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2010/03/12

Playstation, occhio agli emulatori fasulli

Sesso, soldi, sangue, salute e... videogame?


Si dice spesso che il giornalismo si basa su quattro S: sesso, sangue, soldi e salute. Anche l'ingegneria sociale che viene usata per imbrogliare i navigatori in Rete si basa di solito su queste quattro S (soprattutto la prima), ma vi aggiunge anche una V: quella di videogame.

Arriva dalla società di sicurezza Sunbelt Software un avviso che riguarda il recente proliferare di siti che offrono applicazioni gratuite per emulare la Playstation 2 sul PC. Cosa già di per sé poco legale, secondo alcuni, ma non è questo il problema.

Banner come quello mostrato qui accanto si spacciano per emulatori o crack o keygen per la popolare ma ormai vecchiotta console, ma il software che permettono di scaricare non è quello promesso.

Come segnala Sunbelt, scaricando e installando questi programmi sul PC (solo se Windows) l'utente si troverà il computer infetto da un cavallo di Troia dal nome chilometrico Trojan-Downloader.Win32.CodecPack.2GCash.Gen, che installa nella cartella di Windows un file eseguibile con un nome generato a caso e colloca un file xpysys.dll nella cartella System32. Il virus è un downloader, ossia è in grado di scaricare altri componenti infettanti, e secondo Sunbelt è stato usato per porcherie di vario genere, dai finti codec video agli antivirus fasulli.

Niente panico, comunque: è già riconosciuto da tutti i principali antivirus. Ma resta sempre valido il consiglio di adottare la prevenzione ancora prima della cura: non andate a cercare software di dubbia provenienza in siti che offrono cose troppo belle per essere vere.

57 commenti:

Reynor Fournine ha detto...

Ciao Paolo,

L'emulatore per PS2 per eccellenza è l'ottimo PCSX2 (sì, esiste davvero):
http://pcsx2.net/
Ruguardo al fatto che sia legale o meno: dato che la proprietà intellettuale di Sony riguarda il firmware della macchina, gli sviluppatori NON distribuiscono l'immagine del BIOS della console, di cui il software ha bisogno per funzionare. Sarà un cavillo, dato che le immagini BIOS si trovano praticamente ovunque (il mulo e il torrente insegnano), ma così facendo, non infrangono alcun copyright. :D

Grezzo ha detto...

Emulare la PS2 è legale solo se si possiede già la console, dalla quale scaricare un file essenziale all'emulazione. Ma non lo consiglio a nessuno, visto che per emulare decentemente ci vuole un PC molto più potente di quello necessario a far girare i giochi moderni.

In ogni caso, se uno è tanto stupido da cercare soluzioni illegali in bella vista su internet e pretende di avere quello che si aspettava anzichè un PC infetto, se l'è cercata.

Danilo Salvadori ha detto...

Quando si parla di emulazione o dell'abandonware (termine con cui si indica il software di qualsiasi genere non più supportato e distribuito dai produttori) mi inalbero parecchio. Trovo assurdo definire illegali due attività che non infliggono danno economico a nessuno e che permettono di tenere in vita delle chicche videoludiche che altrimenti andrebbero dimenticate. Dovrebbero anzi essere promosse ed incentivate perché ci si dimentica troppo spesso che i videogiochi, oltre che prodotti, sono opere d'arte. Perdere per sempre Zork o Monkey Island sarebbe una tragedia.
Detto questo però il discorso non vale per la Playstation 2 perché è ancora in commercio sia la console che i giochi.

Elena ``of Valhalla'' ha detto...

Quando si parla di emulazione o dell'abandonware (termine con cui si indica il software di qualsiasi genere non più supportato e distribuito dai produttori) mi inalbero parecchio. Trovo assurdo definire illegali due attività che non infliggono danno economico a nessuno

puo` essere assurdo, ma l'abandonware e` indubbiamente illegale, in quanto violazione delle leggi a tutela del copyright, anche se e` una violazione che non causa alcun danno.

Il problema delle opere abbandonate e` particolarmente evidente nel caso del software, ma e` presente in tutti i campi coperti dal diritto d'autore, ed e` qualcosa che andrebbe affrontato cambiando le leggi in modo che tutelino effettivamente la societa` e gli autori, e non solo i grossi editori come avviene ora.

L'emulazione e` una faccenda diversa: di per se' non ha niente di illegale, ma in molti casi richiede il procurarsi del software non facilmente reperibile in modo legale. Alcuni emulatori pero` aggirano il problema scrivendo anche un clone del firmware che sia distribuibile alle stesse condizioni dell'emulatore.

Fabrizio ha detto...

Riguardo all'abandonware si dovrebbe richiedere il consenso dei possessori dei diritti il permesso alla pubblicazione, purtroppo questo avvolte è impossibile, in quanto non si sa chi sia il detentore dei diritti di alcune opere; è uno dei problemi dell'attuale legge sul copyright..

theDRaKKaR ha detto...

puo` essere assurdo, ma l'abandonware e` indubbiamente illegale, in quanto violazione delle leggi a tutela del copyright, anche se e` una violazione che non causa alcun danno.

non è sempre illegale perché

si dovrebbe richiedere il consenso dei possessori dei diritti il permesso alla pubblicazione

e infatti i siti seri lo fanno e molti sviluppatori sono ben contenti di rilasciare l'autorizzazione

inoltre in alcuni casi il diritto d'autore è cessato poiché le aziende produttrici sono falliti e non sono stati rilevati da nessuno i prodotti e/o diritti su questi ultimi

Anonimo ha detto...

Commento pedante, da giornalista (perdonami). Riguardo alle 's' del giornalismo. Le originali tre dell'editore tedesco Springer erano solo sesso, sangue e soldi. Poi sono state allargate a cinque con spettacolo e sport sostituendo le vecchie 5 W.Salute non l'avevo mai sentita anche se forse, viste le ultime psicosi (aviaria, suina) potremmo tranquillamente far diventare le 's' sei.

Anonimo ha detto...

Per patrickcolgan

Le originali tre dell'editore tedesco Springer erano solo sesso, sangue e soldi. Poi sono state allargate a cinque con spettacolo e sport sostituendo le vecchie 5 W.

Sostituendo, dici? Forse in un certo tipo di stampa basata solo sulla sensazione, ma io direi "affiancando": in un articolo si possono soddisfare sia le 5 S sia le 5 W. :-)

Salute non l'avevo mai sentita anche se forse, viste le ultime psicosi (aviaria, suina) potremmo tranquillamente far diventare le 's' sei.

E non dimenticare la Sars, stagione primavera-estate 2003.
Volendo possiamo fare scommesse su quale pandemia riempirà le sfilate... pardon, le colonne dei giornali durante tutta la stagione autunno-inverno 2010.

Anonimo ha detto...

Per theDRaKKaR

inoltre in alcuni casi il diritto d'autore è cessato poiché le aziende produttrici sono falliti e non sono stati rilevati da nessuno i prodotti e/o diritti su questi ultimi

Mhmmm... non sono sicuro che la legge sul diritto d'autore, sia quella italiana, sia quella federale Usa, dicano proprio così. Da un punto di vista pratico, è vero, succede come scrivi: una volta sparito il soggetto giuridico che può intentare causa per violazione, chiunque può violare senza temere una querela. Ciò non toglie che i diritti scadono naturalmente dopo 70 anni (se ben ricordo i termini), fallimento o meno di chi li deteneva.

Andreas.B.Grogan ha detto...

Elena ``of Valhalla'' ha commentato:

...puo` essere assurdo, ma l'abandonware e` indubbiamente illegale, in quanto violazione delle leggi a tutela del copyright, anche se e` una violazione che non causa alcun danno....


Quoto, e le stesse considerazioni si possono estendere alle "rom" per gli emulatori tipo Mame.

Tecnicamente é illegale e a volte si leggono astruse spiegazioni sul perché "é male"... ma alla fine dei conti, in quale negozio legalmente comprare un cabinet di Chase HQ o (peggio) Pole Position pagando i diritti ai produttori?

Nessuno.

Andreas.B.Grogan ha detto...

...in quale negozio POTREI legalmente comprare...

Fabrizio ha detto...

Nel caso in cui l'azienda detentrice dei diritti di un opera fallisse o venisse conglomerata da un altra azienda, che magari verrà essa stessa acquisita da un altra azienda, per acquisire i diritti di solo alcune opere, risulta estremamente complicato, se non addiritura impossibile, rintracciare il detentore dei diritti su quell'opera; in questo caso che si fa?

La si distribuisce illegalmente oppure si aspetta 70 anni, se non di più, prima di redistribuirla?

Riguardo alla playstation 2 il suo emulatore è disponibile, pcsx2, ma non penso che sia una cosa scandalosa emulare la playstation 2 visto che la console ha obiettivamente i suoi anni.

theDRaKKaR ha detto...

Ciò non toglie che i diritti scadono naturalmente dopo 70 anni (se ben ricordo i termini), fallimento o meno di chi li deteneva

il punto è questo, poiché sia in USA che in Europa non è necessario registrare un'opera dell'ingegno per averne i diritti, nei registri dei vari enti pertinenti non sono presenti moltissime opere e quindi chi vuole usare un prodotto deve esso stesso cercare i detentori dei diritti: se non li trova dopo una ragionevolmente approfondita l'opera è considerata "orfana" e molti la usano dichiarando di essere disponibili a regolarizzare la posizione concernente i diritti con i detentori degli stessi


d'altronde se ci pensi bene non avrebbe senso non usare un'opera se dopo approfondita ricerca appare che essa non abbia più detentori dei diritti di sfruttamento.. il diritto d'autore serve per tutelare l'autore, se l'autore non si trova non c'è più nessun diritto, dire che il diritto d'autore dura 70 dopo la scomparsa dell'autore e l'assenza di detentori non ha nessun senso non trovi?

sennò siamo nel satanico.. la fruizione delle opere intellettuali è necessaria per far progredire l'umanità, non poterle usare perché non si trovano gli aventi diritto di sfruttamento sarebbe diabolico...

per approfondire

theDRaKKaR ha detto...

PS

ovviamente se l'autore è iscritto a entità varie come la SIAE è la SIAE che si prende i soldini e poi (eventualmente) li gira agli aventi diritto... la situazione vale per chi non è iscritto a nessun tipo di associazione o ente

Anonimo ha detto...

Per Fabrizio

Nel caso in cui l'azienda detentrice dei diritti di un opera fallisse o venisse conglomerata da un altra azienda, che magari verrà essa stessa acquisita da un altra azienda, per acquisire i diritti di solo alcune opere, risulta estremamente complicato, se non addiritura impossibile, rintracciare il detentore dei diritti su quell'opera; in questo caso che si fa?

La prima cosa è chiedere all'azienda che ha rilevato l'azienda preesistente.

Per theDRaKKaR

...e quindi chi vuole usare un prodotto deve esso stesso cercare i detentori dei diritti:

Perciò facciamo bene la distinzione: non è che il detentore dei diritti non esiste più, risulta estremamente difficile contattarlo.

se non li trova dopo una ragionevolmente approfondita l'opera è considerata "orfana" e molti la usano dichiarando di essere disponibili a regolarizzare la posizione

Eeeeh, alcuni lo fanno già, nel campo dell'editoria! :-)
Senza perder tempo a cercare i detentori dei diritti per i sette mari, mettono una formula standard nel frontespizio: se il legittimo detentore dei diritti si fa vivo, un accordo in genere si trova. Difficilmente si arriva al sequestro di un'opera assente dal mercato da decenni.
Nel mondo dei videogiochi, forse, è diverso.

Anonimo ha detto...

Errata corrige: non è che il detentore dei diritti non esista più

theDRaKKaR ha detto...

Perciò facciamo bene la distinzione: non è che il detentore dei diritti non esiste più, risulta estremamente difficile contattarlo.

sai che è un po' grottesca questa tua distinzione? lasciami giocare: se muori risulta estremamente difficile contattarti.. i medici dopo un tot di tentativi lasciano perdere.. se la tua azienda fallisce risulta estremamente difficile contattarla.. i potenziali clienti dopo un tot di tentativi lasciano perdere..

più seriamente, se il detentore dei diritti risulta estremamente difficile da contattare per giorni e giorni dopo un po' si assume che non esiste più, fino a prova contraria

per questo si mette quella formula e guarda che non vale solo nel campo dell'editoria ma in tutti i campi, solo che non te ne accorgi in ogni occasione..

Anonimo ha detto...

Per theDRaKKaR

Perciò facciamo bene la distinzione: non è che il detentore dei diritti non esiste più, risulta estremamente difficile contattarlo.

sai che è un po' grottesca questa tua distinzione?


Pedante, prego! :-)
Riprendo il link che mi hai mandato, con la definizione di opera orfana: "opere i cui autori sono sconosciuti o introvabili ma che si presume non siano di pubblico dominio" (grassetto mio).

Bisognerebbe studiare a fondo il diritto d'autore con la giurisprudenza, cosa di cui non ho voglia: a naso, direi che in caso di fallimento di una società senza che nessuno rilevi né diritti né contenuti, la persona fisica che ha ideato un contenuto rientri in possesso dei suoi diritti. Ovviamente solo se riesce a dimostrare di essere l'unico autore.

lasciami giocare: se muori risulta estremamente difficile contattarti..

Davo per scontato che il diritto d'autore è ereditabile; solo nei rari casi in cui il detentore non abbia parenti fino a non so quale grado, questo si estingue con la morte. Diversamente, la protezione dura 70 anni.

Luigi Rosa ha detto...

Erhm.... Va bene che quando c'e' la salute c'e' tutto, ma credo proprio che le 5S (almeno quelle italiane) siano Sesso, Sangue, Soldi, Sport, Spettacolo.

La cosa e' facilmente verificabile guardando le prime dei quoridiani, dove di salute ce n'e' ben poca.

Danilo Salvadori ha detto...

@Elena, Drakkar, Fabrizio:
l'abandonware e` indubbiamente illegale
Quando dico che trovo assurdo definire illegale l'abandonware e l'emulazione intendo proprio questo. Le leggi non sono immutabili: riflettono la società. Fintanto che si considereranno "illegali", saranno illegali. Personalmente non solo non li considero illegali ma li considero delle attività sacrosante perché preservano opere che rischiano di essere perse per sempre.

infatti i siti seri lo fanno e molti sviluppatori sono ben contenti di rilasciare l'autorizzazione
Beh... alcune invece minacciano di morte. La Lucasarts ha minacciato per anni i produttori della ScummVM che serve a far girare su pc moderni le vecchie adventure Lucasarts. Meno male che esiste la rete abandonware che se ne frega dell'autorizzazione, altrimenti capolavori come Zak McKracken sarebbero persi dato che la Lucasarts ristampa solo i giochi da Monkey 1 in avanti.

non penso che sia una cosa scandalosa emulare la playstation 2 visto che la console ha obiettivamente i suoi anni.
Non sono d'accordo. Esiste un confine estremamente chiaro che divide l'abandonware dalla pirateria. Se un prodotto non è più venduto e quindi non viene fatto alcun danno economico non è pirateria e (ribadisco) per quanto mi riguarda non è illegale.
La PS2 è ancora in vendita ed esistono tonnellate di giochi per PS2 sostanzialmente nuovi ed ancora venduti.

Elena ``of Valhalla'' ha detto...

Argh, avevo scritto un commento chilometrico punto per punto e blogger se l'e` mangiato :(

riassumendo (e la prossima volta uso un editor vero)

* se i titolari di diritti volessero potrebbero vendere o comunque distribuire i loro vecchi software: qualcuno lo fa gia`, vendendo raccolte di ristampe, vendendo su siti specializzati o semplicemente rilasciando l'autorizzazione alla copia, magari solo senza profitto. La cosa comprende anche le rom di vecchi giochi da cabinet (ovviamente non i cabinet, che comportano costi maggiori e mercato minore)

* Un'attivita` vietata dalla legge e` illegale, un'attivita` che e` sbagliato praticare e` immorale, e un'attivita` puo` causare danno alla societa`; esistono attivita` illegali che non sono immorali ne' causano danno alla societa`, in quel caso la legge e` sbagliata e va cambiata.

* L'emulazione (problema di firmware a parte) non e` da confondere con l'abandonware: l'esistenza di un emulatore di PS2 non causa piu` danni alla Sony di quanto ne causi l'XBOX o di quanto l'esistenza di computer Acer causi danni alla Asus; comunque i vantaggi per la societa` sono maggiori degli svantaggi (la concorrenza di solito e` meglio del monopolio di una singola azienda).

Replicante Cattivo ha detto...

@ Danilo
Quando dico che trovo assurdo definire illegale l'abandonware e l'emulazione intendo proprio questo. Le leggi non sono immutabili: riflettono la società. Fintanto che si considereranno "illegali", saranno illegali.

L'hanno già detto, ma va ribadito: l'emulazione NON è illegale! E' come una fotocopia o una copia privata: io sono libero di portarmi in giro o in auto un cd masterizzato perchè ho paura a far uscire di casa l'originale. Oppure posso decidere di fotocopiarmi 100 pagine di un libro perchè voglio leggermele in treno, ma il libro originale è un tomo talmente grosso e pesante che non ci sta nello zaino (è stupido, ma posso farlo).
L'importante è possedere l'originale.

Non facciamo i finti tonti: molti usano l'emulazione anche per giocare a giochi reperibili e ancora in commercio. E non faccio il santo dicendo che io sono immune da questo comportamento. E' logico che se voglio giocare a Street Of Rage o a Sonic non mi comprerò mai un Mega Drive solo per i suddetti giochi; così, nonostante io abbia un NES ancora funzionante, se voglio giocare a Mike Tyson Punch'Out faccio prima a scaricare la rom anzichè andarlo a cercare per mercatini (o chiamare il mio ex compagno delle medie sperando che ce l'abbia ancora e non si sia trasferito all'estero) rischiando che non mi funzioni.

E' il solito ragionamento per cui "non faccio male a nessuno perchè, in ogni caso, non mi comprerei mai la copia originale". Possiamo giustificarlo quanto vogliamo, ma questo è oggettivamente un comportamento illegale, anche se poi nessuno se ne lamenta.

Personalmente non solo non li considero illegali ma li considero delle attività sacrosante perché preservano opere che rischiano di essere perse per sempre.

Su questo sono d'accordo, anche se questo ragionamento si fa quando un'opera non è più proprietà di qualcuno, ma diventa di pubblico dominio o un'opera "culturalmente rilevante".
Pensiamo, ad esempio, quando un canale televisivo compra una serie televisiva o uno spettacolo teatrale, ma poi lo tiene a marcire nei propri archivi; oppure quando un regista mette in commercio una nuova versione dei un suo film (es. Star Wars, Blade Runner director's Cut) ma non permette, a chi volesse, di entrare in possesso dell'edizione originale.

In questo caso si utilizza il principio per cui, se io voglio usufruire legalmente di un'opera (di grande valore storico-culturale), tu non puoi impedirmi di farlo. Anche qui i risultati possono essere coerenti, oppure un semplice modo per fare i furbi e avere gratis qualcosa che si dovrebbe pagare, anche se è sempre molto difficile giudicare.

E' vero che di molti telefilm esistono i dvd. Ma se io voglio vedere i suddetti telefilm, perchè devo essere costretto a comprarmi i dvd -che magari guarderò una volta sola- perchè nel i canali tv che possiedono i suddetti telefilm decidono di non trasmetterlo mai (es. Il Prigioniero, Twin Peaks) oppure li programmano spostando continuamente giorno e orario di programmazione?
Il dvd dovrebbe darmi il privilegio di poter rivedere un telefilm, apprezzare il doppio audio, extra ecc...ma se io voglio semplicemente VEDERE una serie, ma il canale che la possiede mi impedisce di farlo, allora ho il diritto di guardarlo in maniera alternativa?
IMHO, se si tratta di opere culturalmente rilevanti come Il prigioniero, Twin Peaks, Star Trek, allora sì...poi ognuno la veda come vuole.

Purtroppo, però, questo discorso è ancora inapplicabile ai videogiochi, per via dei soliti pregiudizi. Si potrà mai dire che Monkey Island è un'opera culturalmente rilevante? E Super Mario Bros? E Tetris?
Perchè un film della Disney merita la salvaguardia storica e un videogame no? Siamo ancora troppo indietro...

Anonimo ha detto...

* Un'attivita` vietata dalla legge e` illegale, un'attivita` che e` sbagliato praticare e` immorale, e un'attivita` puo` causare danno alla societa`; esistono attivita` illegali che non sono immorali ne' causano danno alla societa`, in quel caso la legge e` sbagliata e va cambiata.

Realisticamente: la lobby dei produttori è più forte dell'unione dei consumatori/spettatori/fruitori di videogiochi, eccetera, e a breve una legge che faccia decadere un diritto dopo un tot anni che il detentore lo lascia fra le ragnatele è improponibile/inconcepibile/impresentabile.
La legge com'è ora ha già fatto danni, e non indifferenti, a cui hanno cercato di rimediare chiedendo l'aiuto di chi? Esattamente di chi in passato ha commesso illeciti, come descritto in questo articolo.
Guardate un po' come siamo ridotti per fare da stampella alle multinazionali dei contenuti...

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

E' il solito ragionamento per cui "non faccio male a nessuno perchè, in ogni caso, non mi comprerei mai la copia originale". Possiamo giustificarlo quanto vogliamo, ma questo è oggettivamente un comportamento illegale, anche se poi nessuno se ne lamenta.

Proprio nessuno non direi. I piagnistei delle case produttrici di contenuti, riunite in associazione, sono presi molto sul serio da chi fa le leggi e da chi le fa rispettare, negli Usa e ora anche in Francia.

Personalmente non solo non li considero illegali ma li considero delle attività sacrosante perché preservano opere che rischiano di essere perse per sempre.

Su questo sono d'accordo, anche se questo ragionamento si fa quando un'opera non è più proprietà di qualcuno, ma diventa di pubblico dominio


Come dice il nome, un'opera di pubblico dominio è riproducibile e distribuibile al pubblico senza vincoli. Ma salvo rare eccezioni, diventa di pubblico dominio solo dopo settanta, lunghi, interminabili anni.
Per intenderci: il primo videogioco entrato in commercio, Odyssey della Magnavox, sarà di pubblico dominio nel 2042.

...o un'opera "culturalmente rilevante".

Qui entri in un campo soggettivo: chi stabilisce quando un'opera è rilevante culturalmente e quando no? Si fa fare una perizia da un critico di fama? E anche se tutti i grandi critici ti dessero ragione, avrebbe effetto sulla legge vigente?

In questo caso si utilizza il principio per cui, se io voglio usufruire legalmente di un'opera (di grande valore storico-culturale), tu non puoi impedirmi di farlo.

Io sono d'accordo sul principio, ma nessun giudice in nessun tribunale ti darà mai ragione, nell'improbabile eventualità che il produttore faccia causa a te direttamente per l'unica copia che tieni in casa. Forse ho frainteso io questo passaggio, e parlavi per assurdo.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
''Possiamo giustificarlo quanto vogliamo, ma questo è oggettivamente un comportamento illegale, anche se poi nessuno se ne lamenta''

Proprio nessuno non direi. I piagnistei delle case produttrici di contenuti, riunite in associazione, sono presi molto sul serio da chi fa le leggi e da chi le fa rispettare, negli Usa e ora anche in Francia.


E colpa mia, non mi sono spiegato bene.
Quando ho detto "anche se nessuno si lamenta" non mi riferivo certo alle case produttrici che subiscono la pirateria: mi riferivo, invece, a quelle software house che, davanti al fenomeno abandonware, chiudono un occhio. Probabilmente si rendono conto che -anche se avrebbero il diritto di farlo- non ha molto senso dedicare tempo e soldi per denunciare e far chiudere i siti di abandonware, visto che probabilmente spenderebbero più di quanto guadagnerebbero dalla (non)vendita dei suddetti titoli.
In ogni caso rimane un comportamento illegale.

E' come se (per assurdo) tu sapessi che c'è un ladro che ti viene a rubare nel tuo garage, anche se ci hai messo solo robaccia di cui non te ne fai più niente: se tu decidi di non denunciarlo, perchè in fondo ti fa quasi un favore, allora lui continua ad essere un fuorilegge, ma che non ti interessa fermare (purchè non inizi a rubarti altro).

Come dice il nome, un'opera di pubblico dominio è riproducibile e distribuibile al pubblico senza vincoli. Ma salvo rare eccezioni, diventa di pubblico dominio solo dopo settanta, lunghi, interminabili anni.

Sì certo, in termini legali i tempi sono questi.
Però immagina cosa accadrebbe se da domani il catalogo dei Beatles o di Lucio Battisti (che sono opere tutelate da copyright, ma che comunque fanno parte del bagaglio culturale) venissero blindati: chi possiede i diritti decide che i loro brani non possono più essere trasmessi per radio nè venduti!
Tralasciando quelli che possiedono i dischi, sarebbe giusto che tutti gli altri (magari un giovane che si sta avvicinando alla loro musica) non possa più farlo?

Se Lucas ha deciso di ritirare dalle vendite la versione di Star Wars in cui "Han solo shot first" o senza quella ridicola scena con il dialogo con Jabba The Hutt, è giusto che una persona sia privata di quello che -indipendentemente dai termini di legge- è comunque parte del patrimonio culturale e sia costretto a possedere solo la versione riveduta e corretta?

Qui entri in un campo soggettivo: chi stabilisce quando un'opera è rilevante culturalmente e quando no? Si fa fare una perizia da un critico di fama? E anche se tutti i grandi critici ti dessero ragione, avrebbe effetto sulla legge vigente?

Beh, chi lo stabilisce per un libro? e per un quadro? e per un monumento? Ci sarebbero ovviamente dei criteri da stabilire e far rispettare. Considera che già oggi esistono dei criteri simili per stabilire quali film possano essere sovvenzionati dallo stato...che poi alcuni abbiano chiesto di sovvenzionare i cinepanettoni, questa è un'altra storia -.-'

Io sono d'accordo sul principio, ma nessun giudice in nessun tribunale ti darà mai ragione, nell'improbabile eventualità che il produttore faccia causa a te direttamente per l'unica copia che tieni in casa. Forse ho frainteso io questo passaggio, e parlavi per assurdo.


Sì certo,io sto ragionando per iperbole. Probabilmente il mio ragionamento è più sensato quando l'autore dell'opera non coincide con chi ne detiene i diritti.
Ad esempio penso a quei cantanti che, pur realizzando dischi, vengono bloccati dalle case discografiche (no pubblicazioni, no promozioni, no tour) e loro, per protesta, decidono di bypassare queste restrizioni pur di diffondere la loro musica e permettere ai fans di ascoltarla.

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

...non mi sono spiegato bene.
Quando ho detto "anche se nessuno si lamenta" non mi riferivo certo alle case produttrici che subiscono la pirateria: mi riferivo, invece, a quelle software house che, davanti al fenomeno abandonware, chiudono un occhio. Probabilmente si rendono conto che -anche se avrebbero il diritto di farlo- non ha molto senso dedicare tempo e soldi per denunciare e far chiudere i siti di abandonware, visto che probabilmente spenderebbero più di quanto guadagnerebbero dalla (non)vendita dei suddetti titoli.


Aggiungiamo un "per fortuna" al "non ha molto senso dedicare tempo e soldi per denunciare e far chiudere i siti di abandonware". Intentare causa costa. Se così non fosse, conoscendo la rapacità di certa gente, vedremmo richieste di risarcimento solo per il gusto di rompere le scatole e raggranellare quattro euro.

In ogni caso rimane un comportamento illegale.
E' come se (per assurdo) tu sapessi che c'è un ladro che ti viene a rubare nel tuo garage, anche se ci hai messo solo robaccia di cui non te ne fai più niente: se tu decidi di non denunciarlo, perchè in fondo ti fa quasi un favore, allora lui continua ad essere un fuorilegge, ma che non ti interessa fermare (purchè non inizi a rubarti altro).


E credo che l'analogia con il reato di furto sia ancora valida, non so ancora per quanto: la violazione dei diritti d'autore è un reato a querela di parte: la macchina giudiziaria si mette in moto solo su esplicita richiesta della parte lesa (o di chi la rappresenta). Di nuovo, aggiungiamo un "per fortuna".

Però immagina cosa accadrebbe se da domani il catalogo dei Beatles o di Lucio Battisti (che sono opere tutelate da copyright, ma che comunque fanno parte del bagaglio culturale) venissero blindati: chi possiede i diritti decide che i loro brani non possono più essere trasmessi per radio nè venduti!
Tralasciando quelli che possiedono i dischi...


Stai scrivendo con uno che dei Beatles se ne infischia, ma che ha tutti i CD di Lucio Battisti del periodo Mogol.
A me la cosa mi farebbe un baffo, :-D
Ma ti seguo nel discorso che fai.

sarebbe giusto che tutti gli altri (magari un giovane che si sta avvicinando alla loro musica) non possa più farlo?

No. Ma chi detiene i diritti delle incisioni di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronese, in arte Velezia, ne avrebbe il diritto. Secondo il codice civile italiano, che io sappia, non si può impedire in alcun modo al proprietario di una casa di tenerla sfitta tutto il tempo che desidera, come ad un proprietario terriero di lasciare alle erbacce ettari di terra fertile per decenni. Così è anche coi diritti: il proprietario ne dispone come e quando vuole.

Beh, chi lo stabilisce per un libro? e per un quadro? e per un monumento?

Assolutamente sì, sono i critici, a cui è stato dato un incarico ufficiale, in gener da parte di un tribunale. Non saprei a che tipo di critico rivolgermi per i videogiochi, ma non è un problema mio. :-)
Il punto è che nessuno lo farà in questa ottica: non è certo la dichiarazione di opera artistica di interesse universale a renderla di pubblico dominio. Potrebbe stimolare una ristampa, una riedizione, un rilancio: ma non è automatico.

Danilo Salvadori ha detto...

@Replicante, Accademia:
E' il solito ragionamento per cui "non faccio male a nessuno perchè, in ogni caso, non mi comprerei mai la copia originale"

No. L'abandonware ha una chiara politica che può essere anche letta su qualsiasi sito che lo pratica pubblicamente: un gioco o un programma viene definito abandonware SOLO se non è più distribuito dalla casa produttrice. Quindi il ragionamento diventa "non faccio del male a nessuno perché anche se volessi comprarlo non potrei e sarei obbligato a cercarlo nei mercatini per mesi".
Ed io questo non lo reputo e non lo reputerò mai illegale. E lo stesso ragionamento lo applico a libri e film! Se l'opera è reperibile allora copiarla è pirateria, se non è reperibile non è pirateria.
Sottoscrivo il resto del tuo discorso. Soprattutto la parte riguardante opere televisive (ed aggiungo cinematografiche) difficilmente reperibili. Da appassionato horror ho lottato anche solo per vedere alcune opere. :-)

Qui entri in un campo soggettivo: chi stabilisce quando un'opera è rilevante culturalmente e quando no?
Secondo me non è soggettivo. OGNI opera è più o meno rilevante perché influisce su chi l'ha creata e chi ne usufruisce. Buttare via un'opera solo perché ritenuta "storicamente non rilevante" è un insulto verso gli autori.

Se Lucas ha deciso di ritirare dalle vendite la versione di Star Wars in cui "Han solo shot first" è giusto che una persona sia privata di quello che è comunque parte del patrimonio culturale?
Secondo me Lucas poi ha fatto una versione speciale dei DVD con dentro sia la versione digitalmente ridicolizzata sia quella originale, proprio perché vendevano di più le copie dell'originale nei mercatini. :-)

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
Nella prima parte del tuo commento alla fine dici le stesse cose che ho detto io: vuol dire che il mio chiarimento postumo è andato a buon fine :D

Le softare house in diversi casi chiudono un occhio davanti ai siti abandonware o evitano di sporcarsi le mani perchè sanno che non conviene loro dedicarsi a questa causa.
Questo, di fatto non legalizza un comportamento che continua ad essere illegale.

Anzi...ci può anche stare che il "lasciar correre" possa essere visto come un piccolo spot pubblicitario: la SH che permette l'abandonware è sicuramente più popolare rispetto a quella che invece fa chiudere i siti dove puoi scaricare i giochi degli anni 80 on più in vendita.
Tornando alla musica: gli artisti hanno tutto il diritto di scagliarsi contro la pirateria. Ma quanta popolarità hanno perso artisti come i Metallica, che hanno cercato di far chiudere i siti P2P (ricordiamo che il p2p in sè è LEGALE)?
Per quanto il loro discorso di fondo sia giusto, arrivare a invocare -e ottenere- la chiusura di un sito o di un programma P2P può risuonare come una censura, un bavaglio verso le nuove tecnologie...ed essere controproducente in termine di popolarità: quante persone, dopo la vicenda di Napster, smisero di comprare i dischi dei Metallica, dato che loro gli avevano impedito di scaricare -legalmente- tramite Napster?

Secondo il codice civile italiano, che io sappia, non si può impedire in alcun modo al proprietario di una casa di tenerla sfitta tutto il tempo che desidera, come ad un proprietario terriero di lasciare alle erbacce ettari di terra fertile per decenni. Così è anche coi diritti: il proprietario ne dispone come e quando vuole.

Ma in questo caso l'oggetto in questione ha un valore strettamente privato. Ma ad esempio nel caso in cui un proprietario lasci marcire una casa in pieno centro storico o che si affacci sulla piazza principale credo che qualcuno quantomeno a mantenerla quantomeno in ordine (visto che è l'immagine stessa della città a rimetterci) ed eventualmente punire chi non lo fa.

Però torna all'esempio dei dischi: tu i cd di Battisti li hai e sei tranquillo. Immagina di essere un ragazzino che vuole avvicinarsi alla sua musica, vorresti comprare i suoi cd, ma questi sono stati ritirati perchè la famiglia ha deciso così. E allora come fai? Ti adegui?
O pensi che la musica di Battisti sia ormai patrimonio culturale italiano e debba essere diritto di tutti potervi accedere? E' chiaro che se uno non può accedervi in modo legale, cercherà altre alternative.

Un 15enne di oggi che sente parlare di Monkey Island, Alone in The Dark, ZacMK...e vuole giocarvi, come fa? Non deve farlo perchè questi giochi non si trovano più nei negozi? Deve necessariamente comprarlo via Ebay (anche se ormai stanno diventando pezzi da collezione)?
Ammesso che conosca qualcuno che ce l'ha originale, in termini di legge non potrebbe neppure farselo prestare.

Replicante Cattivo ha detto...

Assolutamente sì, sono i critici, a cui è stato dato un incarico ufficiale, in gener da parte di un tribunale. Non saprei a che tipo di critico rivolgermi per i videogiochi, ma non è un problema mio. :-)

Ma nemmeno un problma mio, anche perchè non sono un critico e non pretendo di fare il loro lavoro. Però, nonostante i videogiochi abbiano una storia molto più breve di musica, letteratura e cinema, oggi si potrebbe finalmente poter ammettere che sono comunque un'espressione artistica che in diversi casi entrano a far parte della cultura.

Il punto è che nessuno lo farà in questa ottica: non è certo la dichiarazione di opera artistica di interesse universale a renderla di pubblico dominio. Potrebbe stimolare una ristampa, una riedizione, un rilancio: ma non è automatico.

Non sto parlando di pubblico dominio. Hai giustamente usato le parole ristampa, riedizione, rilancio.
Ci sono live di molti artisti -anche importanti- che sono stati pubblicati solo in vhs: questo ne preclude la fruizione a quelle persone che non possiedono (più) il vhs o che non vogliono comprare un oggetto che ormai è superato in termini di qualità e durata; anche perchè magari la stessa vhs che comprano è stata stampata 20 anni fa e da allora giace nei magazzini.
A modo suo, questo comportamento equivale a voler impedire che il consumatore possa entrare in possesso di un prodotto.

Oppure pensa a quegli album degli anni 70 o precedenti che ormai sono fuori produzione, quelli che sono stati pubblicati su cd con delle modifiche (tracklist diverse, brani tagliati, mixaggi stravolti) o quelli che non sono mai stati pubblicati su cd.
Comportamenti di questo tipo equivalgono a voler rendere alcuni prodotti non-fruibili anche da parte di chi vorrebbe farlo: non credo che si possano fare discorsi del tipo "se vuoi ascoltarlo devi comprarti il lettore adeguato al supporto". Allora in quel caso ci può stare il discorso del "non lo comprerei in ogni caso", proprio perchè oggi non so quanta gente comprerebbe un concerto in vhs e quanti un disco in vinile, non avendo in casa modo per ascoltarli.

Anonimo ha detto...

Per Danilo Salvadori

@Replicante, Accademia:
E' il solito ragionamento per cui "non faccio male a nessuno perchè, in ogni caso, non mi comprerei mai la copia originale"

No. L'abandonware ha una chiara politica che può essere anche letta su qualsiasi sito che lo pratica pubblicamente: un gioco o un programma viene definito abandonware SOLO se non è più distribuito dalla casa produttrice.


E se un giorno la casa produttrice si sveglia e rimette in commercio quel titolo? Sei sicuro che il sito rimuova immediatamente tutti i link dedicati? E anche se così facesse, ti senti di affermare che la casa produttrice, che spera di guadagnare qualcosa rilanciando quel titolo, non ha subito alcun danno economico fin lì?

Quindi il ragionamento diventa "non faccio del male a nessuno perché anche se volessi comprarlo non potrei e sarei obbligato a cercarlo nei mercatini per mesi".
Ed io questo non lo reputo e non lo reputerò mai illegale.


L'ho spiegato in un commento più sopra: ciò che pensi tu non ha alcuna influenza sulle leggi vigenti e sulle sentenze dei giudici. E non ne troverai uno, uno solo, che ti dia ragione, nell'assai improbabile ipotesi che trascinino in tribunale direttamente te.

E lo stesso ragionamento lo applico a libri e film! Se l'opera è reperibile allora copiarla è pirateria, se non è reperibile non è pirateria.

La pirateria nel codice civile e penale italiano non esiste, è un termine inventato dai giornalisti. L'illecito si chiama "violazione della legge 22 aprile 1941 n° 633 sulla protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio", nella fattispecie violazione del Decreto Legislativo del 29 dicembre 1992 (e successive modifiche).

Qui entri in un campo soggettivo: chi stabilisce quando un'opera è rilevante culturalmente e quando no?
Secondo me non è soggettivo. OGNI opera è più o meno rilevante perché influisce su chi l'ha creata e chi ne usufruisce.


Be', ma a questo punto non si fa prima a dire che tutti i videogiochi sono di importanza rilevante, senza scomodare l'interesse culturale universale?
Quindi è rilevante culturalmente anche l'italianissimo Dodgem, l'unico a cui sono affezionato per ragioni anagrafiche (i giochi venuti dopo mi attraggono molto meno) :-)

Buttare via un'opera solo perché ritenuta "storicamente non rilevante" è un insulto verso gli autori.

Strettamente parlando nessuno le butta via: vengono tenute in salamoia. :-(
Ciò non toglie che questa pratica ha già fatto danni dimostrabili nel Regno Unito, come ho mostrato tramite link al commento n° 23.

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Sono d'accordo con te su quasi tutti i punti, non sto a commentarli minuzisamente. Solo un paio:

...che io sappia, non si può impedire in alcun modo al proprietario di una casa di tenerla sfitta tutto il tempo che desidera [...]

Ma in questo caso l'oggetto in questione ha un valore strettamente privato. Ma ad esempio nel caso in cui un proprietario lasci marcire una casa in pieno centro storico o che si affacci sulla piazza principale credo che qualcuno quantomeno a mantenerla quantomeno in ordine (visto che è l'immagine stessa della città a rimetterci) ed eventualmente punire chi non lo fa.


Dunque, nella mia vita c'è stato anche posto per una breve permanenza in una casa storica nel centro di Milano che il conte Radice Fossati stava lasciando crollare: la soprintendenza ai beni architettonici sarebbe stata messa davanti al fatto compiuto: da un cumulo di macerie non si può far altro che costruire palazzi moderni.
Un gruppo di persone l'aveva occupata e cercava come poteva di tenerla in piedi, e la casa esiste ancora adesso, anche se non giurerei che potrà restare in piedi a lungo.

Non so cosa dica la legge, né quale politica adottino le soprintendenze ai beni architettonici delle singole zone d'Italia. So per certo che nessun ente può obbligare un proprietario a fare lavori di restauro all'interno della sua proprietà. Potrà obbligarlo per semplici ragioni di sicurezza limitatamente alla facciata o al tetto, ma nulla di più.
Il proprietario in genere si trova in posizione di forza, perché dice: "Volete conservare un rudere del Seicento perché di valore storico? Datemi voi i soldi!" È chiaro che quando si tratta di cifre importanti simili accordi non sono facili.

Però torna all'esempio dei dischi: tu i cd di Battisti li hai e sei tranquillo. Immagina di essere un ragazzino che vuole avvicinarsi alla sua musica, vorresti comprare i suoi cd, ma questi sono stati ritirati perchè la famiglia ha deciso così. E allora come fai?

Ti posso dire che cosa facevo io un tempo, visto che simili problemi non sono così nuovi: andavo alla biblioteca comunale centrale di Milano, sita in palazzo Sormani, che ha una sezione di dischi in vinile e di videocassette abbastanza ben fornita, e in cuffia mi ascoltavo l'Lp, o mi guardavo il film, che mi interessava.
Naturalmente non in tutta Italia c'è la biblioteca Sormani.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
E se un giorno la casa produttrice si sveglia e rimette in commercio quel titolo?

Ben venga. E a quel punto si può pensare che i siti abandonware abbiano svolto il ruolo di "protesta pacifica": se la SH decide di ripubblicare un titolo dopo tutti quegli anni è perchè ha -grazie ai download abandonware- ha capito che quel gioco ha ancora un potenziale commerciale.

Sei sicuro che il sito rimuova immediatamente tutti i link dedicati?

Ci sono siti onesti che hanno cancellato link di giochi, quando si è scoperto che erano ancora in commercio. Altri se ne fregano e spacciano per abandonware giochi semplicemente vecchi. Ma mentre prima ci poteva stare un ragionamento del tipo "regalo qualcosa che non si trova più in commercio", in questo caso diventa palese che si tratta di warez e il sito diventa illegale a tutti gli effetti.

E anche se così facesse, ti senti di affermare che la casa produttrice, che spera di guadagnare qualcosa rilanciando quel titolo, non ha subito alcun danno economico fin lì?

Se la SH ha smesso di pubblicare un titolo dal 1990 al 2010, non può affermare che tutti quelli che l'hanno scaricato abandonware tra il 2000 e il 2005 abbiano "rubato".
Ma ad esempio spiegami una cosa: alla SH cosa cambia se io, non trovandolo nei negozi, ho comprato un gioco abandownare in un mercatino o su e-bay? Loro non ci hanno guadagnato in ogni caso, esattamente come se lo avessi scaricato; ovviamente il primo comportamento è legale, il secondo no...ma non credo che alle SH questo possa interessare (da quando in qua una casa produttrice si prodiga per far rispettare delle leggi solo per "senso civico"?)


Guarda, mi è venuto in mente un altro esempio, che secondo me sta a cuore a molti: al di là di ciò che si pensa sul doppiaggio di film e telefilm (io stesso ho espresso molte riserve in merito) è indubbio che molti di noi siano affezionati alle voci di certi personaggi con cui siamo cresciuti.

E allora mi spiegate perchè, con l'avvento del dvd molti film vengono ridoppiati? Ok, so che ci sono motivazioni tecniche, in alcuni casi davvero assurdi (es: se in sottofondo si sente una canzone di cui la casa cinematografica non ha più i diritti...questa viene cambiata).
Però quanti di noi hanno storto il naso nel sentire film storici con nuove voci? Quanti -pagando- vorrebbero avere la possibilità di avere questi film con il doppiaggio originali?

Di fatto certe opere non sono più reperibili nella loro versione "originale" se non in vhs: ma sono sempre meno i negozi che le vendono ancora, mentre magari c'è qualcuno che ne ha una copia registrata dalla tv. Ma sono comunque però sono opere deperibili (spesso già deperite dall'usura) e quindi vanno preservate in qualche modo. E come si fa, se chi ne detiene i diritti è proprio chi ne sta decretando la scomparsa?
E' giusto che lo faccia, visto che molti di quei film sono opere entrate nell'immaginario collettivo e fanno parte della nostra cultura?

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
La vostra occupazione può essere vista come una protesta che possa portare all'attenzione una situazione che altrimenti sarebbe stata ignorata.
A quel punto diventa obbligatorio, da chi di competenza, prendere una decisione: se il conte decide che non ha interesse -o possibilità- per ristrutturare la casa, può decidere di lasciar perdere (e rischiare denunce o grane varie, nel caso di crolli) oppure prendere la decisione di vendere quella casa.
Oppure -se è uno che ci tiene alla popolarità- può donarla al comune o qualche associazione, in modo che si trasformi in un museo, una scuola, la sede di un'ente...In fondo ricordiamoci che chi possiede molto, ma poi lo trascura, non è mai ben visto.
Insomma: la vostra protesta, come i siti abandonware, possono servire anche solo per risvegliare l'opinione pubblica, davanti ai quali i "possessori" talvolta cedono.

Ti posso dire che cosa facevo io un tempo, visto che simili problemi non sono così nuovi: andavo alla biblioteca comunale centrale di Milano, sita in palazzo Sormani, che ha una sezione di dischi in vinile e di videocassette abbastanza ben fornita, e in cuffia mi ascoltavo l'Lp, o mi guardavo il film, che mi interessava.
Naturalmente non in tutta Italia c'è la biblioteca Sormani.


E' questo il punto: immagina se per usufruire di un bene come la musica tu sia costretto a farlo in certi orari e in certe modalità. E immagina come sarebbe la situazione in quei paesi dove non c'è una biblioteca del genere o dove non vengono spediti i dischi. Se tu volessi godere dell'ascolto casalingo (quando vuoi, con chi vuoi, senza alcun fastidio) di certa musica e sei disposto a pagare il dovuto per farlo, chi
può prendersi il diritto di negartelo?

Riprendo la questione dei doppiaggi: tanti cartoni animati sono stati ridoppiati quando sono rilevati da Italia 1, senza contare le numerose censure.
Se io voglio vedermi Dragon Ball con le voci e le scene originali, come l'ho visto negli anni 90 su Junior Tv, come posso fare?
Immagino che in vendita ci siano le vhs/dvd con le puntate integrali: ma se ad esempio queste fossero tutte state ridoppiate e io volessi risentire le voci del doppiaggio originale, perchè me lo devono negare?

Danilo Salvadori ha detto...

@Accademia:
E se un giorno la casa produttrice si sveglia e rimette in commercio quel titolo? Sei sicuro che il sito rimuova immediatamente tutti i link dedicati?
A voler essere sinceri sì. Perché è successo di già. Uno dei più grandi e famosi siti di abandonware "Home of the Underdogs" ha rimosso prontamente tutte le avventure Lucasarts non appena hanno iniziato a distribuirle in formato CD.
Non so se nel frattempo hanno ottenuto un danno economico o no, però sono sicuro che gran parte del danno se lo sono causati da soli. Se decido di ritirare dalla vendita una mia opera dopo non mi posso lamentare che le copie rimanenti sono andate a ruba nei mercatini e la gente fa di tutto per poterne ottenere una. E' colpa mia se è fuori dal mercato, mica degli utenti.

ciò che pensi tu non ha alcuna influenza sulle leggi vigenti e sulle sentenze dei giudici.
Lo so, lo so. Non sto dicendo che ho il potere mentale di cambiare le leggi. Sto dicendo che, come ho scritto prima, le leggi derivano dalla cultura e dalla società in cui sono presenti. Fintanto che la maggior parte delle persone vedrà l'abandonware come "un crimine che però non fa male a nessuno" rimarrà tale. Io non lo vedo come un crimine, ma come opera di recupero e restauro di opere d'arte abbandonate degna di applausi perché fatta per passione e non per mero guadagno economico.

Be', ma a questo punto non si fa prima a dire che tutti i videogiochi sono di importanza rilevante, senza scomodare l'interesse culturale universale
:-D Sarebbe il passo successivo. :-D

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

E anche se così facesse, ti senti di affermare che la casa produttrice, che spera di guadagnare qualcosa rilanciando quel titolo, non ha subito alcun danno economico fin lì?

Se la SH ha smesso di pubblicare un titolo dal 1990 al 2010, non può affermare che tutti quelli che l'hanno scaricato abandonware tra il 2000 e il 2005 abbiano "rubato".


La casa produttrice può benissimo argomentare: a) che tutti gli anni nei quali la vendita è stata sospesa sono stati impiegati per pianificare un'efficace strategia di rilancio e tirare l'attesa dei giocatori come una corda di violino e b) che gli utenti che nel frattempo hanno scaricato quel videogioco a quel punto non lo acquisteranno più, e quindi il danno è retroattivo.
Naturalmente useranno argomentazioni anche più articolate. Ma il senso è questo, e in nessuno dei due casi, legalmente, gli si può dare torto.

Ma ad esempio spiegami una cosa: alla SH cosa cambia se io, non trovandolo nei negozi, ho comprato un gioco abandownare in un mercatino o su e-bay? Loro non ci hanno guadagnato in ogni caso, esattamente come se lo avessi scaricato; ovviamente il primo comportamento è legale, il secondo no...

Questa proprio non l'ho capita: perché sarebbe permesso vendere un videogioco ad un mercatino, e non su ebay? Illecito è vendere copie non originali.

Sui ridoppiaggi di opere cinematografiche, a volte entrano in campo come hai accennato tu clausole di diritto d'autore che mettono con le spalle al muro gli stessi produttori di contenuti. A discuterne qui si finisce fuori dal seminato.

La vostra occupazione può essere vista come una protesta che possa portare all'attenzione una situazione che altrimenti sarebbe stata ignorata.
A quel punto diventa obbligatorio, da chi di competenza, prendere una decisione: se il conte decide che non ha interesse -o possibilità- per ristrutturare la casa, può decidere di lasciar perdere (e rischiare denunce o grane varie, nel caso di crolli) oppure prendere la decisione di vendere quella casa.


Non sto in quel palazzo dal 1993, figurati, e non me ne sono mai occupato, essendo ospite. Era un esempio. Credo che la cosa fosse iniziata con un contenzione fra il conte Radice Fossati e il Comune di Milano a metà degli anni Settanta, e si sia "risolto" con l'usucapione a metà degli anni Novanta.
Al di là di questo caso, credimi, Replicante Cattivo, il diritto alla proprietà individuale è inalienabile. Di una casa, di un terreno, di un modello di automobile di successo, il legittimo proprietario può disporre come crede, protetto anche dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
E purtroppo lo stesso vale per la proprietà intellettuale dei programmi per elaboratore elettronico, e sottolineo il "purtroppo".

Danilo Salvadori ha detto...

@Accademia:
La casa produttrice può benissimo argomentare: a) che tutti gli anni nei quali la vendita è stata sospesa sono stati impiegati per pianificare un'efficace strategia di rilancio e tirare l'attesa dei giocatori come una corda di violino e b) che gli utenti che nel frattempo hanno scaricato quel videogioco a quel punto non lo acquisteranno più, e quindi il danno è retroattivo.

Veramente entrambe queste posizioni non hanno alcun senso.
Il prodotto non è nuovo, è qualcosa di vecchio e già uscito. Ritirarlo dalle vendite per poi "rilanciarlo" è una strategia economicamente insulsa, sopratutto nel mercato dei videogame che ha degli "standard tecnici" in costante crescita.
L'unica possibilità di riedizione avviene in tre casi:
- versione economica di giochi molto venduti. In tal caso normalmente viene fatta appena dopo aver ritirato dal mercato il gioco, in collane "platinum" o simili. Non fa in tempo a divenire abandonware.
- versione nuova del gioco, come le versioni CD di molte adventure dei tempi del floppy. In questo caso il gioco distribuito in modo illegale non sarebbe lo stesso e quindi non ci sarebbe alcun danno economico.

Danilo Salvadori ha detto...

ovviamente intendevo "due" casi, non tre. :-)

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
La casa produttrice può benissimo argomentare: a) che tutti gli anni nei quali la vendita è stata sospesa sono stati impiegati per pianificare un'efficace strategia di rilancio e tirare l'attesa dei giocatori come una corda di violino

Per un gioco di 15 anni fa?

e b) che gli utenti che nel frattempo hanno scaricato quel videogioco a quel punto non lo acquisteranno più, e quindi il danno è retroattivo.

Ma dovrebbe dimostare che le persone che hanno scaricato il gioco es. tra il 2000 e il 2005, se non avessero potuto farlo, OGGI comprerebbero il gioco.
Magari sono persone che in quegli anni avevano più tempo da dedicare ai videogiochi, ora non possono più farlo.
Ti pare una scusa ridicola? Beh, in tal caso direi alla SH "Avete iniziato voi" :D

Questa proprio non l'ho capita: perché sarebbe permesso vendere un videogioco ad un mercatino, e non su ebay? Illecito è vendere copie non originali.

Primo caso: comprare il videogioco ad un mercatino o su e-bay
Secondo caso: scaricare il videogioco

Hai solo letto male la frase :)

Sui ridoppiaggi di opere cinematografiche, a volte entrano in campo come hai accennato tu clausole di diritto d'autore che mettono con le spalle al muro gli stessi produttori di contenuti. A discuterne qui si finisce fuori dal seminato.

Certo. Proprio oggi allo Zoo di 105 facevano notare che hanno ridoppiato la saga di Indiana Jones. Mi spieghi perchè io non dovrei più avere il diritto di avere gli stessi film degli anni 80, ma qualcosa che comunque è diverso? Se non mi danno più il diritto di comprare quei film con i doppiatori originali, allora io mi sento in diritto di scaricarlo dal p2p.
Non sia mai che qualcuno decida di rimettere in commercio anche le vecchie versioni, renendosi conto che hanno ancora mercato.


e si sia "risolto" con l'usucapione a metà degli anni Novanta.
Al di là di questo caso, credimi, Replicante Cattivo, il diritto alla proprietà individuale è inalienabile. Di una casa, di un terreno, di un modello di automobile di successo, il legittimo proprietario può disporre come crede, protetto anche dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.


Però credo che l'usucapione esista proprio perchè, anche se a lunghissimo termine, viene riconosciuto un limite entro il quale una persona ha il diritto di non-disporre di una sua proprietà. Credo eh...ma qui andiamo nel legalese e quindi è meglio rientrare IT :)

Replicante Cattivo ha detto...

versione nuova del gioco, come le versioni CD di molte adventure dei tempi del floppy.

Obrobri. Capisco che certi giochi devono essere resi accattivanti ai giocatori odierni: ma se io voglio giocare a Maniac Mansion o ZakMK, devo avere il diritto di farlo con la grafica e il sonoro originale ed EVENTUALMENTE ad una versione a 256 colori e tracce mp3.
Altrimenti è come vedere i film di Stanlio e Ollio a colori o Star Wars IV con gli alieni aggiunti in computer grafica.

Elena ``of Valhalla'' ha detto...

@Accademia dei pedanti ♂
Secondo il codice civile italiano, che io sappia, non si può impedire in alcun modo al proprietario di una casa di tenerla sfitta tutto il tempo che desidera, come ad un proprietario terriero di lasciare alle erbacce ettari di terra fertile per decenni. Così è anche coi diritti: il proprietario ne dispone come e quando vuole.

C'e` da dire che una singola casa sfitta o un singolo terreno inutilizzato fanno un danno trascurabile alla societa`, mentre quando la cosa diventa tanto diffusa da causare problemi gli stati disincentivano questi comportamenti (ad esempio alzando le tasse sulle case sfitte).

Per le opere coperte da diritto d'autore il danno e` sempre lieve, ma maggiore: se non posso andare a vivere in un appartamento, ma c'e` libero quello accanto non mi cambia niente, se non ho accesso ad un'opera, avere accesso a qualche altra opera non e` la stessa cosa.

Ad esempio: se voglio studiare il razzismo nel cinema degli anni 40 ho bisogno di vedere la versione originale di fantasia, quella restaurata non mi serve a nulla, anche se e` un'opera per il resto molto simile.

Anonimo ha detto...

Per Danilo Salvadori

Il prodotto non è nuovo, è qualcosa di vecchio e già uscito. Ritirarlo dalle vendite per poi "rilanciarlo" è una strategia economicamente insulsa, sopratutto nel mercato dei videogame che ha degli "standard tecnici" in costante crescita.

Come si sarà capito dal mio tifo per Dodgem, di videogiochi non capisco nulla :-(
Di marketing qualcosina so: e se l'industria discografica è riuscita a propinarci il revival degli anni Ottanta e Novanta italiani, fra i più deprimenti di sempre, se l'industria cinematografica ha rilanciato successi del passato come Blade Runner tramite la scempiaggine tutta americana del director's cut, perché dobbiamo escludere a priori il rilancio di vecchie glorie dell'intrattenimento videoludico come Pong?
Non ho idea di quale altra immane st.. oltezza si inventeranno per rimetterli sul mercato, forse il coder's cut, ma un giorno li rivedremo, o se li rivedremo...

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Questa proprio non l'ho capita: perché sarebbe permesso vendere un videogioco ad un mercatino, e non su ebay? Illecito è vendere copie non originali.

Primo caso: comprare il videogioco ad un mercatino o su e-bay
Secondo caso: scaricare il videogioco

Hai solo letto male la frase :)


Sì, ora l'ho riletta. Riscriviamola: "Ovviamente i primi due comportamenti sono legali, il secondo no..."
Com'era prima, era ambigua.

Sui ridoppiaggi di opere cinematografiche, a volte entrano in campo come hai accennato tu clausole di diritto d'autore che mettono con le spalle al muro gli stessi produttori di contenuti. A discuterne qui si finisce fuori dal seminato.

Certo. Proprio oggi allo Zoo di 105 facevano notare che hanno ridoppiato la saga di Indiana Jones.


Sai che a volte potrebbero essere vittime di incuria e archiviazione difettosa? Mi spiego: un dj con una certa esperienza mi ha riferito di come gli era stato affidato l'incarico da alcuni parenti di Ivan Graziani di trarre un CD da un suo disco dal vivo, di cui perfino la casa discografica aveva smarrito i nastri originali (credo si chiamino nastri master). Mi riferiva compiaciuto di aver ricevuto complimenti da parte di un tecnico del suono per l'ottima conversione in digitale partendo da un disco in vinile.
Pare che incidenti del genere non siano tanto rari.
Mi chiedo quindi se alla base del ridoppiaggio dei Predatori dell'arca perduta ci siano basse liti da portineria sui diritti d'autore, o, più banalmente, la perdita dei nastri originali su cui erano incise le voci dei doppiatori.
Ovviamente la cosa a te come spettatore non ti consola, ma va presa in considerazione.

Però credo che l'usucapione esista proprio perchè, anche se a lunghissimo termine, viene riconosciuto un limite entro il quale una persona ha il diritto di non-disporre di una sua proprietà. Credo eh...ma qui andiamo nel legalese e quindi è meglio rientrare IT :)

Puoi leggere la voce su Wikipedia. Non è poi un termine così lungo, nella maggior parte dei casi 20 anni.
Dubito sia mai applicabile ai videogiochi, l'usucapione non esiste nel diritto anglosassone, e quasi tutti i produttori hanno sede là. Sarebbe configurabile l'usucapione di un videogioco se venisse commercializzato, o comunque distribuito alla luce del sole da qualcuno che non ne ha i diritti ininterrottamente per venti anni. Cosa improbabile, e pure difficile da dimostrare, ma non impossibile.

Anonimo ha detto...

Per Elena ``of Valhalla''

Secondo il codice civile italiano, che io sappia, non si può impedire in alcun modo al proprietario di una casa di tenerla sfitta tutto il tempo che desidera, come ad un proprietario terriero di lasciare alle erbacce ettari di terra fertile per decenni. Così è anche coi diritti: il proprietario ne dispone come e quando vuole.

C'e` da dire che una singola casa sfitta o un singolo terreno inutilizzato fanno un danno trascurabile alla societa`, mentre quando la cosa diventa tanto diffusa da causare problemi gli stati disincentivano questi comportamenti (ad esempio alzando le tasse sulle case sfitte).


Hai scritto bene: disincentivano. Non possono proibirlo. Aumentano i gravami economici derivanti dall'avere un bene che è già improduttivo di suo, come una casa sfitta.

Ad esempio: se voglio studiare il razzismo nel cinema degli anni 40 ho bisogno di vedere la versione originale di fantasia, quella restaurata non mi serve a nulla, anche se e` un'opera per il resto molto simile.

Eh sì, ammetto che è un problema. In quei casi, se si dimostra di lavorare a una tesi di laurea, è possibile che aprano gli archivi della Walt Disney Co. per una visione privata. Ma procurarsi una copia della pellicola di quegli anni dev'essere un'impresa titanica.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
e se l'industria discografica è riuscita a propinarci il revival degli anni Ottanta e Novanta italiani, fra i più deprimenti di sempre,

Che centra? Un conto è far tornare "di moda" qualcosa del passato, un conto è la sua reperibilità. E i brani degli anni 80 (ma anche 60 e 70) non hanno mai smesso di circolare, nè nei dischi originali nè sottoforma di compilation.

se l'industria cinematografica ha rilanciato successi del passato come Blade Runner tramite la scempiaggine tutta americana del director's cut,

La director's cut, se permetti, è qualcosa di sacrosanto: ci permette di vedere il film così come era stato concepito dal regista. Forse ti riferisci alla "final's cut" che in fondo è qualcosa per collezionisti di cui il fruitore medio può anche fare a meno. Fermo restando che io devo avere il diritto -pagando- di entrare in possesso della Director's cut, così come della prima versione.
Infatti, poichè molta gente ha visto BR nella versione cno il "lieto fine", paradossalmente nemmeno lo stesso Ridley Scott potrebbe permettersi di vietare alla gente di entrarne in possesso.


perché dobbiamo escludere a priori il rilancio di vecchie glorie dell'intrattenimento videoludico come Pong?

Escludere a priori no...però quando si parla di abandonware si parla di giochi introvabili da almeno 10-15 anni...un po' troppi per pensare che si tratti di una strategia di rilancio o dei tempi tecnici per mandare in ristampa il gioco.

Anche perchè, bisogna cogliere la palla al balzo. Se oggi (inteso come questo decennio) la gente reclama a gran voce i giochi del passato, può darsi che tra 10 anni non lo farà più: i giocatori di oggi avranno smesso di giocare, le nuove leve smetteranno di comprare pc per giocare e magari cresceranno senza questa passione per il passato...insomma, non si può dare niente per scontato.

Sai che a volte potrebbero essere vittime di incuria e archiviazione difettosa? [...]
Pare che incidenti del genere non siano tanto rari.


No, ma quell'ipotesi è un caso estremo. La maggior parte dei ridoppiaggi avviene per motivi meramente tecnici (leggi qui), anche perchè si parla di film non proprio di nicchia e di cui possono essersi smarriti i master.
L'episodio che hai citato tu è interessante, ma ti faccio notare che parli di un live (probabilmente minore) di un grande artista che già a suo tempo non fu mai supportato come meritava. Non mi stupisce che possano aver perso un master di un suo live...ammesso che comunque fosse un live importante o di buona qualità.


Mi chiedo quindi se alla base del ridoppiaggio dei Predatori dell'arca perduta ci siano basse liti da portineria sui diritti d'autore, o, più banalmente, la perdita dei nastri originali su cui erano incise le voci dei doppiatori.
Ovviamente la cosa a te come spettatore non ti consola, ma va presa in considerazione.


Scusa eh...ma ammesso che uno abbia perso i master originali del film...ci sono milioni di copie da cui recuperare l'audio ed eventualmente ripulirlo. E non parlo certo delle vhs che si compravano nei negozi e possedute dai privati: penso a tutte le copie su pellicola o tutte quelle mandate Rai e Mediaset per trasmetterlo in tv. Chiaramente avranno una qualità minore dell'originale...ma è la stessa qualità con cui tutti noi abbiamo guardato il film: pertanto, una volta trasposto in digitale, non ci sarà nessuna sensibile perdita di segnale.

Danilo Salvadori ha detto...

@Accademia:
(chiamami pure Danilo e basta. :-P)
perché dobbiamo escludere a priori il rilancio di vecchie glorie dell'intrattenimento videoludico come Pong?

Proprio a volermi smentire da solo, ieri sera ho acceso la Wii e rigiocato a Castlevania del NES su Virtual Console (finendolo per la prima volta in vita mia. Yeah! :-D). Un gioco di fine anni 80.
Effettivamente c'è proprio in questi ultimi anni il "revival" di cui parli. Tra Virtual Console della Wii e classici venduti su XBOX Live e PSNetwork, un sacco di giochi classici stanno tornando sulla cresta dell'onda a prezzi bassissimi (5-10 euro normalmente).
Però bisogna sottolineare che questo ritorno è stato proprio dettato dal fatto che, tra america e giappone (i due principali mercati dei vg) un sacco di gente si era data al retrogaming via emulazione e simili. Quindi è stata più una risposta al crescere della richiesta degli utenti, più che una strategia ragionata.
A questo punto si torna al discorso pirateria di film e musica: sta all'onestà di chiunque. Io le saghe di Mario, Castlevania e Zelda ce l'ho sia su VC che su emulatore; e se devo essere sincero preferisco ampiamente giocarci su emulatore perché applica filtri grafici che migliorano la qualità notevolmente senza rovinare il gioco.

@Replicante: se io voglio giocare a Maniac Mansion o ZakMK, devo avere il diritto di farlo con la grafica e il sonoro originale
Beh, le versioni CD dei classici Lucasarts normalmente non facevano altro che mettere doppiaggio e musica su traccia CD o mp3. Il resto rimaneva invariato.
Anche se il danno c'era comunque: in Monkey Island esaminando il tronco nella foresta era stata tolta la presa in giro del "inserisci il disco 4 e premi F13 per continuare" :-D

Replicante Cattivo ha detto...

@ Danilo

Tralaltro, la Nintendo (a dimostrazione di quanto sia sempre un passo avanti rispetto agli altri) ha sempre salvaguardato i suoi vecchi giochi, ripubblicandoli sulle nuove console.
Ad esempio con "Super Mario All Stars", ha permesso ai possessori di SNES di giocare ai primi 3 episodi della serie quando ormai era evidente che il Nes fosse in declino.
In quel caso il ritocco grafico ci stava, poichè dovevano comunque renderli appetibili a un pubblico che ancora non concepiva l'idea di abandonware e non vedeva i primi 3 Super Mario come degli iper-classici (ma semplicemente come dei bei giochi, anche se vecchi).

Allo stesso modo, i possessori di Game Boy Advance hanno potuto rigiocare ai vecchi giochi di Mario e Zelda, spesso pubblicati come "bonus" nei giochi più recenti (es. Mario Bros incluso in "Mario e Luigi superstar saga") o ripubblicando direttamente i giochi dello SNES, sempre con l'aggiunta di bonus game (es. "Zelda A Link To The Past" includeva un gioco multyplayer).
E non hanno certo aspettato 15 anni per dire "ci stavamo pensando", ma si sono resi conto che quei giochi ancora oggi hanno un appeal e un richiamo che ne giustifichi la diffusione.


Beh, le versioni CD dei classici Lucasarts normalmente non facevano altro che mettere doppiaggio e musica su traccia CD o mp3. Il resto rimaneva invariato.


Io ho visto alcuni giochi, come Maniac Mansion, con la grafica completamente ridisegnata. Capisco che per alcuni è ridicolo voler richiedere la grafica originale, principalmente per meri motivi affettivi, ma appunto il concetto è che devi permettere, a chi la vuole, di poter usufruire della versione originale...che in fondo è quella che va a cercare nei siti abandonware.

Un nuovo giocatore preferirà giocare ai vari Monkey Island con traccia mp3 e grafica più dettagliata...un giocatore dell'epoca non rivivrà la stessa magia del gioco originale. Sembrano discorsi da purista ma è così...io ridevo molto di più quando Guybrush non cambiava espressione (ti ricordi il balletto degli scheletri nel secondo episodio, quando anche lui inizia a ballare, ma rimane impassibile?) rispetto alla sua versione cartoon dal terzo episodio in poi.

In fondo i suddetti giochi non occupavano tra l'uno e i sei dischetti (Fate Of Atlantis), quindi non vedo perchè, in una riedizione dei suddetti giochi, non si possano inserire anche le versioni originali. Una persona avrà la libertà di scegliere in base al proprio gusto.

In Monkey Island esaminando il tronco nella foresta era stata tolta la presa in giro del "inserisci il disco 4 e premi F13 per continuare" :-D

Solo per dire...una delle gag più divertenti della storia (oltre al fatto che ai tempi molti ci cascarono) che ancora oggi tutti si ricordano. Se attorno ad essa ci metti 16mila colori o audio in 5.1, il risultato non cambia.

Danilo Salvadori ha detto...

@Replicante:
Io ho visto alcuni giochi, come Maniac Mansion, con la grafica completamente ridisegnata.
Non saprei. Io MM l'ho giocato solo nella versione inclusa in Day of the Tentacle. Delle versioni CD ho preso MI1 e 2 e Indiana Jones e mi parevano identici. Avevano cambiato solo l'inventario di MI sostituendo disegni alle scritte.

(ti ricordi il balletto degli scheletri nel secondo episodio, quando anche lui inizia a ballare, ma rimane impassibile
Come no! :-D Sorpassato solo da quando sputi involontariamente (o volontariamente) contro Wally il cartografo e lui non fa altro che girare gli occhi verso di te. :-D :-D :-D

una delle gag più divertenti della storia (oltre al fatto che ai tempi molti ci cascarono) che ancora oggi tutti si ricordano. Se attorno ad essa ci metti 16mila colori o audio in 5.1, il risultato non cambia.
Si torna al discorso che facevo prima: ciò che rende un gioco memorabile non è tanto il livello tecnico raggiunto (che verrà polverizzato da altri giochi nel giro di un paio di anni) ma ciò che ti riesce a comunicare.
L'intera generazione che ha giocato a MI sa cosa significa "Guarda! Una scimmia con tre teste!" :-D

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Che centra?
Casomai c'entra, con l'apostrofo.

Un conto è far tornare "di moda" qualcosa del passato, un conto è la sua reperibilità. E i brani degli anni 80 (ma anche 60 e 70) non hanno mai smesso di circolare, nè nei dischi originali nè sottoforma di compilation.

Da appassionato, ti smentisco categoricamente. I dischi in vinile sono andati fuori catalogo come qualsiasi altro prodotto di consumo. Per non parlare dell'epoca dei CD, dal 1993 in poi, la cui vita era a volte di due anni. Solo per i grandi nomi della canzone si trovava tutto il catalogo, ma si tratta di una ventina di casi, in Italia.
I dischi del passato si acquistavano attraverso i mercati del collezionismo, ma siamo sempre lì: perché io devo impiegare tante energie alla ricerca di un titolo, col rischio concreto di trovare un disco gracchiante perché quello passa il convento? Risposta della casa discografica: perché il diritto di reincisione è mio, e me lo gestisco io. :-)

se l'industria cinematografica ha rilanciato successi del passato come Blade Runner tramite la scempiaggine tutta americana del director's cut,

La director's cut, se permetti, è qualcosa di sacrosanto: ci permette di vedere il film così come era stato concepito dal regista.


Ecco, siamo in tema di canzoni del passato, quindi cito Piru pirulì, brano del 1975 interpretato da Sandra Mondaini (e Raimondo Vianello):
«Beato chi ci crede,
noi no, non ci crediamo!»
Mi associo alla coppia Vianello-Mondaini: alla storia del regista che deve far sapere al mondo che lui no, non voleva fare un film così, è stato il produttore cattivo che ha snaturato la sua opera, non ci credo neanche un po'.
Fin dagli anni Cinquanta i registi giravano finali alternativi e scene in più: prima della moda del director's cut, i cinefili andavano ai cineforum.

Escludere a priori no...però quando si parla di abandonware si parla di giochi introvabili da almeno 10-15 anni...un po' troppi per pensare che si tratti di una strategia di rilancio o dei tempi tecnici per mandare in ristampa il gioco. Anche perchè, bisogna cogliere la palla al balzo...

Il marketing ha le sue ragioni che la ragione non comprende :-)
Per ora, lo ammetto, parlo in astratto: una moda del tipo "coder's cut" ancora non è nata, e quindi ancora non possiamo dire se vi sarà una demonizzazione dei siti di abandonware e una causa milionaria contro una madre single pizzicata con 25 titoli.
Io dico che andrà a finire così, ma è una personalissima speculazione: che non ci sarà nessuna differenza di percezione, a livello di autorità, fra i due tipi di illeciti (warez e abandonware).

L'episodio che hai citato tu è interessante, ma ti faccio notare che parli di un live (probabilmente minore) di un grande artista che già a suo tempo non fu mai supportato come meritava.

Non credere che non accada con artisti più famosi di Ivan Graziani, e con album in studio ;-)

Mi chiedo quindi se alla base del ridoppiaggio dei Predatori dell'arca perduta ci siano basse liti da portineria sui diritti d'autore, o, più banalmente, la perdita dei nastri originali su cui erano incise le voci dei doppiatori.
[...]
Scusa eh...ma ammesso che uno abbia perso i master originali del film...ci sono milioni di copie da cui recuperare l'audio ed eventualmente ripulirlo.


Ammiro il tuo ottimismo sullo stato di pellicole che non circolano più nelle sale da anni. Ma temo che la realtà sia più deludente: pellicole tagliuzzate qua e là, per cui un doppiaggio dal primo all'ultimo minuto risulta impossibile. Oppure tracce audio così rovinate da essere improponibili per un DVD. Non sono di nicchia, d'accordo, ma l'incuria colpisce anche il doppiaggio di film da cassetta. O qualche ente come la cineteca nazionale li ha conservati con tutti i criteri, o le amare sorprese sono dietro l'angolo. :-(

Anonimo ha detto...

Per Danilo Salvadori

(chiamami pure Danilo e basta. :-P)

...e che pedante sarei?

perché dobbiamo escludere a priori il rilancio di vecchie glorie dell'intrattenimento videoludico come Pong?

Proprio a volermi smentire da solo, ieri sera ho acceso la Wii e rigiocato a Castlevania del NES su Virtual Console (finendolo per la prima volta in vita mia. Yeah! :-D). Un gioco di fine anni 80.
Effettivamente c'è proprio in questi ultimi anni il "revival" di cui parli. Tra Virtual Console della Wii e classici venduti su XBOX Live e PSNetwork, un sacco di giochi classici stanno tornando sulla cresta dell'onda a prezzi bassissimi (5-10 euro normalmente).
Però bisogna sottolineare che questo ritorno è stato proprio dettato dal fatto che, tra america e giappone (i due principali mercati dei vg) un sacco di gente si era data al retrogaming via emulazione e simili. Quindi è stata più una risposta al crescere della richiesta degli utenti, più che una strategia ragionata.


Sono contento che tu mi dica così, ho fatto un esempio un po' provocatorio in un campo di cui so poco o nulla, e scopro che la realtà lo ha già superato.
Ciò non toglie che se questa tendenza al retrogaming (si chiama davvero così?) si estenderà, la "zona grigia" in cui si muovono ora i siti di abandonware diventerà rapidamente una zona nera come la bandiera dei pirati, e saranno considerati illeciti in tutto e per tutto.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
Casomai c'entra, con l'apostrofo.

Sorry, non è la prima volta che lo sbaglio e non sarà l'ultima :(

Da appassionato, ti smentisco categoricamente. I dischi in vinile sono andati fuori catalogo come qualsiasi altro prodotto di consumo.

Fino agli anni 90 quasi tutte le band pubblicavano i dischi anche su vinile: negli spot capeggiava sempre la scritta LP-MC-CD. Dopodichè se le band hanno smesso di incidere su cd è perchè ai tempi ogni supporto veniva considerato come l'evoluzione del precedente e quindi si pensava (sbagliando) che il cd avrebbe soppiantato il vinile.
Poi certo: il collezionista che vuole un disco dei Genesis in vinile lo troverà molto più facilmente rispetto a quello che cerca il vinile de Il Balletto Di Bronzo: ma la questione è paragonabile a quello che vuole comprare Monkey Island con scatola, dischetti e ruota dei codici originali dell'epoca.

Resta il fatto che la musica di quegli anni (come quella dei gruppi progressivi italiani) è stata ristampata proprio quando si è visto che aveva un suo mercato. E' chiaro che uno preferirà avere i relativi vinili (e il collezionista incallito andrà a cercarseli), ma l'ascoltatore appassionato si "accontenterà" del cd. Purchè questo non venga stravolto -come spesso accade- nelle tracklist o nel mixaggio.

Per non parlare dell'epoca dei CD, dal 1993 in poi, la cui vita era a volte di due anni.

Questa non l'ho capita.
Comunque ricordiamoci i giochi su dischetto, che spesso non resistevano nemmeno al viaggio dal negozio a casa.


I dischi del passato si acquistavano attraverso i mercati del collezionismo, ma siamo sempre lì: perché io devo impiegare tante energie alla ricerca di un titolo, col rischio concreto di trovare un disco gracchiante perché quello passa il convento?


Se tu sei un collezionista, ti interessa l'oggetto in sè, da trattare come una reliquia: conta che ci sono collezionisti che possiedono dischi in vinile che non ascoltano mai, oppure comprano in duplice copia e uno lo tengono sigillati (come accade anche per i fumetti).
Il collezionista che vuole il vinile del Buon Vecchio Charlie, non va alla ricerca della loro musica (che può acquistare su una ristampa cd) ma dell'oggetto. E anche se sa che l'ascolto su vinile è più caldo di quello su cd, probabilmente lo ascolterà una volta per poi riporlo nella custodia onde evitare di rovinarlo.

Risposta della casa discografica: perché il diritto di reincisione è mio, e me lo gestisco io. :-)


E alla casa discografica, cosa cambia se io compro il suo disco ai mercatini o lo scarico? In qualsiasi caso non ottiene alcun profitto dalla sua scelta.

Mi associo alla coppia Vianello-Mondaini: alla storia del regista che deve far sapere al mondo che lui no, non voleva fare un film così, è stato il produttore cattivo che ha snaturato la sua opera, non ci credo neanche un po'.Fin dagli anni Cinquanta i registi giravano finali alternativi e scene in più: prima della moda del director's cut, i cinefili andavano ai cineforum.

E come applicheresti questa teoria similcomplottista a Blade Runner? E' l'unico film in cui la Director's Cut ha una qualcosa in MENO rispetto all'originale
- non ci sono le voci fuori campo
- non c'è quell'orribile finale
C'è solo un immagine in più (il sogno dell'unicorno), ma per il resto teoricamente chiunque avrebbe potuto farsi la propria Director's Cut stoppando il film quando si chiudono le porte dell'ascensore.

Ma poi hai idea delle critiche che si beccò Ridley Scott all'epoca con quel finale posticcio? Le stesse che si beccò Lucas quando decise di fare (quella sì) la furbata di editare Star Wars. Ma almneno Ridley Scott mise un rimedio, mentre Lucas fece una figura barbina, soprattutto snaturando lui stesso alcune scene del film e, con esse, i suoi personaggi ("Han Solo shot first")

Replicante Cattivo ha detto...

Per ora, lo ammetto, parlo in astratto: una moda del tipo "coder's cut" ancora non è nata, e quindi ancora non possiamo dire se vi sarà una demonizzazione dei siti di abandonware e una causa milionaria contro una madre single pizzicata con 25 titoli.
Io dico che andrà a finire così, ma è una personalissima speculazione: che non ci sarà nessuna differenza di percezione, a livello di autorità, fra i due tipi di illeciti (warez e abandonware).


Ma già ora è così: ci sono siti di abandonware che in realtà spacciano warez belli e buoni. Ma i siti più intelligenti e onesti sono quelli che spesso rimuovono i titoli su segnalazione degli utenti e che sperano di poter rivedere certi titoli sugli scaffali.

Non credere che non accada con artisti più famosi di Ivan Graziani, e con album in studio ;-)

Non vorrei dire una cazzata, ma mi pare che il master originale dell'unico disco dei Sex Pistols sia andato perduto. Per fortuna non si sta parlando del master di Sgt Pepper o Dark Side Of The Moon :)

Ammiro il tuo ottimismo sullo stato di pellicole che non circolano più nelle sale da anni. Ma temo che la realtà sia più deludente: pellicole tagliuzzate qua e là, per cui un doppiaggio dal primo all'ultimo minuto risulta impossibile. Oppure tracce audio così rovinate da essere improponibili per un DVD.

Ora capisco il senso del tuo nickname.
Cioè, il fatto che il ridoppiaggio nasca per questioni di diritti o per riadattare le vecchie tracce audio in versione stereo o 5.1 è qualcosa di assodato. Ora mi stai tirando ipotesi possibili, ma altamente improbabili e comunque che non possono valere per così tante casistiche.

Ora è assurdo pensare che i film vengano ridoppiati perchè le varie copie sparse per il mondo venivano gettate ai topi o appoggiate sui termosifoni. Ma poi, scusa, allora in UK e USA come fanno? Loro non hanno questo problema con le tracce audio originali? Se per noi è sopportabile vedere Indiana Jones ridoppiato, voglio vedere cosa diranno in patria nel sentire un film doppiato dallo stesso attore quasi 30 anni dopo.


O qualche ente come la cineteca nazionale li ha conservati con tutti i criteri, o le amare sorprese sono dietro l'angolo. :-(

Se sono in grado di conservare io le mie vhs di cui non me ne frega quasi più nulla, non vedo perchè non possano farlo tutte le cineteche del mondo. Cioè: se io prendo un film registrato 10 anni fa dalla tv, non avrà l'audio 5.1, probabilmente un po' ovattato e col volume un po' basso...ma si sente come è giusto che si senta. Una persona in grado di farlo, saprebbe sicuramente digitalizzare l'audio e restaurarlo; di sicuro non ne uscirà l'audio di Avatar, ma non ha nemmeno senso pretenderlo. Anche perchè quando guardiamo un qualsiasi film degli anni 50 l'audio, per quanto sia stato ripulito, non sarà mai perfetto.
Quindi questa storia non sta in piedi, anche perchè risulterebbe impossibile applicarla a tutti i film che sono stati ridoppiati (tanto più che non abbiamo alcuna casistica di film ridoppiato perchè esistevano tracce audio recuperabili).

Danilo Salvadori ha detto...

Ciò non toglie che se questa tendenza al retrogaming (si chiama davvero così?)

Sì.

la "zona grigia" in cui si muovono ora i siti di abandonware diventerà rapidamente una zona nera come la bandiera dei pirati

Il discorso è giusto. Aggiungo un elemento che rende la storia ancora più caotica. Il mercato dei videogame americano, giapponese ed europeo sono diversi l'uno dall'altro. Capita quindi che giochi usciti in Giappone non vengano mai esportati all'estero. Per assurdo quei giochi sarebbero abandonware al di fuori del Giappone e copie pirata nel Giappone.

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Da appassionato, ti smentisco categoricamente. I dischi in vinile sono andati fuori catalogo come qualsiasi altro prodotto di consumo.

Fino agli anni 90 quasi tutte le band pubblicavano i dischi anche su vinile...


Perché solo le band scusa? Non esistono più i cantanti e i cantautori? :-)

Poi certo: il collezionista che vuole un disco dei Genesis in vinile lo troverà molto più facilmente rispetto a quello che cerca il vinile de Il Balletto Di Bronzo

No, non ne facevo un discorso di collezionismo; è la volontà di conoscere, pagando, le passate stagioni della musica italiana, e nella miglior qualità possibile. Cosa non facile, perché non sempre si riesce a mettere le mani su un disco in qualità "mint" (copia come nuova), e quand'anche ci si riesce il costo è proibitivo, da collezionisti, appunto, non da semplici appassionati di musica del passato, che hanno possibilità economiche limitate.

Resta il fatto che la musica di quegli anni (come quella dei gruppi progressivi italiani) è stata ristampata proprio quando si è visto che aveva un suo mercato.

Ah sì? Di nuovo, ammiro il tuo ottimismo. Visto che tu hai citato Il Balletto di bronzo, mi sai dire in che CD trovo Si mama mama e Cominciò per gioco?
E nota che ti sei scelto un esempio facile, Il Balletto di Bronzo è stato un gruppo di rock progressivo conosciuto anche all'estero. Con gruppi minori, troverai ancora meno sotto forma di CD.

E' chiaro che uno preferirà avere i relativi vinili (e il collezionista incallito andrà a cercarseli), ma l'ascoltatore appassionato si "accontenterà" del cd.

Esatto: io, ascoltatore appassionato, mi accontento del CD; se si trovasse. :-(
Perché dimentichi un particolare: anche i CD con la rimasterizzazione di musica pre-1982 vanno fuori catalogo e spariscono dal mercato ancora più dei corrispettivi dischi in vinile, immagino in quanto per questi ultimi c'è un pubblico di appassionati collezionisti che per le ristampe CD manca.

Per non parlare dell'epoca dei CD, dal 1993 in poi, la cui vita era a volte di due anni.

Questa non l'ho capita.


Mi sono espresso male: con l'avvento dei CD, la vita media di un album nel catalogo della casa discografica si è ulteriormente ridotta rispetto alla vita media di un Lp, al punto che già dopo due anni capitava che un titolo non era più reperibile. Non è connesso al supporto in sé, sia chiaro, ma ad un'epoca in cui le mode musicali si alternano e si fagocitano l'un l'altra a velocità supersonica.

Se tu sei un collezionista, ti interessa l'oggetto in sè, da trattare come una reliquia:

Ho spiegato più sopra che mi interessa il contenuto, non il contenitore. Se fossi un semplice feticista del supporto in PVC, sarebbe tutto più semplice.

Il collezionista che vuole il vinile del Buon Vecchio Charlie, non va alla ricerca della loro musica (che può acquistare su una ristampa cd) ma dell'oggetto.

Hai fatto un esempio infelice: durante la sua breve esistenza il gruppo Il buon vecchio Charlie non incise nulla. La loro prima edizione fu proprio un CD, altro che "ristampa". E solo nel 1999, 9 anni dopo, uscì un album sia in Lp sia in CD, a puri fini collezionistici.

Risposta della casa discografica: perché il diritto di reincisione è mio, e me lo gestisco io. :-)

E alla casa discografica, cosa cambia se io compro il suo disco ai mercatini o lo scarico? In qualsiasi caso non ottiene alcun profitto dalla sua scelta.


Solo la gratificazione di possedere qualcosa su cui si ha pieno controllo: non è mica così comune, sai? Coi figli, coi sottoposti, con i programmi del computer questa soddisfazione si prova di rado. :-D

Anonimo ha detto...

(segue)

E come applicheresti questa teoria similcomplottista a Blade Runner? E' l'unico film in cui la Director's Cut ha una qualcosa in MENO rispetto all'originale
- non ci sono le voci fuori campo
- non c'è quell'orribile finale
C'è solo un immagine in più (il sogno dell'unicorno), ma per il resto teoricamente chiunque avrebbe potuto farsi la propria Director's Cut stoppando il film quando si chiudono le porte dell'ascensore.


Non do la stura a una polemica sulla riedizione di Blade runner. Se ti piace crederlo, per me non c'è problema.
Conosco Hollywood, e so che ci lavora gente pagata per lanciare (o rilanciare) un'idea che convinca il pubblico di andare al cinema per compiere un'esperienza unica in tutta la vita. Quella del director's cut è una delle tante.

Cioè, il fatto che il ridoppiaggio nasca per questioni di diritti o per riadattare le vecchie tracce audio in versione stereo o 5.1 è qualcosa di assodato.

Per i film da cassetta americani, direi proprio di si. Non dico che sia una cosa positiva, ma le grandi produzioni hollywoodiane sorvegliano la qualità anche della versione estera. Per loro o è perfetta, o niente.

Ora è assurdo pensare che i film vengano ridoppiati perchè le varie copie sparse per il mondo venivano gettate ai topi o appoggiate sui termosifoni.

È una mia ipotesi, ammetto. Se qualcuno che legge è nel campo e ne sa di più, che scriva.
Io so come funziona l'archiviazione dei prodotti culturali... :-(

Ma poi, scusa, allora in UK e USA come fanno? Loro non hanno questo problema con le tracce audio originali?

Che domanda! Loro che l'hanno prodotto hanno la pellicola originale, e anche il negativo. E nessun doppiaggio, tutti i film nel mondo anglosassone sono in presa diretta.
I nastri del doppiaggio vengono conservati alla filiale italiana, almeno credo io, e non vi si dava quella grande importanza fino ad alcuni anni fa: una volta doppiato, il film è lì pronto e finito, chi se ne importa dei nastri originali.

O qualche ente come la cineteca nazionale li ha conservati con tutti i criteri, o le amare sorprese sono dietro l'angolo. :-(

Se sono in grado di conservare io le mie vhs di cui non me ne frega quasi più nulla, non vedo perchè non possano farlo tutte le cineteche del mondo.


Certo che lo possono fare. E in alcuni casi credo abbiano anche un obbligo di legge. Ma se non lo fanno sempre, dimenticandosi un film che col tempo assurge allo status di capolavoro, che si fa? Si deferiscono i responsabili alla corte marziale?

Cioè: se io prendo un film registrato 10 anni fa dalla tv, non avrà l'audio 5.1, probabilmente un po' ovattato e col volume un po' basso...ma si sente come è giusto che si senta.

Quasi mai i film in tv generaliste sono trasmessi per intero. Pochi lo sanno, ma esigenze di tempo impongono tagli qua e là. Come riempi i buchi, per quanto brevi?

Replicante Cattivo ha detto...

@Accademia
No, non ne facevo un discorso di collezionismo; è la volontà di conoscere, pagando, le passate stagioni della musica italiana, e nella miglior qualità possibile

Oggi come oggi "nella miglior qualità possibile" spesso coincide con "versione CD": già perchè, anche se per molti il vinile è un supporto superiore al cd, in QUESTI casi si parla di oggeti vecchi di decenni e probabilmente usurate.
Resta il fatto che se a te interessa il contenuto del disco prenderai il cd, perchè in quel caso è "la migliore qualità possibile", semplicemente perchè la versione LP...non è possibile :)

Non escludo che tra qualche anno le vetuste VHS diventino oggetto da collezionismo (magari proprio perchè sono edizioni non ridoppiate), anche quando è palese che la qualità della registrazione sarà inferiore a qualsiasi dvd. Quindi, fra 10-20 anni sarà praticamente impossibile reperire un qualsiasi film in vhs in copia "mint", perchè qualsiasi vhs che tu possa trovare sarà pur sempre un oggetto di 20-30 anni prima, con tutte le limitazioni del caso.

Ah sì? Di nuovo, ammiro il tuo ottimismo. Visto che tu hai citato Il Balletto di bronzo, mi sai dire in che CD trovo Si mama mama e Cominciò per gioco?


Già se io voglio ascoltare il BDB posso farlo senza problemi in cd. E' chiaro che se voglio un vinile originale dell'epoca dovrò farmi un bel po' di giri, ma quello è un problema di chi vuole "il disco X in formato Y dell'anni Z": questo diventa difficile per QUALSIASI disco.

Se invece io voglio sentire un gruppo misconosciuto, di cui è impossibile reperire sia vinile che cd, allora i casi sono due:
- apro emule o youtube e spero che qualcuno abbia uploadato illegalmente i brani: in tal caso nessuno può lamentarsi, nemmeno il gruppo stesso (a meno che egli stesso non sia disposto a farmi una copia del disco e spedirmela)
- rimuginare perchè non trovo il disco: in tal caso è evidente che mi interessa più l'oggetto che la musica.

Mi sono espresso male: con l'avvento dei CD, la vita media di un album nel catalogo della casa discografica si è ulteriormente ridotta rispetto alla vita media di un Lp, al punto che già dopo due anni capitava che un titolo non era più reperibile.

Ok, capito :)
Però ricordiamoci che ai tempi il cd è stato un supporto che ci ha messo molto tempo per diffondersi in maniera capillare, soprattutto perchè era un formato d'ascolto -oltre che costoso- esclusivamente casalingo, che perdeva il confronto con le musicassette (che si potevano ascoltare in auto e con i walkman). Pertanto ci sta che di ogni disco ne venissero stampate meno copie. Oggi faccio fatica a credere che sia difficile recuperare un cd di un qualsiasi artista (supportato da una major) uscito dopo il 1990.

Hai fatto un esempio infelice: durante la sua breve esistenza il gruppo Il buon vecchio Charlie non incise nulla. La loro prima edizione fu proprio un CD

Ok, ho cannato l'esempio. Spero che Richard Benson abbia pietà di me :)
Ma questo spiega come sia più conveniente, a chi ne possiede i diritti, rendere sempre disponibile all'acquisto i propri prodotti.
Sai che ci sono colonne sonore di Vangelis mai pubblicate, circolanti solo via bootleg? (la OST di Blade Runner è uscita solo enl 1994) A nessuno viene in mente che questi dischi potrebbero interessare a qualcuno?

Solo la gratificazione di possedere qualcosa su cui si ha pieno controllo: non è mica così comune, sai? Coi figli, coi sottoposti, con i programmi del computer questa soddisfazione si prova di rado. :-D

Beh, nell'epoca di internet, questo ragioamento non ha molto senso. Tu puoi avere il pieno controllo sugli oggetti che metti in vendita, ma sai benissimo che invece la musica che vi è registrata continuerà a circolare.

Replicante Cattivo ha detto...

Non do la stura a una polemica sulla riedizione di Blade runner. Se ti piace crederlo, per me non c'è problema.
Conosco Hollywood, e so che ci lavora gente pagata per lanciare (o rilanciare) un'idea che convinca il pubblico di andare al cinema per compiere un'esperienza unica in tutta la vita. Quella del director's cut è una delle tante.


Beh, però ci potrebbe essere gente che vorrebbe avere la possibilità di vedere al cinema film che ha sempre e solo visto in tv.
Quindi non è una scelta da condannare.

E' chiaro che se tra un anno uscirà "Avatar-director's cut" la cosa sarebbe discutibile. Ma l'idea che fra 5 anni questo film possa tornare nelle sale per permettere di godere del 3D a chi se l'è perso la prima volta, direi "perchè no?"
Anche perchè auspico che tra 5 anni, questa mania del 3d sarà bell'e finita.

Per i film da cassetta americani, direi proprio di si. Non dico che sia una cosa positiva, ma le grandi produzioni hollywoodiane sorvegliano la qualità anche della versione estera. Per loro o è perfetta, o niente.

Ma al di là di questo, è logico che chi pubblica un film in versione dvd 5.1 decida di incentivare l'acquisto quelli che possiedono tale impianto. Il problema è che fare questa conversione su una traccia audio in mono o comune stereo, è molto difficile.

Esiste poi un altro problema: se esce una versione dicetor's cut con delle scena aggiunte, come fai a metterle nel dvd se non hai chi te le doppia (perchè il doppiatore originale è morto o ha cambiato voce)? E allora, siccome la gente è talmente caprona da non accettare una scena in lingua originale sottotitolata o storce il naso davanti ad una singola scena ridoppiata ...si passa un colpo di spugna e si ridoppia tutto.

Ma anche in questo caso mi chiedo: cosa costa mettere nel dvd una traccia in più, col doppiaggio originale (compresi i buchi nelle scene originariamente tagliate)?

Poi appunto, ci sono casi assurdi come quelle in cui in sottofondo ad una certa scena si sente una canzone di cui non si possiedono più i diritti o che, per un motivo o per l'altro, non può più essere riutilizzata. E anche questo caso implica un nuovo doppiaggio.

Che domanda! Loro che l'hanno prodotto hanno la pellicola originale, e anche il negativo. E nessun doppiaggio, tutti i film nel mondo anglosassone sono in presa diretta.

Appunto! Proprio per questo è assurdo pensare che il ridoppiaggio possa nascere per motivi di cattiva conservazione.
La pellicola originale di Star Wars, se non viene curata, è a rischio esattamente come le sue copie.

Certo che lo possono fare. E in alcuni casi credo abbiano anche un obbligo di legge. Ma se non lo fanno sempre, dimenticandosi un film che col tempo assurge allo status di capolavoro, che si fa? Si deferiscono i responsabili alla corte marziale?


Scommetto che in quel caso verranno chiamati i "pirati" che hanno delle copie illegali del film sperando di trovare qualcuno che ne possieda una decente. :)

Quasi mai i film in tv generaliste sono trasmessi per intero. Pochi lo sanno, ma esigenze di tempo impongono tagli qua e là. Come riempi i buchi, per quanto brevi?

Di sicuro non mi riferisco a un film registrato su Italia 1, con tanto di rumorosi in-spot o tagli vari. Ma ai tempi di Tele+ e Stream, immagino che qualcuno si sia fatto una bella collezione di film.

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Oggi come oggi "nella miglior qualità possibile" spesso coincide con "versione CD":
Esatto, mai detto il contrario. Il punto è che non si trova nemmeno quello :-(

Ah sì? Di nuovo, ammiro il tuo ottimismo. Visto che tu hai citato Il Balletto di bronzo, mi sai dire in che CD trovo Si mama mama e Cominciò per gioco?

Già se io voglio ascoltare il BDB posso farlo senza problemi in cd. E' chiaro che se voglio un vinile originale dell'epoca dovrò farmi un bel po' di giri, ma quello è un problema di chi vuole "il disco X in formato Y dell'anni Z": questo diventa difficile per QUALSIASI disco.


Non eludere la domanda: tu hai scritto (commento n° 53) che "la musica di quegli anni (come quella dei gruppi progressivi italiani) è stata ristampata proprio quando si è visto che aveva un suo mercato", e anche (commento n° 44) che "i brani degli anni 80 (ma anche 60 e 70) non hanno mai smesso di circolare, nè nei dischi originali nè sottoforma di compilation". Tu ora me lo dimostri: dove trovo Si mama mama e Cominciò per gioco? Va bene anche un CD fuori commercio, anche di stampa giapponese, anche all'interno di una raccolta di canzoni che non c'entrano nulla col Balletto di bronzo: titolo del CD?

Se invece io voglio sentire un gruppo misconosciuto, di cui è impossibile reperire sia vinile che cd, allora i casi sono due:
- apro emule


Nove volte su dieci su emule non trovi assolutamente niente, almeno per quanto riguarda la musica italiana. Lo dico perché certe cose le cerco da anni invano.

Oggi faccio fatica a credere che sia difficile recuperare un cd di un qualsiasi artista (supportato da una major) uscito dopo il 1990.
Il discorso precedente era riferito solo agli album rimasterizzati, cioè la riedizione di vecchi dischi in formato CD.

Ma questo spiega come sia più conveniente, a chi ne possiede i diritti, rendere sempre disponibile all'acquisto i propri prodotti.

Eh sì: ma è palese che pochi lo fanno. E come per la musica, così per i videogiochi.

Ma al di là di questo, è logico che chi pubblica un film in versione dvd 5.1 decida di incentivare l'acquisto quelli che possiedono tale impianto. Il problema è che fare questa conversione su una traccia audio in mono o comune stereo, è molto difficile.

E quindi molti film sono stati ridoppiati in quest'ottica. È possibile, l'edizione filologica non ha mai interessato il pubblico americano: l'edulcorazione per la loro cultura è un valore aggiunto; in Europa, in generale abbiamo più rispetto.

Esiste poi un altro problema: se esce una versione dicetor's cut con delle scena aggiunte, come fai a metterle nel dvd se non hai chi te le doppia (perchè il doppiatore originale è morto o ha cambiato voce)? E allora, siccome la gente è talmente caprona da non accettare una scena in lingua originale sottotitolata o storce il naso davanti ad una singola scena ridoppiata ...si passa un colpo di spugna e si ridoppia tutto.

Lì naturalmente dipende anche dal livello del film. Distinguiamo fra Mary Poppins e film raffinati diretti a un pubblico più maturo.

La pellicola originale di Star Wars, se non viene curata, è a rischio esattamente come le sue copie.

No. La 20th Century Fox, che non è la Cineteca di Roma, ha conservato per benino il negativo. Era nel loro interesse.

Aggiungi che le cineteche in genere hanno il compito di conservare i film prodotti (o coprodotti) nelle rispettive nazioni. È meno grave che una cineteca italiana non possieda Il pirata Barbanera di Raoul Walsh rispetto a Ossessione di Luchino Visconti.

Ma ai tempi di Tele+ e Stream, immagino che qualcuno si sia fatto una bella collezione di film.

Speriamo di sì. Saranno una risorsa per quando quest'andazzo del doppiaggio rifatto diverrà la regola, e non più l'eccezione.