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27 commenti

Google toglie i fondi all'odio online di Voxnews

Credit: David Puente.
Pubblicazione iniziale: 2017/07/11 11:43. Ultimo aggiornamento: 2017/07/11 17:15. 

Voxnews è un sito italiano ricolmo di post razzisti che istigano all’odio e alla violenza. Si finanzia ospitando le pubblicità di Google Adsense e di Amazon. Spara bufale a raffica, come ha segnalato tante volte Bufale un tanto al chilo, e finge di essere obiettivo offrendo persino un servizio di “fact-checking” che in realtà mente spudoratamente. Insomma, una classica fabbrichetta acchiappaclic per fare soldi sulle incazzature dei teppistelli frustrati. Una di quelle i cui post vengono condivisi allegramente da alcuni politici italiani.

Il collega debunker David Puente, che aveva già denunciato alle autorità italiane Voxnews e la galassia di siti collegati nel 2015, ha raccolto ulteriori dati e poi ha segnalato Voxnews a Google, facendo notare che il sito violava le regole di Google sui contenuti delle pagine ospitanti pubblicità Adsense. Risultato: Google ha tolto i banner dei propri clienti da Voxnews.

L’odio online prospera anche perché è un business; vediamo che succede quando il business non funziona più e resta solo il letame ideologico, il cui megafono digitale qualcuno deve pagare di tasca propria. Fanno tutti gli idealisti, ma quando c’è da mettere mano al portafogli stranamente spariscono come gli scarafaggi quando accendi la luce.

Questo risultato non sarebbe stato possibile senza l’iniziativa #Bastabufale della Presidenza della Camera italiana, che ha creato le occasioni per mettere in contatto Puente con i rappresentanti di Google e mettere in chiaro che non è più ora di scherzare. Voxnews, fra l’altro, è proprio uno dei siti di cui Puente ha parlato durante la recente audizione alla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet della Camera dei Deputati.

Se volete saperne di più, leggete le spiegazioni dettagliate di David Puente. Ci siamo sentiti via Twitter poco fa: è contentissimo del risultato e mi ha detto che è “un precedente italiano che dimostra l‘impegno di Google nel contrastare certe realtà”. Speriamo sia uno di una lunga serie: intanto io vado a stappare una buona birra.

Il defunding (definanziamento) di Voxnews è piaciuto anche ai colleghi di Sleeping Giants, che hanno dato risonanza a questo successo anche all’estero.

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Commenti
Commenti (27)
Solo per comprendere l'economia che gira intorno ai siti di fake news è possibile sapere quanto ci guadagnano? Ci sono cifre per capire meglio il fenomeno?
Segnalato anch'io pochi giorni fa dopo aver appreso della situazione proprio da David Puente.
Lieto che gli abbiano tagliato i fondi.
Non è un risultato da sottovalutare, il mio unico contatto su FB che crede alle bufale deriva molta della sua convinzione che esiste un ventaglio estremamente ampio di fonti che si rinforzano a vicenda, sul tema vaccini, scie chimiche, profughi, bilderberg. Hai voglia a smentire un articolo, puoi anche farlo, ma già sarebbe molto più difficile far capire che è tutta la redazione ad essere inaffidabile; però quando sono 5-10 testate diverse a darsi ragione l'un l'altra la cosa diventa impossibile... pensate anche voi, aldilà dell'argomento bufale,come fate a fidarvi di qualcuno? Sapete che il singolo può dirvi stronzate ma quando sono dieci persone apparentemente scollegate fra loro a dirvi la stessa cosa finirete per pensare che qualche ragione ce l'abbiano.

E l'unico motivo per cui ce ne sono tante di testate bufalare è che è un business. Questo de-funding è l'unica arma efficace per sfoltire il mucchio.
Ci sono altri circuiti di banner meno redditizi però... Paolo, pensi che non rendano abbastanza?
CoffeeWare e PizzaWare meritatissimi, e non sono virus informatici ;)
So bene di entrare in un ginepraio, ma sopratutto spero di non essere fraintese (come già accaduto su questo blog)

L'UNICA COSA che aveva di positivo era il fatto che nelle fasi iniziali della guerra in Siria e dell'intervento russo erano gli unici che dicevano cosa stesse accadendo. SICURAMENTE gonfiato e manipolato, ma meglio rispetto al silenzio di tutti gli altri, e al loro ugualmente colpevole sminuire a tutti i costi la situazione per far passare il messaggio che quasi quasi i terroristi erano brave persone (vedere cosa si diceva di Al Nusra).

Il resto come dici tu è pattume e come tale deve essere trattato

Lieto di vedere che la riunione che avete fatto inizia a dare i suoi effetti ma sarà più contento e non più scettico al riguardo come sono ora, quando ad essere colpiti saranno anche i casi di bufala/balla/fake news non politici.
Oggi Sefano Tartarotti ha pubblicato sul post "Per tua informazione"
http://www.ilpost.it/stefanotartarotti/2017/07/11/per-tua-informazione/
usa simpatica presa in giro di coloro che ripubblicano fake news.
Il Lupo,

Paolo, pensi che non rendano abbastanza?

Non è questione di rendere abbastanza. Se gli inserzionisti non vogliono che i loro prodotti appaiano accanto a post razzisti su un sito bufalaro, ritirano la propria pubblicità dal circuito e il rendimento diventa zero.
Intanto Google Now continua a consigliarmi siti bufalari, dai no-vax fino ai nostalgici del ventennio, e davvero non capisco secondo quale criterio dovrebbero interessarmi.
Typo: "intantio io vado a stappare una buona birra". In cambio vorrei sapere esattamente cosa intendi per "una buona birra". ;)
rob,

refuso corretto, grazie.

Buona birra? Dipende. Adesso ho per le mani un paio di birre ucraine, per esempio. Niente male.
Oddio, meglio nessuna notizia che delle notizie gonfiate e manipolate. Quel sito è ai limiti della legalità per lo schifo che pubblica.

I limiti della decenza li ha già passati.
Colpirli nel portafoglio è sicuramente un ottima mossa e sicuramente colpisce a azzera (almeno si spera) i siti che fabbricano bufale per i click e quindi i ritorni economici.
Ma siti d'odio, per i quali il ritorno economico è secondario, è difficile affondarli perché sono basati su principi, o meglio scopi, diversi.
Indubbiamente quello fatto è un buon punto di partenza; sarebbe bello se sull'onda si andassero a colpire anche i siti bufalari generalisti ma credo che sarebbe un po' più difficile colpirli: non aizzando odio (o quasi), non diffondendo razzismo è più difficile convincere, ad esempio, google a toglierli le pubblicità.

@Lupo dipende.
Sminuire una notizia ha la stessa gravità del gonfiarla, con l'aggravante che può dopo essere usata per andarti contro e alimentare diffidenza, razzismo e odio.

Riportare le notizie tali e quali ed essere oggettivi, so che è difficile, ma è l'unico modo per "oscurare" i siti d'odio, non dare loro materiale su cui lavorare e montarsi.

Spero di non essere stato frainteso.
Un paio di considerazioni a latere. La prima, su come funzionano le cose in Italia: Puente denuncia la cosa già nel 2015, poi conosce i rappresentanti di Google tramite la Boldrini, e solo allora viene ascoltato. Far valere un diritto ormai è un privilegio.
La seconda sui teppistelli frustrati e incazzati, che, a quanto pare, leggendo la loro versione del mondo e commentandola, in qualche modo, si sfogano, mentre la moda, per esempio, degli anni ottanta, prevedeva l'andare in giro a spaccare un po' di teste. Forse, dato che non è possibile eliminare la rabbia dalle persone, è meglio che la incanalino su internet piuttosto che altrove.
Ho scoperto che Coursera la nota piattaforma di corsi online ha recentemente introdotto un corso sulle fake news. Ad essere precisi il,corso non tratta solo di fake news tratta in generale dalle interpretazione delle notizie del mondo digitale. Il corso inizia la,prossima settimana, è offerto dall'università di Hong Kong ed è gratuito se lo si segue come semplici uditori
Jonny Dio,

Forse, dato che non è possibile eliminare la rabbia dalle persone, è meglio che la incanalino su internet piuttosto che altrove.

Cosa ti fa pensare che incanalare la rabbia su Internet faccia diminuire l'uso della rabbia altrove?

È un po' come dire "mostriamo più furti, ammazzamenti e torture in TV, così la gente sfogherà lì la voglia di rubare, ammazzare e torturare". Ho qualche leggero dubbio in proposito.
Scatola Grande,

IO AMO TARTAROTTI!!!

:D
Personalmente capisco le 2 novità che ne fanno un precedente interessante perchè son friulano, e mi sono vagamente interessato alla mitologia pagana.

Piccola lezione sulla mitologia furlandese nell'èra pre-Martinobri:

l'antagonista, nel pantheon furlandese (Orcolat, il gran maldestro) sarebbe un gigante che vivrebbe in una caverna nel sottosuolo, irraggiungibile scavandom così come l'olimpo ai tempi di Zeus era irraggiungibile scalando.
Così come quando un vicino di casa in un condominio fa cascare un pentolino o un libro potremmo sentirlo, quando questo capita all'orcolat, viene il terremoto.

La differenza coi vari Satana, Lucifero, Inazami, Sadako etc. etc. (che è il più terrificante di tutti.) è che l'Orcolat ignora l'esistenza della razza umana. Cioè, mentre Satana arriverebbe in ufficio al mattino e direbbe: " che facciamo oggi, una guerra? una carestia? raccontiamo ai ristoratori che all'università una ragazza su quattro viene violentata? "
l'Orcolat non percepirebbe nè contemplerebbe la razza umana o qualsiasi cosa stia fuori dal suo mondo.

(Non son del tutto certo che sia un mito genuino, potrebbe essere stato confezionato in tempi recenti, come Stonehenge. Ne ho sentito parlare dalle parti di Alesso, Treppo, Osoppo, ma non in montagna e non in pianura.)

Tornando a bomba, quando David Puente parla di "precedente" si può obbiettare che è un sacco di tempo che Google o Youtube cancellano contenuti segnalati. Anche troppo, per chi non si ferma a pensare a tutte le rogne legali che possono provenire da contenuti illeciti.
Anche in questo blog se ne è parlato.

Quello che c'è di nuovo è che si è ottenuto una reazione pertinente dall' "orcolat", non il solito: "Ah, ok, lo patatotimbro via così la smetti di frignare."

E questo ci porta alla novità davvero importante:

A [Voxnews] non è stata (metaforicamente) tagliata la lingua.
Nessuna persona onesta vuole questo.
Se tagli la lingua a qualcuno non hai dimostrato che è un bugiardo, hai solo mostrato che hai paura di lui.

Tagliare la lingua a chi ci mette in imbarazzo è una soluzione da ignoranti.

La soluzione adottata dimostra la volontà di andare oltre alle soluzioni da ignoranti.

Lì è dove sta l'importanza di questo fatto.
Paolo Attivissimo:

"È un po' come dire "mostriamo più furti, ammazzamenti e torture in TV, così la gente sfogherà lì la voglia di rubare, ammazzare e torturare". Ho qualche leggero dubbio in proposito."


Paolo, hai male interpretato il pensiero di Jonny Dio, lui ha detto tutt'altro.
In realtà bisognerebbe anche fare un piccolo sforzo e non fermarsi in superficie, è un fatto che ci sia una buona parte dell'umanità che ha costantemente bisogno di "valvole di sfogo".
Internet offre questa opportunità nell'unico sistema possibile che la tecnologia, oggi, ci permette: esprimendo pubblicamente un pensiero, che per molti si traduce in "sfogare la propria rabbia e frustrazioni contro qualcuno".

Chiaro che si tratta di una valvola di sfogo molto effimera, vuoi mettere lanciare dagli spalti di uno stadio un tifoso avversario, accoltellarlo o distruggere auto o negozi? Tutta un'altra cosa. Ma appunto la tecnologia, oggi almeno, offre questo e a chiunque abbia una connessione.

Tanto per fare un esempio, basta collegarsi sul sito Ansa e leggere i commenti della gente su qualsiasi notizia di politica o meglio di cronaca. Alcuni commenti sembrano scritti da gente ben più che problematica, direi oltre il limite dell'umana ragione.

Su decine di altri siti, stessa identica cosa, se non peggio, rabbia e aggressività oltre ogni limite.

Ben diverso da come hai interpretato tu, facendo intendere che il solo fatto di "osservare", notizie, video etc, di cronaca nera possa essere considerata una valvola di sfogo, e non lo potrebbe certamente essere.

Comprendi meglio i messaggi e i dubbi e le imcomprensioni vedrai che svaniranno.
Domanda veloce: ma Google ha tolto i banner per buona volonta' o perche' esistono leggi in proposito e rischia di finire in tribunale? Mi spiace dirlo, ma la storia delle regole violate e' troppo labile per durare a lungo e temo che bisognera' combattere e sorvegliare per ogni sito che professa l'odio e sparge fake news.
Comunque,

se

diciamo che è normale sfogare la frustrazione,
che le sviste non vanno giudicate o rimproverate in base al danno che potrebbero provocare,
che dobbiamo tener conto dello stato d'animo dell'individuo,
se dobbiamo essere comprensivi verso le debolezze umane allora

'sto voxnews non ha fatto niente di male.

1 peso
1 misura.
Jhonny Dio: "è meglio che la incanalino su internet piuttosto che altrove"
Paolo: "Ho qualche leggero dubbio in proposito."

Le opinioni qui hanno valore nullo o quasi: sin dagli anni '80 ci sono tonnellate di studi sull'argomento e (purtroppo, perché sarebbe bello altrimenti) gran parte degli studi sembrano dare ragione a Paolo.

Vedi per es.: http://www.apa.org/action/resources/research-in-action/protect.aspx

Quindi mi pare giusto levare l'Adsense a tutti i siti dei quotidiani che hanno pubblicato ignobili bufale, e non solo quelle che sono state di tanto in tanto "recensite" qua, ma, per fare un paio di esempi, la notizia della identificazione della fantomatica "agenda rossa" di Borsellino, notizia lanciata in esclusiva con un tam tam mediatico notevolissimo da Repubblica (poi si è visto che, pochi fotogrammi dopo, nel filmato "rivelatore", la presunta agenda era un parasole). O tutti quei giornali che hanno pubblicato come certezza assoluta la relazione diretta "vittoria del NO al referendum costituzionale- crollo dell'economia" (ha vinto il NO, e l'economia, dopo 9 anni, ricresce, e meglio di qualsiasi ottimistica previsione, fonte Bankitalia). O tutte le bugie di Ciancimino, per le quali poi è stato condannato penalmente, pubblicate come oro colato da il Fatto.
O, sempre per tornare al referendum, la affermazione che il bicameralismo italiano rallenta la approvazione delle leggi (l'Italia è il paese europeo che ne approva di più all'anno, da sempre, fonte: studio della Camera dei Deputati)
O praticamente tutte le home page, 365/365, di Libero ed Il Giornale.... Insomma, ok, quello era un sito brutto e cattivo, ma mi aspetto pari trattamento per i BIG
Non sono io a pensare che avere una valvola di sfogo diminuisca il livello generale di violenza, è un dato di fatto. Intanto, è un ragionamento logico che fila: una rabbia repressa ha bisogno di sfogo, qualora non l'abbia sfocia inevitabilmente nella violenza fisica, non mi sembra un concetto poi tanto astruso.
Ma, facciamo per un attimo finta che i ragionamenti e gli studi stiano a zero (del resto, la paventata strage di pedoni una volta patentati i giocatori di carmageddon non è mai avvenuta), e vediamo cosa ci insegna l'esperienza: negli anni settanta, quando la gente ancora parlava e financo litigava in nome di un'idea, c'erano motivi di rabbia sociale diffusi, c'erano dei luoghi di incontro, e (qualcuno) passava dalle parole ai fatti. E così anche negli anni novanta, in particolare nel periodo di tangentopoli. Poi sono arrivati decenni di rincoglionimento televisivo, ora perfezionati e personalizzati dalla diffusione capillare degli smartphone, che hanno regalato a tutti un'identità virtuale. Risultato: ora le persone non si parlano quasi più, passano molto tempo col naso nel telefonino, e, nonostante i motivi di rabbia sociale siano paragonabili (se non addirittura superiori) a quelli di una volta, violenza per le strade quasi zero, ma violenza virtuale ai massimi livelli. Del resto, se hai una vita virtuale anche le emozioni finiscono per incalarsi prevalentemente lì, e, come ci insegna la saggezza dei popoli, can che abbaia non morde (e internet è un tale abbaiare che neanche tutti i canili del mondo all'unisono potrebbero eguagliare).
E' positivo? E' negativo? Deve essere l'uno o l'altro per forza? Non potrebbe essere che sia semplicemente andata così e basta, senza dargli per forza una connotazione, e senza che questo implichi la regia di un grande vecchio che ci voleva tutti rincoglioniti? E' semplicemente uno dei tanti cambiamenti epocali che di quando in quando avvengono in tutte le società. Se proprio dovessi esprimere un parere, io preferivo quando i rapporti erano più diretti rispetto all'appiattimento odierno, ma è solo un mio gusto personale.
Johnny Dio: "Non sono io a pensare che avere una valvola di sfogo diminuisca il livello generale di violenza, è un dato di fatto"

No. I fatti dicono il contrario:

"Research on violent television and films, video games, and music reveals unequivocal evidence that media violence increases the likelihood of aggressive and violent behavior in both immediate and long-term contexts. " (Anderson et al., 2003)

"Television viewing and aggressive behavior were assessed over a 17-year interval in a community sample of 707 individuals. There was a significant association between the amount of time spent watching television during adolescence and early adulthood and the likelihood of subsequent aggressive acts against others. This association remained significant after previous aggressive behavior, childhood neglect, family income, neighborhood violence, parental education, and psychiatric disorders were controlled statistically" (Johnson et al., 2002)

Solo due esempi. Per una bibliografia completa vedi per es. https://scholar.google.com/scholar?q=impact+of+media+violence+on+youth&hl=en&as_sdt=0&as_vis=1&oi=scholart&sa=X&ved=0ahUKEwi5m-_Ag4_VAhWBCsAKHYybAYsQgQMIJjAA.
Uh?

"This association remained significant after previous aggressive behavior, childhood neglect, family income, neighborhood violence, parental education "

Credevo che "childhood neglect" e "parental education" non fossero considerati fattori, da questi ricercatori.

Cioè, per come sento leggere questi studi, sembra che il "family income" sia l'unico fattore che conta, e che se dessimo a qualsiasi ragazza madre un beeeel mucchiooooone di soooooldi, gli altri 2 fattori che ho menzionato andrebbero ad 1
Scusa, pgc, ma essere utente di tv, musica, videogiochi e film cosiddetti "violenti" non costituisce affatto una valvola di sfogo, semmai è un modo per fartela crescere, la violenza. E fin qua mi pare che siamo tutti d'accordo, dato che anche gli studi che linki vanno in questa direzione.
Invece (ed è di questo che si parlava), una volta che uno ha scritto il suo social-commentino dove manda affanculo tutti o solo qualcuno, allora sì che si è sfogato, almeno in parte, ma abbastanza, a giudicare dal risultato che vedo io, nel mio piccolo. E comunque, studi a parte, guardati intorno: se sei al mondo da abbastanza da aver visto cambiamenti nella società, ti ricorderai un tempo in cui la gente era incazzata per davvero, mentre oggi è perlopiù rassegnata. Che ci devo fare, sarò un nostalgico, ma preferivo quando si rischiava magari un pugno per una discussione, ma almeno l'ignoranza, che esiste ora come allora, era qualcosa di cui vergognarsi, ora pare diventata una virtù. I tempi cambiano. Io, per ora, resisto.