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2009/05/06

Brad Pitt e il Santo Graal della grafica digitale

Dopo Benjamin Button, per quanto ancora serviranno gli attori?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "alessio.masci****" e "ranieri".

Avete visto Il curioso caso di Benjamin Button, il film in cui Brad Pitt vive alla rovescia, nascendo vecchio e morendo neonato? Allora avrete ammirato, oltre alla storia, anche gli effetti straordinari che hanno invecchiato e ringiovanito gli attori. Avrete anche sentito che il film ha vinto l'Oscar per il miglior trucco.

Credo di avere una sorpresa per voi: per la prima ora del film, quando Brad Pitt è vecchio, non avete visto il suo volto truccato. Vi siete lasciati commuovere da un modello interamente digitale.

Sì. Quella che vedete qui sopra non è l'immagine di un volto umano reale, truccato sapientemente per farlo sembrare vecchio. E' una creazione interamente computerizzata. Questo risultato stupefacente è giustamente definito il Santo Graal degli effetti speciali da Ed Ulbrich della Digital Domain, la società specializzata in effetti computerizzati che ha realizzato le scene con Pitt "invecchiato".

Potete seguire Ulbrich che spiega i dettagli tecnici, con video eloquentissimi, in questo filmato di una sua conferenza ai TED Talks. Ulbrich parla in inglese, ma le immagini e la scultura di Benjamin/Pitt parlano da sole. E le smorfie di Brad Pitt dipinto con la vernice fosforescente sono impagabili.



E' insomma una nuova conquista nel viaggio verso una creatività non più frenata dal budget e dalla prestanza fisica o dalla bellezza degli attori, che permetterà a un numero sempre più vasto di autori di creare opere audiovisive limitate soltanto dal loro talento e non dai cordoni della borsa o dai gusti di un annoiato produttore hollywoodiano. Di questo passo, creare film diventerà come scrivere un libro: lo potranno fare tutti, e l'unica discriminante sarà il talento.

Se pensate che io sia troppo ottimista, considerate che la tecnologia del morphing, introdotta da film come Willow di Ron Howard e resa celebre da Terminator 2, è oggi alla portata di qualunque utente di computer grazie a programmi gratuiti o quasi. Nulla vieta che lo stesso avvenga per la "emotion capture", come la chiama Ulbrich. La Uncanny Valley è stata ormai superata. Adesso inizia il divertimento.

Non sarà divertimento, però, per gli attori. Certo, per Benjamin Button il modello digitale è stato costruito partendo dalle sembianze e dalle espressioni facciali di Brad Pitt. Ma come spiega Ulbrich, esistono soltanto 70 espressioni di base, comuni a tutte le persone, indipendentemente dalla razza, dall'età, dal sesso e dalla cultura. Basta combinarle per ottenere l'intera gamma di emozioni e reazioni comunicabili tramite il volto, e trasporle sul viso che più ci pare: il nostro, quello di un attore esistente o di una celebrità defunta. E a questo punto si può fare a meno degli attori.

Cosa più inquietante, si può creare un video falso di chiunque e attribuire a quella persona atti e parole a piacimento. Le scene di Kennedy con Tom Hanks in Forrest Gump, vincolate dalla disponibilità di riprese autentiche preesistenti, erano roba da dilettanti in confronto alla libertà totale di ricreare scene offerta dalla modellazione digitale fotorealistica dei volti umani. I regimi totalitari e i settimanali scandalistici sbavano già.

Se Hollywood pensa che il suo problema principale sia la pirateria audiovisiva, sbaglia di grosso e non si rende conto di stare coltivando nel proprio giardino la pianta che sbriciolerà dall'interno le fondamenta di un sistema sempre più scollato dalla realtà.

56 commenti:

Rado il Figo ha detto...

Ma pur coi cartoni animati, che non necessitano di attori e scenografie, i film si sono continuati a fare.

Jena Plisskin ha detto...

"quando Brad Pitt è vecchio, non avete visto il suo volto truccato. Vi siete lasciati commuovere da un modello interamente digitale."

Infatti era molto più espressivo di Pitt attore :-)

Winnie ha detto...

Concordo con Jena Plisskin... ;)

SirEdward ha detto...

Questa volta devo dissentire, Paolo.

Questa tecnologia è davvero all'avanguardia, e notevole.

Ma in fondo è vero quello che dice lo stesso Ed Ulbrich, non si tratta di un attore digitale, ma di una marionetta digitale.

L'attore è ancora Brad Pitt. La differenza è che invece di muovere sé stesso muove un pupazzo digitale, costruito apposta perché fosse articolarmente identico a lui.

Quel pupazzo "è" Brad Pitt. Questa tecnica è solo la nuova frontiera del make-up.

Quello che differenzia un attore da un pupazzo non è nell'aspetto, ma nel modo in cui rende il personaggio, nella caratterizzazione, nelle emozioni che riesce a suscitare negli spettatori. La tecnologia digitale non è ancora lontanamente vicina a questo traguardo. Queto è "--motion-- capture", appunto.

Può darsi che un giorno si riesca a compiere quello che lo stesso Ulbrich definisce "emotional capture", ma anche in quel caso è proprio Ulbrich a chiarirci come probabilmente andranno le cose, quando spiega come Brad Pitt ha dato al personaggio delle caratterizzazioni alle quali gli animatori non avevano affatto pensato. Delle "novità", delle caratteristiche uniche, quell'umanità che mancherebbe a un pupazzo che avesse anche 500 espressioni diverse.

E in fondo io penso che sarà sempre così: anche se si riuscisse a riprodurre un volto umano perfetto sia nell'aspetto che nelle espressioni, la differenza tra un lavoro freddo e noioso e un lavoro avvincente, trascinante, emozionante, sarà sempre nelle capacità e nella sensibilità di chi quella faccia la farà muovere, e difficilmente un team di tecnici potrà essere meglio, o a un prezzo più basso, di un vero attore capace nel suo lavoro.

Al massimo questa tecnologia farà sparire le facce di pietra, gli attori cani che recitano solo perché hanno un bel fisico o un bell'aspetto.

Ecco, questo sarebbe davvero un grande traguardo per la tecnologia!

SirEdward ha detto...

Dire che gli attori spariranno per via di queste tecnologie è come dire che i traduttori spariranno il giorno in cui babelfish funzionaerà decentemente.

Anonimo ha detto...

@rado
però i cartoni animati si vede che son disegnati (scusa la rima)
mentre nel film in questione non si nota la differenza tra il digitale e il reale...
e forse è anche più inquietante...

è il digitale che diventa sempre più simile al reale o il reale che diventa sempre più digitale?

Anghelos ha detto...

Concordo con SirEdward.

Federico ha detto...

Ma perché questa gente ha speso tempo, risorse e denaro per sviluppare questa tecnologia, quando bastava chiedere ad attivissimo come funzionano i suoi impianti bioplasmatici? Con quelli potevano creare qualsiasi volto di qualsiasi età a prezzo sicuramente più basso e con risultati ancora più sorprendenti!

Battute a parte il filmato è davvero molto interessante, grazie per averlo segnalato!

yari.davoglio ha detto...

W-O-W!!!

stell ha detto...

leggermente uscendo dallo specifico, mi ha colpito molto l'affermazione:

"possiamo fare cio' che vogliamo"
e poi subito:
"se si sono tempo, risorse e soldi"

...... MA VA???

comunque tecnologia impressionante

Lighthousely ha detto...

Bellissimo post. E anche se straordinariamente affascinante, la cosa è inquietante sul serio.

C'è da dire che concordo con SirEdward quando dice:
"Quello che differenzia un attore da un pupazzo non è nell'aspetto, ma nel modo in cui rende il personaggio, nella caratterizzazione, nelle emozioni che riesce a suscitare negli spettatori."

Credo che la cosa che differenzia un attore vero da questa tecnica (e penso che sarà sempre così) è l'imprevedibilità dell'attore in carne e ossa. E' il talento che fa un attore, non un manipolo di persone che decidono come far muovere una serie di freddi muscoli virtuali.

Giuseppe ha detto...

> Cosa più inquietante, si può
> creare un video falso di chiunque > e attribuire a quella persona atti > e parole a piacimento.

Attento Paolo! Così dai pane per i denti dei cari complottisti :-)

Jena Plisskin ha detto...

Cmq di esempi simili (con risultati diversi) ne esistono a dozzine. Polar Express e Beowulf (Zemeckis ci è andato in fissa ;). Ma anche Gholum era stato fatto con la stessa tecnica. Insomma il caso di Benjamin Button è un grande affinamento di tecniche ormai consolidate.

santino83 ha detto...

Secondo me SirEdward dimentica un particolare: a prescindere da quanto un attore sia bravo o meno, ricordiamo come il pubblico si sia emozionato con personaggi digitali vari, soprattutto nei cartoni animati dove il livello di realismo di certo è molto basso.

Detto questo, se è vero che possono ricreare tutte le espressioni del volto, gli basta avere due/tre persone esperte per poter fare tutti i film di hollywood, senza piu dover pagare ingaggi faraonici degli attori.

E' vero è un pupazzo, una marionetta, ma vedrete, che quando il primo regista farà un film interamente usando questa tecnica, rinunciando agli attori in carne ed ossa, inizierà la nuova era del cinema moderno, senza piu studi cinematografici colossali, senza piu centinaia di comparse, senza piu attori... i beniamini del pubblico saranno personaggi digitali, costruiti ad hoc, location che occuperanno lo spazio di un dvd.. c'è da sbavare veramente

già ho visto un filmato, mi pare la pubblicità della philips o della sony (televisori), dove prima hanno fatto le riprese con la telecamera, e dalle riprese hanno ricreato un ambiente 3D in cui hanno piazzato i personaggi (digitali) e i vari effetti speciali e hanno fatto un filmato impressionante..

certo che resto cmq ancora innamorato dei cari e vecchi western con clint eastwood

Willy ha detto...

A me già Final Fantasy aveva fatto una certa impressione.

enrico ha detto...

qualcuno ha giocato a "the movies"?

J_B ha detto...

Piccolo dettaglio: per fare un Brad Pitt digitale servono decine di tecnici specializzati, artisti di buon calibro e molti più soldi che ad ingaggiare il Brad Pitt originale. Non solo la realizzazione di qualcosa del genere non è alla portata di singoli o piccoli gruppi, ma non lo sarà neanche in futuro (almeno in quello prevedibile). Infatti la realizzazione di un modello e la sua animazione richiede un livello di maestria raggiungibile solo con molti anni di esperienza (nonché una gran fatica).

andreaechorn ha detto...

Trovo che queste ricerche tecniche giungano sempre a risultati orribili, che il valore di questa evoluzione stia soltanto nell'evoluzione stessa, nel dire "siamo arrivati sin qui"? per quanto riguarda gli effetti speciali credo sia molto più interessante il lavoro fisico, umano.

Antonio M. ha detto...

Ehi J_B, avrai mica quel nome in onore a Jack Black? :)
Scusate il fuori tema, interessante segnalazione.

SirEdward ha detto...

Secondo me SirEdward dimentica un particolare: a prescindere da quanto un attore sia bravo o meno, ricordiamo come il pubblico si sia emozionato con personaggi digitali vari, soprattutto nei cartoni animati dove il livello di realismo di certo è molto basso.Non è la stessa cosa. I cartoni animati e i film non puntano sempre sulle stesse emozioni.

Esistono film irriproducibili in cartone animato, così come esistono cartoni animati irriproducibili in film (Chi ha visto Persepolis?).

Full Metal Jacket, ad esempio, in cartone animato non avrebbe mai funzionato altrettanto bene. O Into the Wild, solo per citarne uno recente. O Boys don't cry, o Match Point (per chi lo apprezza).

Non sarebbero stati la stessa cosa in cartone animato.

E poi, anche i cartoni animati, derivano una parte molto ampia dell'emozione trasmessa alla voce, che è e rimarrà umana ancora per un lungo periodo (anche se è più difficile da capire, se si hanno in mente solo film doppiati).

Oh... ecco, giusto per continuare con gli esempi: ieri sera ho visto Lettere da Iwo Jima. Non avrebbe funzionato alla stessa maniera se fosse stato in cartone animato.

Tukler ha detto...

Ma l'Oscar per il trucco allora glielo ritirano per doping?:P

Elle ha detto...

Si, è molto bello.
Ma io voglio vedere una persona!!!
Cavolo, voglio vedere un uomo che fa quel lavoro per passione e non solo per soldi: uno che ha studiato recitazione, ballo, canto, che ha una cultura alle spalle!!!
Una persona che calpesta la polvere di un palcoscenico o del set di un film (fatto a mano) con i propri piedi e che è felice di farlo!!!
So che si tratta di una specie ormai estinta ma personalmente la rivorrei indietro!!!

Piccola ha detto...

SirEdward ha toccato il punto e secondo me ha ragione in pieno.
Da notare poi che è molto probabile che ci si emozioni davanti ad un film proprio perchè è QUEL film con QUELL'attore...magari al posto di Brad Pitt un Clive Owen non avrebbe avuto lo stesso effetto...pensiamo proprio a Gollum o al King Kong di Jackson: perchè usare un attore (sempre Andy Serkis) e non riprodurre per intero digitalmente il personaggio? Pensiamo alla differenza espressiva che corre tra questi due personaggi e lo Yoda dell'ultima trilogia di Star Wars... un abisso sotto tutti i punti di vista.

Sir Luke ha detto...

Pensate alle applicazioni nel mondo del cospirazionismo, che sia dei governi o dei creduloni...
Fra un po' creeranno dei video apposta per accusarti in tribunale magari...

Ok, non è una cosa realistica al momento ma pensate fra 50 anni.

francesco ha detto...

Non concordo sull'evoluzione.

Ovvero, sono convinto che sia l'inizio della fine di un mondo, ma che lo sia in modo diverso.

Come la musica digitale sta lentamente sterminando l'idea di musicista = stramilionario, arriveremo a:
1- Chiunque abbia le giuste doti INTERPRETATIVE potrà fare l'attore. Non sarà più indispensabile essere belli, fascinosi e graditi agli Studios, per poi trovarsi a 40 anni a fare "la madre di Monique" (vediamo chi coglie..:P).
2- Finirà il mondo del cinema, come dorato parcheggio di molti personaggi di dubbia moralità.

Ci vorrà tempo, parecchio tempo, ma ci arriveremo. :D

Paolo Attivissimo ha detto...

SirEdward,

forse non ho spiegato correttamente tutti i passaggi.

E' esatto che il volto digitale di Button è una marionetta comandata da Brad Pitt.

Ma nulla vieta di mettere, al posto di Brad Pitt, qualunque altra persona. Potrei esserci io e la marionetta potrebbe avere il volto di Brad Pitt. O Angelina Jolie :-)

Nel caso di volti di persone reali, come dice anche Ulbrich, c'è la sfida tecnica aggiuntiva di riprodurre le espressioni tipiche di quella persona. Ma nel caso di un volto non reale o non famoso, non c'è un'espressione "giusta" di riferimento nella mente dello spettatore.

Per cui chiunque può animare queste marionette. L'attore in quanto tale, come volto che trasmette espressioni, non ha ragion d'essere.

Serve ancora per la voce, ma il suo ruolo viene drasticamente ridotto.

Paolo Attivissimo ha detto...

Insomma il caso di Benjamin Button è un grande affinamento di tecniche ormai consolidate.No, credo sia un salto quantico. Gli esempi che hai citato erano rappresentazioni fantastiche di creature immaginarie in un contesto fantasy.

Qui abbiamo un volto umano, e per di più di un attore conosciutissimo, calato in un contesto assolutamente realistico. Ed è riuscito così bene che pochi si accorgono che è un volto sintetico.

Gollum lo sappiamo tutti che è finto, anche se animato bene. Benjamin Button ha fregato anche me che sono appassionato di effetti speciali.

Anonimo ha detto...

Beh se si hanno tempo e soldi si può andare sulla luna con la potenza di calcolo di un comodore 64, si può fare una rappresentazione digitale indistinguibile dalla realtà, non so se però possano riuscire, i soldi e il tempo, a far fare un Windows a garbo :D :D :D (pura cattiveria mode OFF)

Barbi ha detto...

verrebbe da dire "questa è fantascienza".....e invece......sono rimasto a bocca aperta.....

SirEdward ha detto...

Paolo Attivissimo

E' esatto che il volto digitale di Button è una marionetta comandata da Brad Pitt.

Ma nulla vieta di mettere, al posto di Brad Pitt, qualunque altra persona.
No, certo, ma non è quello che hanno fatto qui. Ulbrich e il suo team hanno ricostruito non un volto qualsiasi, ma proprio il volto di Brad Pitt, l'attore che avrebbe animato il pupazzo. Hanno digitalizzato l'attore.

Compiendo tutti i passaggi che hanno fatto per Pitt, con chiunque si otterrebbe sempre una marionetta di quella precisa persona, comandata da quella precisa persona.

Quello che hanno fatto non è stato creare un volto artificiale e animarlo, è stato ri-creare il volto di Pitt e animarlo copiando le espressioni del vero Pitt.

Potrei esserci io e la marionetta potrebbe avere il volto di Brad Pitt. O Angelina Jolie :-)Non è affatto detto. Ulbrich chiarisce che uno dei motivi per cui il trucco riesce così bene è che sono riusciti a dare al volto del personaggio le stesse espressioni, anche quelle imprevedibili (che richiedono la presenza dell'attore vero, appunto) che Brad Pitt produceva dal vivo. Questo processo è stato notevolmente facilitato dal fatto che la marionetta avesse esattamente le stesse misure del volto di Pitt a livello di proporzioni, di muscolatura, di ossa.

Fare lo stesso tra due volti differenti potrebbe essere decisamente più complesso. Magari un'espressione che sul tuo viso risulta buffa, sul mio, ad esempio, è insensata, o per nulla divertente, o è innaturale, o semplicemente non possibile.

Nel caso di volti di persone reali, come dice anche Ulbrich, c'è la sfida tecnica aggiuntiva di riprodurre le espressioni tipiche di quella persona. Ma nel caso di un volto non reale o non famoso, non c'è un'espressione "giusta" di riferimento nella mente dello spettatore.Non penso che sia questo il punto centrale.

La prendo un po' alla larga: penso che l'"espressione giusta" non ci sia mai, perché ogni attore cambia nel tempo e perché una della parti più interessanti di alcune opere risiede proprio nel rendere irriconoscibile l'attore per farlo "diventare" il suo personaggio. A volte basta poco.

Quello che realmente c'è di giusto in un attore è il modo in cui recita. Chiaramente la relazione con l'aspetto fisico esiste, ma non è quella che trasforma un attore in un bravo attore.

Un bravo attore, ma sconosciuto, è capace di smuovere emozioni nello spettatore anche senza che esista un'"idea giusta" di com'è. Allo stesso modo, un/a modello/a molto conosciuto/a potrebbe essere un attore pessimo nonostante sia riconoscibile e conosciutissimo.

Così accadrebbe anche per il pupazzo. Un pupazzo del genere non sarebbe credibile se fosse animato male, anche se il volto ricreato fosse sconosciuto.

In sostanza, lo spettatore si accorge che un pupazzo è un pupazzo soprattutto perché il pupazzo appare "finto".

In questo caso Ulbrich è riuscito a creare un pupazzo che "sembra vero", tanto che nessuno si accorge che non è davvero Brad Pitt. Questo è il dato notevole.

In realtà, però, le cose sono meno fantascientifiche di quel che sembra, perché quel pupazzo... "è" davvero Brad Pitt, perché è costruito su di lui e animato da lui stesso. Senza avere a disposizione il Brad Pitt originale, forse non sarebbero riusciti nemmeno a costruirlo, e sicuramente non sarebbero riusciti ad animarlo tanto bene da farlo sembrare il vero attore.

Per cui chiunque può animare queste marionette. L'attore in quanto tale, come volto che trasmette espressioni, non ha ragion d'essere.
Serve ancora per la voce, ma il suo ruolo viene drasticamente ridotto.
Qui invece ritorna il mio pensiero precedente: non basta (ancora?) sapere animare una marionetta. In questo caso, ad esempio, nonostante un nutritissimo team di animatori professionisti e onestamente molto molto bravi, e nonostante uno studio accurato e approfondito dell'espressività di Pitt, l'attore vero è riuscito a produrre lo stesso un'espressività tale da stupirli, da proporre loro qualcosa a cui non avevano pensato, da metterli in crisi.

Personalmente non penso sia un merito di Pitt; sarebbe così per chiunque, più o meno. Penso sia dovuto al fatto che la materia è complessissima, e la mole di dati necessaria per ottenere un attore completamente fittizio sia ancora lontana dall'essere raggiunta.

SirEdward ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
SirEdward ha detto...

In sostanza, però, quello che definisce una persona vera da una finta sono proprio tutte quelle espressioni imprevedibili che il pupazzo non avrebbe mai avuto se non fosse stato animato copiando le espressioni da una persona vera.

Quella marionetta è l'equivalente del trucco nei film classici. Una sovrastruttura, di certo molto complessa, al vero attore.

Andrea Ciraolo ha detto...

Tra un po', da piccini, non si sognerà più di "fare l'attore", ma di "fare quello che fa gli attori"...

theDRaKKaR ha detto...

oh comunque si tratta sempre dello stesso paradigma macchine che sostituiscono uomini nel lavoroil fatto che il lavoro sia recitare fa impressione, certo, giacché trattasi di espressione artistica, ma se ci riflettete anche la macchina fotografica andava a colpire la categoria dei ritrattisti e dei pittori

questi non sono spariti, si è aggiunta una opportunità in più per l'uomo, ma soprattutto, ed è la cosa più importante, l'attività dell'uomo ha potuto concentrarsi sugli aspetti più interessanti della rappresentazione, mentre operazioni di ordinaria amministrazione sono state demandate alle maccchine

insomma, non fatte i luddisti :)

Jena Plisskin ha detto...

"Insomma il caso di Benjamin Button è un grande affinamento di tecniche ormai consolidate.No, credo sia un salto quantico. Gli esempi che hai citato erano rappresentazioni fantastiche di creature immaginarie in un contesto fantasy."

Senza dubbio, ma la tecnica è la stessa, una tuta con i sensori indossata dall'attore, poi è il software che manipola l'immagine. Credo che siano il sw e l'hw ad avere fatto il salto, ma la tecnica usata è quella.

"Potrei esserci io e la marionetta potrebbe avere il volto di Brad Pitt. O Angelina Jolie :-)"

Cioè vedo un film con Angelina, ci faccio dei pesnieri erotici e SEI TU ?

Ma allora preferisco beccarmi un morgellone :-)

TuttoVolume ha detto...

Feci una considerazione simile su un giornale locale, all'epoca dell'uscita di The Crow, che come molti sanno, è stato ultimato grazie alla grafica computerizzata, che permise al regista di completare il film, in mancanza dell'attore principale deceduto proprio durante le riprese di una scena, tale Brandon Lee. Da allora di passi ne sono stati compiuti sia dalle risorse hardware, che ora fanno affidamento su macchine molto potenti, e sia per quanto riguarda la tecnica.

Molto probabilmente in un futuro non troppo lontano, i film saranno realizzati come i cartoni animati, usando avanzate tecniche di grafica 2 e 3D miscelate tra loro.

Giggi ha detto...

Insomma, il film S1M0NE di Andrew Niccol è quasi a portata di mano ?
Non so se sperarlo o meno.

Federica ha detto...

Sarebbe bellissimo se ognuno potesse fare il proprio film.
Io farei il film di Monkey Island e spererei che, sull'onda del successo, qualcuno compri i diritti alla Lucas per fare il 5.
Perché nonostante Monkey 4 non mi sia piaciuto io in Monkey 5 ci spero sempre :p

SirEdward ha detto...

Federica, se fai il film di Monkey Island, hai bisogno di un attore per il ruolo di Guybrush?

In realtà mi accontenterei anche di un ruolo da comparsa, come uno degli Uomini di Bassa Morale (Pirati).

Falco Stellare ha detto...

@ Paolo Attivissimo: "I regimi totalitari e i settimanali scandalistici sbavano già".

Mah, su questo sono un po' perplesso.

Ad esempio, avete visto i tanti filmati amatoriali in cui compaiono dischi volanti assolutamente realistici, realizzati in grafica 3D e perfettamente compositati con immagini di riprese dal vivo? E' proprio vero: alcuni strumenti che ieri erano a tiro di produzioni multimiliardarie, oggi sono alla portata di qualsiasi smanettone con abbastanza pazienza e un computer da 200 dollari scarsi.

Ma chi ci crede ai video degli ufo? Nessuno, o quanto meno tutti mettono in conto il dubbio, sapendo quant'è ormai facile realizzare falsi di altissima qualità...

Stessa cosa per gli attori digitali: un domani sarà lecito dubitare di qualsiasi filmato, perché sarà sempre possibile realizzarlo artificiosamente.

Dick ci scriverebbe un romanzo :-)

Verzasoft ha detto...

Sono Guybrush Threepwood, e sono un temibile pirata!

Purtroppo mi sa che un passaggio cinema->lucasarts o viceversa non sia possibile.

Ero convintissimo che il quarto film di Indy sarebbe stato su Atlantide (ma qunte volte l'ho fatto?? Quante??) e invece è uscito fuori questo regno del teschio del cognato di cristallo...

Willy ha detto...

@Verzasoft:
Ero convintissimo che il quarto film di Indy sarebbe stato su Atlantide (ma qunte volte l'ho fatto?? Quante??) e invece è uscito fuori questo regno del teschio del cognato di cristallo...In effetti la trama era già scritta e secondo me non era niente male :D

Rado il Figo ha detto...

Guido, io puntavo l'attenzione sul discorso "gli attori non servono più", non "abbiamo animazioni tali per cui è difficile distinguere il falso dal vero".

Con un cartone animato non servono né attori veri né scenografie, però si è comunque continuato a fare film.

Poi se vogliamo le animazioni digitali possono essere considerate dei cartoni animati evolutissimi.

Marco Casati ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco ha detto...

Ho una domanda scema: PERCHE' lo hanno fatto? In termini di soldi, investimenti, spese, fatica, tempo, risultato, non era meglio mettere un mascherone a Brad Pitt? E' così conveniente usare 'sto ambarandan di tecnologia?

david ha detto...

Esagerato!...tu puoi ricreare Brad Pitt, non un attore qualsiasi; perchè è Brad Pitt che ti porta la gente al cinema, non la tecnologia che avanza!
E alla notte degli oscar chi porti?..dei Mac e un proiettore?
E comunque un attore sconosciuto costa molto di meno, secondo me, che ricrearlo.
Poi vedremo nel futuro...

Replicante Cattivo ha detto...

C'è anche da dire che tecniche come queste possono permetterci, per pochi minuti, di immaginare ancora vivi personaggi che non esistono più

Non chiedetemi come hanno fatto (se è un montaggio video o un ologramma)
http://www.youtube.com/watch?v=OVtjXMq2sTw
però io ho avuto i brividi.

Anonimo ha detto...

Full Metal Jacket, ad esempio, in cartone animato non avrebbe mai funzionato altrettanto bene.-->Però Fullmetal Alchemist e Fullmetal Panic hanno funzionato benissimo come cartoni animati, pardon anime, visto che la roba prodotta in Giappone si chiama così.Il mondo dell'animazione occidentale forse nn riesce a creare film per un pubblico adulto, ma quello orientale ne è capacissimo.

Replicante Cattivo ha detto...

@ lady-lillina ha detto...

Il mondo dell'animazione occidentale forse nn riesce a creare film per un pubblico adulto, ma quello orientale ne è capacissimo.Il fatto è che per noi "occidentali" il realismo dell'animazione ha un valore diverso dai giapponesi.
In genere, secondo il gusto degli occidentali, un'opera di animazione può essere principalmente realizzata in due modi:
- un'animazione che, sia più fedele possibile alla realtà nell'uso delle sfumature, dei particolari, dei movimenti. (es. "Ghost in the Shell" ma anche "Ken il guerriero" o "Berserk")

- un'animazione in cui spesso le proporzioni, i colori o i movimenti (pur avendo una loro coerenza interna) sono dichiaratamente una reinterpretazione della realtà (e qui possiamo citare i cartoni Disney, i Simpsons, Warner Bros...e ovviamente la maggior della produzione giapponese)

Il problema nasce dal fatto che per noi occidentali, la prima tipologia di animazione è associata a narrazioni serie, mentre la seconda alle animazioni divertenti, leggere e di svago.
Per i giapponesi no! le due cose sono equivalenti.
Basta guardare un lavoro di Hayao Miyazaki, che usa un'animazione molto "fumettosa" (nonostante sia tecnicamnete impeccabile) e a primo impatto assoceremmo a film per bambini: invece le sue storie sono tutt'altro che leggere o prive di spessore.

Ma forse l'esempio migliore nasce dai videogiochi. Per noi occidentali è importante che nei videogiochi si raggiunga picchi di realismo estremi, ed ecco proliferare Xbox e Playstation.
Al contrario, i giapponesi puntano alla funzionalità della grafica, ed ecco perchè la Nintendo regna sovrana: giochi come Mario o Zelda hanno una grafica dichiaratamente "infantile", che da noi fa presa principalmente sugli amanti dei fumetti o dei nostalgici, mentre laggiù un gioco come "Ocarina Of Time" è visto come un videogioco destinato anche agli adulti.
E infatti non sapete quanto mi sono emozionato con quel gioco :'(

SirEdward ha detto...

Il mondo dell'animazione occidentale forse nn riesce a creare film per un pubblico adulto, ma quello orientale ne è capacissimo.Attenzione, non ho mai detto che il cinema di animazione orientale sia è incapace di produrre film per adulti o di buona fattura. Anzi, è capace di produrre opere che non sono replicabili se non nel contesto dei film di animazione. Il cinema di animazione non può però sostituire il cinema classico, per il motivo opposto.

I due generi - film di animazione e film "standard" - non sono due generi che si sovrappongono, ma affrontano i temi trattati ognuno con mezzi propri, diversi.

Replicante Cattivo ha detto...

@ Siredward

Attenzione, non ho mai detto che il cinema di animazione orientale sia è incapace di produrre film per adulti o di buona fattura. Anzi, è capace di produrre opere che non sono replicabili se non nel contesto dei film di animazione. Il cinema di animazione non può però sostituire il cinema classico, per il motivo opposto.Sia chiaro che io non ho espresso giudizi di qualità, relativi alle due tipologie di animazione (perchè le amo entrambe), ma descrivevo solo come vengono recepite da gran parte della cultura occidentale.

Immaginiamo che in giappone si voglia realizzare un anime serissimo ambientato nella seconda guerra mondiale, destinato esplicitamente ad un pubblico adulto. Per noi la cosa sarebbe concepibile solo con un tipo di disegno alla "Berserk", poichè ci aspettiamo che questo tema sia trattato con serietà e realismo...a partire dal tratto grafico.

Se invece lo realizzasse Miyazaki oppure lo avesse fatto Go Nagai utilizzando il loro tipico disegno, indipendentemente dalla qualità dell'opera (che sarebbe sicuramente alto), gli occidentali
storcerebbero il naso, pensando che i personaggi dagli occhi enormi o dai capelli "plastificati" siano destinati ai bambini o ad opere di svago.

E ritorno alla questione dei videogiochi, verso i quali il giappone non ha mai puntato al realismo, ma sempre e solo all'immedesimazione del videogiocatore, come è accaduto con la WII, ma -ai tempi- anche col Nintendo 64, in cui per la prima volta si dava al giocatore la possibilità di cambiare la visuale di gioco (anche se poi l'ambientazione era decisamente meno realistica della PSX)

puffolottiaccident ha detto...

Quello che cambierà sarà:

"nessun animale è stato ucciso, ferito o danneggiato nella realizzazione di questo film."

Diventerà

"nessun animale è stato ucciso, ferito, danneggiato o IMPIEGATO IN ALCUN MODO nella realizzazione di questo film."

E questo inciderà soprattutto in un determinato filone della cinematografia.

Dan ha detto...

In parte hanno ragione sia sirEdward che Paolo. Ovvero, certo che la creatura digitale è solo una marionetta che la "emotion capture" sovrapporrà ad un attore umano, e quindi il ruolo di colui che recita viene drasticamente ridimensionato, se non addirittura eliminato, ma consideriamo anche che l'umano che dà la traccia per i movimenti non è indispensabile (daccordo che sono solo animazione, ma pensate all'espressività di Shrek o di dei film della Pixar, e quelli sono personaggi animati completamente in digitale).
In definitiva, come sempre è difficile prevedere come cambierà il futuro. Mi sento però di poter dire con una certa sicurezza che difficilmente scomparirà qualcosa. Come è già successo con il vinile, o la radio, e tanti altri casi, qualcosa cambierà, ma il nuovo si affiancherà al vecchio preesistente senza soppiantarlo.
Piuttosto, mi preoccupano le conseguenze in materia giuridica, perchè di questo passo dovremo fare le perizie fotografiche anche sui filmati per vedere che l'imputato ripreso IN PRIMO PIANO dalla telecamera di sorveglianza mentre accoltella la moglie sia davvero lui e non un attore con la sua testa...

"Penso sia dovuto al fatto che la materia è complessissima, e la mole di dati necessaria per ottenere un attore completamente fittizio sia ancora lontana dall'essere raggiunta."In pratica... i dati non sono sufficienti per fornire una risposta significativa...?

Quanto a Gollum, mi è stato fatto notare che in effetti ha anche lui i suoi difettucci quanto a struttura corporea. Una creatura pelle e ossa come lui dovrebbe essere un groviglio di tendini e muscoli sottili che si tendono quando si muove, e invece non si vede granchè.

"Immaginiamo che in giappone si voglia realizzare un anime serissimo ambientato nella seconda guerra mondiale, destinato esplicitamente ad un pubblico adulto."Non farmi ripensare a "Una tomba per le lucciole" che mi ri-commuovo...

Netalex ha detto...

@ replicante cattivo:
"Immaginiamo che in giappone si voglia realizzare un anime serissimo ambientato nella seconda guerra mondiale, destinato esplicitamente ad un pubblico adulto. [...]
Se invece lo realizzasse Miyazaki oppure lo avesse fatto Go Nagai utilizzando il loro tipico disegno,"

Togli pure il condizionale, hai appena citato il drammaticissimo "Porco Rosso"...
http://www.youtube.com/watch?v=98RjgQMO4kM

puffolottiaccident ha detto...

Ah ecco, "Una tomba per le lucciole" con sprites* di questo tipo verrebbe piuttosto bene, se stesse a me gli darei un' impostazione ancora più verista.

-"dottò, servirebbe dell' autan per mia sorella"
-"Questo non l'han fatto le zanzare picciò, è un blocco renale"


*la collezione di disegni attribuita ad un personaggio

Replicante Cattivo ha detto...

@ Netalex

Eh eh...quando ho fatto quel discorso su Myazaki ho subito pensato a "Porco rosso", ma siccome -mea culpa- non l'ho ancora visto, ho evitato di farne il nome perchè temevo che l'esempio potesse non essere pertinente (sicuramente è stupendo, ma non ho idea di quanto possa essere realistico, drammatico o violento...devo vederlo!)

E allora tu che l'hai visto comprenderai il mi discorso. Secondo te, l'occidentale medio che guarda il trailer, che idea può farsi di un film del genere? Probabilmente penserà che sia un film sulla guerra, magari strappalacrime, ma comunque per bambini (tipo quelli che potrebbe mandare in onda la rai il sabato pomeriggio). Inoltre, come potrebbe un occidentale vedere una storia seria sulla guerra, mischiata alla vicenda di una persona trasformata in maiale?