriamente il catalogo) possono sembrare una cifra notevole, che oscilla fra l'11 e il 27% del prezzo complessivo del lettore; ma va considerato che non solo si tratta di circa 2 centesimi a canzone, ma che la "tassa" pagata vale anche se si cambiano le canzoni e se ne caricano sul lettore delle altre.

3 commenti:

Logan7 ha detto...

Sono "903" o "803" firme?

Paolo Attivissimo ha detto...

803, chiedo scusa. Ho corretto il refuso.

Rodri ha detto...

Siano quelle che siano, si poteva aggiungere almeno uno zero alla cifra se si fossero raccolte le firme fuori dalle università ed i politecnici svizzeri.

Strana situazione, perché chi lancia _seriamente_ un'iniziativa solitamente non ha tanti problemi a raccogliere il numero di firme che gli serve. Dandosi da fare però, mica aprendo un sito e basta. Troppo facile.