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2010/03/02

Coppie online, stasera a Bellinzona

Stasera no, tesoro, devo aggiornare il profilo in Facebook


Questa sera alle 20:30 sarò ospite del Centro Spazio Aperto di Bellinzona, insieme a Tazio Carlevaro, medico psichiatra, per un incontro intitolato "La coppia sospesa tra reale e virtuale".

Parleremo dei servizi di Internet dal punto di vista (tecnico, nel mio caso) della loro utilità o distruttività rispetto al rapporto di coppia, con i loro vantaggi in termini di possibilità di restare maggiormente in contatto e di arricchire le relazioni fra persone ma anche con le loro seduzioni, truffe e inefficienze.

L'incontro è aperto a tutti: per maggiori informazioni, visitate www.spazioaperto.ch.

Photo credit: Inmagine.

31 commenti:

L'economa domestica ha detto...

Mannaggia, troppo lontano! Sembra una conferenza fatta ad hoc per il Radioamatore Ladino e la sottoscritta.

GuidoBH ha detto...

Il mio modestissimo contributo da due €cent, consiste nell'affermare che non mi iscriverò MAI a Facebook, così evito possibili tentazioni, più o meno come affermare che per non iniziare a fumare basta evitare saggiamente la prima sigaretta...
GuidoBH

Rodri ha detto...

Una volta si dava picche dicendo "Scusa caro, ma ho mal di testa", adesso si va direttamente in Facebook a scrivere "Ho mal di testa". Così quando lui ci prova lei almeno gli può fare un cazziatone "Ecco, ho scritto su feisbuc che ho mal di testa e tu non l'hai letto! Mi trascuri, non ti interessi delle mie cose! Ti lascio, vado da mia madre e mi porto via il cane!" :-D

Morale della favola: un mal di testa fa meno danni di Facebook.

Talksina ha detto...

peccato Paolo sono distante non posso esserci...mi dispiace anche non poter intervenire in qualche modo per parlare di IAD...Internet Addiction Disorder
il mio caso però è il contrario nel senso che il mio ragazzo m'è stato vicino proprio quando con la IAD stavo toccando il fondo vedi tu
sono iscritta al feed rss, il primo evento in merito a cui partecipi che si tenga verso il Veneto o l'Emilia Romagna, tendo le orecchie e magari vedo di partecipare come testimonianza di come si può uscire da IAD...

Talksina ha detto...

PS @Guido: non è solo facebook il problema
la dipendenza da relazioni sociali sul web, indipendentemente dal fatto che siano flirt, che vadano oltre, o che sia semplicemente ricerca di socializzazione, è qualcosa di molto + profondo e che si può verificare con qualsiasi mezzo di comunicazione interattivo, non solo con fb che va tanto di moda
ce n'è anche tanti che dicono "no stasera non si esce, o non si fa nulla perché ho il torneo di scacchi on line"
o perché mi deve arrivare una mail
o perché lavoro, ma in realtà non lavori ma stai le ore in chat a parlare DI NIENTE...
Il fatto è sempre quello: perché uno cerca il diversivo? Perché uno si trova meglio a stare in chat, o al bar, o a giocare a biliardo...piuttosto che col coniuge e i figli?
A volte diamo tutti per scontato che la nostra vita sia piena, che siamo felici, che abbiamo tutto, si volta la faccia ai problemi ed ecco nascere le esigenze di evadere da qualcosa che ci sembra forse troppo piatto.
Io non sono una psichiatra, sono purtroppo una persona che sta combattendo contro questa forma di IAD, proprio una dipendenza da relazioni sociali su web, che si basava soprattutto sulle chat -instant messenger- se la devo dir tutta, facebook prima nel periodo peggiore della mia malattia non sapevo nemmeno che esistesse. Ora lo uso perché è il maggior mezzo di diffusione d'informazione che ci sia, quindi ne approfitto per iscrivere il mio feed rss del blog sulla dipendenza da internet.
Certo mi capita di scriverci anche qualche cavolata, ma si ferma là. E' sempre preferibile, per me, la comunicazione tradizionale: non sento proprio alcun motivo di andare in cerca di "amicizie" su facebook, né tanto meno di usarlo per dire cose al mio ragazzo, come fanno certi che c'hanno la bacheca piena di cuoricini ma va là!
Anzi, il mio ragazzo non è neanche su facebook perché non gli interessa
Bisogna saperla usare 'sta cavolo di rete, per le opportunità che ci dà, ma non permetterle di diventare assolutamente parte essenziale della nostra vita.
Cmq è vero, io continuo a usare la rete, ma con consapevolezza; non la ho eliminata, figurarsi nemmeno mi iscrivo alle notifiche via mail dei commenti di Attivissimo
sono iscritta solo ai feed del blog perché mi interessa leggere. Ma se non mi va di leggere, non leggo...non vado certo in cerca dell'informazione "in tempo reale" di continuo
Ho ancora un cervello e un corpo, e ci tengo troppo! Il 23 marzo, è un anno esatto di lotta contro la IAD, e andando avanti così penso che sarà 1 a 0 per me!

Gino il Camionista ☂ ha detto...

Gina: "Stasera no, tesoro, devo aggiornare il profilo in Facebook"
Gino: "E non potevi aggiornarlo mentre ero sul Brennero? Va be', allora vuol dire che stasera vado alla conferenza di Paolo"

***

"La coppia sospesa tra reale e virtuale"

Ma non stiamo parlando di "come un'identità virtuale si muove nel mondo reale", vero? :-P

GuidoBH ha detto...

@Talksina
Certo, commentavo facebook perchè è la moda del momento, non riduco tutto a quello e il mio voleva essere un commento non troppo serio. Si può diventare dipendenti dalla mail, dagli sms e dalle telefonate o pedinare l'oggetto dei propri desideri. Ogni forma di comunicazione può essere portata all'eccesso e quindi cadere nella patologia. Ma come hai detto tu, il problema è all'origine, la IAD sta alla comunicazione come la bulimia sta al cibo, squilibri, vuoti da riempire, solitudine anche in mezzo alla folla, insoddisfazione che non trova appagamento, ricerca spasmodica di qualcosa che si insegue ma che non si raggiunge mai, perchè non esiste...
Chi è soddisfatto della propria vita o non è insoddisfatto (non è la stessa cosa), non cerca palliativi e mezzi artificiali per sentirsi vivo. La IAD credo che sia una dipendenza che nasce da dove nascono le altre dipendenze, che siano droga, alcool, sesso, gioco d'azzardo e altre ossessioni. Fortunata ad avere avuto accanto qualcuno che ha saputo aiutarti e ha saputo aspettare, senza liquidare il tutto come un tradimento. Dalle mie parti si dice "In groppa al lupo" (doppi sensi ammessi): ce l'hai già fatta....

Talksina ha detto...

Guido, guarda, io ho un'amica, una carissima amica, che 3 anni fa s'è separata dal marito proprio perché lui (programmatore) perdeva le ore in chat. In ufficio ma anche a casa anziché star con lei e il loro bambino preferiva andarsene a chattare, lei piangeva di continuo perché soffre tutt'ora della separazione, ma non tanto perché lui se n'è andato, con un'altra conosciuta in chat(con cui è + infelice di prima adesso come adesso ma non la molla perché ha paura di restar solo)... lei soffre perché rimpiange di averlo sempre dato per scontato, di esser stata convinta che esser vicini significasse solo prendersi cura a livello "pratico" e fisico della persona e della casa...peccato che a volte, un "ti voglio bene" "ti amo" o una sorpresa in più non guasta
Da parte mia, credo che i rapporti umani siano la pianta più difficile da coltivare. E parlo di pianta, perché quando tu una pianta non l'accudisci e la lasci là, prima o poi muore. Ed è la più difficile, perché non c'è nessuna rivista di giardinaggio che ti possa insegnare come coltivarla. Nessuno psicologo, per quanto bravo sia, può sempre azzeccarci e aiutarti.
In merito alla IAD, Guido tu dici che sono stata fortunata ad aver trovato qualcuno che mi è stato vicino. Ti assicuro che se non avessi io voluto combattere, avrei potuto averci tutti i ragazzi che volevo, potevano starmi vicini quanto volevano ma se la resistenza viene da me, poco c'è da fare. La palla ce la ho io in mano, sono io a decidere, ragazzo o no, se cascare di nuovo nello strapiombo della IAD o meno. Poi, se le cose vanno male tra me e lui, se si litigasse, se ci si lasciasse...non posso saperlo. Ho solo in mente che finendo di nuovo nella IAD, avrei troppo da perdere, principalmente la stima di me stessa.
E in quanto al tradimento che dici, ti devo precisare che quando ho iniziato a combattere ancora non stavamo insieme, diciamo che cmq il tradimento c'è stato ma non nel senso di coppia, ma di lealtà. cioè lui s'è scontrato con la mia IAD perché mi ci ero presentata con un'identità fittizia e gli ho fatto credere per 4 anni di esser un'altra persona
...lasciamo perdere
quindi mi vergognavo di esser malata, non gli ho mai detto "guarda che quest'altro non esiste è una mia invenzione", diciamo che mi ci ha costretto quasi con la forza a farlo, sai quando ti mettono con le spalle al muro; "hai 2 strade. Su una caschi in mezzo alle lame che ti infilzano, sull'altra puoi cascare su un letamaio che poi basta che ti lavi e sei a posto"
e la strada per tornare indietro c'ha il muro
francamente tra il rischio di infilzarmi e quello di sporcarmi ho scelto la seconda...avevo anche paura di perdere il posto di lavoro se è per quello, avevo paura che dire di avere la IAD fosse un problema e perdessi tutti, lui compreso
Invece lui ha risposto dandomi più di quanto mi aspettassi.

Talksina ha detto...

PS Guido non ti preoccupare per i messaggi poco seri, l'ironia va benissimo
anche io sono una che ci sta agli scherzi e pure quelli pesanti, inizialmente non volevo scherzare sulla IAD però adesso ci sto facendo il callo anche là.
Accolgo pienamente il doppio senso dell'in groppa al lupo :)

GuidoBH ha detto...

Talksina
Mi faccio da parte. Mi piacerebbe continuare a leggerti, scrivi bene, si sente la passione, l'energia e anche la paura in quello che scrivi. Ma per coerenza con il tema trattato, non posso approfondire, sto rubando tempo al lavoro e la mia proverbiale vanità vacilla confrontandosi con chi parla di vita vera, di esperienze reali e non con la saccenza (esiste?) di chi ama giocare a fare il tuttologo. Peccato veramente che tu non possa partecipare all'evento. Non posso fare a meno di pensare a "Tutto il pane del mondo" di Fabiola Le Clerq, sul tema della bulimia: scritto da una sopravvissuta, che porta però nel corpo e nello spirito inguaribili cicatrici. Tu scrivi come qualcuno che è riuscito ad uccidere i propri fantasmi e usa i loro cadaveri per salirci sopra e crescere... Non molto tempo fa ho scritto questa frase: "Dentro ad ognuno di noi c’è una parte che vive in un silenzio assordante e aspetta di potersi urlare al mondo intero". Mi sembra che tu abbia trovato il modo di farlo...

Nys ha detto...

Un abbraccio a Talksina, da parte di chi ha attraversato lo stesso inferno.

Andrea Sacchini ha detto...

Bello. E' per caso previsto un podcast, una diretta streaming o qualcosa per noi che siamo lontani?

John Wayne jr. ha detto...

Sarebbe interessante sapere il punto di vista della sig.ra Attivissimo...

"Scusa cara, stasera no, devo aggiornare il blog, rispondere ai flame, seguire la diretta di Giacobbo, preparare il costume per la nuova reunion dei fan di Star-Wars, provare il nuovo gingillo della Apple per la recensione... " ;-)

Gian Piero Biancoli ha detto...

Volevo puntualizzare solo una cosa:
Facebook non è il diavolo. In Iran è l'unico contraddittorio a Ahmadinejad, in Egitto è stato il riferimento per le nuove generazioni: è l'uso (o abuso) che se ne fa, che in genere rispecchia il Paese, a dover essere messo sotto esame.
Facebook è uno strumento utilissimo... come internet del resto.
Salutoni a tutti e state benone.

Gian Piero Biancoli ha detto...

Cacchio Taliskina,
zona Emilia-Romagna-Veneto, passione per gli scacchi, web development... sei me al femminile. :-)
Dove giochi a scacchi online... se è lecito chiederlo?

Talksina ha detto...

ma perché tutto 'sto casino! avevo scritto un msg tutto fatto bene e adesso lo ho perso... mannaggia aNVDA!
Cmq ci riprovo e rispondo a tutti
@guido: cercherò in giro se qualche ciecato come me ce l'ha già in formato elettronico quel libro sulla bulimia, che lo voglio leggere. Se no al massimo lo compro su IBS e poi lo passo su sirecognizer(va su google e cerca cosa è)...
ben accetti se avete suggerimenti di libri di quel genere, di persone uscite da qualche dipendenza che li voglio leggere
Voglio è morto...non importa i libri mica ne risentono :)
@nys: davvero anche tu hai vissuto la stessa cosa... se vuoi restiamo in contatto dovresti trovare eventuali recapiti sul mio profilo google, francamente non ho ancora imparato come si fa a mettersi in contatto con qualcuno tramite qui, ma n'importa...
semmai il mio nick è talksina, e sono sotto gmail, vedi tu. Ma mi farebbe piacere potermi confrontare anche con chi ha vissuto la mia stessa esperienza in un modo o nell'altro.
@Gian Piero:

sì è vero non è facebook o internet il diavolo, ma se proprio vogliamo parlare di diavolo, il + delle volte sta dentro di noi. Quando abbiamo troppo poca esperienza, o ne abbiamo troppa, con la rete. O semplicemente per un motivo o l'altro siamo presuntuosi di aver tutto sotto controllo...è la volta che si perde tutto.
Io ci son cascata proprio per l'esperienza acquisita. Avevo già problemi di relazione da prima, causati da un lutto non elaborato (relazioni parlo di rapporti umani in genere, non rapporti di coppia)
quindi volevo sempre legarmi solo in modo fittizio alle persone, quando potevo le allontanavo
poi mettici pure che esser donna e disabile su internet, se già esser donna è dura quando accendi il pc, per me lo era ancora di +
la domanda + gentile che mi facevano in chat era se sapevo usare la bocca e le mani meglio degli altri. fate vobis. Perciò là mi ero creata una identità maschile che poi era diventata un'abitudine, un alter ego, una fuga dalla vita reale...lassa sta' che me vergogno
cioè: mi vergogno nel senso che so che era un errore e non so come ho fatto a tenerlo su 8 anni
perciò, mettici le conoscenze informatiche. Mettici i problemi relazionali già presenti da prima, mettici la sicurezza interiore che si crea "tanto sono protetta, tanto nessuno risale a me, tanto io so che sono sempre io, dura solo quando mi collego a internet"...e alla fine diventavano 12 ore di connessione perché CREDEVO di star bene, risultato isolamento totale
No...grazie...ai problemi non bisogna MAI voltare la faccia, non bisogna MAI pensare che la rete possa essere un sostituto di qualcosa che non abbiamo. Nel mio caso, occhi compresi, che che ne dicono certi che parlano per niente.
notte

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"Tesoro, è tardi, vieni a letto, dai..."

"Un momento dolcina, sai non vorrei mai che quel talebano di usa-free scrivesse qualcosa di sconveniente sul blog..."

:D

Jock ha detto...

Giusto per dire la mia, effetto feisbuc: mollato perchè ho intrattenuto rapporti di amicizia con una ragazza che non piaceva alla mia ex.
Per farla breve avrà anche i suoi lati positivi ma ogni tanto questi mezzi interattivi sono la rovina delle relazioni umane.

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

"ADESSO TU MI DICI CHI E' QUEL GINO IL CAMIONISTA!!!" ^O^


Vagli poi a spiegare "ma no... è un hype che ha lanciato un cazzaro su un blog..." :O

"AMORE, NON E' COME PENSI!!!"

Che si arrabbia ancora di più lol! :D

Talksina ha detto...

@Jock: io avrei mandato al diavolo la ragazza, non il sito... se a una persona non comoda che tu intrattieni corrispondenze, via internet o al telefono o reali che siano, è quella persona che mina la tua libertà. Non il mezzo attraverso cui intrattieni rapporti umani: non è l'internet che rovina le relazioni umane, semmai è la gelosia a farlo...Gelosia + ignoranza sono una miscela esplosiva.
Te ne racconto una: io e il mio ragazzo recentemente abbiamo fatto discussioni perché lui ha litigato con un tizio che viene in palestra con me, tramite internet
Un signore per il quale io porto un gran rispetto. Non siamo amici, siamo solo conoscenti, ma è una persona che per me porta rispetto e per cui io per varie ragioni nutro ugualmente rispetto e stima. Le classiche buone conoscenze.
Ecco: si sono azzuffati in chat per questioni calcistiche(bianconero contro nerazzurro) e si son insultati come 2 bambini dell'asilo, il mio ragazzo me la ha raccontata io ovviamente non me ne fregava niente e s'è incazzato con me, dicendomi che io dovevo parlare al mio conoscente e dirgli questo questo e questo
io mi son incazzata, ho preso, e ho detto: non voglio saperne nulla ve la siete voluta voi parlate voi
gli ho dato al mio ragazzo il n° di telefono di questo, e si son parlati si son scazzottati in vocale e dopo hanno fatto pace. Come i classici 2 uomini che fanno a pugni e poi si prendono una birra insieme.
...anche perché il mio ragazzo sapeva benissimo(anche se cmq non è il tipo che lo fa) che se mi avesse in qualche modo limitato, o detto di non frequentare questo o quello perché a _lui_ non piaceva, l'avrei mandato al diavolo in men che non si dica.
Siamo noi i padroni della nostra vita, e dei nostri rapporti umani(ammesso che siano ovviamente rapporti che funzionano da ambo le parti) non è che puoi considerare simpatico uno e dirgli di far 2 parole se lui proprio non ne vuol sapere...
Permettere a qualcuno di essere geloso di quello che facciamo e diciamo, vuol dire fare il primo passo per permettergli di controllare a pieno la nostra vita. E un "sì" detto davanti al prete o al sindaco non significa automaticamente "tu sei mio/a e di me hai i privilegi di amministratore" -i tecnici sapranno di che parlo- ...o un "ti amo", mica serve arrivare al sì!
e poi cmq, se uno dei 2 partner è paranoico fino al punto da mollare l'altro a causa dei rapporti su internet, è lui -il geloso- a doversi fare un esame di coscienza per primo; se pensi che lui/lei ti tradisca solo perché va in chat, vuol dire che tu sei il primo/a a farlo o, se non a farlo, comunque a non essere abbastanza sicuro/a del rapporto di coppia, hai paura di non dare abbastanza, di non "essere sufficiente", perciò, non gioca certo a tuo favore, anzi.
Se non si capisce che amare significa prima di tutto rispettare e rispettarsi, e che la gelosia estremizzata è tutto tranne che rispetto...c'è poco da lamentarsi se le persone vanno in cerca, su internet o fuori, di relazioni poco "impegnative".

puffolottiaccident ha detto...

Mah, se uno é single la vita dell´eremita urbano non é male, di quando in quando, basta tagliare i fili del campanello.

Certamente se non si é single tocca un po´interrogarsi su quanto sia opportuno mantenere un rapporto, se si preferisce stare in chat che col proprio compagno/a, ma lo stesso si puó dire della pesca all´amo, del ciclismo, dei libri, della pittura e persino del lavoro che da il sostentamento.

Certe persone dovrebbero semplicemente rendersi conto che sono fra quelli che non sono fatti per instaurare e gestire un rapporto di coppia stabile, per poter risolvere i propri problemi.

Dopo tutto chi decide di non passare la serata in birreria con gli amici ma di dedicarla a leggere un buon libro... o a scriverlo... non sta rubando niente a nessuno.

Pax ha detto...

@Talksina

Sono d'accordo con te fino ad un certo punto.
Secondo me il rispetto per l'altra persona porta a tenere conto del suo punto di vista sulle cose.

C'e' un limite dove poi si sfora nel controllo morboso ma comunque esistono molti gradini intermedi, e secondo me vivere in due significa posizionarsi su quei gradini intermedi altrimenti non ha senso condividere la vita assieme.

Non a caso ho scelto il termine condividere (per favore non fate battute nerd) implicando una zona di intersezione delle due vite che altrimenti sarebbero completamente separate. Ma implica anche che le due persone sono disposte a creare quella zona.

Altrimenti sarebbe solo l'uno che cerca di prendere il dominio/controllo sulla vita dell'altro.

Jock ha detto...

Per carità Talksina, è ovvio che ho mandato a quel paese la ragazza, e adesso a riguardare tutta la faccenda ci faccio due risate, era solo per dire che se normalmente ci sono delle grane data dalla realtà anche nel mondo virtuale che potrebbe servire come sfogo o momento di svago poi trovi situazione che si ripercuotono anche nella vita reale.

Sarei uno stupido a pensare che tutta una storia naufraga solo per colpa di feisbuc. CI sono ben altri motivi dietro, però trovo ilare che si usi come scusa perchè tu hai parlata a quella in chat...

Talksina ha detto...

@pax
il problema principale è proprio questo...è la condivisione che manca, gli scalini intermedi che dici tu, in effetti c'è chi va da un estremo all'altro, o vuole che ognuno pensi al proprio orto(salvo poi controllarsi in modo morboso uno con l'altro) o chi condivide tutto, per la serie "io e lui/lei non abbiamo segreti" il che, neanche quello va bene del tutto in quanto poi succede che, scusate il termine, "abitui" la persona a sapere tutto di te, e la prima volta che non gli dici una cosa, che te la vuoi tener per te, scazza e sospetta. Quando parlo di rispetto, parlo di rispettare i propri spazi e quelli altrui altrimenti davvero come tu dici, non ha assolutamente senso condividere qualcosa insieme a qualcun altro.
@puffolottiaccident
è vero, ci sono persone che non riescono a gestirsi un rapporto stabile è questione di carattere...è che uno fin che non ci casca non riesce a capirle, 'ste cose
Il problema della chat può nascere anche da altro, sì, interrogarsi sul rapporto, ma c'è anche gente che vorrebbe coltivarsi degli interessi, ma che ha mariti/mogli/fidanzati-e talmente rompi OO, talmente gelosi e paranoici, che non gli lasciano far un tubo allora che succede...che finiscono a impelagarsi dentro internet anche in modo negativo
Invece, avere degli interessi nella vita è assolutamente FONDAMENTALE. Sempre tenendo ovviamente conto di questi famosi scalini intermedi il che è la cosa + difficile del mondo
PS: mica esiste uno streaming o qualcosa, dell'evento di ieri sera, che lo piazzo su iadkiller?

Paolo Attivissimo ha detto...

mica esiste uno streaming o qualcosa, dell'evento di ieri sera, che lo piazzo su iadkiller?

No, mi spiace, la serata non è stata ripresa.

Jock ha detto...

Volendo ampliare il discorso a nessuno è mai capitato di frequentare un forum ed essere attaccato per la poco frequenza, capita anche quello, ci si sente costretti a vivere più nel mondo virtuale. Voi cosa ne pensate??

Talksina ha detto...

@jock: hai ragione
c'è pure quello...si crede che stare dentro un forum significhi esser quasi in una famiglia
Non lo so se in altri forum o siti sia così, nel senso che io nei forum tipo di computer mi son sempre limitata a entrare quando mi serviva, o dare una mano a qualcuno ma non a fare la super frequentatrice...io questa cosa la ho più che altro sentita su forum che si occupano di tematiche tipo disabilità o simili, la specie di ghetto, gente con lo stesso problema che si ritrova con la scusa di "capirsi di più", un ammazzasolitudine in cui ci si piange addosso all'inverosimile, una cosa spaventosa. Insomma, uno che ha già una difficoltà oggettiva (cecità o altro) a livello fisico, si ritrova con 2 handicap. Quello fisico e la netdipendenza. Che quest'ultima per quel che mi riguarda è ben peggiore in quanto se una disabilità in qualche modo ti costringe a, mi si passi il termine, "selezionare" un po' le persone reali che ti stanno intorno, la IAD proprio ti isola alla grande. Mamma mia Jock 'sta storia dei forum mi ha tirato fuori dei brutti ricordi, ma oramai fanno parte del passato. Io non voglio prendere il blog di Paolo e considerarlo il sostegno psicologico della IAD, il fatto è che su certe cose bisogna aprire gli occhi e le orecchie, qualcuno magari pensa che un forum bisogna frequentarlo, "è normale che sia così", invece no
Un conto è collaborare col forum, condividere le proprie conoscenze in merito alla tematica qualsiasi che possa essere trattata in quello spazio. Uno lo fa quando se la sente e, soprattutto, quando ha qualcosa da dire. E' uno spreco di banda e di spazio entrare nei forum solo per scrivere "ciao come stai" o "sono d'accordo grazie". Quello ci sta, sì, ma dev'essere parte di un messaggio con contenuto.
ma nessuno ha il diritto di attaccare chi che sia se non frequenta tutti i giorni o tutte le ore il forum, primo perché comunque i contributi sono sempre volontari e gratuiti in ogni caso. E secondo, perché la vita vera è un'altra. Quella reale.

Jock ha detto...

Talksina mi spiace averti risollevato brutti ricordi, sono d'accordo con quello che dici, frequentavo vari forum di storia e ad un certo punto mi sono autocensurato ed eliminato dalla parte attiva perchè diventava un lavoro a tempo pieno a discapito della passione che pian piano si perdeva nella monotonia e routine.
Ti passa pure la voglia quando incontri la classica figura del fallito/frustrato che ricorre a internet per rifarsi delle sue sfortune comportandosi da arrogante gradasso...

Albert Einstein ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Nodens ha detto...

Parlando di Facebook, che non è poi cosi terrificante, stamattina sono inciampato in una collezione di "Facebook epic fails", sinceramente non so se sono veri ma sono certamente spassosi.
http://www.oddee.com/item_96937.aspx

Elena ha detto...

@Nodens
ROTFL L'ho messo sul mio profilo di Facebook