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2009/05/15

Francia, legge contro i pirati o contro il buon senso?

Antipirateria, la nuova legge francese rischia di trasformarsi da ghigliottina in boomerang


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

E' stata approvata in Francia una legge antipirateria, denominata HADOPI, che prevede la disconnessione da Internet e l'immissione in una lista nera per chi è sospettato di essersi macchiato di tre violazioni del diritto d'autore via Internet.

Alla prima violazione sospettata, l'utente riceverà una mail di avviso. Alla seconda violazione sospettata, riceverà una lettera. Alla terza scatterà la disconnessione dalla Rete per un periodo da tre mesi a un anno. L'utente disconnesso non potrà aprire altri abbonamenti a Internet e dovrà continuare a pagare i canoni di quello che gli è stato chiuso.

La parola chiave, come avrete notato, è sospettato. Non occorre una prova giuridicamente valida per avviare il procedimento: un'autorità pubblica indipendente creata ad hoc, la Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet (in acronimo approssimativo, HADOPI, appunto), agisce su semplice segnalazione del titolare del diritto d'autore. La mail iniziale non informa neanche l'utente di quale opera avrebbe fruito senza permesso: indica semplicemente data e ora della violazione. Non è prevista una via di ricorso fino alla terza violazione, e a quel punto l'onere di dimostrarsi innocente sta all'accusato.

Colpevole fino a prova contraria di un reato del quale non viene neppure informato. Di un reato di cui è estremamente facile essere accusati anche quando si è innocenti. Ecco giusto qualche scenario che mi viene in mente al volo:

  • un insegnante o un recensore potrebbe esercitare il diritto di citazione a scopo di critica o insegnamento (articolo 10 della Convenzione di Berna), per esempio scaricando da Internet spezzoni di film della Disney non più reperibili, come le scene razziste tagliate di Fantasia;
  • un utente può scaricare un film legalmente condivisibile, come Memphis Belle di William Wyler, ed essere accusato perché il denunciante non sa che quel documentario è sotto public domain oppure crede che si tratti dell'omonimo film del 1990;
  • si può essere legittimati per lavoro a scaricare e pubblicare un'opera sotto copyright ma essere accusati lo stesso per errore, come ha fatto la Warner Music nei confronti della Sire Records, rea di aver pubblicato su Youtube video musicali della Warner, senza rendersi conto che la Sire è una etichetta della Warner stessa, o come ha fatto sempre la Warner Music nei confronti di una delle proprie artiste bloccando i suoi video musicali, pubblicati dall'artista medesima sul proprio sito;
  • si può essere oggetto di ripicca o attacchi personali, come sta succedendo (nel mio piccolo) anche a me per dei video che ho ripreso io stesso, ho pubblicato su Youtube e ho visto rimuovere perché accusati pretestuosamente di violare il copyright (cosa difficile a credersi, visto che si tratta di riprese pubbliche autorizzate in un luogo pubblico e uno dei video mostra semplicemente il cielo in time-lapse);
  • gli intrusi informatici possono passare attraverso i computer altrui per scaricare, incolpando le vittime ignare;
  • il presunto reato viene commesso da persone che hanno accesso alla connessione alla Rete ma non ne sono i titolari: gli esempi classici sono il figlio che scarica musica e film usando l'abbonamento Internet intestato al capofamiglia, oppure l'utente che acquista un dispositivo senza fili per diffondere Internet in tutta la casa e non sa che deve attivarne le protezioni, altrimenti i vicini di casa possono usare, anche involontariamente, la sua connessione alla Rete).

La nuova legge francese si scontra anche con ostacoli pratici non indifferenti. Per esempio, se i tre download incriminati avvengono tramite l'accesso aziendale ad opera di un dipendente, che si fa, si scollega l'intera azienda? E i punti d'accesso wifi pubblici e gli Internet café come faranno a monitorare l'operato degli utenti?

E quanto costerà gestire tutto questo sistema di sorveglianza? Secondo la Fédération Française des Télécoms, fino a 100 milioni di euro saranno a carico dei provider, che inevitabilmente spalmeranno la spesa sugli utenti sorvegliati. Altri sei verranno spesi dal governo.

Ma la questione più spinosa è appunto la necessità di origliare il traffico Internet degli utenti. E' un'intercettazione vera e propria, contraria ai diritti di base del cittadino. In pratica alle case discografiche e cinematografiche viene dato il potere di ficcare il naso nella vita della gente.

Tutto il meccanismo, fra l'altro, sembra eludibile con estrema facilità. Se gli utenti che scaricano materiale sotto copyright iniziano a utilizzare il peer-to-peer cifrato e a usare nomi poco intuitivi per i file scambiati, i sorveglianti avranno un bel daffare a decrittare e identificare i file. Il numero dei denunciati per validi motivi precipiterà, e alla fine resteranno soltanto i casi di accusa infondata. E poi c'è sempre il vecchio detto: mai sottovalutare la larghezza di banda di un hard disk da un terabyte e di un'automobile.

La legge non è stata accolta in Francia con un coro unanime di entusiasmo da parte degli artisti che ambisce a tutelare. Alcuni si sono schierati a favore (con notevoli polemiche su alcuni nomi arruolati a loro insaputa, come segnala L'Express), altri decisamente contro, come Marc Cerrone e come Catherine Deneuve, Victoria Abril, Chiara Mastroianni e altri artisti su Libération. Anche l'associazione di difesa dei consumatori Que Choisir è contraria alle nuove norme. Le case discografiche e cinematografiche invece si sono espresse con estremo favore.

Anche oltremanica, nel Regno Unito, gli schieramenti sono strutturati in modo analogo. I rappresentanti del mondo dei media sono a favore del principio della disconnessione degli accusati. Lo affermano la British Phonographic Industry e la Federation Against Copyright Theft, che hanno inviato al governo britannico delle "raccomandazioni urgenti". Ma l'Internet Services Providers' Association, che rappresenta i provider, ribatte che le disconnessioni sarebbero contestabili in tribunale e che (cosa importante per il caso francese), la tecnologia disponibile per il monitoraggio e il rilevamento di chi condivide illegalmente non è a un livello "tale da renderla ammissibile come prova in tribunale".

I grandi titolari di diritti italiani si sono già detti favorevoli al modello francese in una lettera aperta al presidente francese Sarkozy e al Presidente del Consiglio italiano Berlusconi,come segnala Punto Informatico.

Non voglio difendere il Far West attuale, ma leggi come quella francese sono un rimedio inefficace e peggiore del male che asseriscono di voler combattere. Sono tentativi di far sopravvivere un sistema di leggi, quello sul diritto d'autore, concepito in un'epoca nella quale il numero di potenziali violatori del diritto era esiguo (occorrevano risorse tecniche significative, come una tipografia o un'emittente televisiva o radiofonica o una centrale di duplicazione di audiocassette e videocassette) e non più adatto alla situazione tecnologica moderna, nella quale tutti siamo potenziali violatori. Invece di blindare un impianto legale obsoleto, che alla fine premia i grandi magnati dei media ma lascia indifesi i piccoli titolari di diritti e soprattutto gli autori, sarebbe forse più maturo riformare il diritto d'autore per portarlo al passo con la realtà.

L'assurdità intrusiva e liberticida e l'impraticabilità di fondo di questa legge sono spiegate molto eloquentemente da Ed Felten, professore di Princeton e noto ricercatore nel settore della sicurezza informatica e dei diritti digitali, in questo articolo, che trasporta le norme-ghigliottina francesi dal mondo poco familiare dei computer a quello concreto della carta stampata:

Ieri il parlamento francese ha adottato un disegno di legge per creare un sistema "tre sbagli e sei fuori" che espellerebbe le persone da Internet se vengono accusate tre volte di aver violato il diritto d'autore.

E' un'idea talmente valida che andrebbe applicata anche agli altri media. Ecco la mia modesta proposta di estendere la regola dei tre sbagli alla scrittura, vale a dire alle parole messe su carta.

Il sistema che propongo è estremamente semplice: il governo crea un registro degli accusati di violazione. Chiunque può mandare al registro una contestazione in cui dichiara che qualcuno sta violando un suo diritto d'autore tramite la scrittura. Se il registro governativo riceve tre contestazioni riguardanti una persona, quella persona ha il divieto di utilizzare la parola scritta, per un anno.

Come avviene per Internet, il divieto si applica alla lettura e alla scrittura e a tutti gli usi della parola scritta, compresi quelli informali. In sintesi, le persone bandite non potranno scrivere o leggere nulla per un anno.

Alcuni bastian contrari potranno obiettare che i divieti di scrittura saranno forse difficili da far rispettare, e che vietare la comunicazione sulla base di semplici accuse di reato pone alcune questioni minori di giusto processo e libertà d'espressione. Ma se queste questioni non ci turbano su Internet, perché mai dovrebbero farlo nel caso della parola scritta?

Se colpiti dal divieto di usare la parola scritta, alcuni studenti non potranno fare i compiti e alcuni adulti avranno qualche piccolo inconveniente nella vita di tutti i giorni, e a qualche facinoroso non verrà permesso di partecipare al dibattito politico (o di seguirlo). Magari così ci penseranno due volte in futuro, prima di farsi accusare di violazione del diritto d'autore.

In breve: il sistema dei tre sbagli è una buona idea tanto per la parola scritta quanto per Internet. Quale paese sarà il primo ad adottarlo?

Una volta adottato questo sistema per la parola scritta, potremo occuparci degli altri media. I prossimi della lista sono i sistemi a tre sbagli per le onde sonore e per le onde luminose. Si tratta di media troppo importanti per lasciarli privi di protezione.


Fonti: Zdnet, BBC, Laquadrature.net; fonti primarie citate da Wikipedia in inglese e in francese.

64 commenti:

Il Lupo della Luna ha detto...

Bello. Lavoro in Italia per una multinazionale Francese che si occupa di pubblicità. La connessione che uso al lavoro è su un provider francese, nel territorio di quello Stato. E lavoriamo quotidianamente con immagini, sebbene royalty-free, protette da diritto d'autore. Voglio proprio vedere se ci tagliano internet ^_^

C'e' poco da ridere, comunque, perchè ci sono un sacco di paesi che potrebbero adottare questo sistema "a scatola chiusa". Speriamo di no.

Mat ha detto...

"E poi c'è sempre il vecchio detto: mai sottovalutare la larghezza di banda di un hard disk da un terabyte e di un'automobile."
LOL

Luca da Osaka (ora in Tokyo) ha detto...

Qui in Giappone gia funziona cosi ma in un modo diverso.
la cosa vale solo per i P2P, ma qui devono avvenire tre casi comunicazione di violazione da parte del provider.
Le comunicazioni arrivano via mail e via cartacea, queste comunicazioni contengono la lista dettagliata delle violazioni e avvisano di cancellare i file scaricati.
Ma il colpevole deve dichiarare il suo status, e puoi difendersi nel caso vi sia una falsa segnalazione.
Certo se uno ignora le mail e realmente viola il copyright addio a internet per tutta la vita a tale nome.

Franci ha detto...

Ogni volta che provano a legiferare su internet mi accorgo sempre di più di quanto sia lontana la politica dalla quotidianità. Non mi solleva il fatto che stavolta sia una pensata Francese e non Italiana.

Solo chi non ha mai utilizzato internet può partorire idee del genere.

Barbi ha detto...

il futuro di internet è chiaramente destinato a contenuti completamente free...se le case major al posto di sprecare tempo a cercare di arginare il p2p, lo usassero per trovare soluzioni in modo da erogare loro stesse i contenuti gratuitamente con altre forme di introito farebbero un favore a loro stesse.....però qualche passetto in avanti lo stanno facendo....ad esempio vorrei segnalare che la panini da settimana prossima ltrasmetterà in streaming in europa (sottotitolate in varie lingue)le puntate di "Full metal alchemist Brotherhood" 4 giorni dopo l'uscita in giappone...se no puoi opporti all'onda cavalcala!

comunque, tornando all'articolo, sono abbastanza certo che la legge non passerà il controllo della corte costituzionale francese:il principio del giusto processo e dell'innocenza fino a giudizio contrario non si possono eludere in un modo tanto rozzo....

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

che legge idiota..

Ufo1 ha detto...

Perché si deve pagare l'abbonamento se si è out?
Come una sanzione che incassano i provider? E in Italia dove ci sono le clausole dei contratti minimi da due anni, che si fa?

Andrea Sacchini ha detto...

La legge non è stata accolta in Francia con un coro unanime di entusiasmo da parte degli artisti che ambisce a tutelare.

Anche perché, probabilmente, molti di questi artisti sono perfettamente al corrente di quanto il p2p aiuti, checché ne dicano i rappresentanti dell'industria cinematografica.

Peacekeeper ha detto...

Vorrei solo far notare una cosa:
Per quanto riguarda l'Italia, il contratto con l'operatore telefonico Telecom Italia individua il titolare dell'abbonamento come responsabile diretto dell'uso improprio dell'abbonamento stesso.
Se mio figlio/figlia/amico/a moglie o chiunque usi la mia linea telefonica "in modo improprio" ne rispondo io titolare della linea.
( mi pare sia anche qualcosa che la legge chiami "culpa in vigilando" ).
Ciò non toglie che questa legge mi ricorda un pò "La terza mano" di Larry Niven in cui si procedeva alla morte per espianto di organi anche per un divieto di sosta...

Gianni Comoretto ha detto...

Sulla banda del disco fisso, come credete venga fatta l'interferometria radio a lunga distanza (VLBI), quella tecnica che consente di vedere sorgenti radio con una risoluzione di un millesimo di secondo d'arco? Sono pacchi di 8 dischi standard, spediti in una scatola imbottita di legno con un corriere commerciale. Per una sessione standard di un paio di settimane ne vanno una mezza dozzina. Per le pre-osservazioni di test, un singolo disco via DHL.

E in generale quando si va a fare osservazioni astronomiche, i GB di dati tornano a casa in una pennina USB nella valigia, o spedita per posta celere.

Ora molti telescopi sono collegati con linee a 10 Gbit, ma i pacchi di dischi vincono ancora.

Poorman ha detto...

"E poi c'è sempre il vecchio detto: mai sottovalutare la larghezza di banda di un hard disk da un terabyte e di un'automobile."(C) Tanenbaum !
A meno che anche lui non l'abbia copiata...

FridayChild ha detto...

L'articolo del professore e' da incorniciare.

Rado il Figo ha detto...

"Tutto il meccanismo, fra l'altro, sembra eludibile con estrema facilità. Se gli utenti iniziano a utilizzare il peer-to-peer cifrato e a usare nomi poco intuitivi per i file scambiati, i sorveglianti avranno un bel daffare a decrittare e identificare i file."

Non ho capito questo passaggio. O meglio: non l'ho capito dopo l'elenco di esempi forniti. Se un rischio di una legge del genere è l'essere colpito anche da pretestuose (ed inesistenti aggiungerei) violazioni del diritto d'autore alla Straker (ripresa del cielo dal terrazzino di Paolo), se la legge fra l'altro non prevede nemmeno che sia segnalato al (presunto) colpevole l'"identità" del file copiato, come si arriva a dire alla fine che è facilmente eludibile decrittando i file e/o dandogli nomi strambi. Cioè: se è un pericolo uno che s'inventa violazioni inesistenti su file palesi, non vedo che problemi si farebbe ad accusare di copiatura illegale su file criptati.

Rado il Figo ha detto...

Comunque non mi pare che l'esempio di Wolverine sia molto attinente, giacché le copie scaricate illegalmente erano diverse dal film uscito in sala.

Sarebbe stato un primo indizio solo se copie pirata "in anteprima" e film nelle sale fossero stati uguali.

Unknown ha detto...

Basta aspettare che il sistema sia attivo, e poi inondarlo di denunce ai vari politici, tanto se ho capito bene non bisogna fornire prove.
Quando si vedranno tagliare la connessione internet forse capiranno la cazzata che hanno fatto.

Paolo Attivissimo ha detto...

Rado,

ho riformulato la frase per chiarire l'ambiguità, ora dovrebbe essere più comprensibile.

Juhan ha detto...

Immagino già i nostri parlamentari (Carlucci?) a tradurre dal francese

Rado il Figo ha detto...

Grazie.

tripponzio ha detto...

paolo, hai dimenticato anche tutti i gestori telefonici che forniscono il servizio voip. se viene tolta la connessione per un anno, significa non poter avere per un anno il traffico voce e continuare a pagarlo. e non parliamo di quelli che danno voip, televisione e quant'altro. il tutto magari per una segnalazione mendace.

io sono a favore della protezione del diritto d'autore (se un film/canzone costa troppo, non ho obbligo di comprarlo nè diritto ad averlo a meno, semplicemente chi lo vende perde un cliente), ma una legge simile ha risvolti tragicomici.
e non parliamo di quelli che hanno il conto corrente via internet, che dovrebbero accedervi ad un internet point ( -.-') o la polizza auto, o chissà quale altro servizio. e tutto gli viene bloccato perchè magari ha scaricato il file trovato come "video completo delle conferenza di milano" che in realtà conteneva "l'uomo tigre contro le lesbogemelle" coperto da copyright...

ivm ha detto...

C'é un luogo comune che si é ormai imposto e cioè che gli utilizzatori del p2p siano necessariamente persone al di fuori della legge e come tali debbono sempre comportarsi.
Non essendo questa la realtà si possono usare gli stessi metodi utilizzati dalla case discografiche.
Basta fare 3 filamti personali, per esempio dei propri pedalini usati (magari accompagnati dallo scontrino di acquisato in modo da dimostrare di essere in perfetta regola con le tasse), del prorio canarino e magari del proprio figlio mentra gioca. Li si rende disponibili al p2p e poi si mandano 3 denunce alle case discografiche accusandole di aver scaricato illegalmente e di non aver rispettato il diritto di autore.
La chicca finale del filmato al figlio permette una ulteriore denuncia per pedofilia.
Ovviamnet il tutto deve essere consegnato anche alla stampa dal momento che loro si sentono superiori alla legge e che tutto gli sia concesso.
Un esempio significativo lo troviamo nelle azioni di aziende come Discordia ltd e associate.
Una breve ricerca so whois rivela un'azienda fondata a Cipro e con i server in Israele che, dopo essersi impossesati in modo poco etico del dominio Shareaza.com ed aver registrato il marchio "SHAREAZA" diffida, tramite il prorio rappresentante legale (o socio?), i creatori di Shareaza ad usare qualunque riferimento al nome registrato con la scusa che non rispetterebbero il diritto d'autore.
Siamo alle comiche finali, loro possono tranquillamente non rispettare la legge vigente sul diritto di autore ma i normali cittadini debbono pagare i diritti anche se non usufruiscono di nulla (il vergognoso balzello sui cd/dvd vergini ad esempio).
La loro forza sta nel fatto che possiedono molti soldi (alla faccia degli artisti che dicono di voler tuteleare) e possono permettersi studi legali di prestigio come Meister Seelig & Fein, LLP mentre i normali cittadini no.
Ma un vantaggio la rete lo possiede: il numero di utenti.
1 milione di persone con 1 euro a testa possono pagare avvocati (e altro usando gli stessi metodi delle major) anche più prestigiosi.
Purtroppo questa coscienza non é ancora diffusa e anche strutture famose come the pirate bay non riescono a fare molto, infatti per un'azione analoga hanno dovuto restituire il dominio mentre Discordia se lo é tenuto.

Mala tempora currunt ma possiamo migliorare.

Paolo Attivissimo ha detto...

Tripponzio,

se viene tolta la connessione per un anno, significa non poter avere per un anno il traffico voce e continuare a pagarlo. e non parliamo di quelli che danno voip, televisione e quant'altro. il tutto magari per una segnalazione mendace.Non l'ho specificato nell'articolo, ma la legge Hadopi prevede specifiche esclusioni per i provider che forniscono sia servizio VOIP/TV sia Internet.

Rado il Figo ha detto...

Scusa, ivm, ma come faresti col tuo esempio a denunciare una casa discografica per aver scaricato i tuoi filmatini se questa non l'ha fatto? La legge francese dice che all'accusato non è fornita indicazione del file scaricato illegalmente, ma solo giorno ed ora, non che l'accusatore possa inventarsi di sana pianta lo scaricamento.

1 euro per ogni utente? Ma se in Italia non sono riusciti nemmeno a farsi dare 1000 lire per ogni tifoso per comprarsi società di calcio in serie B... e parlo di Italia e calcio e 20.000 acquirenti...

Claudio ha detto...

due note:
1) ho avuto modo di fare qualche esperimento con una rete decisamente blindata (si può collegarsi solamente verso servizi http, https, pop e smtp; l'analisi viene fatta non solo a livello di porta ma anche di pacchetto, quindi ad es. se metti l'ssh sulla 80 non funziona uguale), e alla fine, allo stato attuale, la scappatoia c'è sempre e comunque, e si chiama "ssh over https". in pratica è in tutto e per tutto una connessione https, ma dentro ci si incapsula l'ssh.

posso quindi affermare con tranquillità che nemmeno volendo avrebbero un sistema non solo per capire cosa sta passando ma tantomeno di bloccare preventivamente la connessione (a meno di segare l'https, piuttosto improbabile)

2) come al solito c'è una grande aggressività nei confronti dei cattivi pirati ma i pesi cambiano completamente quando si parla del regime mafioso in cui operano le major. a me sta bene che mi stacchiate internet se violo i diritti di copyright a patto che le società che detengono i diritti siano soggette allo stesso trattamento nel caso in cui vengano sospettate di fare cartello, non essere a norma con l'antitrust, e così via.

stesso discorso vale per la SIAE, la quale in regola con le normative comunitarie non ha proprio nulla. il far west o lo si regolamenta da lì o altrimenti non lo si regolamenta proprio, il modello che viene imposto è fatto apposta per essere mandato a quel paese.

iniziate a farmi la musica in abbonamento come in america che per 10$ al mese posso scaricare tutto ciò che voglio E POI SONO D'ACCORDO, SE NON PAGO QUEI 10$ MI FATE LA MULTA E MI STA ANCHE BENE.

ma qui in Italia... beh, chi scarica illegalmente non fa nient'altro che rubare ai ladri, la differenza è che i ladri hanno portato dalla loro la legge: per questo ho usato il termine "mafia".

sarò duro ma è così.

Fabio Ranghiero ha detto...

Una legge idiota e offensiva.

ErreBì ha detto...

É tutto così tremendamente triste.
A confronto, sono meglio le interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche. Almeno quelle, fanno ridere!

Le major non s'accorgono dei tempi che cambiano; vogliono proteggersi all'interno delle colossali mura che hanno eretto dai tempi del grammofono ma che sono diventate improvvisamente strette.
Così facendo rendono solo più lunga la loro agonia.

Personalmente, da un po' che scarico legalmente ed ascolto solo musica con licenza CC. Si trovano contenuti diversi e non appiattiti da dietro quelle scrivanie che si chiamano WMG o Sony.

E lo faccio non per la paura di una denuncia ma semplicemente perché detesto il loro approccio nei confronti degli utenti, persino quelli onesti (drm etc..).
Che si tengano la loro sbobba.

Sulla legge francese, davvero non ho parole.

Rado il Figo ha detto...

Proprio un bel discorso, Claudio: sembri quelli che pizzicavo a rubare nel negozio di mia madre che dicevano le stesse cose: "Tua mamma commerciante, quindi ladra: io rubo ad altra ladra, quindi non commetto reato. Se lo dici sei un mafioso.".

E poi non diciamo le solite menate: "se costasse di meno non ci sarebbe pirateria" quando sappiamo benissimo che c'è gente che sbuffa anche per il primo dvd in omaggio coi vari quotidiani perché... deve comprare anche il giornale.

SirEdward ha detto...

Sì, è una legge ingiusta...

Per due anni consecutivi sono stato in Francia in vacanza, ed entrambe le volte ero con persone (due diverse) che sfruttavano comodamente le connessioni wireless non protette per scaricare la posta. In un caso la persona avrebbe potuto, volendolo, anche violare delle linee protette (nel caso specifico alcuni sistemi più datati).

Il tutto passeggiando per strada o standosene seduti in automobile.

E se avessero scaricato materiale protetto da diritto d'autore?

Naturalmente so che sono tutte cose già note, ma possibile che un legislatore non ci arrivi per conto proprio, se ci riesco persino io?

Rado il Figo ha detto...

SirEdward, io ho sempre più il sospetto che i legislatori non sentano i tecnici prima di legiferare, o se li consultano non li capiscono.

Vedi legge di riforma societaria italiana, dove dopo tre anni di travaglio salta fuori un articolo in cui... le maggioranze assembleari in seconda convocazione sono più alte di quelle in prima convocazione.

La cosa che è balzata agli occhi pure al sottoscritto solo ad una prima lettura, e che non dubito che i tecnici consultati non l'avessero notato, ma evidentemente... il legislatore è più esperto degli esperti.

LazK ha detto...

Concordo con quanto ha detto Barbi, una legge simile sarebbe un vero spasso per la Corte Costituzionale (e per noi, che ne leggeremmo le sentenze).

In ogni caso, non mi rassicura (ma nemmeno mi sorprende) vedere arrivare dall'Italia anche pareri favorevoli a questa legge "ghigliottina".
Ancora una volta confermiamo di vivere in un paese dove l'apertura mentale è una dote in mano a pochi eletti.

Fabio ha detto...

Leggo ovunque critiche a questa legge, costruite su motivi pretestuosi. Qualche osservazione è anche giusta, ma potrebbe essere migliorativa della legge... non costituisce affatto un motivo per buttare tutto a mare.
Il problema è che si parla con doppio fine, e lo sappiamo bene tutti.
Lo stessi dicasi per la paraculaggine con cui ci si vuole mettere a fare i conti in tasca agli autori dicendo che non hanno motivo di lamentarsi, anzi di far valere la legge (perché guardate che tutto quello che ora si difende è comunque un illecito, non ci sono analisi di mercato che lo giustifichino).

Insomma, quando vedo che i comuni cittadini si comportano così capisco che la classe politica ne è degna rappresentante.

Fabio ha detto...

Ad esempio quando leggo queste cose.

"il futuro di internet è chiaramente destinato a contenuti completamente free...se le case major al posto di sprecare tempo a cercare di arginare il p2p, lo usassero per trovare soluzioni in modo da erogare loro stesse i contenuti gratuitamente con altre forme di introito farebbero un favore a loro stesse..."Mantra inutili. Parole che alimentano la speranza che nessuno s'adopri per fare rispettare la legge.
Non c'è niente di inapplicabile, non c'è nulla di impossibile da arginare. C'è solo la faccia tosta di chi spera che lo sia e che pretende di dettare il modello di business (tutto gratis) agli autori.

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

Leggo ovunque critiche a questa legge, costruite su motivi pretestuosi. Qualche osservazione è anche giusta, ma potrebbe essere migliorativa della legge... non costituisce affatto un motivo per buttare tutto a mare. -

Presumo che tu non abbia seguito l'iter della legge. Le associazioni di consumatori e gli stessi provider Internet hanno cercato di opporsi e di costruire una legge migliore, ma con una serie di trucchetti davvero patetici sono stati elusi e posti di fronte al fatto compiuto.



Il problema è che si parla con doppio fine, e lo sappiamo bene tutti.Parla per te. Io, da quando esiste il file sharing, ho aumentato i miei acquisti legali. Perché? Perché adesso compro dopo aver provato. Prima, a scatola chiusa, non rischiavo. Adesso se ho visto qualche puntata di Galactica tramite P2P, vado a comperare il cofanetto dell'intera stagione.

Sei veramente disposto a farti intercettare e filtrare tutto quello che passa dalla tua connessione Internet, la tua posta, le tue foto, le tue chat, i siti che consulti?

Sei veramente disposto a rinunciare ai principi fondamentali del diritto come l'innocenza fino a prova contraria o il giusto processo o il diritto di sapere di cosa, con precisione, si è accusati?


tutto quello che ora si difende è comunque un illecito, non ci sono analisi di mercato che lo giustifichino -

L'altro articolo sul rapporto di PRS for Music che ho pubblicato oggi è un'analisi di mercato che documenta il rapporto fra file sharing e dischi più venduti. Leggilo, è illuminante.

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

C'è solo la faccia tosta di chi spera che lo sia e che pretende di dettare il modello di business (tutto gratis) agli autori.Io sono un autore. A differenza di altri, ho accettato il fatto che il mondo è cambiato e che il materiale digitale circola senza alcuna possibilità concreta di controllarlo.

Per cui ho adattato il mio modello commerciale alla realtà tecnica, invece di pretendere che il mondo si adatti al mio modello commerciale.

E parliamoci chiaro: se sei nel mondo della musica o del cinema o dell'editoria, sai benissimo che chi guadagna di più dai diritti è l'editore, non l'autore.

Parlare di difesa degli autori è fasullo. Mi spieghi perché il diritto d'autore dura 70 anni dopo la morte dell'autore? Quanti autori conosci che hanno scritto libro o composto canzoni dopo che sono morti?

Stefano ha detto...

Io intanto mi ascolto l'ultimo album dei ColdPlay ... Ho appena ricevuto l'invito per scaricarlo gratuitamente dal loro sito. Alla faccia delle major e della SIAE.

Baron Beer ha detto...

Parlare di difesa degli autori è fasullo. Mi spieghi perché il diritto d'autore dura 70 anni dopo la morte dell'autore? Quanti autori conosci che hanno scritto libro o composto canzoni dopo che sono morti?Ludlum!

Peacekeeper ha detto...

Ancora una volta l'equazione p2p=criminali?

Sino a che ci saranno due opposti schieramenti che si tirano madonne dietro le loro barricate si subiranno, sempre, queste interpretazioni alla membro di segugio.

Io ho scaricato tramite i vari circuiti p2p gli episodi pilota di varie serie che non sono mai riuscito a vedere in Italia ( e grazie ad alcune di queste serie ho fatto l'abbonamento ad una piattaforma del digitale terrestre!), gli episodi che ho registrato dal satellite ( e che avrei potuto riversare ed inserire in DivX), i film che ho acquistato e che sono ancora nella loro confezione originale e sigillata e le versioni MP3 dei CD Audio che ho regolarmente acquistato ( in edicola) perchè li voglio mettere nel player MP3. Sono un cultore dello ShareWare ( try before you buy) e spesso 10 minuti di un film mi danno l'idea se acquistare il DVD ( in edicola, negli sfusi del supermarket) e un paio di puntate di telefilm mi fanno valutare se prenderlo o meno o se pagare un paio di mesi di abbonamento alla payperview o vederlo in ppv o aspettare un paio di mesetti che tanto da qualche parte passa (ho Sky, Mediaset ed Alice gli ultimi due all'interno della stessa scatola).

Sono un ladro o sto solo sfruttando quello che la tecnologia mi mette a disposizione?
Forse mi devo aspettare che mi stacchino il televisore perchè videoregistro un film dal satellite ( per la cronaca ci pago le tasse "sulla pirateria" dal DVD all'apparecchio di registrazione/riproduzione ).

Io sono tra quelli che pagherebbe una cifra decente ( 10 € al mese ) per poter scaricare telefilm e film ( ad intenderci, techerai ha una vasta libreria, la BBC idem ... se li posso scaricare da li perchè non posso farlo via torrent?) ovviamente non in prima visione.

... ma se continuiamo a dare del ladro chi si è fossilizzato sulle opposte barricate, allora tanti saluti!

Fabio ha detto...

@Paolo Attivissimo

Presumo che tu non abbia seguito l'iter della legge. Le associazioni di consumatori e gli stessi provider Internet hanno cercato di opporsi e di costruire una legge migliore, ma con una serie di trucchetti davvero patetici sono stati elusi e posti di fronte al fatto compiuto.No, non ho seguito l'iter della legge al parlamento francese: infatti mi riferisco esplicitamente a chi in giro per il web coglie dei pretesti per dire che bisogna cassare tutto e che una qualsiasi regolamentazione è fallimentare in partenza.
Poi delle riserve le posso avere pure io.


Parla per te. Io, da quando esiste il file sharing, ho aumentato i miei acquisti legali. Perché? Perché adesso compro dopo aver provato. Prima, a scatola chiusa, non rischiavo. Adesso se ho visto qualche puntata di Galactica tramite P2P, vado a comperare il cofanetto dell'intera stagione.Siccome non vivi sulla Luna saprai bene che esiste anche chi vuole semplicemente avere tutto gratis.


Sei veramente disposto a farti intercettare e filtrare tutto quello che passa dalla tua connessione Internet, la tua posta, le tue foto, le tue chat, i siti che consulti?

Sei veramente disposto a rinunciare ai principi fondamentali del diritto come l'innocenza fino a prova contraria o il giusto processo o il diritto di sapere di cosa, con precisione, si è accusati?
I dati che io scambio passano già attraverso il mio provider. C'è un rapporto fiduciario ed io suppongo che nessun umano vada a curiorsare.
Ma i dati sono già in loro possesso e subiscono diversi tipi di elaborazione. Si può benissimo approntare un meccanismo automatico che vada alla ricerca di "positivi" nel riconoscimento di materiale coperto da copyright (come un'euristica antivirus. Con la collaborazione delle case discografiche e cinematografiche Google sta approntando sistemi di questo tipo). Alla fine l'impatto sulla riservatezza dei miei dati, nel caso io non incorra in comportamenti illegali, è risibile. Nel caso.

Riguardo alla presunzione d'innocenza non c'è problema: Diamo il diritto all'accusato di potere sospendere il provvedimento e difendersi. A quel punto il magistrato autorizza un bel recupero del traffico incriminato e si fa un controllo accurato operato da esseri umani.
In caso d'innocenza tante scuse ed indennizzo.


A differenza di altri, ho accettato il fatto che il mondo è cambiato e che il materiale digitale circola senza alcuna possibilità concreta di controllarlo.

Per cui ho adattato il mio modello commerciale alla realtà tecnica, invece di pretendere che il mondo si adatti al mio modello commerciale.
Non tutti gli autori e le arti sono uguali dal punto di vista della sostenibilità economica.
C'è chi non si può permettere questa tua elasticità e finché la legge lo tutela egli ha diritto a farsi valere.

Lo stesso dicasi per il diritto d'autore a 70 anni dalla morte. Lo riteniamo ingiusto, inattuale, sproporzionato? Discutiamolo. Il parlamento c'è apposta per questo.
Ma chi ha diritto ha diritto, e finché la legge è questa se chiede tutela va ascoltato.

mattia ha detto...

E poi non diciamo le solite menate: "se costasse di meno non ci sarebbe pirateria" Non è vero, c'è un limite.
Qualche tempo fa ho comprato un DVD ("Funeral Party") in Rep. Ceca, al costo di 2 Euro. Certo, non aveva la custodia di lusso, ma solo la custodia di cartone...
ma per due euro non divento matto a lasciare il PC connesso tutta notte.

E per inciso: mi sai dire dove posso comprare un DVD dell'albero degli zoccoli? Sembra che nelle videoteche non sanno nemmeno cosa sia... e non sia mai fare i cattivoni e scaricarlo da internet!

Rado il Figo ha detto...

Mattia, e cosa diamine c'entra quello che scrivi colla frase che mi hai citato?

Vuoi un esempio cartaceo? Vai in Spagna e comprati la Guia della Liga, circa 800 pagine tutto colori di autentico delirio statistico/calcistico sul calcio spagnolo ed internazionale, al costo di Euro 6 (sei!). Se trovassi una roba del genere in Italia a 12,90 griderei al miracolo.

Ma tutto questo non c'entra un tubo con quello che mi hai citato.

allison ha detto...

A me sembra un serpente che si morde la coda. Esistono gli artisti ed esistono gli editori, che sono coloro che producono gli artisti. Di conseguenza un artista senza editore ha immancabilmente molte meno possibilità di diventare famoso. Il rovescio della medaglia è che affidandosi ad un editore si accetta incondizionatamente che parte dei propri introiti vadano a lui. In ogni caso ambedue hanno bisogno di persone che comprino il prodotto,un disco,un libro,un film,che vadano ai concerti,al cinema,che comprino t-shirt o tazze o poster e via dicendo. A parte anni addietro,nella quale molti presunti furbi scaricavano mp3 per poi rivendere presunti cd originali,magari per strada su dei pittoreschi teli etnici,credo che oggi la maggior parte del traffico generato dall'acquisizione di file multimediali sia volto all' unico scopo dell' utilizzo personale,o della cessione senza alcuna pretesa di guadagno,eccezion fatta,eventualmente,per il supporto informatico. Lo dico senza saper ne leggere ne scrivere,non saprei nemmeno dove trovare conferma a questa mia supposizione.Mi baso sul buon senso.Per assurdo si potrebbe pensare che se io fischiettassi una canzone,o la cantassi senza essere iscritto alla SIAE,sarei passibile di denuncia.Il punto è sta nello stabilire qual'è lo scopo della diffusione di opere protette senza il permesso di chi detiene le royalties.Cito da Wikipedia: "Con il termine royalty si indica il pagamento di un compenso al titolare di un brevetto o una proprietà intellettuale, con lo scopo di poter sfruttare quel bene per fini commerciali."
Io personalmente posso anche scaricare gigabytes di watt di litri di mp3,ma da lì a sostenere o stabilire che lo faccio a fini commerciali scusate, ne passa di acqua sotto i ponti.è vero,prevenire è meglio che curare.Ma allora per prevenire la pedofilia informatica si potrebbe requisire tutte le macchine fotografiche e le videocamere del mondo,in questo modo più nessuno farebbe ne foto ne video di questa categoria. Tutto questo mi sembra il grido disperato di un mercato che ha fatto il suo tempo. Ieri i grandi artisti si potevano definire tali,sicuramente grazie anche a colossali sforzi a livello di editoria. Oggi è sufficiente andare ad amici di maria de filippi e si diventa famosi.o al grande fratello.Si sono moltiplicati i potenziali artisti ma la fetta di coloro che potenzialmente potrebbero pagare per deliziarsi di essi è rimasta tale e quale.Sicuramente non è colpa ne mia,ne vostra,ne degli artisti.Che la crociata contro la pirateria sia partita dagli editori mi pare normale.Ma che se la prendano con chi comunque acquista i loro servizi,che siano oggetti di merchandising,servizi o altro è eccessivo.A ragion di logica dovrebbero prendersela con chi ha inventato il formato mp3,con chi ha inventato i masterizzatori da 30 euro,con chi ha inventato gli scanner e così via.Ma allora dovremmo citare in giudizio tutta la scienza,tutti i progressi tecnologici,tutto quello che ha portato l' umanità ad essere tale. Mi rimane una domanda soltanto: ma se i primitivi uomini che affrescavano le caverne si fossero scannati tra loro perchè qualcuno copiò un disegno,l'evoluzione sarebbe stata uguale?
Angelo

Fabio ha detto...

Ah, esempio di autori che non si possono permettere "elasticità": 100 persone che per 4-5 anni lavorano ad un videogame ad alto budget. Se non comprate le copie originali del gioco la produzione come fa a sostenersi?
Non possono mica fare i tour. Non possono andare ospiti in televisione. Le demo già le rilasciano, quindi la scusa della prova non c'è... e nonostante tutto una percentuale spaventosa dei giochi PC è piratata (nonostante costino il 30% in meno di quelli per console e nel mercato dell'usato girino a 10 euro).

Un gioco per PC oggi si può considerare di grande fortuna se supera il milione di copie. World of Warcraft, che ti costringe a non piratare invece, ha milioni di utenti...

Lisse ha detto...

quello che mi fa veramente ribrezzo in questa legge è come riesca disinvoltamente a violare una serie di principi costituzionali e generali di un qualunque ordinamento giuridico di stampo "occidentale": la presunzione di innocenza, la personalità della responsabilità per gli illeciti commessi(ovvero, non posso essere punito se non per qualcosa che ho fatto io personalmente), la violazione della privacy, della segretezza della corrispondenza in qualunque sua forma, nonchè il principio di proporzione tra violazione e pena (il principio di questa legge è lo stesso, per assurdo, della legge del taglione: se ti becco a rubare ti spezzo le dita!).
Brrr.

Rado il Figo ha detto...

Fabio, hai toccato un esempio che viene in mente anche a me. Ma per il manifesto "noi non siamo pirati", gli autori del videogioco del tuo esempio, invece, sarebbero contentissimi di farsi duplicare illegalmente le copie, perché così hanno più possibilità di far vedere in giro quanto sono bravi.

Allison: domanda a margine. La definizione di royalty è nella uicchipedia italiana?

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

mi riferisco esplicitamente a chi in giro per il web coglie dei pretesti per dire che bisogna cassare tutto e che una qualsiasi regolamentazione è fallimentare in partenza.Se i pretesti sono strumentali, sono d'accordo con te. Ma se l'obiezione è tecnica, nel senso che una sorveglianza capillare è impossibile o molto più costosa del danno prodotto dal reato che vuole bloccare, allora è giusto cassare questi progetti in quanto inutili.

E' questo il problema: la legge Hadopi è inutile. Come lo sono state tutte le iniziative precedenti. Stiamo assistendo a un Proibizionismo, con le stesse altisonanti parole moralizzatrici, applicato al diritto d'autore.

Siccome non vivi sulla Luna saprai bene che esiste anche chi vuole semplicemente avere tutto gratis.Certo, e so che c'è gente che va nei negozi e ruba i DVD. Ma questo non autorizza il negoziante a farmi una perquisizione rettale o a leggersi tutta la mia mail.



I dati che io scambio passano già attraverso il mio provider. C'è un rapporto fiduciario ed io suppongo che nessun umano vada a curiorsare. -

Supponi male, purtroppo. Lo so per via del lavoro che faccio e non posso dire altro.


Si può benissimo approntare un meccanismo automatico che vada alla ricerca di "positivi" nel riconoscimento di materiale coperto da copyright (come un'euristica antivirus -

Ci sono centinaia di migliaia di canzoni e di film e miliardi di fotografie e di libri. Quanto dovrebbe essere grande il meccanismo per riconoscerli tutti?

E questo comunque non risolverebbe il problema dei casi in cui si è autorizzati a scaricare/condividere materiale protetto. Il sistema non lo saprebbe: non sa che come giornalista ho diritto di cronaca, o come insegnante ho diritto di critica, per esempio.

l'impatto sulla riservatezza dei miei dati, nel caso io non incorra in comportamenti illegali, è risibile -

Come fai a essere sicuro di non incorrervi?



Riguardo alla presunzione d'innocenza non c'è problema: Diamo il diritto all'accusato di potere sospendere il provvedimento e difendersi. -

Appunto. Questo diritto adesso non c'è fino al terzo grado, quando è troppo tardi. Ti pare giusto?


A quel punto il magistrato autorizza un bel recupero del traffico incriminato e si fa un controllo accurato operato da esseri umani. La legge attuale non prevede alcun recupero di traffico. Ti pare giusto?


Non tutti gli autori e le arti sono uguali dal punto di vista della sostenibilità economica.
C'è chi non si può permettere questa tua elasticità e finché la legge lo tutela egli ha diritto a farsi valere.
-

Indubbiamente. Ma la legge non è immutabile e può essere cambiata per consentire nuove forme di diritto d'autore e nuove opportunità agli autori. Adattarsi o perire. Altrimenti è come se i maniscalchi chiedessero di vietare le automobili perché nessuno più vorrà ferrare cavalli.


Lo stesso dicasi per il diritto d'autore a 70 anni dalla morte. Lo riteniamo ingiusto, inattuale, sproporzionato? Discutiamolo. Il parlamento c'è apposta per questo. -

Ben detto. Sai quante volte è stato chiesto di parlarne? E sai quante volte se ne è parlato? Appunto.


Ma chi ha diritto ha diritto, e finché la legge è questa se chiede tutela va ascoltato. -

Ben detto. La legge dice che io ho il diritto alla riservatezza delle comunicazioni e a non essere spiato senza fondato motivo, sancito da un giudice. Chiedo che questo diritto venga rispettato.

E' curioso che il governo francese sia tutto infervorato dall'idea di difendere i diritti degli autori, ma non quelli dei suoi cittadini.

Aggiungo, a costo di incappare nella reductio ad hitlerum, che una legge non è giusta soltanto perché è legge. Altrimenti anche le leggi razziali sarebbero state da difendere.

Andrea Sacchini ha detto...

Curioso che la legge Hadopi sia entrata in vigore pochi giorni dopo che il parlamento europeo ha dichiarato che l'accesso a internet è riconosciuto come diritto fondamentale del cittadino europeo.

allison ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
allison ha detto...

@rado

sì,la voce Royalty l'ho presa sulla wikipedia italica.

Royalty

Fabio ha detto...

@Paolo Attivissimo

Vedendo le tue risposte alle mie osservazioni (anzi, scusa se mi sono animato un po'...) a me sembra che quando si scende nel concreto un po' tutti siamo d'accordo su vari punti di buon senso.
Il problema è la spinta: l'argomento non deve essere trattato solamente quando c'è da opporsi ad una legge che magari giunge in modo un po' maldestro ad arginare il fenomeno (perché ricordiamoci che è arginare ciò che si cerca; non serve azzerare). Le buone idee o la conoscenza bisognerebbe metterle in campo in modo costruttivo, riconoscendo che anche si lamenta ha le sue ragioni. E per avere delle spinte più concordi è fondamentale sgombrare il campo da cose come l'etica pirata o le criminalizzazioni degli autori o delle case discografiche.

Ti ho portato l'esempio dei videogiochi che sono un campo in cui la pirateria è letale (e che su console viene arginata da un semplice impedimento di ordine pratico, a dimostrazione di quanto basti poco delle volte). Potrei citare altri campi in cui vengono prodotte delle opere in perdita dalle stesse case di produzione che vengono accusate di essere parassite dell'industria artistica.

Ti devo una risposta puntuale riguardo ai sistemi di riconoscimento a cui avevo accennato: è ovvio che dovrebbero muoversi gli autori in maniera volontaria, fornendo di propria iniziativa le proprie opere a chi deve approntare il sistema e collaborando per la produzione di contenuti futuri (con tecniche di watermarking o cose del genere).
Del resto tu usi tineye.com senza stupirti del fatto che funzioni e funzioni egregiamente.

Riguardo al trattamento speciale per giornalisti o altri professionisti del settore mi sembra che la soluzione sia a portata di mano: quando sottoscrivi il tuo contratto con il provider (che già sa chi sei) chiedi di ottenere una particolare licenza prevista dalla legge.

Il concetto fondamentale che io ho in mente è che una legge simile può garantire tutti i cittadini ammorbidendosi, allargando le maglie dove necessario. La funzione di arginare la manterrà sempre.
Comunque sarebbe interessante sapere da Luca da Osaka come si sono organizzati in Giappone. Perché non ne ha parlato nessuno del modello giapponese?

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

Ah, esempio di autori che non si possono permettere "elasticità": 100 persone che per 4-5 anni lavorano ad un videogame ad alto budget. Se non comprate le copie originali del gioco la produzione come fa a sostenersi? -

Si chiama rischio imprenditoriale. In questo rischio si include la pirateria e anche il fatto che la gente potrebbe non comperare il gioco semplicemente perché non piace.

Un buon imprenditore sa che un sistema anticopia troppo drastico causerà disagi ai clienti onesti e quindi un calo di vendite. Sa anche che non mettere un sistema anticopia permetterà un maggior numero di scrocconi ma faciliterà la circolazione del gioco e quindi permetterà a più gente di giocarvi e, se si diverte, pagare.

L'idea rivoluzionaria è pagare perchè si vuole, non perché si deve.

Nella produzione di beni materiali c'è un costo unitario per ogni esemplare. Nella distribuzione di un videogame online no. Per cui una certa quantità di pirateria è tollerabile e anzi ha una funzione promozionale, e il modello "paghi se ti piace" può funzionare.

A parte questo, tu non trovi che sia un po' assurdo che 100 persone lavorino per 4-5 anni a un videogame? E' un videogioco, non uno sbarco sulla Luna.

Forse il videogame è una forma d'arte che ha raggiunto il limite del gigantismo e non è più economicamente sostenibile di suo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabio,

quando sottoscrivi il tuo contratto con il provider (che già sa chi sei) chiedi di ottenere una particolare licenza prevista dalla legge. -

A parte la burocratizzazione assurda, creeresti una casta di cittadini al di sopra della legge.

E non discrimineresti fra il giornalista che si scarica Wolverine per vederselo con la moglie e il giornalista che lo scarica per riportare con esattezza le battute infami che lo costellano.

Come vedi, non è banale creare un sistema che tuteli davvero tutti senza comportare oneri enormi e lasciare buchi giganteschi.

ivm ha detto...

Caro Rado il Figo,
come credi che facciano a sapere che hai scaricato qualcosa di protetto da copyright? Hanno anche loro computer inseriti nel circuito, altrimenti non potrebbero certo denunciare nessuno.
Ne vuoi una dimostrazione? Scarica un software gratuito che si chiama peer guardian e guarda quanti ip di major e aziende loro collegate ti vengono messi nel log file.
Conosci qualcuno che va a guardare e prelevare qualcosa nei cassetti della loro scrivania? Io no. Perchè loro si sentono in diritto di guardare e prelevare file dai pc altrui?

Non serve inventare nulla, basta inserire un filmato personale e chiamarlo come un film famoso (o canzone famosa) ed allora si presentano 2 possibilità: vieni denunciato per violazione del diritto d'autore o viene visionato il filmato e si scopre che non é passibile di denuncia, ma in questo caso li puoi denunciare tu per violazione del diritto d'autore esattamente come fanno loro.
Ovviamente, per essere alla pari, il filmato dovrebbe essere reso disponibile da un terzo.
La legge, come tu giustamente sottolinei, permette una denuncia sulla fiducia. Come fai a smettere di commettere un presunto reato (potresti benissimo essere ignaro) se ti vengono fornite solo data e ora? Sai benissimo che per scaricare, più o meno legalmente, non devi necessariamente essere attaccato al pc. Potrebbe averne preso possesso un hacker per esempio. Come posso cercare di evitare che il problema si ripeta con la semplice data ed ora?
Questa é una legge assurda evolevo evidenziare che, proprio a causa della sua assurdità, potrebbe essere usata contro chi l'ha imposta.

Per quanto riguarda l'euro era proprio ciò che sottolineavo, la mancanza di presa di coscienza della loro forza da parte degli utenti.
Avviene per il calcio (che non conosco, ma mi fido delle tue parole) ed avviene per Internet.

Fabio ha detto...

@Paolo Attivissimo

A parte la burocratizzazione assurda, creeresti una casta di cittadini al di sopra della legge.
.
Perché? Garantire un diritto che discende dall'esercizio di una particolare professione è creare una casta? Io dico di no. In caso contrario tu già ora dovresti sentirti al di sopra della legge.

Capisco piuttosto il rilievo sulla possibile inaccuratezza della cosa, che crea tanti buchi. Ma io non sono un tecnico e ho fiducia nel fatto che un team di gente capace possa trovare delle buone soluzioni.

Inoltre mi viene anche da osservare che io, detentore di copyright su una tale opera, potrei voler fornire sotto il mio controllo il materiale alla stampa (come succedeva prima). Non è che siccome uno è un giornalista allora deve essere per forza autorizzato ad usare il P2P: esistono i diritti garantiti, come quello di cronaca, ma la fruizione di tali diritti può comunque essere disciplinata.

Riguardo l'industria dei videogiochi

.
Un buon imprenditore sa che un sistema anticopia troppo drastico causerà disagi ai clienti onesti e quindi un calo di vendite. Sa anche che non mettere un sistema anticopia permetterà un maggior numero di scrocconi ma faciliterà la circolazione del gioco e quindi permetterà a più gente di giocarvi e, se si diverte, pagare.

L'idea rivoluzionaria è pagare perchè si vuole, non perché si deve.
.
Guarda, nel mercato console non c'è alcun sistema anticopia che disturbi chi compra originale. La protezione è hardware.
Questo argine - pur non invalicabile - fa sì che i giochi riescano a raggiungere vendite plurimilionarie (su PC è quasi impossibile, nonostante la piattaforma sia la più diffusa).
Chi produce giochi multipiattaforma ritarda appositamente l'uscita su PC per evitare che la pirateria danneggi le vendite sulle piattaforma meno piratabili (o non piratabili): evidentemente non crede nel potere di promozione della pirateria.

Se questo mercato si affidasse al consumatore così come tu dici probabilmente chiuderebbe i battenti, o ridurrebbe la grandezza e la qualità dei progetti di grande misura: ma dove lo trovi quello che "paga perché vuole"?
La desolazione del mercato PC è lì a dimostrare dove andremmo a finire.

Rado il Figo ha detto...

Ivm: adesso hai spiegato meglio il tuo esempio. All'inizio pareva che volessi dire "inventiamoci di sana pianta che le major hanno scaricato miei filmati dopo averli messi disponibili", ora hai precisato che intendevi dire "chiamo a bella posta i miei filmati come film famosi ed attendo che le major abbocchino".

"Per quanto riguarda l'euro era proprio ciò che sottolineavo, la mancanza di presa di coscienza della loro forza da parte degli utenti.": no, il mio concetto era un altro. Non era tanto il fatto che gli utenti non si rendano conto della forza del loro numero, quanto che quando si tratta di mettere mano al portafoglio, anche per cifre esigue per il singolo, c'è il fuggi fuggi generale. L'esempio che riportavo ne era la lampante dimostrazione: anni fa la squadra locale di serie B era, come si suol dire, sul mercato. Gli unici acquirenti noti erano "forestieri" (non della città) ed il tifo cosiddetto organizzato tuonò la sua rabbia non volendo che la proprietà fosse in mano a gente che non fosse della città. Ordine di idee su cui si trovavano d'accordo opinionisti e appassionati non ultras. Ma le offerte non arrivavano, finché non arrivò il "genio" di turno che scrisse una lettera aperta ai vari giornali: se non si trova un acquirente gradito, che la squadra sia comprata direttamente dai tifosi. Fatti due conti, e a voler stare prudenti sulle cifre dei "contributori" l'esborso pro capite era dell'ordine del dover rinunciare a vedere una gara.
Aperta la sottoscrizione, manco a dirlo, non si vide una lira.

ivm ha detto...

Caro Fabio,
leggendo i tuoi post ho notato che insisti sempre su misure da adottare da parte di altri: tecnici, provider, magistrati etc.
Mai di misure da prendere da parte delle aziende che detengono i copyright.
Non credi sarebbe più semplice, anzichè mobilitare migliaia di persone costringendole a sprecare inutilmente il loro tempo, se le aziende cercassero di restare nel presente e non di campare sempre di passato?
Che facciamo, aboliamo la radio (e tv) perchè i quotidiani vendono meno?
Aboliamo le automobili perchè si vendono meno biciclette?
Gli esempi sarebbero infiniti ma mi fermo qua.
Il vero problema é il copyright che non é più adeguato ai tempi.
Sai cosa hanno fatto alcuni (non tutti) giornalisti della carta stampata? Anzichè ululare alla luna chiedendo leggi che proibissero le trasmissioni via etere, sono andati a fare lo stesso lavoro su di un media diverso.
Perchè le major non possono cercare soluzioni adeguate ai tempi? Perchè debbono essere autorizzate ad obbligare gli altri a tornare indietro?
Non si può migliorare una legge che si fonda su un privilegio. É il privilegio in sè che é errato, non la sua regolamentazione. O pensi davvero che sia diritto delle aziende campare di rendita sul lavoro di un'altro fino a 70 anni dopo la sua morte?

SirEdward ha detto...

Guarda, nel mercato console non c'è alcun sistema anticopia che disturbi chi compra originale. La protezione è hardware.
Questo argine - pur non invalicabile - fa sì che i giochi riescano a raggiungere vendite plurimilionarie (su PC è quasi impossibile, nonostante la piattaforma sia la più diffusa).
Penso che attribuire la scarsa vendita di prodotti per PC solo alla pirateria non sia corretto.

I VG su PC stentano per una serie di motivi, primo fra tutti perché hanno spesso problemi di compatibilità hardware o di preestazioni. Chi gioca su PC deve conoscere il suo computer meglio di chi gioca su console.

Chi non vuole stare dietro a questi problemi, appunto, semplicemente compra una console, dove tutto è più semplice: compri, inserisci, giochi.

Insieme a questo dato c'è quello del target. Dal momento che la console attira un pubblico meno esperto, e/o un pubblico che non sarebbe disposto a faticare troppo (il che è anche comprensibile), è chiaro che il bacino di utenza si allarga a dismisura, spaziando dal bambino alla persona normale che torna a casa dal lavoro, a cui del computer in fondo non frega nulla, ma che si diverte lo stesso a giocare con gli amici la sera.

Poi c'è la questione diffusione. Chi compra una console la compra per giocare, chi compra un PC può farlo anche per altri motivi. Moltissimi hanno entrambe le soluzioni, cosa che allontana ancora di più i giocatori dal PC a favore delle console.

Ancora, il PC costa di più. Un PC che faccia funzionare un gioco tanto bene quanto una console costa di più, e diventa obsoleto prima. Questo una volta era compensato dal fatto che il PC aveva giochi con grafica superiore: ora che i giochi vengono sviluppati per console prima che per PC, il livello grafico è molto molto simile, e quindi anche questo pregio del PC è perso.

E infine, una considerazione personale: molti dei videogiochi che ho provato ultimamente sono estremamente facili, oppure estremamente complicati e bisognosi di molto tempo dedicato. La via di mezzo è molto meno comune rispetto anche solo a pochi anni fa.

Quelli troppo semplici sono per persone che, per un motivo o per l'altro, non vogliono starci troppo dietro (e li capisco pure) e quindi, visto il target dell'oggetto, soprattutto acquirenti di console, mentre i secondi sono dedicati principalmente a hard-core gamer, che possono avere qualunque piattaforma, ma che decisamente non saranno mai un numero spropositato di persone.

Potrei fare anche un pensiero sulla qualità di questa "arte", troppo spesso decisamente scarsa (per questo metto le virgolette), soprattutto in produzioni molto grandi, ma sarebbe davvero pura opinione.

La pirateria, che pure ha un suo ruolo, è decisamente un problema secondario.

E poi, per la pirateria su PC basterebbe ridurre il prezzo del prodotto mantenendo la qualità. Mi pare che FX Interactive stia facendo affari d'oro con i suoi giochi a prezzo budget, anche con titoli di grande richiamo e successo. E uno dei motivi del successo di prodotti come WoW è proprio che la prima connessione, limitata nel tempo, spesso si trova a prezzi risibili o gratis.

Ultimamente gioco poco, e quasi tutto originale, e posso dire con certezza che un gioco a 20 euro non lo scaricherei mai piratato, uno a 60... probabilmente non lo scaricherei lo stesso, ma di sicuro non lo comprerei (a meno si titoli particolari). Se avessi ancora 16 anni, invece, probabilmente lo scaricherei pirata.

Se questo mercato si affidasse al consumatore così come tu dici probabilmente chiuderebbe i battenti, o ridurrebbe la grandezza e la qualità dei progetti di grande misura:La grandezza sicuramente, la qualità non penso. Quella non dipende dai soldi, ma da come si lavora. E onestamente io mi divertivo anche con giochetti fatti di pochi sprite e di quattro animazioni, quindi non vedo perché sia necessario avere per forza una rutilante esplosione di colori e immagini (lo so, erano altri tempi, non potrebbe mai essere uguale, ma ci si divertiva lo stesso, perché il divertimento non sta nella grandiosità tecnica).

ma dove lo trovi quello che "paga perché vuole"?Eccomi. Io preferisco l'originale al piratato, dovunque (ancora una volta, 15 anni fa no, ma 15 anni fa ero anche un ragazzino delle superiori, e non avrei mai potuto permettermi certe spese). Io ho comprato originali degli album musicali che avevo scaricato, e non copio mai i dvd dei film, perché preferisco la qualità dell'originale.

Ma soprattutto il mio più grande cruccio non è ottenere il materiale (tutti sono lì apposta per vendertelo), ma scoprire cosa valga la pena di essere acquistato ai furibondi prezzi proposti.

Nemmeno io sono perfetto, ma le cose si possono fare, mi pare. E' una questione di prezzo.

ivm ha detto...

Caro Rado,

Ivm: adesso hai spiegato meglio il tuo esempio. All'inizio pareva che volessi dire "inventiamoci di sana pianta che le major hanno scaricato miei filmati dopo averli messi disponibili", ora hai precisato che intendevi dire "chiamo a bella posta i miei filmati come film famosi ed attendo che le major abbocchino".Non é corretto neppure così. Prima scrivevo di fretta perchè avevo altre cose da fare ed ho sintetizzato troppo.
Provo a fare un esmepio per chiarire meglio.
Sono un artista emergente, voglio farmi conoscere e metto nel circuito p2p i miei lavori.
Ho alcuni fan che mi chiedono di vedermi in volto. Metto quindi anche le mie foto per loro.
Una major (o anche un utente normale) li scarica senza autorizzazione.
La domanda é: posso denunciarli per prelievo non autorizzato?
Secondo esempio.
Condivido un filmato delle mie vacanze e il file l'ho chiamato "viaggio in india". Una major lo scarica pensando fosse di loro proprietà. A questo punto é la major che ha violato il copyright o no?
Io, se fossi in uno di questi 2 casi, farei una denuncia.
Il vero problema é che non verrebbero condannate probabilmente. Ho già citato un caso realmente avvenuto in un post precedente.

elvis ha detto...

Quando ben parliamo, e citiamo leggi, forse incostituzionali come queste, i governi corrotti, pilotati da major, o major degli stessi parlamentari, questi le portano avanti, punto.Una, se non l'unica forza, che potrebbe contrastare non tanto le major appunto, ma i governi, qualunque sia il colore, secondo me sono gli ISP, ma in italia, dato il monopolista, non farebbe proprio nulla.Se poi speriamo nella sinergia di tutti gli utenti, campa cavallo, quanti saranno quelli che hanno veramente capito come sia una legge di regime?

elvis ha detto...

Quando ben parliamo, e citiamo leggi, forse incostituzionali come queste, i governi corrotti, pilotati da major, o major degli stessi parlamentari, questi le portano avanti, punto.Una, se non l'unica forza, che potrebbe contrastare non tanto le major appunto, ma i governi, qualunque sia il colore, secondo me sono gli ISP, ma in italia, dato il monopolista, non farebbe proprio nulla.Se poi speriamo nella sinergia di tutti gli utenti, campa cavallo, quanti saranno quelli che hanno veramente capito come sia una legge di regime?

Claudio ha detto...

Rado il Figo: Proprio un bel discorso, Claudio: sembri quelli che pizzicavo a rubare nel negozio di mia madre che dicevano le stesse cose: "Tua mamma commerciante, quindi ladra: io rubo ad altra ladra, quindi non commetto reato. Se lo dici sei un mafioso.".ho fatto una lunga premessa prima. nel caso in cui tua madre avesse venduto merce rubata e nel contempo avesse costretto con mezzi più o meno leciti i concorrenti di zona a chiudere baracca e burattini con tanto di benestare di forze dell'ordine e politici locali "amici", beh, allora il ragionamento che hai fatto si sarebbe retto in piedi.

in realtà tua madre farà parte della folta schiera di quei commercianti più o meno piccoli che hanno dedicato una vita intera o una parte consistente di essa al loro negozio con sacrifici e fatiche guadagnando meno, fatti i conti ovvero dividendo quanto si è portato a casa con quante ore si è lavorato, di tanti altri lavori.

mi voglio spiegare ancora meglio. io sono il primo a sostenere la legalità, però bisogna anche capire dove parte l'illegalità. partiamo da lontano. se mi tirano un pugno e reagisco con lo stesso metro, è ovvio che se ti fermi solamente al dopo sono io che sto tirando un pugno ad una persona, ovvero sto commettendo un reato. diverso è se ne vedi il contesto intero.

qui il discorso è più sottile. se i panifici di zona si mettono d'accordo per vendere il pane a 500 euro al kg commetterà sicuramente reato chi ruba la pagnotta ma molto prima hanno commesso reato coloro che hanno fatto cartello imponendo un prezzo artificialmente alto per il loro lucro.

io penso che nel 2009 dovremmo smetterla di criminalizzare oltremodo solo una delle due facce della medaglia. finchè culturalmente non saremo in grado di dire che chi ad es. fa cartello RUBA tanto quanto chi ruba la pagnotta non potremmo progredire più di tanto. anzi, chi fa cartello (mi fermo a questo esempio) fa molto peggio perchè il suo danno sociale va moltiplicato per tutti coloro vengono truffati.

in altre parole quello che sto cercando di dirti è che se io sono un artista sconosciuto, cago su una tela e la vendo per 12 milioni di euro, se c'è il pollo che se la prende va bene, ci può stare. se però sono un'azienda che produce stampe di bassa qualità di quell'opera, e si mette d'accordo con le altre aziende per venderle al posto che a 80 centesimi a 80 euro, allora sto RUBANDO AD OGNI ACQUIRENTE 79,20 EURO.

è ovvio che nessuno obbliga l'acquirente ad acquistare, ma non sta in piedi nemmeno il ragionamento per cui "finchè l'acquirente paga allora lo si faccia pagare". tu come ti sentiresti se scoprissi che il vaso che hai comprato spendendo centinaia di euro in realtà è un prodotto fatto in serie in milioni di esemplari che su internet si trovano a due euro cadauno? TRUFFATO, ti sentiresti TRUFFATO.

un po' come il discorso dei tassi di interesse sui debiti. sopra un certo tasso si chiama USURA ed è illegale. non siamo ancora arrivati a definire una regola analoga per i ricarichi ma ci si dovrà arrivare.

in ogni caso senza guardare al futuro io parlavo del presente. c'è una europa che sulla siae ci dice che proprio non esiste, ci sono delle norme antitrust e così via, tutte puntualmente disattese.

esempio. io compro dei dvd per eseguire backup dei miei dati o per i master di dvd video che produciamo (sui quali poi quando vanno in stampa ovviamente paghiamo la siae)... una parte dei soldi che mi costano i dvd VANNO ALLA SIAE PER L'EQUO COMPENSO. questo è un furto legalizzato. hai altri termini per chiamarlo? questo ovviamente non mi autorizza a rubare i dvd, però implicitamente sembra quasi mi autorizzi a riempire i dvd di materiale pirata dato che io i soldi per i diritti li ho già dati.

insomma, siamo davvero nel far west e io non mi sento di criminalizzare più di tanto chi spara; prima di tutto punto il dito su chi ha potere di stabilire le regole e le ha fatte veramente col culo, una volta sistemate queste non ti preoccupare che sarò il primo ad essere contrario alla pirateria. tra l'altro - altra nota - tieni conto che chi dovrebbe beneficiare degli incassi determinati dalle vendite (ovvero l'autore) è l'ultima ruota del carro e gli arrivano solo quattro spiccioli quando arrivano.

insomma, massimo rispetto per l'attività di tua madre, per l'attività degli artisti e per i consumatori onesti; nei confronti invece di chi di lavoro fa lobbying, fa pressioni, fa cartello per sparare cifre folli da una parte e riconoscere il minimo sindacale all'altra beh non posso che augurargli di affogare nella sua stessa merda.

Stemby ha detto...

Non ho letto tutto (troppo lungo) ma volevo fare un apprezzamento per gli interventi di Fabio, che condivido in pieno.

Il diritto d'autore è sacrosanto. La legge forse si potrebbe riformare, ma, come base, quella attuale non è comunque malaccio (70 anni dalla morte effettivamente è troppo).

Quello che è senz'altro da riformare è invece la mentalità della gente. Urgono misure drastiche, visto che altrimenti non si tira fuori niente.

La legge francese non l'ho letta, ma ho letto molti commenti, tutti circa concordi con quanto scritto da Paolo. Così com'è fa davvero paura, mi auguro che venga rivista al più presto. Sono comunque curioso di vedere quali saranno gli effetti.

Come detto da Fabio, non c'è etica pirata che tenga, e spero di non dover più leggere stupidate simili. Se un titolare di diritto si appoggia su una legge che si ritiene arcaica o ingiusta, va boicottato. Punto. È l'unico modo per obbligarlo a rilasciare il prodotto sotto una licenza più libera (Creative Commons o simili) che, badate bene, si appoggiano sulla medesima legge!

È proprio quello che alcuni hanno scritto, ma forse non si sono accorti di contraddirsi nei fatti: i maniscalchi sono quattro gatti perché ben pochi vanno in giro a cavallo. Allo stesso modo, se nessuno (o pochissimi) comperassero opere protette da "All rights reserved", queste giustamente tenderebbero ad estinguersi, senza commettere reati e rispettando il volere dell'autore, e senza cambiare la legge attuale! Ma se uno cerca un maniscalco per il suo cavallo, è giusto che lo paghi, come se uno vorrà rilasciare un'opera come "All rights reserved" è giusto che possa farlo (suicida? lasciatelo decidere all'autore).

Io, da utilizzatore di software libero e utente di contenuti liberi, non vedo l'ora di vedere un bel po' di pirati dietro le sbarre: finalmente ciò di cui faccio uso avrà una spinta enorme allo sviluppo.

La situazione attuale è invece ingiusta per tutti tranne che per i disonesti: gli autori non sono tutelati, i fruitori onesti pagano anche per i disonesti e i contenuti liberi scarseggiano.

6 ha detto...

Ho sentito che il governo francese obbligherà gli utenti ad installare un software che terrà traccia di tutto quello che si è scaricato.
Si capisce subito che razza di incompetenti sono: non riescono a spiare gli utenti e si aspettano che loro accettino volontariamente di lasciarsi spiare?

ErreBì ha detto...

@Nocoldin:
a questo punto sarebbe più semplice invitare tutti gli utenti a denunciarsi.

Con i proventi delle multe si potrebbero pagare le major, così né paypal né micropagamenti. Un disco degli U2 potrebbe costare che so...
un verbale! ;-)

Giuliano47 ha detto...

@ Nocoldin.
Mi ricorda il virus albanese.
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In questa momenta voi avere ricevuto "virus albanese".
Siccome noi nela Albania no ha esperienza di softuer e programmaziona, questo virus albanese funziona su principio di fiducia e cooperazione.
Allora, noi prega voi adesso cancela tutti i file di vostro ar disc e spedisce questo virus a tutti amici di vostra rubrica.
Grazia per fiducia e cooperazione.

Giuliano47 ha detto...

@Nocoldin
"Ho sentito che il governo francese obbligherà gli utenti ad installare un software che terrà traccia di tutto quello che si è scaricato".

Magari! Se fossi in Francia scaricherei in continuazione
"Carla Bruni xxx ass hot" :-)