Cerca nel blog

2010/03/30

Libertà e censure: Philip Pullman

Della libertà d'opinione e delle censure bigotte


Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso. Nessuno è obbligato a leggere questo libro. Nessuno è costretto a prenderlo in mano. Nessuno è tenuto ad aprirlo. E se lo aprono e lo leggono, non sono tenuti a farselo piacere. E se lo leggete e non vi piace, non siete obbligati a tacere in proposito. Potete scrivermi, potete lamentarvi, potete scrivere all'editore, potete mandare lettere ai giornali, potete scrivere un vostro libro. Potete fare tutte queste cose, ma i vostri diritti si esauriscono lì. Nessuno ha il diritto di impedirmi di scrivere questo libro. Nessuno ha il diritto di impedire che sia pubblicato o venduto o comprato o letto. Non ho altro da dire in proposito.

Un bel promemoria di alcuni valori di libertà che certi regimi lontani spesso soffocano nella violenza e altri governi vicini, dietro il belletto della democrazia e del politically correct, cercano invidiosamente di imitare sottobanco (Versetti Satanici e vignette su Maometto, giusto per fare un esempio). Le parole sono di Philip Pullman, scrittore (fra gli altri, La Bussola d'Oro), a proposito del suo nuovo libro The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ. Ce n'è per tutti. Anche per noi internettari e per chi ci vuole imbavagliare.

Fonti: BoingBoing (con video)

273 commenti:

1 – 200 di 273   Nuovi›   Più recenti»
L'economa domestica ha detto...

Molto, molto, molto bella come citazione, grazie.

alessandro ha detto...

Sembrerebbe ovvio ma a quanto pare per certa gente non lo è...

Verzasoft ha detto...

Credo che una citazione del genere la applicherei almeno 20 volte al giorno su 20 cose diverse.
Mo' me la stampo e me la metto nel portafoglio...

Replicante Cattivo ha detto...

Ci dovrebbe essere in Italia qualcuno che abbia il coraggio di sputare le stesse parole in faccia a chi ne invoca la censura.
Invece noi siamo freschi freschi della vicenda di Aldo Busi. Chiunque può detestare Aldo Busi come scrittore, come persona e come personaggio televisivo.
E chiunque ha il diritto di sentirsi infastidito dalle parole che ha pronunciato durante la sua ultima diretta televisiva (parole sulle quali eviterei di discutere, per evitare OT "epici").

Resta il fatto che tappare la bocca a una persona -quando invece, ora più che mai, dovrebbe avere il diritto di dare delle spiegazioni- è qualcosa che davvero evoca lo spettro dei "regimi lontani" citati nell'articolo.

Hammer ha detto...

Le citazioni mi lasciano sempre molto perplesso perchè mi chiedo per quale motivo se qualcuno ha qualche pensiero da esprimere debba avvalorarlo citando parole di altri anzichè usando le proprie.

Ciò detto, questa:

Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso.

la trovo veramente sciocca. Pensare che io pensavo di aver diritto di vivere in pace....

Forse mi sfugge qualcosa sul senso di questo post.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Il traduttore di Google per 'scoundrel' dà:

1. farabutto
2. canaglia
3. mascalzone
4. manigoldo

Ok, a parte Zret che sceglierebbe di sicuro 'manigoldo', un madrelingua come tradurrebbe? :D

OT state sperimentando anche voi, nell'ultima ora, vari "Google server error" nel postare i commenti e nel reload delle pagine? :O

Tharon ha detto...

Parole sante, da incorniciare.

Anche se a volere cercare il pelo nell'uovo occorrerebbe aggiungere "e prendersene le responsabilità". E' giusto che tutti abbiano diritto di dire ciò che vogliono e scrivere ciò che vogliono senza subire una censura preventiva, ma è anche sacrosanto che chi scriva babbaleonate (ogni riferimento a persone e/o movimenti ben conosciuti è puramente voluto) si prenda appieno le responsaibilità di ciò che ha liberamente scritto e propagandato.

Paolo Attivissimo ha detto...

mi chiedo per quale motivo se qualcuno ha qualche pensiero da esprimere debba avvalorarlo citando parole di altri anzichè usando le proprie.

Non è questione di avvalorarle. È che quando una persona ha detto in forma chiara, efficace ed elegante una cosa che si condivide, è inutile reinventare la ruota e cercare di ripeterlo con parole proprie.


Pensare che io pensavo di aver diritto di vivere in pace....

"In pace" significa che tu, come dice anche Pullman, non sei tenuto a leggere il suo libro. Non ti viene imposto all'ora di pranzo e di cena dal tiggì. Nessuno viene a disturbarti e a importelo.

Il problema eloquentemente sintetizzato da Pullman è che se si pretende il diritto a non essere offesi da quello che fanno altri, allora subentra la paralisi. Non si prendono in giro i grassi, perché sono grassi. Non si sfottono gli alti, perché sono alti. Non si pubblicano parodie dell'Islam, perché altrimenti si offendono i musulmani (ma stranamente nessuno si preoccupa di non offendere cristiani, buddisti, animisti o atei). Ma se non bisogna offendere nessuno, allora non si pubblicano i fumetti di Thor, perché altrimenti chi crede nelle religioni scandinave si offende.

E' una china molto scivolosa. A un certo punto, se non puoi offendere nessuno, non puoi più parlare. E allora per non offendere hai in realtà commesso l'offesa più grave di tutte: mettere il bavaglio a chiunque.

Come vedi, io non riesco a spiegarlo in parole eleganti. Ecco perché ho citato Pullman.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Hammer

Le citazioni mi lasciano sempre molto perplesso perchè mi chiedo per quale motivo se qualcuno ha qualche pensiero da esprimere debba avvalorarlo citando parole di altri anzichè usando le proprie.


Perchè spesso le citazioni sono molto più poetiche o incisive (e quindi memorabili) rispetto a quando lo stesso concetto viene espresso dalla gente comune.


"Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso."

la trovo veramente sciocca. Pensare che io pensavo di aver diritto di vivere in pace....


Il "diritto" è un qualcosa che ti deve essere garantito.
Nel mondo reale, nessuno ti può garantire che tu non vedrai immagini scioccanti, che non sentirai parole volgari o che nessuno ti dirà cose spiacevoli.
Per garantirtelo esistono solo due metodi
- vivere in una campana di vetro
- pretendere che il resto del mondo si adegui a te.

Il primo caso è il classico comportamento dai bigotti che vogliono proteggere i figli dalla società: prima o poi, però, questi saranno costretti ad uscire dalla campana, oppure lo faranno da soli.

Il secondo caso, invece, è proprio ciò che porta alla censura.
Tu ad esempio dici "ho il diritto di vivere in pace". Ma se tu abitassi vicino alla stazione ferroviaria, non puoi certo aspettarti che i treni non passino più. Così come gli anziani che abitano vicino alle piazze non possono pretendere che non si svolga più nemmeno una manifestazione perchè a loro dà fastidio.

I concetti espressi da Pullman (offesa, shock) sono troppo soggettivi per essere regolamentati in maniera oggettiva.
Certo, queste persone devono sapere se i loro occhi o le loro orecchie rischiano di captare qualcosa di spiacevole; ma una volta avvisati, il problema è esclusivamente loro.

pme60 ha detto...

L'autore della citazione dimostra soltanto di essere un animale selvatico (nel senso biologico e senza intenzione offensiva): la civiltà umana è iniziata quando si è distinto cosa è opportuno fare/dire o non fare/non dire tenendo conto delle esigenze degli altri. La libertà intesa come "faccio quel che mi pare e tu non me lo puoi impedire" non è libertà: è quello che accade nella jungla, dove effettivamente ognuno segue il proprio istinto senza curarsi degli altri.

Tharon ha detto...

Hammer, il senso è che non è possibile valutare la sensibilità delle persone. Io potrei essere scioccato a vedere una immagine che a te non fa nè caldo nè freddo. Ho diritto di essere avvertito che tale immagine potrebbe scioccarmi e darmi così la possibilità di scegliere se visionarla o meno, ma non ho il diritto di evitare che tale immagine (o testo) POSSA scioccarmi semplicemente con la sua pubblicazione.

Perlomeno questo il senso che ho percepito dal post di Paolo.

Salvatore ha detto...

Le citazioni, se oculate, sono sintomo di umiltà, perchè si riconosce ad altri la capacità di esprimere meglio di noi un pensiero che pure ci appartiene. Per qualcuno non è di moda riconoscere la grandezza altrui, per altri invece prendere in prestito le parole di menti fini non sminuisce né se stessi né il pensiero espresso, nella consapevolezza di non avere la stessa forza espressiva di un Kant, Dante, Leonardo, Platone... ma anche più semplicemente di un Gaber. Sono col secondo gruppo, daltronde riconoscere la grandezza di una farse altrui e "farla propria" non vedo come possa essere squalificante (IMO lo è per chi si rifiuta di farlo, ma è un altro discorso).

Sulla citazione specifica, invece, trovo che la libertà non sia sempre assoluta e non debba esserlo. Ci sono tante cose che è proibito esprimere, soprattutto se ci si rivolge ad un grande pubblico, e la risposta non può sempre essere "se non ti piace girati dall'altra parte o critica, ma lascia fare". E' fin troppo facile immaginare degli esempi a riguardo, estremi e meno estremi. Daltronde la nostra stessa costituzione mette dei paletti alla libertà di opinione... anche specifici (basti pensare all'apologia del fascismo).

Verzasoft ha detto...

Hammer,

io la vedo così:

Non puoi impedire fisicamente agli altri, a priori, di offenderti o disturbarti.
Puoi agire come meglio credi e lamentarti e farti valere DOPO che l'hanno fatto, ma prima non puoi impedirglielo fisicamente.

Altrimenti scivoli nella censura e nel processo alle intenzioni.

Replicante Cattivo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Attivissimo ha detto...

la civiltà umana è iniziata quando si è distinto cosa è opportuno fare/dire o non fare/non dire tenendo conto delle esigenze degli altri

Ottimo. Bruciamo quindi tutte le copie de Il Padrino, perché è offensivo nei confronti degli italiani, presentati come tutti mafiosi.

Poi mandiamo al rogo Guerre Stellari, perché mostra un rapporto incestuoso.

Poi aboliamo le riviste di moda, perché mostrano le donne in modo degradante e offensivo per certe religioni.

Poi aboliamo gli hamburger, perché per alcune religioni i bovini sono sacri.

Poi fuciliamo i produttori del prosciutto di Parma, perché il maiale è impuro per altre religioni.

Cominci tu? :-)

Replicante Cattivo ha detto...

@pme60

Mi sento profondamente offeso dal tuo commento.
Mi hai fatto piangere e mi hai reso molto triste, quasi depresso.

Quindi, secondo il TUO ragionamento, dovrebbero impedirti di possedere un pc e utilizzare internet perchè è evidente che non sei in grado di utilizzarlo senza fare del male al prossimo.
Ed essendo questo blog "libero", io non ho potuto fare a meno di leggere il tuo commento, poichè me lo sono trovato davanti.

Al contrario, se io scrivo un libro, realizzo un film o esprimo una mia opinione in un posto dove la gente deve accorrere APPOSTA, nessuno può sentirsi offesa, perchè nessuno l'ha obbligato a farlo.

Replicante Cattivo ha detto...

Sperando che non sia il solito troll "scrivo un post e poi sparisco", vado a preparare i popcorn nell'attesa che si scateni l'inferno. :)

Paolo Attivissimo ha detto...

Un piccolo esempio di cosa comporta l'idea di non dover offendere nessuno: la direzione degli studenti della Queen's University in Canada vieta i costumi-parodia da lottatore di sumo perché "si appropriano di un aspetto della cultura giapponese" e "sminuiscono un antico e rispettato sport giapponese". E infine non manca la parola-passepartout: "razzismo".

Risultato: la festa di beneficenza per raccogliere fondi viene annullata. Complimenti a tutti.

Tharon ha detto...

Possiamo anche radere al suolo le discoteche perchè fomentano la promisquità e rendono pericolosi i giovani nelle strade. E bandire facebook e world of warcraft perchè drogano i ragazzi. La lista è lunga, e magari sotto sotto qualcosa di fondo potrebbe anche essere vero, ma se l'umanità non ha la capacità di discernere da sola ciò che è buono da ciò che non lo è allora forse non c'è neppure il tanto di preoccuparsi della fine che farà la nostra razza.

RobyX® ha detto...

Il fatto che si discute continuamente di questa pseudo limitazione del pensiero altrui mi pare una contraddizione in termini, se vivessimo realmente in quel regime totalitario come qualcuno vuole farci credere di certo nessuno sarebbe qui ad esprimere la propria opinione, anzi probabilmente nemmeno esisterebbe questo blog.
Per quanto riguarda il: "dico e faccio tutto quello che mi pare anche se ti da fastidio, perchè ne ho tutti diritti" può andar bene finchè questo fastidio e degli altri, quando ti tocca personalmente è un attimo rivoltare la frittata!

Teodoro ha detto...

kudos

Mike Tarantino ha detto...

Un bel post, proprio a tema con l'argomento "Via la Resistenza dalle scuole. Lo ha deciso la Gelmini"... fresco fresco di oggi...

http://precariosan.blogspot.com/2010/03/la-gelmini-cancella-la-resistenza-dai.html

Tharon ha detto...

Replicante, il problema è che secondo il "suo" ragionamento non è lui che dovrebbe essere zittito. Bensì questo blog che non dovrebbe essere così libero ;)

L'agnostico Stefano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Attivissimo ha detto...

Possiamo anche radere al suolo le discoteche perchè fomentano la promisquità

Sei anche a favore della soppressione dell'ortodossia ortografica, presumo.

L'agnostico Stefano ha detto...

Intervenite numerosi qui per difendere Betty Moore. Ci si prepara per una guerra carampunica.
Non lasciate Underek_ da solo a difendere Hoth dalle truppe imperiali.

Paolo Attivissimo ha detto...

se vivessimo realmente in quel regime totalitario come qualcuno vuole farci credere

Vai in Germania a vendere Mein Kampf e ne riparliamo.

O se vuoi stare più vicino a casa, prova a chiedere conto a un politico dei suoi intrallazzi con escort, transessuali e antenne televisive. O a un Papa delle abitudini di alcuni suoi confratelli nei confronti dei minori affidati a loro. Buon divertimento.

Hammer ha detto...

Salvatore,

Le citazioni, se oculate, sono sintomo di umiltà, perchè si riconosce ad altri la capacità di esprimere meglio di noi un pensiero che pure ci appartiene.

Appunto. Non so chi sia questo Pullman, quindi non gli riconosco un bel niente. Non credo che sia migliore, più colto, più bravo di me. Quindi ribadisco che di una frase buttata lì da un illustre sconosciuto non me ne faccio granchè.


Paolo,

Cominci tu? :-)

No, hai ragione. Meglio non preoccuparsi offendere chicchessia. Quindi stasera prendo in prestito la X5 del mio vicino di casa e lui non può rifiutarsi perchè io non riconosco la proprietà privata. :-)

Eddai... non ci vorrebbe un po' di equilibrio in questi argomenti?

Tharon ha detto...

Ehm, ero ironico. Volevo solo aggiungere alcuni esempi a quelli già portati :|

Anonimo ha detto...

Per Hammer

Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso.

la trovo veramente sciocca. Pensare che io pensavo di aver diritto di vivere in pace....


Nel merito ti hanno già risposto gli altri, e sottoscrivo le loro parole. Aggiungo solo, da leguleio, che il "diritto a vivere in pace" non è contemplato da alcuna convenzione internazionale; del resto sarebbe di difficilissima definizione in termini oggettivi.
In compenso, la convenzione europea dei diritti dell'uomo (art. 10), e la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (art. 19) adottata dall'Onu sanciscono la libertà di parola e di espressione. Che è quello a cui fa riferimento, senza mai dirlo, la citazione di Philip Pullman.

Replicante Cattivo ha detto...

@ RobyXr

Il fatto che si discute continuamente di questa pseudo limitazione del pensiero altrui mi pare una contraddizione in termini, se vivessimo realmente in quel regime totalitario come qualcuno vuole farci credere di certo nessuno sarebbe qui ad esprimere la propria opinione, anzi probabilmente nemmeno esisterebbe questo blog.

Di sicuro non siamo già al livello per cui rischiamo la vita per ciò che scriviamo su un blog.
Intanto, però, in tv vige una censura spaventosa, che altro non è che il riflesso di quella della nostra società.
In alcuni stati, se io dico qualcosa di sconveniente, probabilmente mi sparano in testa. Qui invece si "limitano" a tapparti la bocca, a non farti più parlare, ti infamano, ti spu***nano
e intanto ti fanno un processo dove tu -impuatato- non puoi difenderti.

Mi fa piacere poter scrivere queste cose su un blog...ma se permetti vorrei vivere in un mondo che mi consente anche di dirle a voce nel mondo reale senza preoccuparmi di "offendere" chi semplicemente non è d'accordo.
Già, perchè a volte chi si sente offeso, in realtà si sente punto nel vivo. Alle offese si risponde con delle contro-argomentazioni: se invece si risponde con la violenza (e tappare la bocca è violenza) vuol dire che queste argomentazioni non ci sono.

Per quanto riguarda il: "dico e faccio tutto quello che mi pare anche se ti da fastidio, perchè ne ho tutti diritti" può andar bene finchè questo fastidio e degli altri, quando ti tocca personalmente è un attimo rivoltare la frittata!

Ok allora senti questa. Fuori da casa mia stanno concimando i campi. C'è una puzza che non ti dico...cosa faccio? li denuncio perchè mi danno fastidio? Chiedo un'ordinanza al sindaco?
Il mondo non sarà mai come lo vogliamo, dobbiamo farcene una ragione: ci sarà sempre qualcosa che non ci piace e che non sopportiamo. Superato un certo limite, ovviamente abbiamo il diritto di lamentarci (es: se il contadino viene a concimare fino sulla strada davanti alla mia auto posteggiata), ma al di sotto di questo bisogna saperlo accettare e rispettare.

Altrimenti è un attimo che dal "io pretendo che siano rispettati i miei diritti" si arrivi a protestare ogni volta che il comune deve realizzare una strada o a guardare male il nostro vicino perchè ha la pelle di colore diverso.
O magari può accadere che qualcuno si indigni perchè le elezioni regionali si svolgono il giorno della domenica delle palme...

Replicante Cattivo ha detto...

@ Paolo Attivissimo

Vai in Germania a vendere Mein Kampf e ne riparliamo.

Evidentemente la voglia di discutere con certa gente ormai si sta esaurendo, al punto che hai già Godwinizzato il thread al commento 27 :D

Anonimo ha detto...

Sempre per Hammer

No, hai ragione. Meglio non preoccuparsi offendere chicchessia. Quindi stasera prendo in prestito la X5 del mio vicino di casa e lui non può rifiutarsi perchè io non riconosco la proprietà privata. :-)

Eddai... non ci vorrebbe un po' di equilibrio in questi argomenti?


In genere commento nel merito delle argomentazioni: ma qui chiedo solo: un esempio più scemo non potevi tirarlo fuori?

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Vai in Germania a vendere Mein Kampf e ne riparliamo.

Evidentemente la voglia di discutere con certa gente ormai si sta esaurendo, al punto che hai già Godwinizzato il thread al commento 27 :D


L'emoticon indica giustamente la celia. Ma va sottolineato per chi non lo sapesse che in Germania è davvero reato distribuire il Mein kampf. Ancor oggi. "Legge di Godwin", sì, ma nel senso di codice penale!

Gian Piero Biancoli ha detto...

Tutto molto bello, e allora perchè non andare in giro nudi o urlare LALALALALA a squarciagola per 90 minuti a un concerto di musica da camera?

Penso che "in medio stat veritas" e che siamo tutti in grado di distinguere quando si esagera in una (proibizionizismo e censura) o nell'altra (fàmo quel c-++o che ce pare), per cui questa citazione, a mio avviso anche infelice (*), è quanto meno superflua e alimenta solo polemiche sterili (Godwin dopo pochi post)

(*)"Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso" bah!

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

In realtà Paolo voleva trolleggiare e scatenare un flame, tutto qui :D

Paolo Attivissimo ha detto...

Non so chi sia questo Pullman

Il link incluso nell'articolo porta alla sua biografia e ai suoi premi letterari.


Quindi stasera prendo in prestito la X5 del mio vicino di casa e lui non può rifiutarsi perchè io non riconosco la proprietà privata. :-)

"Offendere" e "rubare" sono due cose ben distinte.


Eddai... non ci vorrebbe un po' di equilibrio in questi argomenti?

Appunto. Il fatto che non se ne possa discutere senza che qualcuno si senta offeso è la migliore dimostrazione di questa mancanza d'equilibrio :-)

Gian Piero Biancoli ha detto...

Nessuno ha il diritto di vivere senza aver letto il mio commento. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso da questo commento. Nessuno è obbligato a leggere questo commento. Nessuno è costretto a stamparlo. Nessuno è tenuto ad cancellarlo. E se lo leggono e lo stampano, non sono tenuti a farselo piacere. E se lo leggete e non vi piace, non siete obbligati a tacere in proposito. Potete scrivermi, potete lamentarvi, potete scrivere a Paolo Attivissimo, potete mandare lettere ai giornali, potete scrivere un vostro commento. Potete fare tutte queste cose, ma i vostri diritti si esauriscono lì. Nessuno ha il diritto di impedirmi di scrivere questo commnento. Nessuno ha il diritto di impedire che sia pubblicato o stampato o salvato o tradotto. Non ho altro da dire in proposito.

Camicius ha detto...

"in medio stat veritas"

In medio stat VIRTUS...

Paolo Attivissimo ha detto...

Tutto molto bello, e allora perchè non andare in giro nudi o urlare LALALALALA a squarciagola per 90 minuti a un concerto di musica da camera?

Perché si tratta di paragoni che non c'entrano nulla. Tu proponi di invadere la sfera altrui con le tue manifestazioni. Qui invece si parla del diritto a esprimere la propria opinione in un libro oppure online, senza obbligare nessuno a leggerla.

Se vedi Gino il Camionista per strada con la panza di fuori, non sei obbligato a fissarlo. Se vedi Gina la Ballerina con l'ombelico di fuori, uhm...


Nessuno ha il diritto di vivere senza aver letto il mio commento. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso da questo commento. Nessuno è obbligato a leggere questo commento.

Stavi andando molto bene, ma la prima frase t'ha spezzato la corsa. Hai applicato scorrettamente la trasformazione.

Salvatore ha detto...

Estremizzare il discorso altrui in modo da renderlo ridicolo non è mai una mossa retorica leale. Ovvio che nessuno vuole abolire il padrino, però magari punisco un editore che pubblica un'apologia della pedofilia scritta da un pedofilo stupratore.
Ma soprattutto, bisognerebbe anche riconoscere che non tutti sono svegli e che qualcuno è fortemente influenzabile. Posso mandare un porno durante il pomeriggio di Cartoon Network?

@Hammer Beh, a parte che non servono i premi per riconoscere la forza di un aforisma, Pullman non è un signor nesuno, ma anche se lo fosse probabilmente per qualcuno la frase può esprimere un concetto in maniera più efficace di quanto non si riuscisse a fare da soli (per me no, ma non c'entra col discorso).

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Se vedi Gino il Camionista per strada con la panza di fuori, non sei obbligato a fissarlo."

Uhm, devo decidermi a chiedere il copyright per i miei personaggi inventati... :D

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia
L'emoticon indica giustamente la celia. Ma va sottolineato per chi non lo sapesse che in Germania è davvero reato distribuire il Mein kampf. Ancor oggi. "Legge di Godwin", sì, ma nel senso di codice penale!

Lo so. E questa legge IMHo è una dimostrazione della stupidità di qualsiasi censura per timore di "offendere".
Il nazismo è sicuramente la pagina più nera della storia della Germania, quindi posso capire che a loro non faccia piacere essere associati a quel periodo storico. E quindi?
A cosa serve che una legge impedisca che venga rappresentata l'iconografia nazista?

Serve solo a creare una marea di problemi a chi produce film, videogiochi, cartoni animati, i quali devono produrne una versione "ripulita" (es nei videogiochi i soldati nazisti diventano russi...oppure zombie) o cercare in tutti i modi di rientrare nelle eccezioni che consentano loro di far circolare quel prodotto.

Capisco che certe pagine della storia siano brutte da ricordare. Ma cosa si deve fare? Cancellarle? Nasconderle sotto il tappeto (ma solo fino a quando si resta nei confini della nazione)?
Pensa che addirittura c'è chi sul nazismo ci ha fatto dell'ironia e ha realizzato 'filmetti' come la trilogia di Indiana Jones (no, non ho sbagliato, ho detto trilogia), Bastardi Senza Gloria o Il Grande Dittatore.
E se qualcuno si sente offeso da certi film, ha solo da non guardarli.

Paolo Attivissimo ha detto...

Salvatore,

Estremizzare il discorso altrui in modo da renderlo ridicolo non è mai una mossa retorica leale. [...] Posso mandare un porno durante il pomeriggio di Cartoon Network?

Impagabile.

L'economa domestica ha detto...

Paolo Attivissimo wrote

Se vedi Gino il Camionista per strada con la panza di fuori, non sei obbligato a fissarlo. Se vedi Gina la Ballerina con l'ombelico di fuori, uhm...

Sono offesa da questa affermazione sessista. Ora chiamo il Moige e ti faccio chiudere il blog, baracca, burattini e ti rubo anche tutti i gatti ;)

Anonimo ha detto...

Per Salvatore

Estremizzare il discorso altrui in modo da renderlo ridicolo non è mai una mossa retorica leale. Ovvio che nessuno vuole abolire il padrino...

Ah no? Beata ingenuità... Ti dedicherò una canzone di Oscar Prudente, Interpretata anche da Gianni Morandi, "Il mondo di frutta candita". :-)

Tra l'altro, anche se nessuno avesse mai chiesto di proibire Il padrino, so per esperienza che qualcuno prima o poi lo chiederà. Il mondo è così.

Paolo Attivissimo ha detto...

no, non ho sbagliato, ho detto trilogia

Egregio signore, le devo una birra.

pme60 ha detto...

"Le esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi , o di uno solo (Spock , L'ira di Khan)".

Il principio di rispettare le esigenze degli altri, anche se schifato da vari anarchici libertari di questo blog (titolare compreso), è, di fatto, quello che essi applicano tutti i giorni altrimenti in qualsiasi paese, civile e non, li avrebbero già messi dentro.
Quindi tutto questo loro superomismo è solo teorico e sa tanto di frustrazione.
Anche il metodo di estremizzare un concetto per tentare di deriderlo è infantile.
Mi spiace per loro.
Mi spiace anche per il "pilota" che di solito ha delle proposte più utili.
Adesso il troll deve lavorare. Scusate il disturbo.

Paolo Attivissimo ha detto...

schifato da vari anarchici libertari di questo blog (titolare compreso)

Qualcuno aveva chiesto "un po' di equilibrio in questi argomenti"? :-)

Verzasoft ha detto...

Gina la ballerina?
E Manola la carriola niente?

...Ok, sto zitto :D

Salvatore ha detto...

@Accademia dei pedanti
Probabilmente sono io che non mi spiego, ma per "nessuno" era ovviamente inteso "nessuno di quelli a cui stai rispondendo", cioè circoscritto a chi ha esposto il suo parere contrario in questi commenti, fra cui io. Se generalizziamo, ovvio che sia possibile trovare almeno una persona al mondo che chieda l'abolizione di qualunque cosa, dalle galosce con i fiorellini al cappellino che applaude.

Paolo Attivissimo ha detto...

però magari punisco un editore che pubblica un'apologia della pedofilia scritta da un pedofilo stupratore.

Anais Nin si allontana in punta di piedi fischiettando...

Replicante Cattivo ha detto...

Adesso il troll deve lavorare. Scusate il disturbo.

Ma perchè i troll devono sempre ribadire il concetto di "scusate, ma ho altro da fare" quando abbandonano il campo? Perchè poi devono sempre autoproclamarsi vittime ("scusate il disturbo") quando fino a un secondo prima avevano un tono molto più aggressivo?
Bah...

So solo che io mi sento molto offeso e scioccato da tutto questo...

Salvatore ha detto...

@Paolo Attivissimo
ho consapevolmente utilizzato la stessa tecnica che nominavo per mostrarne l'assurdità. Oggi devo avere un deficit di comunicazione, continuo a non farmi capire da nessuno :-)

Nodens ha detto...

Credo che quelli che obbiettano alla bella citazione di Pullman stiano facendo un po' di confusione.
Non credo che nessuno dei "libertari" stia avocando una condizione di anarchia in cui chiunque fa quel che gli pare, incluso rubare, in barba a qualunque regola del vivere civile.
Qui si parla delle espressioni dell'animo umano, che siano libri, film etc., e di come, finché la visione di queste espressioni non è imposta a tutti quanti per legge, abbiamo il diritto di esprimere il nostro dissenso ma non abbiamo il diritto di impedire che quello che no ci piace venga diffuso.

Verzasoft ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Verzasoft ha detto...

pme60,

"Le esigenze dei molti contano più di quelle dei pochi , o di uno solo (Spock , L'ira di Khan)".

E fin qui ci siamo. Questa è la base del diritto, dello stato e della società moderna.

Ora però ti manca di spiegare come cavolo puo essere esigenza necessaria di molti che io non pubblichi un MIO libro contenente le peggiori blasfemie che TU non sei costretto a comprare/leggere.

Verzasoft ha detto...

Oh, gente, scusate i post doppi/tripli ma mi sembra che google stia sbarellando...

Tharon ha detto...

Replicante, io mi sono sentito offeso dal "quarto" film. Ma la colpa fondamentalmente è mia che l'ho guardato ;)

Paolo.
Mi puoi spiegare il tuo commento sull'ortodossia ortografica perchè perdonami ma non riesco proprio a comprenderlo.

Gino il Camionista ☂ ha detto...

Se vedi Gino il Camionista per strada con la panza di fuori, non sei obbligato a fissarlo.

Beh, ora perché ce l'avete con me? Pensavo che si stesse parlando di Pullman, non di Camion.

Gian Piero Biancoli ha detto...

"Stavi andando molto bene, ma la prima frase t'ha spezzato la corsa. Hai applicato scorrettamente la trasformazione"

Vero, ma volevo circoscrivere il concetto solo al mio commento, non come Mr.Pullman che esordisce con un più generico "Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso" e che, secondo me, è quello che stona nella citazione. Per carità, per un libro è un'ottima presentazione, ma non rappresentativa della difesa della libertà d'espressione. Senza le prime due frasi sarebbe ineccepibile.

"Tu proponi di invadere la sfera altrui con le tue manifestazioni. Qui invece si parla del diritto a esprimere la propria opinione in un libro oppure online, senza obbligare nessuno a leggerla."
Certo che ho esagerato, ma qui si parla di offendere e scioccare, non credo che i termini siano interpretabili più di tanto.

Se vedi Gino il Camionista per strada con la panza di fuori, non sei obbligato a fissarlo. Se vedi Gina la Ballerina con l'ombelico di fuori, uhm...
Libero di crederci, ma mi "infastidiscono" entrambi...

P.S.
Lo vedevo bene come disclaimer su uno di uno di questi libri?

Gianni Comoretto ha detto...

Credo che il confine si a molto diffice da stabilire.
Es. se in un libro qualcuno racconta, sena avermi preventivamente chiesto il permesso, di come sia stato uno stronzo, personalmente me la prendo anche se non leggo il libro (e posso fare causa per diffamazione). Ma nel caso che io sia un personaggio pubblico la cosa rientra nel diritto di cronaca. A che punto divento un personaggio pubblico? Lo sono già per il fatto di avere ennemila citazioni su google?

La cosa e' abbastanza concreta. Assieme a Paolo compaio in alcune liste di "disinformatori prezzolati dall'Ordine di Malta" (la cosa è più comica che altro). Posso prendermela? Posso prendermela se si dice cha avveleno milioni di persone? Può prendersela uno che ricevendo le stesse accuse ne ha un danno concreto?

Poi d'accordo sugli esempi di Pullman. A me i suoi libri non piacciono per nulla, insinuano cose molto pesanti con chiari riferimenti, propongono una metafisica che mi sta abbastanza sui cosiddetti, ma non mi sognerei mai di impedire a lui di scrivere e a chi gli piace di leggerlo.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Se generalizziamo, ovvio che sia possibile trovare almeno una persona al mondo che chieda l'abolizione di qualunque cosa, dalle galosce con i fiorellini al cappellino che applaude."

Io chiedo a gran voce l'abolizione del cappellino che applaude! ^O^

Turz ha detto...

@Tharon:
Possiamo anche radere al suolo le discoteche perchè fomentano la promisquità

Paolo.
Mi puoi spiegare il tuo commento sull'ortodossia ortografica perchè perdonami ma non riesco proprio a comprenderlo.


Te lo spiego io:
promiscuità s. f. [der. di promiscuo]. – L’essere promiscuo, caratteristica di ciò che è promiscuo; mescolanza: p. di lingue, di culture, di razze; in partic., p. di sessi (anche assol. promiscuità)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Beh, ora perché ce l'avete con me? Pensavo che si stesse parlando di Pullman, non di Camion."

ROTFLMAO!

Comunque qui è in atto un temporale chimico spaventoso! A Marzo! :O

Turz ha detto...

@Gian Piero Biancoli:
Vero, ma volevo circoscrivere il concetto solo al mio commento, non come Mr.Pullman che esordisce con un più generico "Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso" e che, secondo me, è quello che stona nella citazione.

Invece proprio la tua aggiunta è quello che stona nella tua citazione. Le prime due frasi hanno senso solo senza il riferimento a questo particolare libro/commento. Altrimenti stai in qualche modo negando la terza frase.

Paolo Attivissimo ha detto...

Mi puoi spiegare il tuo commento sull'ortodossia ortografica

No, mi spiace, sarei troppo promiscuo.

Tharon ha detto...

Turz grazie per la spiegazione

E vabbè, un errore come capitano :D Sarà la vicinanza di pasqua che mi ha fatto errare per assonanza.

Io pensavo fosse un commento legato al contenuto del post (non mi sono soffermato sulla sintassi) e non riuscivo capirlo.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Salvatore
Sulla citazione specifica, invece, trovo che la libertà non sia sempre assoluta e non debba esserlo.

Ma infatti Pullman non sta sostenendo questo. Sta sostenendo che è impossibile che non ci sia nulla che ci possa offendere o dare fastidio: ma dobbiamo farcene una ragione anzichè invocare un fantomatico rispetto assoluto.

Esempio: se io fossi grasso, non posso offendermi perchè c'è un comico che ha fa uno sketch su chi è sovrappeso o perchè in tv c'è "Il professore matto".
Ovviamente ci devono essere dei limiti: ad esempio non sarebbe giusto se un comico facesse SOLO battute sui grassi (o altri difetti fisici) così come è sicuramente sbagliato se quel comico, prima di fare la battuta, indicasse tra il pubblico un ragazzo sovrappeso e lo utilizzasse come esempio.
Però appunto: al di sotto di questi limiti, sta alla gente abituiarsi e accettare la cosa.


Ci sono tante cose che è proibito esprimere, soprattutto se ci si rivolge ad un grande pubblico, e la risposta non può sempre essere "se non ti piace girati dall'altra parte o critica, ma lascia fare". E' fin troppo facile immaginare degli esempi a riguardo, estremi e meno estremi.


Ma ci sono anche tanti concetti assolutamente legittimi e condivisibili che non possono essere espressi.
Ad esempio: perchè una persona in tv non può sentirsi libera di dire di essere a favore della guerra o della pena di morte? Perchè entrambi uccidono delle persone? Perchè sono cose brutte?
Ma scusate: lasciamo parlare le persone, lasciamo esprimere le loro opinioni e poi le potremo valutare. E' chiaro che affermazioni straordinarie (tipo "la pedofilia deve essere legalizzata") richiedono argomentazioni straordinarie, che probabilmente non arriveranno mai...ma io preferisco che una persona che fa una sparata si affossi da sola, anzichè tappargli la bocca e poi farla passare come vittima della censura.

A Busi è stata tappata la bocca perchè ha fatto affermazioni certamente scomode, forse inopportune in quel contesto e probabilmente con toni un po' esagerate.
Ma secondo te, se queste affermazioni fossero state delle cretinate senza senso, non era meglio lasciar parlare Busi per scoprire che non era in grado di argomentarle? Oppure qualcuno temeva che le sue frasi sull'omofobia contenessero un fondamento di verità che si preferisce tenere nascosto?

E' come per il Codice Da Vinci: era pieno di cretinate e insesattezze. La chiesa non aveva assolutamente nulla da temere da quel libro e avrebbe potuto facilmente smentire le parole di Dan Brown (un qualsiasi professore di arte lo può fare). E allora perchè invece hanno sollevato tutto questo polverone?

Daltronde la nostra stessa costituzione mette dei paletti alla libertà di opinione...anche specifici (basti pensare all'apologia del fascismo).


Già...e infatti tu sei pronto a dire che questi paletti hanno fermato la diffusione del pensiero fascismo o l'ascesa al potere di partiti di stampo fascista?

Per fortuna non siamo ancora come i tedeschi e possiamo guardare Homer Simpson che imita Mussolini senza necessariamente sentirci offesi.

Replicante Cattivo ha detto...

"Non condivido ciò che dici, ma lotterò sempre affinché tu possa continuare a dirlo"
(Simona Ventura che cita Voltaire)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Simona Ventura che cita Voltaire"

Mala tempora currunt. (usa-free che cita un gladiatore che sta per combattere al Colosseo)

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Turz
"Invece proprio la tua aggiunta è quello che stona nella tua citazione..."

Ops, è vero.
Grazie per la precisazione

Turz ha detto...

@usa-free:
Comunque qui è in atto un temporale chimico spaventoso! A Marzo! :O

Ecco perché Gino il Camionista va sempre in giro con l'ombrello.

@Gianni Comoretto:
Ma nel caso che io sia un personaggio pubblico la cosa rientra nel diritto di cronaca. A che punto divento un personaggio pubblico? Lo sono già per il fatto di avere ennemila citazioni su google?

Infatti mi sembra una str...anezza che il confine stia nell'essere personaggio pubblico o meno. Il confine dovrebbe stare nel fatto che uno dica cose vere/false su di te.

Cioè: se un tizio, chiamiamolo Strakerius, dice che Turz è uno stronzo perché gli ha defecato sul telemetro, e ciò è vero, non lo posso denunciare per diffamazione, indipendentemente dal fatto che io sia un personaggio pubblico o sconosciuto. Se invece Strakerius dice che Turz gli ha defecato sul telemetro, ma non è vero, lo posso denunciare per diffamazione e posso costringerlo a ritrattare sia che io sia un privato cittadino sia che io sia l'ambasciatore del Turzikistan noto in tutto il mondo. O no?

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Ma non è che Pullman abbia voluto anticipatamente pararsi il deretano?

Perchè il titolo della sua fatica dovrebbe essere "Il brav'uomo Gesù e il Cristo farabutto"?

In ogni caso è come dice Replicante, se Pullman avrà scritto in quel libro inesattezze verrà criticato, se avrà scritto baggianate si affosserà da solo.

Questo nel mondo ideale.

Nel mondo reale Meyssan vende un milione di copie e Straker viene invitato a Voyager col titolo di "Ricercatore" :D

Gian Piero Biancoli ha detto...

Un ottima presentazione per un blog, direi. (sempre senza le prime due frasi :-))

P.S.
Il TAG "< strike >" non funziona nei commenti?

Verzasoft ha detto...

Turz,

se non erro il confine vero = tutto bene / falso = ti denuncio esiste per i famosi e i non famosi.

Quello che cambia dovrebbe essere che per i non famosi non si puo' parlare pubblicamente manco delle cose vere.

Il che mi è sempre sembrato un'altra str...anezza. Il confine lì dovrebbe essere invece messo su le cose che tu fai nel tuo privato / le cose che tu fai in pubblico.
Famoso o non famoso.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Il TAG "< strike >" non funziona nei commenti?

No, in compenso funziona il tag "< straker >". Qualunque cosa tu vi includa, foss'anche l'affermazione più geniale mai scritta, te la trasforma in una puttanata pazzesca. :D

Ok ok, lo lascio stare (per un po') :P

Turz ha detto...

@Tharon:
Io pensavo fosse un commento legato al contenuto del post (non mi sono soffermato sulla sintassi) e non riuscivo capirlo.

Benvenuto a Pedantopoli. Qui gli errori ortografici più evidenti* vengono presi per il Qlo (non solo a pascua). Se ciò ti offende, nessuno ti impedisce di chiudere la finestra. Spero tuttavia che tu riesca a prendere tutto con ironia e allegria (siamo Scettici Allegri, no?) e quindi che tu rimanga e risponda per le rime.

*Per esempio se ti scordi la preposizione "a" è meno probabile che qualcuno ti prenda in giro.

Turz ha detto...

@Verzasoft:
Quello che cambia dovrebbe essere che per i non famosi non si puo' parlare pubblicamente manco delle cose vere.

Delle cose vere non pubblicamente accessibili, immagino.

Salvatore ha detto...

@Replicante
ok, su questo sono d'accordo con te, è esattamente quello che volevo dire, come tu stesso dici esiste un limite, entro quel limite si è liberi, ma io NON devo avere la libertà di dire, pubblicare, trasmettere, QUALUNQUE cosa io voglia... ci vuole misura in tutto. Grazie della risposta argomentativa, sono invece deluso dai commenti "perculeggianti" di Paolo (mi spiace davvero, pensavo fosse un posto in cui parlare con tranquillità).

Paolo Attivissimo ha detto...

sono invece deluso dai commenti "perculeggianti" di Paolo (mi spiace davvero, pensavo fosse un posto in cui parlare con tranquillità

Guarda che se avessi voluto perderetaneggiare, avrei usato ben altri argomenti.

Tharon ha detto...

No Turz, non mi sono offeso. Davvero non capivo.

E' vero che ho pensato che fosse una pignoleria un pò eccesiva (magari una faccina ironica mi avrebbe fatto notare di più lo sfottò) ma non c'è il tanto di offendermi.

Continuerò a seguire, intervenire quando mi va e, da fiero antagonista dei correttori automatici, a sbagliare scrivendo. ;)

Anonimo ha detto...

Per Tharon

Anche se in ritardo su Paolo Attivissimo e Turz, sottolineo che nel breve commento di errori ne hai fatto più di uno. Guarda qui:

«Possiamo anche radere al suolo le discoteche perchè fomentano la promisquità e rendono pericolosi i giovani nelle strade. E bandire facebook e world of warcraft perchè drogano i ragazzi. La lista è lunga, e magari sotto sotto qualcosa di fondo potrebbe anche essere vero, ma se l'umanità non ha la capacità di discernere da sola ciò che è buono da ciò che non lo è allora forse non c'è neppure il tanto di preoccuparsi della fine che farà la nostra razza».

1) Perché si scrive con l'accento acuto (errore veniale).
2) "Non c'è neppure il tanto di preoccuparsi": correggi in: "non c'è neppure tanto da preoccuparsi".
3) "Sotto sotto qualcosa di fondo": espressione ridondante; va tolto o "sotto sotto", o "di fondo".
4) "Bandire facebook e world of warcraft perchè drogano i ragazzi": forse intendi irretiscono, rimbambiscono, istigano. Che questi programmi secernano sostanze psicotrope, ricorda la bufala di due anni fa sui file musicali indagati, sembrava, dalla guardia di finanza.

Anonimo ha detto...

Per Tharon

Sei recidivo: due parole due errori:

pò eccesiva .

John Wayne jr. ha detto...

"la trovo veramente sciocca. Pensare che io pensavo di aver diritto di vivere in pace...."

Se Philip Pullman leggesse queste parole, e ne fosse offeso o scioccato o risentito, seguendo il tuo ragionamento potrebbe impedirti di scriverle o importi di cancellarle.
Come vedi, non se ne esce.
Molto meglio il confronto tra due o più idee espresse liberamente.

Tharon ha detto...

Per Accademia dei pedanti.

Confermo il drogare. Perlomeno utilizzato in senso lato e non specifico.

Anonimo ha detto...

Per Gianni Comoretto

Credo che il confine si a molto diffice da stabilire.
Es. se in un libro qualcuno racconta, sena avermi preventivamente chiesto il permesso,


Devi aver scritto il commento con grande foga: tre errori in due righe! Il resto fila liscio.

di come sia stato uno stronzo, personalmente me la prendo anche se non leggo il libro (e posso fare causa per diffamazione). Ma nel caso che io sia un personaggio pubblico la cosa rientra nel diritto di cronaca.

Ecco, a questo punto mi piacerebbe un sito tutto dedicato alle bufale giuridiche. Ne leggo moltissime fra i commenti (non solo in questo forum, sia chiaro), e anche su articoli di giornale. È vero che in Italia in nessun tipo di scuola esiste diritto o elementi di educazione giuridica come materia, lo si studia solo all'università, e secondo me è una grave lacuna nel 2010.
Da dove arriva questa convinzione che dare dello stronzo a una persona pubblica non sia reato, proprio non lo so...
Anzi, spesso le persone pubbliche sono le prime a sporgere querela perché se lo possono permettere, mentre un comune cittadino non ha i soldi sufficienti per un avvocato.

A che punto divento un personaggio pubblico? Lo sono già per il fatto di avere ennemila citazioni su google?

Non c'è un vero criterio dirimente, che io sappia, ma apparire sui mass-media con una certa frequenza fa di te un personaggio pubblico. Con l'avvento di internet, è vero, questa etichetta non è più così automatica.

Posso prendermela se si dice cha avveleno milioni di persone? Può prendersela uno che ricevendo le stesse accuse ne ha un danno concreto?

È possibile sporgere querela, ma non c'è sugo: anche nell'eventualità remota gli anonimi accusatori fossero individuati, sono assolutamente nullatenenti, non potresti scucire nulla da loro. Talvolta, poi, mi danno l'idea di non essere nemmeno imputabili per legge.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Accademia dei pedanti, mi toglieresti una curiosità? Per scrivere l'accento corretto ogni volta che devi scrivere "perché", usi la combinazione 'shift + il tasto dove ci sono èé[' ? :D

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Per Salvatore

...come tu stesso dici esiste un limite, entro quel limite si è liberi, ma io NON devo avere la libertà di dire, pubblicare, trasmettere, QUALUNQUE cosa io voglia... ci vuole misura in tutto.

Temo tu abbia frainteso le parole di Replicante cattivo, ma risponderà lui.

Per fortuna le convenzioni sui diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino le scrivono altri, e non tu, Salvatore: con la tua concezione così aperta liberale e libertaria, il mondo sarebbe ancora fermo al regno Borbonico descritto da Leonarda Sciascia ne Il consiglio d'Egitto. Loro sì, che di "misura" se ne intendevano!

Anonimo ha detto...

Per ǚşå÷₣ŗẻễ

Per scrivere l'accento corretto ogni volta che devi scrivere "perché", usi la combinazione 'shift + il tasto dove ci sono èé[' ? :D

Avendo la tastiera danese, uso prima il tasto ` oppure ´, seguito dalla vocale. Tu che tastiera hai?
In un altro articolo Turz aveva spiegato molto bene come si imposta una tastiera personalizzata in Windows; ma non ricordo più che articolo era :-(.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

@Accademia dei pedanti

"tua concezione così aperta liberale e libertaria"

senza la virgola tra "aperta" e "liberale"

e poi

"Leonarda Sciascia"?

Ma che ti prende oggi !? o_O

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Avendo la tastiera danese, uso prima il tasto ` oppure ´, seguito dalla vocale. Tu che tastiera hai?"

Quella italiana, che come saprai ha un tasto dedicato alle 'e' accentate, solo che "privilegia" l'accento grave, nel senso che scrivere 'è' richiede la sola pressione del tasto, mentre per ottenere 'é' occorre premere shift e il medesimo tasto.

Turz ha detto...

No Turz, non mi sono offeso. Davvero non capivo.

Ottimo! Benvenuto nell'Unione Scettici Allegri Pedanti ;-)

Gianni Comoretto ha detto...

Riguardo agli errori tipografici: scrivo MOLTO velocemente intanto che il computer è occupato a compilare, e mi concedo 2 minuti di pausa. Chiedo venia.

Sulle bufale legali. Sono l'ultima persona adatta a sbufalarle, personalmente mi consulto il "minottino", pregevole guida per cosa si può o meno scrivere in rete.

E con mia somma sorpresa ho scoperto che per essere accusati di diffamazione non serve che le accuse siano false. Se è vero che Tizia esercita davvero il mestiere, e io in un blog scrivo che Tizia è una donna di facili costumi, potrei avere grane.

Invece se Tizia è un personaggio pubblico, ed io un giornalista, posso dirlo, per il diritto all'informazione del pubblico. Ovviamente dimostrandolo MOLTO bene :-)

Sul querelare qualcuno per diffamazione, non lo faccio perché non avendo ricevuto un danno non mi ritengo diffamato, e ritengo prioritario il diritto di espressione. Ma il fatto che non riceverei due lire di risarcimento non è il punto, il punto è che se Tizio diffama danneggia delle persone, ed è giusto farlo smettere.

Tharon ha detto...

Gianni Comoretto

Aspetta, fammi capire. Quindi se io affermo che un ladro è un ladro rischio una condanna per diffamazione ?

Anonimo ha detto...

Per Gianni Comoretto

Riguardo agli errori tipografici: scrivo MOLTO velocemente intanto che il computer è occupato a compilare, e mi concedo 2 minuti di pausa. Chiedo venia.

Lo so, distinguo fra un errore di battitura e uno di ignoranza; era più che altro fastidio per l'occhio. :-|

Sulle bufale legali. Sono l'ultima persona adatta a sbufalarle, personalmente mi consulto il "minottino", pregevole guida per cosa si può o meno scrivere in rete.

Interessante, ne ignoravo l'esistenza. Poi darò un occhiata.

E con mia somma sorpresa ho scoperto che per essere accusati di diffamazione non serve che le accuse siano false. Se è vero che Tizia esercita davvero il mestiere, e io in un blog scrivo che Tizia è una donna di facili costumi, potrei avere grane.

Esatto. Alcune affermazioni sulla sfera privata sono diffamanti a prescindere dalla loro veridicità, sono una grave violazione della privacy prima che esistesse la legge sulla privacy. :-)

Invece se Tizia è un personaggio pubblico, ed io un giornalista, posso dirlo, per il diritto all'informazione del pubblico. Ovviamente dimostrandolo MOLTO bene :-)

È chiaro che se la sua fama se l'è costruita proprio esercitando il mestiere più antico del mondo, le possibilità di vincere in tribunale una causa solo su quella notizia sono nulle: è il cosiddetto "fatto notorio", "fatto di pubblico dominio".

Sul querelare qualcuno per diffamazione, non lo faccio perché non avendo ricevuto un danno non mi ritengo diffamato, e ritengo prioritario il diritto di espressione. Ma il fatto che non riceverei due lire di risarcimento non è il punto, il punto è che se Tizio diffama danneggia delle persone, ed è giusto farlo smettere.

Tieni presente che ricevere un cent di euro di risarcimento ti compenserebbe le spese per intentare una causa. Raramente un avvocato lavora gratis...
Non ho ben capito perché non ritieni di aver ricevuto un danno: forse perché le accuse che ti hanno rivolto finora sono battute da cabaret di periferia? ;-)

Anonimo ha detto...

Per Tharon

Aspetta, fammi capire. Quindi se io affermo che un ladro è un ladro rischio una condanna per diffamazione ?

Assolutamente sì. Strano che non lo sapessi. Se il soggetto non è mai stato condannato da alcun tribunale per furto, nessuno può accusarlo di essere tale.

Anonimo ha detto...

Per ǚşå÷₣ŗẻễ

"tua concezione così aperta liberale e libertaria"

senza la virgola tra "aperta" e "liberale"


No, è una possibilità dell'italiano, elencazioni di questo tipo possono andare senza virgola. È un vezzo molto comune, ad esempio, in Dino Buzzati.


e poi

"Leonarda Sciascia"?

Ma che ti prende oggi !? o_O


Qui hai ragione. :-(
Nessuno è perfetto (cit.).

Tharon ha detto...

Per Accademia dei pedanti.

Sì, così lo sapevo. Travaglio si è beccato una condanna proprio per questo motivo. Ma leggendo la frase "per essere accusati di diffamazione non serve che le accuse siano false" avevo pensato che Gianni Comoretto si riferisse ad una cosa più generale. Ovvero la possibilità di condannare per diffazione anche in presenza di certezza giuridica delle accuse.

Anonimo ha detto...

Per Verzasoft

Quello che cambia dovrebbe essere che per i non famosi non si puo' parlare pubblicamente manco delle cose vere.

Il che mi è sempre sembrato un'altra str...anezza. Il confine lì dovrebbe essere invece messo su le cose che tu fai nel tuo privato / le cose che tu fai in pubblico.
Famoso o non famoso.


Vado un po' a memoria, perché queste cose le avevo lette anni fa: non è che di una persona pubblica si possa dire e scrivere qualsiasi cosa e rifugiarsi dietro il diritto di cronaca. Pensa ad esempio a dati sensibili sulla salute. Ma per definizione una persona pubblica ha rinunciato alla tutela del privato, deve accettare croci e delizie della celebrità, mentre uno sconosciuto no.

Anonimo ha detto...

Per Tharon

Ma leggendo la frase "per essere accusati di diffamazione non serve che le accuse siano false" avevo pensato che Gianni Comoretto si riferisse ad una cosa più generale. Ovvero la possibilità di condannare per diffazione anche in presenza di certezza giuridica delle accuse.

In quel senso no, se sono a conoscenza di una condanna precisa di Tizio, e la riporto correttamente, sono in una botte di ferro, Tizio nulla può fare.

Non dimenticare però che la diffamazione non è solo l'accusa di un reato: essere alcolizzato o meretrice non è reato in Italia. Riferire pubblicamente che Tizio o Caia lo sono, soprattutto se si usano termini più coloriti di questi, diffama.

Alfred Borden ha detto...

Riferire pubblicamente che Tizio o Caia lo sono, soprattutto se si usano termini più coloriti di questi, diffama.

Stando a ciò che ho letto da più parti, la differenza dovrebbe farla la cosiddetta continenza verbale: posso anche scrivere la verità su Tizio, ma usando un linguaggio così colorito e/o offensivo da risultare lesivo della sua persona ed essere, quindi, condannato.

OT

Immagino abbiate visto l'ultimo video-bufala: http://tv.repubblica.it/copertina/farfalle-all-attacco-realta-o-effetti-speciali/44755?video

L'economa domestica ha detto...

@ Replicante cattivo

"Non condivido ciò che dici, ma lotterò sempre affinché tu possa continuare a dirlo"
(Simona Ventura che cita Voltaire)


Da correggere in "Simona Ventura che cita Evelyn Beatrice Hall, autrice del libro "Friends of Voltaire" del 1907".
Sono pedante anche io. Uuuuhhh, come sono pedante....

Anonimo ha detto...

Per L'economa domestica

"Non condivido ciò che dici, ma lotterò sempre affinché tu possa continuare a dirlo"
(Simona Ventura che cita Voltaire)

Da correggere in "Simona Ventura che cita Evelyn Beatrice Hall, autrice del libro "Friends of Voltaire" del 1907".
Sono pedante anche io. Uuuuhhh, come sono pedante...


In che senso anche? Ce ne sono altri?

Si tratta di una delle tante frasi celebri immaginarie, che vanno da "Il fine giustifica i mezzi" (mai scritto da Machiavelli) a "Non hanno pane? Mangino brioche" (mai pronunciato da Maria Antonietta d'Asburgo), da "Eppur si muove" (non c'erano giornalisti col taccuino durante il processo a Galileo Galilei per tramandarci i suoi sfoghi) al "M***a!" che avrebbe esclamato il visconte di Cambronne, ma mancano testimonianze affidabili.

Replicante Cattivo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Bera ha detto...

Vorrei chiudere i commenti come sono iniziati:

Molto, molto, molto bella come citazione, grazie.

PS
per Paolo Attivissimo
come diceva il mio prof di matematica (buonanima): "le cose più difficili da dimostrare sono gli assiomi!"

Replicante Cattivo ha detto...

ma mancano testimonianze affidabili.

Perchè? Quella di Simona Ventura non lo è? :D

Comunque, proprio per riprendere un discorso tirato in ballo prima: una citazione, come qualsiasi concetto, ha un proprio valore indipendentemente da chi lo esprime.
Giustamente, nel dare un valore ad una frase solo perchè l'avrebbe pronunciata Voltaire, Galileo o Charlie Chaplin si incappa in un argumentum ad hominem al contrario.

Allora prendiamo quella citazione e leggiamola per quello che è: una frase che in poche parole racchiude il senso di un discorso che, espresso, in altri modi, potrebbe essere lungo e pedante. Ed è una frase che -in un modo o nell'altro- è sopravvissuta al passare del tempo.

Se anche fosse davvero l'avesse ideata Simona Ventura, il suo senso e valore non cambierebbero :D

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Gian Piero Biancoli ha detto...

"le cose più difficili da dimostrare sono gli assiomi!"

Pur cogliendo il senso della frase, mi auguro che un prof. di matematica non abbia detto davvero così!

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Perchè? Quella di Simona Ventura non lo è? :D

È vero, Simona Ventura era agli inizi della carriera a Waterloo: cadde sui campi di battaglia, ma per i tacchi troppo alti.
Si poteva chiedere a lei, se ha sentito proprio "m***a" e se il concorrente Cambronne è stato squalificato.

Comunque, proprio per riprendere un discorso tirato in ballo prima: una citazione, come qualsiasi concetto, ha un proprio valore indipendentemente da chi lo esprime.
Giustamente, nel dare un valore ad una frase solo perchè l'avrebbe pronunciata Voltaire, Galileo o Charlie Chaplin si incappa in un argumentum ad hominem al contrario.


Forse sì, anche se le citazioni non andrebbero mai usate come proverbi. Il punto è che attribuendole al personaggio sbagliato si danneggia soprattutto la memoria di questo, e non è detto che se ne rafforzi il messaggio.

Elena ha detto...

Sulla questione della diffamazione:
per la legge italiana è diffamazione diffondere qualsiasi affermazione, anche vera, che offenda l'onore altrui, a meno che la persona non sia stata condannata per quel fatto.
In pratica, per la legge italiana, posso scrivere "Tizio è un ladro" solo se Tizio è stato condannato per furto. Non posso scrivere "Tizia fa le corna al marito" , perché Tizia non ha commesso reati e ha diritto a mantenere una reputazione di donna rispettabile, anche se non lo è.
Ovviamente il concetto di "onore" è soggettivo e per questo la diffamazione è perseguita solo su querela di parte: dire che Niki Vendola è gay non crea problemi a nessuno, dirlo di un padre di famiglia può portare guai grossi.
Tuttavia, il diritto di cronaca prevale su diritto all'onore. Se una data informazione è di pubblico interesse, posso scriverla anche se è lesiva delll'onore di qualcuno, purché sia vera.
Nel caso del padre di famiglia gay, posso pubblicare la notizia solo se, per esempio, ha delle responsabilità pubbliche e i suoi comportamenti possono renderlo ricattabile. Se invece scrivo "il signor Rossi va a trans" solo perché mi va di rovinargli l'esistenza, rischio una condanna per diffamazione, anche se ho le prove.
Anche il concetto di pubblico interesse, come quello di "personaggio pubblico" è soggettivo e ha dato origine a molti dibattiti giuridici. In linea di massima, si ritiene che "pubblico interesse" voglia dire "informazione interessante per i destinatari di quel mezzo di comunicazione". Per esempio "Il sindaco del tal minuscolo paesino va a trans" è notizia di pubblico interesse se pubblicata sul giornaletto locale ma può diventare diffamazione se diffusa su un telegiornale nazionale, destinato a gente che, in maggioranza, il minuscolo paesino non sa neanche dove sia.
Lo so, è complicato.

Bera ha detto...

@Gian Piero Biancoli

Lo disse (scherzando aveva un grande sense of humor) durante un'interrogazione, ad un mio compagno di classe che, con raro talento masochista, si era infilato in un ginepraio cercando di "spiegare" alcuni concetti "facili facili". In classe la frase era poi diventata un cult.

Bera ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Yari Davoglio ha detto...

Va detto, anche, che la diffamazione sussiste qualora il reo abbia pagato la sua pena. Ipotizziamo che Tizio abbia rubato e che venga condannato per furto. Finché non ha scontato tutta la sua pena io posso dire "Tizio è un ladro". Qualora egli abbia pagato, tutt'al più posso dire "Tizio era/è stato un ladro".

Pax ha detto...

@Tutti

Ok fa figo riportare una citazione di uno scrittore famoso e affermato ma cerchiamo di ragionare 5 minuti.

E la cosidetta buona creanza? Quella e' morta assieme alla cultura? E' roba di altri tempi? E' roba passata di moda? Non e' "cool"?

Liberta' di espressione e liberta' di ignorare il prodotto di quella liberta' di espressione mi sta bene. Esempio semplice? CD musicale con testi espliciti. Te lo pubblicano, ti avvertono a te compratore che i testi sono espliciti. Lo vuoi? Te lo compri. Non ti sta bene? Ti compri un altro CD. E qui ci siamo.

Ma che succede quando dobbiamo interagire con altre persone? Viviamo in un mondo in cui prima o poi una persona dovra' tenere conto degli altri e se non si rispettano alcune regole base ricadiamo nei secoli bui.

Cioe' vogliamo portare la citazione alle estreme conseguenze? Ne siamo sicuri?

Quindi il girare nudi per strada, scoreggiare in pubblico, ruttare, sputare e bestemmiare (in Italia teoricamente sputare e bestemmiare sono reato) insultare gratuitamente e via dicendo sono tutte cose ammesse e se le altre persone si sentono offese pace?

Mi dispiace ma non lo condivido.

Condivido che sia data liberta' di espressione e che sia amministrata in modo che chi vuole condividerla abbia controllo e scelta. Esempio del CD fatto prima.

Non condivido che la liberta' di espressione di un altro sia fatta in modo che io la debba subire. Esempio di chi sale sul pullman e si mette a sbraitare, bestemmiare, insultare e via dicendo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Non condivido che la liberta' di espressione di un altro sia fatta in modo che io la debba subire. Esempio di chi sale sul pullman e si mette a sbraitare, bestemmiare, insultare e via dicendo.

Ma neanch'io, e neanche Pullman.

Suvvia, gente, mi sembra che ci sia una certa difficoltà a capire che Pullman parla di libertà d'espressione in un libro. Non dice "voglio il diritto di andare in giro per strada a gridare oscenità". Non dice "voglio il diritto di suonarti il campanello alle tre del mattino per dirti che tua figlia è una mentecatta deforme".

Pullman dice che esiste il diritto di esprimere le proprie idee in un contesto dove gli altri non sono obbligati a subirle. E che offendersi per quello che c'è in un libro che non si è obbligati a leggere è stupido.

Teniamo presente, oltretutto, che la risposta di Pullman scaturisce da una critica di una persona del pubblico che dice di essere offesa dal fatto che il titolo del libro associa la parola "scoundrel" (canaglia, gaglioffo, farabutto) al nome di Cristo. Ma la mia domanda è: se quel tipo di persona si offende persino per un titolo di un libro, allora cosa è andato a fare a una conferenza di Pullman?

Anonimo ha detto...

Per Yari Davoglio

Va detto, anche, che la diffamazione sussiste qualora il reo abbia pagato la sua pena. Ipotizziamo che Tizio abbia rubato e che venga condannato per furto. Finché non ha scontato tutta la sua pena io posso dire "Tizio è un ladro". Qualora egli abbia pagato, tutt'al più posso dire "Tizio era/è stato un ladro".

Questa sottile distinzione non la conoscevo. Ne sei sicuro? Personalmente dubito che un tribunale condanni per diffamazione solo per aver scritto il verbo al presente anziché ai tempi passati ;-).
È però vero che non si può far pesare all'infinito il passato di una persona, perché esiste il concetto di riabilitazione: dopo un certo numero di anni senza alcuna condanna si ha diritto alla cancellazione dal casellario giudiziario (certificato penale) di ogni addebito, tranne, credo, i reati più gravi. A quel punto sì, riesumare una macchia della storia personale di una persona potrebbe portare al reato di diffamazione.

L'economa domestica ha detto...

@ Accademia dei Pedanti

Aggiungo "Elementare, Watson" e "Suonala ancora Sam" attribuita a Bogart.
Comunque, la frase di Cambronne in teoria sarebbe stata molto più bella ed articolata: "La guardia muore, ma non si arrende. M***e! All'attacco".

Anonimo ha detto...

Per Elena

Ottima esposizione dei termini della questione, e con stile discorsivo, cosa che a me non riesce mai. :-/

Nel caso del padre di famiglia gay, posso pubblicare la notizia solo se, per esempio, ha delle responsabilità pubbliche e i suoi comportamenti possono renderlo ricattabile.

Ogni riferimento a presidenti di regione realmente esistenti o esistiti è del tutto casuale...

Anche il concetto di pubblico interesse, come quello di "personaggio pubblico" è soggettivo e ha dato origine a molti dibattiti giuridici.

Ecco, qui sono curioso: esiste una giurisprudenza consolidata su chi è personaggio pubblico e chi no? Mi riferisco a persone dello spettacolo e della moda, lasciamo perdere per un attimo i politici.

Gian Piero Biancoli ha detto...

"E che offendersi per quello che c'è in un libro che non si è obbligati a leggere è stupido"

Fondamentalmente potrei anche essere d'accordo, ma sei sicuro di non fare distinzioni su quando è lecito offendersi e indignarsi e quando no?

Cito ad esempio: "E' semplicemente vergognoso che una casa editrice come la ERI, che gode dell'immagine di autorevolezza di mamma Rai, pubblichi una collezione di castronerie catastrofiste come il libro 2012: Fine del mondo? di Roberto Giacobbo."
fonte

"Ma la mia domanda è: se quel tipo di persona si offende persino per un titolo di un libro, allora cosa è andato a fare a una conferenza di Pullman?"
Che diamine, a offendersi! E' un suo diritto! :-)
A fare il pedante si potrebbe rivolgere la stessa domanda sulle tue partecipazioni (che approvo!) alle conferenze di straker, ma sono già conscio della sottile differenza.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Pax

Non condivido che la liberta' di espressione di un altro sia fatta in modo che io la debba subire. Esempio di chi sale sul pullmane si mette a sbraitare, bestemmiare, insultare e via dicendo.

@ Paolo Attivissimo
Ma neanch'io, e neanche Pullman.


Per forza. Pullman potrebbe qualcosa da ridire se uno che fa tutte quelle cose salendogli pure sulla schiena. XD

Tornando in tema di citazioni farlocche, allora mettiamoci anche la mitica "La verità sta nel mezzo" (che è stata citata pure in questa discussione).

Elena ha detto...

@Yari
Il "diritto all'oblio", altro concetto non perfettamente definito, vale in caso di riabilitazione, cioé quando la condanna viene cancellata dala fedina penale o quando sono passati così tanti anni che il reato sarebbe comunque andato in prescrizione. Finché la condanna è sulla fedina penale, posso scrivere "ladro" di un condannato in via definitva per furto.
Il concetto di personaggio pubblico in sostanza significa "personaggio noto per le sue attività professionali o mediatiche al pubblico del mezzo d'informazione che pubblica la notizia."
Straker è un personaggio pubblico per i programmi, i giornali e i blog che si occupano di scie chimiche. Antonio Marras è un personaggio pubblico per Vogue ma non per questo blog, i cui lettori, molto probabilmente, ignorano chi sia.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Gian Piero Biancoli
Cito ad esempio: "E' semplicemente vergognoso che una casa editrice come la ERI, che gode dell'immagine di autorevolezza di mamma Rai, pubblichi una collezione di castronerie catastrofiste come il libro 2012: Fine del mondo? di Roberto Giacobbo."
fonte


Ma se Giacobbo scrivesse i suoi libri specificando esplicitamente che sono testi di
FANTASIA, nessuno si indignerebbe. Al limite diremmo che è un brutto libro, che non regaleremmo nemmeno al nostro zio che ci sta antipatico.
Purtroppo nel caso di Giacobbo il problema non sono le castronerie che scrive, ma il fatto che tali castronerie sono -subdolamente- spacciate per VERE, con tutti i problemi del caso.
E allora l'indignazione nasce proprio dalla faccia tosta con cui Jacob incute terrore nella gente, per poi rimangiarsi tutto (dicendo che il 2012 non porterà la fine del mondo )non appena ha venduto abbastanza copie.

Prima ho citato il Codice Da Vinci: Dan Brown non ha mai voluto dare autorevolezza alle teorie del libro, in quanto teorie di fantasia. Se poi la gente ci ha creduto -in quanto erano teorie molto affascinanti- il problema non è di Dan Brown, perchè comunque lui non si è mai finto un divulgatore di verità come Giacobbo.
E quindi gli storici dell'arte o i religiosi che si sono indignati per il suo libro, in realtà avrebbero dovuto dire "quel libro mi fa schifo perchè le teorie su cui basa la sua storia sono un'insulto all'intelligenza".
Se invece Brown fosse andato in giro a dire che lui aveva scoperto la verità su Cristo e che il suo era un libro di denuncia, allora sarebbe stato criticato come quello di Giacobbo.

Oddio, poi magari Brown l'ha fatto davvero...a me comunque il CDV fa schifo in ogni caso :D

Paolo Attivissimo ha detto...

Fondamentalmente potrei anche essere d'accordo, ma sei sicuro di non fare distinzioni su quando è lecito offendersi e indignarsi e quando no?

Indignarsi non è la stessa cosa che offendersi.

Io non mi sento offeso dai libri di Giacobbo. Anzi, lode a lui che ha trovato la maniera di spennare i polli che abboccano alle fandonie pseudoscientifiche. Se lui ha il pelo sullo stomaco di guadagnare vendendo panzane agli ingenui, buon pro gli faccia.

Però mi indigno alla scelta della ERI di pubblicarli.

Del resto, Pullman è chiaro: il diritto ad offendersi non è per lui in discussione, anzi sottolinea che "Nessuno ha il diritto di vivere senza essere scioccato. Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso".

Camicius ha detto...

Oddio, poi magari Brown l'ha fatto davvero.
Beh, Dan Brown si è volutamente tenuto borderline su questa cosa.
Prima ha detto che lui crede nelle cose che ha scritot nel libro. Poi prima del primo capitolo c'è una pagina vuota dove afferma che le opere d'arte sono tutte esistenti e descritte in modo accurato, che l'Opus Dei e le associazioni descritte esistono davvero. Però l'editore (in piccolo e altrove) ha comunque messo il classico disclaimer dei riferimenti casuali a fatti o persone.
Non ho il libro sotto mano, se interessa domani posso trovarlo e riferire...

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Replicante cattivo
Quindi hai letto "The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ" e sai che è un testo serio e scientifico o che non si propone di essere tale ma solo di raccogliere le opinioni dell'autore (chiaramente dopo averlo ben specificato)?

E se anche fosse, chi decide quando ci si può indignare e quando no?

chiara ha detto...

Ma non è che Pullman abbia voluto anticipatamente pararsi il deretano?
Perchè il titolo della sua fatica dovrebbe essere "Il brav'uomo Gesù e il Cristo farabutto"?


Io credo che il succo della questione sia qui: Pullman ha detto una frase condivisibile ma altettanto facilmente riconducibile a casi estremi ("se non c'è più moderazione un potrebbe dire di essere in diritto ad andare nudo per strada" verso "tutti possono sentirsi offesi, anche per i mocassini, non possiamo cancellare qualsiasi motivo d'offesa").
Ma, come usa-free ha riassunto, quando Pullman ha pronunciato questa frase? Alla presentazione di un libro che DI SICURO creerà vespai e dibattiti. Pullman non è un ingenuo: se avesse scritto un libro sulla vita sessuale delle marmotte presentandolo con questa frase, nessuno ne starebbe parlando. Ma qui si parla di religione e, come per i gialli di Dan Brown, la religione è uno degli argomenti preferiti da chi vuol sollevare polveroni (il galateo consiglia, a proposito, che la conversazione non dovrebbe mai vertere su politica o religione, per non creare un clima teso).
Quindi il ragionamento di Pullman (e dell'editore) sarà stato: scrivo un libro che parla in modo critico della religione cristiana, alla sua presentazione reclamo il mio diritto di espressione (tra l'altro, oramai il libro gliel'hanno pubblicato, era necessario fare il discorsetto sulla libertà di espressione, quando essa è già in atto? O ci sono state pressioni affinchè non pubblicasse il libro? Questo cambierebbe il discorso), provoco la curiosità sia di chi la pensa come me sia di chi si potrebbe sentir offeso dal libro, spingo così entrambe le categorie a comprarlo e ci guadagno, ottengo pubblicità ulteriore dai dibattiti che ne nasceranno in seguito.
Insomma, a me pare una mossa astuta che gioca sulla psicologia inversa.
Riuscita, tra l'altro, visti i più di 120 commenti all'articolo :)

Elena ha detto...

Ci sono romanzi che sono al limite della diffamazione, nel senso che raccontano fatti di fantasia, ma li inquadrano in un contesto reale profondamente distorto. Parlano, per esempio, di organizzazioni realmente esistenti ma attribuiscono loro scopi e comportamenti inventati. Il caso del Codice Da Vinci è uno di questi.
è come sei io scrivessi un romanzo in cui c'è un'organizzazione chiamata CICAP, i cui membri Massimo POlidoro, Paolo Attivissimo e Luigi Garlaschelli si occupano di sopprimere, anche con l'omicidio e la tortura, tutti coloro che hanno poteri paranormali e conoscono verità che l'elite dominante vuol tenere nascoste. Se invece, scrivo un romanzo in cui uno dei personaggi assiste a strani fenomeni, chiama il CICAP e scopre di avere davvero uno spettro sumero nel frigorifero, non è diffamazione, perché l'attività del CICAP è presentata correttamente, anche se in un contesto di pura fantasia.

alifa ha detto...

[quote]Si tratta di una delle tante frasi celebri immaginarie, che vanno da "Il fine giustifica i mezzi" (mai scritto da Machiavelli) a "Non hanno pane? Mangino brioche" (mai pronunciato da Maria Antonietta d'Asburgo), da "Eppur si muove" (non c'erano giornalisti col taccuino durante il processo a Galileo Galilei per tramandarci i suoi sfoghi) al "M***a!" che avrebbe esclamato il visconte di Cambronne, ma mancano testimonianze affidabili.[/quote]

o come: Ahi! ahi! ahi! Signora Longari... Mi è caduta sull'uccello!
Mai pronunciata da Mike Bongiorno
(non ho resistito)
(tastiera americana, apostrofi come accenti :=)

alifa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Però mi indigno alla scelta della ERI di pubblicarli. "

Dunque l'indignazione avrà un suo grado di intensità, come tutti i sentimenti umani. Il tuo grado di indignazione sarebbe stato il medesimo se i libri di Giacobbo li avesse pubblicati la Canongate Books Ltd? In caso contrario, sarebbe stato maggiore o minore? :)

Verzasoft ha detto...

Ho deciso di non commentare mai più.

Google mi mangia i commenti, ma solo quelli lunghi!

Domenico_T ha detto...

chiara,
(il galateo consiglia, a proposito, che la conversazione non dovrebbe mai vertere su politica o religione, per non creare un clima teso).


Non sono d'accordo a meno che lo scopo non sia avere una conversazione pacata fatta di sorrisini educati e di circostanza mal dal contenuto informativo basso.

Preferisco il confronto a 360° anche su argomenti tipicamente scottanti. Sono convinto che l'evitare discussioni feroci stai nell'intelligenza delle persone più che nei temi trattati ;)

(voglio dire, ci si scanna su un fuorigioco o su chi deve vincere il GF, per cui ...)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

@Verzasoft

Aspetta, c'è un'altra soluzione: quando fai commenti lunghi e faticosi, mettili negli appunti prima di postarli! :D

chiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gian Piero Biancoli ha detto...

"Indignarsi non è la stessa cosa che offendersi"

Però non puoi negare che i libri sul cospirazionismo undicisettembrino non possano considerarsi offensivi nei confronti delle vittime delle tragedie. Credo di averlo letto su questo blog (e lo condivido)

chiara ha detto...

Non sono d'accordo a meno che lo scopo non sia avere una conversazione pacata fatta di sorrisini educati e di circostanza mal dal contenuto informativo basso.

Preferisco il confronto a 360° anche su argomenti tipicamente scottanti. Sono convinto che l'evitare discussioni feroci stai nell'intelligenza delle persone più che nei temi trattati ;)

(voglio dire, ci si scanna su un fuorigioco o su chi deve vincere il GF, per cui ...)



Ma nemmeno io sono d'accordo, era solo per sottolineare che la discussione si infervorerà di sicuro: come dici anche tu, si bisticcia pure sul Grande Fratello, a maggior ragione si discuterà su argomenti che premono di più.
Ho citato il galateo per avere una conferma "ufficiale" che i due argomenti generavano flames anche prima dell'era internettara ;)

SirEdward ha detto...

Paolo Attivissimo wrote:


Pullman dice che esiste il diritto di esprimere le proprie idee in un contesto dove gli altri non sono obbligati a subirle.


La chiave dell'intera discussione. Andare in giro a nudi a gridare bestemmie e suonare i campanelli alle tre di notte non è sbagliato perchè è indecente, ma perché costringi gli altri a dedicarti attenzione contro la loro volontà.

Allo stesso modo, quando i complottisti pubblicano i libri non ci si indigna perché pubblicano libri, ma perché spacciano delle idiozie per verità.

La libertà di espressione vuol dire libertà di parlare, non di dire vaccate. Si può tranquillamente parlare anche senza dire vaccate; in più, esiste anche la libertà di tacere: nessuno è obbligato a spargere la propria ignoranza ai quattro venti come i complottisti fanno di solito. Su questo punto, quindi, è lecito indignarsi.

I miei due cent sulla citazione di Pullman. la prima frase sarebbe forse più chiara scritta così: "Vivere la propria intera esistenza senza essere mai offesi non è un diritto". Si perde la connotazione che sembra rendere necessario che qualcuno si incarichi di offendere e scioccare la gente. Ma probabilmente è meno incisiva.

Paolo Attivissimo ha detto...

è come sei io scrivessi un romanzo in cui c'è un'organizzazione chiamata CICAP, i cui membri Massimo POlidoro, Paolo Attivissimo e Luigi Garlaschelli si occupano di sopprimere, anche con l'omicidio e la tortura, tutti coloro che hanno poteri paranormali e conoscono verità che l'elite dominante vuol tenere nascoste

ALLARME ROSSO! CI HANNO SCOPERTO!!!

Verzasoft ha detto...

SirEdward,
aspetta pero',
la libertà di espressione è anche la libertà di dire vaccate se non costringi gl altri ad ascoltarle.
Come nel caso di un libro che non sei costretto a comprare.

Paolo Attivissimo ha detto...

Il tuo grado di indignazione sarebbe stato il medesimo se i libri di Giacobbo li avesse pubblicati la Canongate Books Ltd?

Non conosco la reputazione della Canongate, ma a naso non mi sembra un editore celebre come la ERI, che è collegata alla Rai.

Se li avesse pubblicati la BBC, per esempio, sarebbe partita una letterina di protesta molto cordiale ma al curaro.

Gian Piero Biancoli ha detto...

Un ultimo appunto anche sul titolo del post
"Della libertà d'opinione e delle censure bigotte
"


1) Le parole "censura" e "bigottismo" (di persona o pensiero che mostra una grande religiosità unita ad altrettanta intolleranza e mancanza di flessibilità ) girano sempre vicine, ma madame Soile Lautsi ha dimostrato che esiste anche la censura "laica", spesso trascurata.

2) A quele censura si fa riferimento? E' stata espressa indignazione per il titolo o ne è stata invocata la censura? (questa domanda è a titolo informativo, non so nulla della vicenda)

Turz ha detto...

Alla vostra destra potete notare una simpatica sezione "Articoli più commentati", dove sono elencati gli articoli più commentati tra gli ultimi 500 pubblicati questo blog.

Per trovarne uno senza dibattiti a sfondo politico o religioso bisogna cliccare su "Avanti".

Paolo Attivissimo ha detto...

Però non puoi negare che i libri sul cospirazionismo undicisettembrino non possano considerarsi offensivi nei confronti delle vittime delle tragedie. Credo di averlo letto su questo blog (e lo condivido)

Vero. Infatti Pullman (e lo ripeto) non dice che non bisogna offendersi. Anzi, mette in guardia sul fatto che la vita comporta essere offesi. "Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso."

Ma la risposta all'offesa non dev'essere la richiesta di bandire o censurare i libri offensivi. Esistono metodi più civili e democratici. Questo è il senso delle parole di Pullman.

Paolo Attivissimo ha detto...

esiste anche la censura "laica", spesso trascurata.

Verissimo.

E' stata espressa indignazione per il titolo o ne è stata invocata la censura?

Nel video linkato risulta che le parole di Pullman sono la risposta a una persona che si è offesa per l'esistenza del titolo del libro. Non ne ha invocato esplicitamente la censura.

Gian Piero Biancoli ha detto...

"Vero. Infatti Pullman (e lo ripeto) non dice che non bisogna offendersi. Anzi, mette in guardia sul fatto che la vita comporta essere offesi. "Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso."

"E che offendersi per quello che c'è in un libro che non si è obbligati a leggere è stupido."

Allora c'è una contraddizione.
Credo che ognuno abbia diritto a offendersi e che nessuno debba giudicare per cosa sia lecito offendersi. Poi sul metodo di reazione all'offesa, siamo d'accordo.

Gian Piero Biancoli ha detto...

Ho avuto un'illuminazione :-)
Non per fare le pulci a Pullman, ma cambierei le prime due frasi con

"Tutti hanno il diritto a sentirsi scioccati. Tutti hanno il diritto di sentirsi offesi"

Una minchiata? Noi di Boyager crediamo di si.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Gian Piero Biancoli
Quindi hai letto "The Good Man Jesus and the Scoundrel Christ" e sai che è un testo serio e scientifico o che non si propone di essere tale ma solo di raccogliere le opinioni dell'autore (chiaramente dopo averlo ben specificato)?

Io non lo so. Tu lo sai? Non credo, a meno che tu non l'abbia letto.
Ecco perchè quindi non si può giudicare a PRIORI questo libro partendo dalla copertina (in questo caso mai ci fu proverbio più azzeccato).

Se Pullman se Pullman riuscirà a descrivere un'immagine di Cristo diversa da quella a cui siamo abituati, ma il tutto è suffragato da fonti, allora poche storie: ci si potrà indispettire o invocare la distruzione del suo libro...ma in tal caso tale comportamento nasce solo dal fastidio di essere stati punti nel vivo.

Oppure, se Pullman specificherà che quelle sono le sue semplici opinioni, anche in quel caso non gli si può dire niente, anche se tali opinioni non sono condivise. L'importante è che non le spacci per verità.

Se invece sono solo intulti rivolti alla figura di Cristo, allora perchè censurarlo? Un libro così schifoso di sicuro non vorrà leggerlo nessuno. A meno che il bestemmiatore di Verona non ne sia attirato e decida di comprarlo; e anche se qualcuno glielo vietasse, non è che di colpo riuscirai a redimerlo, rimarrà sempre e comunque il bestemmiatore di Verona.


E se anche fosse, chi decide quando ci si può indignare e quando no?

Ci si può SEMPRE indignare. Nessuno vieta di farlo.
Ma non si può pretendere che la nostra indignazione corrisponda necessariamente ad un'azione repressiva.

A me fanno indignare i cinepanettoni, i reality, i programmi spazzatura...non per questo posso pretenderne la censura o pensare, il giorno in cui sarò "presidente nazionale del cinema" di vietare la realizzazione di tali film.
Già perchè il giorno in cui arriverà un baciapile che sostiene che la fantascienza è irrispettosa verso il creazionismo (o che i film sulla mafia sono un insulto all'Italia) che facciamo? Dobbiamo accontentarci di De Sica e Muccino?

Come vedi nemmeno io ho il diritto di pretendere che non esistano film schifosi o stupidi; quello che per me sarebbe un diritto, per un altro sarebbe un'imposizione.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Gian Piero
Non per fare le pulci a Pullman, ma cambierei le prime due frasi con

"Tutti hanno il diritto a sentirsi scioccati. Tutti hanno il diritto di sentirsi offesi"


Il senso è diverso.
Nella tua versione, il sentirsi scioccati o offesi è il risultato di una scelta (ovvero: "mi sono offeso perchè scelgo di sentirmi tale").
Invece Pullman dice: "tu non puoi impedire di sentirti offeso da qualcosa" (sottointeso: anche se la cosa non ti piace).

E' questo il punto. Far capire (come ha detto Paolo prima) che la vita comporta anche l'essere offesi, vedere o sentire cose che non ci piacciono, avere a che fare con immagini e parole che ci disturbano.
Dopodichè queste non devono essere imposte...ma non si può pretendere che il mondo sia tutto rose e fiori (soprattutto perchè magari un altro è allergico alle rose e fiori e si sente più tranquillo da tubi e cemento.)

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Replicante cattivo
"Il senso è diverso..."

Sagace distinzione, ma non la condivido (non credo che la vita non comporti l'essere offesi), per cui tengo la mia.

Carson ha detto...

Sono pienamente d'accordo a metā con Paolo (cfr. Luigi Garzya).
Paolo wrote:
"Pullman dice che esiste il diritto di esprimere le proprie idee in un contesto dove gli altri non sono obbligati a subirle."

Quando sei "obbligato a subirle"?

Facciamo un esempio pratico, con la MIE opinioni a riguardo.

Giacobbo scrive un libro sulla fine del mondo nel 2012, il discorso di Pullman resta valido in questo contesto? Sì, posso condividere o meno i contenuti ma nessuno mi obbliga a leggerlo o comprarlo.

Giacobbo conduce una trasmissione che tratta della fine del mondo nel 2012, il discorso di Pullman resta valido in questo contesto? Nì, il fatto che che sia patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali non mi lascia più quella libertà di scelta cui si riferiva Pullman: sono costretto ad "aprirlo" e "leggerlo" per rendermi conto che con la cultura ha ben poco a che fare.
N.B. Alla sola trasmissione il "principio Pullman" sarebbe applicabile, è il contesto ufficialmente "culturale" che nel caso non lo rende più valido (resta valido invece per "Mistero").

Giacobbo conduce un' altra trasmissione che tratta della fine del mondo nel 2012, questa volta la domenica mattina, il discorso di Pullman resta valido in questo contesto? No, ai discorsi del punto precedente si aggiunge il fatto che il programma è in fascia protetta, destinata ad un pubblico che può non aver ancora assunto piena capacità d'intendere e di volere. Non vi è l' obbligo di vederlo, verissimo, ma non vi è più neppure la libertà di scelta.

Ecco spiegato quel "a metà": non mi basta un "non sono obbligati a subirle" sono posizionato su un "sono liberi e consapevoli se subirle o meno".

O.T. Esiste una funzione di ricerca su tutto il blog che includa anche i commenti? E vi è un motivo per cui facendo questo tipo di ricerca con Google vengono riportati pochissimi commenti a confronto di Yahoo? E' una caratteristica di Google e Yahoo o è caratteristica del blog?

Ciao

Carson

Turz ha detto...

@Gian Piero Biancoli:
Sagace distinzione, ma non la condivido (non credo che la vita non comporti l'essere offesi), per cui tengo la mia.

O hai messo un "non" di troppo o hai toppato un'altra volta. Te lo dico con immutata stima per tutto il resto che scrivi, beninteso: non ti voglio offendere ;-)

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Replicante cattivo

Per tutto il resto siamo sulla stessa linea di pensiero, infatti ho chiesto se fosse stata richiesta censura o si fosse solo sentito offeso.

Solo una precisazione: visto che pago il canone ho una briciola di diritto a lamentarmi dei reality e della telespazzatura (almeno sulla rai) e a richiederne la diminuzione; poi essendo in minoranza (sarà vero?) ripiego su altri mezzi informativi.
Per i cinepanettoni, invece, mi limito a non andarli a vedere (anche se ricevono sponsorizzazioni statali, per cui ci sarebbe da fare un bel discorso anche su quelli...)

Gwilbor ha detto...

ma madame Soile Lautsi ha dimostrato che esiste anche la censura "laica", spesso trascurata.

La richiesta della signora Lautsi non è una censura, perché non impedisce che si espongano i crocefissi in generale. Chiede solo che non vengano esposti in un caso in cui ciò costituisce un'imposizione a cui lei non può sfuggire.

Verzasoft ha detto...

Carson,

Giacobbo conduce un' altra trasmissione che tratta della fine del mondo nel 2012, questa volta la domenica mattina, il discorso di Pullman resta valido in questo contesto? No, ai discorsi del punto precedente si aggiunge il fatto che il programma è in fascia protetta, destinata ad un pubblico che può non aver ancora assunto piena capacità d'intendere e di volere. Non vi è l' obbligo di vederlo, verissimo, ma non vi è più neppure la libertà di scelta.
Eh?
Certo che hai la scelta: spegnere la tv.
Inoltre puoi agire come mostra Pullman: lettera alla rai, manifestazione in piazza, organizzarti per trasmettere un tuo programma, rapimento di giacobbo quello che vuoi.
Ma non puoi impedirglielo a priori.

Turz ha detto...

@Carson:
Google ultimamente sbarella. Puoi cercare una parola aggiungendo site:attivissimo.blogspot.com ma per qualche strano motivo non trovi tutto.

Per non parlare del fatto che a volte Blogger inghiotte qualche commento e quindi cliccando sul risultato finisci nella pagina sbagliata.

Turz ha detto...

@Gian Piero Biancoli:
(anche se ricevono sponsorizzazioni statali, per cui ci sarebbe da fare un bel discorso anche su quelli...)

Come fai notare col sapiente uso delle parentesi :-) è un altro argomento, perché se uno invece pubblica stronzate coi propri soldi è liberissimo di farlo e noi siamo liberissimi di prenderlo in giro.


Poi però in tutti questi dibattiti filosofico-giuridici non dimentichiamo la questione dei rapporti di forza in gioco. Se, supponiamo, Feltrinelli (editore privato) decidesse di pubblicare un libro di fuffologia di Cialtrobbo (che è famoso e quindi fa "audience" anche in libreria), quale sarebbe la libertà di un qualunque Mario Rossi di scrivere un contro-libro di anti-fuffologia che, siccome Mario Rossi non lo conosce nessuno, potrebbe al più venderlo su Internet facendosi pubblicità tramite i suoi 2.5 lettori?
Certo, Mario è libero di scrivere il libro, ma la sua libertà effettiva è molto limitata dalle sue scarse possibilità finanziarie che non gli consentono di farsi pubblicità.

Verzasoft ha detto...

Turz,

"Welcome to the real world: where money counts."

Pare evidente che più grana hai in tasca (o potere nelle mani, cose che spesso coincidono) più cose puoi fare, pubblicazione di libri compresa.

Non dirmi che non sapevi che il mondo è iniquo!

Replicante Cattivo ha detto...

@ Gian Piero
non credo che la vita non comporti l'essere offesi

Vivere in mezzo ad altri individui, con idee, opinioni e metodi diversi dai nostri, IMPLICA il fatto di doversi accettare a vicenda.
E quindi accettare anche le cose che non ci piacciono o ci offendono.

Scusa, ma allora se fosse così, dovremmo abolire la satira? E la comicità che scherza sui difetti fisici? La satira si basa proprio sull'offesa. Pensa allo sketch di Luttazzi di qualche giorno fa: lo spezzone sul sesso anale ha disturbato un po'di gente? MEGLIO: vuol dire che ha raggiunto il suo scopo. E il politico tirato in ballo dai suoi discorsi si è sentito offeso da quello sketch che si fa? Gli tappa (di nuovo) la bocca?

Oppure non facciamo più vedere lo sketch della buccia di banana perchè nostra zia è morta cadendo per strada e riteniamo questo sketch irrispettoso?

Dai...uno che pretende di non sentirsi offeso si trasforma in Ned Flanders, che ha la tv satellitare ma ha bloccato tutti i canali (e obbliga i figli a guardare solo i canali meteo). Se Ned Flanders e i suoi figli non uscissero più di casa, tale sistema potrebbe anche funzionare, ma una volta oltrepassata quella porta, purtroppo per loro, esiste una cosa che si chiama mondo, con tutte le sue brutture e fastidi. L'unica differenza è che loro non sono pronti ad accettarli.

Ecco...i Simpsons...quanta gente si è offesa quando sono comparsi questi omini brutti, gialli e volgari. Per fortuna qualcuno se ne è fregato di queste persone, altrimenti avremmmo perso quella che probabilmente è la serie più intelligente degli ultimi 20 anni.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Gian Piero

Solo una precisazione: visto che pago il canone ho una briciola di diritto a lamentarmi dei reality e della telespazzatura (almeno sulla rai) e a richiederne la diminuzione; poi essendo in minoranza (sarà vero?) ripiego su altri mezzi informativi.

Certo. Ma questo è un altro discorso. Tu -come me e tanti altri- non ti lamenti della tv spazzatura in sè, ma ti lamenti per il fatto che questa non venga compensata da programmi di qualità. Infatti, se la rai trasmettesse anche film, concerti, o qualsiasi altro tipo di programma intelligente (possibilmente in orari decenti) allora avremmo la possibilità di scegliere. In quel caso, nessuno si lamenterebbe: come io vorrei rilassarmi seguendo un bel concerto rock/pop in prima serata, è giusto che anche chi vuole seguire L'isola dei Famosi o guardarsi Pupo e Filiberto abba il diritto di svagarsi con una tv di poche pretese.

La tua -e la mia- rabbia nasce dal fatto che i diritti di quelle persone calpestano i nostri.

Per i cinepanettoni, invece, mi limito a non andarli a vedere (anche se ricevono sponsorizzazioni statali, per cui ci sarebbe da fare un bel discorso anche su quelli...)

Al momento non ricevono sponsorizzazioni statali, mi pare che quella storia sia finita nel cesso, come è giusto che fosse.
Paradossalmente mi chiedo: ma i film che ricevono questi contributi, se lo meritano davvero? Ha senso dare il contributo a un film che -per sua natura- verrà proiettato in poche sale davanti a poche migliaia di persone? Perchè invece non si sponsorizza un film che possa diventare un blockbuster, magari anche all'estero? Ma questo è un discorso troppo OT.

Turz ha detto...

@Verzasoft:
Turz,

"Welcome to the real world: where money counts."

Pare evidente che più grana hai in tasca (o potere nelle mani, cose che spesso coincidono) più cose puoi fare, pubblicazione di libri compresa.

Non dirmi che non sapevi che il mondo è iniquo!


Lo sapevo. Lo stavo solo divulgando ;-)

Ho fatto la precisazione proprio perché in questo genere di dibattiti sulla libertà formale di dire quello che vogliamo, libertà su cui, intendiamoci, sono pienamente d'accordo, molti però dimenticano che per definire la libertà sostanziale bisogna tenere anche conto della potenza dei rispettivi megafoni.

Il discorso poi si può estendere a piacimento anche alla libertà di fare determinate scelte, ma per epicizzare questo thread possiamo limitarci alla libertà di dire.

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Turz
"O hai messo un "non" di troppo o hai toppato un'altra volta."

Macchè offeso, anzi, grazie! Così com'era scritta non aveva senso.
"Non credo che la vita comporti l'essere offesi", ecco, così va meglio.

@ Turz
"Come fai notare col sapiente uso delle parentesi :-) "

Cosa vuoi che ti dica? Il punto 6 dei 40 consigli per scrivere bene non riesce proprio a entrarmi in testa. :-)

@ Turz
"perché se uno invece pubblica stronzate coi propri soldi è liberissimo di farlo e noi siamo liberissimi di prenderlo in giro"

In alcuni casi penso che sia proprio l'imperativo morale di prenderlo in giro o, come si dice in gergo tecnico, sputtanarlo. ;-)

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Se li avesse pubblicati la BBC, per esempio, sarebbe partita una letterina di protesta molto cordiale ma al curaro."

Per un attimo ho avuto la visione di un libro:

Angelo Bagnasco, Lo scienziato Galileo, il farabutto Galilei, Edizioni Paoline, dicembre 2012

:D

Carson ha detto...

trilogia

@Paolo Attivissimo:
no, non ho sbagliato, ho detto trilogia

Non so che significhi, ma per una birra non mi tiro certo indietro. :)

Verzasoft wrote:
"Certo che hai la scelta: spegnere la tv."
Come Pax ha la scelta di non salire sull' autobus. Siamo alla scelta campana di vetro che non accetto.

Intendi dire che debba essere io a fare la censura che la Rai promette ma non attua?

Se mio figlio guarda la TV la domenica mattina in fascia protetta DEVE essere protetto, non devo essere io genitore a controllare che sul servizio pubblico non vengano trasmesse queste boiate o, perchè no, film porno in fascia protetta.

O.T. @Accademia:
Dopo il "perchè no" posso mettere il punto interrogativo seguito dalla virgola? Se si, riprendo con la maiuscola o con la minuscola?
Se no, come posso rendere in forma scritta quella "mezza interrogazione" che viene data a quelle due parole nel parlare correnre?

Ciao

Carson

Replicante Cattivo ha detto...

@ Carson
"@Paolo Attivissimo:
no, non ho sbagliato, ho detto trilogia"

Non so che significhi, ma per una birra non mi tiro certo indietro. :)


La prima frase in realtà era una mia citazione, in cui definivo la saga di Indiana Jones una trilogia; e, prima che qualcuno mi correggesse, specificavo che non mi ero dimenticato l'ultimo episodio, semplicemente lo ritenevo meritevole di essere paragonato ai primi tre.

Intendi dire che debba essere io a fare la censura che la Rai promette ma non attua?

La rai (e la televisione in generale)non deve attuare alcuna censura. "Censurare" vuol dire ripulire, edulcolrare, rendere un programma adatto ad un pubblico a cui non era destinato...manipolando il prodotto di un'altra persona. No, non esiste.
Se un film o cartone è destinato ad adulti o a un pubblico dallo stomaco forte, non puoi pensare di renderlo adatto a tutti. Devi trasmetterlo in orari appropriati, segnalarlo in qualche modo...dopodichè vale la legge dei Cats Sitwoy! E questa legge vale anche per chi fa zapping selvaggio tra i canali: se sei una persona impressionabile NON devi farlo, o non devi lamentarti se per sbaglio incappi nell'Esorcista o nella Passione Di Cristo.

Ricordiamoci che nessuno apparecchio elettronico può essere affidabile al 100% se non c'è un essere umano che lo controlla.
In informatica si dice che l'antivirus più efficace è quello che sta seduto sulla sedia. Per la televisione deve valere lo stesso principio.

Se mio figlio guarda la TV la domenica mattina in fascia protetta DEVE essere protetto,

Ok, esiste una fascia protetta e deve essere rispettata; purtroppo questo non succede e do ragione a chi si arrabbia.
Ma poi, al di fuori di questa fascia, nessuno deve rompere le palle se si vede una donna nuda, gente che si fa scoppiare la testa o se si sentono parolacce.
E che cavolo...perchè quando verrà trasmesso in tv "Bastardi Senza Gloria" so già che dovrò fare le ore piccole (ammesso che non venga boicottato)?
Perchè Brockeback Mountain lo hanno trasmesso censurato?
Perchè non posso vedermi in prima serata Arancia Meccanica nemmeno d'estate?

non devo essere io genitore a controllare che sul servizio pubblico non vengano trasmesse queste boiate o, perchè no, film porno in fascia protetta.

SBAGLIATO! Tu, come genitore, DEVI sempre essere presente! Questo non vuol dire che devi essere fisicamente insieme a tuo figlio mentre guarda la tv: vuol dire che se lui si prende uno spavento o vede qualcosa di strano, devi spiegarglielo e tranquillizzarlo. Anche perchè tuo figlio può spaventarsi pure davanti a un cartone animato, l'immagine di un clown o uno spot televisivo.
E sta tranquillo che per un "trauma" del genere non è mai morto nessuno. Gli spaventi da bambino e dopo quella volta ho smesso di girare a caso tra i canali. Allo stesso modo, se qualche volta vedevo film sexy-trash (e negli anni 80 i trailer della Anicaflash non avevano alcuna censura in merito) non ho mai avuto particolari reazioni per cui hanno dovuto portarmi dallo psicologo.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"La prima frase in realtà era una mia citazione, in cui definivo la saga di Indiana Jones una trilogia; e, prima che qualcuno mi correggesse, specificavo che non mi ero dimenticato l'ultimo episodio, semplicemente lo ritenevo meritevole di essere paragonato ai primi tre."

Manca un 'non'.

usa-free accademiadeipedantizzato

Replicante Cattivo ha detto...

D'oh (Homer Simpson)

ocram ha detto...

@Paolo: "Ma la mia domanda è: se quel tipo di persona si offende persino per un titolo di un libro, allora cosa è andato a fare a una conferenza di Pullman?"

A dirglielo! :)

Anonimo ha detto...

Per L'economa domestica

Aggiungo "Elementare, Watson" e "Suonala ancora Sam" attribuita a Bogart.

Ne parlavo recentemente con un'amica, grande esperta di letteratura inglese. Nei romanzi di Arthur Conan Doyle la frase non compare, ma in alcuni riduzioni cinematografiche sì. Se uno ammette apertamente di citare dal film, la cosa non è sbagliata.

Comunque, la frase di Cambronne in teoria sarebbe stata molto più bella ed articolata: "La guardia muore, ma non si arrende. M***e! All'attacco".

E vabbè, di una citazione si prende sempre il succo, la scorza non conta :-)

Anonimo ha detto...

Per Elena

Il "diritto all'oblio", altro concetto non perfettamente definito, vale in caso di riabilitazione, cioé quando la condanna viene cancellata dala fedina penale o quando sono passati così tanti anni che il reato sarebbe comunque andato in prescrizione.

Aggiungo qui che nell'epoca pre-internet era automatico che ci si dimenticasse di fatti remoti, soprattutto quando riguardavano persone non pubbliche. Oggi, con l'archivio dei principali quotidiani online, molte persone posso leggere facilmente la notizia di un arresto avvenuto nel 1990, quando magari la persona arrestata avevano solo 18 anni. È un problema di non facile soluzione, vista la natura decentrata di internet.

Anonimo ha detto...

Errata corrige: la persona arrestata aveva solo 18 anni

Gian Piero Biancoli ha detto...

@ Replicante cattivo
"Pensa che addirittura c'è chi sul nazismo ci ha fatto dell'ironia e ha realizzato 'filmetti' come la trilogia di Indiana Jones (no, non ho sbagliato, ho detto trilogia), Bastardi Senza Gloria o Il Grande Dittatore."

Io avevo frainteso: visto che parlavi di nazismo, pensavo ti riferissi al fatto che i nazisti sono i nemici solo nei primi tre film di Indiana Jones, per cui il quarto, che schiera invece i russi come antagonisti, non va considerato nella lista.

Comunque pienamente in sintonia sulla qualità (?) del quarto IJ che è brutto brutto brutto... un po' come il sequel dei Blues Brothers

Anonimo ha detto...

Per alifa

o come: Ahi! ahi! ahi! Signora Longari... Mi è caduta sull'uccello!
Mai pronunciata da Mike Bongiorno
(non ho resistito)


Su cui c'è un'indagine proprio su questo sito.
Io mi riferivo a citazioni di personaggi con una fama internazionale leggermente maggiore di Mike Bongiorno... Tra l'altro questa non è una citazione in senso stretto: è una gaffe, probabilmente nata come imitazione da Arbore & Co. a L'altra domenica, ma non meno imbarazzante di altre gaffe pronunciate veramente da Mike Bongiorno.

Anonimo ha detto...

Per Carson

Sono pienamente d'accordo a metā con Paolo

Hai scritto l'ablativo di meta in latino; che, inutile dirlo, non significa metà.

Giacobbo conduce una trasmissione che tratta della fine del mondo nel 2012, il discorso di Pullman resta valido in questo contesto? Nì, il fatto che che sia patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali non mi lascia più quella libertà di scelta cui si riferiva Pullman: sono costretto ad "aprirlo" e "leggerlo" per rendermi conto che con la cultura ha ben poco a che fare.

A parte che ormai un patrocinio dei beni culturali, in Italia, è garanzia assoluta della schifezza dell'oggetto patrocinato, sia che abbia a che fare con la cultura, sia che sia fuori dal suo ambito di applicazione (come qui). Il punto è che la circostanza che urta e che fa gridare allo scandalo non sono le tesi di Giacobbo, ma la scelta del patrocinante, e, soprattutto, l'emittente da cui queste teorie vengono diffuse: un'emittente di Stato.

Anonimo ha detto...

Per Carson:

Dopo il "perchè no" posso mettere il punto interrogativo seguito dalla virgola?

Normalmente in un'incidentale il punto interrogativo si omette:

Per combattere l'assenteismo sul luogo di lavoro il ministro ricorrerà a visite fiscali ancora più fiscali, a controlli serrati, all'installazione di tornelli, e, perché no, all'impiego di men in black minacciosi e pericolosi.

Oppure si mette fra parentesi. L'espressione "perché no" è già una domanda, il punto interrogativo non è indispensabile.

Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Perchè Brockeback Mountain lo hanno trasmesso censurato?
Perchè non posso vedermi in prima serata Arancia Meccanica nemmeno d'estate?


Se le norme che valevano negli anni Novanta sono ancora valide (credo di sì), un film vietato ai minori di 18 anni non può essere mandato in onda. Nemmeno alle tre di notte di un giorno feriale. Dura lex, sed lex. Ma c'è il trucco: l'emittente taglia le scene più esplicite del film, lo fanno ripassare dalla commissione di censura, la quale nella maggior parte dei casi dà il benestare, anche se del film non si capisce più nulla. E il film può essere trasmesso, o in seconda serata, o addirittura in prima, a seconda della consistenza dei tagli.

Ricordo anche che non c'è nessun obbligo giuridico a trasmettere un film intero: di fatto, tutti i film che sforano i canonici 90-100 minuti vengono accorciati per far posto alla pubblicità e al programma di seconda serata, ma tagliuzzati qua e là a caso, la censura non c'entra nulla. È uno scempio, ma in Italia è ammesso.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia.

Se le norme che valevano negli anni Novanta sono ancora valide (credo di sì), un film vietato ai minori di 18 anni non può essere mandato in onda. Nemmeno alle tre di notte di un giorno feriale. Dura lex, sed lex.


E' vero. Peccato che BrockeBack Mountain non è stato vietato ai minori di 18 anni, mentre nel 1998, ad Arancia Meccanica dl divieto è stato abbassato a 14 anni. Quindi non c'è nessuna scusante, come del resto non c'è per Pulp Fiction, Kill Bill, Shining, Full Metal Jacket o qualsiasi altro film di indiscutibile qualità ma caratterizzato da una violenza (fisica e verbale) che però è funzionale alla trama.

Ma c'è il trucco: l'emittente taglia le scene più esplicite del film, lo fanno ripassare dalla commissione di censura, la quale nella maggior parte dei casi dà il benestare, anche se del film non si capisce più nulla. E il film può essere trasmesso, o in seconda serata, o addirittura in prima, a seconda della consistenza dei tagli.

E questa è un'emerita cazzata (non la tua frase, ma questo tipo di comportamento). Se ad un film violento -destinato agli adulti- elimini alcune scene, continuerà a rimanere un film violento destinato agli adulti; sarà pur sempre "troppo" per chi è sensibile e risulterà una porcata per chi pretende di vedere il film originale.

Prendi i cartoni animati su Italia 1 che vengono censurati: perchè non vengono trasmessi alle 20? Perchè io che ho fatto in tempo a vedere Dragon Ball e I Cavalieri dello Zodiaco NON mi sono mai impressionato nel vedere il pisellino di Goku o Sirio il Dragone che si infila due dita negli occhi?
Perchè devi passare in fascia protetta un cartone sulle vicende di due bambine, sapendo che queste contemplano anche le loro prime mestruazioni o i primi "pruriti" dei loro compagni di classe? Scusa...tanto vale che QUEL cartone lo mandi in un altro orario e al pomeriggio metti Hello Kitty.
Così il bambino che ha subito un'educazione migliore e non si spaventa davanti a queste cose avrà comunque la possibilità di guardare un'opera nella sua versione ORIGINALE e non quella che qualcuno ritiene "migliore" secondo il suo criterio.

Ricordo anche che non c'è nessun obbligo giuridico a trasmettere un film intero: di fatto, tutti i film che sforano i canonici 90-100 minuti vengono accorciati per far posto alla pubblicità e al programma di seconda serata, ma tagliuzzati qua e là a caso, la censura non c'entra nulla. È uno scempio, ma in Italia è ammesso.

Ed ecco perchè alla fine la gente si sposta verso le tv satellitari...o su internet.

Replicante Cattivo ha detto...

E comunque non giriamoci attorno: quando "tagliuzzano" qua e là, lo fanno solo ed esclusivamente per togliere le scene che possono dare fastidio a qualcuno.
Non so se ti è mai capitato di beccare Shining o L'Avvocato Del Diavolo ripulite dalle scene più sconvenienti. E ovviamente parlo di quelle in cui si vede...una donna nuda! Quale scempio!

Per non parlare di Full Metal Jacket, che per anni fu trasmessa -in seconda serata- tagliando la scena in cui Palla Di Lardo si spara in testa.
Il tutto per risparmiare tra i 10 e i 60 secondi? Non credo...

Carson ha detto...

@Replicante Cattivo:
Avevo capito che il teschio di cristallo non doveva esserti piaciuto un gran che, quello che non ho capito è come per questo sei riuscito a farti offrire una birra...altro che Replicante Cattivo, Replicante Volpone sei.

Quanto alla TV il mio problema non è per improbabili traumi da tetta scoperta: so benissimo che qualche tetta la cerca su internet (sarei preoccupato se a 11 anni non lo facesse).

Neppure mi preoccupano trasmissioni tipo il GF...le piglia per quel che sono...non darebbe mai credito a quanto sentito in quella trasmissione.

Ma qua il caso è MOLTO diverso.
Se la sera ci guardiamo insieme Voyager non ho difficoltà a spiegargli per filo e per segno dove sono le gabole.
Se la mattina mio figlio guarda un documentario sulla vita di Galileo ed uno sulla vita del coccodrillo del Nilo ben venga.
Invece no.
Devo essere FISICAMENTE presente perchè tra Galileo ed il coccodrillo qualcuno inserisce una supposta di Voyager dove si fa intendere che gli Assiri utilizzavano il laser,un' altra supposta fa intendere che Marylin Monroe è stata assassinata (un po' di sano complottismo sin da giovani) e suppostone finale che gli Egizi non possono aver costruito le piramidi (gli Egizi no, gli Aztechi invece sì mentre per il Maya ci stiamo informando...mahhhh).

Così tra un documentario e l' altro al ragazzo restano nella testa frammenti di Giacobbate.
E a forza di raccontarle senza contradditorio le balle diventano verità (cfr. Maya 21 dicembre 2012).

Per questo parlavo di censura: dovrei proprio " ripulire," (omissis)
"rendere un programma adatto ad un pubblico a cui non era destinato"

@Accademia
Grazie per la spiegazione, per l' accento sulla a l' ho fatto apposta...é un errore veniale, come questo :)

"A parte che ormai un patrocinio dei beni culturali, in Italia, è garanzia assoluta della schifezza dell'oggetto patrocinato"
Interpreto il patrocinio dei beni culturali come "bollino giallo" allora?
L' idea mi pare un po' bislacca dal punto di vista teorico, ma forse hai ragione: dal punto di vista pratico potrebbe funzionare...

E già che sono in giornata di O.T....
O.T.3 Avevo provato ad inserire un paio di tag HTML nel testo (COLOR, S e B) ma in anteprima non "si attivano". Visto che fare le prove mi pare ancor più brutto che fare un O.T. chiedo se è un problema dell' anteprima del mio browser (IE6...non posso scegliere, è un PC aziendale) o se solo alcuni tag sono funzionanti, nel qual caso quali. Grazie in anticipo.

Ciao

Carson

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"L'espressione "perché no" è già una domanda"

Intendevi dire che si autocontestualizza?

In caso contrario non è vero, può anche essere una risposta, ad esempio:

vengo anch'io

no, tu no

vengo anch'io

no, tu no

vengo anch'io

no, tu no

ma perché?

perché no :D

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"O.T.3 Avevo provato ad inserire un paio di tag HTML nel testo (COLOR, S e B) ma in anteprima non "si attivano". Visto che fare le prove mi pare ancor più brutto che fare un O.T. chiedo se è un problema dell' anteprima del mio browser (IE6...non posso scegliere, è un PC aziendale) o se solo alcuni tag sono funzionanti, nel qual caso quali. Grazie in anticipo"

O se solo alcuni tag sono funzionanti.

Sicuramente funzionano 'a','i' e 'b'.

Yari Davoglio ha detto...

Elena e Accademia dei pedanti ♂,

(commenti 123 e 118)

il punto è che il solo dare del "ladro" è giudicato offensivo, anche a fatto determinato. Altro conto, invece, è parlare di "condannato per furto", dove non viene ravvisata offesa. Lo so, può sembrare un'assurdità, ma tant'è :)
L'offesa non nasce dal compimento o meno di un fatto (se non sei un ladro ti offendo, invece se lo sei posso appellarti come tale), ma dall'accezione dell'appellativo. E' reato, ad esempio, dare della "donna" ad una donna in quanto tale e del "gay" ad un gay in quanto tale.
"Mara Carfagna, sei una donna!"; "Nichi Vendola, sei un gay!"
sappiamo che tutt'e due risponderebbero "Ne vado fiera/o", ma dal punto di vista giuridico io sarei condannabile perché, implicitamente o meno, ho offeso.

Anonimo ha detto...

Per Yari Davoglio

Elena e Accademia dei pedanti ♂,

(commenti 123 e 118)

il punto è che il solo dare del "ladro" è giudicato offensivo, anche a fatto determinato. Altro conto, invece, è parlare di "condannato per furto", dove non viene ravvisata offesa. Lo so, può sembrare un'assurdità, ma tant'è :)


Yari, qui mi pare che si finisca in paradossi kafkiani. Puoi portare precedenti di giurisprudenza, in particolare della Corte di cassazione, a suffragare queste tue affermazioni? Parlo, sia chiaro, di cause per diffamazione, art. 595 del codice penale. Escludo sia le cause civili, per il quale vigono altri criteri, sia le cause per ingiuria, che è un altro articolo del codice penale.

E' reato, ad esempio, dare della "donna" ad una donna in quanto tale e del "gay" ad un gay in quanto tale.
"Mara Carfagna, sei una donna!"; "Nichi Vendola, sei un gay!"
sappiamo che tutt'e due risponderebbero "Ne vado fiera/o", ma dal punto di vista giuridico io sarei condannabile perché, implicitamente o meno, ho offeso.


Fonti?

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Per Replicante Cattivo

Ricordo anche che non c'è nessun obbligo giuridico a trasmettere un film intero: di fatto, tutti i film che sforano i canonici 90-100 minuti vengono accorciati per far posto alla pubblicità e al programma di seconda serata, ma tagliuzzati qua e là a caso, la censura non c'entra nulla. È uno scempio, ma in Italia è ammesso.

Ed ecco perchè alla fine la gente si sposta verso le tv satellitari...o su internet.


Specifichiamo: sulle reti del P2P di internet. Personalmente trovo fievoli le ragioni di chi scarica le serie televisive non ancora arrivate in Italia, e anche i film, perché è ansioso di vederlo e fare la figura di quello che è sempre avanti un passo. So che c'è chi pazientemente mette i sottotitoli italiani, segno che l'interesse è grande, ma giustificazioni reali non ne vedo.
Per i film massacrati dalle tv o mai trasmessi, invece, ci sono tutte le attenuanti del caso.

E comunque non giriamoci attorno: quando "tagliuzzano" qua e là, lo fanno solo ed esclusivamente per togliere le scene che possono dare fastidio a qualcuno.

Vabbè, ma che discorsi, isolatamente a qualcuno si dà fastidio sempre e comunque, è anche implicito nella citazione di Pullman. A un ateo come me dà fastidio Marcellino pane e vino, ma non credo che se tagliano qualche scena è per farmi un piacere.

Non so se ti è mai capitato di beccare Shining o L'Avvocato Del Diavolo ripulite dalle scene più sconvenienti. E ovviamente parlo di quelle in cui si vede...una donna nuda! Quale scempio!

Per non parlare di Full Metal Jacket, che per anni fu trasmessa -in seconda serata- tagliando la scena in cui Palla Di Lardo si spara in testa.
Il tutto per risparmiare tra i 10 e i 60 secondi? Non credo...


Innanzitutto: la mente umana è selettiva: tu hai notato il taglio di quelle scene in particolare, ma sei sicuro che non ne abbiano tagliate anche altre per ridurre il film di una decina di minuti? Davvero conosci Shining a memoria?
In più, le proteste dei cinefili mi danno ragione, tagliano anche film per un pubblico vasto, mai vietati ai minori, senza parolacce, solo ed esclusivamente perché sono lunghi.
Per i film con una certa età, infine, laddove il divieto è stato abbassato ai 14 anni, oramai la copia del nastro che gira per tutte le tv generaliste è quella tagliata ai tempi, gli spezzoni esclusi chissà dove sono finiti, e del resto perché spendere tempo ed energia a "restaurare" un film proprio per il pubblico televisivo?

Anonimo ha detto...

Per ǚşå÷₣ŗẻễ

"L'espressione "perché no" è già una domanda"

Intendevi dire che si autocontestualizza?


Il verbo "autocontestualizzarsi" non è il massimo dell'eleganza, ma il concetto è quello.

In caso contrario non è vero, può anche essere una risposta, ad esempio:

vengo anch'io
no, tu no
vengo anch'io
no, tu no
vengo anch'io
no, tu no
ma perché?
perché no :D


La ragione del successo sempreverde della canzone di Enzo Jannacci sta anche in quel "perché no" usato come risposta: in una conversazione civile non si dovrebbe mai rispondere così, e nemmeno "perché sì". Non sono risposte, sono tautologie.

SirEdward ha detto...

@ Verzasoft


aspetta pero',
la libertà di espressione è anche la libertà di dire vaccate se non costringi gl altri ad ascoltarle.
Come nel caso di un libro che non sei costretto a comprare.


Sì, certo. Intendo dire che se io rampogno qualcuno per le vaccate che dice non sto in alcun modo limitando la sua libertà di espressione. Quando si chiede ai complottisti di smettere di dire idiozie, ad esempio, non si sta chiedendo loro di tacere o di non esprimersi, ma di smettere di dire idiozie

Turz ha detto...

@Replicante Cattivo:
I tag accettati che io sappia sono A, B, I, STRONG (inutile perché c'è B), EM (inutile perché c'è I). Esempi di tag non accettati: S, FONT, STRIKE, IMG. Mi risparmio i <> per brevità.

Poi si possono usare tutte le simpatiche espressioni con la & tipo &gt;, &lt; ecc.

L'economa domestica ha detto...

Accademia dei Pedanti wrote

Aggiungo qui che nell'epoca pre-internet era automatico che ci si dimenticasse di fatti remoti, soprattutto quando riguardavano persone non pubbliche. Oggi, con l'archivio dei principali quotidiani online, molte persone posso leggere facilmente la notizia di un arresto avvenuto nel 1990, quando magari la persona arrestata avevano solo 18 anni. È un problema di non facile soluzione, vista la natura decentrata di internet.

Non è solo internet a creare problemi con il diritto all'oblio. I primi casi sono riferibili agli archivi Rai, soprattutto ai processi trasmessi negli anni settanta ed ottanta, in cui alcuni testimoni erano ancora ben riconoscibili ed hanno ottenuto di essere "mascherati" o "tagliati" dalla ripresa nel caso di riproposizione dei filmati.

L'economa domestica ha detto...

Accademia dei Pedanti wrote

A parte che ormai un patrocinio dei beni culturali, in Italia, è garanzia assoluta della schifezza dell'oggetto patrocinato, sia che abbia a che fare con la cultura, sia che sia fuori dal suo ambito di applicazione (come qui).

92 minuti di applausi. Se ricordo bene, l'unico film ad aver restituito in qualche modo il finanziamento è "Ecce bombo" di Nanni Moretti.
Rammentiamo anche che "L'ultimo bacio" non fu finanziato perché ritenuto non interessante (par condicio "Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain" fu respinto a Cannes).

L'economa domestica ha detto...

Accademia dei Pedanti wrote

Ne parlavo recentemente con un'amica, grande esperta di letteratura inglese. Nei romanzi di Arthur Conan Doyle la frase non compare, ma in alcuni riduzioni cinematografiche sì. Se uno ammette apertamente di citare dal film, la cosa non è sbagliata.

Sfido chiunque a citare i film (la frase appare per la prima volta in un film del 1929).
Ah, il caro Holmes mi fa venire in mente un altro argomento tabù: la diffusione della cocaina nella seconda parte dell'ottocento.
Stevenson, l'imperatrice Sissi, i Papi Pio X e Leone XIII(tramite il vino Mariani) ed il nostro caro Holmes, cosa avevano in comune????

ebonsi ha detto...

Una premessa. Per chi non lo sapesse, uno degli aspetti principali dell‘attività professionale di Philip Pullman come scrittore consiste in una violentissima, e apertamente dichiarata, propaganda a/anti-cristiana, e più in generale anti-religiosa, indirizzata a bambini e ragazzi. Pullman ritiene infatti che la religione in quanto tale sia la causa prima di tutte le sventure dell’umanità , e si è quindi assunto il compito di scrivere libri di “fantasy” destinati a suscitare e radicare nell’animo dei bambini, prima ancora che arrivino all’età della ragjone, dei sentimenti di rigetto e ostilità nei confronti di tutto ciò che ha che fare con la religione.

Ciascuno è naturalmente libero di giudicare tutto questo come una grande e nobile missione, oppure come qualcosa di leggermente diverso. Ma mi sembra un po’ riduttivo ignorarlo completamente.

Detto questo, a mio modestissimo parere la roboante citazione di cui si sta discutendo è falsa come una moneta da tre euro, così come sono false – e lo dico senza la minima intenzione di offendere nessuno – le affermazioni di appoggio e condivisione che sono state espresse da tanti forumisti. In realtà, nessuno è davvero disposto a concedere piena libertà di espressione a concetti e principi, che vanno troppo in là rispetto alle sue idee, ai suoi pregiudizi e ai suoi interessi.

Quello che Pullman in realtà voleva dire, è che LUI deve avere il diritto di scrivere e pubblicare tutto quello che gli pare. Ma sono pronto a scommettere qualcosina, che sarebbe il primo ad invocare la censura se non il rogo nei confronti di chiunque scriva qualcosa, che proprio non gli va giù.

Anzi no, rimettetevi in tasca la posta, perchè ho già vinto. La “bestia nera” di Pullman è CS Lewis, grande autore inglese di libri per ragazzi ma persona di profonda ispirazione Cristiana. Pullman ha scritto la sua trilogia, “Hid Dark Materials” proprio con la deliberata intenzione di creare un corrispondente anti-cristiano alla famosa serie di “Narnia” di Lewis, che lui giudica “disgustosa” per i continui riferimenti al messaggio cristiano che contiene. Date un’occhiata al veleno che Pullman usa contro Lewis ad ogni possibile occasione (“sessista”, “razzista”, “reazionario”, ecc.) e informatevi sui frenetici tentativi che fece a suo tempo per cercare di fermare i piani della BBC per una versione filmata di “Narnia”. (Qui magari c’era anche qualche soldino in ballo, visto che allo stesso tempo si stave anche girando una versione filmata di “His Dark Materials”, che è poi finita in un fiasco clamoroso).

In breve, Pullman è solo un ipocrita, che reclama per sè stesso diritti che nega ad altri.

(continua)

ebonsi ha detto...

Ma non c’è poi tanto da meravigliarsi, perché lo stesso vale per tutti noi – a cominciare beninteso dal sottoscritto. Ciascuno di noi è disposto a battersi, duramente se necessario, per il diritto di esprimere le proprie idee, e per il diritto di altri di esprimere idee che condividiamo. Ognuno ha poi una certa zona di tolleranza, più o meno ampia a seconda del livello di intelligenza, educazione e civiltà, per idee che non condivide, ma che è disposto a permettere vengano espresse. Ma basta scavare un pochino, per scoprire in chiunque un “nocciolo duro” di cose, a proposito delle quali la pensiamo come Tormequada: non si devono nè si possono dire, punto e basta.

Vogliamo provare?

Diciamo allora che io sono un antropologo evoluzionista con idee un po’ balzane, e ad un certo punto scrivo un libro per sostenere che i neri sono in realtà il famoso “anello mancante” tra la scimmia e l’uomo, e dovrebbero quindi essere trattati come tali. Chi di voi è disposto a impegnare il suo nick, qui e adesso, per sostenere che anche per me vale il “Nessuno ha il diritto di impedirmi di scrivere questo libro. Nessuno ha il diritto di impedire che sia pubblicato o venduto o comprato o letto”?

Oppure diciamo che sono un vignettista con un senso del comico alquanto torbido, e mi salta ticchio di fare una bella raccolta di barzellette illustrate sugli Ebrei nei campi di concentramento. Chi si offre volontario per andare a spiegare agli Ebrei che “Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso”, e che quindi se le mie barzellette non li fanno ridere, che restino pure seri?

Oppure, per scendere da questi esempi al limite dell’assurdo ad una cosa fra tante, più modesta ma ben reale: chi mi sottoscrive che il trattamento inflitto a David Irving è una cosa indegna per paesi, che si dicono paladini della libertà di pensiero e di parola?

Replicante Cattivo ha detto...

@ Accademia

Personalmente trovo fievoli le ragioni di chi scarica le serie televisive non ancora arrivate in Italia, e anche i film, perché è ansioso di vederlo e fare la figura di quello che è sempre avanti un passo. So che c'è chi pazientemente mette i sottotitoli italiani, segno che l'interesse è grande, ma giustificazioni reali non ne vedo.

Più che essere ansiosi (cosa che con Lost è più che giustificata :D) si guardano i telefilm tramite p2p/streaming perchè spesso non si sa se e quando queste serie arriveranno in Italia.
Non si sa come sarà il doppiaggio.
Non si sa in che orario verranno trasmesse, a quanti episodi per volta e se lo faranno senza interromperli a metà.

Purtroppo negli ultimi anni, le tv non hanno dimostrato alcun rispetto per questi telefilm (e parlo anche di campioni ascolti come Dr House) e la gente si è stufata di dare fiducia a chi, con questa fiducia, si pulisce le scarpe.

Per i film massacrati dalle tv o mai trasmessi, invece, ci sono tutte le attenuanti del caso.

Facciamo così...diciamo che lo scaricamento delle serie è un risarcimento "preventivo". Anche perchè praticamente NESSUNA serie negli ultimi anni ha subito un trattamento dignitoso da parte dei canali televisivi in chiaro.
Qualcosa si sta muovendo ora che c'è Cielo (che sta trasmettendo serie nuove Sons Of Anarchy e Dollhouse) ma è ancora troppo poco.

La seconda e la terza serie di Heroes io le ho guardate in concomitanza con gli Usa. Se non l'avessi fatto, ora sarei ancora qui ad attenderle, dopo quasi 3 anni dalla loro messa in onda. Certo, chi paga l'abbonamento Premium ha -giustamente- ottenuto dei privilegi. Ma ora ti sembra giusto che i "poveracci" siano ancora lì in attesa di un telefilm dopo tutto questo tempo?
Se non l'avessi vista a suo tempo, me la sarei comunque scaricata, senza attendere che Italia 1 massacrasse pure quella. Stessa cosa ho fatto con Prison Break.
E cosa dovrebbero dire i fans di Lost che non hanno Sky? E' giusto che loro vedano Lost al ritmo di TRE episodi per volta in piena estate?

Vabbè, ma che discorsi, isolatamente a qualcuno si dà fastidio sempre e comunque, è anche implicito nella citazione di Pullman. A un ateo come me dà fastidio Marcellino pane e vino, ma non credo che se tagliano qualche scena è per farmi un piacere.

Allora mi spieghi perchè devono tagliare le scene di Dragon Ball e Lupin ritenute osè? Perchè in One Piece e nei Cavalieri Dello Zodiaco devono usare il bianco e nero e il fermo immagine per coprire il sangue (quando un'intera generazione si è vista entrambi i cartoni in versione originale, senza subire traumi)?
Se ritengono che certi cartoni non siano adatti ai bambini, li trasmettano fuori dalla fascia protetta, così nessuno può rompere le balle. E invece pensa che hanno pure censurato due puntate dei Griffin...che dovevano andare in onda alle 23,30!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Innanzitutto: la mente umana è selettiva: tu hai notato il taglio di quelle scene in particolare, ma sei sicuro che non ne abbiano tagliate anche altre per ridurre il film di una decina di minuti?


Beh, ad esempio nella prima copia di Shining che avevo registrato(da Fuori Orario alle 2 di notte!) avevano tagliato la scena in cui Jack pianta l'accetta nello stomaco del cuoco. Diciamo che il taglio (della scena, non del cuoco) era molto grossolano e si vedeva benissimo.
Comunque ridurre un film di 5-10 minuti è qualcosa che non passerebbe inosservato, proprio perchè difficilmente riesci a fare tutti questi taglietti senza che si noti.

Davvero conosci Shining a memoria?

Shining no, ma Full Metal Jacket sì :)
Quindi sono strasicuro che fino a 10 anni fa, la versione che davano in tv tagliava solo la scena della testa esplosa.

Replicante Cattivo ha detto...

(continua)

In più, le proteste dei cinefili mi danno ragione, tagliano anche film per un pubblico vasto, mai vietati ai minori, senza parolacce, solo ed esclusivamente perché sono lunghi.


Non sto dicendo che questo non accade. Non ricordo i casi, ma talvolta mi è capitato di vedere che, al ritorno dalla pubblicità, la scena non corrispondeva a quella che ci doveva essere. Ma questo è un altro discorso, anche se è pur sempre uno schifo, perchè qualcuno si prende il diritto di modificare un'opera altrui secondo i propri criteri.

Io comunque, in tema con il discorso del post, mi riferivo proprio ai tagli delle scene ritenute "sconvenienti": se il film/cartone è stato concepito in quel modo, vuol dire che si rivolge a un certo tipo di pubblico. Pertanto non può presentare scene sconvenienti. Sarebbe come dire che mi puoi "ripulire" giochi come GTA per renderlo adatto ai minori...dimenticandosi qual è il tema del gioco.

Per i film con una certa età, infine, laddove il divieto è stato abbassato ai 14 anni, oramai la copia del nastro che gira per tutte le tv generaliste è quella tagliata ai tempi, gli spezzoni esclusi chissà dove sono finiti, e del resto perché spendere tempo ed energia a "restaurare" un film proprio per il pubblico televisivo?

Forse perchè è una presa per il c**o trasmettere una versione edulcorata? Forse perchè è dovere delle tv recupere i nuovi nastri? Come per la storia dei doppiaggi televisivi, continui a parlare di archivi cine/televisivi rosicchiati dai topi, dove la gente non sa più dove ha messo la roba o non ha i soldi per farsi mandare le versioni complete (se vogliono gli porto io il dvd completo di un film eh...) e non hanno voglia di fare un tubo per rimediare a questi problemi.
Allora se gli archivi sono gestiti in questo modo, sono fiero e orgoglioso di scaricare film e telefilm, giusto perchè i danni maggiori li fanno i canali generalisti e non io.

Turz ha detto...

@ebonsi:
Diciamo allora che io sono un antropologo evoluzionista con idee un po’ balzane, e ad un certo punto scrivo un libro per sostenere che i neri sono in realtà il famoso “anello mancante” tra la scimmia e l’uomo, e dovrebbero quindi essere trattati come tali.

Giuro sulle quattro lettere del mio nick :-) che ti concedo il pieno diritto di sostenere una cosa del genere.
A spese tue, non con le mie tasse, ma puoi farlo.
Poi appena ti sento sostenere queste cose, appena mi sono ripreso dall'attacco di risate ti ricopro di meritati insulti perché è una cazzata grossa come una montagna di merda. Ma come dice Simona Ventura sei libero di sostenerla.

Su David Irving ti è stato già replicato cattivamente :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Chi di voi è disposto a impegnare il suo nick, qui e adesso, per sostenere che anche per me vale il “Nessuno ha il diritto di impedirmi di scrivere questo libro. Nessuno ha il diritto di impedire che sia pubblicato o venduto o comprato o letto”?

Io.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Ebonsi
Diciamo allora che io sono un antropologo evoluzionista con idee un po’ balzane, e ad un certo punto scrivo un libro per sostenere che i neri sono in realtà il famoso “anello mancante” tra la scimmia e l’uomo, e dovrebbero quindi essere trattati come tali. Chi di voi è disposto a impegnare il suo nick, qui e adesso, per sostenere che anche per me vale il “Nessuno ha il diritto di impedirmi di scrivere questo libro. Nessuno ha il diritto di impedire che sia pubblicato o venduto o comprato o letto”?

Parlo per me.
Secondo me sei liberissimo di scriverlo.
Se a sostegno delle tue parole ci sono delle teorie che la comunità scientifica ritiene attendibili, allora hai il diritto di scrivere certe cose. Magari hai davvero scoperto qualcosa che potrebbe essere rivoluzionario.

Ma se ciò che scrivi sono solo una serie di castronerie razziste, con il solo scopo di screditare i neri, allora non serve a niente tapparti la bocca: lasciarti parlare è l'unico modo per far capire a tutti che stai dicendo delle cretinate.
E lo stesso discorso che si fa per i complottisti o i revisionisti storici: nessuno vuole tappare loro la bocca preventivamente. Infatti, se qualcuno davvero riuscisse a scoprire un complotto, gli faremmo le nostre congratulazioni. Ma se invece tali teorie sono la solita montagna di m***a allora tanto vale lasciarli parlare in modo che si scavino la fossa da soli (ovviamente davanti alle persone che hanno voglia di capire...per le altre invece non c'è speranza).

Se poi -tornando al tuo ipotetico libro- nelle tue parole, incentivi il razzismo e spingi la gente a discriminare i neri, allora in quel caso non si tratta di sentirsi offesi: tu stai commetendo un reato e, per questo, ci penserà la legge a punirti.


Oppure diciamo che sono un vignettista con un senso del comico alquanto torbido, e mi salta ticchio di fare una bella raccolta di barzellette illustrate sugli Ebrei nei campi di concentramento. Chi si offre volontario per andare a spiegare agli Ebrei che “Nessuno ha il diritto di passare la propria vita senza essere offeso”, e che quindi se le mie barzellette non li fanno ridere, che restino pure seri?


Dipende dal tipo di battute.
Ad esempio sulla Shoah c'è ben poco da scherzare o fare satira: è difficile poter rinfacciare qualcosa agli ebrei, considerando che in questa storia loro sono vittime senza alcuna colpa.
Al momento io non riuscirei a farlo, però chissà...non si può escludere niente.

Ad esempio, riguardo le famose vignette contro i musulmani, io sono d'accordo sul fatto che qualsiasi minoranza (etnica, religiosa, sessuale, ecc...) deve accettare la satira su alcuni suoi aspetti. E la loro reazione a questa satira dimostra quanto queste persone sono disposte a confrontarsi con gli altri.
Poi ovviamente c'è la questione su dove sia il confine tra satira e insulto...ma questo è un discorso troppo lungo da affrontare ora.

Replicante Cattivo ha detto...

Ecco,vuoi vedere umorismo sulla shoah?
Beccati questa scena dei Griffin.

Prendo in prestito uno dei commenti al video

McFarlane individua e sottolinea un ulteriore 'carnefice', Peter Griffin, che stigmatizza la stupidità e soprattutto l'indifferenza dell'uomo appartenente ad un certo tipo di classe sociale americana. La cornice drammatica entro cui si svolge il racconto pone ancor di più l'accento sul fatto che proprio questi 'non valori' sono fonte delle violenze di ogni tempo.

A qualcuno avrà dato fastidio? L'avrà trovata di cattivo gusto? Benvenuti nella cattiveria del mondo, un mondo che non si preoccupa di metterti i guanti prima di prenderti a sberle.
E se a qualcuno fa schifo pensare Peter Griffin che manda a morte una famiglia ebrea pur di gustarsi le sue patatine, chissà se quel qualcuno, nella vita reale, è più o meno egoista di lui.
Ma chiaramente, molta gente, si ferma solo all'aspetto superficiale della scena. Forse sono le stesse persone che, davanti ad Arancia Meccanica, si sarebbero sentite "infastidite".

«Meno recenti ‹Vecchi   1 – 200 di 273   Nuovi› Più recenti»