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49 commenti

Amazon, consegna merci con droni: trovata pubblicitaria o intento reale?

A dicembre scorso ha suscitato scalpore la notizia che Amazon aveva intenzione di avviare la consegna dei propri libri e altri prodotti utilizzando dei droni che avrebbero volato automaticamente fino a casa del cliente. La consegna robotica avrebbe ridotto i costi e reso ancora più celere il servizio, recapitando addirittura entro mezz'ora dall'ordine online.

L'annuncio, tuttavia, è in conflitto con le norme che regolano l'aviazione negli Stati Uniti. La FAA (Federal Aviation Administration), l'ente preposto a gestire tutto il traffico aereo statunitense, ha da poco pubblicato un documento nel quale specifica “la consegna di pacchetti alle persone in cambio di un compenso” fra gli esempi di attività non consentite dalla regolamentazione dei droni, il cui uso commerciale è vietato.

Amazon si è affrettata ad argomentare che il documento della FAA si limita a dire che l'uso commerciale di droni non è equiparabile a quello per hobby o ricreativo (cosa ovvia ma che andava puntualizzata formalmente). La FAA, da parte sua, ha ribadito che comunque ogni attività aerea commerciale richiede un'autorizzazione specifica e che al momento l'autorizzazione viene data soltanto a velivoli certificati e comandati da un pilota con brevetto; quindi niente aerei automatici. Finora soltanto due attività commerciali basate su droni hanno ricevuto quest'autorizzazione ed entrambe sono nell'Artico.

Sia come sia, l'annuncio di Amazon resta per ora principalmente una trovata geniale per far parlare dell'azienda: chi si aspettava di assistere presto allo spettacolo discutibile di recapiti aerei ronzanti dovrà attendere a lungo e forse per sempre. Regolamenti a parte, far volare e atterrare autonomamente un drone incustodito in aree densamente abitate non sembra un'idea molto pratica.

Fonti: Ars Technica, Bizjournals.


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Commenti
Commenti (49)
Mi pare che tra l'altro nessuno considera l'autonomia di volo dei droni che è molto limitata...
Ciò che hai scritto è pienamente condivisibile (soprattutto la parte dei rischi) ed oggettivo, però mi suona strano il titolo. Nel senso, non era una bufala quella di Amazon, lo voleva fare sul serio, non è che qualcuno un giorno si è svegliato ed ha messo in giro una voce falsa.
Ti torna?
E comunque ci sono un bel po' di controindicazioni alla consegna di pacchetti volanti http://www.giuliogmdb.com/2013/12/amazon-prime-air-futuro-visionario.html
Visto e considerato che il 90>% del lavoro nei magazzini Amazon é fatto da persone che caricano scatoloni dei prodotti in entrata su dei nastri trasportatori, li smistano, spingono carrelli su e giú per i corridoi riempiendo gli scaffali o prelevandone la merce ed impacchettano (il tutto rigorosamente a mano) fa ben pensare che si tratti solo di uno stunt pubblicitario.
io invece penso che lo vedremo appena le normative lo permetteranno o poco dopo. La consegna via drone ha l'enorme attrattiva di abbattere i costi di spedizione, che sono una spesa notevolissima per amazon e per i clienti, spesso una frazione importante del costo dei prodotti stessi. I maggiori costi di consegna sono quelli umani (camionisti, scaricatori, piloti etc), i costi dei carburanti e quelli dei mezzi. Tutti questi costi verrebbero abbattuti o addirittura azzerati dai droni. I costo umano sarebbe ridotto all'osso, solo i pochi gestori necessari a mantenere la rete di distribuzione, che non ha motivo di non essere profondamente automatizzata. I costo dei carburanti e dei mezzi altrettanto: quei giocattolini sono elettrici e una volta prodotti in serie costeranno meno ancora delle poche centinaia di dollari che costano oggi.
Poi c'e' l'enorme attrattiva dei tempi di consegna. Quelli standard prevedono un paio di giorni, probabilmente le principali linee di comunicazione fanno partire uno o due carichi al giorno, per cui ogni pacco deve aspettare tutti gli altri con cui poi viaggera', fino agli hub di distribuzione e infine al furgoncino che deve fare magari una cinquantina di tappe in un giorno prima di arrivare. Con i droni i pacchi si potranno muovere indipendentemente, partiranno subito non ci saranno tempi morti. La "consegna in mezz'ora" declamata da amazon mi sembra ampiamente nei limiti del possibile.
Certo si partira' con singole citta' e una gamma limitata di prodotti, ma nessuno dei problemi sollevati e' insormontabile. Per coprire lunghi tratti sarebbe molto semplice predisporre delle aree di ricarica dove i droni possono fare la staffetta (in pochi istanti) e "riposarsi", basterebbe il tetto di un qualsiasi edificio. Quanto ai problemi "sociali", la sicurezza delle persone e dei droni, sicuramente ci potranno essere episodi di gente che "tira al piattello" sparando ai droni, o droni che si rompono e precipitano, ma nessuno di questi mi sembra peggiore di, ad esempio, vandali che attaccano un'auto posteggiata o un parchimetro, o un incidente ferroviario o automobilistico, cose che accettiamo senza troppi problemi.
Per come la vedo io, l'attrattiva economica sara' la spinta maggiore (stiamo parlando di risparmi enormi, non bruscolini), e quando sono i soldi a spingere un'idea, quell'idea spesso diventa realta'.
Immagino già la gente appostata con il super liquidator ad abbattere i droni amazon e fuggire con la refurtiva \0/
Caro Paolo,

si anche secondo me il termine "bufala" non è appropriato all'articolo. Bezos sta lavorando attivamente per rinnovare il futuro delle sue compagnie.

Apparte l'attività molto misteriosa di Blue Origin, Bezos ha affittato recentemente lo storico hangar della NASA di Moffett Field, dove secondo alcune fonti effettuerà in futuro sperimentazione sui Droni, dopo averlo impegnato come magazzino per la sua flotta di executive):

http://www.space.com/23818-blue-origin-rocket-engine-test-video.html
http://www.wired.com/2014/02/hangar_one/

La mia impressione è che Bezos stia piuttosto cercando di capire come rinnovare la sua compagnia, come divertirsi "da grande". Sostiene che anche Amazon, se rimane concentrata sui successi del passato e del presente, perderà smalto. Per cui sta verificando dove investire, se nella robotica, nei droni e nell'aerospaziale. Molti sono convinti che l'ostilità nel confronto dei dreni sia destinata a morire nel momento in cui l'IA li renderà sufficientemente sicuri, e comunque all'interno di spazi privati - per esempio nelle immense warehouse che fanno da magazzino) potrebbe già trovare qualche applicazione sperimentale.

Non mi pare quindi si possa parlare in alcun modo di "bufala".

un saluto e a presto!
Trovata pubblicitaria sicuramente e altrettanto certamente nulla di pratico o attuabile in tempi brevi, tuttavia la normativa è irrilevante perché in particolar modo quando si tratta di tecnologia è la normativa che si adatta ad essa. Faccio l'esempio della Google Car: sempre più stati in America (e anche in Inghilterra si sta muovendo qualcosa) ne consentono l'uso (seppur per il momento con determinati vincoli) su strade pubbliche e trafficate. Anch'io reputo ingeneroso il termine bufala, sicuramente c'è tanto marketing dietro all'annuncio, ma catalogarla come fandonia è prematuro. Nel software c'è il vaporware, che però è diverso dalla bufala.
I droni sono dispendiosi e non farebbero risparmiare sui costi di consegna, io preferisco le catapulte di Groupon
https://www.youtube.com/watch?v=hWhFN7N-rmU
Anche a me questa di Amazon che consegna con droni sembra una bufala pubblicitaria. I droni hanno un consumo energetico enorme (rispetto la lavoro che fanno, come consegnare con una Ferrari!), un'autonomia limitata e si creerebbe un "traffico aereo" molto più difficile da gestire di quello terrestre. Inoltre un sistema automatico di volo è molto più complesso di uno di guida (tipo GoogleCar). Chi ha provato a far andare un mezzo volante (magari con un po' di brezza variabile) radiocomandato e una macchinina radiocomandata sa cosa voglio dire.
Piuttosto vedo probabili quei posti (non mi ricordo il nome), messi in prossimità di stazioni, centri commerciali, vie di comunicazione, fatti da tante "cassette di sicurezza" elettroniche: il compratore fa l'acquisto, sceglie il posto più comodo di consegna (magari sulla strada tra casa e lavoro) il trasportatore parte da Amazon ma, invece di dover girare in 50 posti diversi, va in 3 o 4 di questi e deposita i vari pacchi ognuno in una cassetta. Il compratore riceve una mail con il codice numerico di sblocco della cassetta contenente la sua merce e via.
Veloce, economico, già a norma di legge!
@Fx
[...] quando si tratta di tecnologia è la normativa che si adatta ad essa.

Io direi: quando si tratta di multinazionali è la normativa che si adatta ad esse.

Prova a sviluppare tu un'auto che si guida da sola e poi prova a chiedere i permessi per farla girare :-)
@pgc
"Apparte"?
Imparare l'italiano prima di commentare, mai?
@ frankbat


http://cultura.nanopress.it/articolo/si-scrive-apparte-o-a-parte/1541/
@Stupidocane
http://cultura.nanopress.it/articolo/si-scrive-apparte-o-a-parte/1541/

Ah, allora siamo... "aPPosto" (che io odio, come "c'entrare")
Scusate, una svista. Grazie per avermelo fatto notare. Un po' meno per la supponenza (così scontata ormai, tra l'altro) da grammar nazi con cui ciò è stato fatto.

C'è modo e modo di far notare gli errori. Ricordiamocelo.
"io invece penso che lo vedremo appena le normative lo permetteranno o poco dopo" Io penso che se capiterà comprerò una fionda.
O una grossa rete. O entrambe :D

A parte i problemi tecnici del pilotaggio dei droni (risolvibili) ci sarebbe giusto un problemuccio a garantire che la consegna, partita dal punto A arrivi al punto B senza che qualcuno se la freghi durante il tragitto. Altro che attacco "man in the middle" :D

Dimenticavo che avremmo uno spropositato aumento del traffico "aereo" a pericolosa altezza d'uomo.
@pgc
Scusate, una svista. Grazie per avermelo fatto notare.

Forse ti sei confuso con il tuo traduttore incorporato che, comunque funziona meglio di google translator.

Infatti, dando in pasto al traduttore la tua frase: "A parte l'attività molto misteriosa di Blue Origin, Bezos ha affittato recentemente lo storico hangar della NASA di Moffett Field, dove secondo alcune fonti effettuerà in futuro sperimentazione sui Droni, dopo averlo impegnato come magazzino per la sua flotta di executive)".

Dopo averla passata dall'italiano all'inglese e viceversa si ottiene:"Oltre alla sua origine misteriosa Blu, Bezos ha recentemente affittato lo storico hangar della NASA a Moffett Field, dove secondo alcune fonti sarà in futuri esperimenti su Drones, dopo aver lavorato come magazzino per la sua flotta di dirigente"

:-D

C'è modo e modo di far notare gli errori. Ricordiamocelo.


Eh, i bei tempi di Accademia dei Pedanti.
frankbat
Imparare l'italiano prima di commentare, mai?

Significa che un commento fosse meno vero, pertinente o profondo, se conterrebbe un'errore di sintassi, grammatica od ortograffia (1a, 1b, 2a, 2b)?
L'autonomia di volo di piccolo un "drone" (quadricottero, esacottero) è di poche decine di minuti e di conseguenza di poche centinaia di metri. Ma se gli dovessimo far trasportare anche solo un piccolo carico (a meno di non consegnare Aerogel) questa tenderebbe a ridursi drasticamente!

Tralasciando aspetti come i rischi connessi con un velivolo autonomo (eliche esposte!) e la sicurezza del carico (ladri in agguato!).
@Faber: ma come le peschi? Se non fosse che ti ho visto di persona, direi che sei Turz (detto Turzarchivio) travestito :P
Donato,

quello che dici è vero ADESSO, per sistemi quasi artigianali alimentati a batterie. Ma la questione può cambiare seriamente in un futuro vicino, quando per esempio saranno disponibili celle a combustibile a basso costo e fabbriche di droni in grande serie.

Un'altra soluzione, come è stato fatto già notare, potrebbe essere l'impiego di stazioni automatiche di scambio, un po' come le stazioni di posta per i cavalli. Andare al galoppo a cavallo da Roma ad Albione ai tempi dell"impero non era possibile. Ma se hai stazioni di posta per cambiare i cavalli ogni 40 km lo diventa. Oppure può essere abbiano in mente di usare questo sistema in ambienti limitati, per esempio all'interno di grandi aziende, come una specie di pneumoposta.

In generale, l'errore che fanno in molti è quello di giudicare senza andare a studiare le carte, i progetti, il dettaglio, le soluzioni, i soldi investiti.

Prima di Bezos ci avevano provato in tanti con l'e-commerce, ma lui ha vinto tutto il piatto. Visti i precedenti, non dico di prendere per buono qualsiasi cosa dica, ma di non dare per scontato che il team di consulenti che certamente avrà messo insieme non abbia in tasca soluzioni ai problemi più ovvi come la durata dei voli o i furti.
Van Fanel
ma come le peschi?

Olio di Google, come mi ha insegnato Van Fanel ad una cena dei disinformatici :-)
In questo caso, probabilità (tutti sbagliamo) e motore di ricerca del blog.
@pgc i droni per le consegne hanno un senso solo in spazi densamente abitati dove le distanze sono brevi e l'uso intensivo ma proprio perché hanno un senso solo in zone densamente abitate ha senso impedirne l'uso proprio onde evitare incidenti disastrosi. Che succede se un drone che trasporta 100kg di materiale cade in mezzo ad una strada a traffico veloce? Supponiamo di averne 1000 in volo costante su città come milano o roma si andrebbe in contro ad un aumento superesponenziale degli incidenti come avviene per le automobili con la differenza che queste ultime sono atte a tutelare l'incolumità degli occupanti il veicolo da pericoli esterni mentre un drone che cade sul parabrezza di un autobus sfondandolo e facendolo carambolare col suo carico di vite umane magari provocando un effetto domino se su strade ad alta densità di circolazione sarebbe una tragedia. Non per nulla il traffico aereo a bassa quota su tali aree è di fatto vietato. Poi ci sarebbe un altro piccolo problemino legato ai simpaticoni che giocano con gli esplosivi. In una situazione in cui i cieli fossero pieni di questi potenziali ordigni sarebbe impossibile individuare il potenziale pericolo. Già è stato impossibile controllare il traffico aereo per prevenire l'attentato dell'11 settembre, figuriamoci con migliaia di ordigni in circolazione a basso costo. Sul fatto che sia tecnologia "artigianale" direi che ti riferisci a quella "consumer" perché al pentagono coi loro "droni" ragionano in altra maniera, altro che artigianale, e quelli sono super controllati da duecento enti più le commissioni del congresso, quelli si che fanno danni quando impiegati per l'eliminazione di qualcuno o qualcosa. Se poi gli volessi spiegare come risolvere il problema energia ti farebbero ricco.
Il problema del combustibile lo potresti risolvere con batterie nucleari?... Certo poi se ne cade uno devi evacuare tutti nel raggio di non so... 3-15km? Non molto pratico. Oppure celle a idrogeno... Meno pericoloso del nucleare ma non esattamente sicuro dati i salti mortali per costruire i serbatoi per le auto atti a prevenirne la fuga incontrollata in caso di rottura del contenitore. Ma in quel caso il problema del maggior peso del serbatoio è risolto da quattro cose chiamate ruote...
Visto che con i robot ci lavoro ormai da quarant'anni, mi sentirei di dire qualcosa sull'argomento.
I problemi che sono stati citati qui sono tutti reali, ma in buona parte sono risolvibili, nel senso che se ne riesce ad intravvedere almeno la strada per la soluzione. Non mi preoccupano autonomia, affidabilità, furti e cose simili. Alcuni di questi sono dei non-problemi, compreso quello della consegna. Posso immaginare per esempio che il drone atterri davanti alla porta di casa mia, che mi venga mandato un SMS, che io esca di casa, firmi la ricevuta sul dorso dell'UAV, che quello molli il pacco e che se ne vada. O che altrimenti se lo riporti via.
Quello che mi preoccupa veramente sono altre cose. La prima è lo spaventoso costo dell'operazione, sia in termini di costo delle macchine - non è vero che si può costruire un UAV con poche centinaia di euro: tanto per cominciare deve essere un veicolo autonomo, non telecomandato, altrimenti tutta l'operazione non avrebbe alcun senso. E questo vuol dire un sacco di costi aggiuntivi: per dirne una, il GPS non è abbastanza preciso, ci vuole almeno un differenziale. Poi c'è il costo energetico: mostruoso, basta fare due conti.
Ma soprattutto, come sempre con i robot, il problema è l'interfaccia. Come si risolve il problema del cartello lasciato sulla porta che dice "per favore, consegnate alla porta della casa di fronte?" E quello delle consegne in appartamenti di case a più piani?
Ultima considerazione: ciò che mi ha fatto ridere del filmato è che l'unica operazione che oggi è fattibile, e spesso viene già fatta, in modo completamente automatico, e cioè il prelevamento dal magazzino e l'imballaggio, qui appare fatta a mano...
Ciao Avariate,

le tue obiezioni sono ragionevolissime e interessanti. Quello che dico è che Bezos - ripeto - non è uno stupido e ci andrei cauto col giudicare senza informarmi a fondo di cosa vuole fare esattamente coi droni, come vuole farlo, e quando far partire il programma.

Esempio: tu chiedi "Che succede se un drone che trasporta 100kg di materiale cade in mezzo ad una strada a traffico veloce? ".

Basta cercare su google "amazon drone weight" e trovi al primo link che "Amazon Prime Air will limit packages to 5 pounds or less, which Amazon says is about 84% of its deliveries, so weight won’t be a problem as it would with pizza.".

Sulla tecnologia artigianale, chiarisco cosa intendo...

Un'utilitaria di oggi costa - supponiamo - 15.000 euro o poco più. Produrla costa probabilmente la metà. Eppure è un concentrato di tecnologia straordinario, in grado di resistere ad utenti distratti, di difenderti dai pericoli in quasi tutti i casi, di viaggiare a 140 km/h in autostrada per 100 o 200 mila km con ridottissime spese di manutenzione. Supponi che la stessa auto fosse usata solo da militari, e prodotta in numeri dell'ordine del centinaio, invece che dei milioni. Quanto costerebbe? Non lo so, ma considerato che preparare per la produzione (dal nulla) un auto secondo molte fonti costa sui 7 miliardi di dollari (quanto mettere Curiosity su Marte, per intenderci) non mi stupirei se potrebbe costare 10 o 20 volte di più.

Con i droni potrebbe - e ho scritto potrebbe - verificarsi un fenomeno analogo nel momento in cui la robotica renda il volo autonomo sicuro.

Sulle celle a combustibile, stessa cosa. Adesso costano, sono insicure, anche relativamente poco durature. Ma cosa succederebbe se si aprisse un mercato dove la stessa (più o meno) cella a combustibile viene prodotta in milioni di esemplari, per esempio per alimentare laptop e smartphone? Io non lo so e sospetto che, senza un'accurata analisi economica, lo sappiano in pochi.

Ripeto, per chiarire, che anche io sono scettico su queste cose. Concordo con te che non vedo soluzioni sicure per il volo di migliaia di dreni. In genere di "10 cose che rivoluzioneranno il mondo tra 20 anni" se ne concretizzano una o due. Il problema è che non sappiamo quali di quelle dieci. Quando Elon Musk lanciò i primi falcon 1 (lanci coronati da fallimenti e fallimenti) tutti davano per scontato che fosse una boutade, che fosse da scemi pensare a usare un retrorazzo per riciclare rocket. Lo continuano a pensare anche i superesperti di Ariane. Eccetto che adesso si cominciano a cagare in mano perché se non reagiscono rischiano in 10 anni di trovarsi fuori dal mercato dei lanci commerciali.

E' l'innovazione bellezza! :) Ma al contrario che con la stampa, qualcosa ci si può fare: non dare per scontato che chi propone innovazione, avendo già dimostrato di essere un pioniere in tante cose, sia così stupido da non avere una risposta per certe nostre ragionevolissime domande...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Scusate, ho pasticciato con il copia-incolla.

Io mi chiedo invece quale sarebbe il costo da ammortizzare consegnando libri o cose da pochi euro. Quante consegne deve fare un drone per ripagarsi?

Tenendo buone le obiezioni/osservazioni di avariate/Riccardo/pgc, il costo di un drone dovrebbe essere abbastanza basso da giustificare un costo di spedizione concorrenziale ma garantendo comunque un rendimento ed un rientro economico tale da poter ripagare l'investimento. Altrimenti ci si trova nella condizione di dover rottamare un drone prima che esso si sia ripagato. Ad oggi il progetto sembra impossibile, dati gli alti costi di progettazione e realizzazione (senza contare i divieti e le normative).

Il costo delle spedizioni con un sistema del genere dovrebbe essere più a buon mercato rispetto ai corrieri tradizionali, ma a naso mi vien da dire che non è ancora possibile.

Credo anzi che allo stato della tecnologia odierna dovrebbero essere superiori di parecchie decine di euro, il che le renderebbe poco appetibili. A meno che non si mandino in giro droni sottocosto aspettando che la tecnologia avanzi ed abbatta i costi, sono dell'idea che ad oggi (o poco più in là) sarebbe un suicidio economico.
@Stupidocane
Io mi chiedo invece quale sarebbe il costo da ammortizzare consegnando libri o cose da pochi euro. Quante consegne deve fare un drone per ripagarsi?

La butto così:

Bisognerebbe innanzitutto sapere quanto costa un numero di droni tale da equiparare la capacità di carico di un furgone.
Se un furgone portasse cento pacchi, e cento droni (supponendo che siano affidabili, sicuri ,ecc ecc...) costassero anche il doppio di un furgone allora sarebbero comunque più convenienti i droni perché non avrebbero problemi di parcheggio, traffico e riuscirebbero a consegnare i pacchi tutti contemporaneamente.
Sarebbero, insomma, a parità di carico, cento volte più veloci di un furgone.

Poi, non capisco il problema dell'autonomia di cui hanno parlato alcuni.
Ma nessuno di voi ha mai sentito parlare di PROLUNGHE?

Una presa, una prolunga e il gioco è fatto: autonomia illimitata!
Qui a Padova ti fregano la bici appena di giri (anche se convenientemente incatenata ad un palo), figurarsi un aggeggio volante con tanto di "regalino" appeso!

Vedo anche molto problematica la consegna a domicilio, a meno di non avere un giardino di proprietà recintato o un terrazzo condominiale.
@pgc:

> Donato, quello che dici è vero ADESSO, per sistemi quasi artigianali alimentati a batterie

Sono perfettamente d'accordo: con le tecnologie di "DOPO" sarà sicuramente realizzabile (con "DOPO" grande a piacere)
@Faber
Olio di Google, come mi ha insegnato Van Fanel ad una cena dei disinformatici :-)

Van Fanel precisa che la dicitura "Olio di Google" non è sua ma del buon Turz :-D
@Donato: "Sono perfettamente d'accordo: con le tecnologie di "DOPO" sarà sicuramente realizzabile (con "DOPO" grande a piacere)"

In realtà non è detto. C'è una corrente di pensiero piuttosto seria e scientifica che sospetta che la tecnologia stia raggiungendo un limite. Nel senso che lo sviluppo tecnologico stia riempiendo le "nicchie", ma non ci sono più grandissimi "breakthrough" come in un passato piuttosto recente.

Tanto per chiarire ripeto: io non sto sostenendo affatto che Amazon stia puntando su un progetto fattibile ma che non è possibile dedurlo da argomenti "semplici" senza conoscere i dettagli.
Boh, sparo cifre a caso:

Un drone autosufficiente non penso che al giorno d'oggi possa costare meno di 3000 euro e non credo che possa avere una vita utile più lunga di 3/4 anni.

Un furgone a medio volume sta sui 20.000. Ma dura per 10/15 anni con costi di gestione abbastanza contenuti.

Quando 100 droni costeranno come un furgone nuovo, allora forse ne varrà la pena.
@pgc:
L'autonomia e l'esatto posizionamento del mezzo sono problemi tecnologici che probabilmente saranno risolti nel futuro, ma ho parecchi dubbi (anche senza conoscere i dettagli del progetto) sulla possibilità di una consegna sicura ed efficiente.

Mi pare che Amazon preveda questo tipo di spedizioni tra pochi anni, non resta che attendere... (*)

(*) attendere come per l'auto ad aria ;-P
Dimenticavo...
Cosa non secondaria: con il brutto tempo (pioggia e/o vento) i droni elettrici NON possono volare!
con il brutto tempo (pioggia e/o vento)

"Con sta pioccia e con sto fento, chi è che drona a sto convento?

Le-protino, le-protino, le-protino..."
@Stu: temo che la tua stima di costo sia moooooolto sottostimata. Comunque, per tirare su il morale a tutti, consiglio di guardare questo video. Non c'entra nulla con la consegna dei pacchi, ma a me fa una certa impressione.
@ Riccardo, la stima l'ho fatta tenendo conto (a spanne) dei costi tra qualche anno, pensando che se quella è la strada dove andranno spesi milioni in ricerca, probabilmente si riuscirà ad abbatterli significativamente. Non ho tenuto conto dei suddetti costi di ricerca, naturalmente. Mi riferivo a società terze che andrebbero a sfruttare il know how sviluppato da altri. Comunque, anche rimanendo nel mio esempio farlocco, si può notare che il differenziale di spesa è troppo elevato per giustificare all'oggi un sistema di consegne di quel genere.
Onestamente trovo l'utilizzo dei droni per le consegne, allo stato dell'arte attuale, un delirio logistico. È vero che consegnare un libretto di 200 pagine è ben più difficile che organizzare un trasporto per 120 ql e il drone sembra essere una soluzione, ma già il fatto che la flotta deve essere numerosa e ha bisogno di un drone-porto almeno per città (costi di manutenzione alle stelle), ma basta pensare all'autonomia e alla portata ridotta per capire che al momento la cosa è ridicola e improponibile.

... c'è anche da chiedersi se sia sensato ridurre i propri cieli a delle catene di montaggio (il sistema è quello), perché se lo facesse Amazon, gli altri seguirebbero.

IMHO è solo una cosa buttata lì, altrimenti voglio vedere i dettagli teNNici di 'sta cosa, la pagina Amazon è tutt'altro che esaustiva (per non dire di peggio).
Se mai consegneranno tramite questo sistema mi procuro una grossa rete ed un idrante. ;) ha tutte le caratteristiche della sparata pubblicitaria.
@ Lupo

Ho riferito a mio zio della trovata dei droni ed è andato subito a pensare alla carabina ad aria compressa... ;)

PULL!
P-TAF!
SDENG!
FIIIIiiiii... splatt! (nuvoletta alla Wile .E. Coyote)
A dicembre scorso ha suscitato scalpore la notizia che Amazon aveva intenzione di avviare la consegna dei propri libri e altri prodotti utilizzando dei droni che avrebbero volato automaticamente fino a casa del cliente.

Abbiamo tutti frainteso: saremo noi a comprare i droni e a mandarli al centro Amazon dove saranno consegnerà i pacchi che voleranno automaticamente fino a casa nostra!

Tutta colpa di Paolo attivissimo che, evidentemente, non è in grado di capire quello che c'è "tra le righe" di una frase.

Ecco perché non crede alle scie chimiche e non sa che non è stato lui a fare i cerchi nel grado vicino a Torino.
Forse è una soluzione valida quando si acquista un drone (che consegna se stesso).
La normativa sul volo dei droni è un argomento "caldo" che non ha coinvolto solo la FAA, ma anche gli enti di controllo del volo europei e italiani, come l'ENAV. Improvvisamente ci si è resi conto che il confine tra aeromodellismo e volo commerciale/da diporto/militare stava diventando confuso e che il volo unmanned potrebbe divenire maggioritario nei prossimi 10-15 anni. Dal punto di vista normativo sta accadendo qualcosa di simile a ciò che portò alla nascita dei codici della strada, solo con implicazioni molto più complesse visto che il cielo è già pieno di velivoli ed esistono già normative difficilmente estensibili a velivoli quasi-giocattolo.
La faccenda Amazon, bufala, esperimento o trovata pubblicitaria che sia, è solo un capitolo della rapida evoluzione di questo sistema di trasporto e comunicazione che ha fatto rizzare le orecchie a chi si occupa di normative e a che, ancor più, sta pensando come farci del business sopra. Le principali aziende aeronautiche hanno prototipi di varie fogge e misure pronti a essere immessi sul mercato proprio in attesa di chiarezza nella regolamentazione, e vi garantisco che soluzioni come quelle di Amazon sono più che fattibili e appetibili.
@pgc
C'è una corrente di pensiero piuttosto seria e scientifica che sospetta che la tecnologia stia raggiungendo un limite. Nel senso che lo sviluppo tecnologico stia riempiendo le "nicchie", ma non ci sono più grandissimi "breakthrough" come in un passato piuttosto recente

"breaaaaaaaaakthrouuuuuugh to the sunshine from the rain..." ops, scusa, mi è partita una vecchia cassetta dei Queen nel cervello... Click, spenta. Dicevo: quando l'altro giorno ho letto questo tuo post ero sicuro che mi faceva venire in mente qualcosa, ma non ricordavo cosa (mi ronzava solo la frase "Tutto ciò che si può inventare è già stato inventato", che però è apocrifa). La Tv stasera mi è venuta in aiuto, quella che ricordavo era la prima legge di Arthur C. Clarke: "Quando uno scienziato famoso ma anziano dice che qualcosa è possibile quasi certamente ha ragione; quando dice che qualcosa è impossibile molto probabilmente ha torto" (1962).
Quind se oggi fosse qui, Clarke probabilmente chiederebbe l'età di quelli che sostengono questa "corrente di pensiero piuttosto seria e scientifica", per poi alzare le spalle nel caso avessero più di 30-40 anni :)
Non sono molto presente in questo periodo (vari impegni, relax, la voglia di stare lontano per un po' da internet e una pessima connessione ad internet che certamente aiuta l'obiettivo...) ma questa notizia mi è sembrata interessante:

All'iinizio di luglio Amazon ha presentato alla FAA la richiesta per poter operare i suoi droni per scopi commerciali su territorio USA. Lo dicono molti articoli come questo.

Già due drone, uno della Boeing e uno della ScanEagle, sono esentati dal divieto, ma solo in Alaska. Le azioni di Amazon hanno guadagnato il 6% immediatamente dopo l'annuncio. Amazon sostiene di voler per adesso provare il sistema volando solo sulle sue proprietà private. FAA si sarebbe già impegnata a rivedere i regolamenti relativi all'uso dei drones entro il 2015, ma pare abbia saltato parecchie scadenze, e Amazon si è impegnata ad "aiutarla" a rivedere la legislazione..

Quando il gioco si FAA duro, i droni cominciano a volare... :)
@pGc: Quando il gioco si FAA duro, i droni cominciano a volare... :)

LOL!
La saga continua, adesso anche con fondi governativi:

http://www.bbc.co.uk/news/business-36887325

"Ministers say they want to pave the way for all businesses to start using the technology in future, but they will still have to convince the public that having automated drones flying around is both safe and won't invade people's privacy."