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2014/06/27

Archeoinformatica: ma cosa vuol dire la sigla Wi-Fi?

L'informatica è spesso vista dai non appassionati e non addetti ai lavori come un'insalata incomprensibile di sigle e abbreviazioni. Consolatevi: a volte in queste sigle si perdono anche gli esperti. Per esempio, sapete per che cosa sta la sigla WiFi che contraddistingue la tecnologia per collegare dispositivi digitali fra loro o con Internet? Probabilmente pensate, come molti, che sia l'abbreviazione di Wireless Fidelity. 

Lo pensavo anch'io, perché è la spiegazione più diffusa, ma è sbagliata. L'equivoco iniziò nel 1999, quando si formò la Wireless Ethernet Compatibility Alliance (WECA), un consorzio di aziende pensato per incoraggiare l'adozione di un sistema compatibile e standardizzato per la trasmissione di dati senza fili. Il nome tecnico ufficiale del sistema, ossia IEEE 802.11b Direct Sequence, era poco accattivante, e così il consorzio commissionò un nome più facile alla Interbrand, società specializzata nella creazione di nomi di prodotti (suoi sono, per esempio, Compaq e Prozac). La Interbrand ne propose parecchi e quello che vinse fu appunto Wi-Fi. Altri candidati erano Trapeze (trapezio), Dragonfly (libellula) e Hornet (calabrone).

La WECA si ribattezzò quindi Wi-Fi Alliance. Ma c'era un problema: Phil Belanger, uno dei fondatori della Wi-Fi Alliance, racconta che i suoi colleghi, che erano tecnici e non capivano nulla di branding o di marketing, non riuscivano a concepire che Wi-Fi non avesse un significato e quindi gli appiccicarono una spiegazione. Decisero che voleva dire Wireless Fidelity, ossia “Fedeltà senza fili”. Che però a sua volta non vuol dire niente.

Certo, c'è l'assonanza con Hi-Fi, “alta fedeltà”, sigla cara agli audiofili, ma nel campo della trasmissione di dati non ci sono questioni di fedeltà o meno: i dati ricevuti devono essere esattamente quelli inviati. Non è accettabile una loro versione approssimata, come invece succede in campo musicale. Per aumentare la confusione, la Wi-Fi Alliance incluse inizialmente nel proprio materiale promozionale lo slogan “The standard for Wireless Fidelity”. E così nacque il mito che Wi-Fi significhi Wireless Fidelity, quando in realtà non è una sigla di nulla.

Fonti: Wi-Fi Planet, BoingBoing.

17 commenti:

Gwilbor ha detto...

Curioso, ho sempre dato per scontato che fosse un acronimo approssimativo per "Wire Free"

paolofuture ha detto...

C' è sempre da imparare.

Unknown ha detto...

Ehm, quello é wire - less non free :-)

Jeby ha detto...

E come si pronuncia? Io ho sempre detto UAIFAI ma ho sentito molti parigini usare UIFI, qual è la dizione corretta?

Quirino Cieri ha detto...

Solo io ho sempre interpretato Wi-Fi come abbreviazione di "Wide Field", cioè trasmissione "in spazio ampio" ?
L'avevo letto anni fa e non credevo che esistesse una spiegazione diversa per questa sigla...

Fx ha detto...

Ho sempre dato per scontato che giocasse sull'assonanza con Hi-Fi, mai sentito Wireless Fidelity

Stupidocane ha detto...

Hi-Fi = High Fidelity
Wi- Fi= Something that sounds like High Fidelity but is not. It doesn't sound at all!

Riccardo (D.O.C.) ha detto...

i dati ricevuti devono essere esattamente quelli inviati. Non è accettabile una loro versione approssimata
E UDP, allora?

Marco Boccaccio ha detto...

Come OVRA, insomma.

martinobri ha detto...

Wi-Fi è nata come inneggiamento alla cosa più desiderata dagli uomini. Intesi come maschi.
MI sembrava scontato.

Tukler ha detto...

@martinobri:
La Wi-Fe?;) O qualcosa di più essenziale?:P

Van Fanel ha detto...

Ma pensa, credevo davvero che stesse per Wireless Fidelity. Quindi è un po' come S.O.S., che non significa nulla ma viene spesso indicato come "save our souls", "save our ship", etc.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Van Fanel

Quindi è un po' come S.O.S., che non significa nulla ma viene spesso indicato come "save our souls", "save our ship", etc.

Questa non la sapevo.
Quindi SOS è nata solo perché è facile da scrivere in codice Morse?

Faber ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Faber

Quello che sapevo sull'SOS me lo aveva imparato la maestra che mi ha imparato anche l'italiano.
Di tutte le cose che ho letto sul link non ne avevo la più minima idea :-)

Punteruolo ha detto...

E' pur vero che quando qualcosa nasce senza significato ma lo acquista nel tempo, non si può più dire che non abbia significato. Io direi che Wi-Fi è nata come sigla senza significato.

Poppi ha detto...

Un commento sul wifi. Pochi sanno che il protocollo wifi si basa su un brevetto del CSIRO, ente di ricerca governativo australiano, sviluppato dal dipartimento di radio astronomia. In pratica e' un trasferimento tecnologico della radio astronomia... della serie a cosa serve la ricerca di base? http://en.wikipedia.org/wiki/John_O'Sullivan_(engineer)