skip to main | skip to sidebar
13 commenti

Facebook Container di Mozilla.org rende Facebook meno ficcanaso

È decisamente troppo presto per parlare di fuga in massa da Facebook, ma la rivelazione che il popolarissimo social network ha ceduto i dati di circa 50 milioni di suoi utenti a società come Cambridge Analytica, che li hanno usati per analizzare gli orientamenti politici e tentare di influenzare le scelte elettorali, ha spinto molte persone a chiedersi se sia il caso di continuare a usare Facebook e regalargli così tante informazioni personali su di noi e soprattutto sui nostri famigliari e i nostri amici e colleghi.

Tagliare completamente i ponti con Facebook, chiudendo ed eliminando il proprio profilo, è per molti un gesto troppo impegnativo e impraticabile. Ma c’è un’alternativa che consente di continuare a usare Facebook senza essere tracciati così tanto, specialmente da parte degli innumerevoli siti Web che incorporano silenziosamente i sistemi di tracciamento offerti dal social network di Mark Zuckerberg.

Quest’alternativa si chiama Facebook Container e potete scaricarla gratuitamente presso Mozilla.org. È un accessorio per il programma di navigazione Firefox (tecnicamente si chiama estensione), che isola la vostra attività su Facebook da quella nel resto di Internet se navigate appunto con Firefox.

Il vostro profilo Facebook continuerà a funzionare sostanzialmente come prima, ma sarete meno tracciati e regalerete meno dati sui vostri gusti e orientamenti personali. Quelli che avete già affidato a Facebook non verranno cancellati, ma perlomeno non gliene regalerete così tanti altri nuovi e aggiornati. Se cliccate su un link a un sito trovato in Facebook, quel link si aprirà in una scheda separata e isolata, rendendo molto più difficile per il sito sapere chi siete e associare la vostra visita al vostro profilo Facebook.

L’unico inconveniente è che non potrete cliccare sui “Mi piace” di Facebook presenti nei siti esterni o scrivere nei commenti di questi siti se sono gestiti tramite Facebook, e non potrete accedere ai siti usando le vostre credenziali di Facebook. Del resto, questo è necessario, se non volete essere tracciati.

È importante notare che installare Facebook Container non impedisce a Facebook di raccogliere dati su di voi mentre siete nel social network: impedisce di farlo a tutti i siti esterni. Siti esterni che, in tutta questa polemica sui nostri dati personali accumulati dall’azienda di Zuckerberg, hanno un ruolo importante ma poco considerato.

Anche molti siti di testate giornalistiche, infatti, stanno ospitando articoli che criticano il comportamento di Facebook, ma nel contempo includono nelle proprie pagine i pulsanti e i sistemi di commento di Facebook che consentono a queste testate di effettuare il tracciamento dei lettori e profilarli. Interrompere questa contestata profilazione commerciale di massa richiede anche che questi siti esterni a Facebook smettano di usare i sistemi di tracciamento offerti dal social network.




Lo faranno? È improbabile, almeno finché questa profilazione sarà redditizia. Ma se tanti utenti cominciano a non farsi più profilare grazie a soluzioni come Facebook Container, la convenienza diminuirà e forse i siti smetteranno di schedare i loro visitatori, cioè noi. Che non saremo più il prodotto in vendita, ma torneremo a essere clienti.

Maggiori dettagli su Facebook Container sono qui su Mozilla.org e in questo articolo di Graham Cluley.


Questo articolo è basato sul testo preparato per il mio servizio La Rete in 3 minuti per Radio Inblu del 3 aprile 2018.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati manualmente da un moderatore a sua discrezione: è scomodo, ma è necessario per mantenere la qualità dei commenti e tenere a bada scocciatori, spammer, troll e stupidi.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui e/o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (13)
Da anni uso ublock origin con l'opzione chiamata "antisocial" attivata. Non so se è l'equivalente di questa, ma quando ogni tanto fai articoli dove metti link alle impostazioni della privacy, o dove si può vedere cosa il social ha di noi, spesso trovo tutto vuoto.
se tanti utenti cominciano a non farsi più profilare grazie a soluzioni come Facebook Container, la convenienza diminuirà
Non sarei così ottimista. Secondo me finirà come con gli adblock.

Quando i gestori si sono resi conto del calo di introiti, qualcuno ha preso atto della cosa iniziando ad utilizzare pubblicità meno invadenti, e/o a chiedere per cortesia di essere whitelistato... ma molti altri hanno optato per il pugno di ferro, impedendo in parte o in toto la fruizione del sito a chi avesse un adblock attivato, o addirittura semplicemente installato (!!!).
@tommy

Guarda quando succede così io abbandono i siti...e credo che lo facciano in parecchi perchè più di uno è toranto indietro su queste politiche anti-adblock
nelle campagne PPC e di digital PR si usano url tracciate con
https://ga-dev-tools.appspot.com/campaign-url-builder/

che integrato con analytics e pixel di fb permettono la tracciatura completa anche se lanciati in un'area isolata.

è lo stesso principio di quando nelle mail di phishing vengono utilizzati shortener oppure variabili in vista tipo sitochetirubalapassowrd.est/?disinformatico

saprebbero comunque quante volte hai cliccato, tempi, bounce rate e sopratutto che ha funzionato (per continuare a mandarne ancora)
Io consiglierei Ghostery (disponibile sia per Firefox che Chrome), che elimina i tracciatori di moltissimi siti (Twitter, Google, ecc) e non si limita solo a quelli di Facebook.
Qualcuno mi ha detto tempo fa che ai programmatori degli adblock hanno offerto $CIFRONE affinché smettessero di aggiornarlo.

Pure qui a Padova, anni fa, un conoscente che ha lavorato al DEI (Dipartimento di Elettronica e Informatica) mi disse di aver firmato un accordo che gli impediva per qualche anno di divulgare una certa scoperta, per non togliere la pagnotta a qualcuno. Da quanto ho capito aveva a che fare col software open source. Preoccupato di non dirmi troppo, il conoscente spiegò che il link a questa novità gratuita sparì dalla home page di Maya, la BBS (Bulletin Board System) del tempo. Forse centrava il Tcl/Tk. Chi può indagare?

@Paolo

Allora è diventato inutile cancellare i cookies per limitare tracciamenti e profilazioni commerciali?
Oh, era una vita che non usavo più Firefox perché era diventato un monolito pesantissimo, con questo articolo mi è venuta la curiosità di scaricarlo di nuovo e scopro essere diventato decisamente più leggero. Interessante l'idea delle schede contenitore in generale e questa estensione in particolare. Appena ho tempo, leggerò la documentazione di riferimento.

Domanda che fa molto Meloni: "... e Google?". Per scrivere un mio (perdibilissimo) commento su questo blog mi devo loggare con il mio account G+, in Chrome sarei sempre loggato e quindi penso tracciabile da Google, d'altronde non è mica solo un problema degli zuck-social, anche la simpatica azienda di Mountain View profila che è un piacere.

Su questo browser e le schede contenitore come funzionerà? Non lo so, lo capirò solo schiacciando il tasto "Pubblica" immagino.

Sperimentiamo.

p.s. CMD+A, CMD+C,TextEdit, CMD+V perché al primo login si perde sempre il commento.
Provato, se si vogliono usare le schede contenitore bisogna aprire una scheda contenitore (File-->Nuova Scheda Contenitore-->), con una scheda normale rimane loggato con l'account Gmail. Da una scheda contenitore si apriranno solo altre schede contenitore.
Se non ho capito male, quando su Firefox si va direttamente su FB, "Facebook Container" converte la scheda normale in una contenitore e da lì si comporta come ho detto. In pratica "Facebook container" sfrutta i contenitori che sono pensati soprattutto per i multi-account. Interessante.
A questo punto potrebbe essere utile poter dire al browser di aprire sempre di default le schede contenitore e al contrario poter scegliere una scheda 'normale' per avere già tutti i login pronti, così se devo proprio commentare qualcosa sul blog di Paolo non devo loggarmi tutte le volte ... e oddio sto praticamente scrivendo un blog nel blog ahahahhahaha!

Una scheda contenitore mi sembra una via di mezzo tra una navigazione normale e quella anonima, alle volte la navigazione anonima è po' troppo "chiusa", direi eccessiva.

Su Chrome ho visto un certo "Facebook incognito", ma mi ha fatto un po' strano che aprisse un'altra finestra senza barra di indirizzi in cui immettere ancora il proprio login ... nel dubbio ho evitato di farlo.

Torno a lavorare sul serio va.
Oddio ho fatto un errore grossolano: Facebook Container converte la scheda di Facebook in una contenitore, tutti i link dalla scheda contenitore di Facebook aprono una scheda normale. Il che ha più senso in effetti.

Di contro tutti i link aperti da schede contenitore aprono altre schede contenitore, mantenendo tutti i login collegati al tipo di scheda contenitore (Personale, Lavoro, Banca etc). Sto dormendo in piedi e faccio fatica a mettere insieme parole e pensieri. Chiedo perdono.
@Andrea:
Pure io. Alla fine è l'unica "arma" che abbiamo per far cambiare qualcosa. Il problema è che ci sono gestori con la capoccia dura... ma sopratutto utenti che dimenticano molto facilmente.

Ricordo il caso di uno youtuber, tal Zeb89, che in seguito ad un consistente calo di introiti confezionò un bel bait con malware annesso, in modo da far disinstallare forzatamente ABP ai suoi utenti. Il verbo fu sparso, se cerchi trovi una valanga di articoli dell'epoca, ma il canale è rimasto vivo e vegeto e fa tutt'ora un bel po' di visualizzazioni.

Ovviamente è un caso estremo, ma è emblematico: non importa quanto La Massa venga presa a pesci in faccia, tanto poi passati i bollori torna lo stesso...
Il rilevamento degli adblock avviene con un javascript. Io ho installato l'estensione che disabilita i javascript al volo sia su Chrome che su Firefox. Funziona praticamente sempre tranne rare eccezioni.

Domanda: i rilevatori sono in grado di.... rilevare anche gli adblock a livello di rete con un DNS interno, tipo quello realizzato con un RaspberryPI?
Non c'è solo Facebook, ce ne sono altri, per esempio Google Analytics è altrettanto pervasivo (se non peggio) e per giunta nascosto. Viene usato anche da un portale di un noto ente pubblico milanese (anche pagine protette/autenticate perché il codice è nel template). Dilettantesco.

Mi chiedo cosa succederà con i webassembly. (risposta semplice: niente che non si possa già fare con HTML5 e Javascript, ma sono ugualmente diffidente).

Qualcuno sa c'è qualcosa di analogo per difendere la propria privacy con Edge? Per la pubblicità uso ABP che è ottimo, ma altro non conosco.
Scusate, so che sono un rompiballe, ma ce l'ho a morte con lo zuck-social e per le ragioni più evidenti.

Dal post: https://www.ilpost.it/2018/04/05/facebook-account-cambridge-analytica-privacy/
"Controllo dei messaggi
Facebook ha per esempio confermato di utilizzare un sistema che controlla link e immagini che le persone si scambiano tramite Messenger, con lo scopo di bloccare le informazioni che non rispettano le regole del social network. La pratica ha naturalmente molte implicazioni dal punto di vista della privacy, anche se il sistema effettua le analisi in modo automatico e anonimo."


Mi chiedo: solo io trovo queste ammissioni di una gravità assoluta?

Stessa fonte:
"Facebook ha anche annunciato che smetterà di conservare per più di un anno le informazioni su SMS scambiati e chiamate effettuate tramite Android. Il social network smetterà anche di raccogliere dati più dettagliati come l’ora precisa delle chiamate. Il problema era stato segnalato nei giorni scorsi e riguarda le autorizzazioni che venivano concesse durante l’installazione delle app di Facebook su Android."

Che tradotto sarebbe: "Con whatsapp mi sono appropriato delle vostre rubriche, le ho incrociate coi dati di FB, ma mi sfuggiva qualcosa con lo scambio degli sms ... beh ho fatto anche quello" quando i client sms non chiedono di condividere la nostra rubrica con nessuno, perché dovrebbero poi? perché dovrebbe farlo whatsapp per funzionare? Non c'è motivo, a parte vivere sui nostri dati.

Scoppiano questi scandali e all'improvviso i vari governi cadono dal pero. L'Unione Europea dovrebbe dare qualche spiegazione invece, visti certi accordi con gli Stati Uniti.

Al di là delle polemiche, la questione è politica, alta politica.

"... e i marò? chi pensa ai bambini?" stai buona Giorgia, ho detto politica nella sua accezione più alta, santo cielo.