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147 commenti

Sciopero dei blog il 14/7: perché non aderirò

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/07/14.

È meglio accendere una candela che maledire l'oscurità.
Anonimo

Per domani è stato indetto uno "sciopero dei blog" per protestare contro l'ennesima legge ridicola che secondo alcuni pareri autorevoli rischia di imbavagliare Internet in Italia. Iniziativa lodevole e interessante, ma non parteciperò. Per una ragione molto semplice: perché il silenzio e l'adunata in piazza sono la negazione della cultura della Rete.

La Rete non è mai riuscita a contrastare efficacemente gli attacchi alla libertà andando in piazza e strillando. Perché i politici di ogni schieramento che non capiscono nulla di Internet non fanno fatica a ignorare il baccano in piazza che dura un giorno. Si fa una bella giornata di fraterna lotta al sistema, si fa baldoria insieme, ci si trova con gli amici e ci si sente eroi per un giorno... e il giorno dopo ci si rende conto che non s'è concluso nulla, perché si è rimasti alla mercé degli stessi politici inetti di prima.

No, non è con gli scioperi che si sensibilizzeranno i politici che hanno in mano il pallino delle leggi. Non si può sensibilizzare chi è ottusamente insensibile e manco sa cosa sia ciò su cui vorreste sensibilizzarlo. Tanto varrebbe cercare di sensibilizzare un coccodrillo ai problemi dell'etica kantiana. Provateci pure: vi farà fuori comunque in un solo boccone. E il giorno dopo vi avrà dimenticato.

Non se la ricorda più nessuno la metafora della Rete come organismo vivente che reagisce alle minacce aggirandole ed evolvendosi, invece di tentare un fatuo attacco frontale? Siamo noi le cellule di quell'organismo. Gli internauti francesi si trovano il macigno della legge Hadopi, e cosa fanno, i sit-in? Lanciano baguette contro Sarkozy? No, inventano* il router Hadopi, che cracca le password degli access point che trova in giro e rende tutti "colpevoli", paralizzando per sovraccarico il sistema giudiziario. Astuto.

* Aggiornamento: è emerso che il "router Hadopi" è una mezza bufala, creata come provocazione. "Non esiste; o meglio, non esiste ancora", dice Routerhadopi.fr. Mi sono fidato di Le Monde e ho sbagliato. Ma l'idea di fondo è plausibile, secondo Punto Informatico, e il principio che volevo illustrare con quest'esempio rimane valido. Grazie ai lettori che mi hanno segnalato l'errore nei commenti.

Impariamo le tecniche di anonimizzazione e di occultamento. Impariamo la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro. Impariamo a difenderci dai soprusi e a far valere il nostro diritto di esprimerci civilmente, usando le tecniche che il nostro ottuso antagonista non ha speranza di capire. Portiamo la contesa su un terreno che ci è familiare, invece di camminare allegramente sul campo minato dell'avversario.

Il contrasto alla stupidità non si fa adottando le regole degli stupidi. Si fa diventando più intelligenti, più svelti, più preparati. Si fa sfruttando le debolezze dell'avversario. Ma bisogna volerlo fare. Sempre che non pensiate che quando un topolino e un gatto si siedono a discutere in casa del gatto, il topolino possa averla vinta per pura forza dialettica.
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Commenti
Commenti (147)
La rete è nostra, non può tacere per definizione.
Che dire? Quoto quanto scritto!
canditati pure tu, come ha fatto quel simpaticone di beppe
Ciao, condivido quello che dici, come si potrebbe non essere d'accordo? ci ho pensato molto oggi pomeriggio e ho deciso di partecipare a questo "silenzio" domani.
Perché penso, nel mio piccolo, come altro potrei fare capire ADESSO (che non so fare nemmeno una delle cose che ci consigli di imparare a fare) che questa legge non mi va?
Mah... sono un po' sconfortata. come finiremo?
come non condividere ciò che dice paolo? A me la cosa del silenzio sembra una pagliacciata proprio per quello che c'è scritto nel post. Ma non solo: anche per il fatto che con la giornata di silenzio si sta esattamente al gioco della legge.

Fra
Non fare nulla e starse ne con le mani in mano è la risposta? ah beh.
Poi con questo non voglio dire che io domani mi farò una cultura su tutti i temi elencati da Paolo o che scriverò 24 post sulla questione.
Informarsi e informare e passo dopo passo progredire. Senza urla o strepiti. Ma azioni concrete, nel proprio piccolo? si. ma agendo. non immobilizzandosi.

La rete non si può fermare. Può solo fermarsi da sola. E se si ferma da sola è perchè si ferma chi sta alla tastiera. Fino a che ci saranno tante persone appassionate che non la daranno vinta, onestamente, si troverà sempre e comunque il modo per aggirare qualsiasi problema e far capire che forse certe cose non sono state pensate proprio al meglio.
speriamo che il web possa rimanere libero.credo che nel web tutti abbiano il sacrosanto diritto di dire la propria.
Ho letto 3 volte questo post e ogni volta e' come fosse la prima. Bisognerebbe far leggere quanto scritto a tantissima gente.
Quoto assolutamente tutto quanto scritto e aggiungo 2 parole:
COMPLIMENTI PAOLO!
Caro Paolo questa volta non ti seguo (probabilmente è la prima volta e non per niente è anche il mio primo commento sul tuo blog).
La legge deve tutelare tutti: belli, brutti, intelligenti, stupidi, informatizzati e non informatizzati. Certo, le leggi, soprattutto quando sono (paelesemente) ingiuste, possono essere aggirate con espedienti, ma chi, per vari motivi, non è in grado di attuarli cosa fa? Non manifestare il proprio dissenso e ricorrere solo a degli escamotages significa abdicare di fatto al proprio ruolo di cittadini. Ciò vale soprattutto nel contesto in cui viviamo, in cui è (ancora) possibile dissentire pubblicamente senza rischiare la vita. Gli aggiramenti sistematici (e sacrosanti) delle leggi ingiuste lasciamoli pure all'Iran o alla Cina, dove nel breve termine non è possibile fare molto di più.
wow Paolo, mi ricorda qualcosa

"I am a hacker, and this is my manifesto. You may stop this individual,
but you can't stop us all... after all, we're all alike."

mi hai commosso :'-)
@onesto

questa legge è folle! esiste già una legge che tutela le persone contro la diffamazione e funziona perfettamente.. a che serve 'sta cosa che si sono inventati?

Chi l'ha ordinato questo? (cit.)
Beh. Sarò una voce fuori dal coro, ma l'obbligo di rettifica a me sembra una cosa giusta e sacrosanta. Non c'è scritto da nessuna parte che in Rete non valgono le leggi del "mondo reale" e sperare che sia così è pura utopia.

Le leggi esistono non per tutelare chi le fa, ma per tutelare ogni cittadino. O almeno questo dovrebbe essere il loro scopo.

Non so voi, ma se qualcuno su un blog pubblicasse affermazioni false e gravi sul mio conto, mi seccherebbe alquanto non avere modo di difendermi.

Con l'esposizione mediatica che sta iniziando ad avere la Rete, spesso da parte di gente che non ne capisce nulla o quasi, avere a disposizione un mezzo così potente e praticamente privo di controllo con cui poter distruggere la reputazione delle persone a me francamente fa una gran paura. Provate a pensare a quando sarebbe facile screditare un oppositore politico, o più semplicemente il nostro vicino di casa che ci sta antipatico, facendo circolare ad arte scritti o immagini false che lo fanno apparire, che so, come pedofilo, assassino o banalmente truffatore.. Questo mi preoccupa molto più del rischio di dover pubblicare una rettifica a qualcosa che ho scritto.
Onestobender,

Certo, le leggi, soprattutto quando sono (paelesemente) ingiuste, possono essere aggirate con espedienti, ma chi, per vari motivi, non è in grado di attuarli cosa fa?

Impara a farlo :-)


Non manifestare il proprio dissenso e ricorrere solo a degli escamotages significa abdicare di fatto al proprio ruolo di cittadini.

Dipende. Se nessuna delle parti politiche è all'altezza di capire cosa c'è che non va in quello che propone, se tutti i rappresentanti politici eleggibili sono incapaci di rendersi conto della fondamentale stupidità e inapplicabilità di certe norme, allora il problema non è che si abdichi al proprio ruolo di cittadini: il problema è che i politici hanno abdicato al proprio ruolo di servitori dei cittadini.

Chi vuole manifestare il proprio dissenso lo faccia, per carità: male non fa. Ma manifestare e basta non concluderà nulla. Manifestare e intanto insegnare mi sembra più produttivo.
Paolo, mi hai lasciato senza fiato. Complimenti per il più politico dei tuoi post da quando ti conosco. E grazie delle chiavi di ricerca :-P
Thedrakkar,

wow Paolo, mi ricorda qualcosa

Certo. Deve ricordare qualcosa, ed è buon segno che lo abbia fatto a te.
Quando ho letto dello sciopero pur capendone lo spirito decisi subito di non aderire con la "forma silenziosa" annunciata.
Penso che un blogger abbia il dovere di non stare zitto e, nel mio piccolo, ho deciso di pubblicare un post rivolto a che blogger NON è...e che probabilmente non capirà il senso dello sciopero.
A queste persone va spiegato cosa succede...non serve a nulla "brontolare tra blogger".
Parere personale ovviamnete :-)
Caro Paolo, ti devo una risposta per la stima che ho di te e del tuo blog.

In breve:

Primo, temo che tu abbia frainteso il concetto di "silenzio", visto che mai questa volta i blog hanno fatto rumore on line ma soprattutto off line, nel mondo di fuori, anche quello dei politici.

Secondo, temo molto che "le tecniche di anonimizzazione e di occultamento, la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro" siano un patrimonio di pochi (specie in una fase di ingresso di massa di tardivi digitali in Internet) e un'extrema ratio a cui spero fortemente non ci sia davero bisogno di ricorrere.

un caro saluto
Alessandro Gilioli
Mousse,

Non so voi, ma se qualcuno su un blog pubblicasse affermazioni false e gravi sul mio conto, mi seccherebbe alquanto non avere modo di difendermi.

La realtà è che non ce l'hai neanche adesso e non l'avrai neppure in futuro. Pensi seriamente di poterti permettere una pratica legale per ogni blog che ti dovesse insultare o diffamare?

Posso indicarti il mio caso personale. Sai quanti siti sciachimisti, complottisti undicisettembrini e compagnia cantante mi insultano e diffamano? Mettermi a far causa a ciascuno di loro mi manderebbe sul lastrico fra spese legali e tempo tolto al lavoro.

Il fatto, amarissimo, è che già adesso siamo lasciati indifesi dalla legge. E lo stesso vale anche per i giornali. Pensi che le varie persone sbattute in prima pagina per delitti di cui poi si sono rivelate innocenti abbiano avuto una stessa prima pagina di scuse e rettifiche? :-)


Markogts,

Complimenti per il più politico dei tuoi post da quando ti conosco.

Grazie, ma non volevo farne questione politica, bensì pratica. Questo è quello che secondo me conviene fare, a prescindere dal colore di chi sta al governo, finché il governante si dimostra inetto, ignorante e arrogante.
Anche io non sciopero. Sebbene per motivazioni diverse: http://www.butta.org/?p=259
@ Paolo

Giustissima la tua ultima affermazione! Io però sono un pò pessimista sulla possibilità che la gente imprari a fare certe cose, soprattutto in Italia.


@ theDRaKKaR

Forse non mi sono spiegato bene: anch'io non sentivo proprio il bisogno di questo nuovo decreto.
Hai ragione, Paolo, ma il punto è: tra centinaia di migliaia (e probabilmente milioni) di internauti che praticano almeno una delle attività considerate criminose dai tromboni, ce ne saranno tanti che non avranno il tempo, la possibilità, magari l'intelligenza (non si può essere tutti intelligenti) di adottare i sistemi per aggirare. E che ne sarà di loro?
Una legge brutta è brutta. Ma una legge brutta che colpisce solo i soggetti più deboli è ancora peggio. Le tue proposte sono intelligenti, ma sono una reazione momentanea alla legge momentanea. Prima o poi la questione dovrà diventare davvero politica, cioè fare leggi serie per tematiche serie. E prima si comincia meglio è.

(questo non per dire che sono a favore del silenzio, ma perché bisogna andare oltre la resistenza - cioè la difesa - e passare all'attacco, altrimenti sarà sempre peggio)
per rispondere ad Alessandro: fare "hacking", nella classica accezione del termine, non è qualcosa di supergeek o meganerd :-)

un brillante esempio di "hacking" è quello dei giovani iraniani che usano Twitter, Facebook, i social network per ribellarsi ad un sistema vecchio e dittatoriale

e se vogliamo è "hacking" anche il loro urlare "Allah Akbar" di notte, alle fineste, a formare una rete uditiva, un "audio network"

insomma tutti stratagemmi difficilmente arrestabili e che mettono in crisi il sistema

quali saranno quelli dei blogger italiani?
Alessandro,

grazie della risposta. Apprezzo la tua proposta di "sciopero", anche se non la condividerò. E mi auguro che il rumore di oggi non sia come tutti i rumori passati, fatto per essere ignorato appena passato il momento, fatto per permettere al politico di turno di far finta di ascoltare per poi strafregarsene ma andare a casa con qualche promessa di voto in più.

Il rumore è un buon inizio, ma non basta più. Servono atti concreti e risposte tangibili da parte dei politici, ma qui non se ne vedono. Anzi, si vede soltanto uno stillicidio di scempiaggini legislative.

Auguro ogni migliore fortuna alla tua iniziativa, ma forse per vecchiaia non ho molta fiducia nel suo successo. Anche se una parte di me osa sperare :-)

Extrema ratio? No, assolutamente: si chiama "potere contrattuale". E' un passo necessario per poter negoziare da una posizione di forza.

E' difficile farsi ascoltare quando il tuo interlocutore ti tiene i testicoli in pugno e può stringere quando gli pare. E' più facile quando gli fai vedere che quelli che ha in mano sono in realtà i *suoi*.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
> benny-lava ha detto...

> canditati pure tu,
> come ha fatto quel
> simpaticone di beppe

Le persone che si dedicano a cose serie solitamente hanno gia' un mestiere che li tiene molto impegnati...
...chi si dedica a babbeaggini o chi ha tutti i soldi che vuole... si dedica alla politica per provare nuove emozioni.


Paolo, sei una persona in gamba.
E' giusto che tu abbia potuto conoscere una persona che ha fatto la storia come Buzz Aldrin.

Hai tutta la mia stima.


Ivo - Un Uomo Semplice
Non si può sensibilizzare chi è ottusamente insensibile e manco sa cosa sia ciò su cui vorreste sensibilizzarlo.

Paolo, apprezzo il tuo post, pur non condividendolo (mi pare tra l'altro che sia la prima volta ;)). E sostanzialmente per le ragioni addotte da Gilioli poco sopra. I fatti, poi, dimostrano che non è vero che non è possibile sensibilizzare nessuno di "costoro". E un esempio recente è l'abrogazione tout court del famigerato decreto D'Alia, reso possibile dalle proteste degli utenti in rete e dal buon senso di alcuni di quei pochi parlamentari che ancora non hanno il cervello completamente atrofizzato.

Buona serata.
Caro Mousse, la rete, per come è adesso, è il più spaventoso mezzo di propaganda della storia dell'umanità.
Sfruttando i suoi meccanismi basterebbe una task-force di appena mille uomini per alterare equilibri che ricadono su decine di milioni di persone. L'assenza di un contesto, la mancanza di un dibattito globale, i meccanismi di popolarità... tutta roba che utilizzata in maniera maligna e scientifica è devastante. E non è escluso che, in campo industriale-commerciale, non ci sia qualcuno che già lo fa.

Dico questo perché ho toccato più volte con mano come la rete sia in grado di seppellire la verità (seppellire, non "censurare"), anche senza il bisogno di un disegno premeditato. Figuriamoci con.

Qui si pensa che da una parte ci siano gli esperti che conoscono la comunicazione sul web, che sono tutti buoni e virtuosi, e dall'altra i gerontocrati inetti. Purtroppo la favoletta non corrisponde affatto alla realtà.

E comunque, per tornare all'articolo, utilizzare metodi hackeristici per bucare le wi-fi casalinghe di chissà chi è solo una braveria da idioti. Questi si facciano le loro battaglie politiche senza rompere le scatole a chi non è d'accordo e senza violare la riservatezza di una LAN.

E trovo discutibile anche tutta questa apologia dell'anonimato e della non tracciabilità che fa Paolo.
Lui non mi sembra sia costretto all'anonimato per tenere un blog. Alla fine questi sono metodi usati per nascondersi, per sfuggire alla legge, in genere per fare cose poco onorevoli.
E penso sia superfluo sottolineare come il web moderno sia diventato la pacchia di tutti coloro che devono fare comunicazioni relative ad attività illegali. Tanto quei poveri disgraziati della magistratura nel 2009 stanno ancora a disporre le intercettazioni DEL TELEFONO.

Io credo che le attività sulla rete nei decenni che verranno saranno sempre più TRUSTED, con identità certe per gli individui e per le società, una limitazione dei protocolli di comunicazione, la sconfitta definitiva dello spam illegale.
In una società civile ed avanzata non è necessario l'anonimato su internet.

Quando diventa necessario (nelle società tipo Cina o Iran) in realtà la libertà te la sei già fottuta prima. Non è la situazione della rete l'interruttore che accende-spegne la libertà.
Quindi, dismettiamo sti panni grotteschi da paladini della giustizia e cominciano a pensare che insieme alle brave persone ci sono pure i mascalzoni, e a trovare qualche soluzione.
la rete stessa in principio era dominio esclusivo dei geek. se sarà davvero necessario l'utilizzo in massa di sistemi di anonimizzazione un maggior afflusso di utenti porterà anche alla loro semplificazione, così è sempre stato
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@fabio

di solito quando si controlla un soggetto non si intercettano solo le telefonate.. si tratta invece di una sorveglianza multimediale, più o meno ampia (a seconda di quel che valutano magistrati inquirenti e investigatori) che contempla anche la sorveglianza dei sistemi di comunicazione alternativi quale per esempio il PC...

per il resto che scrivi le società moderne si sono dimostrate molto attente all'anonimità, hanno anche codici di riservatezza molto restrittivi, per cui aspettati un internet libero ancora per un bel po' di tempo...
Andrea,

E un esempio recente è l'abrogazione tout court del famigerato decreto D'Alia,

...che verrà riproposto in altra guisa fra 3...2..1... :-)

Non scambierei una tregua momentanea per una vittoria.

Lo so, sono pessimista. Per questo non abito più in Italia.
Fabio, non sono assolutamente d'accordo con quanto hai detto. La rete è gia il media più pluralistico che esista, la popolarità dei blog ne è prova tangibile. Il governo cinese ha davvero a disposizione migliaia di censori, eppure grazie a (poche) persone con le giuste capacità riescono ad arrivare all'occidente notizie che prima di internet non avremmo mai saputo. La questione della popolarità, poi, non è certo unica di internet, o necessariamente negativa.

E quello che hai scritto sull'anonimato… l'anonimato è il fondamento dell'informazione e della libertà di parola! se non ci fosse l'anonimato non ci sarebbe stato watergate, o lo scandalo dei parlamentari britannici, giusto per menzionare due che mi ricordo ora!

Il popolo italiano ha un influenza diretta nulla sulla realtà politica. Anche fosse la maggioranza della popolazione contraria a questa legge, nessuno avrebbe alcun modo di far valere i propri diritti. E ricordati che Paolo abita in Svizzera, lì una legge simile non sarebbe mai stata neanche proposta.
a leggere il titolo mi è venuto da pensare "ecco un altro tipico crumiro italiota.."

ma poi leggendo il resto mi rendo conto che hai ragione

Non si può ragionare con questi "ignoranti" e disonesti politici, che credono di comandarci invece di rappresentarci.
E' il caso di seguire i tuoi consigli e cominciare a rendergli meno spensierata l'idea di promulgare leggi bavaglio contando sulla loro repellenza ad essere competenti per materia!
Paolo,
apprezzo come sempre il tuo modo di affrontare ogni argomento ragionando sempre con il tuo cervello ben accesso e funzionante, senza dare mai nulla per scontanto, anche riguardo argomenti su cui ci si potrebbe abbastanza tranquillamente "fidare" dei ragionamenti altrui, perche' in apparenza e ad una prima analisi condivisibili.

Ma secondo il mio parere stavolta sbagli a non derire allo sciopero. E per varie ragioni molto semplici...
La prima : la tua "ragione molto semplice" per non partecipare e' una frase molto ideologica e poco pratica: ,"il silenzio e l'adunata in piazza sono la negazione della cultura della Rete.". Ma che vuol dire? Tu forse di riferisci, anche per quello che hai scritto di seguito, alla cultura hacker; ma la cultura della Rete, quella degli ultimi anni, di cui i blog sono appunto la piu' concreta espressione, non si applica necessariamente a cio' cui ti riferisci. Concordo con chi nei post di commento ti ha scritto che si deve cercare di non arrivare al punto che chiunque voglia essere in rete debba conoscere le tecniche avanzate che indichi tu. Significherebbe aver perso. Significherebbe fare resistenza....
Io la vedo semplice: si e' d'accordo con cio che dice il decreto legge? No.Dunque si aderisce allo sciopero.
E bada bene che io non sono completamente d'accordo su tutto cio' che ruota intorno a questa manifestazione ( ad esempio nella locandina sono presenti frasi ridicole, tipo "chi non salta bruno vespa e'"...). Pero' penso che sia grave che uno dei blogger piu' seguiti e stimati d'Italia ( anche se, beato te, non rientri nella "giurisdizione" italiana) non aderisca a questo sciopero. Potrebbero essere fraintese le sue motivazioni. Secondo me avresti potuto aderire, e contemporaneamente esprimere le tue riserve e le tue osservazioni aggiuntive.
(Sempre meglio di Grillo che non ha scritto una riga al riguardo...)
Mi accorgo che e' passata da poco la mezzanotte...ti prego di rispondere, se vuoi, ma dopodomani..
;-)

Con immutata stima (ma con una piccola delusioncina..)
Grande Paolo, come sempre. Questi "scioperi" sono simili a tutte le varie pseudoproteste con cui la gente si lava la coscienza...non facendo nulla
Del tipo

- io per boicottare la Cina non guarderò le olimpiadi
- per un giorno non facciamo benzina (tanto la dovremo fare domani)
- i vari gruppi di Facebook "io sto con i Viareggini/Aquilani/iraniani" (sì, ma in concreto cosa fai per loro? "beh, loro SANNO che io sto con loro"...no comment)
- i vari scioperi del telecomando, per protestare contro la televisione volgare
- non ultimo, chi "per protesta" non va a votare.

Certa gente può anche pensare di poter un giorno arrivare ad una "protesta" totale, nel frattempo basta anche solo una persona che non aderisce per mandare al diavolo la protesta (e magari decidere al tuo posto).
D'accordo con Paolo. Lo sciopero in questo caso mi da` troppo l'idea del marito che per vendicarsi della moglie si castra; inutile e dannoso solo per se' stessi.

Senza contare il fatto che ormai ci sono talmente tanti scioperi che praticamente nessuno capisce il perche' venga fatto.
Certamente non potrei avviare azioni legali contro chiunque mi infamasse in Rete, ma è sempre meglio poterlo fare contro qualcuno piuttosto che non poterlo fare affatto.

Il fatto che sui giornali, pur essendoci già questa possibilità, vengano pubblicate le peggiori bestialità senza un minimo di controllo nè tantomeno di rettifica è verissimo.

E credo che proprio questo dimostri ampiamente come una legge del genere non sia dannosa, ma sia semplicemente inutile.

L'anonimato, in Rete come nella realtà, è pura utopia. Basta un indirizzo mail usato due volte di seguito per creare un profilo. E da lì a poter sapere vita morte e miracoli di una persona ci vuole molto molto poco. La nostra società ci rende tracciabili e tracciati (e nella maggior parte dei casi la cosa ci fa anche comodo).
La storia del router Hadopi é una bufala:

http://www.routeurhadopi.fr/commande/

http://punto-informatico.it/2669513/PI/News/craccata-dottrina-sarkozy.aspx

Temo dovranno tornare al lancio delle baguette.

L.
Mi faccia capire, Attivissimo...

Lei non dice: "non commettete reati", Lei propone: "non fatevi beccare", giusto?
Gran bell'articolo!

Apprezzo moltissimo il tuo approccio
pragmatico e spesso fuori dal coro
alle varie problematiche che ogni giorno
affronti, grazie Paolo.


N.B.:
In merito alla questione odierna è
impagabilmente esaustiva la frase:

"E' difficile farsi ascoltare quando il tuo interlocutore ti tiene i testicoli in pugno e può stringere quando gli pare. *E' più facile quando gli fai vedere che quelli che ha in mano sono in realtà i suoi*."
Mousse
guarda che l'obbligo di rettifica c'è già oggi.
Credo tu non abbia capito bene di cosa si parli. Scusa se non mi dilungo ma ora dormo. Ciao.
Applausi da Singapore, dove la censura di alcuni siti da parte di un governo paterno esiste gia'; per carita' non in modo palese, ma relativamente strisciante e quindi piu' grave.
Autocensurarsi mi sembra come fare la roulette russa con un Kalashnikov.
Male, molto male!
PapiSilvio e i suoi accoliti riusciranno a chiudere anche il tuo blog, non faranno eccezioni solo perché non hai fatto sentire la tua voce.
Paolo, forse hai ragione tu in merito all'inutilità di questo sciopero, però ho seri dubbi che l'utente medio di internet (compresa me, che pure mi impegno per imparare a usare al meglio questo mezzo) possa utilizzare quelle tecniche che tu suggerisci per aggirare la censura.
Certo, a volte basta una minoranza molto agguerrita e consapevole per mettere in crisi l'ingranaggio, ma ho l'impressione che alla fine ci sarà una divisione tra chi riuscirà a sfuggire alla censura (una minoranza) e chi dovrà subirla - perchè magari non ha e non avrà mai le capacità di utilizzare tutta una serie di strumenti che comunque implicano tempo, intelligenza (non tutti ne sono provvisti, con diritto credo), consapevolezza. Internet sta avendo successo anche perchè ultimamente i sistemi operativi e i programmi che permettono ad esempio di pubblicare blog diventano sempre più facili da usare, e dunque è stato possibile l'accesso a un pubblico meno informatizzato, e più vasto.
Penso a loro che dovrebbero avere dei diritti all'uso di internet così come qualsiasi hacker o aspirante tale.
Quoto!!!
Grazie LB, ho corretto subito l'articolo. Ho sbagliato nel fidarmi di Le Monde, e l'ho fatto perché l'idea è tecnicamente molto plausibile (e scroccare il wifi del vicino già si fa, intenzionalmente o meno).

E' ironico che io abbia dovuto pubblicare una rettifica nel giorno della protesta contro una legge che parla di obbligo di rettifica :-)


Tien Pol,

Lei non dice: "non commettete reati", Lei propone: "non fatevi beccare", giusto?

No, non è così semplice. Si tratta di difendersi da leggi che impongono un castigo senza che vi sia stato delitto.

Se mia zia si perde una puntata di Lost (che ha il diritto di vedere, perché paga il canone) e io le presto la mia copia che ho registrato dalla TV, in Italia commetto reato (la copia privata è ammessa ma deve essere realizzata personalmente, non da terzi, se non è cambiata la legge).

Quale danno ha subito l'emittente o la casa di produzione di Lost? Nessuno. Ma il comportamento è comunque punito. Queste sono le ingiustizie delle leggi insensate.

In questi casi, dato che all'orizzonte non ci sono interlocutori eleggibili che possano rettificare queste assurdità, l'utente non ha scelta.

Metti al posto di Lost un telegiornale o una puntata di un'inchiesta che il potente di turno vuole insabbiare, e in un attimo lo sfizio di vedersi il telefilm diventa lotta per il diritto all'informazione.

Il paragone con l'Iran fatto in alcuni commenti può sembrare eccessivo, ma i principi sono uguali. Diresti agli iraniani di non commettere il reato di violare il divieto di manifestare?

Oppure insegneresti loro come non farsi beccare? :-)

Non prendiamoci in giro. Qui non si tratta di difendere chi copia a scrocco un telefilm. C'è in gioco molto di più.

L'esempio di Singapore fatto da Iorek è forse ancora più calzante. Se si diffonde lentamente, subdolamente l'abitudine alla censura, al punto che il giornalista si autocensura, allora non si scrive più nulla che possa disturbare il conducente, che così si trova senza la critica che gli serve come feedback della propria efficacia.


Juhan,

non cercare di trasformare le mie parole in un attacco a una specifica parte politica. Le c*glionerie legislative sono arrivate da tutti i governi che si sono succeduti. Qui si combatte contro la stupidità, non contro un'ideologia o un individuo usato come totem di tutti i mali dell'universo.

In quanto a chiudere il mio blog, sarà molto difficile, visto che non abito in Italia. Testicoli, mani, eccetera.
L'Iran è la dimostrazione di un popolo che ha detto "non ci sto" ed è SCESO IN PIAZZA!
Noi ci lamentiamo tanto di chi ci governa, ma intanto c'è qualcuno che continua a votarlo (anche a me piacerebbe pensare ai brogli elettorali, invece la maggioranza degli italiani vuole davvero le persone che ci stanno comandando)

E anche quando vogliamo BASTA alla visione delle foto di villa Certosa, alla storia di matrimoni mandati allo sfascio per una minorenne, alle leggi anti-processo, alle prese in giro che abbiamo ricevuto durante l'ultimo G8 e durante tutti gli incontri con i potenti della terra...cosa facciamo?

Inoltriamo mail.
Ci iscriviamo ai gruppi di FB.
Cambiamo colore all'avatar.
Facciamo lo sciopero dei canali mediaset (dimenticandoci che se non abbiamo l'apparecchio auditel, la cosa è inutile).

E quand'è che l'italiano protesta scendendo in piazza e facendo sentire la propria voce? Quando c'è di mezzo il dannato calcio. Oppure quando c'è di mezzo la costruzione di una grande opera o un summit di politici...in cui la protesta diventa solo un occasione per sfogare la propria rabbia, sfasciando le città (e magari senza nemmeno sapere i motivi della manifestazione).
Se da noi i potenti fanno il cavolo che vogliono è anche grazie al fatto che gli itaiani hanno trasformato in barzelletta il diritto di protestare, diritto che in molte nazioni non hanno nemmeno, mentre quelle che ce l'hanno lo usano in maniera opportuna.
E così, mentre i "giovani" protestano silenziosamente, i vecchi si fanno eleggere, i vecchi comandano, i vecchi legiferano e poi ci chiediamo perchè i nostri politici pensano ancora che internet sia un fenomeno che si può contenere con semplici leggi censorie.
Creare un router Hadopi per vivere sereni nell'illegalità non mi sembra la soluzione migliore.
La soluzione migliore è una rete libera. E protestare, anche se inutilmente, è un segno che si lancia e che qualcuno può cogliere.
Chi è al Governo non coglierà, ma forse qualcun altro sì. L'opposizione? Può darsi, ma non ci conto. I giornali italiani? Quelli stranieri? Io francamente un po' ci spero.

La rete ha il potere di cambiare le carte in tavola. Lo ha dimostrato più volte, di recente. Ha dimostrato di potersi imporre, seppur limitatamente.
Perché, dunque, non tentare?
Io tenterò.
@onestobender
(bell'ossimoro, il tuo nick :)

Gia' per la legge attuale ti può arrivare una lettera da un avvocato che chiede la rimozione o correzione di una pagina ritenuta diffamatoria. E i margini di discrezionalità di cosa sia diffamatorio non sono piccoli.

Una lettera del genere è arrivata al mio datore di lavoro per la mia "Vanoli FAQ", raccolta di affermazioni autentiche, riportate fedelmente, di uno dei tanti guaritori in rete. Ma lui ha un discreto giro di affari, si può permettere un avvocato, e il mio direttore non se l'è sentita di rischiare di spiegare ad un giudice le sue (o mie) ragioni.

Prova ad immaginare quanta gente potrebbe sentirsi diffamata da Paolo (o in piccolo da me). Che facciamo, ci sobbarchiamo una causa per ciascuno di questi? E se sono in ferie e non posso materialmente pubblicare la rettifica in 48 ore?

Io ho aperto il mio blog per un caso di una maestra pesantemente diffamata. Un parlamentare l'ha definita incapace di insegnare persino a delle galline, sul maggior quotidiano di Firenze in un articolo a piena pagina. Per fortuna aveva un amico che scrive sui blog, il giornale non ha pubblicato neppure la lettera dei genitori della sua classe. Ma io sarei stato facilmente oggetto di "richiesta di rettifica" da parte del parlamentare.

Non e' il concetto di diffamazione che è in discussione ma le modalità. Talmente assurde da essere inapplicabili, quindi applicabili con estrema discrezionalità solo in casi particolari. Di solito, quelli in cui chi si sente leso ha dietro uno studio di avvocati.

Sullo sciopero. Onestamente on ho capito che significhi. Da quel che ho isto in giro, questo blog aderisce
, in quanto parla di questo argomento anziché delle solite cose.
Concordo in parte con Paolo
Concordo quando dice che dobbiamo trovare metodi alternativi allo "sciopero", sempre ricordando però che potrebbero esserci personi per le quali è l'unico modo di protestare ...

Non mi trovo d'accordo sul fatto di diventare "illegali". Certo, in tempi non belli è un modo di reagire, ma dobbiamo puntare a restare in rete "legali" possibilmente. Io voglio avere un nome e cognome in rete se possibile e non restare anonimo, e ho diritto a difendere questa cosa. E possibilmente non voglio nascondermi.

Teniamo presente che una legge , un DL, viene approvato in tempo zero volendo. In tempo zero diventiamo "illegali" se qualcuno vuole. Quindi dobbiamo essere pronti dal giorno prima non dal giorno dopo. Come fare per farsi capire da questi settantenni che aprono internet solo per entrare nei siti porno?

Ciao!
Giusto per cultura personale: Paolo, com'è in questo settore la situazione in Svizzera?
"" vi farà fuori comunque in un solo boccone. E il giorno dopo vi avrà dimenticato.""

non è esattamente "dimenticato" quello che farà il giorno dopo averci mangiato, ma... :DDDD
"" Le leggi esistono non per tutelare chi le fa, ma per tutelare ogni cittadino. O almeno questo dovrebbe essere il loro scopo. ""

appunto
ragioniamo insieme allora:

per cui OBBLIGARE a dei doveri estremamente pesanti un blog amatoriale, equiparandolo alla stampa

...MA SENZA dargli le stesse GARANZIE che invece la stampa ha

...MINACCIANDO sanzioni sproporzionate per cose che di fatto risultano inapplicabili (basta che vai via un weekend e io ti frego)


... come lo chiamiamo?


ora se vogliamo chiacchierare ok, ma non scadiamo nel ridicolo pensando che le esigenze di noi cittadini possano rientrare vagamente in un decreto intercettazioni o un qualcosa-alfano o una iniziativa politica urgente :D
va bene l'ottimismo ma non esageriamo :DDD
Preciso meglio la mia domanda, ad uso di Paolo. Sono iscritto da qualche tempo a swissinfo (sito di informazione sulla Svizzera) e ne avrei dedotto che il modo di fare le leggi da voi è un po' più serio che in Italia (sembra che il legislatore si documenti meglio sulla legislazione esistente prima di stendere un testo). Quindi, chiedevo appunto a Paolo un excursus sulla situazione dei blog, di internet e della libertà di informazione e di parola nella Confederazione. Grazie.
Scusami Paolo, ma mi pare che ti sfugga il senso di questo tipo di sciopero, il cui scopo non è tanto farsi sentire dai politici, quanto sensibilizzare la gente. I politici sono (più o meno) eletti. La gente deve capire quello che fanno le persone che hanno eletto, per evitare di ripetere l'errore. Servirà? A poco probabilmente. Ma mettendo assieme tanti poco alla fine magari si costruisce tanto. Sicuramente più che non mettendo assieme tanti niente.
Nemmeno io parteciperò. Ad ogni modo, per carità, non mi paragonare la libertà di espressione (legittima) con la pirateria (illegittima). È come paragonare la croce rossa con la mafia. -.-"
* S*

Scusami Paolo, ma mi pare che ti sfugga il senso di questo tipo di sciopero, il cui scopo non è tanto farsi sentire dai politici, quanto sensibilizzare la gente.

E in che modo? Sono sicuro che il 99% delle persone che non usano regolarmente internet non sanno nemmeno che c'è questo sciopero.
E tutti gli altri?
Dai, questo tipo di sciopero ha la stessa utilità di chi dice "oggi non andate a fare benzina, facciamoci sentire": i benzinai se la ridono, perchè tanto se non vai oggi da lui ci andrai domani, oppure ci sei andato ieri facendo scorta doppia.


Servirà? A poco probabilmente. Ma mettendo assieme tanti poco alla fine magari si costruisce tanto. Sicuramente più che non mettendo assieme tanti niente.

Ecco, è questa la parte più pericolosa del ragionamento: "oggi siamo in pochi, ma domani...forse...sempre meglio che niente". Da quanti anni è che si dice così? Quanta gente comune -influenzata dai media- ancora pensa che internet sia un demone da sconfiggere? Per quanti anni vogliamo ancora farglielo credere?
Inoltre tutti i blog che oggi hanno scritto "il blog è chiuso per sciopero?" cosa hanno ottenuto: il loro accesso quotidiano al blog l'hanno avuto, i visitatori arriveranno lo stesso (per poi andarsene subito, ma intanto l'accesso è stato registrato). E quelli che lo fanno dall'ufficio, dici che oggi non hanno aperto il loro blog preferito perchè c'era "sciopero"?
Ripeto: la giornata di oggi, per chi pensa di imbavagliare la rete, non cambierà assolutamente nulla.
""wow Paolo, mi ricorda qualcosa

"I am a hacker, and this is my manifesto..." ""

Scusa la vanità, ma non *posso* fare a meno di notare la curiosa coincidenza (materia per il CICAP) tra il mio nick e (la pronuncia del nome de) il sito da cui proviene la citazione...
Personalmente non conosco la proposta di legge in questione e quindi non mi esprimo a riguardo. Sono però tra i convinti che una qualche regolazione debba pur esserci, la mia personalissima idea è che si debba costituire una sorta di commissione che prenda in esame eventuali segnalazioni degli utenti di casi di diffamazione o altri reati. La commissione in questione potrebbe in tempi relativamente brevi intervenire obbligando a smentite ufficiali. Un meccanismo simile a quanto già presente su you tube o google blog, solo a carattere generale. Ovvio che per evitare segnalazioni false si debba pensare a una sorta di "penale" da parte di chi effettua una segnalazione inopportuna. Personalmente farei anche inserire nel sito anche il modo per contattare il gestore (e-mail, form o qualsiasi altro mezzo).
Ricordiamoci che ci sono moltissime persone che utilizzano internet per fini illeciti (basti pensare ai sedicenti maghi, esperti in medicina, truffe varie, diffamazioni gratuite, ecc...) e questi andrebbero quanto meno tenuti sotto controllo.
Mi piace il punto di vista di Paolo che condivido in parte. Gli scioperi, quando non provocano nessun disagio, lasciano un po' il tempo che trovano.
Non scrivere sul proprio blog, credo, passerebbe proprio in sordina.
A questo punto cosa potremmo fare? Paolo fornisce sicuramente una soluzione fattibile ma purtroppo un po' macchinosa per la maggior parte del popolo di internet.
Non sono un genio ma penso che potrei comunque imparare a diventare "anonimo" però, nel pensare di spiegare la stessa cosa a mia nipote, mi cadono le braccia.
Forse se trovassimo una risposta alla domanda "come possiamo legalmente e semplicemente creare un disagio a coloro che legiferano con superficialità per la rete?"
Mandare una email è totalmente legale.
Una email al giorno toglie il politico di torno? :))) magari.
Non si può comunque far finta di niente e imitare gli struzzi.
Credo si debba confrontarsi finché non ne esca una soluzione accettabile.
Saluti
@ Antonio
Sono però tra i convinti che una qualche regolazione debba pur esserci, la mia personalissima idea è che si debba costituire una sorta di commissione che prenda in esame eventuali segnalazioni degli utenti di casi di diffamazione o altri reati.

Ma sul fatto che debba esistere una tutela della propria persona, siamo d'accordo. Il problema è che questa non esiste oggi, ma non esisterà nemmeno con questa pseudo-censura, che può giusto colpire il pesce piccolo (il blogger casalingo) quando va a pestare i piedi al potente di turno.

Per farti l'esempio, è quando per aumentare la sicurezza stradale, vengono abbassati i limiti di velocità e aumentate le multe: dopodichè, anzichè garantire un sistema di controlli ben strutturati, che davvero becchino TUTTI i trasgressori, i poliziotti si piazzano nei luoghi strategici per fare cassa con le multe.
Così, mentre da una parte la gente continua ad ammazzarsi perchè la gente guida in maniera pericolosa, dall'altra ti becchi la multa perchè sei andato ai 70 dove c'era un insulso limite dei 50. Cambia qualcosa? No! L'unica cosa che cambia è che, aumentando le multe, metti in difficoltà la gente con un reddito medio (per cui 150 o 200 euro di multa sono una bella mazzata) mentre il riccone con la sua bella macchina rombante può continuare a fare il ganassa, perchè lui 500 euro sono il budget di una sera in discoteca.

Ma certo che se le leggi su internet le fanno dei 70enni che non sanno nemmeno cosa sia un Ipod o che non sanno nemmeno accendere un pc, cosa pretendiamo? E' già tanto che non si alzi un genio che proponga la censura automatica della parola "sesso" perchè pensa che sia l'unico modo per accedere ai siti porno.
@Frac

Nell'attesa che ti risponda Paolo, ti offro la mia visione personale:

>>la situazione dei blog

In Svizzera non credo che ci sia una situazione. Se ne scrivono alcuni e... fine del discorso. L'informazione vera e propria la si prende dalla stampa tv e scritta, che fanno un lavoro oggettivamente di gran lunga migliore che in Italia, quindi non c'è il bisogno e/o lo stimolo a (tentare di) fare un'informazione parallela. Credo che il blog sia ancora percepito come il concetto di un mezzo per esprimere e raccogliere i propri pensieri personali - e basta.

Situazione di internet:

Beh le linee ci sono, il segnale non è ballerino né fittizio, paghi per X e ottieni X. Censura non ce n'è, a parte ovviamente per gli interventi atti a contrastare contenuti illegali (penso a siti filo-nazisti e illegalità sessuali).

>>la libertà di informazione

Non l'ho mai sentita come denominazione, mi appare scontato che ognuno faccia l'informazione che vuole, abbiamo dei giornali scandalistici che ne sparano di tutti i colori e chi vuole li legge e chi non vuole non li legge. Alcune volte ci son stati degli scivoloni e ovviamente le esagerazioni sono state portate in giudizio. Sono giornali che portano solo acqua ai mulini dei partiti politici che ne fanno da editore, i lettori sono per lo più gli anziani e i "piangina" che come hobby han quello di lamentarsi sempre di tutto al bar.

Libertà di parola nella Confederazione:

Vedi sopra. Se vai in giro a parlare di 2012 e scie chimiche, la gente non fa nemmeno la fatica di prenderti per i fondelli. Ti ignora. Il ragionamento è "Se una cosa non appare intelligente, molto probabilmente non lo è, quindi non me ne interesso". Politicamente non c'è bisogno di tirar cavalletti o aspettare Striscia, perché se disapprovi l'operato delle massime autorità ne puoi parlare direttamente con loro (Consiglieri Federali), che non di rado si intrattengono con la popolazione durante uscite, escursioni, a margine di interventi politici, e anche sul tram. Se gli scrivi, ti rispondono, a volte anche personalmente. Chiaro che poi ci sono gli squilibrati che creano episodi incresciosi, trasformati dai populisti in riferimenti per gridare alla censura; qualcuno con troppo tempo libero lo trovi da qualsiasi parte del mondo.
@ Replicante,
sono d'accordo che non si debbano fare leggi superficiali. Il primo ad essere superficiale sono proprio io, non ho letto la legge. Mi piacerebbe sapere quanti lo hanno fatto. Nel mio commento ho fatto una "proposta"
che rappresenta come la penso, mi chiedo perchè anzichè queste assurde proteste non ci sia nessuno che proponga qualcosa di sensato. Il dubbio che mi viene è che a molti vada bene così, a me no. Non mi va bene che qualcuno dia della baldracca a un premio nobel oppure che qualcun altro accusi tutti i piloti di far parte di un mega complotto. Se uno fa certe affermazioni deve avere il coraggio di affrontare le conseguenze! Non siamo nè l'Iran nè la Cina, e non mi fa che per tutelare il diritto al dissenso vengano tutelati soprattutto i ciarlatani di internet.
Non credi che chi dice che il tumore si cura con il bicarbonato debba essere messo a tacere? Io sì. Io chiedo solo che chi scrive on line sia responsabile di ciò che scrive.
Magistrale Paolo!
Negando lo 'sciopero' hai creato più dibattito che con la paginetta di adesione!
Alcune noterelle:

Lo sciopero è sempre stata un'azione dannosa per chi lo subiva (il 'capitalista' ovvero il proprietario della fabbrica) quindi illegale per molto tempo (e, spesso, represso con la forza anche quando legale). Ma era anche l'unica arma di chi lavorava.
Ora noi chiamiamo sciopero cose che non lo sono o che sono contro altri (vedi sciopero nei mezzi pubblici - cosa complicata che meriterebbe una discussione a parte che non voglio iniziare qui).Nel contesto dei blogger il termine sarà evocativo ma è inappplicabile: usare le parole sbagliate è il primo passo verso il disastro. (non è una critica contro di te, sia ben inteso, anzi rafforza la tua idea).

In questo contesto tacere è come tagliarsi gli ammennicoli per far dispiacere alla moglie (cosa oltretutto da dimostrare - vedi caso della Bobbit :-) )

Poi questo 'sciopero' mi sembra una cosa del tipo: "tacerò, non perlerò più, nemmeno una sillaba uscirà dalla mia bocca ..." e via per trenta cartelle di prosa. Diciamo che è un cominicato stampa.

Se è rivolto agli utenti è (quasi) inutile. Mousse (non si offenda, lo capisco) è il "quasi" che rende il dibattito utile: le sue ragioni sono sensate. Non le approvo ma trovo utile il dibattito. perchè evidenzia come per la diffamazione, come per il diritto d'autore (che io chiamo diritto d'editore) occorra trovare nuove strade.

Se lo 'sciopero' è rivolto ai 'politici' è del tutto inutile: quelli, nella gran parte 'ci sono E ci fanno'. Per me è molto triste ammetterlo, in gioventù ho fatto politica con passione ma ora mi rendo conto che, almeno in Italia, siamo (siete - mi sono trasferito in Svizzera) messi male.

E veniamo al gran finale: io tento di non trasgredire alle leggi. Dico tento perché con tante leggi in giro non sono mica sicuro di non stare a trasgredirne qualcuna :-(
Però se venissero riapprovate certe leggi italiane del '38 sarei orgoglioso di non rispettarle. E' un esempio forte ma spero renda il concetto che ci possono essere, ci sono state, leggi inique.

E quindi che fare: parlare sempre, è la ragione d'essere dei blog. Informare/informarsi e *studiiare* ognuno al suo livello. Chi sa tanto iniziarà a sperimentare le tecnche (crittografia, steganografia), chi sa meno impararà ad applicarle con intelligenza: come avviene normalmente sulla rete. Esempi già ve ne sono: usare luks sui dischi è banale (almeno con Linux), si può usare tor per navigare, ...

Giovanni - che si scusa pef la lunghezza e lo stile (noioso, come al solito)
A me sembra che il semplice fatto che non si possa dire da dove proviene questo decreto sia già una forma di autocensura.
E della peggiore perché non rettificabile e fatta "da fuori". :-(
@Antonio:
Non credi che chi dice che il tumore si cura con il bicarbonato debba essere messo a tacere? Io sì.

Oh, anch'io, se è per questo.

Ma questa legge probabilmente metterà a tacere me e lasciarà parlare lui.
Come al solito, all'italiana.
@ Antonio
Dici cose assolutamente giuste: qui nessuno vuole che la rete sia una zona franca dove chiunque può dire quello che gli pare senza prendersene le responsabilità.
Però di fatto ora...lo è! Diciamo che l'unica possibilità di rischiare qualcosa è andare a pestare i piedi a quacuno di potente, che possa pagarsi gli avvocati e che abbia tempo da perdere e da far perdere alla polizia postale.
Come vedi, anche Paolo, che avrebbe tutto il diritto di mandare in galera quelli che lo diffamano, sa benissimo che questo comporterebbe sforzi -non solo economici- che per lui sarebbero poco sostenibili.
Quindi la scelta è tra avere internet paragonabile a un campo minato segnalato
(dove devi fare attenzione a come ti muovi) oppure avere un campo minato su cui è cresciuta l'erba e sono stati collocati i giochi per i bambini, dandoti l'illusione della sicurezza.

E, anche se è rischioso dirlo, preferisco che internet dia la possibilità a tutti di parlare e dire le proprie stupidaggini, piuttosto che tappare la bocca anche solo ad una persona in nome della censura.
Questa volta te lo devo proprio dire: bravo!
@ Brain, Replicante,
non ho letto la legge e non posso dire se la legge metterà a tacere tutti. Visto che questa è l'opinione che va per la maggiore non ho motivo di dubitarne, ma mi riservo di verificare di persona quando e se ne avrò tempo.
La mia considerazione è però diversa, le cose vanno bene attualmente? A mio avviso no.
Per questo mi chiedo se i blogger più conosciuti, i siti più visitati, ecc. Hanno qualche idea per regolarizzare questa situazione.
Mi spiego meglio, non è un problema solo di questi giorni, sono anni che si parla di come dare delle regole alla rete, possibile che gli attori principali (cioè internauti e gestori di siti) non sappiano fare altro che protestare e non abbiano presentato nessuna idea in proposito?
Mi viene il dubbio che si voglia mantenere lo status quo, che non ci sia nessuna volontà di impedire che certe scemenze si diffondano (e mi riferisco soprattutto ai casi conosciuti attraverso il blog di Wewee, casi in cui persone hanno perso la vita per una truffa). Insomma, se nessuno di quelli che guidano la protesta ha mai pensato di proporre alternative alle varie proposte di legge come pensiamo che possa venire fuori una legge giusta e condivisa?
@Replicante Cattivo

Ho letto i tuoi commenti mi trovo d'accordo tranne per un punto.
Quando fra le varie forme di "protesta farlocca" inserisci:

- non ultimo, chi "per protesta" non va a votare.

Votare è un diritto, se vuoi un dovere, non può essere un obbligo (parlo "eticamente" non legalmente).Perchè dovrei andare a votare se non mi sento rappresentato da nessuno dei due schieramenti? Dovrei andare comunque per votare il meno peggio ?
Non sono d'accordo.
Primo per il porcellum. Faccio un esempio :
se votassi PD non potendo esprimere la preferenza (grazie al Porcellum) il mio voto può andare alla Binetti o a Marino. La loro posizione su argomenti, per me, importantissimi è diametralmente opposta.
Stesso dicasi dall'altra parte (PDL) dove elementi liberali convivono con "ex"fascisti.
Secondo, perchè io voglio votare "pro" qualcosa non "contro" qualcosa altro.In Germania votarono contro il socialismo, si ritrovarono con Hitler.

Scusa il lungo OT ma ci tenevo a presentarti il non voto anche come una scelta diversa dal qualunquistico "ma sì tanto, è tutto un magna magna"
@ Gianni Comoretto

Siamo sulla stessa lunghezza d'onda: il nuovo decreto è assurdo (è pensato chiaramente dalle nostre elites feudal-democratiche come mossa difensiva) e le leggi vigenti in materia sono estremamente mal calibrate.
@ Bera,
il voto alle elezioni è un diritto e un dovere. Per cui se non ti senti rappresentato voti scheda nulla o scheda bianca, il non recarsi alle urne è solo sintomo di menefreghismo o pigrizia.

Il voto referendario è invece un diritto. Per cui è lecita l'astensione.

La legge punisce infatti chi invita a non andare a votare alle elezioni politiche e non chi incita a non votare per i referendum.

Chiuso OT, giusto per amor della precisione.
Per una volta non sono del tutto d'accordo con te, Paolo (non avertene a male!): manifestare serve. Non lo si fa solo per i "politici" ma anche per far conoscere agli altri cittadini il disagio di una parte di essi.

Inoltre il dissenso è alla base della vita democratica, bisogna utilizzarlo.

I "politici" sono insensibili? Bene, fondiamo anche qui un partito degli hacker.
I politici siamo noi, nel momento che organizziamo uno sciopero, una manifestazione, un movimento d'opinione.

Il rifiuto della politica (nella sua accezione più ampia) è il rifiuto del dialogo con il resto della società.
@ Antonio

Per questo mi chiedo se i blogger più conosciuti, i siti più visitati, ecc. Hanno qualche idea per regolarizzare questa situazione.

Il fatto è che, anche se ai blogger onesti farebbe comodo una regolarizzazione, non è compito loro tirar fuori le idee. Ci sono persone delegate (e PAGATE) per farlo. Esattamente come ogni automobilista vorrebbe maggior sicurezza sulle strade, ma non è compito suo ideare la segnaletica o piazzare i controlli della polizia, anche perchè per fare queste cose si richiedono competenze che -in teoria- dovrebbero avere le persone che fanno le leggi. Certo, se tu fai decidere la sicurezza stradale a persone che usano l'auto blu e che non escono mai di sera, ecco uscire delle vaccate come vietare la vendita l'alcool dopo le 2. E in quel caso "l'infrazione legale" dei baracchini fuori dai locali fa capire come questa legge sia stupida, inefficace e aggirabile senza commettere reato.

Allo stesso modo è giusto che a regolamentare la rete ci siano persone che conoscano la rete e sappiano come funziona, ma che siano delegate per farlo. Non deve essere il blogger a dover ideare la legge, perchè non è il suo compito.

@ Bera

Scusa il lungo OT ma ci tenevo a presentarti il non voto anche come una scelta diversa dal qualunquistico "ma sì tanto, è tutto un magna magna"

Certo, ma intanto sappiamo entrambi che per molti dei votanti il "è tutto un magna magna" è una scusa perchè non hanno voglia: non hanno voglia di fare una scelta o semplicemente non hanno voglia di alzare il culetto per andare a votare. Scelta libera? Certo.
Ma poi non hai il diritto di lamentarti.
Un po' come quando tra amici si dice "dove volete andare stasera?" e c'è quello che dice "fate voi, per me è lo stesso". E' libero di farlo, ma se poi apre becco per lamentarsi allora è stupido, perchè aveva comunque la possibilità di dire la sua.
E spesso chi dice "tanto i politici sono tutti uguali" pensa che in Italia ci siano solo PDL e PD, mentre abbiamo tantissimi partiti. Sei sicuro(sicura?) che si sia letto il programma di tutti? O pensi, come me, che dire "tanto sono tutti uguali" sia la frase più semplice per giustificare il non-voto.

E comunque -ringraziando anche Beppe Grillo per aver diffuso questa cretinata- ci sono tanti che non votano in nome di un famigerato "partito degli astenuti" che otterrebbero ogni volta la maggioranza dei voti. Peccato che alla fine, aumentando l'astensione, basta anche solo UN votante per metterla nel sedere a tutti quanti.
@ Antonio
Io parlo da un punto di vista etico (se sei obbligato a scegliere, non sei libero di scegliere) da un punto di vista legale non me ne può fregare di meno e se leggi meglio i commenti c'è scritto.
Oltretutto questo è un post nato per criticare delle future leggi :)

Informati meglio su schede bianche e nulle scoprirai cose interessanti (su come servano a modificare percentuali di voto e ad intascare rimborsi).

I giudizi (menefreghista, pigro) dato che non mi conosci tienteli per te, grazie.
I paesi del resto d'Europa devono essere pieni di pigroni menefreghisti date le percentuali di affluenza alle urne.O forse hanno capito qualcosa della democrazia che ha te sfugge?
@ Antonio

La legge punisce infatti chi invita a non andare a votare alle elezioni politiche e non chi incita a non votare per i referendum.

Non sapevo di questa differenza...fatto sta che quando ci sono le elezioni, tu hai mai sentito di qualcuno che è stato punito per aver incentivato l'astensionismo?
Lo ha fatto Beppe Grillo, ma lo fanno anche centinaia di blogger, lo fanno alcuni dj radiofonici...

Che poi, per come la penso io, incentivare al non-voto è uno sputo in faccia alla democrazia e a tutte quelle persone che questo diritto non ce l'hanno e quelle che sono morte per darlo a noi. Inoltre, pensando a tutti i soldi spesi per organizzare un referendum, chi lo fa fallire è evidentemente uno a cui piace veder sprecati i soldi pubblici.
I paesi del resto d'Europa devono essere pieni di pigroni menefreghisti date le percentuali di affluenza alle urne.O forse hanno capito qualcosa della democrazia che ha te sfugge?

Però mi piacerebbe sapere se nel resto d'Europa continuano a eleggere la stessa persona per poi lamentarsi (e gli elettori di questa persona, magicamente, spariscono!). Poi come ho detto: chi non vuole votare, è libero di farlo...ma poi deve tacere, perchè quella che subisce è la scelta di un altra persona, mentre lui non ha voluto scegliere.
E', appunto, come quelle persone che sanno solo lamentarsi di tutto e di tutti, ma poi quando si tratta di proporre...zero!

Non sto dicendo che TU sia così, sia chiaro :)
@ Bera,
ho ritenuto opportuno precisare come stanno le cose, il voto è contemporaneamente un diritto e un dovere. Se poi non ti senti rappresentato, hai il modo per farlo sapere. Preferire andare al mare anzichè andare a votare è menefreghismo, punto e basta. Se poi tu sei convinto di fare qualcosa di importante non recandoti alle urne, beh sono problemi tuoi, sappi solo che rinunci a un diritto e vieni meno ad un dovere.
Stai confondendo il punto di vista etico con quello legale, andando alle urne non sei obbligato a scegliere! Dire che andare a votare implica per forza una scelta è un falso, cosa non comprendi?

Il giudizio non era rivolto a te, ma a chi non va a votare e va al mare o non ha voglia di alzare il fondoschiena dal divano, se rientri in queste categorie problemi tuoi.

Io sono informato sulle schede bianche, vuoi le mie fonti? Il ministero dell'interno e le circolari per i presidenti di seggio, le tue? Spiegami (e provami) quali sarebbero i modi in cui le schede bianche e nulle servano a modificare le percentuali di voto. Muoio dalla curiosità di imparare qualcosa di nuovo...
@Replicante cattivo

Concordo pienamente che esista il "non votante" che tu descrivi (e, onestamente, temo siano la maggioranza) volevo solo farti notare che non è il solo tipo.

Riguardo l'idea di Grillo è sbagliata dal punto di vista di Grillo ma, dato che non siamo in un modello superfisso,potrebbe comunque avere una valenza.Mi spiego: se io guido un partito d'opposizione è vedo che esiste un 35% di astenuti posso cercare di modificare il mio programma elettorale in modo da guadagnarmi parte di quei "voti potenziali".Un po' quello che ha fatto Bush alla seconda elezione dove è riuscito a portare al voto i "rednecks" e gli estremisti religiosi che di solito non votano ergendosi a "baluardo" contro il senatore del Massacchusset patria dei matrimoni Gay e dell'aborto.
Chiaro che stiamo parlando di un paese diverso dall'Italia da noi ci sono partiti che sono passati dall'11% al 1% e non solo non cambiano linea politica non cambiano nemmeno la dirigenza.
@ Replicante,
ho approfondito l'argomento ai tempi del referendum sulle staminali. Ho scoperto (non senza sorpresa) che era passibile di denuncia chi avendo un mestiere a contatto con il pubblico (politici, ministri di culto, giornalisti, conduttori, ecc) invitasse a non votare per elezioni politiche, al contrario il voto per i referendum non è sottoposto ai vincoli di un dovere.

Altra cosa, so benissimo che ci sono persone pagate per fare leggi. Però quando viene proposta una legge che penalizza una categoria, oltre alle proteste si formano dei tavoli di trattativa, vengono presentate alternative da parte dei rappresentanti di quella categoria, gli internauti cosa fanno? Nulla una protesta del silenzio... Se permetti mi cascano le 00, perchè non si elabora una proposta, o almeno una bozza di questa e la si inoltra a tutti i partiti e al governo?
Continuare a protestare, nella migliore delle ipotesi serve solo a rimandare il problema. Credo che proprio a causa dell'ignoranza informatica, una proposta seria possa venire presa in considerazione, specie se ben sviluppata a dai costi contenuti per il governo. Certo che non la posso elaborare io che non sono neppure un blogger...
Il rumore che si può fare in rete è grandemente sopravvalutato, gli scioperi servono a creare disagi,lo sciopero dei blog non ne causerà alcuno. La cronaca recente sta dimostrando come gli attacchi ripetuti mediatici non convincono gli indecisi, non rafforzano le idee dei militanti delle opposizioni e non fanno cambiare idea a quelli delle maggioranze. Tutto ciò perchè sono considerati alla stregua di insulti gratuiti garantiti da un anonimato che sia esso manifesto o meno.
@Antonio

non voglio fare troppo OT però fammi ricapitolare:
dopo che io affermo di non andare a votare, tu dici che chi non va a votare (senza distinguo)è pigro e menefreghista dopodichè dici che non ti riferivi a me ma che se mi sento tirato in ballo sono problemi miei ?

Sembra il film "Mein Hitler" quando Goebbels dice all'ebreo dicono: "spero non abbia preso la soluzione finale come una cosa personale".

Poi perchè una scheda nulla o bianca non sono sinonimo di menefreghismo?
Il fatto di andare fino al seggio menda dal menefreghismo in quanto luogo sacro o hai una pompa di benzina?
@Antonio

Su schede bianche e nulle mi sbagliavo. Con l'attuale legge elettorale non influiscono più sul calcolo dei rimborsi.
Rimane comunque il rischio brogli se si vota scheda bianca.
che delusione! :(
paolo... praticamente stai mettendo tecniche illegali ad un piano superiore della legalitá? delusione profonda.

Lo sciopero é una forma di protesta pacifica e per nulla silenziosa (i post dai blog VIAGGIANO e diffondono la notizia che qui ci stanno legando le mani!).
è facile per te dire cosi visto che non parli di politica nel tuo blog...
Ma una persona che deve informare sulla situazione politica si vede inbavagliata,con pene severe e assurde soltanto per oscurare la libera informazione.
Potrebbero fare un blog pirata,nascosto, ma che senso avrebbe tutto ciò?
pochi lo vedrebbero e rimarebbe tutto nell'ombra.in piu punibile per legge!
scendere in piazza e scioperare non serve praticamente a nulla.
Ma questo è l'unico modo democratico per farsi sentire.
Quando il popolo italiano di internet sara più numeroso della massa di telelobotomizzati allora qualche cambiamento ci sarà.
è facile per te dire cosi visto che non parli di politica nel tuo blog...
Ma una persona che deve informare sulla situazione politica si vede inbavagliata,con pene severe e assurde soltanto per oscurare la libera informazione.
Potrebbero fare un blog pirata,nascosto, ma che senso avrebbe tutto ciò?
pochi lo vedrebbero e rimarebbe tutto nell'ombra.in piu punibile per legge!
scendere in piazza e scioperare non serve praticamente a nulla.
Ma questo è l'unico modo democratico per farsi sentire.
Quando il popolo italiano di internet sara più numeroso della massa di telelobotomizzati allora qualche cambiamento ci sarà.
@ Antonio
Grazie per la precisazione sulla punibilità di chi incita all'astensionismo. Precisazione utile, ma anche inutile...perchè appunto è una delle tante leggi che non viene mai applicata. Chi vuole incitare all'astensionismo continuerà a farlo: se poi insisterà sul "non andate a votare perchè così finalmente vi farete sentire" il gioco è fatto. Dì ad un italiano di non fare un tubo per ottenere qualcosa e lui seguirà i tuoi ordini!


Però quando viene proposta una legge che penalizza una categoria, oltre alle proteste si formano dei tavoli di trattativa, vengono presentate alternative da parte dei rappresentanti di quella categoria, gli internauti cosa fanno? Nulla una protesta del silenzio...

Ma infatti l'articolo di Paolo è proprio incentrato su questo: la protesta silente è inutile. Non sono così visionario e non riesco ad immaginare una "rappresentanta degli internauti", anche perchè è una categoria costantemente in guerra..e poi chi ci andrebbe? Beppe Grillo? Straker? Mazzucco? Selvaggia Lucarelli? Ci sarebbe comunque gente che non si sentirebbe rappresentata da queste persone, ecco perchè esistono appunto i "delegati" (che poi siano incompetenti è un altro discorso).
Io invece penso che dimostare l'inefficacia di una legge infrangendola (senza arrecare danno alcuno) sia la migliore protesta, che mette alla berlina chi l'ha creata. Un po' come gli hacker che craccano i siti governativi o quelli della microsoft solo per dimostrare quanto sono vulnerabili: e i webmaster più intelligenti spesso prendono a tesoro le incursioni degli hacker, perchè rivelano i loro errori.


perchè non si elabora una proposta, o almeno una bozza di questa e la si inoltra a tutti i partiti e al governo?

Beh, forse perchè i comuni internauti
- non hanno tempo e voglia da dedicare gratis a qualcosa che dovrebbe fare qualcun altro. Anche perchè a molti dei blogger "va bene così", anche quando sono vittime stesse della diffamazione (come Paolo). Sopportano queste cose, in nome della libertà che al momento hanno ancora garantito
- non sanno come fare. E' facile dire "bisogna che un blogger sia rintracciabile se mi diffama". Ma riesci ad immaginare un sistema di tracciamento che non sia invasivo per te, che invece sei un blogger onesto? E anche se tu riuscissi ad immaginarlo, sei sicuro che questo sia compatibile con i mezzi e i metodi utilizzati dalla polizia postale? Lo so che a volte tutti noi pensiamo "ah, se ci fossi io al posto di quello", ma forse non è così semplice stare al suo posto.


Continuare a protestare, nella migliore delle ipotesi serve solo a rimandare il problema. Credo che proprio a causa dell'ignoranza informatica, una proposta seria possa venire presa in considerazione, specie se ben sviluppata a dai costi contenuti per il governo.


Dimentichi che queste leggi, esattamente come tutte le leggi che implicano una sorta di censura (come potrebbero anche essere le varie leggi anti pornografia) non nascono mai a scopi protettivi per le persone oneste, ma sempre e solo per tappare la bocca alle voci scomode o fastidiose. Quindi forse se le proposte sono poco serie o condite di incompetenza in materia non è un caso.

Certo che non la posso elaborare io che non sono neppure un blogger...

Beh,ma per ideare una legge non basta essere un blogger. E' come dire di essere un meccanico solo perchè si adopera l'automobile. Già i blogger spesso si prendono troppe libertà andando a pontificare di medicina, scienza, ingegneria, ci mancherebbe ancora che si facciano prendere dalla sindrome "Se fossi io il CT della nazionale, vinceremmo sempre i mondiali di calcio."
Le leggi devono essere giuste e devono essere rispettate.
Poi volendo possono esserci anche le scappatoie, ma in questo caso io non ne vedo, e comunque sono sempre scappatoie.
Se vuoi contestare il divieto di passare col rosso non è corretto farlo coprendo o falsificando la targa o trovando un sistema per non far arrivare a casa la multa. Devi, passando solo col verde, trovare il modo di contestare la norma.

Che poi il silenzio, tra tutti i sistemi, sia il più ipocrita e idiota, sono d'accordo anch'io. La stragrande maggioranza dei blogger sono gente che vezzeggia la propria autostima perdendo tempo a far perdere tempo al prossimo con frane di elucubrazioni insulse e opinabili, che nella stragrande maggioranza dei casi si sopporta solo per amicizia, solo per poter dire "ho letto il tuo blog". In queste condizioni il silenzio è la forma di protesta sicuramente più perdente.
@ Replicante,
condivido il tuo pensiero praticamente in toto.
La mia è solo un'amara considerazione del fatto che molti sono in prima linea per protestare ma non hanno mai affrontato il problema della fuffa in internet (ribadisco l'esempio della cura dei tumori con il bicarbonato). Perchè chi ha promosso questa protesta non ha promosso anche una specie di forum dove chi aderisce può esprimere la propria opinione su come risolvere un problema che a tutti gli effetti esiste?

In molti casi si nega l'esistenza del problema, pensi che Straker (per dire uno che ha aderito alla protesta) accetti il fatto di poter essere segnalato e dover smentire il suo bell'organigramma?

E' vero i blogger non sono facilmente organizzabili, ma non credo che l'anarchia sia una soluzione, bisogna far tacere chi con il suo sito invita persone a rischiare la vita oppure diffama intere categorie. Altrimenti passiamo alla soluzione opposta, legalizziamo la truffa e facciamo un monumento al maestro di vita Do Nasimiento...

Io non sono un blogger, non sono esperto di informatica, i mie due cents li ho messi in questa discussione, sia con questi interventi sia ipotizzando un'autorità che possa agire sullo stile del sistema di you tube o di google. Se tu fai una cosa che non devi e ricevo x segnalazioni provvedo a contattarti, se entro 48 ore non hai pubblicato smentite o presentato argomentazioni valide ti oscuro (ovvio che se un blogger dilettante che si collega una volta ogni 10 giorni, finisca sotto accusa possa ripristinare il proprio sito nel caso la segnalazione sia fasulla). Altra cosa metterei multe salate per segnalazioni fasulle, giusto per disincentivare l'abuso di segnalare siti "avversi".

Non essendo nel ramo, le mie sono idee, ma non so quanto siano realmente applicabili.

Ma ribadisco che la mia impressione è che da un lato non ci siano le conoscenze minime per affrontare il problema, dall'altro non ci sia la volontà di cambiare le cose.
@ Acero
Se vuoi contestare il divieto di passare col rosso non è corretto farlo coprendo o falsificando la targa o trovando un sistema per non far arrivare a casa la multa. Devi, passando solo col verde, trovare il modo di contestare la norma.

Certo, perchè in questo caso siamo tutti d'accordo che il semaforo è un mezzo efficace -se fatto rispettare- per regolamentare il transito agli incroci. Non c'è niente di cui discutere.

Al contrario prendi una legge come quella di vietare gli alcoolici dopo le 2. Io posso infrangerla in mille modi diversi, senza tuttavia commettere infrazione (comprando l'alcool da un baracchino o un autogrill, portandomelo da casa ...non bisogna essere dei geni): e allora io, per dimostrare l'inutilità di questa legge, posso far vedere ad un politico come, dopo le due, posso tranquillamente reperire legalmente dell'alcool.
Il semplice consumo di alcoolici non è reato, perchè devi vietarlo? Se poi io ti dimostro che posso aggirare la legge senza alcun problema, allora devi capire che la tua legge è inutile.

E' ovvio che i giovani non hanno alcun interesse a dimostrare l'assurdità della legge, perchè a loro interessa bere. Per cui non faranno altro che infrangerla legalmente e continuare a rischiare la vita (anche se questa legge mi pare non ci sia più, ma comunque l'esempio è chiaro).
@ Bera,
puoi andare a votare e non dare il voto a nessuno. In questo modo esprimi la tua protesta e non vieni meno al tuo dovere di cittadino.
Qual'è la parte difficile di questo ragionamento?

Le persone che dicono, "non vado a votare, tanto non cambia nulla!" E "perchè dovrei andare a votare, tanto comandano loro" e poi vanno al mare o se ne stanno svaccati in divano danno esattamente il messaggio di essere menefreghisti e/o pigri. Se poi invece è per protesta spiegami perchè non protestare annullando la scheda se non per pigrizia?
Ma insomma...
e' evidente che qui il termine "sciopero" non e' perfettamente calzante..dato che non crea disagio a nessuno..
Ma e' altrettanto evidente che e' solo un modo per sollevare l'attenzione su un problema!
Anche io ho delle riserve..fosse stato per me, avrei indetto probabilmente solo la manifestazione e la petizione..
MA NON STATE TROPPO A SOTTILIZZARE!
E non dite: tanto non serve a niente..
Io dico: intanto e' meglio di niente! Meglio che subire senza neppure provare a protestare!
E' quantomeno un segnale di vita!
Un segnale al "potere" almeno per fargli sapere quantomeno l'esistenza di un "movimento" contrario!
E quanto piu' questo "movimento" e' numeroso, tanto piu' il "potere" puo' sentirne il fastidio...
E' per questo che e' triste che Paolo, Grillo e non so chi altro non abbiano partecipato, per puri motivi ideologici o formali o chissa quali altri..
Perche' se ci si iniza a dividere anche su problemtiche FONDAMENTALMENTE CONDIVISE..beh..non si andra' molto lontano..

Di seguito 2 link:
uno per dare un pungolo alle nostre coscienze civili:
"Dice.... Allora perché te sei 'mpicciato de cose che non te riguardano?
Dico, perché io so carrettiere, ma a tempo perso sso omo, e l'omo se 'mpiccia eccellenza. "


..e l'altro per firmare la petizione contro il ddl in questione..
Il silenzio della rete ovviamente è una zappa sui piedi. Scendere in piazza secondo me in piccola parte serve.

Certo, poi le soluzioni migliori le hai esposte tu:
Impariamo le tecniche di anonimizzazione e di occultamento. Impariamo la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro.

Però, siccome 99% della gente, come me, non ci capisce niente di queste cose, a questo punto dovresti pubblicare sul blog una spiegazione su come si fa, se no dire di "imparare a farlo" non è che serva a molto... Certo che poi se sono cose illegali rischi di incorrere nella "censura", e quindi siamo daccapo. E allora? Come si fa?
@Antonio

Antonio ho capito il tuo ragionamento perfettamente.Solo che non mi trova d'accordo.
Molti votano scheda nulla o bianca per paura di essere in qualche modo schedati se non vanno a votare (almeno io ne conosco molti, soprattutto persone anziane).Se lo fanno per "protesta" la loro è una "protesta" che può essere confusa con la vigliaccheria ed è soprattutto una protesta anonima.
Credo di mostrare un maggior rispetto della democrazia non andando ad annullare il mio voto (e sicuramente un maggior rispetto del mio tempo e di quello di quei poveretti degli scrutatori).Soprattutto esprimo la mia rinuncia in modo non anonimo e quindi attivo(si può sapere perfettamente con Nomi e Cognomi chi va a votare e chi no e chiedergli:"perchè?").
Tu non sei d'accordo ma accusare chi lo fa di menefreghismo e pigrizia senza distinguo non lo trovo giusto.
Comunque per precisazione: io non esprimo una "protesta" nè grilliana nè di altro tipo.La mia è una rinuncia, anche dolorosa.
Comunque il ddl permetterà soltanto di censurare quelli che scrivono opinioni contrastanti al governo e di lasciare libere invece le opinioni di chi è allineato.
Forse gioverebbe rilevare che il disegno di legge, osceno sotto molti punti di vista, ivi compreso quello della tecnica legislativa, non prende in considerazione i blog neanche di striscio.

Certo, lo ammetto, se fosse stato scritto decentemente sarebbe stato più evidente.
Fra l'altro, Gandhi ci ha insegnato la "disobbedienza civile".

Disobbedire la legge, farlo in massa, senza usare violenza, prendendosi le conseguenze delle proprie azioni. Siamo disposti a farlo?
Oggi nella blogosfera è giornata del silenzio. I blogger italiani terranno la penna (e le tastiere) ferme per protestare contro “il ddl Alfano e il diritto alla rete”. Boh. A me questa storia del “rumoroso silenzio” fa un po’ specie. Il silenzio è il silenzio, punto e basta. E’ rinuncia. Lo sciopero dei blogger, tra l’altro, è stato modellato su quello che volevano fare i giornalisti, anche loro desiderosi di starsene un giorno in silenzio per protesta. Ecco: a me il fatto che i giornalisti vogliano fare un giorno di silenzio per protestare contro una legge che li metterà in silenzio per l’eternità non convince. Se posso permettermi, io consiglierei qualcosa di diverso. Magari, invece del giorno del silenzio, fare il giorno del casino e del rumore, in cui finalmente i giornalisti si riprendono il loro mestiere, mandano affanculo editori e direttori e si fanno il giornale (e il telegiornale) secondo criteri giornalistici e non ruffian-politico-leccaculisti. Lo so, è impossibile, ma sarebbe bellissimo.

P.S. – Pare che questo sia il primo sciopero dei blogger al mondo. Io non me ne vanterei. In Iran i blogger non fanno sciopero, eppure il loro diritto alla rete è largamente inferiore al nostro.
Quello che dici Paolo è giustissimo però vorrei aggiungere che scrivere articoli su un blog è il primo passo verso il cambiamento del sistema.
La gente deve iniziare a spostare la rabbia che scrive negli articoli o nei commenti nella vità reale.
Uno sciopero di un giorno non basta, bisogna farlo giorno dopo giorno in piazza oppure arrivare fino ai palazzi del potere finchè le cose non cambiano.
Se rimaniamo seduti sulle nostre sedie davanti al pc, possiamo solo criticare e lamentarci ma le cose resteranno sempre uguali!!
@Frablog

E non dite: tanto non serve a niente..
Io dico: intanto e' meglio di niente! Meglio che subire senza neppure provare a protestare!
E' quantomeno un segnale di vita!
Un segnale al "potere" almeno per fargli sapere quantomeno l'esistenza di un "movimento" contrario!


E invece no! Non serve a niente, i politici se ne FREGANO dello sciopero silente. Al contrario, è dannoso perchè molta gente inizia a pensare "non faccio niente, ma intanto faccio qualcosa" e si crogiola nel proprio far niente.
Esattamente come quelli che diffondono catene via mail o si iscrivono a gruppi Facebook "di sostegno".

Che differenza c'è tra me e chi si iscrive al gruppo di FB "facciamo sentire agi iraniani che siamo con loro"? NESSUNA. Sia io che lui non possiamo far niente per gli iraniani, che di sicuro non si collegheranno su Facebook per vedere quanta gente "è con loro", mentre loro si fanno ammazzare. La differenza sta nel fatto che io sono consapevole di non poter far niente per loro, mentre quello che si è iscritto al gruppo punterà il dito verso di me e dirà "almeno io ho fatto qualcosa, meglio che niente".
No, entrambi abbiamo fatto niente perchè non possiamo far niente, ma almeno io sono realista e me ne rendo conto!!!.



E quanto piu' questo "movimento" e' numeroso, tanto piu' il "potere" puo' sentirne il fastidio...


Certo, come gli astenuti...e intanto continuano ad essere eletti sempre gli stessi..


E' per questo che e' triste che Paolo, Grillo e non so chi altro non abbiano partecipato, per puri motivi ideologici o formali o chissa quali altri..
Perche' se ci si iniza a dividere anche su problemtiche FONDAMENTALMENTE CONDIVISE..beh..non si andra' molto lontano..


Secondo me è triste che la gente non legga a fondo gli articoli e si celi dietro frasi fatte come quella "almeno io ho fatto a qualcosa".
Quanto a Grillo, lui forse sarebbe il primo che dovrebbe iniziare a prendersi responsabilità per quello che dice, anzichè glissare quando viene beccato a diffondere notizie sbagliate o false.
Ma di fatto, oggi che c'è questo sciopero, cos'è cambiato?
Ne hanno parlato d qualche parte?
Avete visto qualche cambiamento in rete?
Qualcuno ha subito disagio da ciò?

Oppure ci si nasconde dietro "è sempre meglio che niente" e ci si mette a posto la coscienza?
...sono d'accordissimo con quanto letto nel post!
Il SILENZIO?? ma per cosa???!!il blog è silenzio di per se, sono i rumors che esso crea il "problema"! Risponderei a questa legge con altrettanto silenzio...come fanno i miglior predatori alla vista della loro preda. L'attacco è la miglior difesa...noi siamo predatori della nostra blogosfera e se vogliamo, la nostra preda ce la sbraniamo in un secondo!Siamo nel 2009 e di "silenziosi" strumenti protesta ne abbiamo...un glorioso netstrike..?:) basta dirlo!
Cercherò di essere più diretto: il disegno di legge non prevede alcun obbligo di rettifica per i blog.

State facendo un sacco di caciara per le ragioni sbagliate.
Condivido in pieno e sottoscrivo. In ogni caso lo sciopero ha avuto consensi irrilevanti.Giustamente. Piacere di conoscerti.
@lorenzodes

documenta e illustra le tue affermazioni, come d'obbligo
@Replicante Cattivo

Al contrario, è dannoso perchè molta gente inizia a pensare "non faccio niente, ma intanto faccio qualcosa" e si crogiola nel proprio far niente.

Dannoso!?!?! Ma che dici? Ognuno e' libero di fare quello che vuole, a seconda delle proprie possibilita', delle proprie credenze e della propria volonta'. E se delle persone fanno questa cosa, e poi nient'altro, e' sempre meglio di chi non fa neanche questa cosa! O no? Se poi la gente si "crogiola" su questo, e' affar suo. Suvvia! Cerchiamo di essere pragmatici!

...Esattamente come quelli che diffondono catene via mail o si iscrivono a gruppi Facebook "di sostegno..."

L'esempio non e' calzante secondo me. Li si tratta di "dare solidarieta'" riguardo un evento esterno a te..
Qui si chiedeva ai blogger di "dare solidarieta'" ad una iniziativa che li riguarda i prima persona. Una cosa che riguarda la loro stessa sopravvivenza cavolo! Perche' nemmeno protestare!?!?

Certo, come gli astenuti...e intanto continuano ad essere eletti sempre gli stessi..

In quel caso abbiamo la maggioranza delle persone che fa una cosa, vota, ed una minoranza che ne fa un'altra, si astiene. Qui invece si tratta di fare una protesta e mi pare ovvio che tale protesta sara' tanto piu' efficace, avra' tanto piu' riscontro, quanto piu' il numero delle persone che vi partecipa e' alto. ( E comunque se le persone che si astengono dal votare diventassero la maggioranza...secondo te qualcuno non potrebbe iniziare ad avere un po' di paura a pensare che questa maggioranza di astenuti potrebbe la volta successiva votare per una nuova forza politica?)

Ma di fatto, oggi che c'è questo sciopero, cos'è cambiato?
...
Avete visto qualche cambiamento in rete?
Qualcuno ha subito disagio da ciò?

Certo, queste tue domande retoriche sono la prova lampante che lo sciopero non sia servito a nulla, ovvio...


Ne hanno parlato d qualche parte?

Non so..prova a cercare su Google News se qualcuno ne ha parlato..


Oppure ci si nasconde dietro "è sempre meglio che niente" e ci si mette a posto la coscienza?


Nessuno si vuole mettere a posto la coscienza..e' solo che qualche volta secondo me sarebbe meglio usarla, insieme all'istinto, piuttosto che barricarsi dietro il cinismo, la razionalita' e il pessimismo..
Dico la mia opinione da 2 centesimi con la premessa che secondo me ci sono come sempre valide ragioni per aderire ed altrettante per non farlo.

In ogni caso il fine principale di questo sciopero potrebbe essere anche quello di far conoscere dell'esistenza di questo ddl a gran parte del pubblico (spesso distratto) della blogosfera.
E vi assicuro che anche tra il popolo della rete c'e' tanta gente che legge passivamente i diversi blog e siti informativi sul web e mantiene alta l'attenzione solo quando si parla di calcio, cu*i e te**e.

Forse non trovando i siti aggiornati oggi qualcuno si sara' posto il problema di capire il perche'
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@ theDRaKKaR

documenta e illustra le tue affermazioni, come d'obbligo


Comandi. La disposizione incriminata è la lett. a), comma 28, art. 1 del disegno di legge c.d. "Alfano", che recita:

28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»;


Letta così è indubbio che sembri interessare qualsiasi sito informatico (che cacchio è un sito informatico? la sala macchine di un datacenter è un sito informatico, ma sto divagando).

Una persona un po' più curiosa, tuttavia, potrebbe chiedersi cosa sia questo "articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47" che viene modificato nei termini sopra indicati.

La legge 47/48 è la legge sulla stampa e l'art. 8 disciplina le risposte e le rettifiche "nei quotidiani, nei periodici e nelle agenzie di stampa". Un'interpretazione sistematica, cioè che valuta il contesto in cui il nuovo comma viene inserito, non può prescindere dal fatto che in quell'articolo si parla di giornali e quindi la modifica riguarda i giornali ed i periodici *on-line*.

Segnalo una ulteriore chiccha. Per confondere ulteriormente le idee, il legislatore, sciatto e superficiale, parla anche di "trasmissioni radiofoniche o televisive" che, sempre in merito all'obbligo di rettifica, sono disciplinate dal Testo unico della radiotelevisione, peraltro citato. Quel particolare inciso, in soldoni, sta a significare... niente visto che richiama una norma già vigente per una fattispecie già da essa regolamentata.

Spero di essere stato chiaro, sono in pieno multitasking e sto facendo 1000 cose contemporaneamente.
@ Frablog

Dannoso!?!?! Ma che dici? Ognuno e' libero di fare quello che vuole, a seconda delle proprie possibilita', delle proprie credenze e della propria volonta'.

Ognuno è libero di fare quello che vuole ma deve anche capire se questa cosa può servire o se deve pensare "oggi siamo in pochi, ma un giorno, forse, saremmo in tanti, e allora..."


se delle persone fanno questa cosa, e poi nient'altro, e' sempre meglio di chi non fa neanche questa cosa!

Come quelli che diffondono gli appelli per il sangue e poi non vanno a donarli? Come quelli che firmano le petizioni online per gli animali e poi non vanno al canile a portare anche solo una scatoletta?
La differenza tra loro e chi non fa assolutamente nulla, sta nel fatto che chi non fa assolutamente nulla lo sa, lo ammette e magari se ne spiace; invece l'altro, quello che ha cliccato la petizione o ha inoltrato la mail è realmente convinto di aver fatto qualcosa. E si sente migliore.

Quando c'erano le olimpiadi, quanta gente ha pensato di "aver fatto qualcosa" in favore dei monaci tibetani semplicemente non accendendo la tv? E magari se la prendevano con me, che invece ho gioito nel vedere le imprese degli atleti in nome dei valori dello sport.


Qui si chiedeva ai blogger di "dare solidarieta'" ad una iniziativa che li riguarda i prima persona. Una cosa che riguarda la loro stessa sopravvivenza cavolo! Perche' nemmeno protestare!?!?


Sì ma una protesta di una categoria ha senso quando in qualche modo la gente che non fa parte di quella categoria se ne accorge e magari riceve un danno o un disagio. Se i taxisti, i ferrovieri e i camionisti protestano, se ne accorgono tutti; idem se protestano quelli che raccolgono l'immondizia. Te ne accorgi perchè in un modo o nell'altro, per strada ci devi andare. Ma se protestassero gli astronauti della Nasa, tu lo sapresti? Te ne fregherebbe qualcosa?
Esiste un modo per valutare la partecipazione a tale sciopero? NO, e già questo non può decretarne il succeso. Perchè i pochi blog in cui c'è stato sciopero, oggi hanno funzionato regolarmente...per pubblicare il post sullo sciopero! Bella c*zz*ta!


Qui invece si tratta di fare una protesta e mi pare ovvio che tale protesta sara' tanto piu' efficace, avra' tanto piu' riscontro, quanto piu' il numero delle persone che vi partecipa e' alto.


Ma secondo te, al politico di turno, il fatto che oggi ci siano 10, 100, 10000 blogger che non hanno aggiornato il loro sito, come può preoccuparlo? Anzi, magari può ancora dire che, finalmente, per un giorno negli uffici si sarà lavorato un po' di più.

E comunque se le persone che si astengono dal votare diventassero la maggioranza...secondo te qualcuno non potrebbe iniziare ad avere un po' di paura a pensare che questa maggioranza di astenuti potrebbe la volta successiva votare per una nuova forza politica?

Ai politici non interessano quelli che non vanno a votare, interessano quelli che vanno a votare, soprattutto i cosiddetti indecisi (quelli che un anno votano a sinistra, un anno a destra). Possiamo anche essere 60 milioni di astenuti, ma finchè ce ne sarà solo UNO a votare, gli astenuti continueranno a farsi comandare.
Anche perchè i politici sanno che gran parte dei non votanti sono persone che non ci vanno perchè non hanno voglia di alzarsi dal divano o perchè non hanno voglia di scegliere...e a loro va bene così!
(ho dovuto dividere il commento perchè mi dava errore)

'Ma di fatto, oggi che c'è questo sciopero, cos'è cambiato?
...
Avete visto qualche cambiamento in rete?
Qualcuno ha subito disagio da ciò?'

Certo, queste tue domande retoriche sono la prova lampante che lo sciopero non sia servito a nulla, ovvio...


Uno sciopero di cui nessuno sa niente, nessuno parla e che non crea disagio è inutile.

'Ne hanno parlato d qualche parte?'

Non so..prova a cercare su Google News se qualcuno ne ha parlato..


Beh, ma se internet e i blogger se la cantano e se la suonano da soli non ha alcun senso. Se questa protesta non è uscita dai confini della rete e non è arrivata alle orecchie della gente comune (prima ancora che ai politici) è come quando i nerd si trovano a fare le festicciole tra di loro, poi quando escono dalla stanzetta nessuno se li fila.


Nessuno si vuole mettere a posto la coscienza..e' solo che qualche volta secondo me sarebbe meglio usarla, insieme all'istinto, piuttosto che barricarsi dietro il cinismo, la razionalita' e il pessimismo..


E'REALISMO. Posso anche pensare che sarebbe bello combattere contro i potenti e la censura non facendo assolutamente nulla, ma basta un po' di buon senso che così si fa solo il loro gioco.
@lorenzodes

sei stato chiarissimo!

bhe la legge è evidentemente un pastrocchio, tuttavia quel che interessa a noi è l'interpretazione della legge. Alcuni magistrati hanno considerato un blog addirittura stampa clandestina quindi immagino che poco ci mettano a considerare il diritto di rettifica applicabile anche ai blog

Inoltre la definizione di stampa è: Art. 1 - (Definizione di stampa o stampato) Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione.

Inserire in un blog, come fanno molti, la dicitura "Non è stampa" (faccio per abbreviare) è sufficiente per non soccombere doppiamente e come "stampa clandestina" e come "mancante di rettifica"?
un link non ufficiale al volo della legge del 1948
Concordo Paolo. Le modalità di questo sciopero sono identiche a quello della protesta contro il datore di lavoro. Tipo, i giornalisti protestano con l'editore e come arma usano lo sciopero, non facendo uscire il giornale, con tutte le conseguenze di mancate vendite e mancato introito pubblicitario. In questo caso, non bloggando non fanno danno a nessuno, se non a sé stessi e a chi magari li segue volentieri.

La cosa che più mi stupisce è che, esattamente come nei media tradizionali, si parla tanto dello sciopero in sé, ma mai dei contenuti del DDL incriminato. Non si capisce se per contenuti si intendono i post, o bastano anche i commenti degli utenti (wikipedia chiude in un'ora, come qualsiasi forum). Non si capisce se si applica solo ai siti registrati in Italia, oppure anche a quelli stranieri ma gestiti da italiani che vivono in Italia... non si sa una cippa (se non che come al solito il governo si dimostra ignorante in materia di Rete), eppure tutti criticano per partito preso.

Pape
Vorrei approfittarne dell'occasione per una domanda: ma dove sta scritto nel DDL che i blog verranno toccati? Io, da ignorante di legge, me lo sono guardato, eppure non mi sembra che si parli di blog o in generale di stampa amatoriale. Si parla di informazioni date "tramite mezzo informatico", e si parla dell'obbligo di rettifica, ma da nessuna parte si legge che i blog o i forum sono equiparati ai giornalisti professionisti.

Pape
Antonio scrive:

La mia è solo un'amara considerazione del fatto che molti sono in prima linea per protestare ma non hanno mai affrontato il problema della fuffa in internet (ribadisco l'esempio della cura dei tumori con il bicarbonato).

Hai colto nel segno. Il primo blog a venire bersagliato sarà quello di Wee Wee, perché "diffama" i vari operatori di medicine alternative al bicarbonato. Che hanno le spalle robuste, un sacco di avvocati, e risorse che un semplice medico non può permettersi (se vuole fare anche il medico).

Certo, Straker protesta anche lui, sa che rischia. Ma è un pesce piccolo, e se sopravvive è perché non ha mai davvero pestato i calli a qualcuno.

Ora chi riceve lettere di diffida sono soprattutto persone che han toccato tasti delicati, e disturbato qualcuno con un buon studio legale alle spalle. Tra i commenti ne vedi già qualcuno.

Domani questi avvocati possono farti multare per 1500 euro perché non hai risposto entro 48 ore (il che può succedere facilissimamente, in blog gestiti da non professionisti che han altro da fare nella vita).
@theDRaKKaR
bhe la legge è evidentemente un pastrocchio, tuttavia quel che interessa a noi è l'interpretazione della legge. Alcuni magistrati hanno considerato un blog addirittura stampa clandestina quindi immagino che poco ci mettano a considerare il diritto di rettifica applicabile anche ai blog

La vicenda Ruta ha in effetti avuto una vasta copertura mediatica. Non è il caso di ridiscuterla qui (Paolo ci ammazzerebbe), mi limito a brevi accenni:

1) il Giudice del Tribunale di Modica argomenta sulla base di una serie eterogenea di norme per arrivare a conclusioni francamente poco condivisibili
2) un elemento essenziale della fattispecie incriminatrice (periodicità della pubblicazione) non è oggetto di motivazione adeguata in sentenza... dirò di più: se ti prendi una mezz'oretta di tempo e ti armi di WebArchive potrai verificare tu stesso che il sito non ara aggiornato periodicamente (i.e. con periodicità regolare)
3) quello di Ruta non era un blog... surprise :P
Hadopi: torniamo a copiarci le cassettine! ahah
Posso fare una domanda? Per quanti va bene internet così com'è e quanti ritengono che ci debba essere un po' di chiarezza?

Secondo punto, da quel che mi sembra di capire la legge è improntata a colpire i siti internet di giornali e assimilabili e non i blog "amatoriali" a questi ultimi sarebbe applicata la legislazione in vigore nei casi di diffamazione semplice, mentre per gli altri si applica il procedimento previsto per diffamazione a mezzo stampa.
Antonio,

se è per questo allora ci vorrebbe più chiarezza anche nelle televisioni.

A me è parso scandaloso che un tg quale studio aperto possa aver confezionato un servizio nel quale annunciava che il premier era stato assolto nel processo mills e lì in quel caso la rettifica non è mai d'obbligo.

Non sarà che si vuole regolamentare internet e i blog solo perchè fuori dal controllo di poche persone piuttosto che l'essere mossi dalla voglia di fare chiarezza su internet come dici tu?
" un tg quale studio aperto "

ti prego di rettificare questo evidente ossimoro

per il resto del discorso, parti tipo:

" la legge è improntata a colpire i siti internet di giornali e assimilabili e non i blog "amatoriali" "

""ma dove sta scritto nel DDL che i blog verranno toccati? Io, da ignorante di legge, me lo sono guardato, eppure non mi sembra che si parli di blog o in generale di stampa amatoriale. Si parla di informazioni date "tramite mezzo informatico",""

non mi rassicurano per niente

dire che il blog non verrà toccato perchè la legge dice "tramite mezzo informatico" non ha senso. il blog è un mezzo informatico? si. punto.

probabilmente ai blog non capiterà niente, MA se servisse la legge c'è e basta applicarla a un blog.
chi vuole essere il primo a collaudare la giustificazione "era un blog amatoriale e non un mezzo informatico"?

anche il fatto che la legge sia "improntata a..." mi serve a poco, quando ci capito dentro invece io

la legge è legge. non possiamo sempre sperare che intendano invece... che i blog non interessano...
perchè una volta che c'è la legge, alla fine hai questa cosa che potrebbe colpirti, non è granchè sensato sperare che tanto non si applichi al blog
Non ho aderito allo sciopero, che trovo sia un'idea decisamente poco creativa e autolesionista.
Il ministro non ha capito niente della rete? Spieghiamogliela!
Io gli ho scritto: http://www.massimogiuliani.it/blog/?p=1182
" Il ministro non ha capito niente della rete? "

anche qui sperare che certe cose siano frutto di semplici errori in buona fede... mah

a me sembra che tutte le varie proposte recenti (vedi carlucci, dalia ecc ecc che si ripropongono) in realtà non è che non capiscano della rete, ma anzi capiscono BENE della rete

sarò sospettoso io ma infilare commi, aggiuntine, propostine varie nascoste dentro altri argomenti, approvazioni urgenti ecc... insomma, a me non sembrano errori
Secoli che non tengo un blog... comunque hai perfettamente ragione, uno sciopero degli informatori contro una legge che li vorrebbe a pescar lucci é una calata di braghe...

Vediamo se ho capito bene, ´sto sciopero suona come se saltasse fuori una legge che imponesse di infilarsi dei fagioli su per le narici e la gente per protestare contro tale legge si infilasse dei fagioli nelle narici.

Non ha senso.
La tua affermazione Paolo è molto forte e di fatto stai avvallando l'uso dell'illegalità per combattere una norma decisa dallo stato. Non credo sia questo il modo corretto di protestare. Seguendo il tuo ragionamento, chiunque non sia d'accordo con le spese per le missioni militari è autorizzatto alla evasione fiscale? In questo modo ognuno sarebbe autorizzato a farsi le deroghe ad personam.
La strada davanti a casa mia è a doppia carreggiata e non passa mai nessuno, c'è il limite dei 50, è assurdo, secondo il tuo ragionamento io non dovrei protestare con il comune ma percorrerla ai 130!?!?!
Se i nostri politici sono ottusi è colpa nostra che li abbiamo eletti, e il primo modo di combattere questo problema è non rieleggendoli, ma finchè facciamo parte di una repubblica democratica in cui la sovranità appartiene al popolo, le proteste vanno fatte nella legalità e con gli strumenti a disposizione.
Zime,

no, non è quello che ho scritto. Non sto istigando alla pirateria. Sto invitando a insegnare e imparare gli strumenti che permettono al cittadino di tutelare la propria libertà d'espressione.
Io sinceramente non capisco il problema, si va a modificare l'articolo di una legge sulle testate giornalistiche, non si va a creare una legge ad hoc per internet. Viene semplicemente detto che il diritto di rettifica vale anche sulle pubblicazioni on line. Mi sembra che la legge in questione non vada a toccare assolutamente i blogger dilettanti.

Altra cosa, nessuno risponde alla mia domanda? Internet va bene così oppure dovrebbe esserci una qualche forma di controllo?

@ Paolo
che la TV abbia enormi problemi lo sappiamo tutti. Però almeno lì le regole esistono (diverso è il discorso del farle rispettare), vogliamo delle regole o no per internet?

@ Otello
non arriviamo ad essere complottisti, non vediamo cose che non ci sono. Il decreto andrebbe a modificare l'articolo di una legge sull'editoria, in pratica non si va a far altro che imporre l'obbligo di rettifica anche sui siti delle testate giornalistiche.

Per tutti coloro che hanno paura che l'inserimento di una dicitura in più in un articolo di una legge già esistente possa censurare internet.
Sappiate che l'unico motivo per cui questa novità sia applicata ai blog è che i blog siano equiparati a testate giornalistiche. Tuttavia attualmente la legge prevede il reato di stampa clandestina, per cui se il governo (qualsiasi governo) volesse dare l'interpretazione che voi date, non avrebbe nessun bisogno di inserire la modifica, in quanto sarebbe obbligatoria la registrazione dei blog presso il tribunale di competenza.

Ribadisco, questa legge non cambia nulla per i blogger, cambia qualcosa per le testate giornalistiche. Al massimo si potrebbe pensare di chiedere un chiarimento della definizione di testata giornalistica.
@ Antonio
Altra cosa, nessuno risponde alla mia domanda? Internet va bene così oppure dovrebbe esserci una qualche forma di controllo?

@ Paolo
che la TV abbia enormi problemi lo sappiamo tutti. Però almeno lì le regole esistono (diverso è il discorso del farle rispettare), vogliamo delle regole o no per internet?


Io penso che tutti noi vorremmo delle regole, ad esempio per evitare che certi blog diffondano notizie false, allarmistiche o diffamanti. Ma siccome queste cose vengono trasmesse addirittura dai media ufficiali, come si può pensare che un regolamento del genere abbia efficace in questo universo parallelo che è internet?
Un registro dei blogger? Ridicolo...è quasi come quando i siti porno ti chiedono se sei maggiorenne o no prima di entrare (e ti vengono elencate le sanzioni in caso tu stia mentendo).

E così sai cosa succederà? Che mentre il sito di Straker e Mazzucco magari non verranno toccati, verrà chiuso il sito di Pietro Ricca (sai chi è, vero? Quel giornalista che ha urlato "fatti processare" a Berlusconi, famoso per le sue provocazioni). Oppure verrà chiuso il blog di un adolescente, perchè nel suo ultimo post ha denunciato i disservizi del suo comune.

E' un po' come la privacy: siamo tutti d'accordo che è sacrosanta e va rispettata. Ma ora come ora, questo succede? No! Perchè quando si tratta di violare la tua, nessuno trova problemi: ed ecco che i tuoi dati anagrafici sono in mano a chissà quante ditte, che ti chiamano a casa all'ora di cena. Però se un giorno tu vuoi sapere chi è che continua a farti squilli anonimi sul telefono di casa, ecco che magicamente la privacy la difende.
Oppure lo stesso politico che ti chiama al telefono tramite messaggi prepegistrati ringraziandoti del tuo voto (anche se non l'hai votato) poi si appella alla privacy per non dover giustificare all'Italia come vengono utilizzati i mezzi dello stato.

@Paolo
"Non sto istigando alla pirateria."


Mi auguro che tu non stia istigando alla pirateria, il problema è che non sempre il fine giustifica i mezzi.
Si può protestare in maniera pacifica a viso scoperto, ma c'è anche chi scende in piazza con il passamontagna, e chi lo fa solitamente si abbandona ad altri comportamenti.
Personalmente ritengo che una battaglia di questo tipo si possa vincere solo "manifestando" e non nascondendosi nell'anonimato.
La tua proposta mi sembra più un piano di resistenza, per una situazione già pesantemente compromessa.
Mi auguro che non si debba arrivare a questo.
@ Replicante,
sono nuovamente d'accordo con te. Però non sono sicuro che tutti vorrebbero delle regole, spesso on line, mi sono imbattuto in persone che desideravano regole per tutto ma non per internet. L'anarchia non mi piace, così come non mi piace la censura. Sono il primo che si auspica regole buone, ma non ne leggo tanti pronti a dichiararsi favorevoli a una regolamentazione (si badi bene, non a una limitazione dei diritti, ma all'ampliamento del diritto di reagire se uno diffama o dichiara il falso), una regolamentazione che sia snella e veloce, ma soprattutto gratuita (cioè senza passare da tribunali e/o avvocati). E questo è il primo punto che continuo a sottolineare.

Il secondo punto è che questa legge non si applica ai blog, chi dice il contrario, se avesse ragione deve però tenere presente che allora sarebbe applicabile la legge in già in vigore e i blog sarebbero di fatto paragonati ad una testata giornalistica. Il punto è che questa legge non cambia nulla per i blogger, inserisce solo l'obbligo di rettifica anche on line per le testate giornalistiche. Se volessero colpire davvero i blog (come qualcuno si ostina a dire) potrebbero già farlo tranquillamente senza nessun bisogno di inserire un codicillo ad una legge esistente.

Terzo punto, ma siamo così sicuri che internet sia così importante? Sembra che internet sia l'unica libertà e sia il metodo per evitare condizionamenti, per evitare di essere schiacciati dal sistema. Ma se nessun politico (o potente) degna internet di uno sguardo? Pensate davvero che si preoccupino di quelli che ci scrivono sopra? Un esempio, su internet si trova in un rapporto di uno a dieci materiale anti Berlusconi (uno pro e dieci contro), eppure le elezioni hanno espresso chiaramente che la realtà è differente. Insomma non commettiamo l'errore di credere che la rete sia la realtà, la rete è un eccellente modo di comunicare, scambiarsi opinioni e informazioni, ma non è il mondo reale.
@ Antonio

mi sono imbattuto in persone che desideravano regole per tutto ma non per internet.


Probabilmenete sono le stesse persone che sono contrarie al voto di condotta a scuola :)
Un mondo -reale o virtuale- senza regole è invivibile; anche quando è "libera" comunque la rete si autogestisce tramite delle regole non scritte (la netiquette). Dopodichè è giusto auspicare qualcosa che possa proteggere le persone oneste e punire chi agisce in malafede...ma sono il primo a rendermi conto che è molto difficile stabilirle.

Dopodichè è facile che le persone che si oppongono ad un regolamento non siano necessariamente quelli con la coda di paglia (ad esempio chi tiene un blog dove puntualmente offende o diffama altra gente) ma anche le persone oneste che temono in una legge che possa essere dannosa anche per loro...e a quel punto preferiscono dire "per adesso va bene così".

Terzo punto, ma siamo così sicuri che internet sia così importante? Sembra che internet sia l'unica libertà e sia il metodo per evitare condizionamenti, per evitare di essere schiacciati dal sistema. Ma se nessun politico (o potente) degna internet di uno sguardo? Pensate davvero che si preoccupino di quelli che ci scrivono sopra?

Internet ha dei pregi e difetti. Uno dei difetti è quello di rifiutare i media ufficiali per poi andarsi a gettare nelle braccia del primo guri/santone che spara le sue boiate da un blog. Ma è anche vero che se non fosse per internet, come vivremmo ora? Pensa ai due V-Day di Beppe Grillo, pensa alle foto che non sono state pubblicate in Italia, pensa solo alle immagini che i tg non ci fanno vedere (come Obama che non stringe la mano a Berlusconi)...pensa a come sarebbe facile nascondere queste cose alla gente.

Un esempio, su internet si trova in un rapporto di uno a dieci materiale anti Berlusconi (uno pro e dieci contro), eppure le elezioni hanno espresso chiaramente che la realtà è differente.

Perchè la maggior parte dei votanti sono persone ovre 60, che non sanno usare un pc, che forse nemmeno ce l'hanno, che vedono il mondo solo attraverso la tv e i giornali, mentre gran parte dei giovani se ne fregano delle elezioni.


Insomma non commettiamo l'errore di credere che la rete sia la realtà, la rete è un eccellente modo di comunicare, scambiarsi opinioni e informazioni, ma non è il mondo reale.

Giustissimo.
@ Replicante,


Certo che le persone che si oppongo ad un regolamento non sono solo coloro che hanno la coda di paglia, tuttavia a volte (e questo credo sia uno di quei casi) ritengo sia utile che esistono queste persone e che si mettono in prima linea contro ogni tipo di regola.

Chiedo scusa, mi sono espresso male. Quando ho detto "siamo sicuri che internet sia così importante?" Mi riferivo agli occhi dei politici, non al valore reale di internet. A mio avviso internet è importante a seconda dell'importanza che gli da il singolo individuo, per me internet è un mezzo di comunicazione, un modo per tenermi aggiornato. Purtroppo però internet non è affidabile in senso stretto, proprio perchè si trova di tutto e il contrario di tutto.
So anch'io che una regolamentazione è dura, ma mi auguro che con l'intervento di tutti (per lo meno di molti) si possa arrivare a qualcosa di condiviso.

Sui votanti, lascerei il discorso a parte. Dire che i giovani utilizzano internet e quindi sono più informati o che i politici puntano solo alle categorie "over" mi sembra un azzardo... La gente vota per tanti motivi, per convenienza, per ideologia, per tradizione, per convinzione, ecc... Non credo che internet sia uno strumento con cui aumentare più di tanto il proprio bacino elettorale, credo che vadano nei siti "politici" solo chi ha già le idee chiare, cioè i simpatizzanti del politico in questione.
ERRATA CORRIGE



Certo che le persone che si oppongo ad un regolamento non sono solo coloro che hanno la coda di paglia, tuttavia a volte (e questo credo sia uno di quei casi) ritengo sia utile specificare che esistono queste persone e che si mettono in prima linea contro ogni tipo di regola.
Antonio,

mi sa che su l'ultimo punto non hai proprio ragione.
Pensa a IDV che grazie al movimento generato da Grillo e dal blog dello stesso DiPietro ha fatto dei balzi notevoli in termini di consenso elettorale.
Il fatto che non ne parlino molto i mezzi "classici" di informazione non deve trarre in inganno.

In realta' tante informazioni e verita' (anche se in mezzo ad un mare di tante leggende e fandonie) passano solo attraverso la rete ed e' proprio grazie a questo strumento che la liberta' di espressione e' garantita a tutti.
@ Antonio

tuttavia a volte (e questo credo sia uno di quei casi) ritengo sia utile specificare che esistono queste persone e che si mettono in prima linea contro ogni tipo di regola.

Hai ragione. Riprendo l'esempio, a me tanto caro, dei provvedimenti contro i guidatori ubriachi. Io credo che TUTTI vogliamo che non ci siano più incidenti dovuti all'alcool: ma siamo tutti d'accordo che la legge che vietava la vendita di alcoolici dopo le 2 era, oggettivamente, una cretinata. E questo te lo dice sia chi non beve, sia chi beve (ma non si mette alla guida) perchè capisce che non impedisce alla gente di ubriacarsi e, in seguito, mettersi al volante.
Poi, purtroppo, esiste chi ha avuto il coraggio di dire "i vostri etilometri non fermeranno la nostra sete" (lo slogan più stupido della storia) perchè a loro non gliene frega niente degli incidenti, vogliono solo bere, far baldoria e probabilmente si sentono immortali.


A mio avviso internet è importante a seconda dell'importanza che gli da il singolo individuo, per me internet è un mezzo di comunicazione, un modo per tenermi aggiornato. Purtroppo però internet non è affidabile in senso stretto, proprio perchè si trova di tutto e il contrario di tutto.

E' vero. Ma, come vedi, anche nei giornali, radio e tv (che hanno una "ferrea" regolamentazione) si trova di tutto e il contrario di tutto. Molta gente lo sa e fa attenzione, molti invece non ci fanno caso e si bevono tutto, oppure non sono in grado di fare una discriminazione.


Sui votanti, lascerei il discorso a parte. Dire che i giovani utilizzano internet e quindi sono più informati o che i politici puntano solo alle categorie "over" mi sembra un azzardo... La gente vota per tanti motivi, per convenienza, per ideologia, per tradizione, per convinzione, ecc... Non credo che internet sia uno strumento con cui aumentare più di tanto il proprio bacino elettorale, credo che vadano nei siti "politici" solo chi ha già le idee chiare, cioè i simpatizzanti del politico in questione.

Guarda, senza entrare in OT, io ho detto quella frase basandomi sull'esperienza. Ho lavorato tre volte ai seggi, in tre sezioni diverse, e ho notato che la stragrande maggioranza dei votanti erano anziani; gli over 40 erano una nettissima minoranza. Benchè so benissimo che ci sono anziani sveglissimi e magari al passo coi tempi, non ho molti dubbi che quelli che ho visto erano in gran parte persone che non hanno un pc, che si informano guardando la tv e non hanno altri mezzi di informazione. Gente che probabilmente pensa che le foto di Villa Certosa non siano mai arrivate in Italia o che la fecondazione assistita sia un crimine contro l'umanità. Però questa gente ci crede ancora nella politica: saranno alla loro 60esima votazione, eppure ci vanno ancora, forse memori di quando abbiamo avuto la monarchia e la dittatura. Addirittura è arrivato un anziano in sedia a rotelle, che poi, aiutandosi col bastone, ci ha messo quasi 10 minuti tra l'entrare nel seggio e votare... Invece i giovani che avranno votato 2 o 3 volte già non hanno più voglia, non escono perchè piove o fa caldo, o perchè tanto "il mio voto non cambierà niente".
E quindi i giovani internauti possono anche essere informatissimi su tutto il marcio che esiste in Italia, ma se poi quando possono far sentire la loro voce, rinunciano, ecco che vincono le persone che non possono leggere i blog di controinformazione.
Sempre riguardo all'alcool: ora chi ha la patente da meno di tre anni deve guidare con un tasso alcolemico pari a ZERO!
Però questa legge continua a non garantire che chi guida ubriaco venga sicuramente beccato!

Quindi se prima di uscire avete mangiato un babà o un mon cheri, magari rischiate l'arresto perchè avete la sfortuna di beccare una battuglia, ma quelli che invece si sfondano d'alcool e sanno le strade in cui non ci sono mai controlli, continueranno a farlo, rischiando di ammazzarsi ma sopratutto di ammazzare.
@ Paolo,
sul fatto che il successo dell'IdV dipenda in buona parte da Grillo e dal movimento di internet sono scettico... Questo lo dico perchè ho fatto diverse ricerche in proposito e alla fine gli attivisti grillini fanno molto rumore, ma andandoli a contare non sono poi la marea che dicono di essere. Basti pensare il disastroso risultato delle liste civiche, hanno eletto un rappresentante in 19 comuni e due rappresentanti in 2 comuni (totale 23 eletti e 21 comuni su 63 in cui si erano presentati). Senza contare che Grillo nelle elezioni passate aveva indicato chiaramente di non andare a votare, e nonostante questo non vi è stato nessun aumento dell'astensione.
Verosimilmente l'IdV è stata premiata dal fatto di essere l'unico alleato del PD, tutti sapevamo che votando un partito di sx al di fuori della coalizione di Veltroni si sarebbe fatto un favore al cdx, ragion per cui ritengo che molti elettori di sx abbiano votato per csx, in particolare per Di Pietro. A sostegno di questa teoria si possono controllare le percentuali dei votanti, si noterà che sommando IdV e sx il valore rimane pressochè lo stesso nelle varie elezioni.
cfr. il film "V per Vendetta" :)

(le maschere)
@ Replicante,
su giornali e tv ci sarebbe da parlare per ore... Purtroppo le regole ci sono e vengono costantemente ignorate. A me piacerebbe che la rete avesse delle regole serie e condivise, tutto qua. Altrimenti è un calderone ancora peggio della tv e dei giornali, i quali per sopravvivere hanno bisogno di soldi e quindi non sono di libero accesso al primo truffatore che salta fuori (anche se sappiamo quanti truffatori ci siano sulle tv private) mentre su internet chiunque può spacciarsi per chissà chi e gabbare molte più persone che con il semplice passaparola a cui erano costretti i ciarlatani.

Ciò non toglie che ci siano anche molte cose serie e interessanti, ma non tutti sono in grado di verificare quali siano quelle serie e quali siano bufale (per non dire di peggio).

Riguardo ai seggi, io un' esperienza esattamente contraria alla tua, nelle diverse elezioni che ho vissuto in prima persona ho incontrato quasi tutti gli under 35, calo notevole nella categoria tra i 35 e i 60 e leggera ripresa nella categoria over 60. Ma la fascia più giovane è sempre stata la più presente (per la cronaca dalle mie parti la situazione vede nell'ordine PD - PdL - LN - UDC - IdV - altri, per cui non è che siamo una zona "giovane" e quindi ad alta concentrazione IdV), deduco che avendo esperienze diverse e mancando un dato nazionale sia difficile dare un' interpretazione univoca dell'astensione.


Per quanto riguarda i livelli di alcool nel sangue, temo che ci sia poco da fare, è una guerra che si potrebbe combattere solo con auto che si avviano esclusivamente quando il tasso alcoolico del conducente è inferiore a un dato valore... Sono perfettamente d'accordo che certe cose siano delle cretinate, mi ricordo che quando ero più giovane, andavamo a ballare e portavamo nel baule un frigo portatile con i superalcoolici, quando si voleva bere ci facevamo fare il timbro e andavamo nel parcheggio. All'epoca lo si faceva per risparmiare, oggi per aggirare i divieti di vendita.
Non so come si possa arginare il fenomeno, vedo che è un problema in tutto il mondo, in alcuni stati i minorenni non possono nè entrare nei pub nè comprare alcoolici nei supermercati.
il contrasto all'incompetenza (per non dire di peggio) politica non può ridursi solo a diventare più furbi. C'è il rischio di dimenticarsi dell'ingiustizia iniziale e di perseguire unicamente la furberia e l'inganno in ogni occasione. Se nel breve periodo si può dimostrare l'inutilità di regole troppo restrittive agendo d'astuzia, nel lungo periodo sarebbe auspicabile conquistarsi un'indipendenza per vox populi.
A questo proposito, forse lo sciopero serve più a sensibilizzare gli utilizzatori di internet che i politici, quelli non li sensibilizzi con niente (forse solo con i soldi, vedi Mastella qui http://tinyurl.com/mk28xl)
Mi sembra che alcuni non abbiano capito cosa intendevo dire. Non sto dicendo che il contrasto deve ridursi a diventare più furbi.

Quello che intendo è che per negoziare bisogna avere una posizione contrattualmente forte. Adesso gli utenti non ce l'hanno. Se imparano queste tecnologie, la potranno avere.

Lo scopo non è evadere la legge. Lo scopo è poter andare dai politici e dire "Senti, regolamentiamo Internet così e cosà: ti conviene farlo, perché se non lo fai noi lo faremo lo stesso."

Esempio pratico: basta con i DRM sui DVD e Bluray. Sono una scocciatura soltanto per gli onesti acqurenti. Per cui sono inutili e lo sono le leggi che li supportano. Quindi si dice al legislatore "togli il DRM, per favore; se non lo togli, lo toglieremo noi. Vedi tu. Ti conviene negoziare se non vuoi un disastro".

Questo lo puoi fare se sei in una posizione di forza o paritetica. Se vai al ministero e dici "Senti, il DRM è una scocciatura inutile, che ne dici di abolirlo?" la risposta (se va bene) è "No". Se va male, la risposta è "Cos'è il DRM?".
L'unico sistema non eludibile, è e sempre sarà, uno solo: pattugliare quelle ca**o di strade. Dopo aver fatto delle leggi decenti, magari. Meglio una legge giusta, ed applicarla fiscalmente che una legge assurda e poi chiudere regolarmente un occhio (vedi il tasso zero).

La sicurezza sulle strade non si fa fermando chi ha un tasso alcolico superiore a zero.
La sicurezza sulle strade si fa fermando chi non è in grado di guidare in quel momento.
Che questo avvenga perchè ha bevuto, perchè è drogato, perchè è assonnato, perchè è malato o perchè è incapace non ha alcuna importanza, nè distinzione negli effetti.

Si piantano controlli SERRATI, si fa un test non alcolemico ma di reattività. L'idea che mi era venuta tempo fa, guardando un antico simulatore di guida che faceva la stessa cosa, era di mettere il guidatore su una postazione "volante+3pedali", a un certo punto accendere una lampada e misurare quanto tempo ci mette a passare dall'acceleratore al freno. Il tempo in millisecondi che ne esce dà la sua reattività al pericolo, e misura la sua capacità di reazione prodotta da QUALSIASI fattore, non solo l'alcol. Perchè come dice un motto di spirito qui, uno puo' avere 0,1 e vedere la madonna e un altro puo' avere 3,0 e non sentirne l'effetto.

Il contro di pattugliare le strade? Che serve gente per farlo. Ma si sa, che non esistono pasti gratis.
@verzasoft

abbiamo il doppio delle forze dell'ordine della Gran Bretagna

quindi altro che pasto gratis... un sacco di soldi buttati..
Non so se quella che dici sia la strategia migliore quando si ha a che fare con organismi istituzionali che hanno dietro i grandi interessi industriali o il puro desiderio di controllo.
Un'alternativa valida potrebbe essere il fornire una controparte numericamente valida sotto forma di associazione in grado di rappresentare adeguatamente gli interessi di una parte della società.
In questo caso poi, la difesa governativa del decreto riguarda il controllo delle affermazioni pubblicate con troppa allegria che lederebbero la reputazione di alcuni soggetti.
In mancanza d'altro va bene anche una lotta sotterranea,come dici, anzi è auspicabile, però la vedo più come resistenza che come attività di promozione o intervento diretto.
Come ultima ratio c'è sempre la raccolta di firme per un bel referendum, ma con l'aria che tira tra gli elettori...
(e nun piglià subito d'aceto :-)
bye
paopasc
See, con tutto quello che ha visto finora tra undici settembre, scie chimiche, cerchi nel grano e bufale varie, prima che Paolo s'inacidisca ce ne vuole...
Probabilmente lo faranno santo, patrono protettore della Rete e anche della Pazienza.

Quanto allo "sciopero" dei blog, bisogna pensare allo scopo principale di uno sciopero o di una protesta: ovvero letteralmente rompere le scatole per ricordare a utenti e datore di lavoro che hanno bisogno di noi, oppure semplicemente farsi sentire per dare visibilità alle proprie richieste e idee. In questo caso, ho sentito parlare di questo sciopero... da questo articolo, e non sono esattamente un lettore distratto della rete. Daccordo, forse così si informeranno un po' di frequentatori di blog, ma sicuramente passerà inosservato al grande pubblico che si informa solo attraverso i tradizionali giornali e TV, e ai politici (forse se facesse uno sciopero il server di Facebook e YouPorn...)
Quindi sono sostanzialmente daccordo con Paolo: va bene parlarne e informare la gente come si fece al tempo con il Palladium, fino a richiedere modifiche ai disegni di legge "nel mondo reale", ma fare uno sciopero dei blog mi sembra veramente inutile. Anche perchè auto-oscurarsi per protestare contro chi vorrebbe metterci a tacere, o in alternativa postare un articolo per parlare dello sciopero dei post, mi sembrano entrambi dei controsensi.
Un po' come se i giornalisti protestassero contro la censura... scioperando e non pubblicando alcuna edizione, oppure stampando edizioni speciali per far sapere a tutti che stanno scioperando. Non mi pare molto efficace nè logico.
> Lo so, sono pessimista. Per questo non abito più in Italia


Potremmo fare tutti come te! Dì un po', il Canton Ticino è abbastanza grande per tutti!??!!?