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2010/03/24

ACTA su Pirate Bay

Il testo dell'accordo segreto sul copyright non è più segreto


Se state seguendo la vicenda dell'ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), il nuovo accordo internazionale che è così delicato che è vietato parlarne e non è permesso conoscerne il testo ma mira (fra le altre cose) a rendere illegale ogni tentativo di eludere un lucchetto digitale (DRM) e a trasformare i provider in poliziotti della Rete, è scaricabile tramite The Pirate Bay. A questo serve il peer-to-peer: a evitare che i governi abusino dei propri poteri e decidano scavalcando il cittadino.

Maggiori info su ACTA sono su Ars Technica, La Quadrature du Net (che ne offre un PDF parziale), Electronic Frontier Foundation e New York Times.

55 commenti:

ya ha detto...

Peccato che "Pirate Bay" in Italia è oscurato

Paolo Attivissimo ha detto...

Peccato che "Pirate Bay" in Italia è oscurato

Solo per chi non ha voglia di darsi da fare.

The_Zar ha detto...

Certo che mantenere un segreto oggi è proprio impossibile :D

Anonimo ha detto...

@Paolo
Solo per chi non ha voglia di darsi da fare.
Come sei cattivo! E se qualcuno non ha la capacità tecnica di farlo?

ya ha detto...

@Paolo

beh, per il momento andarci tramite dietro un qualsiasi proxy (anche online, ma preferisco squid) è possibile, ma non mi sembra comodo ne tantomeno giusto, poi se oscurano quello che vogliono prima che l'ACTA venga approvato, dopo l'approvazione vorranno impedire l'accesso ai siti malvagi con un po' più di impegno non credi?

Insomma, quello che volevo dire è "toh, l'accordo è disponibile su un sito oscurato come ne saranno molti altri per questo stesso accordo"

Paolo Attivissimo ha detto...

dopo l'approvazione vorranno impedire l'accesso ai siti malvagi con un po' più di impegno non credi?

Certamente. Sta a noi impedirlo. Diventando abili nell'usare la Rete e protestando contro provvedimenti presi senza alcun rispetto per i cittadini.

GC ha detto...

Nota tecnica: anche se Pirate Bay può essere raggiunto in più di un modo (usando un reverse proxy - fino a poche ore fa c'era labaia.net ma è stato chiuso dalla polizia tributaria (e sottolineo tributaria), oppure passando da nyud.net) il suo tracker resta irraggiungibile, dato che gli ISP italiani applicano BGP filtering - e quindi bisogna far passare verso un proxy estero anche il traffico verso i tracker).

Per semplificare l'accesso al documento: il sempre ottimo http://cryptome.org ha un link sul sito d infowarrior.org che "hosta" sul proprio server il file. Mi aspetto anche di vederlo in tempi abbastanza stretti su wikileaks.

Anonimo ha detto...

Vabbè.
Utenti un pò utonti: usate Tor e Firefox.

Federico ha detto...

A questo serve il peer-to-peer: a evitare che i governi abusino dei propri poteri e decidano scavalcando il cittadino.

dai... lo sanno tutti che il peer-to-peer serve solo a scaricare roba gratis!
Poi se ci si mette d'impegno qualche utilizzo più nobile lo si trova anche, ma non è per quello che la gente lo usa.
Uè, non che io sia diverso eh... faccio anch'io quello che fanno tutti... d'altra parte c'è poco da fare, giusto o sbagliato che sia, il p2p esiste ed ormai fa parte della nostra cultura.

W wikileaks!

Diego ha detto...

non servono i proxy...208.67.220.220

ValterVB ha detto...

Io non ho capacità particolari in questo campo ma sono bastati 30 secondi....
Su Google cerchi "pirate bay accedere"
Il primo link ti spiega come fare.

Ciao
VB

Diego ha detto...

azzz...ho detto una castroneria...effettivamente cambiare dns non basta! vabbè per chi non ha voglia di settare un proxy può sempre accedere al sito usando http://anonymouse.org/

ValterVB ha detto...

Per chi è pigro ...

http://www.laquadrature.net/files/201001_acta.pdf

Ciao
VB

Astarotte ha detto...

Poi se ci si mette d'impegno qualche utilizzo più nobile lo si trova anche, ma non è per quello che la gente lo usa.

Vero, sarei curioso di sapere quanta gente lo usa per scaricare qualcosa di legale come ad esempio Linux e quanta invece lo usa per vedersi gratis i film appena usciti...

Uè, non che io sia diverso eh... faccio anch'io quello che fanno tutti... d'altra parte c'è poco da fare, giusto o sbagliato che sia, il p2p esiste ed ormai fa parte della nostra cultura.

Allora da domani comincerò anch'io a evadere le tasse perché lo fanno tutti... d'altra parte c'è poco da fare, giusto o sbagliato che sia, l'evasione delle tasse esiste ed ormai fa parte della nostra cultura!

(polemiche a parte, io sono d'accordo con chi pirata film o videogiochi ormai fuori commercio - ma non fuori diritti purtroppo - per salvarlo dall'oblio: una cosa del genere dovrebbe essere resa legale, tanto se un'opera non è più venduta, copiarla e ricopiarla non arreca danno economico a chi l'ha prodotta! ma proprio non capisco chi pirata i film di oggi... se non li si vuole pagare, non si può semplicemente aspettare che arrivino in televisione?)

Anonimo ha detto...

Per Astarotte

d'altra parte c'è poco da fare, giusto o sbagliato che sia, il p2p esiste ed ormai fa parte della nostra cultura.

Allora da domani comincerò anch'io a evadere le tasse perché lo fanno tutti...


Non proprio: i lavoratori dipendenti, che in Italia non sono nemmeno pochissimi, non ne hanno materialmente la possibilità. Il motivo per cui molti maledicono il loro impiego e sognano di diventare liberi professionisti è quello. :-)

d'altra parte c'è poco da fare, giusto o sbagliato che sia, l'evasione delle tasse esiste ed ormai fa parte della nostra cultura!

Esiste anche altrove, ma i controlli sono più approfonditi, le sanzioni più pesanti e le possibilità di ricorso più limitate.

(polemiche a parte, io sono d'accordo con chi pirata film o videogiochi ormai fuori commercio - ma non fuori diritti purtroppo - per salvarlo dall'oblio: una cosa del genere dovrebbe essere resa legale, tanto se un'opera non è più venduta, copiarla e ricopiarla non arreca danno economico a chi l'ha prodotta!

Ho tenuto una lunga discussione sull'argomento nell'articolo Sesso, soldi, sangue, salute... e videogame.
http://tinyurl.com/yhdapl4
Riassumendo: non fanno danno alcuno a chi detiene i diritti di sfruttamento finché le opere non sono acquistabili. Iniziano a farlo quando vengono rimesse sul mercato.

Federico ha detto...

Allora da domani comincerò anch'io a evadere le tasse perché lo fanno tutti... d'altra parte c'è poco da fare, giusto o sbagliato che sia, l'evasione delle tasse esiste ed ormai fa parte della nostra cultura!

beh non che sia una cosa di cui vantarsi, ma evadere le tasse fa parte della nostra cultura di più ancora. io non posso, ma chi può -più o meno- le evade sempre.

Io non ho nulla contro la legge del copyright, è una legge che è nata per tutelare gli autori, ma poi si sa come vanno a finire le cose... i venditori sono sempre più furbi degli artisti.

stavo però pensando alla mia nipotina di 3 anni, che ancora parla poco, ma è capace di guardarsi i cartoni animati su youtube... come si fa a spiegarle che sta facendo qualcosa di sbagliato? non lo può capire oggi, non lo capirà nemmeno tra 10 anni.

Rado il Figo ha detto...

Non proprio: i lavoratori dipendenti, che in Italia non sono nemmeno pochissimi, non ne hanno materialmente la possibilità.

Insomma: mai sentito parlare di straordinari "fuori busta paga"?

ProvoliK ha detto...

Per i lavoratori dipendenti esiste il nero ed il fuori busta.

Poi diciamoci la verità: sulle tasse è un gatto che si morde la coda tra evasione e pressione fiscale.

Infine direi che l'evasione è una NON cultura creata, nei decenni, da un NON stato. Ma questa è opinione mia...

Anonimo ha detto...

Per Rado il Figo

Non proprio: i lavoratori dipendenti, che in Italia non sono nemmeno pochissimi, non ne hanno materialmente la possibilità.

Insomma: mai sentito parlare di straordinari "fuori busta paga"?


Certo. Ma non tutte le aziende hanno necessità che i lavoratori facciano straordinari. E poi, diciamocelo, in che percentuali peseranno mediamente gli straordinari sullo stipendio lordo imponibile ogni mese? Il paragone che faceva Astarotte era sull'evasione totale, o quasi.

Per ProvoliK

Per i lavoratori dipendenti esiste il nero ed il fuori busta.

Attenzione: un lavoratore non assunto, in nero appunto, non è un lavoratore dipendente. Per la legge non è nulla finché non riesce a farsi assumere in regola.

Turz ha detto...

Il motivo per cui molti maledicono il loro impiego e sognano di diventare liberi professionisti è quello. :-)

Poi capiscono che anche essere liberi professionisti in Italia è difficile e si rifugiano in Germania o anche solo nel Canton Ticino :-)

Rilik (aka spidernik84) ha detto...

Fino a ieri c'era pure www.labaia.net, che oggi è stato sequestrato :(

Rado il Figo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Rado il Figo ha detto...

Accademia:
personalmente non mi pare di leggere in astarotte riferimenti all'evasione totale e non credo che tutti i professionisti facciano tutti evasione totale. Così come provolik parlava di nero per i dipendenti e non di "lavoratori in nero". Se generalizziamo e puntualizziamo a secondo dell'estro e della convenienza chiaro che si ha sempre ragione e/o torto.
E comunque esistono dipendenti in cui gli straordinari fuori busta hanno un peso ben consistente (oppure pensa alle cd "ferie pagate").

Anonimo ha detto...

Per Rado il Figo

personalmente non mi pare di leggere in astarotte riferimenti all'evasione totale

Il paragone di Astarotte, che rispondeva a Federico, era sul p2p per scaricare film e altre opere gratuitamente. Ora, col p2p non è possibile scaricare e pagare una parte dei diritti al detentore di copyright. Si può decidere di acquistare regolarmente l'opera dopo averla scaricata se è di nostro gradimento, e in quel caso i diritti si pagano interamente.
Scaricare da internet equivale un'evasione totale (e per inciso si ripercuote anche in mancato introito da parte dello stato sotto forma di IVA, per quanto modesta sia).

e non credo che tutti i professionisti facciano tutti evasione totale.

Certo che no, non era questo il senso del discorso. I liberi professionisti hanno possibilità di evasione fiscale che i lavoratori dipendenti, semplicemente, si sognano: devono essere assunti da un'azienda che ha bisogno di straordinari; deve essere disposta a pagare gli straordinari fuori busta; e anche la quantità di straordinari è decisa dall'alto, non certo dal lavoratore dipendente.
Chi è poi dipendente statale o comunale, è escluso a priori da questi "arrotondamenti esentasse".

Se generalizziamo e puntualizziamo a secondo dell'estro e della convenienza chiaro che si ha sempre ragione e/o torto.

Qui non ho capito esattamente cosa intendi.

E comunque esistono dipendenti in cui gli straordinari fuori busta hanno un peso ben consistente (oppure pensa alle cd "ferie pagate").

Anche qui, puoi essere più preciso? Capisco che non si possano fare i nomi di aziende che pagano di più fuori busta che dentro busta, ma qualche cifra?

Franco Nero y El Merendero ha detto...

Così inaccessibile Pirate Bay non è, da dove sto scrivendo (Paolo dia un'occhiata all'IP) non serve toccare né DNS né proxy.

Astarotte ha detto...

Il paragone di Astarotte, che rispondeva a Federico, era sul p2p per scaricare film e altre opere gratuitamente. Ora, col p2p non è possibile scaricare e pagare una parte dei diritti al detentore di copyright

Dai, era solo una provocazione, non volevo per forza parlare delle tasse né sembrare la pubblicità antipirateria che dice "è come rubare!!!" (a proposito, avete visto come quella pubblicità, o meglio la sua versione USA, è magistralmente parodiata nel cartone animato "the boondocks"?) Comunque se proprio voglio, posso scaricare il film A e comprare il dvd del film B, ecco un'"evasione parziale" ;)

Rado il Figo ha detto...

Accademia:
per l'ultima domanda sostituisci "esistono" con "conosco" ed hai praticamente la risposta alla penultima.

In succo: ovviamente il lavoratore "indipendente" ha maggiori occasioni di evadere di quello "dipendente", ma questo non vuol dire che il primo fa sempre e solo evasione totale e che il secondo non ha la possibilità di evadere.

Anonimo ha detto...

Per Rado il Figo

In succo: ovviamente il lavoratore "indipendente" ha maggiori occasioni di evadere di quello "dipendente", ma questo non vuol dire che il primo fa sempre e solo evasione totale e che il secondo non ha la possibilità di evadere.

E allora mettiamola così: il livello di evasione fiscale da parte del lavoratore dipendente non dipende dalla sua volontà (bisticcio voluto). E la cosa è decisamente frustrante in un paese di evasori: solo questo volevo dire con il commento n° 15.

Smiley1081 ha detto...

OT: Avvistato Paolo, affondato camion...

Tana per Paolo stamattina su R101 da quei due fetentoni di Paolo e Lester, a cercare di spiegare a tutti coloro che usano il Pronto come lacca per i capelli che uno deve fare attenzione su Ebay.

Lo dicevano gia' i Romani: Caveat Emptor...

lufo88 ha detto...

@accademia dei pedanti
Il discorso è correttissimo, ma manca un passaggio, che anche Paolo ha sottolineato in precedenti interventi, ma che sottolineano un po' tutte le persone che vogliono una regolamentazione più equa sulla condivisione online.

Il passaggio mancante è: "C'è il danno?". Ovvero, tu lo quantifichi, sapendo che c'è, ma non è detto che ci sia.

Questo passaggio manca in tutti gli ordinamenti e non si chiede mai di dimostrarlo (cosa grave secondo me), perché è pieno di persone che scaricano, ma quella cosa non l'avrebbero mai acquistata, per cui il danno è 0! Sia dal punto di vista degli autori sia dal punto di vista fiscale.

A volte succede che uno scarica per vedere e poi acquista (ad esempio il sottoscritto che se non avesse scaricato Need For Speed Carbon, non l'avrebbe mai acquistato in seguito, idem Warcraft III the frozen throne). Giusto per fare due esempi.

P.S. Parlando delle tasse, non è la pressione fiscale a creare l'evasione (l'ho sentita in giro questa storia, in realtà è a malapena un fattore di rischio). Il motivo principale è la certezza di farla franca. In più in Italia siamo dei menefreghisti incredibili. Non ci si rende conto che evadere è uno dei reati peggiori che si possono commettere perché si crea un danno allo stato e a tutte le altre persone che dovranno pagare anche le tasse evase! Chiuso OT!

Mousse ha detto...

@Astarotte: io :p e presumo tre quarti delle software house che distribuiscono aggiornamenti "live". Blizzard per esempio usa Bittorrent per distribuire le patch (a volte a dir poco enormi) di World of Warcraft. Non ci sono mica solo gli utonti che scaricanno i film. Certo, quelli sono la maggioranza degli utilizzatori. Ma è il solito circolo vizioso..

Elena ha detto...

@pierluigi (commento n. 8)

eccomi, sono un utonta. Tor funziona dietro proxy aziendale con autenticazione?

Mousse ha detto...

@Elena: da proxy aziendale non dovresti manco sapere che esiste TPB :p

Esistono liste di free proxy che *dovrebbero* funzionare..

Elena ha detto...

@lufo88

Il passaggio mancante è: "C'è il danno?". Ovvero, tu lo quantifichi, sapendo che c'è, ma non è detto che ci sia.

Questo passaggio manca in tutti gli ordinamenti e non si chiede mai di dimostrarlo (cosa grave secondo me), perché è pieno di persone che scaricano, ma quella cosa non l'avrebbero mai acquistata, per cui il danno è 0! Sia dal punto di vista degli autori sia dal punto di vista fiscale.


anche se è pieno di persone che scaricano tanto per farlo, basta una sola persona nella moltitudine che quella cosa l'avrebbe acquistata/affittata affinché il danno sia maggiore di 0.

ProvoliK ha detto...

@Accademia
E allora mettiamola così: il livello di evasione fiscale da parte del lavoratore dipendente non dipende dalla sua volontà (bisticcio voluto).

Opinabile. La volontà deve esserci da ambo le parti per un accordo di lavoro e se mi dici che il lavoratore in nero si piega a questo pur di lavorare, ti posso dire che esistono gli stessi frangenti nel lavoro indipendente, specie se si tratta di piccole o microaziende (che sono le più numerose).

E' sempre una scelta.

Rado il Figo ha detto...

ufo88

condivido quanto hai detto sull'evasione fiscale, ma proprio per tale motivo secondo te tutti quelli che scaricano qualcosa che poi scoprono che gl'interessa, poi vanno ad acquistarla?

SirEdward ha detto...

Come al solito la questione dei diritti è complicata.

Spunto di riflessione:

E se ciò che scarico non è (né, con ogni probabilità, sarà mai) in vendita nel mio paese? Se teniamo anche conto del fatto che quando fa comodo saltano fuori i ritardi, i lucchetti e le regionalizzazioni con impossibilità di vendita al di fuori del paese, possiamo ancora parlare di pirateria?

Perché in effetti io ho scaricato diversi programmi TV stranieri che in Italia non saranno mai trasmessi né venduti. Altri in Italia non sarebbero mai arrivati in lingua originale, se non dopo mesi e mesi di attesa. Sono un pirata? Sarei anche disposto a scaricarli direttamente alla fonte a 1 o 2 euro a puntata, ad esempio (che è il prezzo di quando si comprano i cofanetti). Visto che esiste anche il mio diritto di fruire di un'opera dell'ingegno, non solo il diritto dell'autore o del produttore, mi piacerebbe avere la possibilità di questi acquisti. Altrimenti come si fa a dire che io, che spesso sono addirittura volontariamente limitato dal produttore nell'acquisto di un bene, sto causando un danno per qualcosa che non ho la possibilità di acquisire in maniera legale?

SirEdward ha detto...

Altri in Italia non sarebbero mai arrivati in lingua originale, se non dopo mesi e mesi di attesa.

Tengo a precisare che, se fosse disponibile la scelta, li acquisterei.

lufo88 ha detto...

Elena scrive:
"anche se è pieno di persone che scaricano tanto per farlo, basta una sola persona nella moltitudine che quella cosa l'avrebbe acquistata/affittata affinché il danno sia maggiore di 0."

Si, questo è verissimo, ma con la frase "il danno è 0" mi riferivo all'ipotesi da me formulata, ovvero persone che scaricano, ma che non avrebbero mai acquistato. Il danno comunque va dimostrato. Questo voglio dire. L'accusa, e nemmeno i giudici (cosa gravissima) si pongono questo dubbio. Per loro il danno c'è, ma non capiscono che, invece, andrebbe dimostrato ogni volta.

Rado il Figo scrive:
"condivido quanto hai detto sull'evasione fiscale, ma proprio per tale motivo secondo te tutti quelli che scaricano qualcosa che poi scoprono che gl'interessa, poi vanno ad acquistarla?"

Assolutamente no (in particolare in Italia). Dicevo solo che non è un'ipotesi remota anzi, è realistica nel mondo civile. Ovvero sarebbe da tenere in considerazione in un eventuale dibattito in tribunale (cosa che non viene fatta).

Se permettete una frase anti-italiana: l'Italia sarebbe l'unico paese "civile" dove i concetti da me espressi NON valgono, perché sono 4 gatti quelli che scaricano perché non potrebbero pagarlo e ancor di meno le persone che scaricano e poi acquistano. Dato che si parlava di ACTA (ovvero accordo internazionale) ho parlato in generale, se l'accordo riguardasse solo l'Italia sosterrei ugualmente le mie idee, ma accettando l'obiezione che non sono ipotesi realistiche.

ciao ciao

Anonimo ha detto...

ProvoliK

E allora mettiamola così: il livello di evasione fiscale da parte del lavoratore dipendente non dipende dalla sua volontà (bisticcio voluto).

Opinabile. La volontà deve esserci da ambo le parti per un accordo di lavoro e se mi dici che il lavoratore in nero si piega a questo pur di lavorare,


Forse non hai letto la mia precisazione: un lavoratore in nero, cioè non assunto, non è un lavoratore dipendente.
Qui si parlava di straordinari fuori busta. Che talvolta i lavoratori dipendenti siano obbligati a fare straordinari è vero, anche se il sindacato non è entusiasta di questa prassi. Che siano obbligati al pagamento fuori busta, no: il problema non si pone nemmeno, visto che è interesse del dipendente avere liquidi non tassabili.

ti posso dire che esistono gli stessi frangenti nel lavoro indipendente, specie se si tratta di piccole o microaziende (che sono le più numerose).

Cioè: un libero professionista, un imprenditore costretto dalle circostanze a non pagare le tasse? Francamente la cosa ha del surreale.
Forse intendi dire che sono costretti a erogare servizi in nero e a fatture bugiarde, ma è una fattispecie un po' diversa, anche se spesso incide sul reddito complessivo tassabile.

Rado il Figo ha detto...

ufo88:

recepito il senso del tuo intervento.

L'accusa, e nemmeno i giudici (cosa gravissima) si pongono questo dubbio
Oddio, a volte certi giudici si pongono invece una marea di dubbi. Ho appena letto il disposto del giudice Maddalena (archiviazione intercettazioni su Calciopoli per intenderci) e - oltre ad un linguaggio in certi passaggi ben poco "giuridico" - eravamo veramente al limite del capzioso (e sempre di "ricerca del danno" si parla, per cui l'esempio calza a pennello).

lufo88 ha detto...

Chiaro che bisogna differenziare tra dubbio lecito e dubbio non lecito. Se becco uno con un coltello in mano vicino ad una persona che so che odia, ci sono ben pochi dubbi!

Il problema dei giudici è sempre quello, distinguere tra dubbio ragionevole ed ipotesi irragionevole (oltre che dall'interpretazione della legge). Se poi alcuni giudici colpevolmente sbagliano è un altro discorso ancora.

yos ha detto...

Ed accedere tramite copia cache di google?

Rado il Figo ha detto...

lufo88: ad esempio, il tuo esempio (ehm...) non sarebbe ugualmente dirimente per Maddalena. Dovresti dimostrare che c'erano le intenzioni di usare il coltello e che l'(eventuale) accoltellato non avrebbe potuto subire un danno simile anche se non ci fosse stato l'accoltellatore.

lufo88 ha detto...

Le intenzioni? Facile, nessuno va in giro con un coltello!
Il danno? Ancora più facile, senza l'accoltellatore non avrebbe mai potuto subire un danno di quel tipo.

ciao ciao

Fabrizio ha detto...

Uso opendns, non mi sembra ci sia bisogno di un proxy per accedere alla baia :S

Rado il Figo ha detto...

lufo 88:

una persona normale ragiona così, per Maddalena devi provare che l'aggressore girava con un coltello per accoltellare ma, anche se riuscissi a farlo, devi dimostrare poi che il danno subito dalla vittima non poteva che derivare dall'uso del coltello. In pratica, dovresti dimostrare che la vittima era sana come un pesce e non avrebbe potuto morire o che non poteva subire una ferita da taglio se non per l'uso del coltello da parte dell'aggressore (ad esempio: riesci a dimostrare che non avrebbe potuto ferirsi da sola?)

ProvoliK ha detto...

@Accademia

Forse non hai letto la mia precisazione: un lavoratore in nero, cioè non assunto, non è un lavoratore dipendente.

Lo è di fatto. Poi che per "la legge" non lo sia non cambia il suo status de facto. Dipendente non per legge ma in pratica (e nel senso pieno della parola).

Infatti partendo dal tuo presupposto nessun lavoro non fatturato sarebbe un lavoro.

Infine la cosa non è affatto surreale, diciamo che sono tipi di acqua alla gola diverse, ma quando la ghigliottina cala, il condannato non sta certo a guardare di che ferro è fatta la lama.

Anonimo ha detto...

Per ProvoliK

Forse non hai letto la mia precisazione: un lavoratore in nero, cioè non assunto, non è un lavoratore dipendente.

Lo è di fatto.


Sì, e un piccolo spacciatore di droga è un libero professionista di fatto (mentre l'importatore di partite di quintali è quotato in borsa: sempre di fatto). Questo stiracchiamento dei concetti non c'entra nulla qui: io avevo parlato di lavoratori dipendenti, secondo la definizione legale, che sognano di diventare liberi professionisti, sempre secondo la definizione legale. E avevo spiegato il perché.
La questione della diffusione dei lavoratori non assunti e delle motivazioni che vi stanno dietro non l'avevo nemmeno sfiorata.

Infatti partendo dal tuo presupposto nessun lavoro non fatturato sarebbe un lavoro.

Ma ti pare che abbia iniziato un trattato di filosofia del diritto? Parto dal presupposto che fra lavoratore dipendente e libero professionista dal punto di vista fiscale c'è una forte differenza, non mi interessa dire niente di più e niente di meno.

Infine la cosa non è affatto surreale, diciamo che sono tipi di acqua alla gola diverse, ma quando la ghigliottina cala, il condannato non sta certo a guardare di che ferro è fatta la lama.

Insomma, se Valentino Rossi ha evaso il fisco per non ricordo più quanti milioni di euro, è perché è stato costretto, aveva l'acqua alla gola il tapino. Dobbiamo consigliarla agli avvocati questa argomentazione, chissà mai che fanno sciogliere in lacrime gli agenti della guardia di finanza...

ProvoliK ha detto...

@Accademia

se Valentino Rossi ha evaso il fisco per non ricordo più quanti milioni di euro

Visto che ti piace precisare hai proprio preso uno con l'acqua alla gola :D

Dai per favore...

Anonimo ha detto...

Per ProvoliK

se Valentino Rossi ha evaso il fisco per non ricordo più quanti milioni di euro

Visto che ti piace precisare hai proprio preso uno con l'acqua alla gola :D


No: ho preso un caso che tutti conoscono perché è salito all'onore delle cronache, che è recente, e che è stato ammesso dall'interessato, anche se la somma evasa è contestata.
Poi se anziché parlare per allusioni e casi generali porti un esempio documentato anche tu, riusciamo a capirci.

ProvoliK ha detto...

@ Accademia
No: ho preso un caso che tutti conoscono perché è salito all'onore delle cronache

Che trattano appunto di casi illustri e personaggi straricchi. Nulla a che vedere con chi ha l'acqua alla gola. L'esempio non era quindi pertinente col discorso.

Comunque c'è poco da capire, la pensiamo e la vediamo in maniera diversa.

Anonimo ha detto...

Per ProvoliK

No: ho preso un caso che tutti conoscono perché è salito all'onore delle cronache

Che trattano appunto di casi illustri e personaggi straricchi. Nulla a che vedere con chi ha l'acqua alla gola. L'esempio non era quindi pertinente col discorso.


Abbi pazienza, quello è un caso che conosco io. Se però puoi documentare casi minori, che sono finiti solo sui giornali locali o sulla stampa di settore, possiamo discutere su quelli. Con casi astratti è sempre difficile analizzare e argomentare.

Andrea Sacchini ha detto...

E se l'ACTA fosse incostituzionale? (giudici comunisti anche là? ^_^).

LeIntrovabili ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.