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Grasso da liposuzione per sfamare il Terzo Mondo 27.11.08 Permalink 52 commenti
Antibufala: biscotti olandesi fatti con il grasso della liposuzione
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "maurizio.bald****" e "luca.ca****" e grazie alla segnalazione di Luca F. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Sfamare il Terzo Mondo a costo zero? Facile: basta riciclare il grasso proveniente dalle liposuzioni dei ricconi del Primo Mondo. Così, perlomeno, sembra pensare il TGCom:
Un'azienda olandese ha trovato il modo per riciclare il grasso umano derivante dalla liposuzione: lo trasforma in alimenti che si esportano verso il terzo mondo. Lo dichiara Mieke Smits, fondatrice della Irfak, nella pagina internet della società...
...Per incrementare il numero dei donatori, poi, l'azienda ha bandito una riffa che assegna al vincitore una liposuzione gratis. Nel sito dell'azienda, l'imprenditrice spiega che l'azienda "ricicla grasso umano e lo trasforma in alimenti che si esportano verso il terzo mondo"...
Il TGCom pubblica la notizia come se fosse un fatto reale, senza alcun dubbio sulla sua plausibilità. Lo stesso fanno La Stampa (immagine qui accanto), Il Secolo XIX/Sole 24 Ore e tanti altri siti della Rete (per esempio Italianotizie, Paginemediche). La fonte originale sembra essere l'agenzia AGI, che ne parla qui.Eppure un semplice controllo online, come quello che ha fatto stamattina il vostro blogger di campagna, rivela vari indizi che avrebbero dovuto far perlomeno riflettere una redazione giornalistica degna di questo nome (e dei relativi stipendi).
Basta infatti immettere in Google i nomi citati nella "notizia" per scoprire che la Irfak, descritta come "un'azienda olandese" dal TGcom, ha un sito Web piuttosto curioso. Non c'è un indirizzo postale, un numero di telefono. All'equivalente locale della Camera di Commercio c'è una voce dedicata alla Irfak che ne fornisce l'indirizzo (Grotestraat 52, 5931CW Tegelen) e, pagando, altre informazioni. Nessuna voce nelle Pagine Gialle olandesi. Strano, vero?
Anche la "clinica chirurgico-cosmetica "Van Gerven & Van Iersel" con la quale la Irfak collabora da due anni" sembra stranamente inesistente. Anche di quest'organizzazione non c'è traccia nelle Pagine Gialle olandesi. Una Googlata restituisce soltanto risultati che citano anche la Irfak. Anche questo è molto strano, vero? Eppure i segugi stipendiati della notizia sembrano aver omesso questo banale controllo.
Per contro, gli agenti del Disinformatico sul posto mi confermano che l'emittente olandese Netwerk esiste ed ha una buona reputazione. Si è occupata del caso Irfak in questo servizio e con questo articolo (entrambi sono in olandese), e sembra che anche quest'emittente, come buona parte della stampa e delle TV di altri paesi, ritenga attendibile tutta la storia.
Ma c'è un problemino: una Googlata del nome della "imprenditrice" rivela una pagina del sito Glocal Affairs, quella mostrata qui accanto, che cita la signora Smits e la Irfak in un elenco non di imprenditori, ma di artisti.Cliccando su About nella pagina, salta fuori che Glocal Affairs è una manifestazione artistica che si tiene a Maastricht e in altre località dal 2 al 30 novembre.
Lascio al lettore il compito di arrivare alla soluzione del caso. Ai giornalisti che hanno abboccato, invece, la soluzione verrà recapitata dopo che avranno pubblicato le loro scuse per aver fornito un ennesimo disservizio al pubblico e disonorato la professione.
2008/11/28
Arrivano le scuse di Italianotizie, con citazione del Disinformatico.
Etichette: antibufala
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Commenti:
Poveretti invece quelli che ci cascano.
Sta diventando un po' troppo facile farsi pubblicità CON il clamore ATTRAVERSO il web.
Quale dei due è più facile controllare?
Anche senza fare chissà che indagine, solo leggendo il testo... ammesso che fosse vero, quanti chili di biscotti si potrebbero produrre all'anno in questo modo? A cosa servirebbero una decina di pacchetti di biscotti per un paese del terzo mondo?
È una notizia talmente idiota che solo degli idioti potrebbero prendere per vera...
Chapeau agli artisti (quali risultano essere dall'indagine di Paolo) per la provocazione, se questo voleva essere il loro intento: ricordarci che mentre noi ci preoccupiamo della linea e dei chili di troppo c'è gente che muore di fame, fare satira su un certo modo di vivere occidentale ecc., ma prenderla per vera... bisogna proprio essere dei polli!
Però dei biscotti con cervella di scialchimisti li vedrei bene.
Sinceramente questo guerriglia-marketing sta passando i limiti.
Per vendere, o anche solo con il pretesto di sperimentare nuove forme d'arte, si calpestano molto beatamente buongusto, rispetto e senso civico.
Stickering, marketing virale, e tutti i derivati andrebbero boicottati e denunciati (procurato allarme, istigazione a delinquere, ecc...)
notizie d'agenzia e cartelle stampa (quante recensioni di auto e libri sembrano spot pubblicitari...).
Più veloce e e più economico, tanto la gente non se ne accorge.
A me si è acceso il "bufalometro" su questa notizia...:
http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={08B81C2C-B0DA-4282-B296-D641612839A2}
"Però dei biscotti con cervella di scialchimisti li vedrei bene".
Pero' con cervella di scialchimisti, per quanti siano, non e' che ne faresti molti di biscotti....
@ richard: quoto in pieno sul copia-incolla. Ormai di riviste e giornali cattivi non se ne trovano più. Per fortuna c'è internet.
PS Per quanto riguarda l'epilessia, potrebbe forse essere un discorso di refresh rate del monitor? Non sono esperto.
[scherzo on]
E poi per dargli un sapore accettabile bisognerebbe usare molti aromatizzanti che, com'è noto, fanno male alla salute!
[scherzo off]
Andiamo, è parecchio più costoso nonché rischioso, procurarsi del grasso da liposuzione.
Che boccaloni i nostri giornalisti!
:(
potresti mettere anche un parametro che indichi quanto tempo (circa)ci hai messo a fare l'indagine.
Oppure anche una legenda tipo ricette
* facile
** medio
*** complicata
Così per capire se era una cosa fattibile o laboriosa.
Perchè fatte da te, e a posteriori, sembrano sempre facili.
Saluti
Mica tanto... sarebbero grandi come briciole. Un po' difficili da vedere.
Mi sento combattuto... son troppo educato per mandare email alle testate interessate conscritto "Complimenti! Bella **zzata avete scritto!", e ho troppo poco tempo e voglia per scriverne una indignata ma educata, pur se carica di profondo disprezzo...
ci ho messo 50 minuti tutto compreso. E' stata una delle più facili, e questo secondo me rende ancora più vergognoso il comportamento dei miei colleghi stipendiati.
Si vede che la cura Attivissimo sta dando qualche effetto benefico, sempre che assumano tale antibufalotico con costanza.
light? :P
comunque qui non bisogna dare contro agli artisti: loro fanno quello che gli pare ed evidentemente sanno che è fin troppo facile sfruttare questa cosa, tanto alla voce "informazione" non risponde nessuno :D
il problema è chi ci casca, evidentemente
trovo estremamente di cattivo gusto cascarci sempre dappertutto, soprattutto se in teoria dobrebbe essere il tuo lavoro...
dico in teoria, perchè tanto in pratica l'informazione in italia serve a una sola cosa e sappiamo quale :)
come dicono al tg "arrivederci a tutti. prossimo appuntamento con l'informazione... mai"
In realtà e così efficace da funzionare anche a dosi... omeopatiche.
Battuta a parte, vista una bufala e capito come funziona e si smascherano, dovrebbe funzionare come un vaccino, più che come un antibiotico.
che se ne fanno di biscotti al grasso umano quando hanno i salsicciotti di quadricipite la trippa lo spezzatino e il brodo di uomo?
In Africa hanno un proverbio famoso:
è tutto grasso che cola
:-)
Usando lo strutto di maiale vengono una leccornia, pensa con quello umano... :D :D :D
Saluti
Hanmar
Infatti anch'io quando l'ho sentito al tgcom mi sono sorpreso.
L'avevo interpretato come se fosse finito nei biscotti per sbaglio.
Comunque nel grasso della liposuzione finiscono anche piccoli capillari (quindi sangue) perchè per toglierlo lo devono "trapanare".
http://tinyurl.com/57pfx7
RCS Digital SpA è la società dedicata alla gestione e allo sviluppo delle attività editoriali di RCS sui media digitali: Corriere della Sera.it e Canali tematici, La Gazzetta dello Sport.it, Classifieds, IP Video, Mobile e Gaming.
il giornale.it
http://tinyurl.com/6yxurr
un commentatore però si pone il problema se sia vero dicendo:
Nessuno si chiede se sia vero ? Tutti a crederci subito. Siamo a posto.
www.italianotizie.it
http://tinyurl.com/5fthfa
No, se devono usare qualcosa usano gli ultrasuoni, o al massimo acqua, sennò aspirano e basta.
Dai non è che si fanno tutti iniettare porcherie a cuor leggero;) (no eh? e il botulino?)
Requisiti fondamentali
1) saper usare internet;
2) saper fare copia-incolla;
3) comunque pubblicare per primo.
Se riesco a ritagliarmi 5-10 minuti al giorno posso farlo pure io?
Mi pagano pure?
:-D
Una volta si leggevano i giornali per verificare se quello che diceva la gente fosse vero.
Ora si ascolta quello che dice (o scrive) la gente per verificare se quello che hanno scritto i giornali sia vero.
Vent'anni fa metà di noi non avrebbe mai scoperto un errore simile perchè, o non aveva internet e quindi non gli sarebbe mai arrivata la segnalazione dell'errore o magari non sarebbe stato così facile trovare informazioni riguardo alla bufala e quindi scoprire la verità.
Chissà la stampa di vent'anni o trent'anni fa quanti errori del genere conteneva! Sarebbe un'interessante lavoro di archeo-antibufalogia scoprirlo... :-)
Quanto hai ragione!
Degli articoli online spesso trovo più interessanti e completi i COMMENTI!
Beh prima il giornalista andava a cercarsi la notizia, cercava di saperne quel che poteva, e la riportava.
Probabilmente c'erano più errori, ma significavano che il giornalista c'aveva provato ma non era riuscito a indagare abbastanza (o magari aveva mentito in cattiva fede).
Ora quasi tutte le notizie arrivano dalle agenzie e molti giornalisti non fanno nessuno sforzo per indagare, nonostante i mezzi siano molti più di prima.
Non fanno altro che riportarla, magari aggiungendoci un po' di particolari inventati o "interpretati" per renderla più appetibile!
Quindi se un'agenzia riporta una notizia errata o imprecisa, i giornali ci finiscono dentro a valanga!
Sarei curioso di sapere se a questi giornalisti viene specificatamente richiesto di fare un lavoro così limitato (e magari sono pagati di conseguenza), o se la loro è proprio scarsa professionalità (e possibile che non ne trovino di migliori?).
Li commerceranno con il nome "Soylent Green"? ^^
Mi viene un'idea: ma se come esperimento pseudo-scientifico, Paolo pubblicasse una notizia falsa ma accattivante su questo blog, quanto tempo ci metterebbe ad apparire su uno dei media nazionali? O, anche peggio, quanti di noi ci cascherebbero e la riporterebbero come vera solo perchè ci fidiamo di Paolo??? :-D
D'ora in poi, data la "particolarita'" delle "notizie" del TGCom, le definiro' notizie "TGComiche" :-D
Comunque volevo segnalare che anche Libero segnala la bufala e linka il blog di Paolo.
La cosa abbastanza ridicola e' che, nonostante il fatto che sia una bufala sia scritto nel titolo e in fondo all'articolo, ci sono una marea di commenti di gente che protesta e si indigna per questa cosa...
Ma la gente legge quello che commenta?!? Almeno il titolo cavolo!! :-O
Paolo se l'ha fondato quel trombone di Scalfari un quotidiano non lo puoi fondare tu?!
"Mi viene un'idea: ma se come esperimento pseudo-scientifico, Paolo pubblicasse una notizia falsa ma accattivante su questo blog, quanto tempo ci metterebbe ad apparire su uno dei media nazionali? O, anche peggio, quanti di noi ci cascherebbero e la riporterebbero come vera solo perchè ci fidiamo di Paolo??? :-D"
Meglio ancora, una cosa da esperimento universitario: inventarsi di proposito una notizia-bufala assurda, e vedere quanto ci mettono i media a cascarci. (sì, ho detto "quanto", non "se": viste le ultime performance possiamo essere praticamente certi che tutte le redazioni ci cascheranno come pere mature.)
Ma se non altro, Italianotizie ridà un po' di speranza: hanno ammesso pubblicamente l'errore, e addirittura commentano "Ci serva come ammonimento per le prossime volte: quando una notizia ci sembrerà così assurdamente inverosimile, prima di gridare allo scandalo, documentiamoci meglio.". La rettifica gli fa onore.
Chissà, forse non tutto è perduto nel giornalismo italiano...
"..come quello che ha fatto stamattina il vostro blogger di campagna.."
Il nostro amichevole disinformatico di quartiere..?
eccolo...
http://www.irfak.org/
bastava mettere org
Nessuno mette in dubbio che il sito esista, è addirittura linkato nell'articolo di Paolo (che ovviamente hai letto, vero?)
L'indagine mette in evidenza che si tratta di artisti, non di imprenditori.
http://www.irfak.org/product_03.html
Con affetto Mauro..e buon appetito...
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